Martedì 07 Giugno 2011 12:38
Domani riparte il processo alla psicosetta. Nuovi testimoni pronti ad accusare Moccia e gli altri: “Io, violentata da un maestro”
Domani riparte, davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Bari, il processo più atteso e forse più sconvolgente di quest’anno giudiziario. La psicosetta Arkeon sul banco degli imputati: il suo fondatore, Vito Carlo Moccia e gli altri maestri (in particolare Francesco Antonio Morello) accusati di violenza sessuale ed estorsione. Sotto l’attento esame del collegio giudicante il condizionamento psicologico operato dalle sette religiose sugli individui; il processo si presta a trasformarsi in un vero e proprio banco di prova per la Giustizia italiana. Come verranno giudicati, infine, gli imputati? Semplici “violentatori”, “truffatori” o inseriranno i delitti per cui sono accusati nella sfera della “manipolazione psicologica”? Qualunque sia l'esito, i processo è destinato a fare storia negli annali della giurisprudenza. « Fui violentata da un maestro di Arkeon, il pretesto: un rito per riportare alla mente un ricordo d'infanzia; l'attimo in cui, da piccola, sarei stata abusata sessualmente da un pedofilo ». Era emersa così, sconcertante, l'accusa della prima testimone ai danni degli imputati. Durante il processo un'altra donna, ascoltata per ben 3 ore, ha raccontando la sua triste storia della perdita del marito a causa di una trasgressione creativa voluta dal maestro Antonio Morello, dello stupro di gruppo che avrebbe subito durante una cerimonia-rito e di altri tentativi di violenza. Gli adepti di Arkeon venivano, attraverso riti e cerimonie volte a condizionarne la mente, assoggettati alla volontà di individui che si facevano chiamare “maestri”. Si parla di cerimonie in cui, tra musica ad altissimo volume, stridenti gong di tamburo ed urla strazianti, i partecipanti venivano portati a credere di essere stati violentati dai genitori o da un non ben precisato pedofilo durante l'infanzia. « Non te lo ricordi perché eri troppo piccola – cantilenavano i “maestri” – ma di certo hai subito una violenza carnale... l'hanno subita tutti da bambini: questa è la causa dei mali che affliggono la tua vita! ». Il “lavaggio del cervello” condizionava a tal punto gli individui che alcuni hanno persino denunciato alla magistratura, per violenza carnale, ignari genitori, zii e amici. « Non c'era nessun pedofilo – ha dichiarato una testimone, tremante d'emozione e rabbia – erano solo pretesti per estorcermi denaro, usarmi in tutti i modi... anche come oggetto sessuale! ». Più ci si liberava della “presenza del pedofilo”, più si avanzava nel “lavoro di purificazione”, come veniva definito dai maestri di Arkeon. Quest'ultimo consisteva in tre livelli: il primo dal costo di circa 400 mila delle vecchie lire, il secondo di circa 800 mila lire ed il terzo (la testimone racconta il suo percorso nella setta prima e dopo l'utilizzo corrente dell'Euro) di circa 12 mila euro. Una bella cifra, che finiva dritta dritta nelle tasche dei “guru” della setta. E già, perché il risvolto economico di questa vicenda è un elemento da non sottovalutare. « Mi facevano firmare assegni intestati alla mia persona anche se i maestri preferivano consegnassi denaro contante, è più conveniente per degli scambi a nero. In questo modo ho posto nelle loro mani più di 15 mila euro ». La setta aveva aperto sedi in tutta Italia, anche con l'appoggio di alcuni membri della Chiesa, gli adepti erano migliaia: è facile immaginare, quindi, che gli introiti di Moccia & Co. fossero a parecchi zeri. I testimoni di questo processo avevano sporto denuncia presso le questure di molte città italiane, ma non erano mai stati creduti. Solo l'intervento di alcune associazioni, che si battono per la tutela dei fuoriusciti dalle sette religiose (una fra tutte, il CeSAP: Centro studi per gli Abusi Psicologici), e dopo l'intervento della stampa, le acque intorno al caso hanno incominciato a smuoversi. « Ne abbiamo passate di tutti i colori – racconta una testimone – è difficile pensare che le forze dell'ordine, coloro i quali hanno il compito di difendere i cittadini, siano stati i primi a voltarci le spalle ». Ora i ricordi spiacevoli fanno posto alla speranza. « Abbiamo fiducia nell'operato dei giudici, ed invitiamo tutti coloro che hanno mantenuto il riserbo per tanti anni ad uscire allo scoperto e unirsi a noi in questa lotta! Sappiamo che a Bari ci sono molti ex adepti della setta, è ora che escano dall'ombra e facciano sentire la propria voce... ». Il processo che si tiene in questi giorni a Bari fa parte di un filone che si estende per tutto lo stivale. Nei giorni scorsi sì è concluso il processo gemello di primo grado a Milano, che riguarda uno degli imputati del processo di Bari, il maestro di Arkeon Francesco Antonio Morello (il “maestro” citato nelle testimonianze). Morello è stato condannato a Milano a 6 anni di reclusione e 5 mila euro di risarcimento, per aver abusato sessualmente di due sue allieve che frequentavano i suoi seminari. Facendo leva sulle loro debolezze e sul ruolo da lui rivestito, le ha indotte a pratiche sessuali che, secondo lui, sarebbero servite a far riemergere il ricordo di un presunto abuso sessuale vissuto nell'infanzia. A Bari Morello è imputato per i reati di associazione a delinquere finalizzati a truffa, abuso della professione, violenza privata. È inoltre indagato per calunnia, insieme ad altri 46 membri di Arkeon che hanno denunciato due fuorusciti della setta e la presidente del CeSAP, la psicologa Lorita Tinelli. Fissata invece al 20 ottobre 2011 l'udienza per la richiesta di rinvio a giudizio per i primi 46 membri di Arkeon, indagati per calunnia dopo le denunce dei membri del CeSAP e di alcuni fuoriusciti della setta. Il GIP che valuterà la richiesta del PM è la Dr.ssa Romanazzi. Fanno parte di questo primo gruppo di indagati alcuni attuali teste e imputati del già avviato procedimento penale.
Mirko Misceo
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mercoledì 8 giugno 2011
giovedì 17 marzo 2011
Sette politiche

In “Occulto Italia” lobby e complicità attorno ai movimenti esoterici
Autore: Gianni Del Vecchio, Stefano Pitrelli
Titolo: Occulto Italia
Editore: RIZZOLI
Collana: BUR FUTUROPASSATO
Pagine: 512
Prezzo: 12,50 euro
Anno prima edizione: 2011
ISBN: 17048279
Il diavolo, come si dice, è nei dettagli.
Della centralità politica di Domenico Scilipoti l’Italia si è accorta troppo tardi, il 14 dicembre 2010. Troppo tardi siamo arrivati a sapere tutto di lui, dei suoi mutui in banca, del suo lavoro da agopunturista, della sua predilezione per la medicina olistica. Anche il leader del suo ex partito, Antonio Di Pietro, avrebbe dovuto aprire gli occhi molto prima, se si pensa che a settembre decise di affidargli la creazione del Forum nazionale antiplagio e di un Osservatorio sulle sette, un fenomeno allarmante con cui “Mimmo” vantava qualche complicità di troppo.
L’uomo sbagliato al posto giusto. La sottovalutazione di Scilipoti è lo specchio di una sottovalutazione più ampia di cui dà conto Occulto Italia (Bur, 2011, 12,50 euro) di Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, uno giornalista di Europa, l’altro storico collaboratore del giornale.
Il libro smentisce una delle nostre convinzioni più radicate, che cioè le sette riguardino fenomeni periferici e persone periferiche. Non è vera né l’una né l’altra cosa.
Anzi, il libro accende un faro su quello che potremmo chiamare il “terzo livello”, e cioè le complicità più o meno ingenue e consapevoli della politica.
La fascinazione per sette e movimenti esoterici è praticamente trasversale e abbraccia quasi tutto l’arco costituzionale, con la sola comprensibile eccezione dell’Udc. Attenzione, non stiamo parlando di una doppia affiliazione – al partito e alla setta – da parte di amministratori e parlamentari, ma di un doppio movimento che porta i movimenti a cercare la sponda istituzionale e alcuni politici a non scansarla, anzi in qualche caso a rincorrerla a fini elettorali. L’effetto è uno strano paradosso per cui l’Italia si trova ad essere uno dei pochi paesi occidentali in cui sia stata abolito il reato di plagio ma che rischia di scivolare nell’estremo opposto, cioè nel riconoscimento giuridico di sette che, attraverso un insistente lavoro di lobby, mirano alla spartizione fiscale dell’8 per mille e all’intesa con lo Stato italiano.
Pochi ricordano, per esempio, che Scientology sfiorò il colpo grosso quando, nel 2005, Letizia Moratti, allora ministro dell’istruzione, accreditò una società collegata con il movimento fondato da Ron Hubbard, Applied Scholastics, tra gli enti di formazione degli insegnanti della scuola pubblica. Un accreditamento che fortunatamente rientrò nel 2008, grazie all’intervento del ministro Fioroni, ma che per tre anni consentì agli affiliati della religione hubbardiana di indottrinare un bel po’ di insegnanti.
La legittimazione delle sette para-religiose spesso è quasi invisibile. Nel 2006 l’allora ministro per le politiche giovanili, Giovanna Melandri, istituì la Consulta giovanile sul pluralismo religioso e culturale e chiamò a rappresentare i buddhisti italiani i membri della Soka Gakkai, una setta “apocrifa” ma in ascesa grazie a testimonial pop come Sabina Guzzanti e Roberto Baggio.
Dal libro emergono le affinità elettive di certi movimenti per certi schieramenti e viceversa. Per esempio Damanhur, una strana comunità spirituale che ha il suo cuore nella Valchiusella, ai piedi delle Alpi, a 50 chilometri da Torino, è molto gettonata nelle file del centrosinistra.
Radicata in loco, è una setta che può vantare di avere dato il nome a un emendamento parlamentare bipartisan nel 1996 che, di fatto, consentì di condonare la costruzione abusiva del tempio interrato del movimento.
Il paradosso è che Damanhur propone un modello di vita eco-compatibile che, non a caso, ha trovato molte sponde nel partito dei Verdi, nel cui Consiglio nazionale i damanhuriani riuscirono a piazzare ben tre esponenti.
Il libro si dilunga sull’imbarazzo dell’ex leader Alfonso Pecoraro Scanio che nel 2006, nel comune di Vidracco, sede del movimento, riuscirà a raccogliere più preferenze del candidato del centrosinistra Romano Prodi: intervistato in tv sulla sua vicinanza a Damanhur, balbetterà una spiegazione poco convincente. Anche il deputato torinese Luciano Violante – considerato un personaggio «molto ambito» ma «difficile da avvicinare» – si recherà in visita al tempio della setta. Qualche tempo dopo, però, aprirà gli occhi sul movimento nel corso di un’audizione proprio presso la “sua” commissione affari istituzionali dell’Osservatorio nazionale abusi psicologici. Appunto, abusi psicologici. Il racconto-inchiesta di Del Vecchio e Pitrelli raccoglie molte testimonianze personali, ovviamente anonime, che raccontano in tutta la loro drammaticità i maltrattamenti subiti e la difficoltà di uscire dal mondo settario. Il che rende il libro un punto di non ritorno su un fenomeno che certa televisione racconta con troppa superficialità.
L’attività di lobby spesso è necessaria: quando il singolo movimento prova a fare da solo, i risultati in termini elettorali sono quasi comici. Il caso forse più inquietante di complicità tra Palazzo e sette è quello dell’ontopsicologia di Antonio Meneghetti, vero e proprio “genio del male”, che attraverso il veejay Andrea Pezzi riuscì a coinvolgere anche finanziariamente il creatore di Publitalia-Forza Italia Marcello Dell’Utri e i suoi circoli del Buongoverno. Il progetto si chiamava Ovopedia e prevedeva la creazione di un’enciclopedia multimediale che avrebbe dovuto riscrivere la storia secondo il credo meneghettiano. Non consola che oggi Pezzi insegua sponde politiche anche a sinistra.
Non consola nemmeno che seguaci di Meneghetti possano insegnare tranquillamente all’università romana della Sapienza.
Consola, per fortuna, che uno degli uomini politici da sempre più sensibili al problema della manipolazione psicologica delle persone più deboli sieda al Quirinale e si chiami Giorgio Napolitano. Per una volta l’uomo giusto al posto giusto
Giovanni Cocconi
venerdì 23 luglio 2010
Come Mi Vuoi ..

Robin Stern - Come Mi Vuoi Imparare a Difendersi Dalla Manipolazione Emotiva
Descrizione :
Se ritenete che qualcuno vi spinge a fare qualcosa che sapete di non dover fare, oppure vi persuade a credere l'incredibile, probabilmente siete vittime della manipolazione. Vostro marito esagera nel flirtare con un'altra donna e, quando lo affrontate, vi dice di smetterla di essere così sospettose? Dopo una lunga discussione, vi scusate per averlo accusato. Il vostro capo vi ha appoggiato su un progetto durante un colloquio in privato, ma durante la riunione del personale, alla quale sono presenti anche i vostri collaboratori, di colpo cambia tono e vi critica pubblicamente? Vostra madre vi critica su ogni cosa: l'abbigliamento, il lavoro, gli amici e il partner? Voi, invece di reagire, sostenete che spesso lei ha ragione. Può succedervi o, forse, vi è già successo. Ma come ci si comporta in simili circostanze? Quali sono gli errori che è necessario evitare? Lo dice, in questo manuale, Robin Stern, terapista, che spiega come capire se una relazione si sta incrinando e se voi stessi siete responsabili della manipolazione in atto. La manipolazione psicologica è un'insidiosa forma di abuso emotivo: è difficile riconoscerla ed è ancora più difficile liberarsene perché gioca su una delle peggiori paure, quella dell'abbandono, e su molti dei bisogni più profondi: quello di essere capiti, apprezzati e amati. Robin Stern insegna a individuarla, a decidere quali relazioni possono essere salvate e quali devono essere troncate, e a rendere la vita immune alla manipolazione. manipolazione psicologica
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