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sabato 20 aprile 2013

Plagio: da Braibanti al caso Arkeon, il buco nero della legge


Aldo Braibanti, intellettuale di sinistra e militante antifascista degli anni ’60, diventa popolare per essere stata la prima persona in Italia a essere condannata per plagio, reato prescritto dal codice penale di derivazione fascista. Secondo l’articolo 603, infatti, chi sottopone un individuo “al proprio potere in modo da ridurla in totale stato di soggezione” è punito con la reclusione dai 5 ai 15 anni.
Colpa del Braibanti è quella di aver iniziato una storia sentimentale con due diciannovenni, Piercarlo Toscani e Giovanni Sanfratello. La relazione omosessuale beneficia di una tacita approvazione –per quanto in quei tempi è ancora considerata un tabù– finché Giovanni nel 1964 lascia la famiglia per convivere con Aldo. Ippolito Sanfratello, padre del ragazzo, poco dopo porta il figlio in manicomio edenuncia lo scrittore emiliano nato nel 1922. Ha così inizio il processo. A suo favore si mobilita l’ala intellettuale di sinistra rappresentata da Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Umberto Eco, Alberto Moravia, Marco Pannella.


 Giovanni –che in seguito subirà una serie di elettroshock- depone a favore di Aldo, mentre l’altro ragazzo, Piercarlo, dichiara il tentativo di Braibanti di “introdursi nella sua mente”. Il processo si chiude. Aldo Braibanti viene condannato a 9 anni di reclusione, condanna che viene ridotta a 6 in appello, di cui 2 condonati per la precedente attività partigiana e altri 2 per la condizionale. Nel 1969 da Rebibbia Aldo Braibanti torna ad essere un uomo libero.
Nel 2006 il Governo Prodi, su proposta di alcuni parlamentari dell’Unione, concede a Braibanti un vitalizio per le sue gravi condizioni fisiche in base alla legge Bacchelli, norma che ha istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Fondo a favore di cittadini illustri che versino in stato di particolare necessità. Si chiude così, almeno agli occhi della giustizia, una delle pagine più controverse della storia.
È nel 1981 che il reato di plagio diventa incostituzionale. Alla fine degli anni ‘70 il prete Aldo Grasso viene accusato di aver plagiato dei minorenni. I giudici costituzionali, memori del caso Braibanti, dopo un dettagliato esame dell’articolo 603 parlano di impossibilità di attribuire alla norma un contenuto oggettivo e dunque l’assoluta arbitrarietà della sua applicazione. Il reato pensato per la tutela dei più deboli viene dunque cancellato per la sua intrinseca pericolosità verso la libertà personale di ognuno.



Fra individui psichicamente normali, l’esternazione da parte di un essere umano di idee e di convinzioni su altri esseri umani può provocare l’accettazione delle idee e delle convinzioni così esternate e dar luogo ad uno stato di soggezione psichica nel senso che questa accettazione costituisce un trasferimento su altri del prodotto di un’attività psichica dell’agente e pertanto una limitazione del determinismo del soggetto.
Questa limitazione, come è stato scientificamente individuato ed accertato, può dar luogo a tipiche situazioni di dipendenza psichica che possono anche raggiungere, per periodi più o meno lunghi, gradi elevati come nel caso del rapporto amoroso, del rapporto fra il sacerdote e il credente, fra il maestro e l’allievo, fra il medico e il paziente ed anche dar luogo a rapporti di influenza reciproca.
Ma è estremamente difficile se non impossibile individuare sul piano pratico e distinguere a fini di conseguenze giuridiche –con riguardo ad ipotesi come quella in esame– l'attività psichica di persuasione da quella anch'essa psichica di suggestione. Non vi sono criteri sicuri per separare e qualificare l’una e l’altra attività e per accertare l’esatto confine fra esse
.” (Corte Costituzionale, sentenza 96/1981)

Nel 1988 Rosa Russo Jervolino, Ministro degli Interni, punta a reintrodurre il plagio in chiave psicologica almeno riguardo i minori punendo chi tramite espedienti ponga il minore in stato di soggezione tanto da confinare le libertà personali e impedire la capacità di sottrarsi alle imposizioni altrui. Al no del Parlamento la falla legislativa si trasforma in un buco nero.
È del 2005 l’ultimo tentativo italiano di colmare l’assenza. Dalla Commissione Giustizia del Senato arriva l’approvazione di un ddl proposto dalla maggioranza che supera i limiti del vecchio articolo 603. Il testo parla di “soggezione continuativa tale da escludere o da limitare grandemente la libertà di autodeterminazione”. Si accende la speranza di migliaia di persone e famiglie che si sono imbattute in queste situazioni. Al Senato l’opposizione di centrosinistra disapprova il disegno, parlando di restaurazione “di un potere di ingerenza dello Stato nei rapporti di comunicazione, di fiducia, di affetto, di devozione (…)”(1).
Addirittura Giampaolo Zancan dei Verdi evoca il diritto e la libertà personale di rivolgersi a presunti guaritori per curare malattie terminali. Dove finisce la mia capacità di aderire a un’idea e inizia il potere che l’altro ha su di me? Come tracciare un confine che sia per tutti lo stesso? All’interno della maggioranza i favorevoli non sono più così compatti e il sostegno si sbriciola. Il progetto di legge viene prima congelato dunque cassato. Il buco nero si è trasformato in voragine.
Mentre altri stati europei come Francia, Belgio e Germania
, con il prolificare delle sette religiose hanno nei decenni provveduto a sanare questo problema con delle leggi ad hoc, in Italia il caso Arkeon ha palesato la nostra situazione in merito.

Il metodo Arkeon inventato dal maestro Vito Carlo Moccia promotore dell’associazione Sacred Path ha promesso la felicità almeno a 10.000 persone. Frequentando i seminari l’adepto poteva lavorare sul proprio potere personale accrescendolo, ottenendo dunque successo in tutti gli ambiti della vita. Gli incontri andavano da quelli di base, più economici fino ad arrivare ai master per diventare “maestro”. Un range dai 260 ai 12.000 euro.
Secondo la teoria di base al suo sistema il 98% di ognuno di noi sarebbe stato abusato da un parente prima dei 5 anni d’età. Da quel trauma avrebbero origine tutti gli squilibri emotivi e psicologici di ciascuno. Un ex maestro Arkeon raccontando degli esercizi di iperventilazione praticati ai partecipanti parla della possibilità di raggiungere stati di regressione, facendo affiorare antichi ricordi ed emozioni. Spiega che quando c’è iperossigenazione è possibile la comparsa di nausea, salivazione, vertigine, sintomi già documentati dalla psicologa americana Margaret Singer 20 anni fa che aveva dimostrato come l’iperventilazione conducesse all’alterazione dell’equilibrio chimico del sangue.
Moccia giustificava tutto con l’abuso; ogni cosa uscita da una persona (vomito, saliva) era sintomo dell’abuso. La persuasione fisiologica era dunque fatta: agire sul corpo per “guidare” la mente. Agli incontri era perfino promessa la guarigione da AIDS, cancro, omosessualità
Sacred Path
 godeva inoltre del sostegno e della “pubblicità” da parte del frate Raniero Cantalamessa, conduttore su Raiuno di A Sua Immagine, programma in cui spiegava il Vangelo della domenica. Il predicatore lodava il sistema Arkeon, sottolineandone l’impegno sociale. Padre Raniero, a inchiesta avviata, manda in onda all’interno del suo programma un’intervista in cui si loda Arkeon che fa scalpore. Più tardi si dichiarerà estraneo alla conoscenza degli abusi e chiuderà i suoi rapporti con Moccia.
Nel 2006 la procura barese avvia le indagini. Tre anni dopo il giudice per l’udienza preliminare Marco Guida rinvia a giudizio Moccia e dieci suoi collaboratori contestandogli i reati di truffa, associazione a delinquere, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata e maltrattamenti su minori. Non si parla dunque di manipolazione mentale.
A settembre 2012 Moccia e altri 7 maestri sono condannati per i reati di associazione a delinquere ed esercizio abusivo della professione medica, il promotore e capo Moccia dovrà scontare due anni e otto mesi di reclusione. La pena più pesante va al maestro Antonio Morello, condannato a 4 anni e mezzo per violenza sessuale. I giudici hanno riconosciuto inoltre il danno recato all’ordine degli psicologi, che hanno chiesto un risarcimento di un milione di euro.

Una sentenza che non accontenta nessuno. I capi Arkeon si sono visti chiudere i corsi ed etichettare il marchio di associazione a delinquere. Le vittime invece speravano nel riconoscimento anche di altre imputazioni. Mentre la giustizia fa il suo corso, fino all’ultimo grado di giudizio, il tempo lavora a favore della prescrizione.
Il groviglio processuale mostra chiaramente questa vacatio legis e la necessità di una legge giusta sul plagio e sul controllo delle menti. E non c’è legge giusta senza una definizione giusta e oggettiva.

Laura Fedel

[1] Resoconto stenografico della seduta numero 828 del 28 giugno 2005, Senato della Repubblica, da Gianni Del Vecchio, Stefano Pitrella, Occulto Italia, 2011, Bur,  p. 458.

giovedì 19 agosto 2010

Nel 1981 cancellato il reato di plagio Ora una legge contro la «bomba d' amore»

Dinamica Il meccanismo manipolatorio è lo stesso che convince al martirio i kamikaze La vittima viene inondata di attenzioni per carpirne fiducia e fedeltà

clicca qui per leggere l'articolo del Corriere della Sera

sabato 30 gennaio 2010

La crescita del fenomeno delle sette in Italia

Le sette crescono in Italia in maniera preoccupante. Non è facile censirle, in quanto spesso cambiano nome o agiscono nell’ombra. I bambini sono le prime vittime di questa realtà
Andrea Sartori (Insegnante)

Le più diffuse sono le psicosette, ovvero gruppi motivazionali che promettono di ampliare le potenzialità psichiche dei loro adepti. La loro diffusione è dovuta al fatto che promettono facili successi. Questo è ciò che si nasconde dietro il fenomeno delle sette, fenomeno sempre più in crescita in Italia.

Secondo il rapporto del Dipartimento di Sicurezza e le stime delle associazioni anti-setta riportate dal quotidiano torinese La Stampa, le organizzazioni settarie in Italia si sono moltiplicate non poco in questi anni: se nel 1998 le sette erano solo 152, di cui solo il 10 per cento psicosette, nel 2009 le sette sono arrivate a toccare il migliaio, delle quali il 40 per cento sono psicosette. Gli adepti sono passati da 92 mila a un milione. Nell’articolo di Elena Lisa apparso su La Stampa di Torino il 21 gennaio si parla della setta Arkeon, la quale, da sola, controllava diecimila persone cui ha sottratto, negli anni, milioni di euro. Gli undici leader di questa setta sono ora sotto processo a Bari.

Un capitolo terroficante, toccato da Elena Lisa, è quello dei bambini nel contesto delle sette. Il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, dice a tal proposito: “Non ci sono soltanto i bambini trascinati nella setta dai genitori o da qualche pedofilo travestito da guru. Ci sono anche quelli che nascono dentro la comunità. Sono più fortunati degli altri: avendo pochi contatti con il mondo esterno non devono sottoporsi a continui ‘riti di purificazione’. Ma di loro si hanno poche, debolissime tracce. Spesso non sono neppure registrati all’anagrafe”.

E’ estremamente difficile censire questo fenomeno, in quanto spesso cambiano nome, e comunque agiscono in una zona d’ombra. L’ultimo elenco semiufficiale risale al 1998, ed è un rapport del Dipartimento di Pubblica Sicurezza dal titolo “Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia”, che dava la cifra di 137 gruppi settari in Italia, dei quali 76 erano religiosi e 61 magici.

Mala tipologia di setta più diffuso non è quello a carattere satanico (che però ha conosciuto un preoccupante incremento) né quello a sfondo New Age. La tipologia più diffusa è quella della psicosetta. Come spiega Maurizio Alessandrini, presidente dell’associazione familiari delle vittome Favis, al quotidiano La Stampa tali psicosette sarebbero “gruppi ‘motivazionali’ che agganciano i più giovani e promettono risultati sorprendenti a scuola, nello sport, con gli amici”. Negli ultimi anni le psicosette si sarrerebbero “moltiplicate a dismisura entrando anche nelle scuole”.

Perché tutto questo? Si sa, quando muore la religione fiorisce la superstizione. Come diceva Gilbert Keith Chesterton: “Non è vero che chi non crede in Dio non crede in niente, perché è disposto a credere in tutto”. Basti vedere i Greci e iRomani del Basso Impero, che deridevano i cristiani per l aloro “stramba” fede nella Resurrezione (cfr. la reazione degli ateniesi al discorso di San Paolo all’Areopago) ma superstiziosi fino al ridicolo e anch’essi pronti a gettarsi in ogni tipo di setta (Mitra, Iside, culti misterici…).

Il benessere ha portato alla perdita della Fede. La perdita della Fede, alimentata ad arte da un certo anticristianesimo endemico, ha fatto sì che molti si gettassero tra le braccia di questi manipolatori di menti.

Ma c’è anche un’altra ragione per cui proliferano questi orrori. Ancora lo spiega Alessandrini: “L’Italia è uno dei pochi Paesiin Europa dove non c’è una legge ad hoc è nemmeno è punito il reato di ‘manipolazione mentale”.

Questo è evidente in un ambito non strettamente collegato alle sette. Quello dei maghi imbroglioni che spesso succhiano letteralmente il sangue a gente disperata. Bsta solfeggiare col telecomandosu canali privati per accorgersi della loro presenza. Ci sarebbe, come strumento contro questo pericoloso dilagare di ciarlatani e falsi guru opportunisti, il reato di “abuso di credulità popolare”.

Ma questa sarebbe solo la punta dell’iceberg. Il vero problema è la mancanza di punti fermi nella società contemporanea. Sulle macerie dei valori dei quali si è voluto far strame,si è creata solo insicurezza e infelicità. Che le menti più deboli cercano di riempire aderendo a queste pericolosissime realtà in crescita. Il risultato sono minacce, schiavitù, lavaggio del cervello.

lunedì 12 ottobre 2009

Diritti diversi.La legge negata ai gay






Cosa vuoi dire oggi "essere gay"? È proprio vero che la legge è uguale per tutti? L'omosessualità gode ormai del rispetto e degli stessi diritti riconosciuti all'eterosessualità o è ancora vista con sospetto e pregiudizio? Secondo uno degli avvocati più famosi d'Italia i casi di discriminazione sono ancora tanti, troppi, l'autrice riflette su alcuni principi della Costituzione italiana, e in particolare quelli espressi negli articoli 2 e 3, che risultano non applicati nel caso degli omosessuali. Inutile dire che particolare peso hanno, in tutto questo, la religione e le posizioni della Chiesa cattolica. Le nozze, le adozioni, le successioni, la convivenza: tutte battaglie ancora da combattere, in nome della legge. E inoltre, in appendice: una rassegna delle legislazioni sul tema omosessualità nel mondo (dalla pena di morte in Iran ai pari diritti in Olanda).

Nel segno della verità e della libertà.. così come viene espresso nella prefazione dell'avvocato Anna Maria Bernardini De Pace

Ricordo con orrore le tante volte che durante i seminari di arkeon si convincevano le persone gay di essere "sbagliati" che erano solo delle persone in conflitto con le proprie madri. Ricordo persone portate ad esempio come fenomeni da baraccone perchè avevano risolto il "problema" dell'omosessualità...


Chiunque potrebbe comprendere il trauma continuo di
chi deve rinnegare il proprio autentico sentire per omologarsi
alle aspettative altrui; chiunque dovrebbe avvertire il
patimento di chi si sente estraneo alla propria famiglia,
giudicato sul lavoro, osservato in pubblico. Ciò potrebbe
avvenire solo, però, se quel chiunque sapesse uscire dalla
crosta comoda dell’ipocrisia o dalla prigione salvifica di
una qualsiasi morale. Se, poi, quel chiunque si soffermasse
a riflettere su quanti sopportano il segreto di un’assurda
vergogna, su quelli che possono prospettare solo parziali
progetti di coppia, e sulla frustrazione dei sentimenti
d’amore di chi è fuori dalle regole, be’, allora vorrebbe
davvero agire, farebbe di tutto per pretendere che la legge
adempia al suo compito di creare l’ordine sociale, di eliminare
le differenze, di rispettare l’identità di ciascuno. Non
accetterebbe che un solo individuo del popolo GLBT (gay,
lesbiche, bisessuali, transessuali) possa mai continuare a
sentirsi solo, inferiore, differente da tutti. Oppresso nel
buio del dolore.

martedì 9 giugno 2009

Importante VITTORIA del Cesap e vittime di Arkeon

Altra importante vittoria.
Venerdì 5 giugno dinanzi al tribunale di Ancona altra sentenza di non luogo a procedere per l'accusa di diffamazione subita ingiustamente da Cesap, un ex maestro e me, vittima di Arkeon, ad opera di maestri, organizzatori e allievi.
Come vedete, la giustizia arriva prima o poi.
Vedremo come se la caveranno davanti alla legge questi individui che ci hanno calunniato per coprire le proprie malefatte e che continuano quotidianamente con vessazioni e diffamazioni a cercare di intimidire e scoraggiare chi dice la verità.
Non potranno continuare a lungo, si rassegnino.

lella


2009/06/09

Sgominata la setta dei truffatori

Una grossa psicosetta, con oltre diecimila adepti in tutta Italia è stata scoperta dalla polizia che ieri ha notificato sei avvisi di garanzia, perquisendo abitazioni e oscurando cinque siti Internet. A capo dell' organizzazione, ci sarebbe il barese Vito Carlo Moccia, 55 anni, presidente dell' associazione "The sacred path", la cui sede è in via Amendola a Bari. Mescolando varie discipline orientali, Moccia e i suoi stretti collaboratori, situati in varie città d' Italia, avrebbero truffato persone particolarmente provate, inducendole in uno stato di dipendenza psicologica così forte da fare qualsiasi cosa il "maestro" Moccia chiedesse loro. I suoi seminari costavano dai 260 ai 12 mila euro, tanto da costringere una coppia a vendere alcuni appartamenti. Il metodo Arkeon, praticato da lui e dai suoi referenti, prevedeva anche un esercizio "no limits" nel quale si dava sfogo a tutte le proprie emozioni, arrivando a stati di alterazione e, in alcuni casi, ad abusi sessuali. A dare una mano agli investigatori ha contribuito il Cesap, il Centro studi abusi psicologici, il cui presidente Lorita Tinelli aveva svelato in televisione le attività di Arkeon. Sul sito del Cesap e in altri atti giudiziari, numerosi i racconti di chi è stato vittima, direttamente o tramite familiari, della psicosetta. Per la psicologa Lorita Tinelli, si tratta di un fenomeno molto esteso anche in Puglia e per combattere il quale non c' è una legge adeguata.

CHIARELLI


Repubblica — 12 ottobre 2007 pagina 1 sezione: BARI