Chi l'ha visto? Rai Tre
Data messa in onda:19/04/2010
Vito Carlo Moccia diffondeva il suo metodo, denominato "Arkeon", attraverso filmati promozionali ma anche volantini diffusi in libreria. Prometteva una guarigione psicologica a chi era in difficoltà e cercava una via per uscirne. In molti, addirittura tra i 10 e i 20 mila, secondo lo stesso ideatore, fondatore e capo di "Arkeon", Vito Carlo Moccia, hanno seguito i suoi seminari, incontri per cui si pagavano centinaia e anche migliaia di euro. Un giro d'affari milionario andato avanti per anni, fino a quando, in una trasmissione di Maurizio Costanzo del gennaio 2006, alcuni degli ex adepti hanno denunciato di aver subito abusi. A ottobre dello stesso anno sarà "Mi Manda Rai Tre" a parlarne. Dopo le testimonianze in televisione è partita una indagine della Digos di Bari, che ha portato al rinvio a giudizio di Moccia e di altre dieci persone. I reati contestati dal pm di Bari Francesco Bretone (ma il processo ha uno stralcio anche a Milano) sono: associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all'esercizio abusivo della professione medica e psicologica. Oltre che, a vario titolo, violenza privata, maltrattamenti su minori, incapacità procurata da violenza e violenza sessuale.
Due ex adepti di "Arkeon" hanno commentato con le loro testimonianze immagini inedite dei 'seminari' di "Arkeon", fatte filmare dallo stesso Moccia. Quest’ultimo è stato intervistato nel 2004 nella trasmissione di Rai Uno "A sua immagine" dall'allora conduttore del programma, padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia. Era presente anche un sacerdote che faceva parte dell'associazione, don Angelo De Simone. Il 19 febbraio 2006, padre Cantalamessa ha incontrato oltre 400 adepti di "Arkeon" nella chiesa di S.Eustorgio, a Milano. Anche in quell'occasione era presente don Angelo De Simone, che nelle immagini inedite dei seminari si vede mentre si inginocchia davanti al “maestro” Moccia e lo ringrazia "in nome di Dio". Sempre padre Cantalamessa, in una lettera del 24 marzo 2006 in possesso della magistratura, rispondeva così alle perplessità di un fedele su "Arkeon": “La conoscenza diretta di persone e testimonianze mi convince che, lungi dall’essere una forma alternativa al cristianesimo, sta riportando innumerevoli persone alla fede, ai sacramenti e alla Chiesa. Un sacerdote che li segue da tempo, Don Angelo De Simone, Paolino, può testimoniare quanti battesimi, prime comunioni e confessioni ha personalmente amministrato nel contesto dei seminari guidati da Vito (Carlo Moccia, Ndr)”.
La psicoterapeuta Lorita Tinelli ha raccontato delle denunce di abusi arrivate in questi anni al Cesap (Centro Studi Abusi Psicologici), mentre il dirigente della Digos di Bari, Stanislao Schimera, ha ricostruito le indagini che hanno portato al processo di Bari.
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giovedì 29 aprile 2010
martedì 6 aprile 2010
Caso Arkeon: la lettera di un’adepta e la risposta della dottoressa Lorita Tinelli
Ho trovato ora sul sito mondoraro un'interessante risposta data dalla dottoressa Lorita Tinelli chiamata dal direttore Gianni Leone quale esperta di culti distruttivi e parte in causa.... nel caso arkeon
Brava dottoressa!! Non se ne può più di leggere le eclatanti gesta eroiche ( a parole) di pochi paladini ancora seguaci in difesa del loro maestro..!E' ora di finirla con i falsi messaggi di gente che non ha visto niente
Gentile Direttore,
come da Sua richiesta Le propongo le mie riflessioni a proposito delle affermazioni fatte dalla Sua lettrice.
Naturalmente la mia risposta non può non tenere conto dei fatti giuridici in corso, che vedono 11 membri del gruppo Arkeon rinviati a giudizio per diversi reati (il cui processo inizia il 18 marzio 2010) e altri 46 membri di Arkeon, a vario titolo, indagati per il reato di concorso in calunnia (e tra i quali sembrerebbe configurare anche il nome della Sua lettrice). Queste ultime indagini, concluse in prima istanza con l’elenco di 46 indagati, ma che sono ancora in corso, si riferiscono proprio all’attività organizzata da Arkeon e tesa, secondo l’accusa, a denunciare per diffamazione la sottoscritta e due fuorusciti dal gruppo, che avevano partecipato ad una trasmissione televisiva, sapendoci innocenti.
La Sua lettrice lamenta il diverso trattamento che Striscia avrebbe avuto nei confronti di coloro che si considerano vittime dei metodi utilizzati da maestri di Arkeon, rispetto a quello del fondatore stesso del gruppo.
Da quanto ho potuto verificare, nel corso degli anni di rapporti con la stampa, chiunque intervistato da un giornalista ha il diritto di chiedere che la propria immagine non venga resa riconoscibile.
Inoltre, lo stesso Garante per la protezione dei dati personali ha più volte ricordato ai giornalisti di non pubblicare dettagli che rendano identificabili le persone colpite da atti di violenza, anche se presunti. E’ per questo che diverse testate giornalistiche, nonchè contenitori televisivi, tendono a rendere irriconoscibili i testimoni di esperienze di questo genere. Questo però non significa che gli stessi giornalisti non facciano i loro riscontri in merito alle identità dei loro intervistati e alle loro storie.
Non mi assumo personalmente la responsabilità di come le testate giornalistiche propongono i propri articoli. Tengo però a precisare, anche in base alla mia esperienza, che esistono giornalisti preposti alla cronaca giudiziaria, che generalmente prima di intervistare qualcuno prendono le notizie necessarie direttamente dalle fonti dei tribunali o delle forze dell’ordine. Poi il taglio del montaggio dipende sempre dal messaggio che il giornale intende inviare ai propri utenti. Ed anche gli spazi dedicati alle interviste stesse.
Riguardo “agli insulti e agli sbeffeggiamenti vari rivolti a tutti i partecipanti di Arkeon” presenti sul sito del CeSAP cui fa riferimento la Sua lettrice, avrei necessità di ulteriori approfondimenti.
Quel che è vero è che il forum del CeSAP dedicato ad Arkeon è stato analizzato al dettaglio da PM, GIP e GUP diversi, presenti in diverse Procure d’Italia, che hanno ricevuto le centinaia di denunce fotocopia da parte di membri a vario titolo di Arkeon. Tali PM, GIP, GUP, hanno lavorato in piena autonomia e, ripeto, hanno riscontrato infondate le varie accuse che dai denuncianti sono state rivolte alla sottoscritta e a due fuorusciti dal gruppo Arkeon. Vi sono diverse archiviazioni e due sentenze di non luogo a procedere che chiariscono molto bene l’infondatezza dei reati che ci venivano contestati.
In un forum gli utenti che vi partecipano, nel momento in cui decidono di farlo, devono anche essere in grado di confrontarsi e portare avanti una conversazione. Chi entra in un forum per recitare un mantra pre-programmato e poi si sottrae dinnanzi ad eventuali altre sollecitazioni o riflessioni inerenti la discussione aperta, non può poi lamentarsi di essere stato “insultato” (e torno a ripetere che non mi risulta vi siano stati insulti di alcun tipo).
Contrariamente nell’arco degli ultimi 2 anni nella rete sono miracolosamente apparsi decine di blog creati contro la mia persona, che trovano la massima epressione proprio in prossimità delle varie udienze relative ad Arkeon. In tali spazi virtuali monotematici gestisti da membri di Arkeon (anche tra coloro che oggi devono rispondere per il reato di calunnia) e da loro audaci sostenitori, vengono rimestati e stralciati dai relativi contesti alcuni documenti, con l’intento ultimo di dimostrare cose differenti dalla realtà e di attribuirmi “crimini” inesistenti. Purtroppo ho già assistito a giochi di questo genere negli anni passati. Alcuni di coloro che oggi si danno più da fare nella creazione di blog, che vengono poi pubblicizzati e ricommentati dai membri di Arkeon nei loro rispettivi spazi della rete, hanno a loro volta creato simili strategie contro altri studiosi o gruppi nel passato lontano e più recente, nel perfetto stile hubbardiano del dead agenting (scavare nel passato del critico per cercare dei suoi “crimini” e se non ci sono, bisogna inventarseli). E in questo senso la fantasia sembra proprio non mancare!
Colgo l’occasione per augurarle buon lavoro
Dr.ssa Lorita Tinelli
Brava dottoressa!! Non se ne può più di leggere le eclatanti gesta eroiche ( a parole) di pochi paladini ancora seguaci in difesa del loro maestro..!E' ora di finirla con i falsi messaggi di gente che non ha visto niente
giovedì 18 marzo 2010
lunedì 8 marzo 2010
50mila euro e tuo figlio diventa etero
Promettevano di "guarire" dall'omossessualità in cambio di denaro. Un gruppo, ma sarebbe meglio definirla setta, con sede in Italia, dopo la denuncia da parte di C.A., un imprenditore marchigiano, ha chiuso i battenti con il rinvio a giudizio di 11 persone.
I truffatori si vantavano di poter guarire malattie gravissime cone l'Aids o il cancro, ma anche altre "patologie" cone l'omosessualità. La canzone di Povia "Luca era gay" era, a detta dei fantomatici guaritori, tratta da una testimonianza reale, da un caso che loro stessi avevano trattato, con successo.
Il gruppo di terapia riparativa era però strutturato come molte sette. A seconda della gravità del caso chiedevano cifre più o meno alte. Fino a 50 mila euro i compensi secondo le dichiarazioni del papà marchigiano, imprenditore, che dopo aver affidato il proprio figlio a queste persone ha capito la trufffa ed ha sporto denuncia.
"Versai la somma e, senza lontanamente immaginarlo, misi il mio ragazzo nelle mani di una setta senza scrupoli, che lo ha sottoposto alle umiliazioni più assurde, facendogli credere di aver subito una violenza sessuale da piccolo", ha dichiarato il padre del ragazzo. "Il costo minimo si aggirava sui 260 euro - spiega C.A. - e arrivava, man mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Il capo carismatico del gruppo mi disse che il caso di mio figlio era molto complesso e mi chiese 50mila euro."
Per ora le persone rinviate a giudizio sono 11 con l'accusa è di associazione a delinquere, truffa, maltrattamento di minori e incapacità procurata da violenza oltre che abuso della professione medica.
I truffatori si vantavano di poter guarire malattie gravissime cone l'Aids o il cancro, ma anche altre "patologie" cone l'omosessualità. La canzone di Povia "Luca era gay" era, a detta dei fantomatici guaritori, tratta da una testimonianza reale, da un caso che loro stessi avevano trattato, con successo.
Il gruppo di terapia riparativa era però strutturato come molte sette. A seconda della gravità del caso chiedevano cifre più o meno alte. Fino a 50 mila euro i compensi secondo le dichiarazioni del papà marchigiano, imprenditore, che dopo aver affidato il proprio figlio a queste persone ha capito la trufffa ed ha sporto denuncia.
"Versai la somma e, senza lontanamente immaginarlo, misi il mio ragazzo nelle mani di una setta senza scrupoli, che lo ha sottoposto alle umiliazioni più assurde, facendogli credere di aver subito una violenza sessuale da piccolo", ha dichiarato il padre del ragazzo. "Il costo minimo si aggirava sui 260 euro - spiega C.A. - e arrivava, man mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Il capo carismatico del gruppo mi disse che il caso di mio figlio era molto complesso e mi chiese 50mila euro."
Per ora le persone rinviate a giudizio sono 11 con l'accusa è di associazione a delinquere, truffa, maltrattamento di minori e incapacità procurata da violenza oltre che abuso della professione medica.
martedì 10 novembre 2009
Maestro di una psico-setta accusato di violenza sessuale
Era definito il maestro di una psico-setta chiamata "Tha sacred path", si chiama Antonio Morello e ha 67 anni. Avrebbe violentato due donne convincendole che questo fosse l'unico rimedio per guarire dal trauma di presunti abusi infantili. In 10 anni erano 10mila in tutta Italia gli adepti della sua terapia chiamata 'metodo Arkeon'
Una setta conosciuta in tutta Italia, tanto da vantare ben 10mila iscritti, raccolti in 10 anni di attività. Secondo un'indagine partita da Bari sarebbero in molti ad essere stati truffati dal metodo da loro adottati chiamato "Arkeon", vagamente ispirato alle discipline orientali.
Il filone barese ipotizza i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, esercizio abusivo delle professioni di psicologo e medico, violenza privata e maltrattamenti ai danni minore. Il pm di Milano Giovanni Polizzi ha chiesto invece il rinvio a giudizio del 'maestro' della psico setta chiamata 'The sacred path', accusato di aver violentato due donne convincendole che questa fosse l'unica "terapia", dopo avergli fatto credere di essere state vittime da bambine di molestie sessuali, in realtà inesistenti.
Lui si chiama Antonio Morello e ha 67 anni. La Procura di Milano gli "contesta" due episodi di stupro che si sarebbero verificati nella sua abitazione tra il 1999 e il 2002. Secondo l'accusa, l'imputato condizionava psicologicamente le sue vittime convincendole di essere state da bambine vittime di episodi di pedofilia. Le induceva così a pensare di avere subito dei traumi che dovevano essere rimossi con una terapia basata su atti sessuali.
Una setta conosciuta in tutta Italia, tanto da vantare ben 10mila iscritti, raccolti in 10 anni di attività. Secondo un'indagine partita da Bari sarebbero in molti ad essere stati truffati dal metodo da loro adottati chiamato "Arkeon", vagamente ispirato alle discipline orientali.
Il filone barese ipotizza i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, esercizio abusivo delle professioni di psicologo e medico, violenza privata e maltrattamenti ai danni minore. Il pm di Milano Giovanni Polizzi ha chiesto invece il rinvio a giudizio del 'maestro' della psico setta chiamata 'The sacred path', accusato di aver violentato due donne convincendole che questa fosse l'unica "terapia", dopo avergli fatto credere di essere state vittime da bambine di molestie sessuali, in realtà inesistenti.
Lui si chiama Antonio Morello e ha 67 anni. La Procura di Milano gli "contesta" due episodi di stupro che si sarebbero verificati nella sua abitazione tra il 1999 e il 2002. Secondo l'accusa, l'imputato condizionava psicologicamente le sue vittime convincendole di essere state da bambine vittime di episodi di pedofilia. Le induceva così a pensare di avere subito dei traumi che dovevano essere rimossi con una terapia basata su atti sessuali.
giovedì 5 novembre 2009
La psico-setta Arkeon rinviata a giudizio!
Arkeon rinviata a giudizio: associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza.
Il “fenomeno” delle psico-sette è difficile da definire, poiché immediatamente sorgono delle domande: dov’è la linea di confine che separa una psico-setta da una religione? Dove finisce la fede ed inizia il plagio?
In questo articolo, ancora una volta spiegherò il significato che il sottoscritto attribuisce al termine setta, anche se magari qualche criminologo nega che si possa utilizzare il termine setta fuori dal contesto del satanismo, forse perché o non si è documentato abbastanza oppure perché magari fornisce “consulenze di parte” proprio alle sette oppure ancora ignora perché cristallizzato su preconcetti.
Affermare che ad esempio le sette non si trovano sulle pagine gialle, è decisamente una banalità; poiché alcune sette anelano proprio ad un riconoscimento ufficiale al fine di fare maggiore proselitismo. In tali sette, ciò che viene mostrato al “pubblico” quasi sempre discorda da ciò che accade realmente all’interno della comunità settaria. A questo punto, qualcuno penserà che per il sottoscritto il termine “setta” ha una valenza negativa. Non è propriamente vero.
Il termine “setta” deriva dal latino sector, rafforzativo di sequor che significa “seguire”. Quindi è la propensione di uno o più invividui a seguire l’insegnamento di un maestro o leader che si ritiene illuminato e quindi in possesso di “grandi verità in grado di aportare miglioramenti alla nostra vita e alla nostra sfera spirituale”
E’ forse negativa questa cosa? No, decisamente no!
Se invece un “percorso di conoscenza” viene commercializzato? Beh, personalmente credo che queste “grandi verità” non possano essere vendute al “chilo”…
Come riconosciamo una psico-setta?
Alcuni fattori diciamo che sono standard:
-INDOTTRINAMENTO: distacco totale dai vecchi valori, sottoposizione a metodi e letture di difficile comprensione tese a creare maggiore caos nella psiche del soggetto che si sta indottrinando, incoraggiamento al rispetto della gerarchia e dell’obbedienza, della fedeltà… adeguento alle regole della congrega e così via..
-ISOLAMENTO: l’isolamento avviene parallelamente all’indottrinamento, poiché lo stradicamento del soggetto dal contesto famigliare è essenziale, così come è essenziale rimuovere la propria privacy e “confidarsi” con gli altri adepti… in qualche psico-setta poi vi è anche una dipendenza finanziaria
L’indottrinamento e l’isolamento creano un impegno mentale costante, così come una pressione psicologica costante e alla fine al vittima cede e diventa ingranaggio della comunità settaria.
Chiunque può avvicinarsi inconsapevolmente ad una psico-setta… e i motivi sono tanti… ci si può avvicinare perché magari si desidera intraprendere un percorso di vita e spirituale migliore, oppure perché si ha un problema come la tossicodipendenza, l’alcolismo e simili oppure ancora si è un soggetto debole, con evidenti fragilità e problemi comportamentali.
Tutta questa introduzione per arrivare a dire, che secondo la mia opinione Arkeon è una psico-setta, controversa e sicuramente con qualcosa di poco chiaro, datosi che è stata ed è oggetto di indagine.
Marco Guida, il gup del tribunale di Bari ha rinviato a giudizio dieci persone coinvolte nell’inchiesta sul “metodo Arkeon”. Secondo l’accusa Arkeon è una psico-setta, che utilizzando delle tecniche ispirate vagamento alle filosofie orientali, nell’arco di dieci anni sarebbe riuscita a fare proseliti, sviluppando una comunità di 10 mila adepti in tutta Italia. Sempre secondo l’accusa Arkeon ha truffato molte persone, obbligandle a comprare costosissimi seminari, in grado secondo Arkeon, di proporre tecniche per la guarigione dai tumori, dall’AIDS, dall’infertilità e da problemi di carattere spirituale.
Delle tecniche che propongono la guarigione dall’AIDS e dai tumori… capite cosa accade? Si promettono miracoli a suon di soldoni…
Alle dieci persone coinvolte nell’inchiesta sono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Il periodo nel quale si sarebbero svolti tali reati è compreso tra il 1999 e il 2008.
Il leader dell’organizzazione, Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro e residente a Milano, che affermava di essere uno psicologo, senza avere alcun titolo, andrà alla sbarra anche lui, poichè secondo l’inchiesta del sostituto procuratore Francesco Bretone, era colui che dirigeva l’associazione criminale. Il pm Bretone sostiene: “Nei seminari, Moccia faceva fare esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e all’accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal maestro. Tra gli esercizi richiesti c’era quello di travestirsi e andare a chiedere l’elemosina per strada o sottoporsi all’esercizio del no limits, durante il quale, secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. Alcuni ragazzini inoltre, sarebbero stati costretti ad assistere a episodi di forte impatto emotivo: un bimbo di dieci anni vide la mamma picchiare l’ex convivente, un diciassettenne conobbe particolari sulla vita sessuale del padre”.
Le indagini su Arkeon sono partite nel 2006 dopo che alcuni ex seguaci avevo fatto delle dichiarazioni nelle trasmissioni televisive: “Tutte le mattine” di Maurizio Costanzo e “Mi manda Raitre” di Andrea Vianello.
Il “fenomeno” delle psico-sette è difficile da definire, poiché immediatamente sorgono delle domande: dov’è la linea di confine che separa una psico-setta da una religione? Dove finisce la fede ed inizia il plagio?
In questo articolo, ancora una volta spiegherò il significato che il sottoscritto attribuisce al termine setta, anche se magari qualche criminologo nega che si possa utilizzare il termine setta fuori dal contesto del satanismo, forse perché o non si è documentato abbastanza oppure perché magari fornisce “consulenze di parte” proprio alle sette oppure ancora ignora perché cristallizzato su preconcetti.
Affermare che ad esempio le sette non si trovano sulle pagine gialle, è decisamente una banalità; poiché alcune sette anelano proprio ad un riconoscimento ufficiale al fine di fare maggiore proselitismo. In tali sette, ciò che viene mostrato al “pubblico” quasi sempre discorda da ciò che accade realmente all’interno della comunità settaria. A questo punto, qualcuno penserà che per il sottoscritto il termine “setta” ha una valenza negativa. Non è propriamente vero.
Il termine “setta” deriva dal latino sector, rafforzativo di sequor che significa “seguire”. Quindi è la propensione di uno o più invividui a seguire l’insegnamento di un maestro o leader che si ritiene illuminato e quindi in possesso di “grandi verità in grado di aportare miglioramenti alla nostra vita e alla nostra sfera spirituale”
E’ forse negativa questa cosa? No, decisamente no!
Se invece un “percorso di conoscenza” viene commercializzato? Beh, personalmente credo che queste “grandi verità” non possano essere vendute al “chilo”…
Come riconosciamo una psico-setta?
Alcuni fattori diciamo che sono standard:
-INDOTTRINAMENTO: distacco totale dai vecchi valori, sottoposizione a metodi e letture di difficile comprensione tese a creare maggiore caos nella psiche del soggetto che si sta indottrinando, incoraggiamento al rispetto della gerarchia e dell’obbedienza, della fedeltà… adeguento alle regole della congrega e così via..
-ISOLAMENTO: l’isolamento avviene parallelamente all’indottrinamento, poiché lo stradicamento del soggetto dal contesto famigliare è essenziale, così come è essenziale rimuovere la propria privacy e “confidarsi” con gli altri adepti… in qualche psico-setta poi vi è anche una dipendenza finanziaria
L’indottrinamento e l’isolamento creano un impegno mentale costante, così come una pressione psicologica costante e alla fine al vittima cede e diventa ingranaggio della comunità settaria.
Chiunque può avvicinarsi inconsapevolmente ad una psico-setta… e i motivi sono tanti… ci si può avvicinare perché magari si desidera intraprendere un percorso di vita e spirituale migliore, oppure perché si ha un problema come la tossicodipendenza, l’alcolismo e simili oppure ancora si è un soggetto debole, con evidenti fragilità e problemi comportamentali.
Tutta questa introduzione per arrivare a dire, che secondo la mia opinione Arkeon è una psico-setta, controversa e sicuramente con qualcosa di poco chiaro, datosi che è stata ed è oggetto di indagine.
Marco Guida, il gup del tribunale di Bari ha rinviato a giudizio dieci persone coinvolte nell’inchiesta sul “metodo Arkeon”. Secondo l’accusa Arkeon è una psico-setta, che utilizzando delle tecniche ispirate vagamento alle filosofie orientali, nell’arco di dieci anni sarebbe riuscita a fare proseliti, sviluppando una comunità di 10 mila adepti in tutta Italia. Sempre secondo l’accusa Arkeon ha truffato molte persone, obbligandle a comprare costosissimi seminari, in grado secondo Arkeon, di proporre tecniche per la guarigione dai tumori, dall’AIDS, dall’infertilità e da problemi di carattere spirituale.
Delle tecniche che propongono la guarigione dall’AIDS e dai tumori… capite cosa accade? Si promettono miracoli a suon di soldoni…
Alle dieci persone coinvolte nell’inchiesta sono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Il periodo nel quale si sarebbero svolti tali reati è compreso tra il 1999 e il 2008.
Il leader dell’organizzazione, Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro e residente a Milano, che affermava di essere uno psicologo, senza avere alcun titolo, andrà alla sbarra anche lui, poichè secondo l’inchiesta del sostituto procuratore Francesco Bretone, era colui che dirigeva l’associazione criminale. Il pm Bretone sostiene: “Nei seminari, Moccia faceva fare esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e all’accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal maestro. Tra gli esercizi richiesti c’era quello di travestirsi e andare a chiedere l’elemosina per strada o sottoporsi all’esercizio del no limits, durante il quale, secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. Alcuni ragazzini inoltre, sarebbero stati costretti ad assistere a episodi di forte impatto emotivo: un bimbo di dieci anni vide la mamma picchiare l’ex convivente, un diciassettenne conobbe particolari sulla vita sessuale del padre”.
Le indagini su Arkeon sono partite nel 2006 dopo che alcuni ex seguaci avevo fatto delle dichiarazioni nelle trasmissioni televisive: “Tutte le mattine” di Maurizio Costanzo e “Mi manda Raitre” di Andrea Vianello.
Gianni Leone
martedì 29 settembre 2009
Comunicato Stampa: Rinviati a Giudizio membri di Arkeon
In data odierna il GUP Dottor Marco GUIDA della Procura di Bari, ha sciolto la sua riserva e ha rinviato a giudizio i membri del gruppo Arkeon indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, abuso della professione medica e psicologica, maltrattamento di minori, violenza privata, incapacità derivata da violenza e calunnia.
Ad un unico indagato non sono stati contestati i reati 81 e 610 del c.p. per prescrizione dei termini, mentre risulta rinviato a giudizio per i restanti.
Il GUP ha accolto le varie parti civili che si sono costituite per il procedimento penale e che oltre alle parti lese sono il Codacons, la Favis e il CeSAP.
Il procedimento penale avrà inizio presso il Tribunale di Bari il 20 Gennaio 2010.
29-9-2009
Ad un unico indagato non sono stati contestati i reati 81 e 610 del c.p. per prescrizione dei termini, mentre risulta rinviato a giudizio per i restanti.
Il GUP ha accolto le varie parti civili che si sono costituite per il procedimento penale e che oltre alle parti lese sono il Codacons, la Favis e il CeSAP.
Il procedimento penale avrà inizio presso il Tribunale di Bari il 20 Gennaio 2010.
29-9-2009
sabato 11 luglio 2009
ARKEON, UN "MAESTRO" PONTINO NELLA PSICOSETTA. PROCESSO A BARI
Ora la parola passa ai giudici. Dopo lo scandalo dell’inchiesta sulla psico-setta “Arkeon”, la vicenda arriva finalmente in un’aula giudiziaria. Quella del Tribunale di Bari dove il 19 maggio si terrà l’udienza preliminare a carico del fondatore del gruppo, Vito Carlo Moccia, e di altre persone travolte dall’indagine. Coinvolto anche un “maestro” pontino di Arkeon, un libero professionista di 40 anni. Ma a Latina ci sono anche alcune vittime della setta che si costituiranno come parti civili nel processo. Il “maestro” pontino, incensurato, è finito sotto inchiesta insieme ad altre persone per un raggiro di decine di migliaia di euro. Il percorso giudiziario dei membri di Arkeon potrebbe però essere diverso, con l’apertura di processi separati.
Le vittime della setta sono persone con gravi problemi fisici o psicologici che si rivolgevano alle associazioni legate ad Arkeon. Tra queste “The sacred path”, il “sacro percorso”. “Sacro” chissà, ma di certo molto costoso. Secondo l’accusa, grazie al metodo Arkeon, i componenti del gruppo promettevano, in cambio di denaro, la soluzione a qualsiasi problema fisico, sessuale, matrimoniale, psicologico. Pagando si poteva partecipare a un corso, iniziando così un fantomatico “percorso” accanto ai “maestri”, unici e insostituibili, in grado di guidare verso la liberazione dai problemi. Il caso - sul quale ha indagato la Digos - è stato denunciato in diverse trasmissioni televisive, anche se in un caso la Tv ha promosso l’attività di Arkeon. Nella trasmissione “A sua immagine” di padre Raniero Caltalamessa, fu raccontato come il gruppo avesse “aiutato” un ragazzo omosessuale. In un’intervista Luca raccontò la sua esperienza di ragazzo gay che, grazie ad Arkeon, riuscì a “guarire” sposando una donna. Un episodio che avrebbe ispirato Povia nel comporre la contestata canzone “Luca era gay” presentata a Sanremo.
L’inchiesta giudiziaria ha portato la Procura di Bari chiedere il rinvio a giudizio per undici persone con la contestazione, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Secondo l’accusa per accedere ai corsi si pagava dai 300 euro per il primo incontro fino ai 2.000 per l’ultimo, ma c’erano anche le “bocciature” che obbligavano a ripetere il corso pagando nuovamente. Una coppia avrebbe sborsato in tutto 100.000 euro. Tra le pratiche c’era anche il “No limits” durante il quale alcune vittime avrebbero subito abusi sessuali. Molte le testimonianze raccolte dal “Cesap”, il centro studi sugli abusi psicologici. (* Il Messaggero 30-03-2009).
Le vittime della setta sono persone con gravi problemi fisici o psicologici che si rivolgevano alle associazioni legate ad Arkeon. Tra queste “The sacred path”, il “sacro percorso”. “Sacro” chissà, ma di certo molto costoso. Secondo l’accusa, grazie al metodo Arkeon, i componenti del gruppo promettevano, in cambio di denaro, la soluzione a qualsiasi problema fisico, sessuale, matrimoniale, psicologico. Pagando si poteva partecipare a un corso, iniziando così un fantomatico “percorso” accanto ai “maestri”, unici e insostituibili, in grado di guidare verso la liberazione dai problemi. Il caso - sul quale ha indagato la Digos - è stato denunciato in diverse trasmissioni televisive, anche se in un caso la Tv ha promosso l’attività di Arkeon. Nella trasmissione “A sua immagine” di padre Raniero Caltalamessa, fu raccontato come il gruppo avesse “aiutato” un ragazzo omosessuale. In un’intervista Luca raccontò la sua esperienza di ragazzo gay che, grazie ad Arkeon, riuscì a “guarire” sposando una donna. Un episodio che avrebbe ispirato Povia nel comporre la contestata canzone “Luca era gay” presentata a Sanremo.
L’inchiesta giudiziaria ha portato la Procura di Bari chiedere il rinvio a giudizio per undici persone con la contestazione, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Secondo l’accusa per accedere ai corsi si pagava dai 300 euro per il primo incontro fino ai 2.000 per l’ultimo, ma c’erano anche le “bocciature” che obbligavano a ripetere il corso pagando nuovamente. Una coppia avrebbe sborsato in tutto 100.000 euro. Tra le pratiche c’era anche il “No limits” durante il quale alcune vittime avrebbero subito abusi sessuali. Molte le testimonianze raccolte dal “Cesap”, il centro studi sugli abusi psicologici. (* Il Messaggero 30-03-2009).
MARCO CUSUMANO
mercoledì 22 aprile 2009
Bari, a giudizio 11 seguaci psico-setta
BARI - La procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per undici persone coinvolte nell’inchiesta sul 'metodo Arkeon'. Si tratta – secondo gli investigatori – di una sorta di 'psico-setta' che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali.
Nell’indagine della procura di Bari vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato.
Secondo l'accusa, a capo dell’associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari) residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.
29/1/2009
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO DALLA PUGLIA
Nell’indagine della procura di Bari vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato.
Secondo l'accusa, a capo dell’associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari) residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.
29/1/2009
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO DALLA PUGLIA
martedì 14 aprile 2009
Psico-setta, pm: “Undici a processo”
Hanno truffato molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari, promettendo che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità o da problemi spirituali. La procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 11 persone coinvolte nell’inchiesta sul “metodo Arkeon”. A capo dell’associazione criminale c’era Vito Carlo Moccia,57 anni, di Noicattaro.
30 gennaio 2009
30 gennaio 2009
http://city.corriere.it/cronaca-bari.shtml
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