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venerdì 15 luglio 2011

Non solo Scientology Più di 1000 sette in Italia

1000

Sono più di mille i gruppi settari in tutta Italia. Si va da sparuti gruppi da poche decine di affiliati fino a movimenti che abbracciano decine di migliaia di seguaci. E generano un volume di affari di milioni di euro

620

Il Cesnur (Centro studi nuove religioni) censisce 620 "nuove religioni" attive nel nostro paese. La classificazione tiene conto, tra gli altri, di ramificazioni e scissioni delle religioni tradizionali e anche di movimenti occultisti, spiritisti, orientaleggianti e del "potenziale umano"

1,5 milioni

Sono oltre un milione e mezzo gli italiani che frequentano sette e movimenti di "nuove religioni". Molti diventano vittime dei guru e dei "maestri". Plagio, condizionamenti della libertà, soprusi e violenze sessuali sono i fenomeni più diffusi.

3,5 milioni

Se si calcolano anche gli immigrati che vivono nel nostro paese il numero dei seguaci delle sette sale fino a raggiungere i 3,5 milioni. Molte religioni vengono importate da paesi stranieri e poi si incardinano con culti italiani

64%

Il 64 per cento di chi aderisce a sette o movimenti neoreligiosi è costituito da adulti dei quali il 64 per cento sono donne. Molte quelle coinvolte in sette dove i santoni praticano la magia sessuale

15%

Ci sono anche adolescenti e bambini tra coloro che vengono inglobati dalle sette. In questi anni si sono moltiplicate le segnalazioni di abusi psicologici e fisici arrivate al Telefono azzurro

40%
Le sette e i gruppi religiosi di matrice cristiana sono il 40% del totale. Tra quest
i ci sono anche formazioni scissioniste della nostra religione che vivono e operano in aperta contrapposizione alla Chiesa cattolica.

60%
Nel restante 60 per cento troviamo gruppi esoterici e occultisti (30%) e i gruppi del cosiddetto "potenziale umano" tra i quali si può ascrivere i colosso internazionale Scientology

fonte: Devra Davis, epidemiologa, ha fondato l'Environmental Health Trust, e autrice di " Disconnect"

mercoledì 2 febbraio 2011

I figli delle sette -Ostaggi di un falso dio

La Repubblica
02 febbraio 2011 — pagina 43 - 44- 45 sezione: R2 L' inchiesta

Fanatismo e violenze. Sono migliaia i bambini che finiscono imprigionati in gruppi religiosi ai margini della legalità. Ma qualcuno si ribella
A Tivoli la prossima settimana prende il via il processo a Danilo Speranza, il guru a capo del gruppo "Re Maja" accusato di abusi L´età del primo contatto si abbassa sempre di più. "E in Italia non esiste una legge contro la manipolazione delle menti" Per impedire gli scambi con l´esterno, i bambini sono indottrinati con lezioni private E talvolta devono cambiare nome


«Devo modificare il tuo karma». Sul letto ondeggiava una nebbia prodotta dal fumo di candele e incensi. Il "Settimo Saggio" aveva convinto Lisa e Benedetta che con i rapporti sessuali precoci sarebbero state liberate dal "cattivo destino". «Mi toccava il seno, io rimanevo paralizzata non capendo cosa stava accadendo - ricorda Lisa che aveva 12 anni all´epoca dei fatti - . Mi diceva di stare tranquilla perché era il mio padrone e mi avrebbe fatto sentire meglio». Nella nebbia purificatrice si celava una minaccia, un molto presunto rito purificatorio inflitto a bambine appena sviluppate, cresciute tra violenze e minacce di "Zio Danilo". Erano cosa sua, del resto. Nate e cresciute nella comunità romana fondata negli anni Ottanta, schiave insieme alle madri diventate adepte del guru e delle sue profezie cosmiche. Il processo a Danilo Speranza, capo della setta "Re Maya", inizierà a Tivoli tra pochi giorni. Lisa e Benedetta hanno trovato la forza di ribellarsi, sono state accolte nel centro antiviolenza Solidea. Il santone è accusato di violenza sessuale con l´aggravante di aver compiuto gli abusi grazie a un´autorità paterna riconosciuta dentro alla "famiglia".
Non esistono statistiche attendibili sui bambini fantasma, vittime delle ossessioni e delle paure dei loro genitori. In Francia, dov´è stata istituita una missione ministeriale per combattere il fenomeno, ci sarebbero 60 mila minori coinvolti.
«Vittime dimenticate, ignorate, perfino negate» secondo l´Unadfi, Union nationale des associations de défense des familles et de l´individu victimes de sectes.
Telefono Azzurro ha segnalato alle autorità centinaia di casi. «Sono bambini che rimangono imprigionati e assoggettati al progetto dei genitori e a quello della setta - racconta il presidente Ernesto Caffo - incapaci di liberarsi e uscirne da soli». Figli di un Dio impostore. Come la scrittrice Amoreena Winkler, nata trentadue anni fa nella setta apocalittica chiamata proprio Bambini di Dio, operativa anche in Italia sotto l´altro nome, The Family. Il suo "papà", considerato tale perché guidava la setta, le ha fatto scoprire il sesso quando aveva quattro anni. «Sono nata in un mondo parallelo, dove la nostra realtà non doveva trapelare all´esterno» ricorda Winkler nel suo libro appena pubblicato.
Nell´ingranaggio. Se ci cadi dentro vieni proiettato in un microcosmo malato che finge di spacciare serenità. A rimanere impigliati non sono soltanto i creduloni o i soggetti deboli. Al numero verde anti-sette della comunità Papa Giovanni XXIII arrivano in maggioranza telefonate di professionisti, giovani laureati, soprattutto donne. Un milione di italiani partecipano a circa 600 associazioni. Alcune innocue, altre molto meno. «L´attenzione delle autorità è rivolta soprattutto agli adolescenti cooptati da gruppi satanici, protagonisti di casi di cronaca eclatanti» dice Caffo. «Purtroppo si parla poco dei bambini, anche molto piccoli, che finiscono in altre sette meno conosciute».
Il plagio dei minorenni è rapido ed efficace, come scrivere su un foglio bianco. Per prima cosa, vengono allontanati dai coetanei e parenti esterni al gruppo. «L´obiettivo è spezzare i legami famigliari biologici, perché sono quelli più profondi» racconta Maurizio Alessandrini del Favis, associazione di famigliari delle vittime. «Oggi la giusta definizione di setta - aggiunge - è quella di un gruppo che separa e taglia una persona dal suo nucleo famigliare e sociale. Da un punto di vista criminale è difficile da perseguire. Da noi non esiste una legge sulla manipolazione mentale come quella che esiste altrove in Europa».
Per impedire scambi con la "vita di fuori" i bimbi vengono indottrinati tramite lezioni private. Alcune sette impongono ai piccoli il cambiamento del nome, dello stato civile, l´inserimento in una nuova genealogia. Ci sono casi di genitori talmente irretiti che "regalano" i propri figli al guru di riferimento. Quelli che vengono concepiti all´interno delle sette spesso non esistono neppure per lo Stato, perché la nascita non viene dichiarata all´anagrafe.
«Il concetto di famiglia è completamente distorto. Il legame tra genitori e figli può essere rinnegato, come quello con i fratelli, dai quali possono essere separati anche fisicamente» racconta il presidente di Telefono Azzurro. «L´autorità genitoriale e l´educazione - precisa - vengono attribuite al leader della setta». Alcuni gruppi esortano alla procreazione per incrementare il numero di adepti. Altri non incoraggiano le nascite, altri ancora "selezionano" i membri della setta che devono procreare, indipendentemente dai vincoli coniugali, al fine di generare bambini "speciali". «Anche se considerati "l´avvenire" o "gli eletti" della setta, non vengono quasi mai protetti dagli abusi» conclude Caffo.
I bambini non scelgono. Il proselitismo tra i minorenni avviene quasi sempre attraverso i genitori. Negli ultimi anni, le scuole sono diventate un nuovo luogo di reclutamento privilegiato per le psico-sette. «Sono gruppi motivazionali che promettono ai più giovani di avere risultati sorprendenti nello studio, nello sport o con gli amici» spiega il presidente del Favis.
L´età del primo contatto si abbassa sempre di più. Il leader del "Metodo Arkeon" ha trovato adepti tenendo i suoi seminari negli istituti superiori. È sotto processo a Bari per maltrattamenti su minori, oltre che per associazione a delinquere e truffa. «I minori non si sono avvicinati spontaneamente ma sono stati introdotti dai loro genitori» racconta Lorita Tinelli del Cesap, tra i più attivi centri di assistenza psicologica e legale per le vittime di plagio. Negli incontri a pagamento di Arkeon, i bambini diventavano testimoni di confessioni su casi di pedofilia e altre perversioni sessuali. «Erano costretti a vivere momenti emotivamente molto forti, una forma di violenza psicologica» spiega Tinelli che ha seguito diversi casi di vittime minorenni. «I bambini che ho incontrato avevano un atteggiamento mite, poco litigioso, ma nel contempo poco affettuoso e privo di curiosità, di iniziativa e di spontaneità». Come il piccolo Sam, 9 anni, un´infanzia scandita dai riti e dalle preghiere dei genitori adepti. «Nei suoi disegni - ricorda la psicologa - c´era sempre una figura umana imprigionata tra cielo e terra». Molti bambini si salvano grazie a nonni o altri parenti che riescono ad allertare le autorità. «Per fortuna, negli ultimi tempi c´è una maggiore attenzione dei giudici. Ma uscire da una setta è comunque uno shock per un bambino - conclude Tinelli - significa sentirsi doppiamente orfani». Come rinascere un´altra volta, alla luce del sole.

Fonte: ANAIS GINORI - la Repubblica | 02 Febbraio 2011

martedì 9 marzo 2010

Le sette in Italia. Quante sono?

Può una violenza spirituale essere così atroce da sconvolgere la tua personalità?Può una violenza del genere trasformarti in un essere umano spersonalizzato e uniformato al gruppo? Può l’ambizione esagerata di raggiungere i propri sogni o il desiderio di cancellare i tuoi fallimenti portarti a credere che esiste qualcuno o qualcosa, delle idee, una dottrina nuova che può portarti dove vuoi basta che ne accetti incondizionatamente il suo credo? Sono domande spontanee, dubbi scomodi e inquietanti che conducono al problema della diffusione delle sette in Italia. I dati sono vaghi, così come sono sfuggenti questi gruppi che si formano e si muovono nel buio Come agiscono queste sette? Come uscirne? E quali sono le più diffuse?

Secondo il dipartimento di Sicurezza e le stime delle associazioni antisetta le organizzazioni settarie sono protagoniste di un aumento inarrestabile: se nel 1998 (l’ultimo anno a cui risale un censimento semi-ufficiale del fenomeno) le sette censite erano 152, di cui solo il 10 per cento definite psico-sette, nel 2009 le sette sono arrivate a toccare il migliaio, delle quali il 40 per cento sono psico-sette. Gli adepti sono passati da 92 mila a un milione. Le più diffuse sono, appunto, le psico-sette, ovvero gruppi che promettono di ampliare le capacità mentali dei loro seguaci.

“Nei casi delle sette più diffuse si tratta di ‘gruppi motivazionali’ che agganciano i più giovani e promettono risultati sorprendenti a scuola, nello sport e con gli amici. In Italia il fenomeno prolifera anche perché siamo uno dei pochi paesi in Europa dove non c’è una legge ad hoc e nemmeno è punito il reato di ‘manipolazione mentale’”. A parlare è Maurizio Alessandrini, presidente dell’associazione familiari delle vittime Favis, che sottolinea quindi anche la grave mancanza delle nostre norme italiane. Anche Telefono Azzurro ha denunciato il fenomeno concentrandosi sull’inquietante coinvolgimento dei bambini nelle sette. Ne ha parlato il presidente Ernesto Caffo con una denuncia drammatica: “Non ci sono soltanto i bambini trascinati nella setta dai genitori o da qualche pedofilo travestito da guru. Ci sono anche quelli che nascono nelle comunità. Sono più fortunati visto che non avendo avuto contatti con il mondo esterno non devono sottoporsi a continui ‘riti di purificazione’. Ma di loro si hanno poche notizie, spesso non vengono nemmeno registrati all’anagrafe”. Dalle diverse testimonianze si parla di figli regalati ai capi-setta, purificazioni in cui era proibito piangere, si legge di bambini chiusi in stanze buie, tenuti a digiuno, a cui era vietato parlare in certi casi anche con la stessa madre, costretti ad assistere a rapporti sessuali purificatori tra adulti. Capi d’accusa che emergono anche nel processo a Bari contro la setta “Arkeon” che, secondo le documentazioni, “controllava” diecimila persone a cui hanno sottratto milioni di euro e nei cui capi d’accusa emerge, appunto, anche il “maltrattamento dei minori”. Il gruppo “Arkeon” si ispirava alle filosofie orientali e Vito Carlo Moccia, in corso di processo come capo dell’organizzazione, induceva i propri adepti alla pratica di esercizi terapici che portavano ad un controllo totale della loro mente. Tra gli esercizi erano compresi quelli di travestirsi per chiedere l’elemosina, l’indurre i partecipanti a credere di avere avuto abusi in età minorile, costringere i bambini ad assistere ai racconti di esperienze sessuali dei genitori. “Riceviamo decine si segnalazioni ogni giorno e non è sbagliato calcolare che le sette ‘abusanti’ siano circa un migliaio. Agiscono nell’ombra e quando scoperte si ricostituiscono sotto altri nomi e quindi è difficile censirle”. Conferma la complessità del fenomeno anche Lorita Tinelli, presidente del Cesap, Centro studi sugli abusi psicologici. Complessità confermata anche per chi volesse uscire da queste sette. Sul sito www.psike.it alcuni psicologi spiegano le fasi del riconoscimento del proprio stato di bisogno e i dolorosi passi successivi per ricostruire le proprie azioni che hanno portato all’adesione, l’affronto dei problemi legati al ritorno in famiglia, i disagi di riprendere contatto con la vita reale, il dolore e l’angoscia che fanno paragonare l’abbandono di un gruppo settario, si legge dal sito, “simile all’esperienza di morte di un genitore o un parente stretto o della rottura di una relazione. Quel che si prova è come essere stati traditi dalla persona che si ama e usati”.

Il movimento-setta religioso più diffuso (dichiara 5 milioni di fedeli nel mondo anche se alcune stime abbassano drasticamente il dato a 500.000) e protagonista di un marketing in ogni angolo del pianeta è Scientology. Questo gruppo si differenzia dalle sette normali, sopra citate, proprio perché non agisce nell’ombra ma è accompagnata da una grande pubblicità, ma i suoi metodi di adesione, di influenza sul singolo, i traguardi prospettati, affermazione di sé, successo, sono identici a qualsiasi altro gruppo settario. La storia di questo gruppo è strettamente legata a quella del suo fondatore L. Ron Hubbard e al suo best-sellers “Dianetics”, definito dagli scientologisti come una specie di manuale definitivo sulla ragione umana che è diventato la base per il movimento di Scientology.

Brevemente il loro credo afferma che le reali potenzialità dell’essere umano sarebbero molto superiori a quelle che normalmente usa e potrebbero condurlo anche al potere di guarire le malattie poiché la maggior parte di esse sarebbe di natura psicosomatica. Ciò che non ci permetterebbe di essere noi stessi completamente, coscienti delle nostre capacità, sarebbero degli eventi dolorosi passati che abbiamo vissuto (chiamati Engram) e che inconsciamente influenzerebbero negativamente la nostra mente cosciente. La soluzione di Scientology è entrare nel loro gruppo e iniziare dei processi di Auditing, dei dialoghi con degli ascoltatori scientologisti, in cui lentamente si verrà aiutati a rivivere e cancellare questi ricordi fino a raggiungere lo stato pieno di libertà chiamato Clear.

Questi livelli di auditing, come tutti i corsi e i servizi di Scientology sono a pagamento. Questi dialoghi, auditing, possono partire da un minimo di 110/120 euro orarie fino a 1000 o più euro l’ora. Innumerevoli sono le cause a carico dell’organizzazione nei maggiori paesi del mondo, non ultima la condanna dell’anno scorso per frode in Francia . Ovviamente è impossibile intervistare qualche scientologista sull’argomento ma è possibile vivere sulla propria pelle l’esperienza di una prova che io stesso ho fatto fingendomi interessato a conoscere Scientology. Mi sono così recato nella loro sede di Modena, mi sono finto desideroso di ritrovare delle risposte nella mia vita, che ero in cura da uno psicologo e prendevo delle gocce per l’ansia. Mi ha accolto una ragazza, a cui darò il nome fittizio di Giulia, che con grande entusiasmo mi ha trattato come un amico dicendomi che le mie risposte potevo trovarle in me, che le medicine non servivano, che i miei principali disagi fisici provenivano dalle mie esperienze traumatiche del passato, risalenti anche a quando ero nella pancia di mia madre, che si ripetevano anche nel presente ridandomi le stesse sensazioni di dolore. Giulia poi mi ha mostrato un video di un’ora che parlava del libro di “Dianetics” e dei suoi principi, di come ritrovare pieno controllo di me con delle sessioni di dialoghi (gli auditing citati sopra) che mi avrebbero “ripulito” del dolore passato. Il traguardo a fine percorso? Ovviamente più successo in ogni campo della mia vita.

A fine video Giulia mi ha chiesto di partecipare al seminario di Scientology che si sarebbe tenuto pochi giorni dopo al costo di 90 euro e allora ho finto di voler partecipare ma di non avere disponibilità economica quel giorno. In quel momento il viso di Giulia è cambiato, si è fatto serio come se si aspettasse il pagamento immediato e così ha insistito dicendomi che potevo pagare col bancomat ma io ho resistito rispondendo che non ne ero in possesso. Quando ero sulla via dell’uscita ecco che Giulia ha provato a chiedermi almeno un anticipo di qualche euro e così, dopo l’ennesima insistenza, gli ho consegnato 10 euro ricevendo in cambio tanto di fattura intestata a “Chiesa di Scientology” e un test sulla personalità composto da 200 domande da compilare a casa e riconsegnare al seminario a cui, ovviamente, non sono mai andato.

Lo stesso giorno ho trovato su internet all’indirizzo http://www.adoos.it/post/4916496/cercasi_collaboratori questo annuncio di lavoro su Roma firmato Scientology che, testualmente, richiede “collaboratori per l’amministrazione”, senza aggiungere che come amministrazione si intende diventare parte della chiesa e occuparsi di promuoverla presso i nuovi potenziali adepti. Un rapporto del 1997 redatto dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza, basandosi anche su diverse denunce, contiene molti passi critici nei confronti di Scientology. Il rapporto rileva sia gli altissimi costi dei procedimenti sia le tecniche di reclutamento attraverso, si cita testualmente, “un test gratuito di “misurazione della personalità”, rappresentato da un questionario formato da circa duecento domande rivelatrici (in realtà mirate a conoscere meglio gli aspetti caratteriali dei loro interlocutori); dopodiché, individuati i soggetti più influenzabili, li convincono a “curarsi”, sottoponendosi a sedute di auditing.”.Lo stesso rapporto sottolinea che le procedure di Scientology sono destinate ad attuare il sistema di “condizionamento mentale”. Ma la nostra legislatura non prevede ancora, paradossalmente, questo reato.

Ma Scientology è solo la cima dell’iceberg, non è solo Scientology il fenomeno delle psico-sette ma forse è il più tangibile e, addirittura, sperimentabile sulla propria pelle in un incontro prova. I meccanismi sono gli stessi e solleticano le insoddisfazioni nella vita che ognuno può incontrerà ma che in alcuni soggetti sono devastanti a livello emotivo. Sono queste le tipologie di persone su cui fanno leva questi movimenti, sul loro desiderio voglia di intraprendere una nuova impresa nella propria vita, di raggiungere traguardi che sembrano impossibili, la stima e la considerazione degli altri, ritrovare la fiducia in sé stessi, risalire da un fallimento e ampliare le proprie potenzialità psichiche. Tutto questo e molto altro spinge una persona debole ad abbracciare promesse di salvezza e queste stesse persone non sono lontane da noi, possono essere un familiare, un amico, un figlio, perché la mente umana è fragile, la mente umana può cadere in una debolezza a cui l’unica alternativa può sembrare la morte. Se non c’è l’aiuto e la comprensione di chi dovrebbe amarli di diritto ecco che sul loro cammino potrebbero incontrare questi surrogati della coscienza umana, di cui le sette sono l’esempio più terrificante.
di Vincenzo Malara

sabato 30 gennaio 2010

La crescita del fenomeno delle sette in Italia

Le sette crescono in Italia in maniera preoccupante. Non è facile censirle, in quanto spesso cambiano nome o agiscono nell’ombra. I bambini sono le prime vittime di questa realtà
Andrea Sartori (Insegnante)

Le più diffuse sono le psicosette, ovvero gruppi motivazionali che promettono di ampliare le potenzialità psichiche dei loro adepti. La loro diffusione è dovuta al fatto che promettono facili successi. Questo è ciò che si nasconde dietro il fenomeno delle sette, fenomeno sempre più in crescita in Italia.

Secondo il rapporto del Dipartimento di Sicurezza e le stime delle associazioni anti-setta riportate dal quotidiano torinese La Stampa, le organizzazioni settarie in Italia si sono moltiplicate non poco in questi anni: se nel 1998 le sette erano solo 152, di cui solo il 10 per cento psicosette, nel 2009 le sette sono arrivate a toccare il migliaio, delle quali il 40 per cento sono psicosette. Gli adepti sono passati da 92 mila a un milione. Nell’articolo di Elena Lisa apparso su La Stampa di Torino il 21 gennaio si parla della setta Arkeon, la quale, da sola, controllava diecimila persone cui ha sottratto, negli anni, milioni di euro. Gli undici leader di questa setta sono ora sotto processo a Bari.

Un capitolo terroficante, toccato da Elena Lisa, è quello dei bambini nel contesto delle sette. Il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, dice a tal proposito: “Non ci sono soltanto i bambini trascinati nella setta dai genitori o da qualche pedofilo travestito da guru. Ci sono anche quelli che nascono dentro la comunità. Sono più fortunati degli altri: avendo pochi contatti con il mondo esterno non devono sottoporsi a continui ‘riti di purificazione’. Ma di loro si hanno poche, debolissime tracce. Spesso non sono neppure registrati all’anagrafe”.

E’ estremamente difficile censire questo fenomeno, in quanto spesso cambiano nome, e comunque agiscono in una zona d’ombra. L’ultimo elenco semiufficiale risale al 1998, ed è un rapport del Dipartimento di Pubblica Sicurezza dal titolo “Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia”, che dava la cifra di 137 gruppi settari in Italia, dei quali 76 erano religiosi e 61 magici.

Mala tipologia di setta più diffuso non è quello a carattere satanico (che però ha conosciuto un preoccupante incremento) né quello a sfondo New Age. La tipologia più diffusa è quella della psicosetta. Come spiega Maurizio Alessandrini, presidente dell’associazione familiari delle vittome Favis, al quotidiano La Stampa tali psicosette sarebbero “gruppi ‘motivazionali’ che agganciano i più giovani e promettono risultati sorprendenti a scuola, nello sport, con gli amici”. Negli ultimi anni le psicosette si sarrerebbero “moltiplicate a dismisura entrando anche nelle scuole”.

Perché tutto questo? Si sa, quando muore la religione fiorisce la superstizione. Come diceva Gilbert Keith Chesterton: “Non è vero che chi non crede in Dio non crede in niente, perché è disposto a credere in tutto”. Basti vedere i Greci e iRomani del Basso Impero, che deridevano i cristiani per l aloro “stramba” fede nella Resurrezione (cfr. la reazione degli ateniesi al discorso di San Paolo all’Areopago) ma superstiziosi fino al ridicolo e anch’essi pronti a gettarsi in ogni tipo di setta (Mitra, Iside, culti misterici…).

Il benessere ha portato alla perdita della Fede. La perdita della Fede, alimentata ad arte da un certo anticristianesimo endemico, ha fatto sì che molti si gettassero tra le braccia di questi manipolatori di menti.

Ma c’è anche un’altra ragione per cui proliferano questi orrori. Ancora lo spiega Alessandrini: “L’Italia è uno dei pochi Paesiin Europa dove non c’è una legge ad hoc è nemmeno è punito il reato di ‘manipolazione mentale”.

Questo è evidente in un ambito non strettamente collegato alle sette. Quello dei maghi imbroglioni che spesso succhiano letteralmente il sangue a gente disperata. Bsta solfeggiare col telecomandosu canali privati per accorgersi della loro presenza. Ci sarebbe, come strumento contro questo pericoloso dilagare di ciarlatani e falsi guru opportunisti, il reato di “abuso di credulità popolare”.

Ma questa sarebbe solo la punta dell’iceberg. Il vero problema è la mancanza di punti fermi nella società contemporanea. Sulle macerie dei valori dei quali si è voluto far strame,si è creata solo insicurezza e infelicità. Che le menti più deboli cercano di riempire aderendo a queste pericolosissime realtà in crescita. Il risultato sono minacce, schiavitù, lavaggio del cervello.

venerdì 22 gennaio 2010

I bambini fantasma delle sette d’Italia

Trascinati dai genitori o vittime di «guru» pedofili

Al centro una «figura carismatica». Attorno una casta di «eletti». Più in basso, gli «adepti»: uomini, donne. E i loro figli, anche piccoli: «bambini fantasma» dei quali si sa pochissimo, vittime indifese di violenze psicologiche e fisiche in nome di una pseudo-religione o di «credo» mascherati.

«In Italia succede sempre più spesso», è la drammatica denuncia di Telefono Azzurro. Ma quanti sono i bambini coinvolti? Non esistono cifre ufficiali, ma è ragionevole ipotizzare una stima di diverse centinaia, visto che il numero complessivo di «adepti» italiani, secondo le associazioni che riuniscono i parenti delle vittime, supera abbondantemente il milione. Una sola setta, la «Arkeon», controllava diecimila persone cui ha sottratto negli anni milioni di euro: contro i suoi undici leader è in corso un processo a Bari in cui per la prima volta è stata riconosciuta l’accusa di «associazione a delinquere». E tra i numerosi capi di imputazione, compare anche il «maltrattamento di minori».

Dice Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro: «Non ci sono soltanto i bambini trascinati nella setta dai genitori o da qualche pedofilo travestito da guru. Ci sono anche quelli che nascono dentro la comunità. Sono più fortunati degli altri: avendo avuto pochi contatti con il mondo esterno non devono sottoporsi a continui “riti di purificazione”. Ma di loro si hanno poche, debolissime tracce. Spesso non sono neppure registrati all’anagrafe».

Il quadro che emerge dai racconti dei seguaci in fuga e dalle denunce raccolte da polizia e carabinieri è terribile. Figli piccolissimi «regalati» dai genitori al capo-setta o a tutta la comunità. Confessioni «aperte» sulle pratiche sessuali, alle quali i bambini sono costretti ad assistere. Violenze quando vengono sorpresi a disubbidire - dove disubbidire significa anche solo parlare con la mamma - scariche elettriche, ustioni, droghe e psicofarmaci. Per «purificare lo spirito» è proibito piangere: i piccoli che lo fanno sono chiusi in stanze buie, minacciati o costretti al digiuno, umiliati «pubblicamente, davanti ai coetanei, per imprigionarli nell’insicurezza e tenerli legati.

«Riceviamo decine di segnalazioni ogni giorno - spiega Lorita Tinelli, presidente del Cesap, il Centro studi sugli abusi psicologici - e non è un azzardo ritenere che le sette “abusanti” in Italia siano circa un migliaio. Censirle non è facile: agiscono nell’ombra, e una volta scoperte si ricostituiscono in breve tempo sotto un altro nome».

L’ultimo elenco «ufficiale» delle congregazioni in Italia è vecchissimo, addirittura del ‘98. A produrlo il Dipartimento di Pubblica Sicurezza in un rapporto dal titolo «Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia» che calcolava 137 gruppi settari: 76 religiosi e 61 magici. Già allora le più diffuse erano le psicosette. «Gruppi “motivaziona- li” che agganciano i più giovani e promettono risultati sorprendenti a scuola, nello sport, con gli amici - spiega Maurizio Alessandrini, presidente della Favis, l’associazione dei familiari delle vittime -. Negli ultimi anni le psicosette si sono moltiplicate a dismisura entrando anche nelle scuole. Del resto, l’Italia è tra i pochi Paesi in Europa dove non c’è una legge ad hoc e nemmeno è punito il reato di “manipola- zione mentale per fini illeciti”».

Di un fenomeno che dilaga si occupano associazioni laiche e religiose: «Riceviamo spesso chiamate da coniugi che si stanno separando - dice Don Aldo Buonaiuto, della comunità Papa Giovanni XXIII -. Non riescono più a vedere i figli e sospettano che siano finiti in una qualche comunità strana insieme all’altro genitore».

Le forze di polizia, che hanno formato squadre antisette con psichiatri e psicologi, confermano l’allarme. «Ho incontrato molti ragazzini irretiti da figure carismatiche, trascinati nelle sette all’insaputa della famiglia - dice Giorgio Manzi, comandante del reparto analisi criminologiche dei Carabinieri -. I genitori devono vigilare, cogliere ogni sfumatura di cambiamento nei figli. Il rischio, se non lo si fa, è perderli per sempre».
ELENA LISA