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domenica 15 dicembre 2013

NUOVA CONDANNA DALLA CORTE D'APPELLO A MAESTRO DI ARKEON


ON .

Ieri, 6 dicembre 2013, la Corte di Appello di Milano si è pronunciata per la seconda volta sul caso di F. A. M., Maestro di Arkeon, per il reato di abusi sessuali su due allieve. In primo grado il Maestro era stato condannato a 6 anni di reclusione per il reato contestato. La condanna era scesa a 4 anni in Appello. La Cassazione aveva poi annullato la sentenza di Appello il 23 maggio 2013. Ieri la Corte di Appello ha confermato  la responsabilità di M. per i due episodi di violenza sessuale contestati, dichiarando però prescritto uno dei due e condannando l'imputato per il secondo episodio  a 5 anni di reclusione.
da 


giovedì 12 gennaio 2012

ARKEON 2011/ Parla una fuoriuscita dalla setta: “Attenti, perché è in gioco la mia vita”.

di Carmine Gazzanni

Associazione a delinquere finalizzata all’abuso della professione, maltrattamento sui minori, violenza privata. Questi sono i reati per i quali oggi una delle sette più attive in Italia, Arkeon, è sottoprocesso a Bari (senza dimenticare una condanna in primo grado a sei anni per violenza sessuale ad uno dei maestri di questa psicosetta). Tra gli imputati anche lui, il leader maximo del movimento, Vito Carlo Moccia. Abbiamo parlato con una fuoriuscita: la sua testimonianza è a dir poco scioccante.

Arkeon nasce nel 1999 e, da lì, comincia ad espandersi a macchia d’olio. Non solo in Puglia, ma in tutta Italia, come ci conferma la fuoriuscita con cui Infiltrato.it è riuscito a mettersi in contatto. Un proselitismo ad ampio raggio tramite cui numerosi adepti sono caduti nella rete di Arkeon. Soprattutto per quanto veniva propagandato: la capacità di compiere veri e propri miracoli. “Pensi di poter risolvere ogni problema e di sconfiggere anche la malattia”, ci dice il nostro contatto. Insomma, con Arkeon diventi un dio sulla Terra. A patto, però, che rompi i rapporti con i tuoi genitori, con la tua famiglia e con i tuoi amici (leggerete di falsi abusi sessuali che venivano fatti ricordare agli adepti, sebbene non fossero mai capitati. Un bel modo per far tagliare i ponti con i propri familiari). Ma, come ogni setta che si rispetti, la felicità, la serenità, la realizzazione personale sono solo facce di una stessa falsa medaglia. Il vero volto di Arkeon è violenza, è maltrattatamento finanche sui bambini, è calunnia, è minacce, intimidazioni, sfruttamento. Con un solo fine da raggiungere: fare cassa. Anche se questo, molto spesso, significa distruggere la vita di uomo, di una donna, della propria famiglia.

La storia che ci si racconta è una di quelle da leggere attentamente. Con devozione, verrebbe da dire. È una di quelle storie rivelatrici, che aiutano a riflettere, che aiutano a capire la realtà di un fenomeno troppe volte sottovalutato e non tenuto in giusto conto. Le risposte che ci sono state date, infatti, non soltanto hanno il sapore amaro, arido quasi, di un’esperienza che sconvolge. Nelle parole che abbiamo sentito e che voi potrete leggere c’è anche la viva speranza, il desiderio ardente che qualcosa possa cambiare in futuro, che il dramma subìto possa essere da esempio per altri. E possa essere da esempio affinchè le istituzioni prima e la società civile poi prendano coscienza di un fenomeno ormai dilagante. “Spero non sia solo un sogno…”, ci dice al termine dell’intervista. Ci uniamo anche noi a questa speranza. D’altronde un proverbio sudamericano recita: “se uno sogna da solo, il suo rimane un sogno. Ma se sogna insieme agli altri, il suo è già l’inizio della realtà”.

Quando è entrata in Arkeon?
Nella prima metà degli anni duemila, l’ultimo periodo di attività del gruppo.


E com’è entrata nel gruppo?

Sono stata portata ad una riunione da un mio familiare che era già dentro.

Uno dei caratteri comuni alle sette è la chiusura con l’esterno. Quando lei è entrata è cambiato il rapporto con i suoi familiari e i suoi amici?

Completamente. Arkeon ha subito dato un'interpretazione della relazione con la mia famiglia come negativa per la mia crescita accusandola anche di abusi nei miei confronti, che dovevo affrontare per poter essere felice e riappropriarmi della mia vita. E lo faceva con tutti: agli uomini ad esempio si diceva spesso che le madri impedivano la loro crescita per poter continuare a tenerli morbosamente legati a loro, poiché c'era un'energia sessuale che portava le madri stesse a vederli come propri partner e non come figli; a donne ed uomini si inducevano dubbi sul fatto di essere stati violentati dal padre o da uno zio, spesso e volentieri da un pedofilo della famiglia della madre. Questo perché c’era una teoria sulle perversioni della madre che poi riversava nel far abusare la propria figlia consegnandola ad un altro uomo della sua famiglia, il pedofilo appunto. In questo modo eri disgregata e arrivavi a dubitare di tutto: tutto quello che era la vita prima di Arkeon era sbagliato, famiglia, amici, lavoro, scelte di vita. Se non eri ricco e famoso era perché avevi dei processi da risolvere che erano determinati dall’influenza negativa della famiglia dalla quale dovevi staccarti, a meno che i tuoi parenti non entrassero anche loro nel gruppo per seguire il maestro.

Chiaramente tutto falso, tutto indotto.

Certo. Tutti i problemi erano riconducibili a questi fantomatici abusi. Se non avevi relazioni soddisfacenti, non eri fidanzata o sposata, non avevi una famiglia felice, era perché dovevi risolvere questo tipo di problemi causati dalla tua famiglia, che veniva distrutta ai tuoi occhi: chiaramente, avere il dubbio che tua madre abbia acconsentito a farti abusare sessualmente da qualcuno oppure farti dubitare della purezza dell'amore di un padre, o di tutte le altre persone che non frequentavano il gruppo, era scioccante. Per queste ragioni nel periodo in cui sono rimasta nel gruppo mi sono completamente allontanata dalla mia famiglia e dai miei amici: chi era fuori dal gruppo non era da frequentare.

Qual è il credo, la “professione di fede” che viene inculcata in Arkeon?
Diciamo che la professione di fede oggi la vedo come un delirio, un delirio di onnipotenza: hai il potere di cambiare la tua vita, gli eventi, anche quelli che non sono controllabili dall’uomo. Hai la sensazione di scoprire un altro mondo, rivoluzioni tutte le tue convinzioni, pensi di poter risolvere ogni problema e di sconfiggere anche la malattia. Diventi immune da tutto ciò che di negativo può capitare, se sei centrato non hai niente da temere: non ti ammali o guarisci anche da malattie gravi. Puoi fare il trattamento con le mani al cibo per purificarlo o all'antibiotico per evitare che ti faccia male allo stomaco. Tracciando nell'aria il terzo simbolo, con la mente, pensi di trovare parcheggio o di poter condizionare l'esito di un colloquio di lavoro. In pratica influenzando gli eventi, questi possono andare come hai deciso tu. Senza Arkeon, non hai il controllo della tua vita, sei condannato ad essere infelice, sei uno sfigato, un fallito. Con Arkeon pensi di poter diventare potente, centrato, sei un vincente e hai la soluzione di tutti i tuoi problemi: economici, sentimentali, lavorativi.

Potere personale, dunque.
Si. Ai seminari intensivi veniva consegnato a ciascuno di noi un bastone per fare esercizi ispirati alle arti marziali, il boken, e che tenevi sempre con te poiché rappresentava il simbolo del tuo potere personale.

Una religione decisamente particolare.
In Arkeon non c’è nulla di religioso: è impensabile credere di imporre le mani e risolvere qualsiasi tipo di problema tracciando i simboli del secondo livello. La nostra religione non dice che l'uomo può fare questo. Sì, nell’ultimo periodo ha cominciato a percorrere il filone religioso, per una facciata di spiritualità e di perbenismo, infatti c’erano anche dei preti che frequentavano il gruppo ed erano conosciuti tra tutti. L’ultimo giorno dell'intensivo, ad esempio, c’era la messa: ma se si pensa che il prete che celebrava (don Angelo De Simone, ndr) ha confessato al cerchio che aveva una relazione di tipo intima da tanti anni con due suore che circolavano nei nostri seminari, si può capire quanto di religioso ci fosse in Arkeon. Era, quello della religione, un argomento che dava credibilità ad Arkeon e chiaramente rassicurava anche noi che frequentavamo: nel momento in cui vedevi perfino preti e suore, ovviamente venivi rassicurato sul fatto che la strada che avevi scelto era giusta.

Torniamo alla “teoria del pedofilo”. Cosa avveniva, in concreto, durante queste sedute?
In pratica venivano inscenati dei lavori durante i quali si era portati a ricordare questo abuso subìto, anche se non era mai avvenuto, influenzati anche dal fatto che tutti quanti gli altri facevano la stessa cosa, tutti venivano incalzati per ricordare abusi legati al fratello, al padre, allo zio. Un giorno, ad esempio, c’era una mamma con una bambina e si diceva che la mamma era stata abusata dal nonno; il maestro dichiarò che solo se la mamma si fosse impegnata a fare il lavoro (frequentare il gruppo, ndr), la piccola non sarebbe stata abusata anche lei. E la stessa pressione l'ho subita io allo scopo che ricordassi gli abusi sessuali legati alla mia infanzia, che né mio padre né mia madre hanno mai messo in atto o permesso che accadessero.

E lì il rapporto genitoriale, in questo modo, si andava a frantumare.
Completamente e non solo quello con i genitori. Erano tutti da evitare: genitori, nonni, fratelli, zii.... Soprattutto i parenti dal lato della madre.

La dottoressa Tinelli, presidente del CeSAP, ci ha detto che tali sedute erano a forte impatto emotivo. Non a caso nel processo è in piedi anche l’accusa di violenza privata.

Si, è così. In lavori molto intensi volevi solo che la smettessero ma se ti rifiutavi venivi vessata, se scappavi venivi fermata, se ti divincolavi venivi bloccata, per continuare ad essere sottoposta a quel tormento che aveva come scopo quello di far emergere la rabbia nei confronti dei tuoi genitori o verso il tuo pedofilo. E nonostante urlassi e piangessi, mi stringevano, mi tenevano ferma, infierivano contro di me. Fisicamente e verbalmente. Con la complicità dei presenti: la cosa assurda è proprio questa, tutti trovano normale andare avanti e non sono solo i maestri, ma anche i semplici frequentatori partecipano attivamente e condividono lavori violenti e scioccanti.
Il leader di Arkeon è Vito Carlo Moccia. Lei l’ha conosciuto?

Si, l’ho conosciuto.

Che persona è? Come appariva in questi seminari?


Lui ha una personalità molto carismatica, appare molto sicuro di sé. Se sei in un momento di confusione o di fragilità, e incontri qualcuno che con assoluta certezza ti dice di conoscere le soluzioni per ogni aspetto della tua vita, la tentazione di aggrapparsi a questa illusione e di affidarti a questa persona è fortissima, specie se ti fa pensare di avere tutte le risposte o ti porta altri ad esempio come casi di “sfigati redenti” o “falliti guariti”. Qualsiasi problema tu abbia, il maestro sa a cosa è dovuto e ha per tutti la soluzione. Soluzione che poi è sempre la stessa, fare il percorso di Arkeon, in tutti i suoi livelli, con sempre più seminari, sempre più costosi.

E com’erano questi seminari?
Erano una miscela di lavori spalmati anche su più giorni (negli intensivi, ad esempio) con momenti drammatici e condivisioni pubbliche tenute nel cerchio, dove il maestro dà le sue indicazioni e direttive sul quello che è giusto che tu faccia nel tuo percorso. Anche questo è un punto fondamentale: poiché tali esercizi e confessioni si tenevano davanti a tutti, se eri criticato dal maestro eri esposto alla pubblica gogna. E quindi, se facevi resistenza o lo contrastavi, avevi tutti gli altri che ti davano addosso insieme a lui, dicendoti che eri in processo e venendo giudicata pesantemente o emarginata. Una pressione psicologica terribile. Sembra incredibile, ma sentirsi dire che se non sei madre, se non riesci ad avere figli è perché in realtà non hai risolto i problemi che potresti risolvere con il percorso di Arkeon o che se fai un incidente, è colpa tua e lo puoi evitare, se solo vuoi, può mandare fuori di testa.

Una pressione psicologica distruttiva, praticamente.
Terribile, una pressione che ti annulla. Anche la stessa teoria del pedofilo, localizzato nella famiglia. Perché adoperano questa strategia? Non so, immagino che sia perché se ti separano dalle tue radici, ti rendono simile ad una barchetta di carta in balia delle onde, ti trovi allo sbando. Senza tutti i tuoi punti di riferimento, la tua famiglia, non hai altra scelta che attaccarti completamente al gruppo perché ti fanno dubitare di tutti i tuoi cari, che allontani e quindi ti ritrovi solo. Molti si sono allontanati dalla loro famiglia e dalla loro città perché gliel’ha suggerito il maestro.

Quindi anche lei ha interrotto proprio fisicamente il rapporto con i suoi genitori?

Per un periodo sì, finchè sono stata nel gruppo.

Rotti i rapporti familiari diventa, dunque, difficile uscire da Arkeon.


Si, se sulla scia di questi lavori fai qualcosa che lesiona irrimediabilmente i rapporti, se vai a muovere accuse tremende ai tuoi parenti è poi difficile uscire e tornare indietro. Conosco persone che sono state in Arkeon per anni e non hanno più rivolto parola ai familiari ma ne sono faticosamente uscite, altre che sono ancora lì, persone che hanno tirato dentro altri membri della loro famiglia, i quali hanno inizialmente acconsentito solo per non perdere definitivamente i contatti... o ancora persone che, nel momento in cui hanno cominciato a manifestare critiche ai maestri e hanno iniziato ad allontanarsi, sono state pressate, vessate o addirittura minacciate.

Abbiamo visto che alcune delle sette attive in Italia si organizzano in vere e proprie comunità. In Arkeon come ci si organizzava?

La gente non viveva assieme, però si tenevano seminari durante i quali per quattro - cinque giorni si dormiva anche assieme e si affrontavano varie tematiche. C’era il seminario sul denaro, durante il quale si arrivava ad andare a chiedere l’elemosina vestita da barbone. C’era il seminario sulla morte, durante il quale si costruiva la propria tomba... ho conosciuto gente che ha frequentato e ha raccontato che ci si seppelliva. Questo per far capire dove arriva il condizionamento. A parte i seminari residenziali, si viveva ognuno a casa propria. C’è da tener presente, come dicevo prima, che qualcuno si è trasferito nella città del maestro per stare più a stretto contatto con lui.

Nell’inchiesta abbiamo visto che dietro la promessa di un Eldorado a portata di mano, in realtà il vero fine delle sette è squisitamente economico. Si può dire lo stesso anche di Arkeon?

Si, di sicuro. Il percorso è molto costoso e man mano che si va avanti lo è sempre di più (e poi non avevamo la ricevuta a tutti i seminari). C’è gente che ha speso tantissimi soldi: ventimila, trentamila euro e anche di più... è circolata voce di una coppia che ha speso fino a centomila euro. Per non parlare, poi, di quello che costa l’adesione in termini di cure: più di qualcuno dopo che è uscito, ha dovuto chiedere un supporto psicologico... Anche io.

Come sappiamo, oggi i maestri di Arkeon sono sottoprocesso a Bari (senza dimenticare la condanna in primo grado per uno dei maestri per violenza sessuale). Tra i reati contestati c’è anche quello di maltrattatamento sui minori.

Si. Basti pensare all’esempio di cui abbiamo parlato prima: c’era questa bambina che ha assistito a tutte le condivisioni, le cose realizzate in Arkeon. Molte di queste condivisioni riguardano argomenti di natura sessuale... quello che accadeva è talmente pesante per un adulto, figuriamoci per un minore. (del resto nell’ultima udienza del processo diversi testimoni hanno confermato che anche bambini di dieci - dodici anni partecipavano a queste confessioni pubbliche a sfondo sessuale, ndr).

Com’è riuscita ad uscire?


Mi sono resa conto che quello che stavo subendo era tremendo e distruttivo da un punto di vista psichico ed emotivo. Una volta uscita, hanno cercato di mettermi contro gli affetti che avevo all'interno e sono stata oggetto di continue pressioni prima per rientrare nel gruppo, che era la condizione per poter ricominciare a frequentarli, e poi affinchè io venissi emarginata e non condividessi con altri i dubbi circa quello che accadeva lì dentro. Ne ho subite di ogni tipo, tra vessazioni e intimidazioni. Ci sono state persone che una volta davanti alle autorità, hanno ritrattato la loro posizione perché temevano di non poter più rivedere loro i figli.
Tutti i fuoriusciti con cui abbiamo avuto modo di parlare erano accomunati dal fatto che scrollarsi di dosso un’esperienza del genere è molto dura. È come un marchio.

Infatti, è molto dura. Gli strascichi sono molto pesanti. Quell’esperienza non va via così, hai bisogno di un supporto anche psicologico per far fronte a tutto questo. C’ho messo tempo e non ancora ne sono completamente fuori.

Chiudiamo con uno sguardo positivo e propositivo per il futuro. Qual è, oggi, il suo desiderio?

Mi ha talmente traumatizzato questa esperienza che vorrei, innanzitutto, che non capitasse a nessun altro. Mi piacerebbe laurearmi in psicologia e fondare un centro di accoglienza, anche con possibilità di alloggio, per chi è uscito da un gruppo distruttivo o per chi ha parenti e amici che si sono persi dietro a qualche santone e non sa cosa fare. Se chi supera questa esperienza vince la vergogna e la paura del giudizio, può metterla al servizio di altri e darle un senso, altrimenti si che ci si sente falliti per aver creduto in un mondo di illusioni. Ma anche polizia e carabinieri, oltre ai magistrati, devono studiare e specializzarsi sulle psicosette, è un fenomeno insidioso e solo se sono sufficientemente preparati possono riconoscere ed accogliere adeguatamente chi decide di raccontare cosa gli è accaduto. Spero non sia solo un sogno...

giovedì 26 maggio 2011

Giustizia - Condannato «maestro» di psico-setta


Milano: abusi sessuali spacciati come «terapie».

Era accusato di aver abusato di due donne dopo averle convinte che le violenze fossero l'unica 'terapia' a presunti abusi sessuali subiti nell'infanzia. L'uomo, Antonio Morello, 69 anni, che si definiva 'maestro' di una psico-setta chiamata The sacred path, è stato condannato il 24 maggio a sei anni di reclusione dal tribunale di Milano.
L'inchiesta del pm di Milano, Giovanni Polizzi, che aveva chiesto una condanna a quattro anni, a carico dell'uomo era nata come uno stralcio di un'indagine della procura di Bari, dove Morello era imputato per altri reati insieme a una decina di componenti della psico-setta, che utilizza il cosiddetto metodo Arkeon, vagamente ispirato alle filosofie orientali.
10 MILA ADEPTI IN ITALIA. La setta in dieci anni di attività sarebbe riuscita a raccogliere 10 mila adepti in tutta Italia e a truffare molte persone. La procura di Milano, invece, contestava all'uomo due episodi di stupro che si sarebbero verificati nella sua abitazione milanese tra il 1999 e il 2002.
Secondo l'accusa, l'imputato avrebbe condizionato psicologicamente le due donne arrivando a convincerle di aver subìto, da bambine, episodi di violenza sessuale che, in realtà nessuna delle due ha mai patito. Quindi le avrebbe indotte a credere che quei traumi avrebbero potuto essere rimossi solo con una terapia basata su atti sessuali.
La quinta sezione penale del tribunale di Milano ha inoltre condannato l'imputato a versare una provvisionale da cinquemila euro a una delle vittime costituitasi parte civile.

Martedì, 24 Maggio 2011


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venerdì 19 novembre 2010

Riempire il vuoto normativo per contrastare il fenomeno delle sette, ripristinando il reato di plagio

ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07078

presentata da
MARGHERITA ANGELA MASTROMAURO
mercoledì 5 maggio 2010, seduta n.317

MASTROMAURO, LOSACCO, SERVODIO e BELLANOVA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno.-
Per sapere - premesso che:

nella provincia di Bari sono state rinviate a giudizio 10 persone (la posizione dell'undicesimo indagato è stata stralciata) coinvolte nell'inchiesta della psico-setta Arkeon,

l'indagine ha preso spunto dalla trasmissione Mi manda rai3 del 2006 e più recentemente anche da differenti servizi di Striscia la notizia;
la setta, con sede amministrativa a Bari, liberamente ispirata alle filosofie orientali del genere Reiki, secondo gli investigatori sarebbe riuscita in dieci anni di attività a raccogliere e truffare oltre 10 mila adepti in tutta Italia, obbligandoli a partecipare a costosi seminari per poter guarire da malattie gravi, tumori e AIDS;

a capo della setta sarebbe Vito Carlo Moccia, di 57 anni di Noicattaro (Bari) il quale si dichiarava psicologo senza possederne il titolo;

attraverso la testimonianza di molti membri della predetta setta è stata riscontrata, tra l'altro, la pratica dell'abuso sessuale e della violenza di gruppo anche su minori, spingendo le vittime a credere che l'abuso sessuale fosse stato praticato nel corso dell'infanzia dal 95 per cento dei genitori sui propri figli;
tali ricordi, rimossi secondo la setta andavano recuperati attraverso l'abuso sessuale da parte dei maestri; tali fatti pare risalgano al periodo dal 1998 al 2008, nel corso del quale si sono accertati anche due suicidi collegati alle attività di Arkeon;

i maestri proponevano percorsi graduali di affiliazione all'organizzazione risultati essere vere e proprie manipolazioni, attraverso la partecipazione a seminari pagati dai partecipanti intorno ai 260 euro per il primo livello e fino ai 15 mila euro per i livelli successivi;

è stato inoltre riscontrato attraverso le testimonianze di alcune vittime che alcune coppie per risolvere la loro crisi coniugale sono arrivate a pagare fino a 100 mila euro;

dopo che la Corte Costituzionale, con una sentenza del 1981, ha cancellato il reato di plagio, l'attività lobbistica delle sette è molto più forte, non esistono al momento misure di contrasto efficaci contro queste organizzazioni, nonostante i numerosi arresti effettuati dalle Forze dell'ordine negli ultimi anni, ad esempio quello di Danilo Speranza, guru della setta Re Maya avvenuto a Roma;

la procura di Bari ha contestato ai dirigenti della setta Arkeon i reati per associazione a delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza; il processo è iniziato la settimana scorsa -:

se si intendano adottare iniziative per riempire il vuoto normativo in materia di contrasto del fenomeno delle sette, ripristinando il reato di plagio;

se si intendano assumere e/o intensificare, soprattutto nelle zone più colpite dal fenomeno, i necessari interventi di ordine pubblico per reprimere il fenomeno;

se si ritenga opportuno promuovere una campagna di sensibilizzazione, in particolare nelle zone disagiate e colpite già in passato dall'attività delle sette, affinché fenomeni di questo tipo non proliferino, attivando strumenti culturali atti a prevenirli tramite la sensibilizzazione dell'opinione pubblica.
(4-07078)

martedì 16 marzo 2010

IL DRAMMA DI UN PADRE: «MIO FIGLIO è GAY, VOLEVO CURARLO»

FERMO - LA PSICOSETTA curava' anche l'omosessualità. È di questi giorni lo sfogo di un imprenditore di Fermo che si era rivolto ad un guru di Arkeon per risolvere i problemi' del figlio 18enne omosessuale. Nonostante i 50mila euro versati alla setta e le vessazioni subite dal ragazzo, nulla è cambiato. Il padre si è accorto di essere stato truffato solo dopo mesi di frequentazione dei vari percorsi del gruppo: «Il capo carismatico del gruppo mi disse che il caso di mio figlio era molto complesso e mi chiese 50mila euro. Versai la somma e, senza lontanamente immaginarlo, misi il mio ragazzo nelle mani di una setta senza scrupoli, che lo ha sottoposto alle umiliazioni più assurde, facendogli credere di aver subito una violenza sessuale da piccolo».

lunedì 8 marzo 2010

50mila euro e tuo figlio diventa etero

Promettevano di "guarire" dall'omossessualità in cambio di denaro. Un gruppo, ma sarebbe meglio definirla setta, con sede in Italia, dopo la denuncia da parte di C.A., un imprenditore marchigiano, ha chiuso i battenti con il rinvio a giudizio di 11 persone.

I truffatori si vantavano di poter guarire malattie gravissime cone l'Aids o il cancro, ma anche altre "patologie" cone l'omosessualità. La canzone di Povia "Luca era gay" era, a detta dei fantomatici guaritori, tratta da una testimonianza reale, da un caso che loro stessi avevano trattato, con successo.

Il gruppo di terapia riparativa era però strutturato come molte sette. A seconda della gravità del caso chiedevano cifre più o meno alte. Fino a 50 mila euro i compensi secondo le dichiarazioni del papà marchigiano, imprenditore, che dopo aver affidato il proprio figlio a queste persone ha capito la trufffa ed ha sporto denuncia.

"Versai la somma e, senza lontanamente immaginarlo, misi il mio ragazzo nelle mani di una setta senza scrupoli, che lo ha sottoposto alle umiliazioni più assurde, facendogli credere di aver subito una violenza sessuale da piccolo", ha dichiarato il padre del ragazzo. "Il costo minimo si aggirava sui 260 euro - spiega C.A. - e arrivava, man mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Il capo carismatico del gruppo mi disse che il caso di mio figlio era molto complesso e mi chiese 50mila euro."

Per ora le persone rinviate a giudizio sono 11 con l'accusa è di associazione a delinquere, truffa, maltrattamento di minori e incapacità procurata da violenza oltre che abuso della professione medica.

martedì 10 novembre 2009

Maestro di una psico-setta accusato di violenza sessuale

Era definito il maestro di una psico-setta chiamata "Tha sacred path", si chiama Antonio Morello e ha 67 anni. Avrebbe violentato due donne convincendole che questo fosse l'unico rimedio per guarire dal trauma di presunti abusi infantili. In 10 anni erano 10mila in tutta Italia gli adepti della sua terapia chiamata 'metodo Arkeon'


Una setta conosciuta in tutta Italia, tanto da vantare ben 10mila iscritti, raccolti in 10 anni di attività. Secondo un'indagine partita da Bari sarebbero in molti ad essere stati truffati dal metodo da loro adottati chiamato "Arkeon", vagamente ispirato alle discipline orientali.

Il filone barese ipotizza i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, esercizio abusivo delle professioni di psicologo e medico, violenza privata e maltrattamenti ai danni minore. Il pm di Milano Giovanni Polizzi ha chiesto invece il rinvio a giudizio del 'maestro' della psico setta chiamata 'The sacred path', accusato di aver violentato due donne convincendole che questa fosse l'unica "terapia", dopo avergli fatto credere di essere state vittime da bambine di molestie sessuali, in realtà inesistenti.

Lui si chiama Antonio Morello e ha 67 anni. La Procura di Milano gli "contesta" due episodi di stupro che si sarebbero verificati nella sua abitazione tra il 1999 e il 2002. Secondo l'accusa, l'imputato condizionava psicologicamente le sue vittime convincendole di essere state da bambine vittime di episodi di pedofilia. Le induceva così a pensare di avere subito dei traumi che dovevano essere rimossi con una terapia basata su atti sessuali.

sabato 27 giugno 2009

PALERMO: SCOPERTO E DENUNCIATO PROMOTORE "PSICOSETTA"

PALERMO (ITALPRESS) - Agenti della Digos della Questura di Palermo hanno eseguito una perquisizione presso il domicilio di un imprenditore cittadino, nel corso della quale e' stato sequestrato un computer portatile ritenuto contenere dati sensibili e significativi. L'uomo viene ritenuto il referente a Palermo di una psicosetta denominata "The Sacred Path", con sede principale a Bari. L'attivita' della Digos di Palermo e' stata delegata dall'autorita' giudiziaria del capoluogo barese le cui indagini hanno inferto un duro colpo agli appartenenti della setta, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo di professione nonche' della commissione, in concorso tra loro, di truffa aggravata, violenza sessuale, violenza privata e calunnia. La polizia ha accertato che l'epicentro della setta e' a Bari. Nel corso degli ultimi 10 anni, il principale promotore sarebbe riuscito a coinvolgere migliaia di clienti in tutta Italia, grazie alla operosa collaborazione di luogotenenti assoldati dalla setta nelle principali citta' italiane. L'imprenditore palermitano viene ritenuto il punto di riferimento nel capoluogo siciliano. (ITALPRESS).
13-Ott-07 12:26
Sicilia on line

venerdì 19 giugno 2009

Sacred Path, 10 anni di psicosetta a Bari

Un finto psicologo barese invitava a liberarsi dalla paure per guarire da mali spesso incurabili

Dieci anni di raggiri denunciati in TV a Mi Manda Raitre e Tutte le Mattine, la striscia quotidiana curata da Maurizio Costanzo, “convegni”in giro per l’Italia e centinaia di migliaia di euro spillati a più di 10.000 persone.
Vito Antonio Moccia era il “Maestro” di una psicosetta che ispirandosi ad alcune credenze del Reiki, una filosofia orientale, si spacciava per guaritore e psicologo. Il cinquantenne barese ha chiamato questo metodo Arkeon ed in questi anni ha organizzato in strutture alberghiere di tutta Italia dei Meeting: 250 euro la tariffa base per prendere parte a questi incontri, ma ci sono persone che hanno sborsato 15.000 euro o come accaduto ad una coppia milanese, 200 milioni di vecchie lire. Tutti questi soldi spesi nella speranza di guarire dai tumori, dall’AIDS, dall’infertilità.
Le indagini partite nel 2006 dopo le denunce televisive di alcuni adepti fuoriusciti dal gruppo hanno portato ad iscrivere nel registro degli indagati sei persone per il reato di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione medica, truffa aggravata, calunnia e violenza privata e sessuale. L’ultimo capo di imputazione si giustifica con le testimonianze delle persone truffate, le quali negli incontri venivano bendate e poste a coppia uno di fronte all’atro e invitate dal Maestro a lasciarsi andare nei comportamenti e nel linguaggio, fino ad abusare sessualmente, soprattutto delle donne. Gli inquirenti hanno rivelato che agli incontri hanno partecipato anche dei minori, almeno quattro ragazzi dai 12 ai 18 anni ma non c’è al momento alcuna certezza che questi siano stati oggetto di violenza: 50 le denunce sulle quali la Digos di Bari ha lavorato di concerto con le sezioni di Roma, Milano, Palermo e Latina, ma il questore Vincenzo Speranza, con Stanislao Schimera, dirigente della sezione pugliese, ha invitato tutti coloro che hanno subito l’influenza di questo santone a denunciare cosa hanno vissuto. L’indagine ha Bari come epicentro, precisamente due vani siti in Via Amendola dove la Sacred Path (questo il nome della setta) aveva sede legale e dove erano allocati i server dei quattro siti internet (oscurati con la collaborazione della Polizia Postale) che pubblicizzavano i Meeting di Vito Moccia: sotto inchiesta altre cinque persone,due a Bari e altre nel resto d’Italia, perché il Santone sicuramente aveva messo su una sorta di franchising per diffondere meglio il suo metodo di circonvenzione delle persone. Le indagini di Francesco Bretone del Tribunale di Bari continuano: non è escluso che il Giudice per le indagini preliminari Vito Fanizzi possa disporre nuovi provvedimenti nei confronti degli inquisiti.
Antonella Ardito

mercoledì 10 giugno 2009

Bari, smascherata psico setta

Bari Tumori, aids, altre malattie terribili, ma anche l’impotenza. Guarivano tutto, ma proprio tutto. Via Internet e con l’imposizione delle mani. Bastava qualche parola di conforto e l’aiuto della filosofia indiana. Peccato, però, nessuno dei medici e degli psicologi dell’organizzazione, in piedi da più di dieci anni, avesse lo straccio di una laurea. Una vera e propria “psico setta”, insomma, con quartiere generale a Bari, ma con ramificazioni in tutta Italia, è stata smantellata dalla Digos della questura di Bari dopo le denunce di alcune vittime. Sei le persone indagate a vario titolo con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla professione medica abusiva, truffa aggravata e violenza sessuale. E sì, perché durante qualcuno degli incontri di gruppo previsti dalla “terapia” sembra che gli adepti, bendati venissero toccati o fossero invitati a toccarsi tra loro. A capo della presunta organizzazione, con sedi anche a Milano, Palermo, Latina e Roma, il 55enne barese Vito Carlo Moccia. Attraverso alcuni siti Internet, ora oscurati, i finti medici avrebbero adescato le vittime che, dopo i primi incontri, pagavano somme comprese tra i 250 e i 15mila euro per prestazioni fittizie. Il caso limite quello di una coppia di Milano che ha sborsato circa 100mila euro. La base operativa dell’organizzazione era a Bari, in via Amendola in un appartamento. L’associazione era nota come “The Sacred Path”. Quando sono entrati, gli agenti hanno trovato i server di alcuni siti internet (subito oscurati) con cui l’organizzazione gestiva il giro d’affari, centinaia di migliaia di euro secondo gli organizzatori. Le indagini sono partite all’inizio dell’anno dopo che alcune persone hanno raccontato la propria esperienza nel corso di due trasmissioni televisive. L’attività, ramificata in molte città d’Italia alla stregua di un franchising non poteva essere gestita da una mezza dozzina di persone. Le sedute, a base di filosofia orientale, erano ristrette ad un gruppo di 20 persone per volta e di solito si svolgevano in alcuni alberghi nella provincia di Bari. Veri e propri seminari a pagamento con cui si prometteva ai partecipanti di poter acquisire capacità di autoguarigione fisica e spirituale grazie a un percorso di insegnamento di tecniche ispirate a filosofie orientali. Ma l’inchiesta di quello che si preannuncia un caso “Wanna Marchi 2” promette ulteriori sviluppi.
Sergio Benvenuti

martedì 2 giugno 2009

Truffe e occulto, nasce la squadra anti-sette

Nuovo team della direzione anticrimine centrale della polizia: indagherà su guru, santoni e reati a sfondo esoterico e religioso

Corriere della Sera 06.12.2006
ROMA - Si chiama Sas, acronimo che sta per Squadra anti-sette, ed è la nuova task force superspecializzata che la polizia mette in campo per contrastare le attività illecite e truffaldine di guru, santoni e sedicenti occultisti. E' composta da una quindicina tra agenti di polizia, analisti, investigatori e psicologi, che si occuperanno dei reati legati al fenomeno delle sette e dei gruppi esoterico-religiosi. Il team fará capo al Servizio centrale operativo della Direzione anticrimine centrale, diretta dal prefetto Nicola Cavaliere.
LAVORO NELLE PROVINCE - Con l'aiuto di tutte le squadre mobili provinciali la Sas lavorerá a monitorare il mondo occulto, raccogliendo e analizzando segnalazioni e dati, pronta a intervenire ovunque sul territorio per risolvere casi di crimini gravissimi, violenza sessuale, uso di droghe, sottrazione di beni, legati a particolari culti.
IL TELEFONO ANTI-SETTE - Questa nuova sezione dello Sco, la cui nascita è stata annunciata con una circolare inviata qualche giorno fa dal capo della polizia, Gianni De Gennaro, a tutti i questori di Italia, si avvarrá anche della collaborazione di un sacerdote da sempre in prima linea su questo particolarissimo fronte, don Aldo Bonaiuto, dell'associazione «Papa Giovanni XXIII» di Don Oreste Benzi, che ha attivato il numero verde anti-sette 800-228866. È anche da qui che le richieste di aiuto più serie e gravi, anche di natura psicologica alle famiglie o alle vittime, verranno dirottate alla Sas, che oltre a fornire se necessario un immediato «pronto soccorso» in filo diretto, verificherá le informazioni raccolte e valuterá se intervenire.



FENOMENO IN CRESCITA - Un fenomeno quello delle sette in grande espansione. Stanno aumentando infatti le denunce da parte delle famiglie e sono sempre più numerosi i giovani che aderiscono a gruppi esoterici, sostengono gli esperti, dai quali poi diventa difficilissimo uscire. Ma l'aspetto più inquietante ancora riguarda il grande aumento di casi di cronaca nera che portano a movimenti all'interno dei quali si praticano particolari culti: dai delitti delle Bestie di Satana, all'omicidio di suor Mainetti a Brescia, al delitto di Mafredonia, compiuto da due giovani che sostenevano di essere possedute dal demonio. Di qui l'urgenza avvertita di istituire una squadra ad hoc chiamata ad agire nei confronti di sette che rappresentino un concreto pericolo.

Gruppo Ricerca Informazione Socio Religiosa
Diocesi di Rimini info@grisrimini.org

giovedì 7 maggio 2009

L’adepta di una psico-setta si racconta

Per anni a Milano, in un prestigioso hotel sui Navigli, si sono tenuti seminari e incontri di Arkeon, una presunta psico-setta sgominata nei giorni scorsi dalla Digos di Bari. Dimenticavo, il link qui sopra è stato giustamente bloccato; trovate una copia cache qui.
Le accuse formulate dal Sostituto Procuratore della Repubblica del capoluogo pugliese, Francesco Bretone, contro sei esponenti del gruppo, sono pesantucce; associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di professione medica, truffa aggravata, violenza sessuale, violenza privata, calunnia. Abbiamo incontrato Silvia, una che questa storia la conosce bene. Già, perché lei in quella che secondo gli investigatori era una psico-setta, ci ha buttato cinque anni della sua vita, riuscendo poi faticosamente ad uscirne.
«Si entra in queste psicosette tramite il passaparola, in maniera casuale – racconta - una volta c’era la promozione tramite volantini, o spesso tramite amici. Vedi tutte queste apparentemente felicissime, che sprizzano gioia da tutti i pori, e quindi ti incuriosisci. Alla fine ho passato cinque anni dentro ad Arkeon».
Poi però le cose cambiano. E i guru più che alla salvezza delle anime, pensano all’estratto conto, visto che, come accertato durante le indagini, i seguaci dei corsi e dei seminari versavano cifre dai 250 ai 15mila euro. «Reati? Indubbiamente l’abuso della professione medica, a partire dall’ideatore di questo metodo, millantava delle lauree, quasi certamente fasulle». E poi altro, come violenze su minori, molestie sessuali da parte di alcuni sedicenti maestri del metodo:«C’erano persone, erano senza titolo di psicologo, era gente che magari faceva l’idraulico, il portinaio, e che si trovavano a manipolare la salute mentale della gente. Bisogna ricordarsi che nessuno è immune dall’ingresso in queste sette. Ci sono persone di tutti i ceti sociali, tutti ci possono cascare».
Per saperne di più, doveroso link al Ce.S.A.P. - il Centro Studi sugli Abusi Psicologici che da anni si batte contro ciarlatani, guaritori, e affini.

18 ottobre 2007/cronaca fatti e misfatti
Gabriele Ferraresi

martedì 21 aprile 2009

Truffe a Bari,fermata psico-setta

Operazione della Digos:sei gli indagati

Vasta operazione della Digos di Bari che ha permesso di individuare e sgominare i componenti di una "Psico setta" operante su tutto il territorio nazionale i cui responsabili percepivano dagli adepti ingenti somme di denaro. Sei le persone indagate con accuse che vanno dall'associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo di professione, medica, fino alla truffa aggravata, violenza sessuale, violenza privata e calunnia.
Nel corso dell'attività svolta, oltre alla denuncia dei responsabili, sono stati sequestrati la sede dell'associazione nel capoluogo pugliese e i siti internet ad essa collegati. Il sostituto procuratore della Repubblica di Bari, Francesco Bretone, ha concluso un'indagine durata un anno e nata dal racconto-denuncia fatto da alcuni 'adepti' in due trasmissioni televisive in onda su emittenti nazionali.

Secondo quanto accertato dalle indagini, condotte dalla Questura di Bari, l'associazione nota come "The Sacred Path", con sede amministrativa a Bari, operava su internet in varie parti d'Italia attraverso seminari a pagamento con cui si prometteva ai partecipanti di poter acquisire capacità di autoguarigione fisica e spirituale grazie ad un percorso di insegnamento di tecniche, secondo gli investigatori, vagamente ispirate a filosofie orientali.

Gli adepti, per partecipare alle riunioni organizzate in sale di vari Hotel, avrebbero pagato cifre comprese tra i 250 euro d'iscrizione e i 15mila euro. Una coppia del nord Italia avrebbe, invece, pagato una somma molto più elevata e vicina ai 100mila euro.

L'associazione operava da circa 10 anni con il metodo "Ankeon" 'brevettato' dal presunto organizzatore dell'attività illecita, V.C.M, 55 anni di Noicattaro (Bari), che a sua volta lo avrebbe ceduto, pare a fronte di denaro, agli altri indagati che avrebbero operato la stessa attività tra Roma, Palemo, Milano e Latina. Circa una cinquantina sono le denunce giunte fino ad ora agli investigatori, che hanno sequestrato la sede amministrativa barese insieme ad alcuni incartamenti, ed hanno provveduto alla chiusura dei siti internet utilizzati per pubblicizzare l'attività e cercare adepti.

Tgcom