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mercoledì 16 dicembre 2015

Caso Arkeon, l’Ordine degli Psicologi: «Denunciate casi simili»

Una condanna, un'assoluzione e sei prescrizioni in Appello per la cosiddetta "psico-setta"

Una condanna, un'assoluzione e sei prescrizioni. Questo il pronunciamento lo scorso venerdì della Corte di Appello di Bari sul caso Arkeon.

Vito Carlo Moccia è stato condannato a 2 anni e 5 mesi di reclusione; Massimo Vavalle è stato assolto «per non aver commesso il fatto», per altri sei imputati è scattata la prescrzione.
Secondo le indagini alla cosiddetta psico-setta si sarebbero rivolte persone colpite da tumori, Aids o infertilità sperando in una guarigione.
Nei confronti dell'associazione l'Ordine degli Psicologi della Puglia si era costituito parte civile, assistito e difeso dall'avvocato Francesco Mascoli. 

«L'Ordine degli Psicologi della Puglia - commenta il presidente, Antonio Di Gioia - vigila costantemente per bloccare qualsiasi tentativo di esercizio abusivo della professione. La  nostra disciplina può essere oggetto di simili iniziative che, guidate da figure carismatiche, possono raggirare la buona fede di chi soffre. Casi come questi devono essere denunciati e soffocati perché provocano danni anche gravi nelle vittime e danni di immagine e reputazione nei confronti di psicologi e psicoterapeuti che operano legalmente, con impegno professionale, motivati dalla promozione del benessere psicologico».

http://www.barilive.it/news/Attualit%C3%A0/404704/news.aspx

domenica 16 dicembre 2012

Psico-setta Arkeon, 46 assoluzioni Il giudice: «Non ci fu calunnia»


Erano accusate di aver detto il falso ai danni di una psicologa e di altre 2 persone in una trasmissione tv

BARI - Il gup del tribunale di Bari Giulia Romanazzi ha prosciolto e assolto «perché il fatto non costituisce reato» tutte e 46 le persone imputate di calunnia ai danni di una psicologa e di altre due persone accusate di aver detto il falso sulla presunta psico-setta Arkeon di Bari, nel corso di una trasmissione televisiva di Canale 5 del 2006. Le decisioni sono state prese contestualmente dal giudice al termine dell'udienza preliminare e del processo con rito abbreviato.
Il pm inquirente, Francesco Bretone, aveva chiesto la condanna e il rinvio a giudizio degli imputati, ritenuti iscritti ad Arkeon. Il 16 luglio scorso il tribunale di Bari, per il reato di associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione medica, ha condannato - a pene comprese tra un anno e sei mesi di reclusione e due anni e 8 mesi - otto degli 11 imputati nel processo sulla cosiddetta psico-setta. Tre persone furono assolte. Il presunto ideatore del metodo Arkeon, Vito Carlo Moccia, 60enne di Noicattaro (Bari), fu riconosciuto unico promotore della presunta associazione per delinquere e per questo condannato a due anni e 8 mesi di reclusione.

martedì 25 settembre 2012

Psico-Setta ARKEON: condannati i “guru” per associazione a delinquere

                                                                     Il Tribunale condanna i “guru” di Arkeon

Added by Antonella Paparelli on 24 luglio 2012.

Psico-Setta ARKEON – Per quasi 10 anni avrebbero raggirato migliaia di persone convincendole a partecipare a costosi corsi con la falsa promessa di riuscire a guarire damalattie quali tumori, Aids, depressioni e infertilità.

Si è concluso quindi con alcune condanne il primo processo controVito Carlo Moccia (fondatore) e gli altri “guru” per i reati di associazione a delinquere ed esercizio abusivo della professione medica: due anni e otto mesi per Moccia,  due anni (pena sospesa) per i cosiddetti “maestri della setta”, Francesco Antonio Morello, Gabriella Fabbri e Francesco Ferrara, un anno e 8 mesi (pena sospesa) per Quirino Salerno e Piero Mazza, un anno e 6 mesi di reclusione (pena sospesa) per Massimo Vavalle e Francesco Locatelli. Assolti Antonio Turi, Isa Calabrese e Grazia Bozzo.


I giudici hanno anche riconosciuto il danno recato all’ordine degli psicologi, che hanno chiesto un risarcimento di un milione di euro. 
 La psicologa Lorita Tinelli del Cesap, artefice dell’indagine che ha portato alla sbarra i vertici di ‘Arkeon’, si è detta soddisfatta per l’ottenimento di queste condanne ed il suo pensiero va al suo collega Carlo Fornisi che “ha sempre combattuto al mio fianco e che nel febbraio del 2011 si è suicidato perché non ce la faceva più a sostenere le spese degli avvocati per difendersi dagli attacchi legali di Arkeon e perché non ha retto alle continue denigrazioni. Oggi sarebbe felice anche lui di questa sentenza. Ora però non bisogna abbassare la guardia perché sappiamo che ci sono ‘maestri’ di Arkeon che continuano la loro attività. Perciò se c’è qualcuno in grado di testimoniare abusi subiti di recente o di fornire notizie utili prima che i reati cadano in prescrizione, lo faccia al più presto”.
Soddisfatto anche il presidente dell’Associazione “Giù le mani dai bambini” Aldo Verdecchia: «Avevo segnalato ufficialmente alle autorità l’attività di questa setta tra le province di Fermo e Ascoli, già più di dieci anni fa. Purtroppo non sono stato preso in considerazione subito e ora, dopo la sentenza di Bari, si capisce quanto fosse pericolosa. Ha rovinato un sacco di persone a Fermo, San Benedetto e nelle zone limitrofe, ma se si fosse agito prima forse i danni si sarebbero potuti limitare. Nel 2000, mi sono infiltrato personalmente nella setta e durante una riunione svoltasi nel Fermano ho potuto vedere con i miei occhi come manipolavano le vittime”.
Sono mancate le condanne per i reati più gravi ed infamanti ma SOLO per la sopraggiunta prescrizione. Chiarisce appunto la sentenza uno degli avvocati di parte civile, avvocato Marco Marzari:
Il giorno 16 luglio 2012 il Tribunale di Bari ha pronunciato una articolata sentenza in esito al processo contro Vito Carlo Moccia ed i suoi adepti e maestri, con lui associati a delinquere, imputati – appunto – del reato associativo (di cui Vito Carlo Moccia è stato riconosciuto promotore e fondatore) e di un’altra serie di reati satellite, consumati in occasione dei
vari seminari tenuti da “The sacred path”.
A dispetto di dichiarazioni fuorvianti rilasciate nell’immediato dagli imputati, direttamente o tramite i propri difensori, và chiarito che il Tribunale ha assolto gli imputati solo con riferimento al reato di calunnia in danno di Lorita Tinelli e di G. M., mancando la prova della volontà di calunniare. Per tutti gli altri reati contestati, si è invece raggiunta la prova della loro sussistenza! Ed infatti, ferma restando la condanna per il reato di associazione a delinquere e per quello di esercizio abusivo della professione di psicologo, i reati di violenza privata (originariamente contestata come violenza sessuale di gruppo e poi derubricata) e di maltrattamenti sono stati ritenuti consumati, ma dichiarati prescritti (ovverosia è passato troppo tempo perché la pretesa punitiva dello Stato possa continuare ad essere coltivata).
Lo stesso dicasi per le molte truffe perpetrate dagli imputati, che sono state ritenute truffe semplici (senza aggravanti) e quindi perseguibili solo a querela, che nella fattispecie mancava.
Ma ciò che è chiaro, e che gli imputati fingono di ignorare, è che il presupposto per dichiarare l’improcedibilità per prescrizione o per mancanza di querela è l’accertamento della responsabilità, come infatti troveremo spiegato nelle motivazioni della sentenza.
Nessuna assoluzione, quindi, per Moccia ed i suoi associati (salvo che per la calunnia), ma conferma che tutti i gravi fatti denunciati erano veri e comprovati!
Avv. Marco Marzari
Legale delle parti civili del Processo
Consulente del CeSAP



martedì 3 luglio 2012

Al termine il processo ‘Arkeon’: lunedì la sentenza?

I giudici della Seconda Sezione Penale decidono sulla presunta psicosetta di Carlo Moccia




Alle battute conclusive, ormai, il dibattimento in corso davanti al collegio giudicante della Seconda Sezione Penale del Tribunale di Bari alla presunta psicosetta denominata ‘Arkeon’. Nel corso delle ultime udienze sono sfilati gli ultimi testimoni a discarico citati dagli avvocati difensori di Carlo Moccia e degli altri imputati, poi nell’aula sono risuonate la requisitoria del pubblico ministero Bretone (che ha chiesto la condanna dell’imputato principale Moccia a tre anni) e le arringhe difensive. Tra le testimonianze che hanno attirato maggiormente l’attenzione del collegio, il mese scorso, quella resa dal dottor Antonino Caruso, medico chirurgo palermitano anche lui per diec’anni membro dell’associazione guidata da Moccia e da alcuni suoi stretti collaboratori. Il medico siciliano ha confermato d’aver partecipato ai corsi di tutti i livelli, con la propria famiglia, a partire dal ’97 e fino al 2007, allo scopo di approfondire il metodo ‘Reiki’ applicato da Arkeon. Lo scopo, come ha dichiarato sotto giuramento ai giudici, era quello di capire se era vero che c’erano casi di auto-guarigione dalle malattie, per spiegare infine che nel corso delle riunioni c’era una grande forza di rilassamento tra i partecipanti e che, in ogni caso, non si parlava mai nei termini convenzionali di guarigione. Il medico ha partecipato alle riunioni ‘Arkeon’ per libera scelta, come del resto i suoi famigliari, senza aver mai subito costrizioni di sorta, anzi, ha visto donne che rifiutavano di partecipare, per esempio quando si trattava di chiedere elemosine in pubblico. Ma il teste ha anche spiegato di non aver mai assistito a maltrattamenti di alcun genere, precisando che i costi in capo agli associati partivano da un minimo di 100 mila lire (trasformati poi in 100 euro) fino al doppio a seduta, a seconda dei livelli. Ma in aula nel tribunale di Bari ha deposto anche la psicologa Raffaella Di Marzio, una delle più importanti esperte italiane di nuovi movimenti religiosi, anch’essa interessata in passato al caso Arkeon. E il primo passo da compiere, come ha ripetuto la Di Marzio dinanzi ai giudici baresi, era proprio quello di evitare “condizionamenti” basati sulle prese di posizione dei mass-media e di sedicenti esperti non adeguatamente qualificati. In base agli studi effettuati la psicologa ha spiegato che il gruppo Arkeon non ha mai presentato le caratteristiche della setta, pur sottolineando la necessità di ulteriori studi: “Sarebbe stato mio vivo desiderio proseguire con gli approfondimenti – ha precisato l’esperta in aula durante una delle ultime udienze – ma la mia attività scientifica è stata inspiegabilmente ostacolata, anzi inquisita per il solo fatto di aver voluto avviare uno studio, procedimento poi ovviamente archiviato”. Secondo la ricostruzione del sostituto procuratore Francesco Bretone, invece, Arkeon sarebbe una sorta di 'psico-setta' che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere addirittura 10 mila adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Dopo l’indagine serrata della procura di Bari, infatti, sono stati contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Sul banco degli imputati c'e’ Vito Carlo Moccia, che diceva di essere psicologo, ma non ne aveva i titoli, anche se nessuno dei testi sfilati a Bari l’ha mai sentito millantare questi titoli. Il processo, come detto all’inizio, è giunto alla conclusione: lunedì o comunque entro la prossima settimana potrebbe già arrivare la sentenza.








Francesco De Martino





(16 Giu 2012)

http://www.quotidianodibari.it/articoli/cronaca/al-termine-il-processo-arkeon-lunedi-la-sentenza/

lunedì 20 febbraio 2012

Processo ‘Arkeon’, continua la sfilata dei testimoni

Lunedì scorso l’udienza davanti ai giudici della Seconda Sezione Penale
Continua il dibattimento in corso davanti al collegio giudicante della Seconda Sezione Penale del Tribunale di Bari alla presunta psicosetta denominata ‘Arkeon’. Nel corso della lunga udienza celebrata l’alto giorno, durata fino alla prime ore del pomeriggio anche a causa d’una imprevista sospensione delle udienze verso mezzogiorno, sono sfilati altri testimoni a discarico citati dagli avvocati difensori di Carlo Moccia e degli altri imputati. Tutti in sostanza hanno confermato d’aver partecipato a quelli che loro ritenevano solo corsi terapeutici di vario livello, senza alcun pericolo per chi vi partecipava. Anzi, alcuni testi hanno confermato che alle riunioni ‘Arkeon’ tenute verso la fine degli Anni Novanta tra le sedi di Bari e Roma, erano presenti talvolta anche bambini, accompagnati dai propri genitori. Tra le testimonianze che hanno attirato maggiormente l’attenzione del collegio, quella resa dal dottor Antonino Caruso, medico chirurgo palermitano anche lui per diec’anni membro dell’associazione guidata da Moccia e da alcuni suoi stretti collaboratori. Il medico siciliano ha confermato d’aver partecipato ai corsi di tutti i livelli, con la propria famiglia, a partire dal ’97 e fino al 2007, allo scopo di approfondire il metodo ‘Reiki’ applicato da Arkeon. Lo scopo, come ha dichiarato sotto giuramento ai giudici, era quello di capire se era vero che c’erano casi di auto-guarigione dalle malattie, per spiegare infine che nel corso delle riunioni c’era una grande forza di rilassamento tra i partecipanti e che, in ogni caso, non si parlava mai nei termini convenzionali di guarigione. Il medico ha partecipato alle riunioni ‘Arkeon’ per libera scelta, come del resto i suoi famigliari, senza aver mai subito costrizioni di sorta, anzi, ha visto donne che rifiutavano di partecipare, per esempio quando si trattava di chiedere elemosine in pubblico. Ma il teste ha anche spiegato di non aver mai assistito a maltrattamenti di alcun genere, precisando che i costi in capo agli associati partivano da un minimo di 100 mila lire (trasformati poi in 100 euro) fino al doppio a seduta, a seconda dei livelli. L’anno scorso in aula ha deposto anche la psicologa Raffaella Di Marzio, una delle più importanti esperte italiane di nuovi movimenti religiosi, anch’essa interessata in passato al caso Arkeon. E il primo passo da compiere, come ha ripetuto la Di Marzio dinanzi ai giudici baresi, era proprio quello di evitare “condizionamenti” basati sulle prese di posizione dei mass-media e di sedicenti esperti non adeguatamente qualificati. In base agli studi effettuati la psicologa ha spiegato che il gruppo Arkeon non ha mai presentato le caratteristiche della setta, pur sottolineando la necessità di ulteriori studi: “Sarebbe stato mio vivo desiderio proseguire con gli approfondimenti – ha precisato l’esperta in aula durante una delle ultime udienze – ma la mia attività scientifica è stata inspiegabilmente ostacolata, anzi inquisita per il solo fatto di aver voluto avviare uno studio, procedimento poi ovviamente archiviato”. Secondo la ricostruzione del sostituto procuratore Francesco Bretone, invece, Arkeon sarebbe una sorta di 'psico-setta' che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere addirittura 10 mila adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Dopo l’indagine serrata della procura di Bari, infatti, sono stati contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Sul banco degli imputati c'e’ Vito Carlo Moccia, che diceva di essere psicologo, ma non ne aveva i titoli, anche se nessuno dei testi sfilati l’altro giorno in aula a Bari l’ha mai sentito millantare. Il processo in corso a Bari s’avvia verso la conclusione dell’istruttoria: il 27 febbraio saranno ascoltati gli ultimi testimoni e altri tre consulenti ed entro la prossima primavere, dopo requisitoria del pubblico ministero e arringhe difensive, dovrebbe arrivare la sentenza.

Francesco De Martino

Domenica 19 Febbraio 2012 18:37

martedì 15 novembre 2011

Giustizia: Bari, adesione quasi totale a sciopero penalisti

Le ultime notizieGiustizia: Bari, adesione quasi totale a sciopero penalistiBari, 14 nov. (Adnkronos)

- Adesione allo sciopero di quasi il 100 per cento per i penalisti baresi. Stamane gli avvocati del distretto del capoluogo pugliese hanno incrociato le braccia e si sono astenuti dal presentarsi in aula. Decine di udienze sono saltate, compreso il cosiddetto processo 'Arkeon, contro una psico-setta. ''Ovviamente - precisa in una nota la Camera penale barese - sono stati garantiti i servizi essenziali come i processi per direttissima, le cause per i detenuti e le udienze nella situazione di prossima prescrizione dei reati''. Domani mattina, alle 10,30, presso la prima aula disponibile del Tribunale di via Nazariantz si terra' l'assemblea straordinaria della Camera penale, aperta ai cittadini e a tutti gli operatori giudiziari, nel corso della quale si svolgera' una tavola rotonda in cui gli avvocati penalisti si confronteranno con la politica e la magistratura, associata e non, sulle motivazioni della protesta. Alla tavola rotonda, che sara' moderata dall'avvocato Egidio Sarno, interverranno il gup Marco Guida, presidente della giunta distrettuale dell'Anm, Vincenzo Magista', direttore di Telenorba, Nicola Magrone, gia' procuratore della Repubblica del Tribunale di Larino, l'onorevole Cinzia Capano e l'onorevole Francesco Paolo Sisto, entrambi membri della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.
(14 novembre 2011 ore 17.34)

venerdì 14 ottobre 2011

Arkeon, il guru davanti ai giudici


Continua il processo alla psicosetta. In aula il primo imputato. Moccia nega gli abusi: “Erano tutti liberi di intendere e volere...”

Il guru di quella che è stata oramai definita come la psicosetta più grande d'Italia, ieri in aula davanti ai giudici del tribunale penale di Bari. Vito Carlo Moccia ha avuto la possibilità di dire la sua come imputato in un processo che oramai si estende per le corti penali di tutto lo stivale.Interrogato sulle pratiche e le cerimonie del suo gruppo di – come l'ha definito lui stesso – "cammino di crescita personale ", Moccia ha negato ogni episodio di abuso. "Le pratiche di Akeon erano un misto di discipline orientali che avevano lo scopo di raggiungere l'armonia naturale del corpo e della mente ", ha dichiarato l'imputato. Di fronte alle domande della difesa, Moccia è stato chiaro:"Le pratiche definite 'della morte' e 'dell'elemosina' erano volte a suscitare negli individui che vi partecipavano volontariamente (e qui Moccia si ferma per sottolineare la completa responsabilità personale dei partecipanti ai riti di Arkeon ndr) per suscitare una riflessione personale; le teoria 'della madre perversa' e 'del pedofilo', invece – ha dichiarato il fondatore di Arkeon – sono cattive interpretazioni di alcuni... termini – ha evidenziato – che ho visto comparire solo nelle carte processuali e che non sono mai state utilizzate nel gergo di Arkeono o intese con la stessa accezione utilizzata in sede processuale".In particolare, i difensori hanno voluto che il Moccia chiarisse il concetto di 'teoria del pedofilo': per mezzo della quale, secondo molti testimoni ascoltati finora dai giudici, i "maestri " di Arkeon tentavano di giustificare tutti i drammi che sconvolgono la vita di ogni individuo con una presunta violenza carnale ricevuta in età infantile da parte di un genitore o un parente. "Il termine 'pedofilo' – ha dichiarato il Moccia – è stato di certo utilizzato durante i seminari di Arkeon, ma non nell'accezione sessuale del termine. Bensì – ha chiarito – si tratta di intendere la parola pedofilo nel senso di 'abuso': era così pedofilo colui che abusava di una persona, sotto vari aspetti, in età infantile ". "E' accaduto – ha continuato nella sua esposizione l'imputato – che durante i seminari di Arkeon siano state portate all'attenzione degli astanti le violenze sessuali subite in tenera età da alcuni membri: solo in questo caso il termine pedofilo – ha spiegato Moccia – era da intendere nella sua accezione puramente sessuale".Un 'mi lavo le mani', insomma, del capo di Arkeon che, dopo le dichiarazioni occorse nella scorsa udienza da parte di un altro maestro anch'esso imputato nel processo, sembra delineare la linea difensiva degli imputati: tutto ciò che accaduto, se è mai accaduto ma noi lo neghiamo, è avvenuto senza che ne fossimo gli autori morali o materiali, sembrano voler dire. "Se qualcuno durante i seminari di Arkeon parlava delle proprie esperienze intime e personali – ha precisato il Moccia – lo faceva nella piena libertà, senza condizionamenti alcuni".Non sono dello stesso parere alcuni ex membri di Arkeon. Costituiti parte civile, chiedono giustizia per le violenze e gli abusi che affermano di aver subito. "Fui violentata da un maestro di Arkeon. Il pretesto? Un rito per riportare alla mente un ricordo d'infanzia; l'attimo in cui, da piccola, sarei stata abusata sessualmente da un pedofilo". Erano emerse così, sconcertanti, le testimonianze nelle aule al neon del tribunale di Bari, dopo che, aperto nei mesi scorsi il sipario su quello che già prendeva forma come uno dei processi più importanti dell'anno giudiziario barese, venivano svelati i primi retroscena su quella che già era definita come la psicosetta Arkeon. "Non c'era nessun pedofilo! Erano solo pretesti per estorcermi denaro, usarmi in tutti i modi... anche come oggetto sessuale!", aveva dichiarato di fronte ai giudici una testimone. La pratica era sempre la stessa. Dalle testimonianze finora raccolte dai giudici vengono a galla una serie di riti e cerimonie in cui i membri di Arkeon avrebbero subito pressioni e abusi. Si parla di seminari in cui i partecipanti venivano portati a credere di essere stati violentati dai genitori o da un non ben precisato pedofilo durante l'infanzia. I "maestri" dicevano: "Non te lo ricordi perché eri troppo piccola – dichiarava in aula una testimone – ma di certo hai subito una violenza carnale... l'hanno subita tutti da bambini: questa è la causa dei mali che affliggono la tua vita! ". Il "lavaggio del cervello" condizionava a tal punto gli individui che alcuni hanno persino denunciato alla magistratura per violenza carnale ignari genitori, zii e amici". "Durante le cerimonie alcuni vomitavano. Allora il maestro si compiaceva: Bravo! Quello che hai appena rimesso non è vomito, ma lo sperma del pedofilo che ti ha violentato!". Più ci si liberava della "presenza del pedofilo ", più si avanzava nel "lavoro di purificazione ", come veniva definito, che consisteva in tre livelli: il primo dal costo di circa 400 mila delle vecchie lire, il secondo di circa 800 mila lire ed il terzo – un testimone racconta il suo percorso nella setta prima e dopo l'utilizzo corrente dell'Euro – di circa 12 mila euro. Una bella cifra che, secondo le testimonianze, finiva dritta dritta nelle tasche dei maestri della setta. E già, perché il risvolto economico di questa vicenda è un elemento da non sottovalutare. "Mi facevano firmare assegni intestati alla mia persona – raccontava ai giudici un testimone – anche se i maestri preferivano consegnassi denaro contante: è più conveniente per degli scambi a nero. In questo modo ho posto nelle loro mani più di 15 mila euro". La setta aveva aperto sedi in tutta Italia e godeva dell'appoggio di alcuni membri della Chiesa e di alcune associazioni ecclesiastiche (il “percorso di crescita” di Arkeon era stato approvato da uno studio del CISF - Centro Internazionale Studi Famiglia e il Moccia era comparso nel programma di Rai 1 “A sua immagine” del frate cappuccino Padre Raniero Cantalamessa); gli adepti erano migliaia.I testimoni di questo processo avevano sporto denuncia presso le questure di molte città italiane, ma non erano mai stati creduti. Solo l'intervento di alcune associazioni, una fra tutte il CeSAP, Centro studi per gli Abusi Psicologici, e l'interessamento della stampa, le acque intorno al caso hanno incominciato a smuoversi.


Mirko Misceo

giovedì 13 ottobre 2011

Arkeon, il capo si difende: ‘Non ho colpe’


BARI – Ha negato tutte le imputazioni a suo carico il fondatore del metodo Arkeon, Vito Carlo Moccia, accusato dal pm Francesco Bretone di associazione per delinquere, esercizio abusivo della professione di psicologo, truffa, maltrattamento su minori, violenza privata, violenza sessuale di gruppo e calunnia.
Moccia ha deposto davanti al tribunale collegiale fino a tarda mattinata, spiegando le varie teorie alla base del metodo Arkeon, applicata negli incontri dell’associazione ‘Sacred path’, da lui fondata. Secondo Moccia non ci sarebbero mai state violenze sessuali negli incontri e le varie teorie, come quella del pedofilo, avrebbero una base scientifica.
Dall’indagine, però, sarebbe emerso “un lavoro di condizionamento” volto a “ingenerare la convinzione che tutti i disagi di natura psicologica e fisica possono essere riconducibili ad abusi sessuali subiti durante l’infanzia”. Queste le conclusioni della Procura, secondo cui ci sarebbe stata “un’abilità nel far credere a persone che attraversavano momenti difficili o affette da problemi psichici o di natura fisica (tumori, Aids, infertilità) di poter risolvere i loro problemi attraverso i corsi (…) di Moccia”.
I frequentatori pagavano da un minimo 260 euro a corso, per il livello più basso, fino a 12.000 per chi voleva diventare ‘maestro’. Per chi decideva di abbandonare, invece, ci sarebbe stato lo strumento della pressione psicologica. Dice una delle presunte vittime al pm: “Trovammo una scusa banale per non andarci più (…) In un colloquio telefonico (…) mi dissero che se non fossi andata al seminario non sarei potuta diventare madre. Questa cosa mi turbò moltissimo anche perché io ci tenevo tantissimo ad avere dei figli, in quanto avevo avuto gravi disturbi che non mi avevano permesso il concepimento”.
Anche dei minori sarebbero stati tra le vittime di ‘Sacred path’. È il caso di un quattordicenne “sottoposto – scrive il pm negli atti – a maltrattamenti consistiti nella manipolazione della mente. Il ragazzino partecipò all’età di 10-11 anni a cinque seminari conseguendo il primo livello, poi partecipò ad un seminario tenuto da Moccia in un hotel della catena ‘Jolly’, vicino Bologna, dove fu coinvolto in una introspezione psicologica che aveva portato la madre ad ammettere pubblicamente di aver giocato con i genitali del figlio per farlo addormentare”. Si parla anche di violenze sessuali. Agli atti c’è il racconto di una delle vittime, la quale, descrivendo le sedute del ‘metodo Arkeon’, afferma: “Si ho avuto veri e propri traumi sessuali, sensazioni di essere stuprati, abusati, violati e forzati”.
Ivan Cimmarusti

mercoledì 12 ottobre 2011

Oggi 12-10-2011 Moccia in Tribunale a Bari



la foto è di un'aricolo del Resto del Carlino dell'anno scorso che mi era sfuggito...

martedì 11 ottobre 2011

Arkeon: proseguono i guai per Moccia ed i “soci” della psico-setta


Il 23 giugno si è tenuta la seconda udienza nei confronti degli 11 imputati di Arkeon.

Gli avvocati di Moccia e di Morello, hanno mosso delle eccezioni nei confronti dei soggetti che si sono costituiti parte civile nell’udienza scorsa.
Il collegio giudicante si è espresso con una ordinanza. Rimangono confermati il CeSAP e l’Ordine degli psicologi come parte civile, mentre sono stati esclusi il Codacons, il Favis e l’Arcigay, in quanto non avrebbero nello statuto la giusta motivazione per potersi costituire parte civile.
Le associazioni estromesse ricorreranno a tale disposizione.

Nella medesima udienza gli avvocati di Moccia e di Morello hanno eccepito sull’esistenza di reati che non sembrano essere stati contestualizzati. Gli avvocati hanno richiesto in quali seminari si sono svolti gli abusi, datosi che nell’ordinanza del PM non sono state indicate date precise.
Il PM ha controbattuto a tali eccezioni affermando che egli contesta l’intero metodo Arkeon che era, sempre secondo il PM, pedissequamente applicato da diversi maestri in tutti i seminari.
Il Collegio giudicante si è riservato di rispondere agli argomenti sollevati, alla prossima udienza del 13 ottobre 2010.

Fonti mi comunicano che si stanno svolgendo diverse altre indagini su alcuni membri di Arkeon che sembra a vario titolo si siano macchiati di diversi reati. Inoltre è stata fatta richiesta di rinvio a giudizio per 47 soci di Arkeon, accusati di concorso in calunnia.

giovedì 6 ottobre 2011

Processo Arkeon, in aula uno dei maestri

Continua il processo alla psicosetta di Vito Carlo Moccia. Rinviata al 12 ottobre l'udienza del guru. Il “gioco dell'elemosina”, la “teoria del pedofilo” e altre pratiche spiegate davanti ai giudici.
Continua il processo Arkeon, la psicosetta del guru Vito Carlo Moccia, con la sua ondata di testimoni ed imputati. Nell'udienza di ieri, presso il Tribunale Penale di Bari, doveva essere ascoltato lo stesso Moccia, ma per motivi di salute la sua udienza è stata rimandata in data 12 ottobre. Sono stati però ascoltati alcuni testimoni ex adepti della setta ed un “maestro” di Arkeon. Ci dica – hanno esordito i giudici – a cosa serviva il “gioco dell'elemosina”? «Il gioco dell'elemosina veniva praticato in Arkeon per insegnare a chi vi faceva parte il valore del denaro». Un esperienza quella, dell'elemosinare in luoghi pubblici fingendosi mendicanti, definita dallo stesso maestro: bella forte. Che cosa intende dire con “bella forte”? «Si tratta certo di un esperienza che incide molto sullo sviluppo della persona...». E il “lavoro della morte”? Anche questo era “bello forte”, hanno chiesto i giudici. «Anche il lavoro sulla morte era un'esperienza incisiva – ha dichiarato il maestro Arkeon – si mimava la morte di una persona per insegnarli il valore stesso della morte: non la fine di tutto ma l'inizio... vivere cioè ogni giorno come fosse l'ultimo». Esperienze queste che finiscono in questi giorni sui banchi dei giudici e che per anni sono state praticate nelle campagne pugliesi dove i membri di Arkeon si riunivano. Esperienze che assieme alla “teoria del pedofilo”, per la quale ogni male di un individuo era da ricondursi ad un presunto abuso sessuale subito nell'infanzia, vanno delineando il folto panorama degli abusi che emerge dai resoconti dei testimoni. In questo panorama, che ad ogni udienza si arricchisce di nuovi elementi, i giudici di via Nazariantz dovranno districasi per giungere al bandolo della matassa: condanna o assoluzione per gli imputati? Fondamentale per questo sarà la testimonianza in aula, il 12 ottobre prossimo, del guru di Arkeon, Vito Carlo Moccia.


Mirko Misceo

venerdì 1 luglio 2011

Il “metodo Arkeon” nelle scuole e nelle aziende


Giovedì 30 Giugno 2011 16:48

Processo alla psicosetta di Carlo Moccia, continua la kermesse di testimoni.Associazioni fondate dai membri di Arkeon facevano proseliti tra i minori e gli impiegati

“Il “metodo arkeon” è entrato nelle scuole e nelle aziende”. Lo dichiarano i testimoni che ieri sono scesi in aula davanti ai giudici del tribunale penale di Bari per il processo alla famigerata psicosetta fondata da Vito Carlo Moccia. Per mezzo di alcune associazioni, istituite dagli stessi membri della congregazione, Arkeon e faceva proseliti al di fuori del la cerchia degli iscritti. E c'erano anche dei minori nel progetto che il Moccia eufemisticamente definiva come: “Aprirsi al mondo”. L'associazione “Terra d'incontro” (da non confondersi con “Terre d'incontro”), fondata da alcuni membri della psicosetta, infatti, avviava progetti di carattere pedagogico con gli alunni delle scuole. “Sono rimasta esterrefatta quando ho assistito alla visione di un filmato che metteva in parallelo le confessioni dei bambini, in merito alla propria vita privata ed al rapporto con i genitori, con un annuncio pubblicitario di Arkeon – ha rivelato ieri in aula una cofondatrice di “Terra d'incontro”, nonché ex membro della psicosetta – Il video dei bambini è stato poi messo in vendita per 5 euro a copia... è stato allora che ho capito quanto immorale fosse ciò che era stato fatto”. Nelle aziende, invece, si entrava per mezzo di un'associazione che organizzava degli stage di formazione di “cultura orientale”. “Pensavo di aver messo su un'associazione di arti marziali, io sono un maestro di quest'arte – ha confessato davanti ai giudici un altro testimone – invece mi ritrovavo presidente di un'associazione di cui non mi sentivo membro attivo, e che aveva voluto esplicitamente il Moccia”. Il metodo per convincere i propri “adepti”, ad aprire le sopracitate associazioni, si basava sullo stesso rapporto discepolo-maestro che sta alla base degli altri casi di violenza e sfruttamento documentati dai testimoni nelle precedenti tornate di udienze. “Moccia sapeva sapientemente sfruttare ogni debolezza psicologica che intravedeva nelle persone”, ha dichiarato una testimone nel difficile tentativo di spiegare, a chi mai avesse avuto un'esperienza di questo tipo, come possa un individuo abbandonarsi completamente nelle mani di un altro. Il “lavaggio del cervello” avveniva per mezzo di sedute di gruppo in cui ognuno rivelava agli altri le proprie esperienze personali, anche le più intime. Il “lavoro” – come veniva definito da Moccia il “percorso di guarigione” dai problemi che affliggevano la vita di ognuno – verteva sulla “Teoria del pedofilo”. Si tratta di giustificare con una presunta violenza carnale, da parte di un genitore o un parente, tutti i drammi che sconvolgono la vita di ogni persona. « Durante i seminari di Arkeon – racconta una testimone – alcuni vomitavano. Allora il maestro si compiaceva: “Brava! Quello che hai appena rimesso non è vomito, ma lo sperma del pedofilo che ti ha violentato!” ». Più ci si liberava della “presenza del pedofilo”, più si avanzava nel “lavoro”, che si estendeva su tre livelli: il primo dal costo di circa 400 mila delle vecchie lire, il secondo di circa 800 mila lire ed il terzo (la testimonianza si riferisce ad un periodo precedente e successivo all'entrata in vigore dell'Euro) di circa 12 mila euro. Una bella cifra, che finiva dritta dritta nelle tasche dei “maestri” della setta. E già, perché il risvolto economico di questa vicenda è un elemento da non sottovalutare. « Mi facevano firmare assegni intestati alla mia persona – racconta una testimone – anche se i maestri preferivano consegnassi denaro contante, è più conveniente per degli scambi a nero. In questo modo ho posto nelle loro mani più di 15 mila euro ». Tra i membri della setta, oltre ad appartenenti alla piccola e media borghesia (ma vi erano anche partecipanti di altre classi sociali), l'attore Ettore Bassi (che testimonierà nelle prossime udienze convocato dagli avvocati della difesa) ed il sacerdote paolino don Angelo De Simone. Il rappresentante della Chiesa era, non solo adepto Arkeon, ma, per così dire, anche il sacerdote ufficiale della setta; celebrava matrimoni tra i discepoli, anche quando questi erano già sposati (come abbiamo documentato nei precedenti articoli pubblicati sul Quotidiano di Bari), o, come ha raccontando ieri in aula una testimone, battezzando i figli di pochi mesi dei membri. Il processo ripartirà il 20 settembre, quando verranno ascoltati altri otto testimoni chiamati in aula dal PM.


Mirko Misceo

Riparte a fine giugno il processo alla psicosetta Arkeon

Sabato 11 Giugno 2011 19:26

Rinviati al 20 settembre i testimoni non ancora ascoltati: “Nessun rispetto per chi soffre!”

Riparte il 29 giugno il processo Arkeon, la psicosetta di Carlo Moccia sul banco degli imputati per violenza sessuale ed estorsione. Avanza con ritardo il processo penale; saranno infatti ascoltati il giorno 20 settembre sei degli otto testimoni che avrebbero dovuto esporre davanti ai giudici lo scorso 8 giugno. Il ritardo è dovuto ad un inizio dell'udienza sfalsato di ben tre ore. “Siamo sconcertati dal ritardo della Giustizia italiana – ha commentato una testimone – Non c'è rispetto per chi ha soffre!”. Solo due testi sono stati ascoltati dal collegio giudicante. Emergono, come nella scorsa udienza del 25 maggio, storie che parlano di abusi e violenze, perpetrate dai sedicenti “maestri” di Arkeon, ai danni di persone psicologicamente deboli; ma tra le vittime vi sono anche molti stimati professionisti (addirittura psicologi e psichiatri), a dimostrazione che nessuno è immune al condizionamento psicologico. Il processo, quindi, presta a trasformarsi in un vero e proprio banco di prova per la Giustizia italiana. Come giudicheranno i giudici gli imputati? Semplici “violentatori”, “truffatori” o inseriranno i delitti per cui sono accusati nella sfera della “manipolazione psicologica”? Qualunque sia l'esito, i processo è destinato a fare storia negli annali della giurisprudenza. « Fui violentata da un maestro di Arkeon, il pretesto: un rito per riportare alla mente un ricordo d'infanzia; l'attimo in cui, da piccola, sarei stata abusata sessualmente da un pedofilo ». Era emersa così, sconcertante, l'accusa della prima testimone ai danni degli imputati durante la prima udienza del 25 maggio. Durante il processo, un'altra donna, ascoltata per ben 3 ore, ha raccontando la sua triste storia della perdita del marito a causa di una trasgressione creativa voluta dal maestro Antonio Morello, dello stupro di gruppo che avrebbe subito durante una cerimonia-rito e di altri tentativi di violenza. Gli adepti di Arkeon venivano, attraverso riti e cerimonie volte a condizionarne la mente, assoggettati alla volontà di individui che si facevano chiamare “maestri”. Si parla di cerimonie in cui, tra musica ad altissimo volume, stridenti gong di tamburo ed urla strazianti, i partecipanti venivano portati a credere di essere stati violentati dai genitori o da un non ben precisato pedofilo durante l'infanzia. « Non te lo ricordi perché eri troppo piccola – cantilenavano i “maestri” – ma di certo hai subito una violenza carnale... l'hanno subita tutti da bambini: questa è la causa dei mali che affliggono la tua vita! ». Il “lavaggio del cervello” condizionava a tal punto gli individui che alcuni hanno persino denunciato alla magistratura, per violenza carnale, ignari genitori, zii e amici. « Non c'era nessun pedofilo – ha dichiarato una testimone, tremante d'emozione e rabbia – erano solo pretesti per estorcermi denaro, usarmi in tutti i modi... anche come oggetto sessuale! ». Più ci si liberava della “presenza del pedofilo”, più si avanzava nel “lavoro di purificazione”, come veniva definito dai maestri di Arkeon. Quest'ultimo consisteva in tre livelli: il primo dal costo di circa 400 mila delle vecchie lire, il secondo di circa 800 mila lire ed il terzo (la testimone racconta il suo percorso nella setta prima e dopo l'utilizzo corrente dell'Euro) di circa 12 mila euro. Una bella cifra, che finiva dritta dritta nelle tasche dei “guru” della setta. E già, perché il risvolto economico di questa vicenda è un elemento da non sottovalutare. « Mi facevano firmare assegni intestati alla mia persona anche se i maestri preferivano consegnassi denaro contante, è più conveniente per degli scambi a nero. In questo modo ho posto nelle loro mani più di 15 mila euro ». La setta aveva aperto sedi in tutta Italia, anche con l'appoggio di alcuni membri della Chiesa, gli adepti erano migliaia: è facile immaginare, quindi, che gli introiti di Moccia & Co. fossero a parecchi zeri. I testimoni di questo processo avevano sporto denuncia presso le questure di molte città italiane, ma non erano mai stati creduti. Solo l'intervento di alcune associazioni, che si battono per la tutela dei fuoriusciti dalle sette religiose (una fra tutte, il CeSAP: Centro studi per gli Abusi Psicologici), e dopo l'intervento della stampa, le acque intorno al caso hanno incominciato a smuoversi.I video dei seminari di Arkeon – gli stessi che i giudici hanno esaminato come prove – sono consultabili all'indirizzo internet: http://vimeo.com/arkeon/videos


Mirko Misceo

mercoledì 30 giugno 2010

Udienza Arkeon 23 giugno 2010

Comunicato circa l'udienza.


Il giorno 23 Giugno 2010 si è tenuta la seconda udienza del processo Arkeon presso il Tribunale di Bari.
Il Collegio giudicante ascoltate tutte le eccezioni degli avvocati degli imputati ha confermato nel processo la presenza del CeSAP e dell'Ordine degli Psicologi come Parti C ivili, oltre che di tutte le altri parti lese.
Non è stata accettata la richiesta di costituzione come parte civile della Favis, del Codacons e dell'Arcigay.
Gli avvocati di queste ultime associazioni, intendono ricorrere a tale ordinanza.
La prossima udienza si terrà il 13 ottobre 2010.
Contemporaneamente diverse altre indagini sono partite coinvolgendo a vario titolo altri membri di Arkeon.
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The second hearing for the Arkeon trial was held in Bari, at the local Court of Law on June 23, 2010.

After examining all the objections of the counsel for the defence, the court confirmed the Centre of Studies on Psychological Abuse (Ce.S.A.P.) and the Association of Chartered Psychologists as plaintiffs in the proceedings, besides all other injured parties.

The claims of FAVIS, CODACONS and ARCIGAY were rejected. The counsel for the defence of these associations intend to appeal against the decision.

The next hearing will be held on 13 October 2010.

Meanwhile, new investigations are started on other members of Arkeon for various offenses.

sabato 8 maggio 2010

Arcigay Bari parte civile nel Processo Arkeon

Il Comitato provinciale Arcigay Bari "Liberi di Essere Liberi di Amare" ha presentato oggi l'istanza di costituzione a parte civile nel processo penale contro 11 persone accusate di associazione per delinquere, truffa ed esercizio abusivo delle professioni di psicologo, psicoterapeuta e medico, finalizzati all'applicazione ed alla diffusione del "metodo Arkeon", per
curare dall'omosessualità, dall'AIDS, da tumori terimali ecc..

Arkeon è stata definita dalla stampa una "psicosetta" che chiedeva denaro in cambio di promesse di guarigioni fuori dalla scienza.

Arcigay Bari ha nominato quale difensore di fiducia Enrico Fusco, avvocato ed ex presidente del Comitato Provinciale Arcigay Bari.

"E' la prima volta che l'associazione barese si costituisce parte civile in un giudizio: è un atto molto importante perché, con queste azioni, il Comitato barese può davvero svolgere a pieno il compito di tutela e promozione del benessere delle persone omosessuali del territorio", ha dichiarato Francesco Camasta, presidente del Comitato Provinciale Arcigay Bari.

La presenza di Arcigay Bari nelle aule del Tribunale Penale ha destato grande interesse nei media nazionali e locali.

Questo è il link al quale troverete tutte le notizie relative al processo:

http://www.gaynews.it/view.php?ID=84248&s=16

mercoledì 31 marzo 2010

Arcigay Bari parte civile nel Processo Arkeon

Il Comitato provinciale Arcigay Bari "Liberi di Essere Liberi di Amare" ha presentato oggi l'istanza di costituzione a parte civile nel processo penale contro 11 persone accusate di associazione per delinquere, truffa ed esercizio abusivo delle professioni di psicologo, psicoterapeuta e medico, finalizzati all'applicazione ed alla diffusione del "metodo Arkeon", per
curare dall'omosessualità, dall'AIDS, da tumori terimali ecc..

Arkeon è stata definita dalla stampa una "psicosetta" che chiedeva denaro in cambio di promesse di guarigioni fuori dalla scienza.

Arcigay Bari ha nominato quale difensore di fiducia Enrico Fusco, avvocato ed ex presidente del Comitato Provinciale Arcigay Bari.

"E' la prima volta che l'associazione barese si costituisce parte civile in un giudizio: è un atto molto importante perché, con queste azioni, il Comitato barese può davvero svolgere a pieno il compito di tutela e promozione del benessere delle persone omosessuali del territorio", ha dichiarato Francesco Camasta, presidente del Comitato Provinciale Arcigay Bari.

La presenza di Arcigay Bari nelle aule del Tribunale Penale ha destato grande interesse nei media nazionali e locali.

Questo è il link al quale troverete tutte le notizie relative al processo:

giovedì 18 marzo 2010

martedì 29 settembre 2009

Comunicato Stampa: Rinviati a Giudizio membri di Arkeon

In data odierna il GUP Dottor Marco GUIDA della Procura di Bari, ha sciolto la sua riserva e ha rinviato a giudizio i membri del gruppo Arkeon indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, abuso della professione medica e psicologica, maltrattamento di minori, violenza privata, incapacità derivata da violenza e calunnia.

Ad un unico indagato non sono stati contestati i reati 81 e 610 del c.p. per prescrizione dei termini, mentre risulta rinviato a giudizio per i restanti.

Il GUP ha accolto le varie parti civili che si sono costituite per il procedimento penale e che oltre alle parti lese sono il Codacons, la Favis e il CeSAP.

Il procedimento penale avrà inizio presso il Tribunale di Bari il 20 Gennaio 2010.


29-9-2009