di Patrice Makabu
Firenze. Il 3 maggio 2009, a Milano, la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di condanna a nove anni e sei mesi per truffa a carico della televenditrice Wanna Marchi e a nove anni e quattro mesi per la figlia Stefania. Il 7 ottobre 2011, Wanna Marchi torna in semi libertà, oggi lavora nel bar di proprietà del fidanzato della figlia, anche lei quasi libera. Quando si tratta di finire in carcere in Italia è sempre tempo di saldi, vuoi per la buona condotta, per l'indulto che fino a qualche anno fa è stato una manna dal cielo (come in questo caso), vuoi perchè chi davvero secondo l'opinione pubblica avrebbe bisogno di un confortevole soggiorno di lunga durata in una suite due per tre di solito ha sempre la fortuna di farla franca in qualche modo abbreviando (e non di poco) il periodo di reclusione. Per la giustizia Wanna Marchi ha scontato la sua pena quasi del tutto, oggi ha solo l'obbligo di pernottamento in uno dei tanti mini alloggi adiacenti alla struttura carceraria.
Mamma Ebe, all'anagrafe Maria Gigliola Giorgini (classe 1934), condannata definitivamente a sei anni proprio ieri per truffa, esercizio abusivo della professione medica, associazione a delinquere; reati commessi prima del 2000 vicino Cesena dove riceveva chi si affidava alle sue cure. A causa delle cagionevoli condizioni di salute sconterà la pena ai domiciliari, condizione però che già una volta non le ha impedito di continuare imperterrita la sua attività di guaritrice e santona.
Due storie molto diverse tra loro, Wanna Marchi arrivava a carpire, in modo incredibile, la fiducia delle sue vittime attraverso il mezzo televisivo, sfruttando la credibilità che questo media purtroppo ha ancora oggi ("se lo dice la tv è vero") e facendo leva sulle debolezze, ma io direi spesso anche sull'ingenuità della gente che sperava in un'immediata vincita al lotto che risolvesse ogni problema di ogni sorta, e proprio grazie a questi problemi le vittime venivano arpionate.
A partire dal primo contatto i malcapitati facevano il primo passo all'interno di una fitta e resistente ragnatela da cui era difficile liberarsi, visti i cocktail di minacce accompagnati dal menu del giorno: una serie di ipotetiche disgrazie che si sarebbero verificate qualora non si accettassero i vari rituali prescritti dal "maestro di vita" mago Do Nascimento, figura su cui si incentrava tutto il business spinto da madre e figlia attraverso la società di televendite Asciè. Per anni il gioco ha funzionato.
Mamma Ebe: niente tv, niente giornali, niente urla e strepiti e niente capelli ossigenati che bucano lo schermo insieme ad una voce riconoscibile e mal sopportata persino da un animale domestico, Mamma Ebe è diversa in tutto e per tutto. Appare come un'anziana signora dimessa, dalle buone maniere, dalla voce pacata e dallo sguardo profondo, indagatore, uno sguardo che va oltre quello che dice, che marchia a fuoco. Mamma Ebe veste come una normalissima borghese senza eccessi ma con un certo buon gusto, è arrivata grazie a questa sua immagine tutt'altro che "sospetta" al cuore di chi si è fidato di lei, e dal cuore mano a mano si è spinta fino alla gola di chi nelle sue mani ha poi messo tutte le proprie ricchezze, perchè quale sedicente tramite di Dio a suo dire non avrebbe potuto trasmettere energia positiva ed influssi benefici se dall'altro lato ci fosse stato anche il benchè minimo interesse per la ricchezza.
Ognuno doveva spogliarsi di tutto ciò che aveva (o di buona parte) per entrare davvero in contatto con il Signore attraverso di lei, sempre molto indaffarata a fare del bene, ma che nei giorni in cui aveva bisogno di "staccare la spina" però si concedeva il meritato relax all'interno suo yacht battezzato nientemeno che "Il gioco sapiente". Ville, pellicce, auto di lusso, gioielli di inestimabile valore, conti in banca, una società immobiliare ed una nautica, ma anche tonnellate di psicofarmaci "benedetti" in giacenza in un magazzino adiacente alla villa-studio di Carpineta, in attesa di essere somministrati ai suoi assistiti ed ottenuti grazie alla preziosa collaborazione del medico montianese Mario Martelli, (condannato a tre anni ed otto mesi). Le truffe dell'imprenditoria magica moderna sono una marcatissima piaga che si nutre della debolezza delle persone, della credulità popolare (per cui c'è anche un reato legato al suo abuso ai fini di truffa ed estorsione) e soprattutto della vergogna che sopravviene nello scoprirsi truffati.
Mamma Ebe e Wanna Marchi tuttavia sono solo la punta di un iceberg alto chilometri, in Italia l'Osservatorio antiplagio conta, nel rapporto annuale 2008/2009, ben 155 mila maghi e astrologi, 33 mila persone che ogni anno si rivolgono continuativamente a servizi di cartomanzia attraverso svariati canali, dal 1994 in 16 mila hanno sporto denunce per truffe e abusi di vario genere. Secondo le statistiche solo quattro cittadini su cento sporgono querela dopo essere stati truffati, per paura di ritorsioni.L'imprenditoria magica moderna non si ferma qui
Dilagante in Italia è anche il fenomeno delle sette e psicosette, molto diverse tra loro. Il 22 giugno 1999 il Consiglio europeo ha adottato all'unanimità la prima relazione ufficiale in materia di sette del Comitato per gli affari legali e i diritti umani. Già nel 1998 il Rapporto sulle sette redatto dal Dipartimento di Pubblica sicurezza elencava 137 gruppi settari operanti in Italia di cui 76 religiosi e 61 magici, con in totale circa 85 mila membri aderenti, la maggiore concentrazione nella regione Piemonte, seguita da Toscana, Valle D'Aosta ed Emilia Romagna tra le più fiorenti.
Le psicosette fanno girare i propri ingranaggi usando come lubrificante il plagio e la manipolazione mentale e sono un concetto "nuovo" per l'italia, importato dagli Stati Uniti dall'antropologa Cecilia Gatto Trocchi (1939-2005). Le psicosette si presentano molto spesso come centri spirituali, centri di preghiera e del miglioramento di sé, centri in cui ci si dovrebbe riappropriare di valori, ma nascondono invece tecniche assai raffinate e rodate di soggiogamento psicologico, mirando all'assoggettamento delle persone ed all'annullamento della loro autonomia e libertà intellettuale, questo avviene molto spesso facendo uso oltre che di psicofarmaci, della tecnica del Love bombing (bombardamento d'amore).
Il Love bombing è uno sforzo coordinato, generalmente su ordine del capo carismatico, per sommergere reclute e neofiti di lusinghe, seduzione verbale, contatti corporei, mai sessuali ma carichi di affetto, e molta attenzione verso qualsiasi osservazione venga fatta da ogni nuovo o vecchio membro del gruppo durante un confronto verbale. Un'offerta istantanea di compagnia in un momento di estremo sconforto è uno stratagemma ingannevole usato da numerosi reclutatori, è il punto d'inizio di una spirale decrescente che porterà dopo una fase di estrema socializzazione all'isolamento dal mondo esterno alla setta, la setta rappresenterà l'unica vera famiglia capace di comprendere, risolvere e soprattutto chiedere. Persone scomparse o bruschi allontanamenti dalla famiglia senza alcuna spiegazione, massacri senza apparente ragione, morti sospette, conti in banca prosciugati improvvisamente. A partire da questi eventi, si è giunti alla scoperta di raggruppamenti di questo genere e si sono svolte approfondite indagini da parte delle forze dell'ordine e della magistratura atte a debellare questa grigia devianza ideologica e culturale, che vede coinvolte famiglie intere per vie traverse, che oltre a subire danni di vario genere vengono spesso ridotte sul lastrico.
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martedì 29 novembre 2011
sabato 9 ottobre 2010
Aria pulita... plagio
video trovati su youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=6sJTApV4YXY&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=VkZ3AX7kNcE&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=0h47FTkaxPA&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=6sJTApV4YXY&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=VkZ3AX7kNcE&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=0h47FTkaxPA&feature=related
giovedì 19 agosto 2010
Nel 1981 cancellato il reato di plagio Ora una legge contro la «bomba d' amore»
Dinamica Il meccanismo manipolatorio è lo stesso che convince al martirio i kamikaze La vittima viene inondata di attenzioni per carpirne fiducia e fedeltà
clicca qui per leggere l'articolo del Corriere della Sera
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lunedì 15 marzo 2010
Sette, il racconto-choc di una vittima: "Erano premurosi poi mi hanno stuprata"


Bari, la ragazza è entrata a far parte di Arkeon spinta da un'amica, e ha sborsato migliaia di euro
BARI, 15 marzo 2010 - UNA STORIA inquietante, ma, purtroppo, come altre di donne e uomini che hanno subito violenze e abusi sessuali nel nome di Arkeon. È la storia di Silvia che, dopo aver versato decine di migliaia di euro nelle casse dei guru del gruppo, è stata anche violentata.
Come è entrata a far parte di Arkeon?«Sono stata introdotta da un’amica che frequentava i seminari a pagamento della setta. Ho iniziato dai livelli più bassi fino ad arrivare a quelli più alti, dove si pagavano anche 15 mila euro».
In che consisteva l’attività praticata nella setta?«Fondamentalmente erano dei percorsi da seguire, che, in realtà, erano dei veri e propri lavaggi del cervello. Inizialmente tutti sono stati premurosi e dolci, praticando la cosiddetta tecnica del ‘love bombing’, ma poi è venuto fuori il lato perverso dei guru. Loro agivano sulla nostra mente inculcandoci anche delle memorie false per sostenere la loro tesi secondo cui il 95 per cento delle persone sono state abusate nel periodo infantile».
Abusi di quale tipo? «Abusi sessuali e quasi sempre praticati dai genitori. Loro cercavano di convincerci che tutti noi, anche se non lo ricordavamo, avevamo subito abusi da piccoli».
Quindi si parlava spesso di sesso?«Sì, si parlava spessissimo di sesso, nonostante in questi incontri fossero presenti anche minorenni. Con il pretesto di utilizzare determinate tecniche, cercavano di farti credere che, ripercorrendo all’indietro quello che poteva essere il tuo vissuto, saresti arrivato a capire e a superare quello che era stato il trauma dell’abuso».
Ma questo sempre e in ogni caso, anche se l’abuso non c’era stato? «Per loro era impossibile che non ci fosse stato, caso mai c’era l’eventualità che non lo si ricordasse. In quel caso applicavano la loro tecnica più violenta per farlo ritornare a galla».
Ovvero?«Abusavano sessualmente dell’adepto. Così come hanno fatto con me e con altre persone. Una volta ho assistito anche ad una violenza di gruppo nei confronti di una donna che rifiutava di sottomettersi».
Le risulta che all’interno di Arkeon ci fossero membri delle Chiesa?«Sì, la setta si serviva di persone della Chiesa per adescare ulteriormente gli adepti e per darsi una facciata di perbenismo».
di Fabio Castori
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mercoledì 16 settembre 2009
Quali sono le "fasi" del "lavaggio del cervello" proposte dalle "psicosette"?
Afferma il sito della Polizia Municipale di Torino:
"1)FASE INIZIALE O DELL'ISOLAMENTO: Progressivo allontanamento del soggetto da ogni figura di riferimento sociale e familiare. Bombardamento d'affetto o "love bombing" effettuato da tutti gli altri aderenti alla setta. Il soggetto viene coinvolto in canti e balli di gruppo. Eliminazione della privacy. Sottrazione ed assorbimento dei beni del soggetto al fine di indurne dipendenza finanziaria.
2)FASE DELL'INDOTTRINAMENTO: Rigetto dei vecchi valori. Incoraggiamento ed imposizione all'obbedienza e al senso gerarchico. Invito al vestire una divisa o un particolare accessorio distintivo. Momenti frequenti di preghiere e litanie ripetitive. Instillazione di senso di superiorità - Il soggetto viene convinto di partecipare e contribuire ad un grandioso disegno insondabile e misterioso.
3) FASE DEL MANTENIMENTO: Creazione di uno stato costante di stress ed affaticamento - Attività fisica continua e prolungata, privazione del sonno e alimentazione sbilanciata. Deresponsabilizzazione - Al soggetto non si chiederà mai di prendere decisioni o di effettuare scelte. Pressione psicologica ed induzione di sensi di colpa da parte degli altri appartenenti la setta in caso di dubbi o ripensamenti. Instillazione di profonda paura per le punizioni ed i castighi. Abitudine all'utilizzo di un "gergo" e di un linguaggio criptico.
"1)FASE INIZIALE O DELL'ISOLAMENTO: Progressivo allontanamento del soggetto da ogni figura di riferimento sociale e familiare. Bombardamento d'affetto o "love bombing" effettuato da tutti gli altri aderenti alla setta. Il soggetto viene coinvolto in canti e balli di gruppo. Eliminazione della privacy. Sottrazione ed assorbimento dei beni del soggetto al fine di indurne dipendenza finanziaria.
2)FASE DELL'INDOTTRINAMENTO: Rigetto dei vecchi valori. Incoraggiamento ed imposizione all'obbedienza e al senso gerarchico. Invito al vestire una divisa o un particolare accessorio distintivo. Momenti frequenti di preghiere e litanie ripetitive. Instillazione di senso di superiorità - Il soggetto viene convinto di partecipare e contribuire ad un grandioso disegno insondabile e misterioso.
3) FASE DEL MANTENIMENTO: Creazione di uno stato costante di stress ed affaticamento - Attività fisica continua e prolungata, privazione del sonno e alimentazione sbilanciata. Deresponsabilizzazione - Al soggetto non si chiederà mai di prendere decisioni o di effettuare scelte. Pressione psicologica ed induzione di sensi di colpa da parte degli altri appartenenti la setta in caso di dubbi o ripensamenti. Instillazione di profonda paura per le punizioni ed i castighi. Abitudine all'utilizzo di un "gergo" e di un linguaggio criptico.
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domenica 14 giugno 2009
Così una setta riesce a plagiare
Tecniche di plagio
Come una setta riesce a plagiare un individuo, quali tecniche usa per fare proselitismo, quali sono gli effetti sulla psicologia di un individuo: quella che segue è una breve guida alle tecniche di "seduzione" usate da culti e sette, redatta dal "Cult Awareness Network", un'organizzazione non profit statunitense il cui scopo è proprio quello di far conoscere i rischi che si corrono affidandosi senza precauzioni a guru e santoni senza scrupoli.
Chi è vulnerabile?Tutti. Nessuno può ritenersi "immune". Anzi, spesso proprio quelli che si ritengono molto forti o troppo intelligenti per cascarci sono tra i primi a cadere in trappola.
Quando?Soprattutto durante i momenti di transizione, di qualunque tipo. Per esempio, nel primo anno in cui si va a vivere da soli dopo aver lasciato la casa dei genitori; quando si cambia o si perde un lavoro; di fronte ad una improvvisa malattia, propria o dei propri cari; durante l'adolescenza o nei primi anni di invecchiamento; in un periodo di profondo cambiamento di stile di vita, o quando si cambia residenza; nei momenti di solitudine, quando si è lontani da amici e parenti.
Dove?Praticamente dovunque. Ma le situazioni più a rischio sono proprio quelle in cui ci si trova nel tentativo di trovare o ritrovare il proprio equilibrio. Per esempio durante corsi di training autogeno, seminari sullo stress o sulle tecniche di autocontrollo, in organizzazioni religiose non tradizionali. E' proprio in queste occasioni che i "reclutatori" delle sette cercano più attivamente di fare proseliti, trovando spesso terreno fertile.
Da chi?Molto difficile riconoscere un reclutatore. In genere è una persona che ha la capacità di capire ciò che la persona che ha di fronte desidera sentirsi dire, stuzzicando il suo orgoglio o il suo bisogno d'affetto. E quando ci si accorge che è solo un trucco, spesso è troppo tardi. Attenzione quindi quando vi capita di pensare che l'uomo o la donna con cui state parlando è "la più amichevole che avete mai incontrato" o "è interessato esattamente a tutto ciò che a voi interessa", pensa che voi "siete meravigliosi". Attenzione anche alle persone che pretendono di avere una risposta a ogni domanda.
Le principali tecniche di plagio
1) Il "Love bombing": il "bombardamento d'amore è forse la tecnica più usata, e quella che ha gli effetti più durevoli. Il neofita viene letteralmente circondato d'amore dagli aderenti alla setta, che lo mettono al centro del loro interesse, lo "coccolano", lo riempiono d'attenzione. In una seconda fase due o tre persone si dedicano esclusivamente a lui. Cercano di eliminare ogni suo dubbio, e rafforzano il suo desiderio di appartenenza al gruppo, coinvolgendolo in giochi e canti;
2) Isolamento: la persona viene separata dalla sua famiglia, gli viene reso impossibile con ogni scusa (telefoni guasti, strade interrotte) il contatto con persone esterne. Si crea l'incapacità a verificare le informazioni che vengono fornite, rendendo accessibile un'unica realtà, quella del gruppo;
3) Ripetitività: con la scusa di favorire la meditazione si induce il neofita a ripetere ossessivamente le stesse parole, cantare le stesse strofe o svolgere di continuo un'attività. In questo modo si induce artificialmente uno stato di alta suggestionabilità;
4) Privazione del sonno: tecnica spesso associata alla precedente e viene incoraggiata motivandola come necessaria per non interrompere lo stato di concentrazione raggiunto. In questo modo si indebolisce il fisico, rendendo ancora più vulnerabile l'individuo. Allo stesso scopo si usa una alimentazione inadeguata.
Queste tecniche le ho riscontrate anche in arkeon ..sopratutto il love bombing!!
Quando arrivava una nuova persona veniva letteralmente bombardata di complimenti per fare in modo che rimanesse lusingata e legata al gruppo. Non veniva espressaente detto ...,ma la tecnica usata era questa e la si imparava dai frequentanti più anziani
Come una setta riesce a plagiare un individuo, quali tecniche usa per fare proselitismo, quali sono gli effetti sulla psicologia di un individuo: quella che segue è una breve guida alle tecniche di "seduzione" usate da culti e sette, redatta dal "Cult Awareness Network", un'organizzazione non profit statunitense il cui scopo è proprio quello di far conoscere i rischi che si corrono affidandosi senza precauzioni a guru e santoni senza scrupoli.
Chi è vulnerabile?Tutti. Nessuno può ritenersi "immune". Anzi, spesso proprio quelli che si ritengono molto forti o troppo intelligenti per cascarci sono tra i primi a cadere in trappola.
Quando?Soprattutto durante i momenti di transizione, di qualunque tipo. Per esempio, nel primo anno in cui si va a vivere da soli dopo aver lasciato la casa dei genitori; quando si cambia o si perde un lavoro; di fronte ad una improvvisa malattia, propria o dei propri cari; durante l'adolescenza o nei primi anni di invecchiamento; in un periodo di profondo cambiamento di stile di vita, o quando si cambia residenza; nei momenti di solitudine, quando si è lontani da amici e parenti.
Dove?Praticamente dovunque. Ma le situazioni più a rischio sono proprio quelle in cui ci si trova nel tentativo di trovare o ritrovare il proprio equilibrio. Per esempio durante corsi di training autogeno, seminari sullo stress o sulle tecniche di autocontrollo, in organizzazioni religiose non tradizionali. E' proprio in queste occasioni che i "reclutatori" delle sette cercano più attivamente di fare proseliti, trovando spesso terreno fertile.
Da chi?Molto difficile riconoscere un reclutatore. In genere è una persona che ha la capacità di capire ciò che la persona che ha di fronte desidera sentirsi dire, stuzzicando il suo orgoglio o il suo bisogno d'affetto. E quando ci si accorge che è solo un trucco, spesso è troppo tardi. Attenzione quindi quando vi capita di pensare che l'uomo o la donna con cui state parlando è "la più amichevole che avete mai incontrato" o "è interessato esattamente a tutto ciò che a voi interessa", pensa che voi "siete meravigliosi". Attenzione anche alle persone che pretendono di avere una risposta a ogni domanda.
Le principali tecniche di plagio
1) Il "Love bombing": il "bombardamento d'amore è forse la tecnica più usata, e quella che ha gli effetti più durevoli. Il neofita viene letteralmente circondato d'amore dagli aderenti alla setta, che lo mettono al centro del loro interesse, lo "coccolano", lo riempiono d'attenzione. In una seconda fase due o tre persone si dedicano esclusivamente a lui. Cercano di eliminare ogni suo dubbio, e rafforzano il suo desiderio di appartenenza al gruppo, coinvolgendolo in giochi e canti;
2) Isolamento: la persona viene separata dalla sua famiglia, gli viene reso impossibile con ogni scusa (telefoni guasti, strade interrotte) il contatto con persone esterne. Si crea l'incapacità a verificare le informazioni che vengono fornite, rendendo accessibile un'unica realtà, quella del gruppo;
3) Ripetitività: con la scusa di favorire la meditazione si induce il neofita a ripetere ossessivamente le stesse parole, cantare le stesse strofe o svolgere di continuo un'attività. In questo modo si induce artificialmente uno stato di alta suggestionabilità;
4) Privazione del sonno: tecnica spesso associata alla precedente e viene incoraggiata motivandola come necessaria per non interrompere lo stato di concentrazione raggiunto. In questo modo si indebolisce il fisico, rendendo ancora più vulnerabile l'individuo. Allo stesso scopo si usa una alimentazione inadeguata.
Queste tecniche le ho riscontrate anche in arkeon ..sopratutto il love bombing!!
Quando arrivava una nuova persona veniva letteralmente bombardata di complimenti per fare in modo che rimanesse lusingata e legata al gruppo. Non veniva espressaente detto ...,ma la tecnica usata era questa e la si imparava dai frequentanti più anziani
Love bombing

Da una inchiesta di Caterina Boschetti, per la regia di Eddi Bisulli
Il Love Bombing è la tecnica di “bombardamento d’amore” impiegata in tutti i movimenti
religiosi distruttivi e non, tuttora riconosciuta in ambito clinico. Gli adepti di setta, infatti,
entrano a far parte di un gruppo religioso o pseudo religioso a seguito di un
“adescamento” preciso e sottile, fatto di affetto, fiducia e sostegno ricevuto dai membri che
ne fanno parte nonché, ovviamente, dal guru, santone o leader carismatico a capo della
setta.
Questo documentario, nato a seguito di una inchiesta giornalistica di Caterina Boschetti,
sfociata nel volume “Il libro nero delle sette in Italia” (Newton Compton editori), affronta il
dramma di migliaia di famiglie italiane che si vedono ripudiate dai figli, dai padri, dalle
madri e dai coniugi neofiti di culti abusanti, tanto da perdere spesso e per anni i contatti
con i propri cari.
Partendo dalla storia di un giovane di Rimini, da sette anni in un gruppo sincretico, lo
spettatore entrerà nel mondo sconosciuto delle sette, che portano non solo allo
sfaldamento della famiglia, nucleo fondante della società, ma soprattutto alla
manipolazione psicologica di tantissimi individui. Il video, voluto con forza dalle
associazioni di volontariato che da anni informano sul fenomeno settario l’opinione
pubblica, nonché istituzioni, organi di polizia e forze dell’ordine, è un grido d’allarme contro
una piaga sociale che lede i diritti anche giuridici dell’uomo in maniera sotterranea ma
capillare, con il tacito consenso di realtà insospettabili.
sabato 6 giugno 2009
SCENEGGIATURA - LE TAPPE DEL RECLUTAMENTO
L’ingresso in una setta avviene in genere in quattro fasi . Eccone i principali passaggi.
Il reclutamento. Consigliato da amici o conoscenti, o attratto da messaggi pubblicitari, il potenziale adepto viene invitato a partecipare a un corso per il potenziamento delle facoltà mentali o a una seduta di rilassamento o di ginnastica dolce. Durante questi incontri, i soggetti vengono bombardati da messaggi positivi (amicizia, guarigione, ecc.) e invitati a proseguire il percorso. Il guru comincia a interpretare la vita di ognuno e a evidenziarne i bisogni e i mali. La vittima viene circondata da amore e false attenzioni (love-bombing) e, se si trova in un momento di debolezza emotiva (eventi luttuosi, crisi economiche, problemi di lavoro, litigi in famiglia) è facile che cada nella trappola.
L’isolamento. Al nuovo adepto si fa credere che la causa dei suoi guai siano la famiglia e gli amici. Talvolta gli si rivela, mentendo, di essere stato violentato da piccolo. La vittima taglia progressivamente i ponti con l’esterno e mette a disposizione della setta tutti i propri averi (per pagare altri seminari o, più semplicemente, per sostenere le attività del gruppo). Il seguace perde i suoi tradizionali punti di riferimento (ufficio, casa, ecc.), comincia a odiare i genitori e delega al guru la propria volontà e le proprie scelte. La sua mente è azzerata.
L’indottrinamento. La vittima viene fatta partecipare a riti e cerimonie ed è incoraggiata all’obbedienza cieca, quasi alla schiavitù. Deve vestirsi, parlare, comportarsi come il guru impone e leggere libri di preghiere e formule ripetitive. Vengono alimentati i suoi sensi di colpa nei confronti dell’organizzazione e le viene fatto credere di essere un tassello di un grande e imperscrutabile disegno cosmico o divino.
Il mantenimento. All’adepto viene tolta ogni responsabilità (per evitare iniziative personali). È impegnato a lungo in attività fisiche ed è spesso privato del sonno. I suoi compagni di setta, opportunamente addestrati, gli ripetono giorno e notte che questa è la sua vera vita e non quella precedente. Se ha figli piccoli, la setta se ne può fare carico. Viene inoltre educato a un linguaggio criptico per evitare di essere compreso all’esterno. Ora è davvero in gabbia. Solo un evento particolare, un incontro fortuito, un libro «proibito» potrebbero riaprirgli gli occhi e consentirgli la fuga. Ma le conseguenze non sono sempre prevedibili.
di
Dossier tratto da FOCUS - Febbraio 2007
Il reclutamento. Consigliato da amici o conoscenti, o attratto da messaggi pubblicitari, il potenziale adepto viene invitato a partecipare a un corso per il potenziamento delle facoltà mentali o a una seduta di rilassamento o di ginnastica dolce. Durante questi incontri, i soggetti vengono bombardati da messaggi positivi (amicizia, guarigione, ecc.) e invitati a proseguire il percorso. Il guru comincia a interpretare la vita di ognuno e a evidenziarne i bisogni e i mali. La vittima viene circondata da amore e false attenzioni (love-bombing) e, se si trova in un momento di debolezza emotiva (eventi luttuosi, crisi economiche, problemi di lavoro, litigi in famiglia) è facile che cada nella trappola.
L’isolamento. Al nuovo adepto si fa credere che la causa dei suoi guai siano la famiglia e gli amici. Talvolta gli si rivela, mentendo, di essere stato violentato da piccolo. La vittima taglia progressivamente i ponti con l’esterno e mette a disposizione della setta tutti i propri averi (per pagare altri seminari o, più semplicemente, per sostenere le attività del gruppo). Il seguace perde i suoi tradizionali punti di riferimento (ufficio, casa, ecc.), comincia a odiare i genitori e delega al guru la propria volontà e le proprie scelte. La sua mente è azzerata.
L’indottrinamento. La vittima viene fatta partecipare a riti e cerimonie ed è incoraggiata all’obbedienza cieca, quasi alla schiavitù. Deve vestirsi, parlare, comportarsi come il guru impone e leggere libri di preghiere e formule ripetitive. Vengono alimentati i suoi sensi di colpa nei confronti dell’organizzazione e le viene fatto credere di essere un tassello di un grande e imperscrutabile disegno cosmico o divino.
Il mantenimento. All’adepto viene tolta ogni responsabilità (per evitare iniziative personali). È impegnato a lungo in attività fisiche ed è spesso privato del sonno. I suoi compagni di setta, opportunamente addestrati, gli ripetono giorno e notte che questa è la sua vera vita e non quella precedente. Se ha figli piccoli, la setta se ne può fare carico. Viene inoltre educato a un linguaggio criptico per evitare di essere compreso all’esterno. Ora è davvero in gabbia. Solo un evento particolare, un incontro fortuito, un libro «proibito» potrebbero riaprirgli gli occhi e consentirgli la fuga. Ma le conseguenze non sono sempre prevedibili.
di
Michele Scozzai
Dossier tratto da FOCUS - Febbraio 2007
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martedì 2 giugno 2009
Con la promessa di guarire l´anima truffano e commettono reati sessuali L´Italia delle psicosette i manipolatori della mente
16/05/2008 08:11
di SANDRO DE RICCARDIS
Sequestrano la mente e la tengono in ostaggio. Promettono di salvare da dolori e malattie, di liberare da traumi e fallimenti del passato, ma intanto svuotano la testa e la riempiono di illusioni, di certezze granitiche che allontanano da ogni cosa che sa di passato verso un mondo parallelo. Il boom delle psicosette attraversa da nord a sud tutto il Paese, con i manipolatori della psiche che si nascondono dietro aziende di formazione e gruppi motivazionali, associazioni culturali e centri yoga, gruppi universitari e movimenti spirituali.
Al Cesap, il Centro studi abusi psicologici, arrivano 400 richieste d´aiuto l´anno, mille al telefono anti-sette della comunità Giovanni XXIII: è un frammento delle migliaia di persone che il Gris, il Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa, stima (per difetto) vittime di oltre 200 realtà in Italia. Un mostro che sbriciola la mente e annulla le coscienze rimasto nascosto fino a pochi mesi fa, quando la procura di Bari, con l´inchiesta del pm Francesco Bretone, ha squarciato il velo sul mondo artificiale di Arkeon. Quindicimila adepti in tutta Italia, 50 maestri, decine di vittime, migliaia di euro raccolti con seminari e convegni. Al vertice della piramide c´era Vito Carlo Moccia, 55 anni, maestro e guida della psicosetta che si ispirava al Reiki, una filosofia orientale. Lui e altri cinque collaboratori - tra poche settimane, la chiusura delle indagini - sono accusati di truffa, esercizio abusivo della professione di psicologo e medico, violenza e maltrattamenti su minori; uno dei maestri anche di violenza sessuale. «L´ipotesi è che ci sia chi ha pagato fino a 15mila euro per avere un figlio con le sedute dal guru o per poter guarire da un tumore», spiega Tania Rizzo, legale del Codacons Lecce - da cui sono partite le prime denunce - e del Cesap.
I racconti delle vittime sono un vero e proprio museo degli orrori. C´era il «no limits»: il maestro che chiede agli adepti, tutti bendati, di relazionarsi liberamente tra loro con mani, bocca e corpo, arrivando ad avere rapporti sessuali davvero senza limiti, visto che vi hanno partecipato anche minori, sieropositivi, donne non consenzienti. C´era il «giro del mondo»: tutti in piedi uno di fronte all´altro, mano nella mano, musica new-age e la voce suadente del maestro che ordina a persone tra loro sconosciute di confessare «un segreto mai detto prima». C´era «lo scambio dei trattamenti»: aria intrisa di salvia divinorum, potente allucinogeno, uomini e donne in cerchio mentre un adepto si alza e con pianti e urla, anche alla presenza di figli di 11 anni, confessa un presunto abuso sessuale subito nell´infanzia. C´era il «The business of you»: andare in giro per strada e chiedere l´elemosina.
«Rispetto alle classiche sette religiose - spiega Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Cesap - le psicosette si presentano oggi come formatori che agiscono sulla mente, pretendendo di ampliare i limiti umani e scavare nella psiche attraverso l´analisi del passato individuale». Da nord a sud, le caratteristiche dei gruppi si assomigliano: leader carismatici senza titoli accademici validi - Moccia vanta una laurea in psicologia all´Università statale di Fiume - organizzazione a piramide, in un multilevel che porta sempre più soldi e aderenti; la promessa di capacità magiche di guarigione; il love bombing, il «bombardamento affettivo» per creare legami immediati. E soprattutto: meccanismi di condizionamento della psiche durante seminari isolati dal mondo. Così succede a Padova, in un gruppo che opera nel campo della formazione di professionisti, manager, imprenditori, semplici stagisti, e che organizza full-immersion di cinque giorni. Chi partecipa ai seminari - in hotel, a tremila euro a corso - deve lasciare fuori tutto ciò che lega alla realtà - chiavi, documenti, medicine, telefoni, orologi, sigarette - poi entra «nel percorso di consapevolezza per liberarsi dai propri peccati». Con evidente somiglianza con i riti di Arkeon, si confessano tradimenti, rapporti omosessuali, traumi infantili, dolori, parentele che «hanno inquinato l´anima e da cui bisogna purificarsi». Le giornate sono scandite da lunghi intervalli tra i pasti e poco sonno: fame, sete e stanchezza alterano i ritmi cardiaci e favoriscono l´incoscienza, rendendo l´organismo più permeabile alle suggestioni. «Per abbattere l´Io». E mentre pesanti tende alle finestre fanno perdere il senso del tempo, i leader offendono i partecipanti, spesso li colpiscono a calci e pugni, li legano e bendano. Chi decide di abbandonare il corso, subisce la ritorsione in azienda, dal mobbing fino al licenziamento. Non a caso proprio in Veneto, una recente relazione dell´Ordine degli psicologi - dove l´ente si definisce «in prima linea contro gli sciacalli del dolore» - segnala: «A volte non si tratta di persone incapaci di intendere e volere ma di soggetti pienamente integrati e ai vertici nella società: imprenditori, dirigenti, professionisti». Modalità non molto differenti da quelle di un´altra azienda di formazione del personale di Milano, con sedi anche a Londra, Stati Uniti e Israele. Leader giovane, uso di ipnosi su manager e dipendenti, residenza in periferia dove vivono guida e adepti. O da un´altra che organizza corsi di motivazione su autostima e dinamiche mentali a duemila euro a corso, trampolino di lancio verso una struttura parallela aperta solo a chi fa almeno due seminari. Le "scuole occulte" - così le chiama chi c´è stato - sono a Milano, Bari, Catanzaro, Ancona, Salerno, Napoli, Palermo. Chi partecipa cede ogni mese un decimo del proprio stipendio, deve frequentare almeno un seminario l´anno, lo fa gratis se porta cinque nuovi iscritti. Gli adepti compilano questionari di autocoscienza, rispondono a domande spesso ridicole, tra fumi d´incensi, tappeti, esercizi di respirazioni, preghiere. Innescando un meccanismo di dipendenza eterna: molti sono dentro da 15 anni, donano il loro obolo mensile, abbandonano il lavoro per trasferirsi mesi nella sede centrale del gruppo, ad Assisi, pagando migliaia di euro.
«Multinazionali del profitto» le definisce don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio Antisette dell´associazione Giovanni XXIII. «Quello che fa paura - spiega - è che il distacco avviene drasticamente dalle famiglie. Poi le persone diventano irriconoscibili». Gli esposti che arrivano alle questure parlano di famiglie spaccate, ricoveri in cliniche psichiatriche, sparizioni, suicidi. Ogni storia finisce alla Squadra antisette (Sas) della Polizia di Stato, nata nel dicembre 2006. «Indaghiamo su ogni segnalazione - spiega Tiziana Terribile, dirigente della Divisione Analisi dello Sco, da cui dipende la Squadra antisette - . Il nostro compito è verificare se in queste realtà si commettono reati. Siamo vicini a tanti genitori, sappiamo cosa vuol dire perdere un figlio o vederlo allontanare, ma indagando ci troviamo spesso di fronte a un consenso valido espresso da chi entra nel gruppo». Per questo associazioni e parenti delle vittime chiedono che venga reintrodotto il reato di plagio, abrogato nel 1981, così come previsto da un progetto di legge fermo da novembre in commissione Giustizia alla Camera.
Nel frattempo all´Università di Bologna circa 20 giovani sono finiti nella rete di una scuola «gnostica». Ogni mese ognuno versa 50 euro per l´affitto della sede e altri 50 per pagare i 50 corsi obbligatori che portano alla «soppressione dell´ego». Il gruppo pratica «tecniche di manipolazione dei genitali senza emissione dello sperma per aumentare le capacità mentali» e arrivare alla «conoscenza attraverso viaggi astrali». Proprio un volantino sui viaggi astrali, distribuito davanti all´ateneo, è finito nelle mani dell´ultima vittima, un ragazzo di 23 anni che ha abbandonato studi e attività sportiva. Ora si friziona capo e ascelle con estratto di datura arborea, una pianta che crea uno stato permanente di intossicazione dell´organismo, si alimenta solo di verdure e carne biodinamizzata. I genitori hanno segnalato il caso alla Favis, l´Associazione familiari vittime delle sette, fondata da Maurizio Alessandrini, che dal 2003 non riesce a portar via il figlio da una santona veneta. A Rimini, un´altra psicosetta si nasconde dietro corsi yoga guidati da un «maestro spirituale», un uomo di 70 anni che ha ottenuto la fedeltà di circa 60 persone. Una realtà su doppio livello: sedute di spiritualità, preghiere, massaggi e tecniche di rilassamento in pubblico, un «livello privilegiato» in cui gli adepti abbandonano le famiglie e finiscono in strutture protette sulle colline di Rimini. Lì scompaiono per anni. «In questi casi si può parlare di schiavitù - dice Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del Gris - . A volte è una scelta del singolo, altre volte frutto di tecniche di indottrinamento prolungate nel tempo». Il Gris ha raccolto le testimonianze dirette di quattro fuoriusciti, i loro racconti di «sedute tantriche» e «orge come riti di purificazione». Tra queste, quella di una ragazza entrata nel gruppo a 29 anni dopo la perdita del figlio, uscita per una grave malattia a 43, con la personalità stravolta e una casa da 200mila euro donata al maestro.
La Repubblica del 16/05/2008
di SANDRO DE RICCARDIS
Sequestrano la mente e la tengono in ostaggio. Promettono di salvare da dolori e malattie, di liberare da traumi e fallimenti del passato, ma intanto svuotano la testa e la riempiono di illusioni, di certezze granitiche che allontanano da ogni cosa che sa di passato verso un mondo parallelo. Il boom delle psicosette attraversa da nord a sud tutto il Paese, con i manipolatori della psiche che si nascondono dietro aziende di formazione e gruppi motivazionali, associazioni culturali e centri yoga, gruppi universitari e movimenti spirituali.
Al Cesap, il Centro studi abusi psicologici, arrivano 400 richieste d´aiuto l´anno, mille al telefono anti-sette della comunità Giovanni XXIII: è un frammento delle migliaia di persone che il Gris, il Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa, stima (per difetto) vittime di oltre 200 realtà in Italia. Un mostro che sbriciola la mente e annulla le coscienze rimasto nascosto fino a pochi mesi fa, quando la procura di Bari, con l´inchiesta del pm Francesco Bretone, ha squarciato il velo sul mondo artificiale di Arkeon. Quindicimila adepti in tutta Italia, 50 maestri, decine di vittime, migliaia di euro raccolti con seminari e convegni. Al vertice della piramide c´era Vito Carlo Moccia, 55 anni, maestro e guida della psicosetta che si ispirava al Reiki, una filosofia orientale. Lui e altri cinque collaboratori - tra poche settimane, la chiusura delle indagini - sono accusati di truffa, esercizio abusivo della professione di psicologo e medico, violenza e maltrattamenti su minori; uno dei maestri anche di violenza sessuale. «L´ipotesi è che ci sia chi ha pagato fino a 15mila euro per avere un figlio con le sedute dal guru o per poter guarire da un tumore», spiega Tania Rizzo, legale del Codacons Lecce - da cui sono partite le prime denunce - e del Cesap.
I racconti delle vittime sono un vero e proprio museo degli orrori. C´era il «no limits»: il maestro che chiede agli adepti, tutti bendati, di relazionarsi liberamente tra loro con mani, bocca e corpo, arrivando ad avere rapporti sessuali davvero senza limiti, visto che vi hanno partecipato anche minori, sieropositivi, donne non consenzienti. C´era il «giro del mondo»: tutti in piedi uno di fronte all´altro, mano nella mano, musica new-age e la voce suadente del maestro che ordina a persone tra loro sconosciute di confessare «un segreto mai detto prima». C´era «lo scambio dei trattamenti»: aria intrisa di salvia divinorum, potente allucinogeno, uomini e donne in cerchio mentre un adepto si alza e con pianti e urla, anche alla presenza di figli di 11 anni, confessa un presunto abuso sessuale subito nell´infanzia. C´era il «The business of you»: andare in giro per strada e chiedere l´elemosina.
«Rispetto alle classiche sette religiose - spiega Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Cesap - le psicosette si presentano oggi come formatori che agiscono sulla mente, pretendendo di ampliare i limiti umani e scavare nella psiche attraverso l´analisi del passato individuale». Da nord a sud, le caratteristiche dei gruppi si assomigliano: leader carismatici senza titoli accademici validi - Moccia vanta una laurea in psicologia all´Università statale di Fiume - organizzazione a piramide, in un multilevel che porta sempre più soldi e aderenti; la promessa di capacità magiche di guarigione; il love bombing, il «bombardamento affettivo» per creare legami immediati. E soprattutto: meccanismi di condizionamento della psiche durante seminari isolati dal mondo. Così succede a Padova, in un gruppo che opera nel campo della formazione di professionisti, manager, imprenditori, semplici stagisti, e che organizza full-immersion di cinque giorni. Chi partecipa ai seminari - in hotel, a tremila euro a corso - deve lasciare fuori tutto ciò che lega alla realtà - chiavi, documenti, medicine, telefoni, orologi, sigarette - poi entra «nel percorso di consapevolezza per liberarsi dai propri peccati». Con evidente somiglianza con i riti di Arkeon, si confessano tradimenti, rapporti omosessuali, traumi infantili, dolori, parentele che «hanno inquinato l´anima e da cui bisogna purificarsi». Le giornate sono scandite da lunghi intervalli tra i pasti e poco sonno: fame, sete e stanchezza alterano i ritmi cardiaci e favoriscono l´incoscienza, rendendo l´organismo più permeabile alle suggestioni. «Per abbattere l´Io». E mentre pesanti tende alle finestre fanno perdere il senso del tempo, i leader offendono i partecipanti, spesso li colpiscono a calci e pugni, li legano e bendano. Chi decide di abbandonare il corso, subisce la ritorsione in azienda, dal mobbing fino al licenziamento. Non a caso proprio in Veneto, una recente relazione dell´Ordine degli psicologi - dove l´ente si definisce «in prima linea contro gli sciacalli del dolore» - segnala: «A volte non si tratta di persone incapaci di intendere e volere ma di soggetti pienamente integrati e ai vertici nella società: imprenditori, dirigenti, professionisti». Modalità non molto differenti da quelle di un´altra azienda di formazione del personale di Milano, con sedi anche a Londra, Stati Uniti e Israele. Leader giovane, uso di ipnosi su manager e dipendenti, residenza in periferia dove vivono guida e adepti. O da un´altra che organizza corsi di motivazione su autostima e dinamiche mentali a duemila euro a corso, trampolino di lancio verso una struttura parallela aperta solo a chi fa almeno due seminari. Le "scuole occulte" - così le chiama chi c´è stato - sono a Milano, Bari, Catanzaro, Ancona, Salerno, Napoli, Palermo. Chi partecipa cede ogni mese un decimo del proprio stipendio, deve frequentare almeno un seminario l´anno, lo fa gratis se porta cinque nuovi iscritti. Gli adepti compilano questionari di autocoscienza, rispondono a domande spesso ridicole, tra fumi d´incensi, tappeti, esercizi di respirazioni, preghiere. Innescando un meccanismo di dipendenza eterna: molti sono dentro da 15 anni, donano il loro obolo mensile, abbandonano il lavoro per trasferirsi mesi nella sede centrale del gruppo, ad Assisi, pagando migliaia di euro.
«Multinazionali del profitto» le definisce don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio Antisette dell´associazione Giovanni XXIII. «Quello che fa paura - spiega - è che il distacco avviene drasticamente dalle famiglie. Poi le persone diventano irriconoscibili». Gli esposti che arrivano alle questure parlano di famiglie spaccate, ricoveri in cliniche psichiatriche, sparizioni, suicidi. Ogni storia finisce alla Squadra antisette (Sas) della Polizia di Stato, nata nel dicembre 2006. «Indaghiamo su ogni segnalazione - spiega Tiziana Terribile, dirigente della Divisione Analisi dello Sco, da cui dipende la Squadra antisette - . Il nostro compito è verificare se in queste realtà si commettono reati. Siamo vicini a tanti genitori, sappiamo cosa vuol dire perdere un figlio o vederlo allontanare, ma indagando ci troviamo spesso di fronte a un consenso valido espresso da chi entra nel gruppo». Per questo associazioni e parenti delle vittime chiedono che venga reintrodotto il reato di plagio, abrogato nel 1981, così come previsto da un progetto di legge fermo da novembre in commissione Giustizia alla Camera.
Nel frattempo all´Università di Bologna circa 20 giovani sono finiti nella rete di una scuola «gnostica». Ogni mese ognuno versa 50 euro per l´affitto della sede e altri 50 per pagare i 50 corsi obbligatori che portano alla «soppressione dell´ego». Il gruppo pratica «tecniche di manipolazione dei genitali senza emissione dello sperma per aumentare le capacità mentali» e arrivare alla «conoscenza attraverso viaggi astrali». Proprio un volantino sui viaggi astrali, distribuito davanti all´ateneo, è finito nelle mani dell´ultima vittima, un ragazzo di 23 anni che ha abbandonato studi e attività sportiva. Ora si friziona capo e ascelle con estratto di datura arborea, una pianta che crea uno stato permanente di intossicazione dell´organismo, si alimenta solo di verdure e carne biodinamizzata. I genitori hanno segnalato il caso alla Favis, l´Associazione familiari vittime delle sette, fondata da Maurizio Alessandrini, che dal 2003 non riesce a portar via il figlio da una santona veneta. A Rimini, un´altra psicosetta si nasconde dietro corsi yoga guidati da un «maestro spirituale», un uomo di 70 anni che ha ottenuto la fedeltà di circa 60 persone. Una realtà su doppio livello: sedute di spiritualità, preghiere, massaggi e tecniche di rilassamento in pubblico, un «livello privilegiato» in cui gli adepti abbandonano le famiglie e finiscono in strutture protette sulle colline di Rimini. Lì scompaiono per anni. «In questi casi si può parlare di schiavitù - dice Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del Gris - . A volte è una scelta del singolo, altre volte frutto di tecniche di indottrinamento prolungate nel tempo». Il Gris ha raccolto le testimonianze dirette di quattro fuoriusciti, i loro racconti di «sedute tantriche» e «orge come riti di purificazione». Tra queste, quella di una ragazza entrata nel gruppo a 29 anni dopo la perdita del figlio, uscita per una grave malattia a 43, con la personalità stravolta e una casa da 200mila euro donata al maestro.
La Repubblica del 16/05/2008
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