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mercoledì 20 gennaio 2010

A Bari oggi in tribunale...



Oggi inizia la prima udienza del procedimento penale nei confronti di 11 membri della psicosetta Arkeon, già da tempo nota alle forze dell'ordine.

I reati contestati agli indagati sono: associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, violenza privata, abuso della professione medica, psicologica e psicoterapica, molestie ai minori e calunnia.

Il procedimento penale vede coinvolte diverse parti lese e parti civili provenienti da varie parti d'Italia e si terrà presso il Tribunale Ordinario di Bari, alla via Via Nazariantz 1, primo piano.

giovedì 1 ottobre 2009

PSICOSETTA ARKEON, A GIUDIZIO TRE PONTINI

Il gup del tribunale di Bari Marco Guida ha rinviato a giudizio dieci delle undici persone coinvolte nell'inchiesta sul "metodo Arkeon", tra le quali tre di Latina. La posizione dell'undicesimo indagato è stata stralaciata. Si tratta - secondo l'accusa - di una sorta di psico-setta che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Nell'indagine vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza.

I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo il pm inquirente, Francesco Bretone, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.

mercoledì 1 luglio 2009

Cesap va da Costanzo Arkeon denuncia

Dopo la trasmissione televisiva chiesti 4 milioni di danni al centro studi sugli abusi psicologici.
Lorita Tinelli, presidente del CeSAP (Centro Studi Abusi Psicologici), è stata denunciata dal movimento Arkeon dopo aver partecipato ad una trasmissione televisiva condotta da Maurizio Costanzo all'interno della quale la dottoressa nocese aveva messo in evidenza, con l'ausilio di prove, alcuni presunti limiti dell'attività di quel movimento. Arkeon, il movimento guidato da Carlo Moccia, ha anche chiesto che fosse oscurato il sito internet del CeSAP, per questo lunedì c'è stata una prima udienza e la settimana prossima il giudice dovrebbe esprimersi sulla presunta tendenziosità e non veridicità dei contenuti del forum aperto dal centro sul proprio sito www.cesap.net
La questione è piuttosto grave perchè a seguito della trasmissione televisiva di Maurizio Costanzo il fondatore del movimento di Arkeon ha citato dinandi al tribunale di Bari la dottoressa Tinelli ed alcuni altri ospiti chiedendo il risarcimento dei danni subiti, provvisoriamente quantificati in oltre 4milioni di euro. Alcuni altri aderenti al gruppo hanno poi presentato, a titolo personale, numerose denunce per diffamazione nei confronti delle persone che hanno partecipato alla trasmissione. Mentre è stato solo nei giorni scorsi che il fondatore di Arkeon ha instaurato un procedimento cautelare in corso di causa chiedendo al medesimo Tribunale di Bari l'adozione di un provvedimento urgente volto ad inibire la diffusione sul sito del CeSAP di tutti gli articoli e gli scritti relativi al movimento.
La prima udienza che riguarda la denuncia per diffamazione è stata fissata dal Tribunale di Bari al 17 luglio. Mentre la settimana prossima il giudice si esprimerà sulla validità della richiesta di oscurare il sito del CeSAP.
Il centro nocese fa ricerche sulla manipolazione psicologica e sostiene le vittime di abusi psicologici.

Da FAX, i Fatti della settimana, p. 11 del 10 giugno 2006

venerdì 19 giugno 2009

Sgominata una 'psico-setta': spillava agli adepti ingenti somme di denaro

Associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo di professione, medica, truffa aggravata, violenza sessuale, violenza privata e calunnia, sono le accuse contestate a sei persone che avrebbero fatto parte di una 'psicosetta'

Bari, 11 ottobre 2007 - Una 'psico-setta', che operava su tutto il territorio nazionale, è stata scoperta dalla Digos della Questura di Bari. Secondo quanto accertato, gli esponenti dell'organizzazione, sgominata alle prime ore dell'alba, percepivano dagli adepti ingenti somme di denaro.

Oltre a denunciare i responsabili, gli agenti della Digos hanno sequestrato le sedi dell'associazione e oscurato i siti internet ad essa collegati.


Associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo di professione,
medica, truffa aggravata, violenza sessuale, violenza privata e calunnia, sono le accuse contestate a vario titolo dal sostituto procuratore della Repubblica di Bari, Francesco Bretone, a carico di sei persone, che avrebbero fatto parte di una 'psicosetta', indagate a conclusione di un'indagine durata un anno e nata dal racconto-denuncia fatto da alcuni 'adeptì in due trasmissioni televisive in onda su emittenti nazionali.


Secondo quanto accertato dalle indagini, condotte dalla Questura di Bari, l'associazione nota come "The Sacred Path", con sede amministrativa a Bari, operava su internet in varie parti d'Italia attraverso seminari a pagamento con cui si prometteva ai partecipanti di poter acquisire capacità di autoguarigione fisica e spirituale grazie ad un percorso di insegnamento di tecniche, secondo gli investigatori, vagamente ispirate a filosofie orientali.


Gli adepti, per partecipare alle riunioni organizzate in sale di vari Hotel
, avrebbero pagato cifre comprese tra i 250 euro d'iscrizione e i 15mila euro. Una coppia del nord Italia avrebbe, invece, pagato una somma molto più elevata e vicina ai 200 milioni di vecchie lire.

L'associazione operava da circa 10 anni con il metodo "Ankeon" 'brevettato' dal presunto organizzatore dell'attività illecita, V.C.M, 55 anni di Noicattaro (Bari), che a sua volta lo avrebbe ceduto, pare a fronte di denaro, agli altri indagati che avrebbero operato la stessa attività tra Roma, Palemo, Milano e Latina. Circa una cinquantina sono le denunce giunte fino ad ora agli investigatori, che hanno sequestrato la sede amministrativa barese insieme ad alcuni incartamenti, ed hanno provveduto alla chiusura dei siti internet utilizzati per pubblicizzare l'attività e cercare adepti. Le misure restrittive sono state emesse dal gip del Tribunale di Bari, Vito Fanizzi.

sabato 6 giugno 2009

Le sette

A differenza delle sette sataniche, dove gli adepti conoscono almeno in parte il destino e la realtà a cui vanno incontro, chi entra in una psico-setta non è mai consapevole di entrare in una setta. Cosa che, naturalmente, rende ancora più complicato uscirne. «Il processo» prosegue Tinelli «è simile a quello dell’innamoramento. Dopo tanti anni insieme, bastano una parola, un episodio, un incontro fortuito con un vecchio amico, un libro, un piccolo tradimento per far aprire gli occhi all’adepto e permettergli una visione critica dell’ambiente in cui è precipitato. L’americano Steven Hassan, studioso di sette, dice che il vero io della persona rimane occultato dall’io della setta. Ma che per farlo riemergere, è sufficiente sollecitarlo». Non è facile che capiti. Però capita.

Prevedere la reazione della setta, a quel punto, è praticamente impossibile. La fuga può essere indolore. Ma se l’ex adepto decide di denunciare o rendere pubblici i metodi dell’organizzazione, apriti cielo. «Il quel caso» dice Carnevale «il rischio per il fuoriuscito è di essere aggredito, sul piano giudiziario, dalla setta e da seguaci opportunamente istruiti. Ci sono organizzazioni che dispongono di risorse e studi legali in tutte le città d’Italia». Uno degli ultimi episodi di cronaca riguarda l’associazione Arkeon. Sul sito del Cesap, qualche tempo fa, erano comparsi i messaggi di alcuni ex simpatizzanti che mettevano in guardia da «tecniche di condizionamento» e «pressioni psicologiche». Ai messaggi si sono interessate varie Procure italiane. Il gruppo Arkeon, ritenendo lesivi quegli avvertimenti, aveva chiesto l’oscuramento del sito del Cesap. Richiesta che è stata però respinta dal Tribunale di Bari. Arkeon si definisce, in Internet, come un «percorso individuale di crescita, consapevolezza e sviluppo del potere personale e della leadership».

Michele Scozzai


Parte del Dossier tratto da FOCUS - Febbraio 2007

PER SAPERNE DI PIU’

Aldo Buonaiuto, Le mani occulte, Città Nuova

Steven Hassan, Mentalmente liberi. Come uscire da una setta, Avverbi

www.cesap.net Il sito del Centro studi sugli abusi psicologici

giovedì 7 maggio 2009

Il giudice respinge la richiesta del gruppo spirituale Arkeon e riconosce i meriti del Centro studi abusi psicologici

"Il sito del Cesap non dev’essere oscurato"

Il giudice respinge la richiesta del gruppo spirituale Arkeon e riconosce i meriti del Centro studi abusi psicologici. Entra nel vivo il processo iniziato dopo le testimonianze a Canale 5. Tra i convenuti, Emilio Fede ed RTI Spa. Codacons parte civile. E’ il primo caso in Italia.
Roma, 15 Settembre 2006 Una causa civile e circa settanta denunce penali per presunte diffamazioni. Così il gruppo Arkeon, che promuove un metodo per la crescita personale e spirituale, reagisce alle critiche del Centro studi abusi psicologici (Cesap) e alle testimonianze di alcuni fuoriusciti fatte nel corso del programma “Tutte le mattine”, su Canale 5.
Ma l'azione legale avviata quattro mesi fa da Vito Carlo Moccia, leader di Arkeon, e da molti suoi seguaci, potrebbe diventare un boomerang: il Tribunale Civile di Bari ha infatti rigettato il ricorso proposto in via d’urgenza da Moccia e da alcune società e associazioni riconducibili al gruppo Arkeon che chiedevano l’oscuramento del sito www.cesap.net . Arkeon riteneva lesive le opinioni espresse nel forum del sito, dove i fuoriusciti raccontano le esperienze fatte nel gruppo, criticando il metodo e i maestri. Descrivono come gli affiliati vengono separati da famiglia e amici, esercizi simili a psicoterapie, consegne di simboli segreti, ‘’poteri’’ taumaturgici o per influenzare e modificare gli eventi, ed altri racconti sconcertanti.
Il Tribunale Civile di Bari ha rigettato la domanda cautelare accogliendo le eccezioni sollevate dalla difesa del Cesap, rappresentata dagli avvocati Francesco De Gennaro e Alessandro Lanzi dello studio legale Traverso & Associati, ribadendo il principio di rango costituzionale della libertà di manifestazione del pensiero e della stampa. Secondo il giudice, “gli interessi che il Cesap promuove sono certamente meritevoli di tutela da parte dell’ordinamento giuridico” e l’informazione resa è “altamente meritoria in questo idonea a prevenire gli effetti di un’impropria attività psicoterapeutica svolta da operatori privi di qualificazione professionale”. A conclusione dell’ordinanza, il giudice ha riconosciuto l’importanza dell’intervento del Codacons, l’associazione nazionale per la tutela dei consumatori e degli utenti che si è costituita parte civile per sostenere il Cesap.
Tale procedimento cautelare rappresenta il primo passo nell’ambito del giudizio civile promosso dal ‘’maestro’’ Moccia e dalle società afferenti ad Arkeon, che hanno chiesto un risarcimento di quattro milioni di euro ritenendo diffamanti le dichiarazioni rese da Lorita Tinelli, presidente del Cesap, da un ex-maestro di Arkeon e da una fuoriuscita, durante tre puntate del talk-show di Maurizio Costanzo, “Tutte le mattine”, andate in onda a gennaio. Costanzo, che ha sostenuto apertamente l’attività divulgativa del Cesap, è uno dei pochi giornalisti ad aver mostrato sensibilità nei confronti delle vittime delle sette, affrontando più volte il tema. Nel processo sono convenuti, a vario titolo, anche il direttore del TG4, Emilio Fede, ed RTI S.p.A., la società di Cologno Monzese che ha la licenza per le concessioni televisive di Mediaset.
E' la prima volta che, in Italia, un gruppo simile promuove un'azione giudiziaria per tentare di contrastare l'opinione e l'operato dei critici, cercando di legittimare le proprie attività a suon di querele. Oltre al procedimento civile, infatti, sono circa settanta le denunce penali per presunta diffamazione presentate nelle Procure di tutta Italia dai seguaci di Arkeon, a titolo personale, contro il presidente del Cesap e gli altri ospiti della trasmissione televisiva. Dalla prima ordinanza del Tribunale di Bari, invece, già si evince chiaramente l'orientamento del giudice, ed anche altre associazioni hanno manifestato l'intento di costituirsi parte civile nei numerosi procedimenti in fase di avvio.
Per maggiori informazioni: Codacons Tel. 0832 342690 (Lecce) – 080 5214974 (Bari) - 06 3725809 (Roma) Studio legale Traverso & Associati (Francesco De Gennaro e Alessandro Lanzi) Tel. 06 42011391 CeSAP (Lorita Tinelli) Tel. 338 2396939 – 333 4965750 – 329 6167564
Sul Cesap: L’attività del Cesap, senza fini di lucro, consiste nello studio delle varie forme di abuso psicologico sull'individuo. Dal 1999 il Cesap offre assistenza alle vittime di sette e gruppi totalitari che subiscono plagio mentale, e attraverso il sito internet realizza attività d'informazione con il patrocinio del Ministero della Giustizia. www.cesap.net Su Lorita Tinelli: Lorita Tinelli, presidente del Cesap, è una psicologa formata in Criminologia Giudiziaria presso l'Università di Bari, dove attualmente insegna presso il corso di Alta Formazione Ricorrente in Criminologia Generale Applicata e Penitenziaria, come docente esperta di culti, sette sataniche e manipolazioni mentali. www.loritatinelli.it
Su Arkeon e Vito Carlo Moccia: Arkeon nasce dall’esperienza del signor Vito Carlo Moccia, che dopo vent'anni di ‘’ricerca interiore’’ ritiene di aver acquisito gli strumenti per fungere da “guida”. Arkeon viene proposto come ‘’percorso di crescita personale, un viaggio nei territori della propria anima, un ritorno a Se stessi’’. In Italia è presente ovunque, con una rete di maestri che organizzano - dietro pagamento di ingenti somme - seminari per le migliaia di seguaci e incontri gratuiti per reclutare nuovi aderenti. Secondo i maestri, Arkeon sarebbe un metodo efficace per favorire l'espressione del proprio potere creativo e dei propri talenti e rafforzare la responsabilità per la propria vita. Nella ‘’Carta dei Valori’’ di Arkeon è scritto: "Crediamo nello spirito della tribù che ci unisce come fratelli in un cammino sacro che è la vita. Crediamo (…) al potere del fuoco che brucia perennemente al centro di questo cerchio a rappresentare lo Spirito e gli Antenati". E ancora: "Crediamo nell'un-animità dei Maestri di Arkeon ovvero nella loro condivisione di una stessa anima, prima ancora che di una stessa forma. In questo, ogni Maestro porta la propria essenza e la propria energia all'interno della Maestria di Arkeon". "Crediamo che chi ha l'onere e l'onore della Maestria debba rappresentare in ogni circostanza un'autorità responsabile e consapevole, con finalità di guida, di orientamento e di servizio al bene individuale e collettivo." www.arkeon.org


Comunicato stampa del: 15/09/2006
Codacons Lecce

venerdì 1 maggio 2009

Barese raggira per 10 anni 10mila persone con una psico-setta per le auto-guarigioni

Il 55enne si faceva chiamare ‘maestro’.
Ogni corso costava dai 250 ai 15mila €
BARI - Dieci anni di raggiri denunciati in Tv, seminari in giro per l’Italia e centinaia di migliaia di euro spillati a più di 10mila persone. Vito Antonio Moccia, 55enne barese, era il ‘Maestro’ di una psico-setta che ispirandosi ad alcune credenze del Reiki, una filosofia orientale, si spacciava per guaritore e psicologo. Con il metodo ‘Arkeon’ ha organizzato meeting in strutture alberghiere di tutta Italia: 250 euro la tariffa base per prendere parte a questi incontri (che duravano da mezz’ora a un’ora e mezza), ma ci sono persone che hanno sborsato 15mila euro o come accaduto a una coppia milanese, 200 milioni di vecchie lire, nella speranza di guarire da tumori, Aids e infertilità. Le indagini partite nel 2006 dopo le denunce televisive di alcuni adepti fuoriusciti dal gruppo hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di sei persone per il reato di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione medica, truffa aggravata, calunnia e violenza privata e sessuale. L’ultimo capo di imputazione si giustifica con le testimonianze delle persone truffate, le quali negli incontri venivano bendate e invitate dal Maestro a lasciarsi andare nei comportamenti e nel linguaggio, fino ad abusare sessualmente, soprattutto delle donne. Gli inquirenti hanno rivelato che agli incontri hanno partecipato anche minori, almeno quattro ragazzi dai 12 ai 18 anni ma non c’è al momento alcuna certezza che questi siano stati oggetto di violenza: 50 le denunce sulle quali la Digos di Bari ha lavorato di concerto con le sezioni di Roma, Milano, Palermo e Latina. L’indagine ha Bari come epicentro, precisamente due vani in Via Amendola dove la ‘Sacred Path’ (questo il nome della setta) aveva sede legale con i server dei quattro siti internet (oscurati con la collaborazione della Polizia Postale) che pubblicizzavano i meeting. L’organizzazione era ramificata in 4 regioni e operava attraverso siti internet e passa parola. Sotto inchiesta altre cinque persone, due a Bari e altre nel resto d’Italia, perché il Santone aveva creato una sorta di franchising per diffondere meglio il suo metodo di circonvenzione delle persone, vendendolo a chi volesse acquisire la qualifica di Maestro. I corsi prevedevano la possibilità di ‘avanzamento’: dal primo livello (260 euro), al secondo livello (750 euro), all’intensivo (1100 euro), al premaster (900 euro) e infine al terzo livello per chi voleva diventare maestro (12.000 euro). Corsi che spesso venivano ripetuti a costi inferiori per un totale complessivo di 20.000 euro per allievo. Nei seminari esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e all’accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal Maestro. Ai corsi partecipavano persone con malattie gravi (anche professionisti) convinti di potersi autoguarire. Tra gli esercizi richiesti c’era quello di travestirsi e andare a chiedere l’elemosina per strada. Le indagini di Francesco Bretone del Tribunale di Bari continuano: non è escluso che il Giudice per le indagini preliminari Vito Fanizzi possa disporre nuovi provvedimenti nei confronti degli inquisiti. Per il momento è stata respinta la richiesta di arresto, essendo il sequestro della sede legale già una misura cautelare. Oltre al barese Moccia di seguito gli altri cinque indagati: Morello Francesco Antonio, Fabbri Gabriella, Turi Antonio, Ferrara Francesco, Salerno Quirino. (Altri serv. a pag. 3)

Isabella Maselli

Articolo di del 12/10/2007