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sabato 29 dicembre 2012
NELLE MANI DELLE SETTE
di Piergiorgio Giacovazzo
Lo storico settimanale di approfondimento della testata; rappresenta la migliore tradizione Rai per reportage ed inchieste. È la trasmissione che vanta la più lunga durata dalla riforma della Rai. La sua forza, il suo prestigio ed il suo alto gradimento.
Sono passati 32 anni dall’abrogazione della legge sul plagio da parte della Corte Costituzionale. Puniva i plagiatori con la reclusione fino a 15 anni, ma lasciava troppa discrezionalità ai magistrati. Nel cancellarla i giudici della Consulta chiesero contestualmente al legislatore una nuova legge che contenesse una definizione oggettiva del reato. Quella legge ancora non c’è e il vuoto normativo ha lasciato spazio in Italia al dilagare delle sette, un fenomeno meno marginale di quanto comunemente si pensi che coinvolge adulti di ogni livello sociale, e purtroppo anche minori.
http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/RUBRICHE/PublishingBlock-8f49a286-7527-4264-9979-72b4aca618d8.html
Frasi eclatanti di Moccia :
"i riti woodoo rispetto a queste cerimonie..,sono roba pediatrica"
" Daniela ha un figlio a cui ha cancellato il padre"
lunedì 14 settembre 2009
Tecniche di proselitismo
Questi "gruppi" che da "religiosi" si sono trasformati progressivamente sempre più in "scientifici", promettono la "guarigione olistica" partendo dalla mente per poi guarire il corpo. Dice la Trocchi:
"I metodi delle tecniche più reclamizzati fanno ricorso a disperate forme in cui campeggia lo psicodramma, il training autogeno, il rilassamento, oltre a tecniche yoga di meditazione e di concentrazione, completamente avulse, però, dalle tematiche filosofìche e teologiche che in ambito religioso le sostanziavano. Il principio fondamentale identificabile in tali movimenti propone di intervenire sull'anima (o sullo spirito o sulla mente), per guarire il corpo. Molti gruppi nati come forme religiose si stanno oggi orientando verso la terapia o la cura dell'anima. Le modalità di queste terapie sono altrettanto stupefacenti. Basta scorrere il programma del gruppo degli Arancioni legati a Osho-Rajneesh. Vengono proposti gruppi di bioenergetica in cui «respiro ed espressione corporea ci forniscono mezzi efficaci per liberare il corpo e sciogliere le tensioni in un vivido flusso di energia che ridà al corpo la sua naturale grazia e bellezza». Oppure gruppi di Gestalt (inteso letteralmente 'figura', 'forma') nei quali «si può capire il mondo in una disciplina di autosviluppo che ci insegna ad assumere la responsabilità della nostra esistenza». «Attraverso l'esperienza emozionale-corporea di questo contatto col prossimo possiamo rivivere i nostri comportamenti spesso ripetitivi e inadeguati per ritrovare fantasia e stimoli per soluzioni creative e soddisfacenti»; inoltre, esistono corsi di riflessologia plantare nei quali si stimolano le aree di riflesso nella pianta dei piedi, connesse ciascuna con un organo, una ghiandola, e una certa parte del corpo; si tratta di identificare le possibilità terapeutiche e le tecniche per stimolare tutte le aree del corpo. Così si possono impostare diagnosi ed eseguire trattamenti specifici. C'è, poi, il gruppo di lavoro sull'ipnosi (che attraverso il rilassamento fa esplorare spazi interiori nuovi), corsi di massaggio cranio-sacrale, gruppi di sciamanesimo, esperienze di rinascita (cioè della vita prenatale e del parto)".
Con quali tecniche operano il proselitismo? Afferma la Trocchi:
"Pur nella diversità ed estrema varietà delle tecniche e delle impostazioni le psicosette - o quelle forme che ad esse si richiamano - usano per il proselitismo due forze fondamentali.
La prima consiste nel far prendere coscienza al neofita che gli manca qualcosa, per esempio la padronanza di doti o di qualità esistenti ma nascoste che devono essere valorizzate, l'equilibrio, oppure l'armonia, oppure un buon rapporto con gli altri.
La seconda leva consiste nel sottolineare le limitazioni e i condizionamenti che la società ha pesantemente imposto al soggetto il quale ora risulta incapace di essere se stesso.
Quando l'ignaro adepto entra in uno di questi gruppi (vuoi che sia una tecnica sufi volta a prendere contatto con la divinità che è in noi, vuoi che sia un corso di controllo della mente o di autorealizzazione) viene sconvolto da una tempesta emozionale provocata dall'uso di tecniche molto particolari che allentano le difese del soggetto mediante esercizi di vario genere: la danza che dura ore o la respirazione programmata, tecniche di rilassamento profondo o posizioni yoga.
Particolare e interessante è l'esperienza est inventata da Werner Erhard che propone benefici strabilianti e procede con forti manipolazioni emotive.
Nella prassi attiva di tali corsi, incontri ed iniziazioni (chi scrive li ha conosciuti di prima mano attraverso la tecnica della osservazione partecipante) si crea inevitabilmente un rapporto di do-minanza-sottomissione tra i vari aspiranti al corso e gli istruttori. La legittimazione dei direttori o istruttori di questi vari gruppi è determinata da una mitica 'professionalità' che si appoggia a un senso molto particolare di scientificità.
"I metodi delle tecniche più reclamizzati fanno ricorso a disperate forme in cui campeggia lo psicodramma, il training autogeno, il rilassamento, oltre a tecniche yoga di meditazione e di concentrazione, completamente avulse, però, dalle tematiche filosofìche e teologiche che in ambito religioso le sostanziavano. Il principio fondamentale identificabile in tali movimenti propone di intervenire sull'anima (o sullo spirito o sulla mente), per guarire il corpo. Molti gruppi nati come forme religiose si stanno oggi orientando verso la terapia o la cura dell'anima. Le modalità di queste terapie sono altrettanto stupefacenti. Basta scorrere il programma del gruppo degli Arancioni legati a Osho-Rajneesh. Vengono proposti gruppi di bioenergetica in cui «respiro ed espressione corporea ci forniscono mezzi efficaci per liberare il corpo e sciogliere le tensioni in un vivido flusso di energia che ridà al corpo la sua naturale grazia e bellezza». Oppure gruppi di Gestalt (inteso letteralmente 'figura', 'forma') nei quali «si può capire il mondo in una disciplina di autosviluppo che ci insegna ad assumere la responsabilità della nostra esistenza». «Attraverso l'esperienza emozionale-corporea di questo contatto col prossimo possiamo rivivere i nostri comportamenti spesso ripetitivi e inadeguati per ritrovare fantasia e stimoli per soluzioni creative e soddisfacenti»; inoltre, esistono corsi di riflessologia plantare nei quali si stimolano le aree di riflesso nella pianta dei piedi, connesse ciascuna con un organo, una ghiandola, e una certa parte del corpo; si tratta di identificare le possibilità terapeutiche e le tecniche per stimolare tutte le aree del corpo. Così si possono impostare diagnosi ed eseguire trattamenti specifici. C'è, poi, il gruppo di lavoro sull'ipnosi (che attraverso il rilassamento fa esplorare spazi interiori nuovi), corsi di massaggio cranio-sacrale, gruppi di sciamanesimo, esperienze di rinascita (cioè della vita prenatale e del parto)".
Con quali tecniche operano il proselitismo? Afferma la Trocchi:
"Pur nella diversità ed estrema varietà delle tecniche e delle impostazioni le psicosette - o quelle forme che ad esse si richiamano - usano per il proselitismo due forze fondamentali.
La prima consiste nel far prendere coscienza al neofita che gli manca qualcosa, per esempio la padronanza di doti o di qualità esistenti ma nascoste che devono essere valorizzate, l'equilibrio, oppure l'armonia, oppure un buon rapporto con gli altri.
La seconda leva consiste nel sottolineare le limitazioni e i condizionamenti che la società ha pesantemente imposto al soggetto il quale ora risulta incapace di essere se stesso.
Quando l'ignaro adepto entra in uno di questi gruppi (vuoi che sia una tecnica sufi volta a prendere contatto con la divinità che è in noi, vuoi che sia un corso di controllo della mente o di autorealizzazione) viene sconvolto da una tempesta emozionale provocata dall'uso di tecniche molto particolari che allentano le difese del soggetto mediante esercizi di vario genere: la danza che dura ore o la respirazione programmata, tecniche di rilassamento profondo o posizioni yoga.
Particolare e interessante è l'esperienza est inventata da Werner Erhard che propone benefici strabilianti e procede con forti manipolazioni emotive.
Nella prassi attiva di tali corsi, incontri ed iniziazioni (chi scrive li ha conosciuti di prima mano attraverso la tecnica della osservazione partecipante) si crea inevitabilmente un rapporto di do-minanza-sottomissione tra i vari aspiranti al corso e gli istruttori. La legittimazione dei direttori o istruttori di questi vari gruppi è determinata da una mitica 'professionalità' che si appoggia a un senso molto particolare di scientificità.
sabato 12 settembre 2009
Piccolo trattato di manipolazione a uso degli onesti

Traduzione di Cristiana Latini e Maresa Vallone
Quante volte ci siamo trovati a fare cose o ad acquistare prodotti che fino a pochi momenti prima non esercitavano su di noi nessuna attrattiva (e che subito dopo ci sono apparsi imperdonabili errori)? Perché ci caschiamo, allora? Perché qualcuno ci ha abilmente convinto a farlo. Con rigore scientifico e senso dell'umorismo questo libro rende comprensibili a tutti le tecniche che i professionisti della manipolazione mettono quotidianamente in pratica: il piede-nella-porta, la porta-in-faccia, il ma-lei-è-liberissimo-di, lo spavento-seguito-da-sollievo... Svelare i meccanismi che stanno dietro le scelte delle persone aiuta a conoscersi meglio, e a comportarsi con maggiore consapevolezza.
Indice - Sommario
Perché questo libro può esservi utile
Avvertenza
Introduzione
1. Le insidie della decisione
2. L'adescamento: le vittime e i seduttori
3. Un po' di teoria: impegno e libertà
4. La tecnica del piede-nella-porta
5. La tecnica della porta-in-faccia
6. Dal piede-in-bocca al piede-nella-memoria
7. Manipolazioni sempre più complesse
8. Nella vita quotidiana: amici e venditori
9. Nella vita quotidiana: capi e pedagoghi
Piccolo glossario italiano-inglese
Note
Bibliografia
"Come spingere gli altri a fare ciò che vorremmo che facessero? La risposta si trova in questo libro" (Le Monde)
sabato 13 giugno 2009
L'arte d'influire sugli altri

L'arte d'influire sugli altri. Le molle nascoste nelle relazioni interpersonali con colleghi, superiori, dipendenti, fornitori, clienti
di Chalvin Dominique
Questo libro presenta le tecniche corrette d'influenzamento e le manipolazioni più frequenti nelle relazioni di lavoro tra colleghi, con i dipendenti, con i superiori, i fornitori, i clienti. Descrive anche le otto manipolazioni che sono alla base di tutte le altre e le loro circa cinquanta variazioni possibili. Per ciascun caso esaminato, Dominique Chavlin spiega gli aspetti che ne costituiscono la capacità d'influenzare e presenta le modalità d'uso pratiche e specifiche utilizzate dal manipolatore: ognuno potrà riconoscerle più agevolmente, in modo da potersi difendere meglio.
- Come prendere coscienza del nostro vero comportamento quando comunichiamo?
- Come renderci conto delle vere intenzioni dei nostri interlocutori?
Questo libro fornisce le risposte a queste domande e presenta le tecniche corrette d'influenzamento e le manipolazioni
più frequenti nelle relazioni di lavoro nelle relazioni tra colleghi, con i dipendenti, con i superiori, i fornitori, i clienti (oltre
alle applicazioni che se ne possono facilmente dedurre nella vita privata). Descrive anche le 8 manipolazioni
fondamentali che sono alla base di tutte le altre e le loro circa 50 variazioni possibili.
Per ciascun caso esaminato, Dominique Chalvin spiega gli aspetti che ne costituiscono la capacità d'influenzare e
presenta le modalità d'uso pratiche e specifiche utilizzate dal manipolatore: ognuno potrà riconoscerle più agevolmente, in
modo da potersi difendere meglio.
Indica anche come sia possibile farne un buon uso, onesto e a beneficio di tutti, precisandone le condizioni pratiche
d'applicabilità.
Quest'opera di Dominique Chalvin, quindi, vi consentirà di acquisire la grammatica e il vocabolario della manipolazione, in
modo da poterne parlare il linguaggio. Sarete così in grado di sviluppare una strategia di comunicazione e di relazione
per ottenere più facilmente dagli altri quanto corrisponde alle vostre aspettative. A voi la decisione del buon uso , come
suggerisce l'autore nel fornire i mezzi per difendersi dagli usi non corretti .
Dominique Chalvin è psicologo e sociologo presso l'Università della Sorbona, a Parigi. Ha creato e diretto il dipartimento
di Management delle risorse umane del gruppo internazionale CEGOS. Attualmente opera come consulente
indipendente e conduce numerosi seminari sulla gestione delle persone e dei gruppi, sulla comunicazione e sulle
relazioni e l'efficacia individuale. È autore di libri di successo, tra cui, da noi pubblicati, L'analisi transazionale. Guida
pratica per dirigenti, quadri intermedi, professional e tecnici (3a ed.) e Sfrutta tutto il tuo cervello! Trucchi, esercizi e test
per liberare tutte le potenzialità mentali (2a ed.).
Indice:
Parte I.
Conoscenza del problema
Introduzione
L'uso corretto della manipolazione
(I modi di praticare la manipolazione...; Quello che si dice della manipolazione; Parliamone in un modo diverso: la maninfluenza; Il buon uso della maninfluenza; Conclusione)
Il desiderio di preservazione
(La forza della perserveranza; L'arte di provocare l'effetto della perseveranza; L'arte di sviluppare l'effetto della perseveranza; L'uso corretto dell'effetto di persistenza)
Le situazioni propizie e lo scambio reciproco
(Creare e utilizzare situazioni propizie; L'uso efficace delle situazioni propizie; Attivare il meccanismo dello scambio reciproco; L'uso corretto dello scambio reciproco)
Il bisogno di sicurezza e la paura dell'esclusione
(Sfruttare il bisogno di sicurezza: la forza dell'esperto; L'uso corretto dell'effetto esperto; Saper giocare sulla paura dell'esclusione dell'effetto armonia; L'uso corretto dell'effetto armonia)
Il gusto dell'eccezionale e il confronto irresistibile
(Saper sfruttare il gusto dell'eccezionale; Il buon senso dell'effetto eccezionale; Sfruttare lo choc del confronto: tutto è relativo; Il buon uso dell'effetto confronto)
La tentazione dell'innocenza
(Le fonti della forza manipolatrice della tentazione dell'innocenza; Come comportarsi per manipolare: istruzioni per l'uso; Il buon uso della tentazione dell'innocenza)
Conclusione
Parte II.
Applicazioni pratiche: Esercizi
L'uso corretto della manipolazione
(Autodiagnostica: siete un manipolatore nel senso abituale del termine?; Un buon metodo per sviluppare l'uso corretto della manipolazione)
Il desiderio di perseveranza
(Autodiagnostica: utilizzare il desiderio di continuità per ottenere dagli altri quello che desiderate?; Uso del questionario di autodiagnostica "Utilizzo questa manipolazione?"; L'uso corretto del desiderio di continuità; Personalizzazione e appropriazione)
Le situazioni propizie e lo scambio reciproco
(Creare e utilizzare situazioni propizie; Attivare il meccanismo dello scambio reciproco; Applicazione del questionario di autodiagnostica)
Il bisogno di sicurezza e la paura dell'esclusione
(Il bisogno di sicurezza: l'effetto esperto; La paura dell'esclusione: l'effetto armonia)
Il gusto dell'eccezionale e il confronto irresistibile
(Sfruttare l'attrazione per l'eccezione; Giocare sullo choc del confronto: tutto è relativo)
La tentazione dell'innocenza
(Mettere in gioco il sistema dei valori; Autodiagnostica sull'uso della tentazione dell'innocenza)
Spiegazione degli esercizi
Allegati
(Piano di autoformazione; Programma di una sessione di formazione di tre giorni)
Glossario
Bibliografia.
http://www.francoangeli.it
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