IL CORSO COMUNICAZIONE E VENDITA
Uno dei corsi propedeutici più importanti è il Sales Dinamics (Comunicazione e Vendita): inizia il sabato sera e si conclude domenica. Come tutti i suaccennati corsi, anch'esso ha lo scopo di proporre alle persone la frequentazione del DBM a Ginevra. Per farlo, i reclutatori usano incuriosire e mettere in crisi i soggetti. I modi per «spiazzare» (mettere in crisi) questi ultimi sono diversi: innanzitutto la stanchezza. La persona inizia il corso portandosi addosso la stanchezza della settimana appena trascorsa. Questa aumenterà successivamente grazie a un tour-de-force notevole, caratterizzato da orari e ritmi massacranti. Ilsoggetto è invitato a non distrarsi, a non uscire, a non parlai durante la lezione. La prima parte del corso, iniziato alle 21.00 terminerà molte ore più tardi, a tarda notte (verso l'una).
All'indomani, domenica, l'inizio è previsto per le 9 di mattina e terminerà - salvo per la breve parentesi del pranzo e per un paio di intervalli di dieci minuti ciascuno - a sera tardi (verso le 22).
Quando il corso non si svolge nei sotterranei della struttura ospitante, la stanza predisposta viene sempre tenuta oscurata con tende, rendendo indispensabile pertanto l'uso della illuminazione artificiale.
Per la maggior parte dei presenti, il corso rappresenta uria novità in assoluto. Essi partecipano per la prima volta, incuriositi e lusingati dai reclutatori, senza però che siano state date loro informazioni specifiche su ciò che consiste.
Con giochetti, esempi e frasi ad effetto, il pubblico viene all'inizio piacevolmente stupito, meravigliato. Anche il provocare sconcerto fa parte del gioco: attira l'attenzione oppure la ridesta.
Il cambiamento avviene nel tardo pomeriggio della domenica: il gioco si fa pesante e l'iniziale argomento,la comunicazione e la vendita, reso blando sin dal mattino, viene repentinamente abbandonato.Iniziano gli esercizi di rilassamento, sempre più profondi e penetranti, tanto da allentare ulteriormente le difese dell'Io, complice la progressiva stanchezza.
Il soggetto viene fatto regredire all'età della prima fanciullezza e, attraverso particolari tecniche di visualizzazione, si rivede nel suoi rapporti con i genitori. Ciò porta alla rievocazione di fatti o accadimenti vissuti, fatti emergere con tutto il loro contenuto emozionale, sempre negativo: dolore, disperazione, paura, frustrazione, delusione, proprio perchè queste sono le consegne che vengono date dal conduttore ai presenti. Ovviamente, gli effetti sono laceranti. Il tutto si conclude con l'invito a scrivere al momentoleproprie impressioni sull'esperienza appena compiuta e col dare appuntamento agli astanti per la riunione post-corso.
IL D.B.M. (DYNAMIC BUSINESS MANAGEMENT)
II D.B.M. viene descritto come «un'esperienza unica ed irripetibile che viene vissuta in modo molto personale e nel quale ogni individuo ha l'opportunità di conoscere meglio se stesso e le sue potenzialità. Dynamic Business Management, questo è il nome del corso, dove per "business" s'intende l'affare più importante per ognuno di noi: la nostra vita! Un corso in cui si vede come si può condurre la propria vita in modo dinamico, divenendo dei "leaders" di se stessi».
Per la Life Discovery Principles l'esperienza del DBM, tra le altre cose, «accrescerà la propria abilità individuale per... acutizzare (?!) la propria visione del mondo e... ristabilire e chiarire la propria visione di Dio»(da un depliant della LDP).
Dì questo particolare corso, la stampa si è occupata perla prima volta nell'aprile 1984, circa due anni più tardi della costituzione di LDP in associazione, con un articolo poco lusinghiero.In esso venivano svelati, in tono giornalistico, i «segreti» del corso che non consistevano altro che nelle violenze fisiche e psichiche a cui venivano sottoposti gli ignari e malcapitati corsisti (16).
Il DBM, inizialmente uno del corsi avanzati di Dinamica Mentale (prima della costituzione dell'Associazione LDP), si svolge a Ginevra (Svizzera), presso l'HotelLe Warwick nell'ultima settimana di quasi tutti i mesi dell'anno: inizio il mercoledì sera e termine la domenica.
Il corso si svolge in questo modo: i vari partecipanti, entro le ore 18,00 del giorno stabilito,sidevono presentare presso la reception dell'Hotel Le Warwick, dove a riceverli saranno gli incaricati/assistenti dell'associazione. Sono d'obbligo la giacca e cravatta per gli uomini e la gonna per le donne.
I convenuti, dopo aver esibito la ricevuta del versamento effettuato per la partecipazione al corso, sono invitati a chiudere dentro una busta, ove prima avranno scritto il loro nome e cognome, soldi, documenti, orologi ed ori. Verranno trattenuti anche libri, giornali, medicinali.
Vengono quindi formati due gruppi,l'uno di uomini, l'altro di donne, che sono introdotti in due distinte sale, dove un istruttore li informa che da quel momento non potranno più parlare tra loro, fumare, bere alcolici, e se qualcuno intendesse dimettersi dal corso, questo comporterebbe l'immediata interruzione del Seminario anche per gli altri suoi compagni di stanza.Tutti sono invitati a sottoscrivere una dichiarazione con la quale si accettano le predette regole. Gli istruttori, che sino a quel momento avevano usato modi e parole gentili, improvvisamente cambiano maniere, usando toni severi e autoritari.
A cura degli assistenti, e sempre sotto il loro severo controllo, sono così accompagnati in camere da 2-3 posti letto e invitati a sistemare le valige e riposarsi. Nel corso della notte i partecipanti sono improvvisamente svegliati dagli assistenti, i quali sostano nei corridoi per controllare che non parlino tra loro mentre sono nelle camere, e che, dopo averli fatti vestire, li conducono in due sale (una sala per uomini e l'altra per donne) chiamate pit, dove appunto si svolgeranno le sedute.
I pit sono due stanze ricavate da un unico salonediviso dauna parete mobile, nelle quali si trova:
*sulla destra un tavolo, dove prende posto la persona dell'organizzazione che conduce le sedute, avvalendosi della collaborazione di alcuni istruttori e traduttori;
*sulla sinistra un altro tavolino dove si trova un impianto stereo ed alcune cassette contenenti musiche di rilassamento. Sotto il tavolo ci sono dei contenitori di vario materiale che verrà usato, durante le sedute, nelle drammatizzazioni: maschere di carnevale, maglioni, vestiti da bambino, attrezzi erotici, buste, fazzoletti, ecc...
*Al centro della sala è sistemato un tavolo a forma di U, attorno al quale prendono posto i vari partecipanti. Questi dovranno osservare da seduti una particolare posizione: sullo spigolo anteriore della sedia, schiena inarcata che non deve appoggiarsi sullo schienale e le mani devono essere aperte sul tavolo; ogni individuo troverà sul tavolo un cartellino segnaposto che gli indicherà quale sedia deve occupare. Gli assistenti curano con attenzione che durante le sedute le persone osservino la predetta posizione, pronti a intervenire con colpetti dietro la schiena su coloro che non lo fanno.
*In fondo alla sala c'è un braciere molto grande che sarà acceso solo all'ultimo giorno, durante la festa di chiusura del seminario. Trovano posto poi, una lavagna ed un grande specchio.
I partecipanti, dopo aver preso possesso del posto loro assegnato, sono invitati a scrivere su un foglietto tutto ciò che ciascuno ritiene negativo per la sua vita. Esso sarà ritirato da uno degli assistenti e riconsegnato solo all'ultima sera del corso durante la festa conclusiva, quando ciascuno lo butterà nel braciere acceso.
Alle donne, ad esempio, la conduttrice farà poi una serie di domande collettive alle quali le persone si devono limitare, se la risposta è affermativa, solo ad alzarsi in piedi. I quesiti generalmente riguardano fatti molto personali:
- chi ha avuto rapporti sessuali contro natura;
- chi è vergine;
- chi ha abortito;
- chi ha avuto relazioni extraconiugali;
- chi ha fatto l'amore di gruppo;
- chi ha maltrattato il marito, i figli, la suocera, ecc.;
- chi ha sperperato i soldi e vive nella lussuria...e altro.
Una volta ultimate le domande, avranno inizio le sedute. L'istruttrice inizierà a chiamare singolarmente le partecipanti, le quali si dovranno portare al centro del tavolo ad U e raccontare quali sono i loro problemi e i motivi che le hanno spinte a frequentare il corso. L'istruttrice si avvale anche di una scheda personale, compilata a cura del responsabile della sede d'invio, contenente notizie sul corsista, ottenute all'insaputa di questi.
Le sedute durano diverse ore e il tempo trascorre senza cali dell'attenzione, sta perchè ognuna partecipa con curiosità ai vari racconti, sia per il clima austero e severo che permane durante tutto il ciclo. L'istruttrice, aiutata dai collaboratori, interviene in maniera aspra, autoritaria e dura durante le varie narrazioni. Infatti mortifica, umilia, deride, offende, usando maniere forti e parole scurrili.
Nel DBM si fa largo uso dello psicodramma, pur riveduto e corretto. Si tratta di far rappresentare, su un fittizio palcoscenico, il fatto o l'avvenimento che più condiziona il soggetto: l'esternazione del ricordo doloroso, assieme a tutto il suo contenuto emotivo, dovrebbe aiutarlo a prenderne coscienza e a liberarsene. Tale tecnica è stata elaborata e sistematizzata dallo psicanalista viennese J. Levy Moreno. Ma, da ciò che ci viene riferito, pare che la tecnica usata sia simile a quella che, nel secoloXIX, il direttore del manicomio di Charenton (Francia) applicò ad alcuni suoi malati, facendo loro interpretare piccoli ruoli di un dramma scritto da un suo famoso paziente: il MarcheseDe Sade. Ecco alcunicasi riferitici durante l'esercizio dell'attività professionale:
1°. Una donna confessa di aver abortito. Viene denudata e posta in mezzo alla sala con una bambolina in mano. Nel contempo viene diffuso il suono del cuore che batte, mentre una collaboratrice legge una poesia che parla di un bambino mai nato che si rivolge alla sua mancata mamma. In questa poesia egli descrive il suo aspetto, mentre una seconda collaboratrice - posta dietro alla corsista - ne sottolinea le possibili somiglianze fisiche con la malcapitata.
2°, Un uomo dice di aver avuto relazioni con svariate donne e fatto l'amore di gruppo, nonchè usato sostanze stupefacenti. Deriso, mortificato e offeso, egli inizia a raccontare bugie e si rifiuta di rispondere alle domande dell'istruttore. Questi perde la pazienza e lo prende a schiaffi.
3°. Una donna (farmacista) non riesce ad avere buoni rapporti con la madre. Viene fatta vestire da bambina e le vengono dati in mano dei giocattoli, quindi viene derisa e mortificata.
I partecipanti, durante tutto il corso, devono osservare le regole in precedenza ricordate, e se ciò non avviene vengono puniti. La sanzione può essere anche fisica: uno schiaffo o un pugno che viene dato al malcapitato da parte di tutti i componenti del gruppo, i quali devono vibrare il colpo anche con una certa forza, altrimenti saranno a loro volta colpiti dalla persona che doveva essere punita.
I pranzi sono consumati in orari sfalsati e ben presto, senza orologio, con il particolare clima di tensione dominante e con lo sconvolgimento del ritmo sonno-veglia, si perde l'orientamento temporale.
A volte avvengono degli svenimenti, causati dalla stanchezza e dal poco sonno. Le persone sono soccorse da un giovane medico che segue i partecipanti durante tutto il corso. I frequentatori non possono assumere alcun tipo di medicine, che anzi sono ritirate dagli assistenti sin dall'inizio. In caso di bisogno ne sarà «concessa» la somministrazione, nella posologia decisa dall'istruttore. Anche il permesso per andar in bagno dev'essere richiesto: se concesso, il corsista sarà accompagnato da un collaboratore e guardato a vista. Non esistono momenti «privati».
Il corso termina con una festa durante la quale vi è la riunione dei due gruppi e viene tolta la parete divisoria dei due pit. Alla cerimonia di chiusura intervengono anche i parenti dei partecipanti e amici che hanno preso parte ad altri corsi. Vi è un buffet e si terranno vari discorsi da parte degli organizzatori.
Alla fine, la foto ricordo e lo scambio di indirizzi, nonchè la consegna del distintivo dell'associazione. Non manca comunque l'invito ai partecipanti di non divulgare alcunchè di quello che hanno visto e sentito, più per tutelare - dicono - gli aspetti intimi di ognuno, emersi durante il trattamento, che per rivelare i metodi del trattamento stesso.
La particolare chiusura del gruppo in questione si manifesta attraverso queste caratteristiche:
*La presenza di frasi o parole gergali.
Oltre aquelle esaminate pocanzi, vanno aggiunte quelle specifiche al gruppo: «La squadra del DBM...», «il T 3 di Mestre», «il C/l».
*Lo spirito che unisce i mèmbri e che li fa riconoscere.
Ogni incontro è caratterizzato da plateali manifestazioni effusive: baci, abbracci e vigorose strette di mano che non risparmiano nemmeno chi si presenta solo per la seconda volta a una loro riunione o corso. L'impressione che ne ricava un osservatore esterno, oltre a essere quasi sempre spiacevole per tanta sdolcinatezza, rafforza la sua convinzione di trovarsi di fronte a un gruppo estremamente omogeneo, impermeabile e chiuso. A ciò si aggiunga l'alta coesività tra mèmbri, che tendenzialmente tende ad escludere gli estranei all'associazione.
Le numerose riunioni mensili a vari livelli e i diversi impegni richiesti dall'organizzazione, oltre che la continua - quasi assillante - preoccupazione, da parte dei mèmbri, di creare occasioni per stare insieme, rafforzano questa convinzione.
* L'aspetto nascosto dell'organizzazione
Non dovrebbe destare meraviglia il fatto che la stragrande maggioranza degli associati ignori la storia dell'associazione, il movimento e l'impiego del denaro, i nomi dei responsabili delle due società economiche e i loro fini pratici, i progetti e i programmi futuri. L'accesso all'organizzazione avviene per gradi. Il DBM è considerato come una specie di iniziazione, che da diritto non solo alla partecipazione a corsi successivi ad esso ma, per chi vuole, ad avere delle responsabilità all'interno della struttura associativa. Esistono pubblicazioni interne all'associazione che sono oggetto di attento studio sia durante le apposite riunioni sia a casa,come una sorta di compito.
Conclusioni
Come facilmente immaginabile, i gruppi di S.P. ben rappresentano quell'ideologia dominante, presente ormai in tanta parte della nostra cultura contemporanea, permeata di narcisismo ed egocentrismo,ove l'apparire è più importante che l'essere. Essi sono inoltre il prodotto tipico dell'Occidente industrializzato in cui l'organizzazione, la gerarchizzazione, la divisione del lavoro e la specificità dei ruoli, l'efficentismo e la pianificazione rappresentano i nuovi valori. Non a caso perciò tutti questi gruppi trovano maggiori consensi nelle zone più industrializzate delPaese ed è emblematica la circostanza che molti di questi gruppi erano sorti come Scuole per managers. Questo Sistema, che ha trovato il modo per spersonalizzare ed anonimizzare chiunque, ha trovato pure il sistema per dare a chiunque, pagando, l'illusione di essere l'artefice del proprio destino, di liberarsi dai condizionamenti, di vivere una vita piena. Questi gruppi finora hanno avuto buon gioco per vari motivi, tra cui l'attuale assenza di norme regolamentanti l'attività psicoterapeutica, grazie sempre ai soliti e interessati ritardi governativi. Ci auguriamo che il costituendo Albo degli Psicologi e degli Psicoterapeuti metta un po' d'ordine e faccia giustizia dei tanti imbonitori che purtroppo infestano il mondo della psicoterapia, arrecando danni incalcolabili alla psiche delle persone.
(14) Le definizioni dei vari corsi sono state tratte dall'articolo di Giovanna Zanin dal titolo L.D.P. dieci anni dopo, apparso sul n. 6/1992 di «Rediscovery».
(15) Da Appunti per una migliore organizzazione dell'LDP,documento interno dattiloscritto,1990.
(16) Dante Matelli, Sull'altare del dio Ceffone, da «L'Espresso», 15 aprile 1984, pp. 24 e 26.
Ma quante analogie con i seminari che facevano in arkeon!!! In fondo le psicosette hanno un comun denominatore.. e pensare che vito carlo moccia era tronfio di essersi inventato tutti i "lavori" svolti nei seminari intensivi o residenziali che fossero
Visualizzazione post con etichetta psicoterapia. Mostra tutti i post
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venerdì 19 febbraio 2010
martedì 15 settembre 2009
Dottoressa Di Marzio cosa ne pensa delle psicosette?
Sempre dall'interessante sito del Gris di Imola, copio ed incollo interventi notevoli
Ma quali sono i pericoli insiti nell'adesione e partecipazione ai corsi proposti da questi "gruppi"?
Per la dottoressa Raffaella Di Marzio sono molti; ecco solo alcuni esempi:
"1)Le tecniche per “curare” o “aiutare” sono applicate in modo selvaggio, senza controllo da persone che non hanno competenza alcuna e che possono quindi perdere il controllo della situazione.
2)Le tecniche sono applicate per se stesse e per gli effetti che possono produrre senza riferimento al contesto teorico che le giustifica. Spesso ciò significa che si fanno sperimentazioni sulla pelle dei corsisti.
3)Le tecniche sono applicate a molte persone tutte insieme e con la fretta di raggiungere risultati senza rispetto per i tempi, che sono diversi da individuo a individuo.
4)Le tecniche sono insegnate per essere usate dal soggetto quando ne sente il bisogno, per cui la persona può iniziare un pericoloso “fai da te” che potrebbe condurla, suo malgrado, in uno stato preipnotico ottenuto attraverso tecniche di rilassamento e visualizzazione. Tutto questo può creare dipendenza e far estraniare la persona dalla realtà. In casi particolari può capitare che la persona entri nello stato preipnotico automaticamente, in certe particolari circostanze.
5)Col tempo, seguendo i corsi e le indicazioni dei responsabili del movimento, la persona può arrivare a convincersi di avere poteri sovrumani e questa certezza potrebbe allontanarla anche dalle persone più care.
6)La deresponsabilizzazione è un’altra possibile conseguenza, poiché qualsiasi cosa o persona ostacoli la propria autorealizzazione viene rifiutata come un ostacolo da evitare
7)In molti casi si è verificato, gradualmente, una sorta di inaridimento affettivo oppure un’ esasperazione dei sentimenti con relativa diminuzione della capacità di autocontrollo. Ciò può causare sofferenze e divisioni all’interno delle famiglie
8)La pratica (frequente in questi gruppi) di leggere in pubblico le autoanalisi è stata, in alcuni casi, utilizzata da persone senza scrupolo per ricattare in vario modo chi aveva rivelato i suoi “segreti” pensando che essi fossero “al sicuro”.
9)La dipendenza dal gruppo, misurabile anche dal grado di ermetismo del linguaggio gergale utilizzato, in molti casi supera i livelli consueti e limita la capacità di autodeterminazione dell’individuo.
10)Il pericolo, all’interno di questi gruppi è evidente quando essi non si presentano per quello che sono veramente: i trattamenti terapeutici che utilizzano sono praticati in forma impropria e mascherata. Essi usano mezzi tipici della psicoterapia senza avere le necessarie competenze nel campo.
Manca, infatti, molto spesso, il momento della ristrutturazione della personalità e della proposta di nuovi valori. Ciò che si ottiene, invece, è la dipendenza dal gruppo che spinge gli adepti a continuare ad acquistare corsi nuovi e sempre più costosi...
E’ facile intuire la pericolosità sociale di questi movimenti e l’importanza di un’ informazione corretta su di loro che prevenga il più possibile i danni (materiali, morali, psicologici, sociali) da loro causati.
La prevenzione attraverso una corretta informazione è l’unica strategia valida per prevenire i danni causati alle persone e alla società da gruppi e movimenti all’interno dei quali la meditazione, l’ascolto, la drammatizzazione, l’espressione di sé vengono utilizzate senza le dovute cautele o addirittura per fini illeciti".
Ma quali sono i pericoli insiti nell'adesione e partecipazione ai corsi proposti da questi "gruppi"?
Per la dottoressa Raffaella Di Marzio sono molti; ecco solo alcuni esempi:
"1)Le tecniche per “curare” o “aiutare” sono applicate in modo selvaggio, senza controllo da persone che non hanno competenza alcuna e che possono quindi perdere il controllo della situazione.
2)Le tecniche sono applicate per se stesse e per gli effetti che possono produrre senza riferimento al contesto teorico che le giustifica. Spesso ciò significa che si fanno sperimentazioni sulla pelle dei corsisti.
3)Le tecniche sono applicate a molte persone tutte insieme e con la fretta di raggiungere risultati senza rispetto per i tempi, che sono diversi da individuo a individuo.
4)Le tecniche sono insegnate per essere usate dal soggetto quando ne sente il bisogno, per cui la persona può iniziare un pericoloso “fai da te” che potrebbe condurla, suo malgrado, in uno stato preipnotico ottenuto attraverso tecniche di rilassamento e visualizzazione. Tutto questo può creare dipendenza e far estraniare la persona dalla realtà. In casi particolari può capitare che la persona entri nello stato preipnotico automaticamente, in certe particolari circostanze.
5)Col tempo, seguendo i corsi e le indicazioni dei responsabili del movimento, la persona può arrivare a convincersi di avere poteri sovrumani e questa certezza potrebbe allontanarla anche dalle persone più care.
6)La deresponsabilizzazione è un’altra possibile conseguenza, poiché qualsiasi cosa o persona ostacoli la propria autorealizzazione viene rifiutata come un ostacolo da evitare
7)In molti casi si è verificato, gradualmente, una sorta di inaridimento affettivo oppure un’ esasperazione dei sentimenti con relativa diminuzione della capacità di autocontrollo. Ciò può causare sofferenze e divisioni all’interno delle famiglie
8)La pratica (frequente in questi gruppi) di leggere in pubblico le autoanalisi è stata, in alcuni casi, utilizzata da persone senza scrupolo per ricattare in vario modo chi aveva rivelato i suoi “segreti” pensando che essi fossero “al sicuro”.
9)La dipendenza dal gruppo, misurabile anche dal grado di ermetismo del linguaggio gergale utilizzato, in molti casi supera i livelli consueti e limita la capacità di autodeterminazione dell’individuo.
10)Il pericolo, all’interno di questi gruppi è evidente quando essi non si presentano per quello che sono veramente: i trattamenti terapeutici che utilizzano sono praticati in forma impropria e mascherata. Essi usano mezzi tipici della psicoterapia senza avere le necessarie competenze nel campo.
Manca, infatti, molto spesso, il momento della ristrutturazione della personalità e della proposta di nuovi valori. Ciò che si ottiene, invece, è la dipendenza dal gruppo che spinge gli adepti a continuare ad acquistare corsi nuovi e sempre più costosi...
E’ facile intuire la pericolosità sociale di questi movimenti e l’importanza di un’ informazione corretta su di loro che prevenga il più possibile i danni (materiali, morali, psicologici, sociali) da loro causati.
La prevenzione attraverso una corretta informazione è l’unica strategia valida per prevenire i danni causati alle persone e alla società da gruppi e movimenti all’interno dei quali la meditazione, l’ascolto, la drammatizzazione, l’espressione di sé vengono utilizzate senza le dovute cautele o addirittura per fini illeciti".
venerdì 4 settembre 2009
Le psicosette viste da uno PSICOTERAPEUTA
"...La gnosi è un antica dottrina secondo la quale conoscere equivale a possedere e quindi conoscendo alcune parole-tecniche-meditazioni-trucchi si può liberare la parte divina e spirituale che è incarcerata nella tomba del corpo. La Chiesa fin dai primi Concili ha avuto a che fare con la gnosi e nel Medioevo è rispuntata fuori, pensate ai Catari, all'esoterismo del `700 e dell'800, e adesso si presentano diffusamente dal New Age, ai gruppi del potenziale umano, cioè della psicoterapia selvaggia. Ma normalmente dietro alla proposta di psicoterapia selvaggia c'è qualcos'altro, cioè una proposta magico-esoterico di tipo gnostico. Alcuni, ad esempio, affermano in maniera gnostica, che la persona grazie alla conoscenza acquisita pagando i suoi corsi arriva a diventare immortale, onnisciente e padrone del tempo, dello spazio e della materia. Purtroppo non abbiamo ancora visto vagare questi superuomini e fintanto che non li vedremo possiamo collocare questi gruppi nell'ambito della paranoia. Queste sette e gruppi non si presentano come organizzazioni religiose ma spesso come organizzazioni di tipo psicoterapeutico, altre si nascondono dietro palestre dove si fanno tecniche di tipo pseudomedico o ginnico. Ci sono palestre di Yoga con due o tre livelli esoterici dove il primo livello è di Hata Yoga, i livelli nascosti sono "orge", "piazzare volantini", ["botte per controllare le proprie energie"] salvo dopo qualche hanno andare dai carabinieri. E' quindi una realtà che si nasconde dietro diverse cose ma alla radice c'è sempre la stessa proposta...Parliamo ora brevemente delle psicosette: in Italia c'è una legge non applicata che parla dell'esercizio abusivo della professione medica e da alcuni anni esiste persino anche un ordine degli psicologi a cui devono iscriversi i “comuni mortali come me”, facendo un certo numero di esami, per poter curare la gente. Ma esiste un esercizio abusivo della professione psicologica e psicoterapeutica. Esiste un certo numero di sigle, e Harmony Body Mind è una di queste, di importazione statunitense, gruppi del potenziale umano, che vendono tecniche di miglioramento del sé. In realtà, sia che coscientemente lo sappiano o non lo sappiano, svolgono un'opera di tipo psicologico, di supporto e di diagnosi terapeutica che per la legge è riservata ai professionisti iscritti all'albo. Alcuni di questi gruppi si rifugiano sotto denominazioni di tipo religioso, ma resta l'esercizio abusivo della professione medica. Ma nel rapporto con il reale, nasce la psicologia lavorando sul paziente che sta male, con una serie successiva di teorie con un processo che è durato secoli, e voi pensate seriamente che arrivi uno dagli USA con la bustina in mano dicendo “fino ad adesso non avete capito niente e arrivo io con la tecnica e ti sviluppo, ti faccio, ti allargo, ti gonfio, hai successo nel lavoro, hai successo con le donne, fai i soldi”? Fa ridere.
Storicamente sono tutte esperienze che hanno dei punti comuni:
1)si rivolgono a gente che ha dei grossi problemi personali;
2)fin dall'inizio li inseriscono in una spirale chiusa (la persona viene inserita nel corso e chiusa all'interno del gruppo);
3)vengono usate una serie di tecniche di condizionamento crescenti che non arretrano di fronte alle minacce e alla violenza fisica e che mirano a smontare la persona a demolirne tutte le certezze, infatti parte integrante di questi corsi sono momenti in cui le persone vengono denudate, insultate e picchiate e prima si fanno firmare delle liberatorie (“io l'ho massacrato ma lui ha scritto nella liberatoria che lo potevo fare”) che qui in Italia, diversamente dagli USA, non hanno nessun valore legale. Queste a loro volta sono persone che sono state deformate da qualcuno che viene da quel mondo, gli USA, in cui “il mercato è tutto e il delirio di onnipotenza va semplicemente venduto e in cui si costruisce la piramide di onnipotenza sulla testa delle persone che si riesce a sottomettere”.
Il segreto del successo delle psicosette è la promessa velata di onnipotenza che in realtà si costruisce solo con la violenza sugli altri. Il problema è che non esiste nel mondo un solo caso di “ricerca indipendente” che attesti la validità sperimentata delle tecniche proposte da questa gente! Molti purtroppo si vergognano di andare dallo psicologo e facilmente si casca nelle maglie di chi ti offre la soluzione nel segreto e nel silenzio, basta pagare e tanto! Allora quando vedete questi corsi che “ti promettono mari e monti”; occorre controllare:1)controllare se queste persone, in tutti gli operatori non solo il "capoccia" ma tutti, hanno il titolo di studio esposto e l'iscrizione all'albo esposta come prescrive la legge;
2)controllare se la struttura in quanto struttura è iscritta e accettata negli elenchi delle strutture che possono fare attività terapeutica;
3)controllare se il "gruppo" ha una convenzione con una Università che l'Università stessa esista e che sia consapevole di questa convenzione perché spesso sono delle “patacche”!
Altrimenti si fa solo della “psicoterapia selvaggia” ed è pacifico che queste persone facciano solo dei disastri. Voi stessi sapete che nelle droghe la dipendenza più difficile ad uscirne è la dipendenza mentale perché in 24 ore la dipendenza fisica è superabile. La fatica è il superamento della dipendenza mentale che è frutto di un condizionamento. Allora c'è un parallelo tra le droghe e queste sette: entrambe inducono un condizionamento tale per cui la persona si persuade che può vivere solo nell'alveo protetto di questo gruppo o sotto l'ombrello di quella sostanza. Queste allora sono tecniche di condizionamento precise, oggettive, riscontrabili che speriamo possano essere sanzionate dal progetto di legge in esame al Parlamento. Ma “rimettersi in piano” da un punto di vista psichico non è una cosa semplicissima e richiede anni! Più state attenti, più fate un favore a voi stessi!".
Storicamente sono tutte esperienze che hanno dei punti comuni:
1)si rivolgono a gente che ha dei grossi problemi personali;
2)fin dall'inizio li inseriscono in una spirale chiusa (la persona viene inserita nel corso e chiusa all'interno del gruppo);
3)vengono usate una serie di tecniche di condizionamento crescenti che non arretrano di fronte alle minacce e alla violenza fisica e che mirano a smontare la persona a demolirne tutte le certezze, infatti parte integrante di questi corsi sono momenti in cui le persone vengono denudate, insultate e picchiate e prima si fanno firmare delle liberatorie (“io l'ho massacrato ma lui ha scritto nella liberatoria che lo potevo fare”) che qui in Italia, diversamente dagli USA, non hanno nessun valore legale. Queste a loro volta sono persone che sono state deformate da qualcuno che viene da quel mondo, gli USA, in cui “il mercato è tutto e il delirio di onnipotenza va semplicemente venduto e in cui si costruisce la piramide di onnipotenza sulla testa delle persone che si riesce a sottomettere”.
Il segreto del successo delle psicosette è la promessa velata di onnipotenza che in realtà si costruisce solo con la violenza sugli altri. Il problema è che non esiste nel mondo un solo caso di “ricerca indipendente” che attesti la validità sperimentata delle tecniche proposte da questa gente! Molti purtroppo si vergognano di andare dallo psicologo e facilmente si casca nelle maglie di chi ti offre la soluzione nel segreto e nel silenzio, basta pagare e tanto! Allora quando vedete questi corsi che “ti promettono mari e monti”; occorre controllare:1)controllare se queste persone, in tutti gli operatori non solo il "capoccia" ma tutti, hanno il titolo di studio esposto e l'iscrizione all'albo esposta come prescrive la legge;
2)controllare se la struttura in quanto struttura è iscritta e accettata negli elenchi delle strutture che possono fare attività terapeutica;
3)controllare se il "gruppo" ha una convenzione con una Università che l'Università stessa esista e che sia consapevole di questa convenzione perché spesso sono delle “patacche”!
Altrimenti si fa solo della “psicoterapia selvaggia” ed è pacifico che queste persone facciano solo dei disastri. Voi stessi sapete che nelle droghe la dipendenza più difficile ad uscirne è la dipendenza mentale perché in 24 ore la dipendenza fisica è superabile. La fatica è il superamento della dipendenza mentale che è frutto di un condizionamento. Allora c'è un parallelo tra le droghe e queste sette: entrambe inducono un condizionamento tale per cui la persona si persuade che può vivere solo nell'alveo protetto di questo gruppo o sotto l'ombrello di quella sostanza. Queste allora sono tecniche di condizionamento precise, oggettive, riscontrabili che speriamo possano essere sanzionate dal progetto di legge in esame al Parlamento. Ma “rimettersi in piano” da un punto di vista psichico non è una cosa semplicissima e richiede anni! Più state attenti, più fate un favore a voi stessi!".
(prof. Adolfo Morganti, psicoterapeuta)
venerdì 28 agosto 2009
Le psicosette: gruppi "socialmente pericolosi"
L'antropologa Trocchi descrive le idee di base sulle quali si articola un "gruppo del potenziale umano":
"L'idea del "cervello inesplorato", capace di prestazioni eccezionali, è alla base di un vasto gruppo di movimenti che si rifanno al cosiddetto incremento del potenziale umano ovvero dello sviluppo personale. È una congerie di aggregazioni o di singoli operatori che sviluppano idee e posizioni teoriche variamente articolate e spesso assai differenti. La frammentarietà e la eterogeneità di questi gruppi porta a definire, piuttosto che la loro struttura, la loro 'mentalità', che consiste in un nuovo modo di intendere e di pensare l'essere umano, il cosmo, i rapporti interpersonali, la salute e la malattia. Inoltre, sulle teorie dei cosiddetti gruppi del potenziale umano si è sovrapposta la nuova ideologia 'spiritualistica' della NewAge. Tali movimenti si presentano sotto forme diverse: centri di psicoterapie, associazioni culturali, gruppi orientalisti che volgarizzano tecniche yoga e addirittura scuole per manager. Tali movimenti già attivi fin dagli anni sessanta vengono dagli Stati Uniti. Se si vogliono esaminare le varie strutture di questi gruppi salta agli occhi uno strano dosaggio di elementi di training autogeno, yoga, buddhismo Zen, varie forme di psicoterapia, nuovi dettami di dietologia o di alimentazione integrata, forme di ginnastica o di concentrazione, meditazione, medicina tradizionale e non ufficiale, ecc.Tali gruppi si fanno propaganda proponendo corsi (tutti a pagamento) volti a potenziare le proprie capacità, ovvero a risolvere vari problemi di malessere. Ogni movimento presenta una congerie di tecniche e di idee che intervengono su vari piani dell'essere".
Afferma nel suo sito la Polizia Municipale di Torino:
"Premesso che la maggior parte delle sette non persegue obiettivi criminosi è indubbio che alcune di esse, principalmente le "psicosette" religiose ed alcune sette del genere "satanico", svolgano una notevole attività delittuosa capace di suscitare preoccupazione nell'opinione pubblica. Le psicosette, di norma, si contraddistinguono per via della classica struttura truffaldina costruita ad arte dai vertici al fine di ottenere l'espoliazione totale degli adepti..il rischio concreto dell'appartenere a una setta distruttiva consiste nel subire l'attività criminosa che si svolge all'interno della medesima (truffe, minacce, estorsioni, sequestri di persona, violenze, sfruttamento) inoltre tali organizzazioni applicano metodicamente agli appartenenti tecniche scientifiche di lavaggio del cervello che ne rendono difficile l'eventuale recupero psichico e sociale... Le psicosette sono quelle organizzazioni su cui maggiormente si concentra l'attività giudiziaria in quanto capaci di sviluppare una notevole attività delittuosa. Tali organizzazioni di norma sono gestite e dirette da uno o più soggetti, il più delle volte con trascorsi giudiziari da truffatori e/o ciarlatani, i quali, mossi da bramosia di potere e dall'ottenimento di beni materiali, non esitano a compiere una "completa destrutturazione mentale negli adepti, conducendoli spesso alla follia e/o alla rovina economica"infatti in tali strutture "nella fase di proselitismo e in quella di indottrinamento si usano sistemi scientifici studiati per aggirare le difese psichiche delle persone irretite, inducendole ad atteggiamenti acritici e obbedienza cieca"(fonte: Rapporto Dipartimento Pubblica Sicurezza - febbraio 1998)
Recenti studi sociologici hanno standardizzato la strategia della "psico-setta". Il contatto con il "reclutatore" avviene di norma nelle occasioni nelle quali il soggetto, in fase critica, intraprende percorsi alternativi per risollevarsi: lezioni di fitness, di yoga, di training autogeno o corsi di rilassamento o di meditazione
Egli fornisce alla vittima ciò che manca: attenzione, affetto, amicizia e dialogo. Una volta ottenuta piena fiducia il reclutatore viene gradualmente sostituito dall'organizzazione la quale inizia l'assimilazione del neo adepto attraverso tecniche di "brain-washing" articolate in più fasi".
"L'idea del "cervello inesplorato", capace di prestazioni eccezionali, è alla base di un vasto gruppo di movimenti che si rifanno al cosiddetto incremento del potenziale umano ovvero dello sviluppo personale. È una congerie di aggregazioni o di singoli operatori che sviluppano idee e posizioni teoriche variamente articolate e spesso assai differenti. La frammentarietà e la eterogeneità di questi gruppi porta a definire, piuttosto che la loro struttura, la loro 'mentalità', che consiste in un nuovo modo di intendere e di pensare l'essere umano, il cosmo, i rapporti interpersonali, la salute e la malattia. Inoltre, sulle teorie dei cosiddetti gruppi del potenziale umano si è sovrapposta la nuova ideologia 'spiritualistica' della NewAge. Tali movimenti si presentano sotto forme diverse: centri di psicoterapie, associazioni culturali, gruppi orientalisti che volgarizzano tecniche yoga e addirittura scuole per manager. Tali movimenti già attivi fin dagli anni sessanta vengono dagli Stati Uniti. Se si vogliono esaminare le varie strutture di questi gruppi salta agli occhi uno strano dosaggio di elementi di training autogeno, yoga, buddhismo Zen, varie forme di psicoterapia, nuovi dettami di dietologia o di alimentazione integrata, forme di ginnastica o di concentrazione, meditazione, medicina tradizionale e non ufficiale, ecc.Tali gruppi si fanno propaganda proponendo corsi (tutti a pagamento) volti a potenziare le proprie capacità, ovvero a risolvere vari problemi di malessere. Ogni movimento presenta una congerie di tecniche e di idee che intervengono su vari piani dell'essere".
Afferma nel suo sito la Polizia Municipale di Torino:
"Premesso che la maggior parte delle sette non persegue obiettivi criminosi è indubbio che alcune di esse, principalmente le "psicosette" religiose ed alcune sette del genere "satanico", svolgano una notevole attività delittuosa capace di suscitare preoccupazione nell'opinione pubblica. Le psicosette, di norma, si contraddistinguono per via della classica struttura truffaldina costruita ad arte dai vertici al fine di ottenere l'espoliazione totale degli adepti..il rischio concreto dell'appartenere a una setta distruttiva consiste nel subire l'attività criminosa che si svolge all'interno della medesima (truffe, minacce, estorsioni, sequestri di persona, violenze, sfruttamento) inoltre tali organizzazioni applicano metodicamente agli appartenenti tecniche scientifiche di lavaggio del cervello che ne rendono difficile l'eventuale recupero psichico e sociale... Le psicosette sono quelle organizzazioni su cui maggiormente si concentra l'attività giudiziaria in quanto capaci di sviluppare una notevole attività delittuosa. Tali organizzazioni di norma sono gestite e dirette da uno o più soggetti, il più delle volte con trascorsi giudiziari da truffatori e/o ciarlatani, i quali, mossi da bramosia di potere e dall'ottenimento di beni materiali, non esitano a compiere una "completa destrutturazione mentale negli adepti, conducendoli spesso alla follia e/o alla rovina economica"infatti in tali strutture "nella fase di proselitismo e in quella di indottrinamento si usano sistemi scientifici studiati per aggirare le difese psichiche delle persone irretite, inducendole ad atteggiamenti acritici e obbedienza cieca"(fonte: Rapporto Dipartimento Pubblica Sicurezza - febbraio 1998)
Recenti studi sociologici hanno standardizzato la strategia della "psico-setta". Il contatto con il "reclutatore" avviene di norma nelle occasioni nelle quali il soggetto, in fase critica, intraprende percorsi alternativi per risollevarsi: lezioni di fitness, di yoga, di training autogeno o corsi di rilassamento o di meditazione
Egli fornisce alla vittima ciò che manca: attenzione, affetto, amicizia e dialogo. Una volta ottenuta piena fiducia il reclutatore viene gradualmente sostituito dall'organizzazione la quale inizia l'assimilazione del neo adepto attraverso tecniche di "brain-washing" articolate in più fasi".
sabato 13 giugno 2009
Maria Pia Gardini: Così sono uscita da Scientology
Entrata nell´organizzazione di Hubbard per aiutare la figlia tossica, «fa carriera» versando cifre sempre più alte; oggi fa parte di un´associazione contro le sette.
Tutto cominciò con una sauna: «Ma sì - mi dissi - che male mi può fare?». Puccy - al secolo Maria Pia Gardini, cugina dell´imprenditore Raul reso celebre negli anni Novanta da una storia di tangenti - ha impiegato anni e dilapidato un capitale per accorgersi che un programma di purificazione non è affatto innocuo se è Scientology ad organizzarlo, promuoverlo e venderlo a caro prezzo.
Cosa si nasconde dietro al vapore? Una volta agganciata la ricca, colta, professionalmente realizzata Maria Pia, Scientology non la molla più: l´esca appesa all´amo è la figlia Federica, e tramite lei avviene il contatto tra la Gardini e la pseudo-chiesa di Ron Hubbard. Per farla finita con l´eroina, nella primavera del 1983 la ventiduenne Federica entra volontariamente in uno dei centri Narconon, strutture di disintossicazione e riabilitazione per tossicodipendenti legate a Scientology.
Dopo otto mesi Federica esce dal centro di Pordenone: non si droga più ma ha sviluppato un´altra dipendenza. «Mamma - dice a Maria Pia nell´ottobre dell´84 - voglio entrare in Scientology».
L´anno successivo, dopo aver proseguito il percorso nel movimento in Italia e in Danimarca, per convincerla a finanziare anche il trasferimento negli States, Federica si rivolgerà alla madre dicendo: «Se non entri anche tu sarò costretta a disconnettere da te». Che nel gergo scientologista significa: dovrò tagliare i rapporti con chi è ostile nei confronti del movimento.
Va da sé che Maria Pia cede e - come racconta in I miei anni in Scientology, un libro-colloquio con Alberto Laggia (Edizioni Paoline, pp. 147, euro 14) - comincia a propria volta a frequentare i proseliti di Hubbard. Il primo passo è la sessione di auditing. Di cosa si tratta? «È un pacchetto di 12 ore e mezza di ascolto affidato a un auditor, una persona - racconta la Gardini nel libro - che sta seduta di fronte a te e ti aiuta a raccontarti».
Nulla di diverso da quello che si fa in una normale seduta di psicoterapia (peraltro duramente avversata da Scientology), salvo scoprire - per niente a buon mercato - di aver da raccontare ben più di quanto si immagini: «Nelle successive sessioni di auditing - si legge nel libro - vengo indotta ad andare indietro nel tempo fino alle mie vite passate».
Altre sorprese attendono Puccy quando comincia la scalata agli otto livelli di OT, che nell´astruso linguaggio scientologista sta per
operathing thetan, colui che raggiunge lo stato di completa libertà spirituale. Il meccanismo dell´Organizzazione è in marcia. Maria Pia sborsa cifre sempre più considerevoli di denaro per pagare i corsi, i materiali e i soggiorni in Italia, Danimarca e Stati Uniti: diventerà una delle più brillanti e stimate auditor della chiesa di Hubbard, insignita nel 1988 e nel 1990 del titolo - prestigioso in seno alla setta - di miglior auditor del pianeta. Sommando le cosiddette «libere donazioni », dalle tasche di Puccy finiscono nelle casse di Scientology almeno un milione e ottocentomila dollari. Nel frattempo, però, Federica è morta di Aids e Maria Pia ha aperto gli occhi: nel 1994 inizia una battaglia giudiziaria per riavere indietro i suoi soldi, riuscendo a recuperare meno di un terzo. Oggi fa parte dell´Associazione per la ricerca e l´informazione sulle sette (Aris) Toscana: «Qualche buon motivo per entrare in Scientology - è la conclusione del libro - ci sarà sempre ma saranno comunque troppo pochi rispetto a quelli che ho trovato per uscire».
Tutto cominciò con una sauna: «Ma sì - mi dissi - che male mi può fare?». Puccy - al secolo Maria Pia Gardini, cugina dell´imprenditore Raul reso celebre negli anni Novanta da una storia di tangenti - ha impiegato anni e dilapidato un capitale per accorgersi che un programma di purificazione non è affatto innocuo se è Scientology ad organizzarlo, promuoverlo e venderlo a caro prezzo.
Cosa si nasconde dietro al vapore? Una volta agganciata la ricca, colta, professionalmente realizzata Maria Pia, Scientology non la molla più: l´esca appesa all´amo è la figlia Federica, e tramite lei avviene il contatto tra la Gardini e la pseudo-chiesa di Ron Hubbard. Per farla finita con l´eroina, nella primavera del 1983 la ventiduenne Federica entra volontariamente in uno dei centri Narconon, strutture di disintossicazione e riabilitazione per tossicodipendenti legate a Scientology.
Dopo otto mesi Federica esce dal centro di Pordenone: non si droga più ma ha sviluppato un´altra dipendenza. «Mamma - dice a Maria Pia nell´ottobre dell´84 - voglio entrare in Scientology».
L´anno successivo, dopo aver proseguito il percorso nel movimento in Italia e in Danimarca, per convincerla a finanziare anche il trasferimento negli States, Federica si rivolgerà alla madre dicendo: «Se non entri anche tu sarò costretta a disconnettere da te». Che nel gergo scientologista significa: dovrò tagliare i rapporti con chi è ostile nei confronti del movimento.
Va da sé che Maria Pia cede e - come racconta in I miei anni in Scientology, un libro-colloquio con Alberto Laggia (Edizioni Paoline, pp. 147, euro 14) - comincia a propria volta a frequentare i proseliti di Hubbard. Il primo passo è la sessione di auditing. Di cosa si tratta? «È un pacchetto di 12 ore e mezza di ascolto affidato a un auditor, una persona - racconta la Gardini nel libro - che sta seduta di fronte a te e ti aiuta a raccontarti».
Nulla di diverso da quello che si fa in una normale seduta di psicoterapia (peraltro duramente avversata da Scientology), salvo scoprire - per niente a buon mercato - di aver da raccontare ben più di quanto si immagini: «Nelle successive sessioni di auditing - si legge nel libro - vengo indotta ad andare indietro nel tempo fino alle mie vite passate».
Altre sorprese attendono Puccy quando comincia la scalata agli otto livelli di OT, che nell´astruso linguaggio scientologista sta per
operathing thetan, colui che raggiunge lo stato di completa libertà spirituale. Il meccanismo dell´Organizzazione è in marcia. Maria Pia sborsa cifre sempre più considerevoli di denaro per pagare i corsi, i materiali e i soggiorni in Italia, Danimarca e Stati Uniti: diventerà una delle più brillanti e stimate auditor della chiesa di Hubbard, insignita nel 1988 e nel 1990 del titolo - prestigioso in seno alla setta - di miglior auditor del pianeta. Sommando le cosiddette «libere donazioni », dalle tasche di Puccy finiscono nelle casse di Scientology almeno un milione e ottocentomila dollari. Nel frattempo, però, Federica è morta di Aids e Maria Pia ha aperto gli occhi: nel 1994 inizia una battaglia giudiziaria per riavere indietro i suoi soldi, riuscendo a recuperare meno di un terzo. Oggi fa parte dell´Associazione per la ricerca e l´informazione sulle sette (Aris) Toscana: «Qualche buon motivo per entrare in Scientology - è la conclusione del libro - ci sarà sempre ma saranno comunque troppo pochi rispetto a quelli che ho trovato per uscire».
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