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venerdì 19 febbraio 2010

"Le psicosette" di Maurizio Antonello - I movimenti del potenziale umano (IX)

IL CORSO COMUNICAZIONE E VENDITA
Uno dei corsi propedeutici più importanti è il Sales Dinamics (Comunicazione e Vendita): inizia il sabato sera e si conclude domenica. Come tutti i suaccennati corsi, anch'esso ha lo scopo di proporre alle persone la frequentazione del DBM a Ginevra. Per farlo, i reclutatori usano incuriosire e mettere in crisi i soggetti. I modi per «spiazzare» (mettere in crisi) questi ultimi sono diversi: innanzitutto la stanchezza. La persona inizia il corso portandosi addosso la stanchezza della settimana appena trascorsa. Questa aumenterà successivamente grazie a un tour-de-force notevole, caratterizzato da orari e ritmi massacranti. Ilsoggetto è invitato a non distrarsi, a non uscire, a non parlai durante la lezione. La prima parte del corso, iniziato alle 21.00 terminerà molte ore più tardi, a tarda notte (verso l'una).

All'indomani, domenica, l'inizio è previsto per le 9 di mattina e terminerà - salvo per la breve parentesi del pranzo e per un paio di intervalli di dieci minuti ciascuno - a sera tardi (verso le 22).
Quando il corso non si svolge nei sotterranei della struttura ospitante, la stanza predisposta viene sempre tenuta oscurata con tende, rendendo indispensabile pertanto l'uso della illuminazione artificiale.
Per la maggior parte dei presenti, il corso rappresenta uria novità in assoluto. Essi partecipano per la prima volta, incuriositi e lusingati dai reclutatori, senza però che siano state date loro informazioni specifiche su ciò che consiste.

Con giochetti, esempi e frasi ad effetto, il pubblico viene all'inizio piacevolmente stupito, meravigliato. Anche il provocare sconcerto fa parte del gioco: attira l'attenzione oppure la ridesta.

Il cambiamento avviene nel tardo pomeriggio della domenica: il gioco si fa pesante e l'iniziale argomento,la comunicazione e la vendita, reso blando sin dal mattino, viene repentinamente abbandonato.Iniziano gli esercizi di rilassamento, sempre più profondi e penetranti, tanto da allentare ulteriormente le difese dell'Io, complice la progressiva stanchezza.
Il soggetto viene fatto regredire all'età della prima fanciullezza e, attraverso particolari tecniche di visualizzazione, si rivede nel suoi rapporti con i genitori. Ciò porta alla rievocazione di fatti o accadimenti vissuti, fatti emergere con tutto il loro contenuto emozionale, sempre negativo: dolore, disperazione, paura, frustrazione, delusione, proprio perchè queste sono le consegne che vengono date dal conduttore ai presenti. Ovviamente, gli effetti sono laceranti. Il tutto si conclude con l'invito a scrivere al momentoleproprie impressioni sull'esperienza appena compiuta e col dare appuntamento agli astanti per la riunione post-corso.

IL D.B.M. (DYNAMIC BUSINESS MANAGEMENT)

II D.B.M. viene descritto come «un'esperienza unica ed irripetibile che viene vissuta in modo molto personale e nel quale ogni individuo ha l'opportunità di conoscere meglio se stesso e le sue potenzialità. Dynamic Business Management, questo è il nome del corso, dove per "business" s'intende l'affare più importante per ognuno di noi: la nostra vita! Un corso in cui si vede come si può condurre la propria vita in modo dinamico, divenendo dei "leaders" di se stessi».

Per la Life Discovery Principles l'esperienza del DBM, tra le altre cose, «accrescerà la propria abilità individuale per... acutizzare (?!) la propria visione del mondo e... ristabilire e chiarire la propria visione di Dio»(da un depliant della LDP).

Dì questo particolare corso, la stampa si è occupata perla prima volta nell'aprile 1984, circa due anni più tardi della costituzione di LDP in associazione, con un articolo poco lusinghiero.In esso venivano svelati, in tono giornalistico, i «segreti» del corso che non consistevano altro che nelle violenze fisiche e psichiche a cui venivano sottoposti gli ignari e malcapitati corsisti (16).
Il DBM, inizialmente uno del corsi avanzati di Dinamica Mentale (prima della costituzione dell'Associazione LDP), si svolge a Ginevra (Svizzera), presso l'HotelLe Warwick nell'ultima settimana di quasi tutti i mesi dell'anno: inizio il mercoledì sera e termine la domenica.
Il corso si svolge in questo modo: i vari partecipanti, entro le ore 18,00 del giorno stabilito,sidevono presentare presso la reception dell'Hotel Le Warwick, dove a riceverli saranno gli incaricati/assistenti dell'associazione. Sono d'obbligo la giacca e cravatta per gli uomini e la gonna per le donne.
I convenuti, dopo aver esibito la ricevuta del versamento effettuato per la partecipazione al corso, sono invitati a chiudere dentro una busta, ove prima avranno scritto il loro nome e cognome, soldi, documenti, orologi ed ori. Verranno trattenuti anche libri, giornali, medicinali.
Vengono quindi formati due gruppi,l'uno di uomini, l'altro di donne, che sono introdotti in due distinte sale, dove un istruttore li informa che da quel momento non potranno più parlare tra loro, fumare, bere alcolici, e se qualcuno intendesse dimettersi dal corso, questo comporterebbe l'immediata interruzione del Seminario anche per gli altri suoi compagni di stanza.Tutti sono invitati a sottoscrivere una dichiarazione con la quale si accettano le predette regole. Gli istruttori, che sino a quel momento avevano usato modi e parole gentili, improvvisamente cambiano maniere, usando toni severi e autoritari.
A cura degli assistenti, e sempre sotto il loro severo controllo, sono così accompagnati in camere da 2-3 posti letto e invitati a sistemare le valige e riposarsi. Nel corso della notte i partecipanti sono improvvisamente svegliati dagli assistenti, i quali sostano nei corridoi per controllare che non parlino tra loro mentre sono nelle camere, e che, dopo averli fatti vestire, li conducono in due sale (una sala per uomini e l'altra per donne) chiamate pit, dove appunto si svolgeranno le sedute.
I pit sono due stanze ricavate da un unico salonediviso dauna parete mobile, nelle quali si trova:

*sulla destra un tavolo, dove prende posto la persona dell'organizzazione che conduce le sedute, avvalendosi della collaborazione di alcuni istruttori e traduttori;

*sulla sinistra un altro tavolino dove si trova un impianto stereo ed alcune cassette contenenti musiche di rilassamento. Sotto il tavolo ci sono dei contenitori di vario materiale che verrà usato, durante le sedute, nelle drammatizzazioni: maschere di carnevale, maglioni, vestiti da bambino, attrezzi erotici, buste, fazzoletti, ecc...

*Al centro della sala è sistemato un tavolo a forma di U, attorno al quale prendono posto i vari partecipanti. Questi dovranno osservare da seduti una particolare posizione: sullo spigolo anteriore della sedia, schiena inarcata che non deve appoggiarsi sullo schienale e le mani devono essere aperte sul tavolo; ogni individuo troverà sul tavolo un cartellino segnaposto che gli indicherà quale sedia deve occupare. Gli assistenti curano con attenzione che durante le sedute le persone osservino la predetta posizione, pronti a intervenire con colpetti dietro la schiena su coloro che non lo fanno.

*In fondo alla sala c'è un braciere molto grande che sarà acceso solo all'ultimo giorno, durante la festa di chiusura del seminario. Trovano posto poi, una lavagna ed un grande specchio.


I partecipanti, dopo aver preso possesso del posto loro assegnato, sono invitati a scrivere su un foglietto tutto ciò che ciascuno ritiene negativo per la sua vita. Esso sarà ritirato da uno degli assistenti e riconsegnato solo all'ultima sera del corso durante la festa conclusiva, quando ciascuno lo butterà nel braciere acceso.
Alle donne, ad esempio, la conduttrice farà poi una serie di domande collettive alle quali le persone si devono limitare, se la risposta è affermativa, solo ad alzarsi in piedi. I quesiti generalmente riguardano fatti molto personali:
- chi ha avuto rapporti sessuali contro natura;
- chi è vergine;
- chi ha abortito;
- chi ha avuto relazioni extraconiugali;
- chi ha fatto l'amore di gruppo;
- chi ha maltrattato il marito, i figli, la suocera, ecc.;
- chi ha sperperato i soldi e vive nella lussuria...e altro.

Una volta ultimate le domande, avranno inizio le sedute. L'istruttrice inizierà a chiamare singolarmente le partecipanti, le quali si dovranno portare al centro del tavolo ad U e raccontare quali sono i loro problemi e i motivi che le hanno spinte a frequentare il corso. L'istruttrice si avvale anche di una scheda personale, compilata a cura del responsabile della sede d'invio, contenente notizie sul corsista, ottenute all'insaputa di questi.
Le sedute durano diverse ore e il tempo trascorre senza cali dell'attenzione, sta perchè ognuna partecipa con curiosità ai vari racconti, sia per il clima austero e severo che permane durante tutto il ciclo. L'istruttrice, aiutata dai collaboratori, interviene in maniera aspra, autoritaria e dura durante le varie narrazioni. Infatti mortifica, umilia, deride, offende, usando maniere forti e parole scurrili.
Nel DBM si fa largo uso dello psicodramma, pur riveduto e corretto. Si tratta di far rappresentare, su un fittizio palcoscenico, il fatto o l'avvenimento che più condiziona il soggetto: l'esternazione del ricordo doloroso, assieme a tutto il suo contenuto emotivo, dovrebbe aiutarlo a prenderne coscienza e a liberarsene. Tale tecnica è stata elaborata e sistematizzata dallo psicanalista viennese J. Levy Moreno. Ma, da ciò che ci viene riferito, pare che la tecnica usata sia simile a quella che, nel secoloXIX, il direttore del manicomio di Charenton (Francia) applicò ad alcuni suoi malati, facendo loro interpretare piccoli ruoli di un dramma scritto da un suo famoso paziente: il MarcheseDe Sade. Ecco alcunicasi riferitici durante l'esercizio dell'attività professionale:

1°. Una donna confessa di aver abortito. Viene denudata e posta in mezzo alla sala con una bambolina in mano. Nel contempo viene diffuso il suono del cuore che batte, mentre una collaboratrice legge una poesia che parla di un bambino mai nato che si rivolge alla sua mancata mamma. In questa poesia egli descrive il suo aspetto, mentre una seconda collaboratrice - posta dietro alla corsista - ne sottolinea le possibili somiglianze fisiche con la malcapitata.

2°, Un uomo dice di aver avuto relazioni con svariate donne e fatto l'amore di gruppo, nonchè usato sostanze stupefacenti. Deriso, mortificato e offeso, egli inizia a raccontare bugie e si rifiuta di rispondere alle domande dell'istruttore. Questi perde la pazienza e lo prende a schiaffi.

3°. Una donna (farmacista) non riesce ad avere buoni rapporti con la madre. Viene fatta vestire da bambina e le vengono dati in mano dei giocattoli, quindi viene derisa e mortificata.

I partecipanti, durante tutto il corso, devono osservare le regole in precedenza ricordate, e se ciò non avviene vengono puniti. La sanzione può essere anche fisica: uno schiaffo o un pugno che viene dato al malcapitato da parte di tutti i componenti del gruppo, i quali devono vibrare il colpo anche con una certa forza, altrimenti saranno a loro volta colpiti dalla persona che doveva essere punita.

I pranzi sono consumati in orari sfalsati e ben presto, senza orologio, con il particolare clima di tensione dominante e con lo sconvolgimento del ritmo sonno-veglia, si perde l'orientamento temporale.

A volte avvengono degli svenimenti, causati dalla stanchezza e dal poco sonno. Le persone sono soccorse da un giovane medico che segue i partecipanti durante tutto il corso. I frequentatori non possono assumere alcun tipo di medicine, che anzi sono ritirate dagli assistenti sin dall'inizio. In caso di bisogno ne sarà «concessa» la somministrazione, nella posologia decisa dall'istruttore. Anche il permesso per andar in bagno dev'essere richiesto: se concesso, il corsista sarà accompagnato da un collaboratore e guardato a vista. Non esistono momenti «privati».

Il corso termina con una festa durante la quale vi è la riunione dei due gruppi e viene tolta la parete divisoria dei due pit. Alla cerimonia di chiusura intervengono anche i parenti dei partecipanti e amici che hanno preso parte ad altri corsi. Vi è un buffet e si terranno vari discorsi da parte degli organizzatori.

Alla fine, la foto ricordo e lo scambio di indirizzi, nonchè la consegna del distintivo dell'associazione. Non manca comunque l'invito ai partecipanti di non divulgare alcunchè di quello che hanno visto e sentito, più per tutelare - dicono - gli aspetti intimi di ognuno, emersi durante il trattamento, che per rivelare i metodi del trattamento stesso.
La particolare chiusura del gruppo in questione si manifesta attraverso queste caratteristiche:

*La presenza di frasi o parole gergali.

Oltre aquelle esaminate pocanzi, vanno aggiunte quelle specifiche al gruppo: «La squadra del DBM...», «il T 3 di Mestre», «il C/l».

*Lo spirito che unisce i mèmbri e che li fa riconoscere.

Ogni incontro è caratterizzato da plateali manifestazioni effusive: baci, abbracci e vigorose strette di mano che non risparmiano nemmeno chi si presenta solo per la seconda volta a una loro riunione o corso. L'impressione che ne ricava un osservatore esterno, oltre a essere quasi sempre spiacevole per tanta sdolcinatezza, rafforza la sua convinzione di trovarsi di fronte a un gruppo estremamente omogeneo, impermeabile e chiuso. A ciò si aggiunga l'alta coesività tra mèmbri, che tendenzialmente tende ad escludere gli estranei all'associazione.

Le numerose riunioni mensili a vari livelli e i diversi impegni richiesti dall'organizzazione, oltre che la continua - quasi assillante - preoccupazione, da parte dei mèmbri, di creare occasioni per stare insieme, rafforzano questa convinzione.

* L'aspetto nascosto dell'organizzazione

Non dovrebbe destare meraviglia il fatto che la stragrande maggioranza degli associati ignori la storia dell'associazione, il movimento e l'impiego del denaro, i nomi dei responsabili delle due società economiche e i loro fini pratici, i progetti e i programmi futuri. L'accesso all'organizzazione avviene per gradi. Il DBM è considerato come una specie di iniziazione, che da diritto non solo alla partecipazione a corsi successivi ad esso ma, per chi vuole, ad avere delle responsabilità all'interno della struttura associativa. Esistono pubblicazioni interne all'associazione che sono oggetto di attento studio sia durante le apposite riunioni sia a casa,come una sorta di compito.



Conclusioni

Come facilmente immaginabile, i gruppi di S.P. ben rappresentano quell'ideologia dominante, presente ormai in tanta parte della nostra cultura contemporanea, permeata di narcisismo ed egocentrismo,ove l'apparire è più importante che l'essere. Essi sono inoltre il prodotto tipico dell'Occidente industrializzato in cui l'organizzazione, la gerarchizzazione, la divisione del lavoro e la specificità dei ruoli, l'efficentismo e la pianificazione rappresentano i nuovi valori. Non a caso perciò tutti questi gruppi trovano maggiori consensi nelle zone più industrializzate delPaese ed è emblematica la circostanza che molti di questi gruppi erano sorti come Scuole per managers. Questo Sistema, che ha trovato il modo per spersonalizzare ed anonimizzare chiunque, ha trovato pure il sistema per dare a chiunque, pagando, l'illusione di essere l'artefice del proprio destino, di liberarsi dai condizionamenti, di vivere una vita piena. Questi gruppi finora hanno avuto buon gioco per vari motivi, tra cui l'attuale assenza di norme regolamentanti l'attività psicoterapeutica, grazie sempre ai soliti e interessati ritardi governativi. Ci auguriamo che il costituendo Albo degli Psicologi e degli Psicoterapeuti metta un po' d'ordine e faccia giustizia dei tanti imbonitori che purtroppo infestano il mondo della psicoterapia, arrecando danni incalcolabili alla psiche delle persone.

(14) Le definizioni dei vari corsi sono state tratte dall'articolo di Giovanna Zanin dal titolo L.D.P. dieci anni dopo, apparso sul n. 6/1992 di «Rediscovery».
(15) Da Appunti per una migliore organizzazione dell'LDP,documento interno dattiloscritto,1990.
(16) Dante Matelli, Sull'altare del dio Ceffone, da «L'Espresso», 15 aprile 1984, pp. 24 e 26.


Ma quante analogie con i seminari che facevano in arkeon!!! In fondo le psicosette hanno un comun denominatore.. e pensare che vito carlo moccia era tronfio di essersi inventato tutti i "lavori" svolti nei seminari intensivi o residenziali che fossero

martedì 12 gennaio 2010

"Le psicosette" di Maurizio Antonello - I movimenti del potenziale umano (VI)

GLI EFFETTI SULL'INDIVIDUO

L'esperienza professionale ci indica che tali tecniche sono da considerarsi proibitive per tutti i casi di psicosi e per gli stati limite, ma che sono pericolose anche per molte forme di nevrosi, le cui cause, slatentizzate, non vengono affatto affrontate e rielaborate, ma solo fatte emergere.

Inoltre, gli effetti che si riscontrano nella maggior parte delle persone che vi partecipano sono strettamente correlati all'ideologia portata avanti dal gruppo: nei giorni successivi al corso si nota un aumento, spropositato, della propria fiducia e autostima; inoltre possono emergere cospicui elementi narcisistici ed egocentristi. Il soggetto, ormai al centro del (suo) mondo, crede di essere il creatore del proprio destino (grazie a questo suo Io fatto crescere a dismisura) connotando, con atteggiamenti di onnipotenza e di invincibilità, ogni sua azione. Il Sè ideale, pertanto, viene sempre più assimilato al Sè percepito ed effettivo, nella versione dell'attualizzazione


II soggetto sembra perdere la misura delle proprie reali possibilità, dimenticando i limiti - anche costituzionali - che caratterizzano la condizione di ogni individuo. A mano a mano che procede con i corsi, egli crederà di possedere ed ampliare qualità o doti sovrannaturali (preveggenza, telepatia,...), confermando così, tra sè, la concezione superomistica insita nella filosofia di questi gruppi.

Tutto questo non farà altro che aumentare il divario esistente tra il soggetto ed i suoi familiari ed amici.

Quando invece il Sè ideale è una meta da raggiungere (nella versione della perfezione), egli sarà teso spasmodicamente ad esso, mal accettando le proprie debolezze e difetti; in altre parole, sarà in perenne conflitto con se stesso.

All'ipertrofia dell'Io corrisponde sempre un abbassamento della soglia dì frustrazione: il soggetto sarà paradossalmente meno capace di sopportare le normali difficoltà e contrattempi.Diventerà pertanto un soggetto a rischio, in quanto il non superamento di un problema ne minerà l'immagine di sè, creando inevitabili quanto devastanti sensi di colpa.

Una costante nel comportamento sembra essere la deresponsabilizzazione. Prima di ogni altra cosa viene il proprio sviluppo personale, la propria autorealizzazione. Ogni cosa che in qualche modo lo limiti viene vissuta come un ostacolo, sia esso il avoro, la famiglia, gli affetti.Vengono meno così anche i doveri verso le persone amate, in quanto la prima persona da amare è la propria.
Serpeggiando in questi gruppi le credenze nella reincarnazione e nel karma (destino), diventa d'obbligo un atteggiamento fatalista e rinunciatario.

Molto spesso queste tecniche alterano in vari modi la sfera del sentimento e degli affetti, rattrappendola ovvero amplificandola smisuratamente.

Riguardo al primo aspetto, ci sia permesso di riportare quanto il Giudice Istruttore, d.ssa Guicla Mulliri, ha emblematicamente scritto in proposito su [omissis]:

«II ricorrente cambiamento registrato dai congiunti delle persone entrate in contatto con l'associazione [omissis] viene di solito riferito a vari aspetti (sopraggiunto disinteresse per i soldi, abbandono del lavoro o degli studi precedenti, impiego di tutte le disponibilità per pagarsi i servizi forniti dall'associazione) ma ciò che ricorre, più assoluta di tutti, è la segnalazione da, parte dei familiari di un inaridimento affettivo del parente che viene riscontrato in diversi modi ma, da tutti, con costante, doloroso stupore. E, in effetti, sentendo ciò che viene riferito non si può mancare di osservare che in tali persone deve essere quantomeno sopraggiunta una allarmante inversione di valori perchè, di fronte all'interesse per [omissis] sembra che tutto passi in secondo piano, i figli, il coniuge, i genitori, gravi malattie dei familiari, il loro dolore» (12).

Altri gruppi invece danno grande importanza al sentimento o meglio alla sentimentalità, cioè inducono a un atteggiamento di disponibilità a provare sentimenti, spesso positivi, quali amore, comprensione, affetto. Molti altri privilegiano invece il «sentire»: la sensazione, l'emotività in tutte le sue espressioni, lo spontaneismo. In questo caso sono rese legittime anche le espressioni di sentimenti negativi, quali l'odio, l'antipatia, l'avversione, il risentimento.

Grazie alla convinzione che l'espressionedi tali sentimenti negativi possa neutralizzarne gli effetti distruttivi, alcuni gruppi organizzano vere e proprie «session» con questi scopi (si pensi agli Encounter negli Arancioni).
II liberare tali espressioni è giustificato sia dalla necessità di avere consapevolezza dei propri sentimenti, positivi o negativi che siano, sia dall'esigenza di essere se stessi, senza tanti condizionamenti, come lo sono i bambini. Di qui l'invito ad imitarli, ovvero a riscoprire il «bambino che è in noi». Ancora una volta vengono privilegiate l'istintualità e lo spontaneismo rispetto ad atteggiamenti più adulti, quali la ponderatezza e la riflessività.

Come accennato, viene data molta importanza al sentire. Il soggetto, nell'impegno di essere in armonia col circostante, si sforza di recepire, nell'ambiente che gli sta intorno, le sensazioni e le emozioni che esso gli da. Ma anche queste sono oggetto del «processo di coscientizzazione». Ciò comporta un notevole lavoro di autoascolto e di successiva elaborazione. In tanti casi ciò ha significato quasi una paralisi della normale attività del soggetto, troppo occupato ad auscultarsi interiormente per rendere cosciente ogni sua, pur impercettibile, emozione.
A questo proposito, in tanti gruppi è raccomandata la stesura dell' Autoanalisi, cioè la scrittura quotidiana di fatti e accadimenti, a metà strada tra il diario intimo e la confessione scritta. La consegna è quella di descrivere le emozioni e le sensazioni provate durante la giornata, gli stati d'animo, i fatti strani o vissuti come importanti, gli eventi. A volte viene richiesto di fare il «diario onirico», dove il soggetto riporta i suoi sogni.
Gli scopi di queste attività sono due: il primo è ancora l'avere perfetta coscienza di quello che si trova fuori e dentro di sè, dei fatti esterni - spesso vissuti magicamente come «segno» -come di quelli interni (sentimenti, emozioni, paure, ecc.). Il secondo scopo è quello di cercare una spiegazione, visto che «nulla succede a caso».

(12) Ufficio Istruzione del Tribunale di Milano, «Ordinanza di Rinvio a Giudizio contro Segalla + 136», p. 534.

-continua-

sabato 12 dicembre 2009

"Le Psicosette" di Maurizio Antonello - I movimenti del potenziale umano (III)

LE COMPONENTI RELIGIOSE ED IL CARATTERE SETTARIO

Come la psicologia, anche la religione si occupa delle dimensioni soggettive della vita. Inoltre, come il funzionamento della psiche è simile per tutti gli uomini, così la religione ha in sè valori condivisi universalmente.

I concetti generali della prima ed i valori universali della seconda, sono ampiamente usati dai gruppi del potenziale umano.
Considerando la religione in senso largo, alcuni reputano questi gruppi come nuove forme di religiosità. Altri ritengono invece trattarsi di forme sociopatologiche costituenti un grave i pericolo per la comunità.

Le credenze a cui questi gruppi si richiamano non costituiscono un ben preciso apparato dottrinale o teologico: si nota una vaga credenza nell'esistenza di un Essere Superiore o Intelligenza Suprema, di un' Aldilà, di un «corpo sottile», il corpo eterico, che contiene il corpo materiale ma è da questo appesantito e limitato. Non è rara la credenza nella reincarnazione. Questa struttura dottrinale a larghe maglie unitamente a un forte senso di tolleranza verso tali questioni, fa sì che il gruppo lasci molto spazio alle convinzioni di ciascuno.

I gruppi di Sviluppo Personale hanno in sè molti degli elementi che, secondo Bryan Wilson caratterizzano i Nuovi Movimenti Religiosi:

«provenienza esotica; nuovo stile di vita culturale; un grado di impegno decisamente diverso da quello oggi presente nel cristianesimo tradizionale; guida carismatica; un seguito prevalentemente giovane e proveniente in misura sproporzionata dai settori meglio istruiti e borghesi della società; grande diffusione; gestione internazionale; e comparsa nell'ultimo decennio e mezzo» (7).

Anche i gruppi di S.P. non differiscono, strutturalmente e psicologicamente da qualsiasi altro gruppo chiuso: una precisa gerarchia e definizione dei ruoli, una notevole coesività tra i mèmbri, l'uso di un gergo o di una terminologia particolare, l'esistenza di segni distintivi o caratteristici; in alcuni, addirittura, è presente una forma di ritualismo.
Abbiamo già accennato alla presenza del pensiero magico come una delle caratteristiche di tutti questi gruppi. Non è un caso che, ad esempio, nel testo di Dinamica Mentale sia dedicato un intero capitolo alla «Dimensione magica» (8). Ogni accadimento è considerato causale, pertanto inteso come «segno», da interpretarsicome avvertimento, pericolo, minaccia, conferma. ..
Inoltre, molti gruppi ad attività terapeutica si sono formati, col tempo, in gruppi religiosi, come la sètta giapponese Mahikari o quella francese IVI (Invitation à la Vie Intense). E poi a tutti noto come [omissis] equivochi molto sul fatto di essere un gruppo religioso. Tutto ciò risulta quanto mai comprensibile, se si pensa al principio fondamentale di questi gruppi che è quello di intervenire sull'anima o sullo spirito (o sulla mente) per guarire il corpo.


Maurizio Antonello

- continua-

(7) Da Bryan R, Wilson, Thè Social Impaci of New Religioni Movements, Rose of Sharon Press, New York 1981.
(8) M. Bonazzola, Dinamica Mentale, cit., pp. 13-21.

sabato 21 novembre 2009

Le "psicosette" di Maurizio Antonello - Introduzione

Il dott. Maurizio Antonello, morto nel 2003 a 49 anni, era psicologo e studioso dei MRA, ed esercitava la professione in provincia di Venezia; ha pubblicato questo articolo sulla rivista "Sette e Religioni", ESD, 3/1992, pp.368-404

NB. Un noto "gruppo" mi ha chiesto la cortesia di rimuovere il suo nome dall'articolo di Maurizio Antonello. Pertanto ho inserito [omissis]

Introduzione


Da circa un ventennio assistiamo, anche nel nostro Paese, a una sorta di riproposizione (innovata però nella sostanza come nei contenuti) della dimensione individuale, in tutti i suoi aspetti e manifestazioni, al contempo coerenti e contraddittorie: individualismo, ricerca interiore, narcisismo, edonismo, intimismo, coscientizzazione... tanto per citarne alcune.
Questa tendenza, viavia sempre più marcata, ha avvolto e trasformato ogni cosa, sottilmente. Ad esempio,riguardo al prototipo di uomo da imitare è in auge, come non mai, il modello americano, il «self made man», colui che si è fatto da sè e che non deve chiedere mai: una sorta di attualizzazione del classico homo faber per questo «Secondo Rinascimento».
Parallelamente a questo, sta prendendo sempre più piede una cultura (quasi religiosa) del corpo e della mente che connota le ultime mode e tendenze e caratterizza la nuova fede.Le palestre, i centri di abbronzatura, le cliniche di chirurgia estetica o gli studi degli psicoterapisticostituiscono alcuni dei nuovi templi.
La letteratura sull'argomento è ormai, a dir poco, sterminata. Contemporaneamente, si è assistito a una frammentazione sociale attuata a vari livelli, favorita dal crollo delle ideologie e dalla frantumazione dei blocchi preesistenti e dal superamento della divisione della società in classi omogenee e distinte.
I concetti dell'individualità e del soggettivo - riveduti e corretti - sono stati ora assunti a principi base per ogni piccolo gruppo conseguentemente formato e per ogni individuo che ne fa parte.
Ad esempio, politicamente, il post '68 è stato caratterizzato in gran misura da un riflusso nel privato oppure, da parte di alcune minoranze, dalla scelta della lotta armata, dalla riscoperta dell'Oriente o dall'impegno in gruppi o associazioni varie.
I tradizionali partiti hanno cominciato ad essere soppiantati dalle nuove forme del politico - nuove aggregazioni in gruppi di opinione, di opposizione e di pressione formatisi sulla spinta di «bisogni» concreti. Ci si riferisce, a solo titolo esemplificativo, ai gruppi ecologico-ambientalisti, alle associazioni dei consumatori, alle comunità per la produzione e la distribuzione di prodotti naturali...
La Storia stessa si è spezzettata in molte storie, rigorosamente locali, grazie al contributo dei numerosissimi gruppi storico-culturali o archeologici, realtà spontanee ormai molto diffuse. A quanto pare anche la geografia politica deve modificare le sue mappe - basti pensare a quanto sta accadendo all'Est - riorganizzate tenendo in maggior conto le etnìe presenti nel territorio.
Si sta assistendo quindi a tutta una seriedi parcellizzazioni, di frammentazioni successive, dal grande al piccolo, fino ad arrivare all'unità, all'uomo, ai suoi bisogni ed esigenze.
Molti vedono in queste ed altre trasformazioni dei segnali di cambiamento globale del nostro modo di vivere, di pensare e di essere. Esse testimoniano, secondo costoro, il passaggio dalla vecchia era astrologica dei Pesci a quella dell'Acquario.
Anche la religione ufficiale, oltre a subire (o provocare) in se stessa dei cambiamenti, assiste alla crescita di numerosissime sètte religiose, la cui aggressività nel proselitismo, metodi e tematiche era fino a poco tempo prima sconosciuta.

Questa variopinta e a voltecontraddittoria congerie di idee, cambiamenti, innovazioni, gruppi, aggregazioni o singoli è globalmente compresa nel firmamento del New Age, la Nuova Era. Essa è una mentalità, un nuovo modo di intendere, di pensare e di concepire se stessi, la propria vita, la società, Dio stesso. Questo presuppone un nuovo ordine sociale, un radicale cambiamento di vita, abitudini, pensieri alla soglia del nuovo Millennio.

«L'onda - come la definisce Jean Vernette - si è formata negli Stati Uniti intorno agli anni '70 in seguito al movimento di "controcultura", ma già negli anni '60 la commedia musicale Hair aveva cantato l'avvento di Acquarius e salutato gli albori dell'Acquario» (1).

Cambiamenti sono avvenuti anche nell'approccio verso la medicina ufficiale, validamente affiancata da quella naturale, non aggressiva, olistica, decisamente meno meccanicista e più propensa a ricercare origini e cause delle malattie nell'ambiente e nella storia del soggetto e, soprattutto, nella sua psiche.

A tal proposito Jean Vernette, nel suo già citato libro, così si esprime:

«E stupefacente il cambiamento di paradigma operato dal NEW AGE soprattutto in materia di terapie e di tecniche di guarigione. Ai nostri giorni sono sempre più numerosi i medici e i gruppi di intervento terapeutico che fanno appello all'approccio olistico, alla medicina naturale e ai metodi di sviluppo del potenziale umano» (2).

(1) J. Ve rnette, // New Age, ed. Paoline, Milano 1992, p. 5.
(2) Ibid., p. 78.

-continua-