lunedì 19 ottobre 2009

Il supermarket del sacro nell’Era della Globalizzazione


Un saggio dedicato ai nuovi movimenti religiosi

Il mondo odierno assomiglia sempre più ad un immenso supermercato a cielo aperto. Si compra di tutto e si vende di tutto, non solo la dignità e l’anima dell’uomo, ma anche il sacro, la fede, e tutto ciò che riguarda la sfera del soprannaturale.


Basta rivolgersi a una qualunque setta, a un qualunque guru più o meno famoso, per sentirsi propinare salvezza spirituale, benessere psicofisico, fortuna e amore nella vita, in cambio, ovviamente, di lauti pagamenti di corsi e di terapie che altro non sono, in fin dei conti, che furti legalizzati.

Così, grazie a questa “mercificazione del sacro”, mai come oggi sono sorte centinaia e centinaia di sette, chiesuole, conventicole e movimenti religiosi che fanno affari col sacro, turlupinano gli ingenui, vendono carismi, spremono i loro adepti come limoni e permettono un arricchimento indecente dei loro furbeschi guru. Si tratta delle cosiddette “religioni alternative”, di cui tratta con molta competenza Giuseppe Dal Ferro nel suo interessante libro intitolato: “Alla ricerca di Dio. Analisi antropologica e teologica delle religioni alternative” (pagine 287, Euro 18,00), pubblicato dalle padovane Edizioni Il Messaggero.

In questo libro, che è una sorta di guida per il Mercato del Sacro, l’Autore ci porta alla scoperta delle tante sette e conventicole che contendono terreno alle religioni tradizionali: psicosette come la Scientologia o la LDP, sette ufologiche come quella dei Raeliani, sette legate alla New Age e ai culti Acquariani, sette pagane, magiche e sataniche come la Chiesa di Satana e i Bambini di Satana, il Cenacolo dei Sacri Lari o la comunità di Damanhur, sette di ispirazione orientale come gli Hare-Krishna, la Mahikari o l’Ananda Marga, sette spiritistiche come la Loggia dell’Aquila Bianca o il Cerchio Firenze 77.

Lo sconcertante di queste assurde sette è che hanno una impostazione commerciale: vendono corsi, stage e seminari, propinano materiale di ogni genere in cambio di denaro, chiedono ai propri adepti di versare contributi economici per il mantenimento delle sedi di culto e degli addetti alle funzioni.

Tutto ciò, ovviamente, puzza terribilmente di mercato, di affari e di truffe: spesso, dietro queste pseudoreligioni ci sono dei gran furboni che approfittano della credulità dei gonzi per spillare loro dei soldi, vendendo dottrine, credenze, miracoli e tecniche di meditazione o di preghiera, che, al contrario, dovrebbero essere gratuite e libere a tutti. Perciò, queste forme di religiosità alternativa, sanno tanto di imbroglio, di truffa, di plagio nei confronti di persone ingenue, ignoranti, o magari che si trovano ad affrontare momenti assai difficili delle loro vite (in seguito a malattie, lutti, disgrazie).
In sostanza, un buon libro, questo di Dal Ferro, che ci mette in guardia dagli inganni dei mercanti del sacro e che ci aiuta ad aprire gli occhi sull’assurdità di religioni per poter usufruire delle quali occorre pagare. Dio non chiede soldi ai suoi fedeli: chi fa questo, è più facile che obbedisca ai diavoli delle Tenebre piuttosto che a Dio. Un ottimo libro, che potete chiedere nelle migliori librerie oppure alle Edizioni Il Messaggero: www.edizionimessaggero.it


di
Fabrizio Legger


Autore del Libro :

Giuseppe Dal Ferro, sacerdote della diocesi di Vicenza, insegna teologia e dialogo interreligioso presso l'Istituto di Studi Ecumenici 'S. Bernardino' di Venezia, nonché presso la Facoltà di teologia dell'Italia Settentrionale, sezione di Padova, e l'Istituto Superiore di Scienze Religiose delle Venezie, sede di Padova.

lunedì 12 ottobre 2009

Diritti diversi.La legge negata ai gay






Cosa vuoi dire oggi "essere gay"? È proprio vero che la legge è uguale per tutti? L'omosessualità gode ormai del rispetto e degli stessi diritti riconosciuti all'eterosessualità o è ancora vista con sospetto e pregiudizio? Secondo uno degli avvocati più famosi d'Italia i casi di discriminazione sono ancora tanti, troppi, l'autrice riflette su alcuni principi della Costituzione italiana, e in particolare quelli espressi negli articoli 2 e 3, che risultano non applicati nel caso degli omosessuali. Inutile dire che particolare peso hanno, in tutto questo, la religione e le posizioni della Chiesa cattolica. Le nozze, le adozioni, le successioni, la convivenza: tutte battaglie ancora da combattere, in nome della legge. E inoltre, in appendice: una rassegna delle legislazioni sul tema omosessualità nel mondo (dalla pena di morte in Iran ai pari diritti in Olanda).

Nel segno della verità e della libertà.. così come viene espresso nella prefazione dell'avvocato Anna Maria Bernardini De Pace

Ricordo con orrore le tante volte che durante i seminari di arkeon si convincevano le persone gay di essere "sbagliati" che erano solo delle persone in conflitto con le proprie madri. Ricordo persone portate ad esempio come fenomeni da baraccone perchè avevano risolto il "problema" dell'omosessualità...


Chiunque potrebbe comprendere il trauma continuo di
chi deve rinnegare il proprio autentico sentire per omologarsi
alle aspettative altrui; chiunque dovrebbe avvertire il
patimento di chi si sente estraneo alla propria famiglia,
giudicato sul lavoro, osservato in pubblico. Ciò potrebbe
avvenire solo, però, se quel chiunque sapesse uscire dalla
crosta comoda dell’ipocrisia o dalla prigione salvifica di
una qualsiasi morale. Se, poi, quel chiunque si soffermasse
a riflettere su quanti sopportano il segreto di un’assurda
vergogna, su quelli che possono prospettare solo parziali
progetti di coppia, e sulla frustrazione dei sentimenti
d’amore di chi è fuori dalle regole, be’, allora vorrebbe
davvero agire, farebbe di tutto per pretendere che la legge
adempia al suo compito di creare l’ordine sociale, di eliminare
le differenze, di rispettare l’identità di ciascuno. Non
accetterebbe che un solo individuo del popolo GLBT (gay,
lesbiche, bisessuali, transessuali) possa mai continuare a
sentirsi solo, inferiore, differente da tutti. Oppresso nel
buio del dolore.

venerdì 2 ottobre 2009

Psico-setta truffava adepti promettendo la guarigione: 10 rinvii a giudizio a Bari

Costringevano a partecipare a seminari con costi sino a 15mila euro. Obbligati a travestirsi e chiedere l'elemosina





LATINA (1 ottobre) - Proponevano metodi alternativi per risolvere gravi problemi di salute, addirittura per guarire da tumori e Aids. Si facevano chiamare "maestri" e organizzavano in tutta Italia numerosi seminari a pagamento per diffondere il "metodo Arkeon", grossolanamente ispirato alle filosofie orientali del Reiki. Secondo la Procura di Bari il gruppo ha messo in piedi, in dieci anni, una colossale truffa ai danni di persone deboli, disposte a tutto per uscire da una crisi. Ora però si apre la strada del processo a carico dei responsabili: il gup del tribunale di Bari Marco Guida ha infatti rinviato a giudizio dieci delle undici persone coinvolte nell'inchiesta. La posizione dell'undicesimo indagato è stata stralciata e verrà trattata a dicembre.

Le accuse. La Procura contesta, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008, durante il quale la setta ha raccolto circa 10.000 adepti. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Non sono mancati casi estremi come quello di una coppia del Nord Italia che, tentando di risolvere la propria crisi matrimoniale, ha raccontato di aver pagato 100.000 euro.

I maestri. Rinviati a giudizio Vito Carlo Moccia (considerato il capo della setta), Francesco Morello, Gabriella Fabbri, Antonio Turi, Isa Calabrese, Piero Mazza, Massimo Vavalle, Quirino Salerno, Grazia Bozzo, Francesco Giuseppe Locatelli mentre la posizione di Francesco Ferrara è stata stralciata e sarà discussa dal giudice a dicembre. Solo un punto del capo di imputazione è caduto, mentre tutte le altre contestazioni restano in piedi e saranno vagliate dai giudici del collegio penale di Bari: il processo inizierà nel gennaio 2010.

I seminari. Secondo l'accusa la setta truffava gli adepti costringendoli a partecipare a costosi seminari, convincendoli che solo in questo modo sarebbero guariti da tumori, aids, infertilità, disagi di qualsiasi genere oppure da problemi spirituali. Secondo il sostituto procuratore Francesco Bretone, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, 57 anni, di Noicattaro (Bari) il quale si presentava come psicologo senza averne i titoli. E' stato lui ad aver ideato il metodo "Arkeon" che i vari complici diffondevano in tutta Italia a suon di costosi corsi "miracolosi". In alcuni casi gli adepti venivano convinti di aver subito una violenza sessuale nell'infanzia da cui si dovevano "liberare" attraverso i corsi a pagamento. «Siamo soddisfatti - spiega l'avvocato di parte civile, Tania Rizzo - anche perché è stata riconosciuta la fondatezza dell'accusa di associazione per delinquere». Nel processo si sono costituite come parti civili le associazioni Codacons, Favis e CeSAP oltre ad alcune vittime della setta.

I testimoni
Gli ex adepti della setta hanno raccontato di aver partecipato a una serie di pratiche. Tra gli "esercizi" richiesti c'era quello di travestirsi e andare a chiedere l'elemosina per strada o sottoporsi a «no limits», durante il quale, sempre secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni.

Denunce in Tv Il caso Arkeon ha avuta una forte eco anche grazie ai racconti degli ex adepti alle trasmissioni televisive "Tutte le mattine" di Maurizio Costanzo e "Mi manda Raitre" condotta da Andrea Vianello. Anche "Striscia la notizia" ha realizzato una serie di servizi, occupandosi di Padre Caltalamessa, conduttore del programma "A sua immagine", che per promuovere le attività di Arkeon le dedicò una puntata raccontando come avesse aiutato tra l'altro a uscire dalla condizione di omosessualità un ragazzo di nome Luca. In un'intervista-confessione Luca raccontò la sua esperienza di ragazzo gay che, "grazie ad Arkeon", si era sposato con una donna da cui ha avuto anche un figlio. Alcuni sostengono che la canzone di Povia "Luca era gay" sia nata proprio da quella testimonianza.
di
Marco Cusumano



www.ilmessaggero.it

www.ilmattino.it

giovedì 1 ottobre 2009

Arkeon, setta truffava adepti, 10 a giudizio: rispondono di associazione, maltrattamenti a minori

Bari (Puglia) - Il gup di Bari ha rinviato a giudizio 10 degli 11 imputati dell'inchiesta sul 'metodo Arkeon', una sorta di psico-setta dedita alla truffa.
Utilizzando tecniche vagamente ispirate filosofie orientali, in 10 anni la setta sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti, obbligandoli a partecipare a costosi seminari dopo i quali sarebbero guariti da qualsiasi malattia. Contestati associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza, maltrattamenti di minori.

Scritto da
Antonio Romano

Martedì 29 Settembre 2009 21:03

www.ilpaesenuovo.it

Pseudo-setta, va a processo l'Arkeon




BARI - Il gup del tribunale di Bari Marco Guida ha rinviato a giudizio dieci delle undici persone coinvolte nell’inchiesta sul «metodo Arkeon». La posizione dell’undicesimo indagato è stata stralciata. Si tratta - secondo l’accusa - di una sorta di «psico-setta» che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari, dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali.

LE ACCUSE - Nell’indagine vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia, che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale, ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato.

SEDICENTE PSICOLOGO RESIDENTE A MILANO - Va alla sbarra anche il capo dell'organizzazione, Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro e residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli e che, secondo l’inchiesta del sostituto procuratore Francesco Bretone, era il capo dell’associazione criminale. Nei seminari - sostiene il pm - Moccia faceva fare esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e all’accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal «maestro». Tra gli esercizi richiesti c’era quello di travestirsi e andare a chiedere l’elemosina per strada o sottoporsi all’esercizio del «no limits», durante il quale, secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. Alcuni ragazzini inoltre, sarebbero stati costretti ad assistere a episodi di forte impatto emotivo: un bimbo di dieci anni vide la mamma picchiare l’ex convivente, un diciassettenne conobbe particolari sulla vita sessuale del padre. Secondo l’accusa, il gruppo riusciva a creare una dipendenza psicologica inducendo le vittime a partecipare in maniera costante ai seminari.

LE PRATICHE
- «Tutti in piedi che camminano in una stanza con musica new age di sottofondo. Al segnale del «maestro» si fermano di fronte ad un adepto a caso fissandolo negli occhi. Poi il maestro ordina di ripetere alla persona difronte "Io ho fiducia in te, ti offro io mio amore" e l’altro deve rispondere "Io ho un segreto che non ho mai detto a nessuno"». E’ uno degli inquietanti passaggi contenuti nelle carte dell’inchiesta che ha smascherato la setta

DENUNCIA IN TV
- Le indagini sono partite nel 2006 dopo che alcuni ex seguaci del gruppo avevano partecipato alle trasmissioni televisive «Tutte le mattine» di Maurizio Costanzo e «Mi manda Raitre» condotta da Andrea Vianello.

29 settembre 2009

BARI: psico-setta, 10 imputati rinviati a giudizio

Martedì 29 Settembre 2009
BARI | Il gup di Bari ha rinviato a giudizio 10 degli 11 imputati, nell'ambito dell'inchiesta sul “metodo Arkeon”, una sorta di psico-setta dedita alla truffa. La setta, in 10 anni, avvalendosi di tecniche vagamente ispirate filosofie orientali, sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti, obbligandoli a partecipare a costosi seminari dopo i quali sarebbero guariti da qualsiasi malattia. Gli imputati rispondono a vario titolo dei reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza, maltrattamenti di minori. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008.

Maria Milone

PSICOSETTA ARKEON, A GIUDIZIO TRE PONTINI

Il gup del tribunale di Bari Marco Guida ha rinviato a giudizio dieci delle undici persone coinvolte nell'inchiesta sul "metodo Arkeon", tra le quali tre di Latina. La posizione dell'undicesimo indagato è stata stralaciata. Si tratta - secondo l'accusa - di una sorta di psico-setta che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Nell'indagine vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza.

I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo il pm inquirente, Francesco Bretone, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.

Psico-setta a Bari, rinviate a giudizio 10 persone

L’indagine disposta dal pm Francesco Bretone e condotta dagli agenti investigativi della Digos guidati dal dottor Stanislao Schimera sui falsi psicologi della presunta psico-setta «Arkeon» è culminata nel rinvio a giudizio di dieci persone, stabilito dal gup Marco Guida.
Le accuse sono per associazione a delinquere, estorsione, esercizio illecito della professione medica, violenza privata, maltrattamenti su minori e incapacità procurata da violenza. Gli inquisiti facevano da guida ai loro seguaci promettendo un cammino di crescita e consapevolezza che li avrebbe guariti dalle afflizioni dello spirito e del corpo, ovviamente a pagamento.

Guida spirituale della setta e inventore del metodo «Arkeon », facendo riferimento all’accusa, è Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli. È stato rinviato a giudizio insieme a Francesco Antonio Morello, Gabriella Fabri, Antonio Turi, Isa Calabrese, Grazia Bozzo, Piero Mazza, Massimo Vavalle, Francesco Giuseppe Locatelli, Saverio Quirino. Annullata la disposizione dell’undicesimo investigato Francesca Ferrara.

I magistrati asseriscono che l’équipe delle guide spirituali avrebbero fatto credere a persone affette da depressione e da altre difficoltà psicologiche o seriamente malate, di poter eliminare le loro preoccupazioni grazie alla partecipazione ai loro costosi corsi del metodo «Arkeon».

Antonio Calisi

Bari, a giudizio 10 della psico-setta

BARI - Sedicenti psicologi e santoni. Fior di quattrini per partecipare ai seminari estorti a giovani, psicolabili e malati di cancro. L’inchiesta coordinata dal pm Francesco Bretone e condotta dagli investigatori della Digos guidati dal dottor Stanislao Schimera sui «maestri» della presunta psico-setta «Arkeon» è culminata nel rinvio a giudizio, deciso dal gup Marco Guida, di dieci persone.

Associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza i reati contestati. Gli indagati si facevano chiamare maestri e guidavano i loro allievi lungo un percorso di sviluppo e conoscenza che li avrebbe guariti, a loro dire «dalle sofferenze dello spirito e del corpo». Tutto, ovviamente a pagamento.

Guru del metodo «Arkeon », secondo l’accusa, Vito Carlo Moccia, 55 anni, nato a Milano, ex dipendente della Case di cura riunite di Bari. È stato rinviato a giudizio insieme a Francesco Antonio Morello, Gabriella Fabri, Antonio Turi, Isa Calabrese, Grazia Bozzo, Piero Mazza, Massimo Vavalle, Francesco Giuseppe Locatelli, Saverio Quirino.

Stralciata la posizione dell’undicesimo indagato Francesca Ferrara.

Gli inquirenti sostengono che il gruppo di maestri del «Sentiero sacro» avrebbe fatto credere a persone in crisi, affette da problemi psichici, oppure gravemente ammalate di poter risolvere i loro problemi attraverso i corsi del metodo «Arkeon». [l.nat.]

La Gazzetta del Mezzogiorno

mercoledì 30 settembre 2009

Setta truffava adepti,10 a giudizio

A Bari, rispondono di associazione, maltrattamenti a minori

(ANSA)- BARI, 29 SET- Il gup di Bari ha rinviato a giudizio 10 degli 11 imputati dell'inchiesta sul 'metodo Arkeon', una sorta di psico-setta dedita alla truffa. Utilizzando tecniche vagamente ispirate filosofie orientali, in 10 anni la setta sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti, obbligandoli a partecipare a costosi seminari dopo i quali sarebbero guariti da qualsiasi malattia. Contestati associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza, maltrattamenti di minori.

I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord che cercava di risolvere una crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, cosi' come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo il pm, Francesco Bretone, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli. (ANSA)

Metodo Arkeon, dieci persone rinviate a giudizio

29 settembre 2009
Mente dell'organizzazione un 57enne di Noicattaro residente a Milano

Seminari costosi e pratiche di spersonalizzazione: queste le ricette per guarire da problemi di salute

Sono dieci le persone rinviate a giudizio dal gup di Bari, Marco Guida, coinvolte nell’inchiesta sul metodo Arkeon: una sorta di psicosetta diffusa in tutta Italia e che, in poco meno di dieci anni, ha raccolto migliaia di adepti in ogni parte della penisola. Un anno fa furono iscritte nel registro degli indagati undici persone. Ora solo la posizione di una queste è stata stralciata.

Ai dieci rinviati a giudizio vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Come già scritto un anno fa da queste colonne, le persone che entravano a far parte di questa setta erano, in prevalenza, colpite da problemi di salute o di natura affettiva. Secondo alcune testimonianze, pare che coloro i quali decidevano di avvicinarsi al metodo Arkeon venivano plagiati e invogliati a partecipare ad un ciclo di seminari, il cui costo partiva da 260 euro. Poi, man mano che si scalavano i livelli di approfondimento, le cifre crescevano fino a raggiungere quote vicine ai 15mila euro.

Tra le persone rinviate a giudizio c’è anche la mente operativa del metodo Arkeon, Vito Carlo Moccia, 57enne di Noicattaro e residente a Milano. Lui diceva di svolgere la professione di psicologo pur non avendo alcun tipo di abilitazione. Moccia, sostiene il pubblico ministero inquirente, faceva compiere agli adepti esercizi terapici che, in maniera graduale, conducevano verso una vera e propria spersonalizzazione di sé. Una tecnica pare fosse quella del “no limits”, per la quale le vittime erano costrette a credere di di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. In alcuni casi, infine, veniva prescritto l’obbligo di travestirsi da clochard per chiedere l’elemosina per la strade.

Antonio Scotti

Psico- setta truffava adepti, dieci rinvii a giudizio

A Bari, rispondono di associazione, maltrattamenti a minori

(ANSA)- BARI, 29 SET- Il gup di Bari ha rinviato a giudizio 10 degli 11 imputati dell'inchiesta sul 'metodo Arkeon', una sorta di psico-setta dedita alla truffa. Utilizzando tecniche vagamente ispirate filosofie orientali, in 10 anni la setta sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti, obbligandoli a partecipare a costosi seminari dopo i quali sarebbero guariti da qualsiasi malattia. Contestati associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza, maltrattamenti di minori. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord che cercava di risolvere una crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, cosi' come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo il pm, Francesco Bretone, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli. (ANSA)

notizia riportata anche da :
l'Unità
http://www.unita.it/newsansa/53969/psicosetta_truffava_adepti_dieci_rinvii_a_giudizio

regione valle d'aosta
http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=74456

Bari, 10 rinvii a giudizio per l’associazione Arkeon

29 Settembre 2009 15:47 CRONACHE

BARI – Si facevano pagare migliaia di euro per risolvere problemi fisici e spirtuali attraverso tecniche e seminari vagamente ispirate alle filosofie orientali dei Reiki: ora in dieci dovranno essere processati per associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacita’ procurata da violenza. La “psico-setta” Arkeon, tra il 1999 e il 2008, sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone. A capo dell’associazione criminale c’era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli. (RCD)


www.ilgiornaledelfriuli.net

martedì 29 settembre 2009

Comunicato Stampa: Rinviati a Giudizio membri di Arkeon

In data odierna il GUP Dottor Marco GUIDA della Procura di Bari, ha sciolto la sua riserva e ha rinviato a giudizio i membri del gruppo Arkeon indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, abuso della professione medica e psicologica, maltrattamento di minori, violenza privata, incapacità derivata da violenza e calunnia.

Ad un unico indagato non sono stati contestati i reati 81 e 610 del c.p. per prescrizione dei termini, mentre risulta rinviato a giudizio per i restanti.

Il GUP ha accolto le varie parti civili che si sono costituite per il procedimento penale e che oltre alle parti lese sono il Codacons, la Favis e il CeSAP.

Il procedimento penale avrà inizio presso il Tribunale di Bari il 20 Gennaio 2010.


29-9-2009

lunedì 28 settembre 2009

Possibili reati penali riscontrabili nelle "sètte"

Taluni reati possono essere commessi ai danni di colui che si vuole fare adepto di una "setta" o di un "movimento religioso alternativo" o di un "nuovo movimento magico":

Truffa

Minacce

Violenza morale

Estorsione

Sequestro di persona

Sfruttamento

Lesioni

Abusi sessuali

Pedofilia

Spaccio di stupefacenti

Induzione al suicidio

Altri reati possono essere commessi dagli adepti stessi a danno di altri “consettari” o di soggetti esterni alla "setta":

(gli stessi su menzionati)

Reati familiari

Detenzione e spaccio di stupefacenti

Profanazione di cimiteri

Danneggiamenti

Furti comuni e furto d’informazioni

Maltrattamento di animali

Art. 348 Cp
– punito chi esercita abusivamente una professione per la quale necessita una speciale abilitazione dello Stato; (ad esempio molti "guru" esercitano abusivamente la professione medica. La ipsnosi, la psicoterapia suggestiva, la diagnosi a intuito subliminale è riservata agli iscritti all'albo medico. Molti esercitano pratiche fisiologiche di dubbia efficacia e con un evidente svolto esoterico, pensiamo alle "medicine" alterative, senza essere medico iscritto all'albo... inoltre non esiste alcun "albo" delle "medicine" alternative riconosciuto dallo Stato)

Art. 403 Cp – offese alla religione dello Stato mediante vilipendio di persone; (ad esempio il satanista esprime disprezzo verso la religione cattolica, i suoi valori e chi la professa)


Art. 404 Cp
– offese alla religione dello Stato mediante vilipendio di cose; compie profanazione di Chiese, furto o distruzione degli oggetti sacri (la Croce, le ostie, …)


Art. 405 Cp
– turbamento di funzioni religiose del culto cattolico (ad esempio i satanisti possono disturbare le funzioni religiose, ostacolando le attività del sacerdote)


Art. 406 Cp – delitti contro i culti ammessi dallo Stato; i satanisti ostacolano, dileggiano ed offendono le religioni di derivazione cristiana


Art. 407 Cp – violazione di sepolcro; i satanisti possono procurarsi cadaveri o parti di cadavere per compiere i loro riti


Art. 408 Cp
– vilipendio delle tombe; i satanisti talvolta entrano nei cimiteri distruggendo le tombe o lasciandovi segni offensivi


Art. 410 Cp – vilipendio di cadavere; alcuni satanisti compiono atti di necrofilia o necrosadismo sui cadaveri


Art. 411 Cp – distruzione, soppressione, sottrazione di cadavere; alcuni satanisti, durante i riti, oltraggiano o distruggono parti di cadavere


Art. 412 Cp – occultamento di cadavere; nel satanismo, talvolta, dopo il rito il cadavere viene fatto sparire sotterrandolo di nascosto


Art. 413 Cp – uso illegittimo di cadavere; per manipolazioni, talvolta, dei satanisti secondo i loro particolari rituali


Art. 527 Cp – atti osceni; durante i loro sabba all’aperto, talvolta nel satanismo, avvengono atti sessuali davanti a tutti i partecipanti


Art. 528 Cp – pubblicazioni e spettacoli osceni; per la loro propaganda diffondono opuscoli con riportati gli atti del sabba


Art. 564 Cp – incesto; durante i riti del sabba sono possibili atti sessuali con la propria prole


Art. 566 Cp – supposizione o soppressione di stato; alcuni genitori della setta non denunciano la nascita dei propri figli


Art. 572 Cp – maltrattamenti in famiglia; durante le messe nere i genitori possono maltrattare o picchiare i figli


Art. 575 Cp – omicidio; durante i sabba e le messe nere possono essere commessi omicidi


Art. 578 Cp
- infanticidio; durante il sabba, in onore di Satana, una madre potrebbe uccidere il figlio nascente


Art. 579 Cp – omicidio del consenziente; alcuni satanisti possono convincere e favorire in alcuni adepti il suicidio


Art. 580 Cp
– istigazione o aiuto al suicidio; per la salvezza degli adepti i capi possono istigarli al sucidio

Art. 605 Cp. Sequestro di persona. - Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione ...


Art. 609bis Cp
. Violenza sessuale. - Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione...
Alla stessa pena soggiace chiunque induce taluno a compiere o subire atti sessuali:

abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;
omissis
Art. 609ter Cp. Circostanze aggravanti. - ... se i fatti di cui all'articolo 609bis sono commessi (ad esempio, durante i sabba e le messe nere è tipico sottoporre donne e bambini a violenza sessuale):

omissis
con l'uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa;
omissis
omissis
omissis
Art. 610 Cp – violenza privata; ad esempio i satanisti potrebbero obbligare i nuovi adepti ad agire contro la loro volontà

Art. 613 Cp. Stato di incapacità procurato mediante violenza. - Chiunque, mediante suggestione ipnotica o in veglia, o mediante somministrazione di sostanze alcoliche o stupefacenti, o con qualsiasi altro mezzo, pone una persona, senza il consenso di lei, in stato d'incapacità di intendere o volere, è punito con la reclusione ... (ad esempio i capi "sètta" possono utilizzare alcool o droghe per alterare il giudizio degli adepti)

Art. 638 Cp – uccisione o danneggiamento di animali altrui; durante i riti satanici vengono utilizzati anche animali da sacrificare

Art. 640 Cp
– come aggravante della truffa "l'incussione del timore di un pericolo immaginario" (ad esempio lo sfruttamenteo del timore superstizioso)


Art. 643 Cp. Circonvenzione di persone incapaci. - Chiunque, per procurare ad altri o a sé un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato di infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è punito con la reclusione ... (ad esempio, talvolta i satanisti cercano prede facili come i minori, gli infermi ed i portatori di handicap)

Art. 727 Cp – maltrattamento di animali; per gli animali che vengono molestati ed uccisi durante i riti


Art. 728 Cp. Trattamento idoneo a sopprimere la coscienza o la volontà altrui. - Chiunque pone taluno, col suo consenso, in stato di narcosi o di ipnotismo, o esegue su di lui un trattamento che ne sopprima la coscienza o la volontà, è punito, se dal fatto deriva pericolo per l'incolumità della persona, con l'arresto... (ad esempio trattamenti con droghe o ipnosi effettuati su persone consenzienti).



... forse è praticabile dalla famiglia la strada della "procedura per la interdizione giudiziale" del proprio famigliare adepto per salvarlo dalle grinfie della "sètta"... (link esterno)



Il 29 Aprile 1998, dopo circa due anni di indagine, il Ministro degli Interni Giorgio Napolitano ha inviato alla Commissione per gli Affari Costituzionali della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano un voluminoso rapporto dal titolo "Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia", redatto dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Il Rapporto è è stato inviato anche a membri del Parlamento e alla Stampa. La notizia è stata diffusa con enfasi sulle prime pagine dei quotidiani italiani (link esterno). I possibili problemi di rilevanza penale connessi a questa tipologia di gruppi sono: 1)Lavaggio del cervello e Controllo Mentale; 2)Frode; 3)Celare sotto la facciata della religione «pratiche immorali e attività illegali»; 4)Predicare dottrine a tal punto "irrazionali" da poter condurre i membri ad attività pericolose per la sicurezza nazionale; 5)Piani di sovversione politica. Inoltre viene detto delle "psicosette", le "sette" ritenute "più pericolose": «utilizzano meccanismi subliminali di fascinazione e il cosiddetto ”lavaggio del cervello” o altri metodi atti a limitare la libertà di autodeterminazione del singolo... Nella fase di proselitismo e in quella di indottrinamento usano sistemi scientifici studiati per aggirare le difese psichiche delle persone irretite, inducendole ad atteggiamenti acritici e obbedienza cieca».

Frequentemente le "sètte" una volta che hanno "spremuto" l'adepto lo lasciano anche senza un sostegno economico. A questo riguardo ha legiferato il Parlamento europeo su un’azione comune degli Stati membri della Comunità europea di fronte a diverse infrazioni alla legge compiute da recenti organizzazioni che operano al riparo della libertà di religione (Strasburgo, 22 maggio 1984):

"Il Parlamento europeo,

A. conscio della preoccupazione che suscitano in taluni cittadini e famiglie della Comunità le attività di nuove organizzazioni che operano al riparo della libertà di religione quando le loro pratiche ledono i diritti dell’uomo e del cittadino e pregiudicano la situazione sociale degli interessati,

B. ribadendo il principio che negli Stati membri della Comunità europea vige la piena libertà di religione e di opinione e perciò gli organi della Comunità non hanno alcun diritto di giudicare la legittimità delle credenze religiose in generale e l’attività religiosa in particolare,

C. convinto che in questo contesto non si pone in discussione la validità delle convinzioni religiose bensì la liceità o meno delle pratiche connesse con l’ammissione di nuovi membri e il loto trattamento,

D. considerando che i problemi posti dal sorgere delle predette organizzazioni costituiscono un fenomeno mondiale che si manifesta, sia pure con intensità diversa, in tutti gli Stati membri e ha già dato luogo in alcuni di essi a indagini, a provvedimenti governativi e a sentenze,

E. considerando che i membri di queste organizzazioni, quando abbandonano il modo di vita fino ad allora seguito, incontrano problemi sul piano sociale e lavorativo che possono avere conseguenze negative non solo per loro stessi, ma anche per la società e per il sistema sociale,

F. consapevole che è molto difficile - date le differenti denominazioni di queste organizzazioni negli Stati membri - farsene un’idea neutrale intesa da tutti allo stesso modo.

1. - Ritiene necessario che i competenti Consigli dei ministri - vale a dire i ministri dell’interno e della giustizia riuniti nell’ambito della cooperazione politica nonché il Consiglio dei ministri degli affari sociali - abbiano al più presto uno scambio di informazioni su problemi sollevati dall’attività delle predette organizzazioni e che in tale sede vengano trattati in particolare i seguenti temi:


a) procedura applicata nel conferimento del carattere di utilità pubblica e nella concessione dell’esonero fiscale a queste organizzazioni;

b) osservanza delle leggi vigenti nei rispettivi Stati membri, per esempio in materia di diritto del lavoro e della sicurezza sociale;

c) conseguenze dell’inadempienza di queste leggi per la società;

d) ricerca delle persone scomparse e possibilità, in questo campo, di una cooperazione con paesi terzi;

e) in quale modo verrebbero lesi i diritti della libertà personale dei membri;

f) istituzione di servizi che forniscano assistenza legale ai membri quando lasciano le rispettive organizzazioni e li aiutino a reinserirsi nella società e nel mondo del lavoro;

g) attuali carenze legislative dovute a normative diverse nei singoli Stati, cosicché in certi paesi si possono esercitare attività eventualmente vietate in altri.

2. - Invita gli Stati membri a mettersi d’accordo su una raccolta di dati concernenti le ramificazioni internazionali delle predette organizzazioni, compresi eventuali nomi fittizi e organizzazioni camuffate, nonché le loro attività negli Stati membri.

3. Invita la Commissione:

a) a presentare una relazione su quanto si è detto al paragrafo 2, che indichi in particolare come si siano comportate sinora le istanze statali, soprattutto organi di polizia e tribunali, di fronte alle infrazioni della legge compiute da queste organizzazioni e riferisca sui risultati cui sono pervenute le commissioni d’inchiesta, insediate dallo Stato, in merito a queste organizzazioni;

b) a elaborare procedure atte ad assicurare, in questo contesto, un’efficace protezione dei cittadini della Comunità.

4. - Chiese ai competenti Consigli dei ministri - sulla base dei dati raccolti e della relazione della Commissione - di dibattere i problemi posti dall’attività delle predette organizzazioni e di mettere in tal modo gli Stati membri in condizione di tutelare in maniera concertata i diritti dei loro cittadini.

5. - Raccomanda che per l’esame, la registrazione e la valutazione dell’attività delle suddette organizzazioni vengano impiegati i seguenti criteri:

a) le persone che non hanno raggiunto la maggiore età non dovrebbero essere obbligate ad assumere un impegno di adesione a lungo termine e determinante per il loro avvenire;

b) dovrebbe essere previsto un sufficiente periodo di riflessione sull’impegno che si intende assumere, abbia esso carattere finanziario o personale;

c) dopo l’adesione a un’organizzazione i contatti da parte della famiglia e degli amici devono essere possibili;

d) non si dovrebbe impedire ai membri che hanno già iniziato un corso di formazione di portarlo a termine;

e) devono essere rispettati i seguenti diritti dell’individuo:

- il diritto di abbandonare liberamente un’organizzazione;

- il diritto di mantenere contatti con la famiglia e gli amici sia direttamente che tramite corrispondenza o telefono;

- il diritto di chiedere un consiglio all’esterno, sia di carattere giuridico che di altro tipo;

- il diritto di chiedere l’assistenza medica;

f) nessuno deve essere mai incoraggiato a infrangere una legge, in particolare nel contesto della raccolta di fondi, per esempio esercitando la questua o la prostituzione;

g) le organizzazioni non possono richiedere un’adesione permanente all’organizzazione a quei membri potenziali - per esempio studenti o turisti - che si trovano temporaneamente in un paese diverso da quello di residenza;

h) al momento del reclutamento di nuovi membri, si devono sempre e immediatamente specificare la denominazione e i principi dell’organizzazione;

i) le organizzazioni sono tenute a fornire alle competenti autorità, qualora esse lo richiedano, informazioni sulla residenza o sulla dimora dei membri;

j) le predette organizzazioni devono assicurare che le persone che dipendono da loro o svolgono un’attività per loro siano coperte dalle assicurazioni sociali negli Stati membri nei quali vivono o lavorano;

k) se un membro intraprende un viaggio all’estero, soprattutto in un paese lontano, nell’interesse dell’organizzazione, quest’ultima deve assumersi la responsabilità del viaggio di rientro del membro, specialmente in caso di malattia;

l) le telefonate dei parenti devono essere comunicate ai membri interessati; la corrispondenza deve essere inoltrata immediatamente ai destinatari;

m) per i figli dei membri, le organizzazioni devono fare tutto il possibile affinché siano impartite loro un’educazione, un’istruzione e cure appropriate; inoltre, devono evitare tutto quello che può nuocere al loro benessere.

6. - Ritiene auspicabile un’azione comune anche nell’ambito del Consiglio d’Europa e chiede pertanto ai governi degli Stati membri di adoperarsi affinché il Consiglio d’Europa elabori appropriate convenzioni che proteggano efficacemente i singoli dalle possibili macchinazioni di queste organizzazioni e dalla loro coartazione fisica e psichica"




Riferimenti

"Polizia e democrazia"

"Il fenomeno delle sètte"

OLIR

La tortura psicologica del mobbing

Una cappa di “silenzio” è calata sulla tematica del mobbing: è da tempo, ormai, che tutto tace sull’argomento. Qualche anno fa pareva che, finalmente, i riflettori dei mass-media si stessero accendendo su questo fenomeno criminale: qualche trasmissione televisiva, ogni tanto, ne parlava, nelle sale cinematografiche usciva il film della Comencini “Mi piace lavorare (mobbing)”, su internet erano nati diversi siti che raccoglievano testimonianze di vittime, diffondendo, al contempo, gli sviluppi legislativi sull’argomento. Improvvisamente questi siti o sono stati oscurati o non venivano più aggiornati, lasciando nella più assoluta mancanza di informazioni le numerose vittime di mobbing “assetate” di giustizia.

Ultimamente la tematica si sta riproponendo su face-book senza aggiungere, tuttavia, nulla a ciò che i conoscitori del fenomeno già sapevano. Sete di giustizia è l’espressione più appropriata per esprimere lo stato d’animo di chi è vittima di questo crimine, poiché quando si parla di mobbing, si discute di tortura psicologica con pesanti conseguenze sull’esistenza di un individuo.

Il mobbing è un assassinio che non lascia né cadaveri, né armi. Quando si uccide qualcuno usando una pistola, il morto diventa la prova di un reato sul quale gli organi competenti dovranno indagare per scoprirne i responsabili. Quando invece una persona è torturata psicologicamente, si mira a distruggerla “di dentro”, istigandola al suicidio tramite isolamento, emarginazione, inattività forzata, umiliazioni e con varie altre forme subdole di prevaricazione prolungate nel tempo. Si cerca di ottenere lo stesso risultato di un assassinio, in maniera più “pulita”: il mobbizzato diventa un “cadavere vivente” e i suoi assassini ritengono di non potere essere etichettati come tali, solo perché non hanno lasciato tracce di sangue sull’aggredito. Le ferite inferte, tramite la tortura subita, sono ben celate all’interno della persona!!!

Qualunque forma di tortura è una violazione dei diritti umani vietata dalle leggi, ma non impedita. Si tortura per estorcere confessioni, punire reati o presunti colpevoli di reati, imporre disciplina o supremazia psicologica, seminare il terrore. La tortura è, dal punto di vista chi la usa, un metodo estremamente efficace: anche quando non uccide, incute paura e annichilisce. Il suo obiettivo ultimo non è la morte della vittima ma il suo annientamento come essere umano, l’annullamento della sua personalità, dignità, individualità. Non a caso, le conseguenze psicologiche e sociali della tortura sono ben più profonde e difficili da cancellare di quelle fisiche.
La tortura, sia fisica che psicologica, esiste perché fa parte di un vero e proprio “sistema”, fatto di azioni (l’ordine tacito o esplicito di torturare, la “formazione” del torturatore, l’atto della tortura) e di omissioni (la negazione delle responsabilità, le mancate indagini, l’assenza di punizioni) e reso possibile da una parola-chiave: impunità, ovvero quel meccanismo per cui i responsabili della tortura non vengono puniti e le vittime della tortura non ottengono giustizia. Quando si parla di tortura si pensa in genere a quella fisica e riesce difficile capire la tortura psicologica.

Chi ha letto il libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi, trova un’eccellente descrizione del tipo di “ferite interiori” inferte a chi è sottoposto a questo tipo di tortura, che presuppone, in chi la attua, il mancato riconoscimento dell’altrui dignità di essere umano e scrivo questo con la consapevolezza che tale concetto potrà essere compreso solo da chi ha vissuto le stesse sensazioni, sia pure in altri contesti. A torture psicologiche sono stati sottoposti gli ebrei, i negri, i dissidenti nei regimi dittatoriali e tutti quegli individui che vengono discriminati dalla classe di potere dominante o dal gruppo sociale di appartenenza. A tortura psicologica (mobbing) sono sottoposti i dipendenti “scomodi” nelle aziende, tramite un massacro quotidiano perpetrato sotto gli occhi dei colleghi, che vedono e tacciono per connivenza o per vigliaccheria.

Chi tace, si rende complice col suo silenzio, al perpetuarsi di questo crimine, ritenendo “erroneamente” di non poter diventarne vittima lui stesso o i propri figli!!! Quando verrà rotto il muro di silenzio con cui si nasconde il crimine del mobbing? E chi sentirà il dovere morale di fare qualcosa? Come mai i mass media e i giornalisti più agguerriti non hanno mai ingaggiato una battaglia martellante su questo tema, con l’intento di una pressione politica finalizzata all’adozione di una legge ad hoc?

Che fine fanno le denuncie di coloro che si rivolgono ai Magistrati riponendo fiducia nella Giustizia? E’ mai possibile che, in presenza di un vuoto legislativo, coloro che dovrebbero svolgere la propria professione animati dal sacro fuoco di un alto ideale, non riescano a trovare, tra i “meandri” delle numerosissime Leggi già esistenti, uno spiraglio per poter inquadrare come reato penale il crimine del mobbing?

E’ scandaloso il fatto che la violenza psichica in cui si concretizza il mobbing e che distrugge l’esistenza di un essere umano, sia considerato un reato amministrativo, risarcibile con un semplice indennizzo economico!!!. Chi denuncia la tortura psicologica subita, si ritrova “solo” a combattere una dura battaglia, abbandonato a se stesso da chi si proclamava paladino della giustizia, isolato, talvolta, dai suoi stessi familiari, con la consapevolezza che, per proteggere il silenzio omertoso su certe vicende, esiste chi sarebbe pronto ad usare qualsiasi arma!!!
Sembra che da più parti esista una ritrosia a identificare il mobbing, (i cui effetti, oltre ad esplicarsi nell’ambito lavorativo, distruggono ogni aspetto della esistenza delle vittime), come un crimine pianificato dalla “mafia dei colletti bianchi”, mirante a liberarsi di un dipendente scomodo.

Concludo auspicando che coloro che sono dotati di strumenti politici, giudiziari e di informazione utilizzino il loro potere per combattere e sconfiggere il crimine del mobbing, affinchè il prezzo di tante vite distrutte possa servire per consegnare alle nuove generazioni una società ove la Giustizia non sia una pura utopia!!!

Silvana Catalano

martedì 22 settembre 2009

Psicosette definizioni e caratteristiche




Per psicosette o “movimenti di sviluppo del potenziale umano” si intendono quei movimenti, dai più diffusi ai meno noti ma radicati in ambito locale sotto le sigle più diverse, che mirano essenzialmente a sviluppare o potenziare le capacità psico-relazionali avendo come target di riferimento sia individui , ai quali viene promesso generalmente un miglioramento affettivo, professionale e relazionale, sia aziende, alle quali vengono proposti corsi di potenziamento del personale, in genere partendo dai dirigenti e quadri, fino ai corsi-base per gli operai.
In entrambi i casi, la tecnica di approccio consiste innanzitutto in una sorta di analisi dello stato di salute della persona /azienda, effettuata rispettivamente attraverso appositi questionari e test aziendali, spesso, tra l’altro, costituiti da versioni semplificate ed elaborate ad hoc di noti test psicologici usati in ambito professionale; si passa quindi ad evidenziare, ingigantendoli, eventuali- ma immancabili!- difetti e punti critici, per poi, finalmente, proporre strumenti(libri) e corsi indispensabili per porvi rimedio.


Target

Dai dati dei nostri Centri di ascolto e dalle testimonianze risulterebbe che il target di riferimento sarebbe costituito da individui in prevalenza giovani, di livello culturale medio-basso ma di potenzialità economico-patrimoniali medio-alte. Sarebbe interessante valutare se tale scelta avvenga a monte o sia una sorta di selezione naturale in seguito ai costi gradualmente esponenziali dei corsi stessi.

Diffusione e origini storico culturali
L’origine storica risale alle scuole di successo per manager nell’America del dopoguerra (“Power” e “Stone”), che, attraverso l’uso di tecniche di meditazione orientali-scorporate da ogni componente religiosa- insegnavano a vincere la timidezza, ridare energia e sovradimensionare i manager per vendere meglio un prodotto.
L’ambito di sviluppo culturale è quello della caduta delle ideologie forti con un ripiegamento su aggregazioni legate a bisogni comuni e fondamentalmente individualistici ( che corrisponderebbe al passaggio ideale dal new al next Age), parallelamente alla disgregazione e frantumazione del sacro avvenuta in ambito più propriamente religioso con l’emergere di generazioni di seekers e della tendenza a credere senza appartenere. Per la verità, l’interesse per la sfera propriamente religiosa non è univoco né sempre esplicito , per cui vi è un dibattito anche tra gli esperti sia sulla loro definizione (gruppi, movimenti, o semplici organizzazioni di formazione e consulenza?) sia sulla loro collocazione in ambito sociologico. Infatti se uno dei gruppi più diffusi (Scientology) si definisce una religione a tutti gli effetti- non ultimo quello fiscale!- vantando l’accreditamento di vari studiosi (R. Hubbard la definisce meglio una “filosofia religiosa applicata”), altre, come “Silva Mind Control”, negano qualsiasi influenza religiosa, mentre nella grande maggioranza dei piccoli ma numerosi gruppi di consulenza aziendale vige generalmente la prassi- in stile tipicamente new-age- di evitare lo scontro diretto su tematiche religiose- peraltro non conveniente in termini commerciali!- e di limitarsi a dichiarare una generica libertà di “doppia appartenenza”, che poi risulta spesso, alla prova dei fatti e nelle fasi più avanzate di adesione, sempre più difficilmente sostenibile. Tanto più che al massimo si arriva alla concezione di una sorta di “dio=Energia Superiore”che rappresenta più l’apice di un percorso di purificazione psicologica che il Dio rivelato e fonte di un cammino di fede.
La psicologia di riferimento è, all’origine, quella Umanista e Transpersonale, e, più direttamente, quella cosiddetta “Selfista”, dalla bioenergetica al rebirthing. In ambito medico-terapeutico, infine, la tendenza è quella di preferire medicine alternative e percorsi personalizzati rispetto alla medicina tradizionale (particolarmente criticata- significativamente- la psichiatria tradizionale nonché l’uso terapeutico di psicofarmaci, se non per i casi definiti spesso-a posteriori- non collaboranti e ostici), con una particolare accentuazione dell’influsso psicosomatico anche su malattie organiche, portando a rovesciare l’antico motto latino in “corpus sanum in mente sana”!

Aspetti positivi e rischi

Concludendo, per una valutazione complessiva del fenomeno, possiamo citare, senza peraltro alcuna pretesa di esaustività e assolutezza, traendoli da un accurato studio di M. Antonello sul n°7 di “Sette e Religioni”, i seguenti aspetti positivi:
- lo sforzo per un migliore uso delle proprie doti e capacità;
- un certo ottimismo, proprio del cosiddetto pensiero positivo;
- la valorizzazione dell’individuo in una società anonima e disumanizzante.
Tra i rischi o aspetti critici annoveriamo invece:
- l’uso di metodi pseudo-psicoterapici (cfr, la pre-ipnosi della fase alfa in Mind Control) applicati in modo selvaggio e standardizzato, al di fuori di un contesto propriamente terapeutico e per di più spesso effetuati da sedicenti esperti non muniti di titoli professionali e accademici appropriati;
- aumento eccessivo di autostima ( che possono portare ad una sorta di ipertrofia dell’io);
- inaridimento affettivo generalizzato e accentuato con familiari e parenti non aderenti al gruppo elitario( coazione emotiva e cognitiva);
- la tendenza al rafforzamento o alla creazione di una forma di dipendenza psicologica, ma non di rado anche economico-lavorativa (specie nelle aziende dove tali corsi diventano praticamente obbligatori) nei confronti del leader-conduttore o semplicemente del gruppo, con la possibilità di regressione verso un rapporto simbiotico-fusionale tendenzialmente spersonalizzante.

Criteri di discernimento

Infine, anche in forza della pluriennale esperienza sul campo maturata nei centri di ascolto dei Gris locali, ci permettiamo di suggerire alcuni criteri di discernimento utili per distinguere organizzazioni dubbie da altre più affidabili:
- l’incongruità dei costi (non dovrebbero discostarsi di molto da tabellari ufficiali per corsi similari presso le Camere di Commercio);
- la sede (generalmente Hotel compiacenti o sedi proprie) e relative modalità di svolgimento dei corsi caratterizzati da una limitazione della libertà personale e dal mancato rispetto dei ritmi di riposo-veglia, sia pur supportate dalla sottoscrizione di accettazione delle regole (che, insieme ad altri accorgimenti, li rende praticamente inattaccabili giuridicamente) : un corso professionale di formazione si svolge normalmente rispettando la piena libertà dell’allievo e sfruttando semmai al massimo i suoi ritmi biologici naturali nonché la soglia di attenzione per facilitarne l’apprendimento vero,e non una memorizzazione acritica e forzata;
- L’uso sistematico –e talora ossessivo- di strumenti secondari e del tutto estranei all’organizzazione del lavoro, quali musiche e ritmi specifici per ogni fase del corso, l’uso di diversi colori, la pronuncia di slogan e frasi stereotipate, la cura ossessiva dell’abbigliamento (frequenti le divise simil-militari), delle posture e dei comportamenti formali: in un corso di formazione normale questi sono aspetti marginali, non sostanziali;
- le qualifiche generiche (esperto) dei docenti, prive di titolo accademico comprovato (con particolare attenzione a fantomatiche lauree, spesso comprate presso improbabili università americane, il cui valore in genere si limita alla pergamena e relativa cornice!): valido riferimento è l’Albo degli Psicologi nonché quello, di recente costituzione, degli Psicoterapeuti, molto rigoroso nei criteri;
- il clima di segretezza unito alla richiesta di informazioni personali e familiari (spesso anche intime) del tutto estranee al tipo di lavoro svolto nonché suscettibili di uso improprio contro eventuali ripensamenti dell’interessato:al contrario i corsi finalizzati alla Qualità sono incentrati su Mission aziendale, funzionigrammi, manuali di procedure.ecc. ma mai toccano la sfera personale;
- la tendenza a proporre di continuo corsi “di livello-e costo!- superiore” pressoché all’infinito allo scopo di fagocitare il malcapitato o l’azienda in un clima di perenne attesa e aspettativa:al contrario un centro di consulenza professionale offre pacchetti di formazione mirati (per esempio alla certificazione ), trasparenti nei costi e limitati nel tempo.

Antonio Fasol (GRIS Verona)

Gruppo Ricerca Informazione Socio Religiosa

lunedì 21 settembre 2009

Arkeon, Setta o non Setta ... non è un problema!

Leggo questa mattina su alcuni blog scritti in questi giorni da seguaci di arkeon che loro non si definiscono adepti di una setta o di una psicosetta, si sentono vessati dal mondo dell'informazione perseguendo la linea delle persone integerrime e definendosi loro stesse delle vittime.
I media s'interessarono della vicenda o "caso arkeon" quando nel 2007 le indagini erano partite da tempo (altrimenti non si spiega come mai furono consegnati avvisi di garanzia a 6 persone diventate poi 11 nel 2008 con il proseguire delle indagini da parte della magistratura)
Al di là delle definizioni (setta o non setta NON è un problema) restano dei reati .
Restiamo in attesa di ciò che decideranno i giudici.

domenica 20 settembre 2009

Setta truffa i suoi adepti, indagate undici persone

Undici avvisi di conclusione delle indagini al termine dell'inchiesta sul 'metodo Arkeon'. Si tratta - secondo gli investigatori - di una sorta di 'psico-setta' che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Nell'indagine della procura di Bari vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro.

Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo l'accusa, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari) e residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.
09 settembre 2008
Fonte : Ansa

L' Italia delle psicosette i manipolatori della mente

Sequestrano la mente e la tengono in ostaggio. Promettono di salvare da dolori e malattie, di liberare da traumi e fallimenti del passato, ma intanto svuotano la testa e la riempiono di illusioni, di certezze granitiche che allontanano da ogni cosa che sa di passato verso un mondo parallelo. Il boom delle psicosette attraversa da nord a sud tutto il Paese, con i manipolatori della psiche che si nascondono dietro aziende di formazione e gruppi motivazionali, associazioni culturali e centri yoga, gruppi universitari e movimenti spirituali. Al Cesap, il Centro studi abusi psicologici, arrivano 400 richieste d' aiuto l' anno, mille al telefono anti-sette della comunità Giovanni XXIII: è un frammento delle migliaia di persone che il Gris, il Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa, stima (per difetto) vittime di oltre 200 realtà in Italia. Un mostro che sbriciola la mente e annulla le coscienze rimasto nascosto fino a pochi mesi fa, quando la procura di Bari, con l' inchiesta del pm Francesco Bretone, ha squarciato il velo sul mondo artificiale di Arkeon. Quindicimila adepti in tutta Italia, 50 maestri, decine di vittime, migliaia di euro raccolti con seminari e convegni. Al vertice della piramide c' era Vito Carlo Moccia, 55 anni, maestro e guida della psicosetta che si ispirava al Reiki, una filosofia orientale. Lui e altri cinque collaboratori - tra poche settimane, la chiusura delle indagini - sono accusati di truffa, esercizio abusivo della professione di psicologo e medico, violenza e maltrattamenti su minori; uno dei maestri anche di violenza sessuale. «L' ipotesi è che ci sia chi ha pagato fino a 15mila euro per avere un figlio con le sedute dal guru o per poter guarire da un tumore», spiega Tania Rizzo, legale del Codacons Lecce - da cui sono partite le prime denunce - e del Cesap. I racconti delle vittime sono un vero e proprio museo degli orrori. C' era il «no limits»: il maestro che chiede agli adepti, tutti bendati, di relazionarsi liberamente tra loro con mani, bocca e corpo, arrivando ad avere rapporti sessuali davvero senza limiti, visto che vi hanno partecipato anche minori, sieropositivi, donne non consenzienti. C' era il «giro del mondo»: tutti in piedi uno di fronte all' altro, mano nella mano, musica new-age e la voce suadente del maestro che ordina a persone tra loro sconosciute di confessare «un segreto mai detto prima». C' era «lo scambio dei trattamenti»: aria intrisa di salvia divinorum, potente allucinogeno, uomini e donne in cerchio mentre un adepto si alza e con pianti e urla, anche alla presenza di figli di 11 anni, confessa un presunto abuso sessuale subito nell' infanzia. C' era il «The business of you»: andare in giro per strada e chiedere l' elemosina. «Rispetto alle classiche sette religiose - spiega Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Cesap - le psicosette si presentano oggi come formatori che agiscono sulla mente, pretendendo di ampliare i limiti umani e scavare nella psiche attraverso l' analisi del passato individuale». Da nord a sud, le caratteristiche dei gruppi si assomigliano: leader carismatici senza titoli accademici validi - Moccia vanta una laurea in psicologia all' Università statale di Fiume - organizzazione a piramide, in un multilevel che porta sempre più soldi e aderenti; la promessa di capacità magiche di guarigione; il love bombing, il «bombardamento affettivo» per creare legami immediati. E soprattutto: meccanismi di condizionamento della psiche durante seminari isolati dal mondo. Così succede a Padova, in un gruppo che opera nel campo della formazione di professionisti, manager, imprenditori, semplici stagisti, e che organizza full-immersion di cinque giorni. Chi partecipa ai seminari - in hotel, a tremila euro a corso - deve lasciare fuori tutto ciò che lega alla realtà - chiavi, documenti, medicine, telefoni, orologi, sigarette - poi entra «nel percorso di consapevolezza per liberarsi dai propri peccati». Con evidente somiglianza con i riti di Arkeon, si confessano tradimenti, rapporti omosessuali, traumi infantili, dolori, parentele che «hanno inquinato l' anima e da cui bisogna purificarsi». Le giornate sono scandite da lunghi intervalli tra i pasti e poco sonno: fame, sete e stanchezza alterano i ritmi cardiaci e favoriscono l' incoscienza, rendendo l' organismo più permeabile alle suggestioni. «Per abbattere l' Io». E mentre pesanti tende alle finestre fanno perdere il senso del tempo, i leader offendono i partecipanti, spesso li colpiscono a calci e pugni, li legano e bendano. Chi decide di abbandonare il corso, subisce la ritorsione in azienda, dal mobbing fino al licenziamento. Non a caso proprio in Veneto, una recente relazione dell' Ordine degli psicologi - dove l' ente si definisce «in prima linea contro gli sciacalli del dolore» - segnala: «A volte non si tratta di persone incapaci di intendere e volere ma di soggetti pienamente integrati e ai vertici nella società: imprenditori, dirigenti, professionisti». Modalità non molto differenti da quelle di un' altra azienda di formazione del personale di Milano, con sedi anche a Londra, Stati Uniti e Israele. Leader giovane, uso di ipnosi su manager e dipendenti, residenza in periferia dove vivono guida e adepti. O da un' altra che organizza corsi di motivazione su autostima e dinamiche mentali a duemila euro a corso, trampolino di lancio verso una struttura parallela aperta solo a chi fa almeno due seminari. Le "scuole occulte" - così le chiama chi c' è stato - sono a Milano, Bari, Catanzaro, Ancona, Salerno, Napoli, Palermo. Chi partecipa cede ogni mese un decimo del proprio stipendio, deve frequentare almeno un seminario l' anno, lo fa gratis se porta cinque nuovi iscritti. Gli adepti compilano questionari di autocoscienza, rispondono a domande spesso ridicole, tra fumi d' incensi, tappeti, esercizi di respirazioni, preghiere. Innescando un meccanismo di dipendenza eterna: molti sono dentro da 15 anni, donano il loro obolo mensile, abbandonano il lavoro per trasferirsi mesi nella sede centrale del gruppo, ad Assisi, pagando migliaia di euro. «Multinazionali del profitto» le definisce don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio Antisette dell' associazione Giovanni XXIII. «Quello che fa paura - spiega - è che il distacco avviene drasticamente dalle famiglie. Poi le persone diventano irriconoscibili». Gli esposti che arrivano alle questure parlano di famiglie spaccate, ricoveri in cliniche psichiatriche, sparizioni, suicidi. Ogni storia finisce alla Squadra antisette (Sas) della Polizia di Stato, nata nel dicembre 2006. «Indaghiamo su ogni segnalazione - spiega Tiziana Terribile, dirigente della Divisione Analisi dello Sco, da cui dipende la Squadra antisette - . Il nostro compito è verificare se in queste realtà si commettono reati. Siamo vicini a tanti genitori, sappiamo cosa vuol dire perdere un figlio o vederlo allontanare, ma indagando ci troviamo spesso di fronte a un consenso valido espresso da chi entra nel gruppo». Per questo associazioni e parenti delle vittime chiedono che venga reintrodotto il reato di plagio, abrogato nel 1981, così come previsto da un progetto di legge fermo da novembre in commissione Giustizia alla Camera. Nel frattempo all' Università di Bologna circa 20 giovani sono finiti nella rete di una scuola «gnostica». Ogni mese ognuno versa 50 euro per l' affitto della sede e altri 50 per pagare i 50 corsi obbligatori che portano alla «soppressione dell' ego». Il gruppo pratica «tecniche di manipolazione dei genitali senza emissione dello sperma per aumentare le capacità mentali» e arrivare alla «conoscenza attraverso viaggi astrali». Proprio un volantino sui viaggi astrali, distribuito davanti all' ateneo, è finito nelle mani dell' ultima vittima, un ragazzo di 23 anni che ha abbandonato studi e attività sportiva. Ora si friziona capo e ascelle con estratto di datura arborea, una pianta che crea uno stato permanente di intossicazione dell' organismo, si alimenta solo di verdure e carne biodinamizzata. I genitori hanno segnalato il caso alla Favis, l' Associazione familiari vittime delle sette, fondata da Maurizio Alessandrini, che dal 2003 non riesce a portar via il figlio da una santona veneta. A Rimini, un' altra psicosetta si nasconde dietro corsi yoga guidati da un «maestro spirituale», un uomo di 70 anni che ha ottenuto la fedeltà di circa 60 persone. Una realtà su doppio livello: sedute di spiritualità, preghiere, massaggi e tecniche di rilassamento in pubblico, un «livello privilegiato» in cui gli adepti abbandonano le famiglie e finiscono in strutture protette sulle colline di Rimini. Lì scompaiono per anni. «In questi casi si può parlare di schiavitù - dice Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del Gris - . A volte è una scelta del singolo, altre volte frutto di tecniche di indottrinamento prolungate nel tempo». Il Gris ha raccolto le testimonianze dirette di quattro fuoriusciti, i loro racconti di «sedute tantriche» e «orge come riti di purificazione». Tra queste, quella di una ragazza entrata nel gruppo a 29 anni dopo la perdita del figlio, uscita per una grave malattia a 43, con la personalità stravolta e una casa da 200mila euro donata al maestro.


SANDRO DE RICCARDIS



Repubblica — 16 maggio 2008 pagina 46 sezione: CRONACA