Visualizzazione post con etichetta minacce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta minacce. Mostra tutti i post

giovedì 9 febbraio 2012

Psico-setta Arkeon: a che punto è il processo? A quando la verità?



La “Arkeon”, ribattezzata “psico-setta Arkeon”, contava migliaia di affiliati in tutta Italia ma, a seguito di numerose denunce, finisce nel mirino della giustizia e nelle indagini della Digos. Per 11 indagati l’accusa è di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. A capo della Arkeon si trovava Vito Carlo Moccia che, rifacendosi vagamente ad altre tecniche del Reiki, ha disseminato l’Italia con la sua presenza ed i suoi seminari atti a fare adepti e (a quanto dicono le carte ed i testimoni) a spillargli soldi per trovare la “felice isola della vita”. “Soffrivano di tumori, aids, infertilità, oppure avevano problemi spirituali, affettivi, matrimoniali. Così, si rivolgevano ad “Arkeon”. Le prime volte, per partecipare ai seminari, pagavano intorno ai 260 euro. Man mano che si passava di livello, però, gli adepti arrivavano a pagare cifre sui 15 mila euro” (fonte Il Messaggero).

I testimoni di questo processo avevano sporto denuncia presso le questure di molte città italiane, ma non erano mai stati creduti. L’intervento di alcune associazioni che si battono per la tutela dei fuoriusciti dalle sette religiose (vedi ad esempio il CeSAP: Centro studi per gli Abusi Psicologici), e dopo l’intervento della stampa, qualcosa ha cominciato a muoversi.

E leggiamo: Gli adepti di Arkeon venivano, attraverso riti e cerimonie volte a condizionarne la mente, assoggettati alla volontà di individui che si facevano chiamare “mestri”; si parla di cerimonie in cui, tra musica ad altissimo volume, stridenti gong di tamburo ed urla strazianti, i partecipanti venivano portati a credere di essere stati violentati dai genitori o da un non ben precisato pedofilo durante l’infanzia. Uno degli imputati del processo di Bari, il maestro di Arkeon Francesco Antonio Morello, è stato condannato a Milano a 6 anni di reclusione e 5 mila euro di risarcimento, per aver abusato sessualmente di due sue allieve che frequentavano i suoi seminari. Facendo leva sulle loro debolezze e sul ruolo da lui rivestito, le ha indotte a pratiche sessuali che, secondo lui, sarebbero servite a far riemergere il ricordo di un presunto abuso sessuale vissuto nell’infanzia. A Bari Morello è imputato per i reati di associazione a delinquere finalizzati a truffa, abuso della professione, violenza privata. È inoltre indagato per calunnia, insieme ad altri 46 membri di Arkeon che hanno denunciato due fuorusciti della setta e la presidente del CeSAP, la psicologa Lorita Tinelli. A Febbraio dello scorso anno si è tolto la vita, con un colpo di pistola nel suo studio di Genova, il dottor Carlo Fornesi, il primo a denunciare, insieme ad una altra ex adepta ed alla psicologa Lorita Tinelli, il gruppo Arkeon.

Dopo la sua morte sale la pressione sugli altri testi che si apprestano a parlare ai giudici. La paura più grande è che il processo cada in prescrizione, secondo solo alla paura di subire violenze di ogni tipo da parte delle centinaia di membri cha ancora oggi continuano a minacciare di morte chiunque metta i bastoni tra gli ingranaggi della macchina trita-menti di Arkeon. (fonte: quotidianodibari).


La “trasgressione creativa” secondo un ex maestro di Arkeon. Questa “meraviglia” l’ho vista applicare solo a donne che non avevano intenzione di “piegarsi”. Se la moglie oppone troppa resistenza al “passaggio”, salta fuori la mitica “trasgressione creativa ”, agita o solo minacciata, che è una delle più brutte e cattive violenze psicologiche che si possano fare ad una persona: bisogna assistere al tradimento del proprio partner che rivolge le sue attenzioni a una del gruppo che “ha fatto il passaggio” o comunque è “più affidata” stando zitte e accogliendo quella “punizione” perché non si è fatto il passaggio. Allora, o diventi come vuole il maestro e di conseguenza come vuole il gruppo pilotato dal maestro, o vieni lasciata da tuo marito per un’altra donna più docile e “allineata”. E con quale soddisfazione ho sentito il maestro raccontare come queste donne abbandonate passavano le loro giornate a piangere o urlare la loro impotente rabbia al telefono, con lui che non perdeva occasione di girare il coltello nella piaga. Credo che qui si possa ben parlare di sadismo allo stato puro, che viene mascherato da strumento di evoluzione. Questa situazione porta molto spesso una persona a dover sottostare ad umiliazioni e a prostituirsi, in senso psicologico, per non perdere la persona amata e che spesso è rimasta l’unico riferimento affettivo che ha nella vita. (fonte: ilquotidianodibari)

All’udienza del 5 ottobre dello scorso anno, che ha visto sfilare un’ondata di testimoni, non si è presentato (pare per motivi di salute) Vito Carlo Moccia, fondatore di Arkeon, che è stato rinviato all’ascolto il 12 ottobre stesso: ad oggi compare solo il silenzio.

La lungaggine del nostro ordinamento giuridico stà facendo avvicinare troppo il momento della prescrizione quando invece questo processo, che ha un’importanza nazionale, deve concludersi con la verità su quanto accaduto alle persone dentro Arkeon.

Antonella Paparelli

giovedì 3 marzo 2011

Arkeon, processo rinviato ad aprile

Gli adepti se la ridono: il giudice è malato così... Nel frattempo si apre l'inchiesta sul “maestro” della setta suicidatosi la scorsa settimana
Udienza rinviata ad Aprile perché “il Presidente del consiglio giudicante è malato”. Slittano ancora i tempi della giustizia sul processo alla psico-setta Arkeon, i cui adepti sarebbero stati manipolati psicologicamente da fantomatici “maestri” col fine di estorcere denaro e favori di ogni genere. E chissà cosa racconteranno ora i giudici, alle vittime delle violenze psicologiche e morali – ma anche fisiche – lasciate sole dalle autorità a fronteggiare minacce e diffamazioni di ogni tipo da parte dei “fedelissimi” di Arkeon. Questi ultimi, di certo, se la staranno ridendo per l'impunità di cui godono e per i tempi di un processo che, se continuerà a questo ritmo, rischia di cadere nell'abisso della prescrizione. E chissà che non abbiano già postato, sui loro blog sparsi per tutta la rete, frasi di giubilo e di scherno contro gli psicologi del CeSAP (Centro studi per gli Abusi Psicologici) e dei testimoni fuoriusciti della setta che si sono schierati a parte civile nel processo, illusi che la magistratura possa riportare la luce nelle loro vite ancora minacciate dall'ombra inquietante della setta. Ma non trapelano solo notizie scoraggianti dai palazzi di giustizia. Si è aperta in questi giorni un'inchiesta sul caso di Carlo Fornesi. Lo psicologo genovese, ex “maestro” di Arkeon, suicidatosi venerdì scorso nel suo studio nel capoluogo ligure. I suoi computer sono stati sequestrati dalla polizia che ha avviato le indagini sulla morte. E chissà che dai files che verranno esaminati non vengano fuori nuove verità.Fornesi era stato il primo a denunciare Arkeon e, insieme ad una ex discepola e alla psicologa Lorita Tinelli (parte civile nel processo nonché fondatrice del CeSAP), nei mesi scorsi aveva ricevuto oltre un centinaio di denunce da altrettanti membri della setta, più un atto di citazione con richiesta di oltre quattro milioni di euro di danni. Calunniato e diffamato nella rete informatica, dai blog creati da alcuni membri di Arkeon e dai suoi sostenitori, lasciato dalla moglie (anch'essa adepta di Arkeon) che era stata indotta a sposarlo durante la sua “militanza” nella setta, lo psicologo 43enne – che soffriva da un po' di tempo di una forte depressione causata, pensano in molti, principalmente dal recente divorzio – non ha retto a tutto quanto decidendo di farla finita.Complice una giustizia troppo lenta, un teste chiave nel processo è morto e con lui finiscono nella tomba anche i segreti che avrebbero potuto fare luce sulle pressioni psicologiche e sul “lavaggio del cervello” che subiva chi entrava in contatto con Arkeon. Dopo la morte del Fornesi, sale la pressione sugli altri testi che si apprestano a parlare ai giudici. La paura più grande è che il processo cada in prescrizione, seconda solo alla paura di subire violenze di ogni tipo da parte delle centinaia di membri che ancora oggi continuano a minacciare di morte chiunque metta i bastoni tra gli ingranaggi della macchina trita-menti di Arkeon. “Sono oggetto di continue minacce, anche di morte, da parte di alcuni adepti della setta – ha dichiarato la dottoressa Tinelli – voglio che sia fatta giustizia e che la macchina giudiziaria del nostro Paese non sia così lenta come sembra invece essere”. La lentezza delle procedure processuali, infatti, potrebbe portare alla prescrizione di alcuni dei reati imputati al fondatore della setta Carlo Moccia. “Continuo la mia lotta contro un gruppo di persone che agisce in modo mafioso – ha continuato la psicologa – sotto continue minacce e denigrazioni, anche per mezzo di internet (sono molti i blog dei seguaci di Arkeon che gettano fango sulla psicologa nocese ndr), non esco più la sera, sono stata costretta a spostare la sede del mio studio in un luogo abitato e vivo ogni giorno con la paura di ritorsioni su di me e, soprattutto, sulla mia famiglia”.

Mirko Misceo

domenica 4 luglio 2010

CHI MANIPOLA LA TUA MENTE? - VECCHI E NUOVI PERSUASORI.




Riconoscerli per difendersi.

Persuasori occulti, manipolatori di professione, studiano la psicologia collettiva per tenerla sotto controllo e sfruttarla, condizionando i comportamenti delle masse. Nell'era della comunicazione globale, essi dispongono di un corpus di conoscenze molto vasto in ambito sociopsicologico e di tecnologie sofisticate e penetranti. Gli interventi di questi esperti sugli individui, i gruppi, le comunità e le masse sono scientifici e sistematici. Per convincere e conquistare non hanno bisogno di ricorrere ai metodi autoritari di un tempo, alle minacce o alla violenza, le loro armi sono la seduzione, la persuasione e la suggestione

Editore: GIUNTI EDITORE
Collana: SAGGI GIUNTI
Pubblicazione: 04/2009
Numero di pagine: 156
PREZZO: € 12,00


Anna Oliverio Ferraris

Chi manipola la tua mente?
Vecchi e nuovi persuasori. Riconoscerli per difendersi.

Non possiamo fidarci ciecamente dei gestori dell’informazione né abbandonarci fiduciosi alle emozioni preconfezionate delle fiction. Ben più efficaci delle minacce e della violenza sono oggi le raffinate tecniche di manipolazione che spingono verso scelte inconsapevoli.
È arrivato il tempo di riacquistare la nostra autonomia nei confronti dei media e dei persuasori di professione. Come? Svelando i trucchi del mestiere. Diventando esperti quanto loro.

Imitazione, bisogno di affidarsi, condivisione delle emozioni, rispecchiamento di sé negli altri, sono esigenze psicologiche alla base della socialità, dell’aggregazione con i propri simili, della comprensione dei rapporti umani.
Questi utili meccanismi hanno funzionato per millenni senza grandi problemi, anche se già i filosofi greci ne intravedevano le possibili trappole. Oggi queste strade che ci mettono in rapida comunicazione gli uni con gli altri, che ci emozionano, ci suggestionano e convincono, sono sempre più battute a causa di un traffico incessante di messaggi mediatici, di immagini, di persuasioni palesi e occulte.

Anna Oliverio Ferraris dal 1980 è Ordinario di Psicologia dello sviluppo presso l'Università "Sapienza" di Roma. Psicologa e psicoterapeuta, è autrice di numerosi saggi e articoli scientifici in cui affronta, tra l'altro, i temi della comunicazione in contesti diversi, del rapporto con TV e nuovi media, delle dinamiche identitarie nella società contemporanea. Dirige la rivista "Psicologia contemporanea" e collabora da anni con le riviste: "Prometeo", "Vita Scolastica", "La scuola dell'infanzia", "Vita dell'infanzia". È stata membro della Consulta Qualità della Rai e del Comitato Nazionale di Bioetica.


La buona e la cattiva comunicazione
I nuovi persuasori
clicca qui :
Intervista a Anna Oliverio Ferraris di Ermanno Detti

lunedì 28 settembre 2009

Possibili reati penali riscontrabili nelle "sètte"

Taluni reati possono essere commessi ai danni di colui che si vuole fare adepto di una "setta" o di un "movimento religioso alternativo" o di un "nuovo movimento magico":

Truffa

Minacce

Violenza morale

Estorsione

Sequestro di persona

Sfruttamento

Lesioni

Abusi sessuali

Pedofilia

Spaccio di stupefacenti

Induzione al suicidio

Altri reati possono essere commessi dagli adepti stessi a danno di altri “consettari” o di soggetti esterni alla "setta":

(gli stessi su menzionati)

Reati familiari

Detenzione e spaccio di stupefacenti

Profanazione di cimiteri

Danneggiamenti

Furti comuni e furto d’informazioni

Maltrattamento di animali

Art. 348 Cp
– punito chi esercita abusivamente una professione per la quale necessita una speciale abilitazione dello Stato; (ad esempio molti "guru" esercitano abusivamente la professione medica. La ipsnosi, la psicoterapia suggestiva, la diagnosi a intuito subliminale è riservata agli iscritti all'albo medico. Molti esercitano pratiche fisiologiche di dubbia efficacia e con un evidente svolto esoterico, pensiamo alle "medicine" alterative, senza essere medico iscritto all'albo... inoltre non esiste alcun "albo" delle "medicine" alternative riconosciuto dallo Stato)

Art. 403 Cp – offese alla religione dello Stato mediante vilipendio di persone; (ad esempio il satanista esprime disprezzo verso la religione cattolica, i suoi valori e chi la professa)


Art. 404 Cp
– offese alla religione dello Stato mediante vilipendio di cose; compie profanazione di Chiese, furto o distruzione degli oggetti sacri (la Croce, le ostie, …)


Art. 405 Cp
– turbamento di funzioni religiose del culto cattolico (ad esempio i satanisti possono disturbare le funzioni religiose, ostacolando le attività del sacerdote)


Art. 406 Cp – delitti contro i culti ammessi dallo Stato; i satanisti ostacolano, dileggiano ed offendono le religioni di derivazione cristiana


Art. 407 Cp – violazione di sepolcro; i satanisti possono procurarsi cadaveri o parti di cadavere per compiere i loro riti


Art. 408 Cp
– vilipendio delle tombe; i satanisti talvolta entrano nei cimiteri distruggendo le tombe o lasciandovi segni offensivi


Art. 410 Cp – vilipendio di cadavere; alcuni satanisti compiono atti di necrofilia o necrosadismo sui cadaveri


Art. 411 Cp – distruzione, soppressione, sottrazione di cadavere; alcuni satanisti, durante i riti, oltraggiano o distruggono parti di cadavere


Art. 412 Cp – occultamento di cadavere; nel satanismo, talvolta, dopo il rito il cadavere viene fatto sparire sotterrandolo di nascosto


Art. 413 Cp – uso illegittimo di cadavere; per manipolazioni, talvolta, dei satanisti secondo i loro particolari rituali


Art. 527 Cp – atti osceni; durante i loro sabba all’aperto, talvolta nel satanismo, avvengono atti sessuali davanti a tutti i partecipanti


Art. 528 Cp – pubblicazioni e spettacoli osceni; per la loro propaganda diffondono opuscoli con riportati gli atti del sabba


Art. 564 Cp – incesto; durante i riti del sabba sono possibili atti sessuali con la propria prole


Art. 566 Cp – supposizione o soppressione di stato; alcuni genitori della setta non denunciano la nascita dei propri figli


Art. 572 Cp – maltrattamenti in famiglia; durante le messe nere i genitori possono maltrattare o picchiare i figli


Art. 575 Cp – omicidio; durante i sabba e le messe nere possono essere commessi omicidi


Art. 578 Cp
- infanticidio; durante il sabba, in onore di Satana, una madre potrebbe uccidere il figlio nascente


Art. 579 Cp – omicidio del consenziente; alcuni satanisti possono convincere e favorire in alcuni adepti il suicidio


Art. 580 Cp
– istigazione o aiuto al suicidio; per la salvezza degli adepti i capi possono istigarli al sucidio

Art. 605 Cp. Sequestro di persona. - Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione ...


Art. 609bis Cp
. Violenza sessuale. - Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione...
Alla stessa pena soggiace chiunque induce taluno a compiere o subire atti sessuali:

abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;
omissis
Art. 609ter Cp. Circostanze aggravanti. - ... se i fatti di cui all'articolo 609bis sono commessi (ad esempio, durante i sabba e le messe nere è tipico sottoporre donne e bambini a violenza sessuale):

omissis
con l'uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa;
omissis
omissis
omissis
Art. 610 Cp – violenza privata; ad esempio i satanisti potrebbero obbligare i nuovi adepti ad agire contro la loro volontà

Art. 613 Cp. Stato di incapacità procurato mediante violenza. - Chiunque, mediante suggestione ipnotica o in veglia, o mediante somministrazione di sostanze alcoliche o stupefacenti, o con qualsiasi altro mezzo, pone una persona, senza il consenso di lei, in stato d'incapacità di intendere o volere, è punito con la reclusione ... (ad esempio i capi "sètta" possono utilizzare alcool o droghe per alterare il giudizio degli adepti)

Art. 638 Cp – uccisione o danneggiamento di animali altrui; durante i riti satanici vengono utilizzati anche animali da sacrificare

Art. 640 Cp
– come aggravante della truffa "l'incussione del timore di un pericolo immaginario" (ad esempio lo sfruttamenteo del timore superstizioso)


Art. 643 Cp. Circonvenzione di persone incapaci. - Chiunque, per procurare ad altri o a sé un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato di infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è punito con la reclusione ... (ad esempio, talvolta i satanisti cercano prede facili come i minori, gli infermi ed i portatori di handicap)

Art. 727 Cp – maltrattamento di animali; per gli animali che vengono molestati ed uccisi durante i riti


Art. 728 Cp. Trattamento idoneo a sopprimere la coscienza o la volontà altrui. - Chiunque pone taluno, col suo consenso, in stato di narcosi o di ipnotismo, o esegue su di lui un trattamento che ne sopprima la coscienza o la volontà, è punito, se dal fatto deriva pericolo per l'incolumità della persona, con l'arresto... (ad esempio trattamenti con droghe o ipnosi effettuati su persone consenzienti).



... forse è praticabile dalla famiglia la strada della "procedura per la interdizione giudiziale" del proprio famigliare adepto per salvarlo dalle grinfie della "sètta"... (link esterno)



Il 29 Aprile 1998, dopo circa due anni di indagine, il Ministro degli Interni Giorgio Napolitano ha inviato alla Commissione per gli Affari Costituzionali della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano un voluminoso rapporto dal titolo "Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia", redatto dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Il Rapporto è è stato inviato anche a membri del Parlamento e alla Stampa. La notizia è stata diffusa con enfasi sulle prime pagine dei quotidiani italiani (link esterno). I possibili problemi di rilevanza penale connessi a questa tipologia di gruppi sono: 1)Lavaggio del cervello e Controllo Mentale; 2)Frode; 3)Celare sotto la facciata della religione «pratiche immorali e attività illegali»; 4)Predicare dottrine a tal punto "irrazionali" da poter condurre i membri ad attività pericolose per la sicurezza nazionale; 5)Piani di sovversione politica. Inoltre viene detto delle "psicosette", le "sette" ritenute "più pericolose": «utilizzano meccanismi subliminali di fascinazione e il cosiddetto ”lavaggio del cervello” o altri metodi atti a limitare la libertà di autodeterminazione del singolo... Nella fase di proselitismo e in quella di indottrinamento usano sistemi scientifici studiati per aggirare le difese psichiche delle persone irretite, inducendole ad atteggiamenti acritici e obbedienza cieca».

Frequentemente le "sètte" una volta che hanno "spremuto" l'adepto lo lasciano anche senza un sostegno economico. A questo riguardo ha legiferato il Parlamento europeo su un’azione comune degli Stati membri della Comunità europea di fronte a diverse infrazioni alla legge compiute da recenti organizzazioni che operano al riparo della libertà di religione (Strasburgo, 22 maggio 1984):

"Il Parlamento europeo,

A. conscio della preoccupazione che suscitano in taluni cittadini e famiglie della Comunità le attività di nuove organizzazioni che operano al riparo della libertà di religione quando le loro pratiche ledono i diritti dell’uomo e del cittadino e pregiudicano la situazione sociale degli interessati,

B. ribadendo il principio che negli Stati membri della Comunità europea vige la piena libertà di religione e di opinione e perciò gli organi della Comunità non hanno alcun diritto di giudicare la legittimità delle credenze religiose in generale e l’attività religiosa in particolare,

C. convinto che in questo contesto non si pone in discussione la validità delle convinzioni religiose bensì la liceità o meno delle pratiche connesse con l’ammissione di nuovi membri e il loto trattamento,

D. considerando che i problemi posti dal sorgere delle predette organizzazioni costituiscono un fenomeno mondiale che si manifesta, sia pure con intensità diversa, in tutti gli Stati membri e ha già dato luogo in alcuni di essi a indagini, a provvedimenti governativi e a sentenze,

E. considerando che i membri di queste organizzazioni, quando abbandonano il modo di vita fino ad allora seguito, incontrano problemi sul piano sociale e lavorativo che possono avere conseguenze negative non solo per loro stessi, ma anche per la società e per il sistema sociale,

F. consapevole che è molto difficile - date le differenti denominazioni di queste organizzazioni negli Stati membri - farsene un’idea neutrale intesa da tutti allo stesso modo.

1. - Ritiene necessario che i competenti Consigli dei ministri - vale a dire i ministri dell’interno e della giustizia riuniti nell’ambito della cooperazione politica nonché il Consiglio dei ministri degli affari sociali - abbiano al più presto uno scambio di informazioni su problemi sollevati dall’attività delle predette organizzazioni e che in tale sede vengano trattati in particolare i seguenti temi:


a) procedura applicata nel conferimento del carattere di utilità pubblica e nella concessione dell’esonero fiscale a queste organizzazioni;

b) osservanza delle leggi vigenti nei rispettivi Stati membri, per esempio in materia di diritto del lavoro e della sicurezza sociale;

c) conseguenze dell’inadempienza di queste leggi per la società;

d) ricerca delle persone scomparse e possibilità, in questo campo, di una cooperazione con paesi terzi;

e) in quale modo verrebbero lesi i diritti della libertà personale dei membri;

f) istituzione di servizi che forniscano assistenza legale ai membri quando lasciano le rispettive organizzazioni e li aiutino a reinserirsi nella società e nel mondo del lavoro;

g) attuali carenze legislative dovute a normative diverse nei singoli Stati, cosicché in certi paesi si possono esercitare attività eventualmente vietate in altri.

2. - Invita gli Stati membri a mettersi d’accordo su una raccolta di dati concernenti le ramificazioni internazionali delle predette organizzazioni, compresi eventuali nomi fittizi e organizzazioni camuffate, nonché le loro attività negli Stati membri.

3. Invita la Commissione:

a) a presentare una relazione su quanto si è detto al paragrafo 2, che indichi in particolare come si siano comportate sinora le istanze statali, soprattutto organi di polizia e tribunali, di fronte alle infrazioni della legge compiute da queste organizzazioni e riferisca sui risultati cui sono pervenute le commissioni d’inchiesta, insediate dallo Stato, in merito a queste organizzazioni;

b) a elaborare procedure atte ad assicurare, in questo contesto, un’efficace protezione dei cittadini della Comunità.

4. - Chiese ai competenti Consigli dei ministri - sulla base dei dati raccolti e della relazione della Commissione - di dibattere i problemi posti dall’attività delle predette organizzazioni e di mettere in tal modo gli Stati membri in condizione di tutelare in maniera concertata i diritti dei loro cittadini.

5. - Raccomanda che per l’esame, la registrazione e la valutazione dell’attività delle suddette organizzazioni vengano impiegati i seguenti criteri:

a) le persone che non hanno raggiunto la maggiore età non dovrebbero essere obbligate ad assumere un impegno di adesione a lungo termine e determinante per il loro avvenire;

b) dovrebbe essere previsto un sufficiente periodo di riflessione sull’impegno che si intende assumere, abbia esso carattere finanziario o personale;

c) dopo l’adesione a un’organizzazione i contatti da parte della famiglia e degli amici devono essere possibili;

d) non si dovrebbe impedire ai membri che hanno già iniziato un corso di formazione di portarlo a termine;

e) devono essere rispettati i seguenti diritti dell’individuo:

- il diritto di abbandonare liberamente un’organizzazione;

- il diritto di mantenere contatti con la famiglia e gli amici sia direttamente che tramite corrispondenza o telefono;

- il diritto di chiedere un consiglio all’esterno, sia di carattere giuridico che di altro tipo;

- il diritto di chiedere l’assistenza medica;

f) nessuno deve essere mai incoraggiato a infrangere una legge, in particolare nel contesto della raccolta di fondi, per esempio esercitando la questua o la prostituzione;

g) le organizzazioni non possono richiedere un’adesione permanente all’organizzazione a quei membri potenziali - per esempio studenti o turisti - che si trovano temporaneamente in un paese diverso da quello di residenza;

h) al momento del reclutamento di nuovi membri, si devono sempre e immediatamente specificare la denominazione e i principi dell’organizzazione;

i) le organizzazioni sono tenute a fornire alle competenti autorità, qualora esse lo richiedano, informazioni sulla residenza o sulla dimora dei membri;

j) le predette organizzazioni devono assicurare che le persone che dipendono da loro o svolgono un’attività per loro siano coperte dalle assicurazioni sociali negli Stati membri nei quali vivono o lavorano;

k) se un membro intraprende un viaggio all’estero, soprattutto in un paese lontano, nell’interesse dell’organizzazione, quest’ultima deve assumersi la responsabilità del viaggio di rientro del membro, specialmente in caso di malattia;

l) le telefonate dei parenti devono essere comunicate ai membri interessati; la corrispondenza deve essere inoltrata immediatamente ai destinatari;

m) per i figli dei membri, le organizzazioni devono fare tutto il possibile affinché siano impartite loro un’educazione, un’istruzione e cure appropriate; inoltre, devono evitare tutto quello che può nuocere al loro benessere.

6. - Ritiene auspicabile un’azione comune anche nell’ambito del Consiglio d’Europa e chiede pertanto ai governi degli Stati membri di adoperarsi affinché il Consiglio d’Europa elabori appropriate convenzioni che proteggano efficacemente i singoli dalle possibili macchinazioni di queste organizzazioni e dalla loro coartazione fisica e psichica"




Riferimenti

"Polizia e democrazia"

"Il fenomeno delle sètte"

OLIR

venerdì 4 settembre 2009

Le psicosette viste da uno PSICOTERAPEUTA

"...La gnosi è un antica dottrina secondo la quale conoscere equivale a possedere e quindi conoscendo alcune parole-tecniche-meditazioni-trucchi si può liberare la parte divina e spirituale che è incarcerata nella tomba del corpo. La Chiesa fin dai primi Concili ha avuto a che fare con la gnosi e nel Medioevo è rispuntata fuori, pensate ai Catari, all'esoterismo del `700 e dell'800, e adesso si presentano diffusamente dal New Age, ai gruppi del potenziale umano, cioè della psicoterapia selvaggia. Ma normalmente dietro alla proposta di psicoterapia selvaggia c'è qualcos'altro, cioè una proposta magico-esoterico di tipo gnostico. Alcuni, ad esempio, affermano in maniera gnostica, che la persona grazie alla conoscenza acquisita pagando i suoi corsi arriva a diventare immortale, onnisciente e padrone del tempo, dello spazio e della materia. Purtroppo non abbiamo ancora visto vagare questi superuomini e fintanto che non li vedremo possiamo collocare questi gruppi nell'ambito della paranoia. Queste sette e gruppi non si presentano come organizzazioni religiose ma spesso come organizzazioni di tipo psicoterapeutico, altre si nascondono dietro palestre dove si fanno tecniche di tipo pseudomedico o ginnico. Ci sono palestre di Yoga con due o tre livelli esoterici dove il primo livello è di Hata Yoga, i livelli nascosti sono "orge", "piazzare volantini", ["botte per controllare le proprie energie"] salvo dopo qualche hanno andare dai carabinieri. E' quindi una realtà che si nasconde dietro diverse cose ma alla radice c'è sempre la stessa proposta...Parliamo ora brevemente delle psicosette: in Italia c'è una legge non applicata che parla dell'esercizio abusivo della professione medica e da alcuni anni esiste persino anche un ordine degli psicologi a cui devono iscriversi i “comuni mortali come me”, facendo un certo numero di esami, per poter curare la gente. Ma esiste un esercizio abusivo della professione psicologica e psicoterapeutica. Esiste un certo numero di sigle, e Harmony Body Mind è una di queste, di importazione statunitense, gruppi del potenziale umano, che vendono tecniche di miglioramento del sé. In realtà, sia che coscientemente lo sappiano o non lo sappiano, svolgono un'opera di tipo psicologico, di supporto e di diagnosi terapeutica che per la legge è riservata ai professionisti iscritti all'albo. Alcuni di questi gruppi si rifugiano sotto denominazioni di tipo religioso, ma resta l'esercizio abusivo della professione medica. Ma nel rapporto con il reale, nasce la psicologia lavorando sul paziente che sta male, con una serie successiva di teorie con un processo che è durato secoli, e voi pensate seriamente che arrivi uno dagli USA con la bustina in mano dicendo “fino ad adesso non avete capito niente e arrivo io con la tecnica e ti sviluppo, ti faccio, ti allargo, ti gonfio, hai successo nel lavoro, hai successo con le donne, fai i soldi”? Fa ridere.
Storicamente sono tutte esperienze che hanno dei punti comuni:
1)si rivolgono a gente che ha dei grossi problemi personali;
2)fin dall'inizio li inseriscono in una spirale chiusa (la persona viene inserita nel corso e chiusa all'interno del gruppo);
3)vengono usate una serie di tecniche di condizionamento crescenti che non arretrano di fronte alle minacce e alla violenza fisica e che mirano a smontare la persona a demolirne tutte le certezze, infatti parte integrante di questi corsi sono momenti in cui le persone vengono denudate, insultate e picchiate e prima si fanno firmare delle liberatorie (“io l'ho massacrato ma lui ha scritto nella liberatoria che lo potevo fare”) che qui in Italia, diversamente dagli USA, non hanno nessun valore legale. Queste a loro volta sono persone che sono state deformate da qualcuno che viene da quel mondo, gli USA, in cui “il mercato è tutto e il delirio di onnipotenza va semplicemente venduto e in cui si costruisce la piramide di onnipotenza sulla testa delle persone che si riesce a sottomettere”.

Il segreto del successo delle psicosette è la promessa velata di onnipotenza che in realtà si costruisce solo con la violenza sugli altri. Il problema è che non esiste nel mondo un solo caso di “ricerca indipendente” che attesti la validità sperimentata delle tecniche proposte da questa gente! Molti purtroppo si vergognano di andare dallo psicologo e facilmente si casca nelle maglie di chi ti offre la soluzione nel segreto e nel silenzio, basta pagare e tanto! Allora quando vedete questi corsi che “ti promettono mari e monti”; occorre controllare:1)controllare se queste persone, in tutti gli operatori non solo il "capoccia" ma tutti, hanno il titolo di studio esposto e l'iscrizione all'albo esposta come prescrive la legge;
2)controllare se la struttura in quanto struttura è iscritta e accettata negli elenchi delle strutture che possono fare attività terapeutica;
3)controllare se il "gruppo" ha una convenzione con una Università che l'Università stessa esista e che sia consapevole di questa convenzione perché spesso sono delle “patacche”!
Altrimenti si fa solo della “psicoterapia selvaggia” ed è pacifico che queste persone facciano solo dei disastri. Voi stessi sapete che nelle droghe la dipendenza più difficile ad uscirne è la dipendenza mentale perché in 24 ore la dipendenza fisica è superabile. La fatica è il superamento della dipendenza mentale che è frutto di un condizionamento. Allora c'è un parallelo tra le droghe e queste sette: entrambe inducono un condizionamento tale per cui la persona si persuade che può vivere solo nell'alveo protetto di questo gruppo o sotto l'ombrello di quella sostanza. Queste allora sono tecniche di condizionamento precise, oggettive, riscontrabili che speriamo possano essere sanzionate dal progetto di legge in esame al Parlamento. Ma “rimettersi in piano” da un punto di vista psichico non è una cosa semplicissima e richiede anni! Più state attenti, più fate un favore a voi stessi!".
(prof. Adolfo Morganti, psicoterapeuta)