domenica 29 novembre 2009

"Le Psicosette" di Maurizio Antonello - I movimenti del potenziale umano (I)

Premessa
Un aspetto ancora poco conosciuto, ma non secondario del New Age, è la nascita ed il proliferare dei gruppi di Sviluppo Personale (abbreviato in S.P,), di cui la massima espressione in Italia è [omissis]. Non deve far meraviglia il fatto che questa nuova filosofia di vita, così come può essere intesa quella del New Age, dopo essere stata tradotta in una multiforme psicoterapia centrata sul Sè, sia stata anticipata, ed ora gestita ed applicata, dai cosiddetti gruppi del potenziale umano, ovvero di sviluppo personale.
E non poteva essere diversamente dal momento che le sètte in genere, storicamente, oltre a portare in seno al sociale cambiamenti o proporre riformismi sono, proprio per la loro ricettività, sensibili al nuovo, al diverso, pronti a prevedere istintualmente ogni mutamento, forse a provocarlo, per poi interpretarlo e viverlo secondo i propri schemi e valori di riferimento.
Salvo che per la suaccennata [omissis], che rappresenta sotto molti aspetti un'eccezione sia per i metodi sia per l'organizzazione, si sa poco di questi gruppi per obiettive difficoltà: esiste pochissima bibliografia ed emerografia disponibile in Italiano, ne questi gruppi sono propensi a produrre e divulgare documentazione a riguardo. I partecipanti inoltre sono tenuti al segreto su quello che avviene nei corsi e, peril momento, non possiamo contare su sufficienti testimonianze.
Comunque, a parte qualche dèpliant illustrativo, fornitoin modo mirato solo a chi sta per accedere a un corso, la documentazione consiste in lettere-circolari o anche pubblicazioni (libri e riviste), tutte a uso esclusivamente interno.

Questi gruppi, però, studiano o consigliano la lettura di opere già in commercio e facilmente reperibili: nonè raro trovare nella biblioteca di questi adepti i libri di Lobsang Rampa, Richard Bach, Og Mandino, Leo Buscaglia, S. MacLaine, oltre che tutta la letteratura teosofica e quella della nuova psicologia (psicosintesi, psicocibernetica, ecc.). Riguardo alla definizione/ collocazione, ci sembra alquanto appropriata quella data da Massimo Introvigne:
«si possono ricomprendere nel movimento del potenziale umano (...) quei gruppi che propongono agli uomini un radicale miglioramento delle proprie potenzialità e delle proprie capacità, attraverso tecniche che (...) non fanno immediato o principale riferimento ne al Cristianesimo ne alle religioni orientali. Lo slogan della [omissis] "fai esplodere il vulcano che è in tè" rappresenta bene il tipo di proposta di questi movimenti» (3).

OBIETTIVI, TECNICHE, PRASSI

Questi gruppi si presentano sotto diverse forme: associazioni culturali, centri di psicoterapia, con sigle che rimandano a espressioni straniere. Storicamente, sono nati dall'incontro tra certe frange della psicologia umanista, gruppi orientalisti che volgarizzavano tecniche yoga e precedenti «scuole per manager», già attive in USA sin dagli anni '50. Per sincerarsene, basti esaminare le varie tecniche che vengono applicate attraverso la serie dei corsi proposti: si possono infatti trovare - variamente dosate a seconda del gruppo - elementi di training autogeno, yoga, zen, varie forme di psicoterapia ed altro ancora.

Questi corsi, tutti ovviamente a pagamento e sempre in gran numero (o quasi un centinaio, come nel caso di [omissis]) sono successivi approfondimenti in un medesimo ambito (es.: la comunicazione), oppure riguardano ambiti diversi.

A ciò si devono aggiungere i corsi propedeutici, «di base».
La loro durata varia da due giorni (soprattutto nei week-end per i corsi base), a una settimana (per quelli più impegnativi), e si svolgono in alberghi compiacenti.
In essi si applicano tecniche che, prendendo a prestito la classificazione delle componenti dell'Uomo che ne fa Dinamica Mentale (4), sono destinate:

1. a livello fisico, a una maggior efficienza corporea (tali tecniche possono essere associate anche a una modificazione del regime alimentare, in genere in direzione egetariana, e alla pratica sportiva);

2. a livello emozionale, a un miglioramento nella sfera della socialità: aumento della comunicazione interpersonale, empatia verso l'Altro, maggiori capacità di ascolto. Questo livello, che comprende anche la sfera sessuale e quella del sentimento, è particolarmente curato da molti gruppi;

3. a livello mentale
, allo sviluppo della memoria e della capacità di concentrazione; aumento del Quoziente d'Intelligenza (QI); controllo del pensiero che, se negativo, è ritenuto origine e causa delle malattie psicosomatiche. Viene privilegiata inoltre la mente intuitiva e creativa piuttosto che quella razionale;

4. infine a livello spirituale (sviluppo e ampliamento della propria coscienza, totale autorealizzazione, consapevolezza), il soggetto viene portato a fare esperienze inusuali, quali i «viaggi astrali», il «channelling» o altre esperienze paranormali.

Anche questa classificazione è importante, per se stessa e perchè ci permette di distinguere i vari gruppi di S.P. Un gruppo infatti si diversificherà da un altro anche perchè agirà a livelli diversi.

Obiettivi comuni di questi gruppi sono l'affrancamento dell'individuo dai condizionamenti socio-culturali, paure, esperienze negative pregresse, sola condizione perchè egli possa poi esprimere le sue potenzialità, creatività, inventiva, nella vita privata, di relazione e nel mondo del lavoro. Non mancano poi gli obiettivi reconditi, legati più estesamente alle potenzialità «altre», quali la chiaroveggenza, la trasmissione e la lettura del pensiero (comunicazione telepatica), la preveggenza, i viaggi astrali, lo sviluppo delle proprie capacità taumaturgiche.

Spiccata, in molti di questi gruppi, è ladimensione magica, con velleità a volte esoteriche che, senza raggiungere la presunzione tutta scientologica di essere riconosciuti come religione, viene «trasmessa» all'allievo-adepto attraverso dei precisi corsi iniziatori. Ciò fa sì che tali gruppi siano catalogati giocoforza come sètte.

La proibizione di parlare di ciò che avviene in questi corsi, si richiama allo stesso antico divieto di divulgare le segrete conoscenze.


Molto più prosaicamente però, in questi corsi il soggetto - che ignora completamente ciò che gli accadrà - viene sconvolto da una tempesta emozionale provocata dall'uso molto spregiudicato di tecniche mutuate da certa psicoterapia, come poi si vedrà, dopo aver allentato le difese del suo Io mediante esercizi di rilassamento profondo. Far conoscere in anticipo al soggetto ciò che avviene ai corsi, oltre che dissuaderlo dal partecipare, annullerebbe l'«effetto sorpresa», fondamentale per impostare quel rapporto di dominanza-sottomissione che fatalmente, da quel momento, si instaurerà tra il corsista e l'istruttore.


Quanto sopra detto anticipa il particolare tipo di proselitismo adottato. Raramente gruppi del genere organizzano, per farsi conoscere, pubbliche assemblee o conferenze dimostrative, privilegiando invece il metodo del «passa-parola»: il corsi-sta-adepto ha l'obbligo morale di far conoscere il Gruppo ai suoi familiari, amici, colleghi di lavoro, vicini, parenti... magnificandone i risultati, ma dando informazioni vaghe sui modi in cui iottengono. Per conoscerli occorre fare il corso. Le leveche il reclutatore usa sono due: la prima consiste nel far prendere coscienza al neofita che gli manca qualcosa, un'esperienza nuova ad esempio, oppure la padronanza di doti o qualità - esistenti ma nascoste - che devono essere «tirate fuori» e valorizzate; la seconda consiste nel sottolineare le sue limitazioni e l'incapacità ad essere se stesso.
In molti gruppi è usanza che l'aspirante, prima di essere autorizzato ad accedere al corso, venga vagliato attraverso un colloquio di accertamento o la somministrazione di un questionario. Lo scopo è quello di conoscere le motivazioni che lo inducono a parteciparvi e le sue aspettative, oltre che ad avere il maggior numero di informazioni, di qualsiasi tipo, sul suo conto.

(3) M. Introvigne, Le nuove religioni, SugarCo, Milano 1989, p. 359.
(4) Cfr, Marcello Bonazzola, Dinamica Mentale Base, CRS-Idea, Bergamo 1985, p. 37.

-continua-

sabato 21 novembre 2009

Le "psicosette" di Maurizio Antonello - Introduzione

Il dott. Maurizio Antonello, morto nel 2003 a 49 anni, era psicologo e studioso dei MRA, ed esercitava la professione in provincia di Venezia; ha pubblicato questo articolo sulla rivista "Sette e Religioni", ESD, 3/1992, pp.368-404

NB. Un noto "gruppo" mi ha chiesto la cortesia di rimuovere il suo nome dall'articolo di Maurizio Antonello. Pertanto ho inserito [omissis]

Introduzione


Da circa un ventennio assistiamo, anche nel nostro Paese, a una sorta di riproposizione (innovata però nella sostanza come nei contenuti) della dimensione individuale, in tutti i suoi aspetti e manifestazioni, al contempo coerenti e contraddittorie: individualismo, ricerca interiore, narcisismo, edonismo, intimismo, coscientizzazione... tanto per citarne alcune.
Questa tendenza, viavia sempre più marcata, ha avvolto e trasformato ogni cosa, sottilmente. Ad esempio,riguardo al prototipo di uomo da imitare è in auge, come non mai, il modello americano, il «self made man», colui che si è fatto da sè e che non deve chiedere mai: una sorta di attualizzazione del classico homo faber per questo «Secondo Rinascimento».
Parallelamente a questo, sta prendendo sempre più piede una cultura (quasi religiosa) del corpo e della mente che connota le ultime mode e tendenze e caratterizza la nuova fede.Le palestre, i centri di abbronzatura, le cliniche di chirurgia estetica o gli studi degli psicoterapisticostituiscono alcuni dei nuovi templi.
La letteratura sull'argomento è ormai, a dir poco, sterminata. Contemporaneamente, si è assistito a una frammentazione sociale attuata a vari livelli, favorita dal crollo delle ideologie e dalla frantumazione dei blocchi preesistenti e dal superamento della divisione della società in classi omogenee e distinte.
I concetti dell'individualità e del soggettivo - riveduti e corretti - sono stati ora assunti a principi base per ogni piccolo gruppo conseguentemente formato e per ogni individuo che ne fa parte.
Ad esempio, politicamente, il post '68 è stato caratterizzato in gran misura da un riflusso nel privato oppure, da parte di alcune minoranze, dalla scelta della lotta armata, dalla riscoperta dell'Oriente o dall'impegno in gruppi o associazioni varie.
I tradizionali partiti hanno cominciato ad essere soppiantati dalle nuove forme del politico - nuove aggregazioni in gruppi di opinione, di opposizione e di pressione formatisi sulla spinta di «bisogni» concreti. Ci si riferisce, a solo titolo esemplificativo, ai gruppi ecologico-ambientalisti, alle associazioni dei consumatori, alle comunità per la produzione e la distribuzione di prodotti naturali...
La Storia stessa si è spezzettata in molte storie, rigorosamente locali, grazie al contributo dei numerosissimi gruppi storico-culturali o archeologici, realtà spontanee ormai molto diffuse. A quanto pare anche la geografia politica deve modificare le sue mappe - basti pensare a quanto sta accadendo all'Est - riorganizzate tenendo in maggior conto le etnìe presenti nel territorio.
Si sta assistendo quindi a tutta una seriedi parcellizzazioni, di frammentazioni successive, dal grande al piccolo, fino ad arrivare all'unità, all'uomo, ai suoi bisogni ed esigenze.
Molti vedono in queste ed altre trasformazioni dei segnali di cambiamento globale del nostro modo di vivere, di pensare e di essere. Esse testimoniano, secondo costoro, il passaggio dalla vecchia era astrologica dei Pesci a quella dell'Acquario.
Anche la religione ufficiale, oltre a subire (o provocare) in se stessa dei cambiamenti, assiste alla crescita di numerosissime sètte religiose, la cui aggressività nel proselitismo, metodi e tematiche era fino a poco tempo prima sconosciuta.

Questa variopinta e a voltecontraddittoria congerie di idee, cambiamenti, innovazioni, gruppi, aggregazioni o singoli è globalmente compresa nel firmamento del New Age, la Nuova Era. Essa è una mentalità, un nuovo modo di intendere, di pensare e di concepire se stessi, la propria vita, la società, Dio stesso. Questo presuppone un nuovo ordine sociale, un radicale cambiamento di vita, abitudini, pensieri alla soglia del nuovo Millennio.

«L'onda - come la definisce Jean Vernette - si è formata negli Stati Uniti intorno agli anni '70 in seguito al movimento di "controcultura", ma già negli anni '60 la commedia musicale Hair aveva cantato l'avvento di Acquarius e salutato gli albori dell'Acquario» (1).

Cambiamenti sono avvenuti anche nell'approccio verso la medicina ufficiale, validamente affiancata da quella naturale, non aggressiva, olistica, decisamente meno meccanicista e più propensa a ricercare origini e cause delle malattie nell'ambiente e nella storia del soggetto e, soprattutto, nella sua psiche.

A tal proposito Jean Vernette, nel suo già citato libro, così si esprime:

«E stupefacente il cambiamento di paradigma operato dal NEW AGE soprattutto in materia di terapie e di tecniche di guarigione. Ai nostri giorni sono sempre più numerosi i medici e i gruppi di intervento terapeutico che fanno appello all'approccio olistico, alla medicina naturale e ai metodi di sviluppo del potenziale umano» (2).

(1) J. Ve rnette, // New Age, ed. Paoline, Milano 1992, p. 5.
(2) Ibid., p. 78.

-continua-

giovedì 12 novembre 2009

Centomila euro alla psico-setta per risolvere situazioni difficili

Bari, 29 settembre 2009- Sono state rinviate a giudizio dal gup di Bari, Marco Guida, le dieci persone coinvolte nell'inchiesta sul “Metodo Arkeon” aderenti ad una “psico-setta” utilizzavano tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Nell'indagine sono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti a minori e incapacità procurata da violenza. Il periodo di riferimento è quello tra il 1999 e il 2008: per partecipare ai seminari della Arkeon le somme partivano da un costo minimo di 260 euro ed arrivavano, via a via che si passava di livello, a somme elevatissime. Una coppia del nord Italia, che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale, ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro. A capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano.

martedì 10 novembre 2009

Maestro di una psico-setta accusato di violenza sessuale

Era definito il maestro di una psico-setta chiamata "Tha sacred path", si chiama Antonio Morello e ha 67 anni. Avrebbe violentato due donne convincendole che questo fosse l'unico rimedio per guarire dal trauma di presunti abusi infantili. In 10 anni erano 10mila in tutta Italia gli adepti della sua terapia chiamata 'metodo Arkeon'


Una setta conosciuta in tutta Italia, tanto da vantare ben 10mila iscritti, raccolti in 10 anni di attività. Secondo un'indagine partita da Bari sarebbero in molti ad essere stati truffati dal metodo da loro adottati chiamato "Arkeon", vagamente ispirato alle discipline orientali.

Il filone barese ipotizza i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, esercizio abusivo delle professioni di psicologo e medico, violenza privata e maltrattamenti ai danni minore. Il pm di Milano Giovanni Polizzi ha chiesto invece il rinvio a giudizio del 'maestro' della psico setta chiamata 'The sacred path', accusato di aver violentato due donne convincendole che questa fosse l'unica "terapia", dopo avergli fatto credere di essere state vittime da bambine di molestie sessuali, in realtà inesistenti.

Lui si chiama Antonio Morello e ha 67 anni. La Procura di Milano gli "contesta" due episodi di stupro che si sarebbero verificati nella sua abitazione tra il 1999 e il 2002. Secondo l'accusa, l'imputato condizionava psicologicamente le sue vittime convincendole di essere state da bambine vittime di episodi di pedofilia. Le induceva così a pensare di avere subito dei traumi che dovevano essere rimossi con una terapia basata su atti sessuali.

lunedì 9 novembre 2009

REIKI, OSSIA GUARIRE CON LE MANI

Articolo recuperato dall'archivio online di Repubblica ove si parlava delle pratiche del reiki già nel lontano 1996
Arkeon è poi nato nel 2000, utilizzavano comunque le pratiche di iniziazione del reiki, si parlava di energia, dello spirito, della cura dell'anima ecc... e i costi attualizzati in euro



Repubblica — 04 maggio 1996 pagina 17 sezione: SALUTE

Guarire con le mani. Attraverso l' energia che queste tramettono alla parte del corpo malato. Con la stessa naturalezza di chi si appoggia la mano alla testa che duole o alla guancia per il mal di denti. Non è una pratica di pranoterapia anche se sembra somigliarvi, ma si chiama Reiki ed è un metodo di autoguarigione e guarigione che arriva dal Giappone. Si basa sugli studi e le ricerche del monaco e medico Mikao Usui, inventore di questo sistema di cura largamente diffuso tra i giapponesi fino agli anni ' 40. "Rei" significa energia cosmica universale, la stessa che i cinesi chiamano "Chi" e gli indiani "Prana". "Ki" invece è la manifestazione individuale di questa energia. Oltre che negli Stati Uniti, negli ultimi anni il Reiki si sta diffondendo sempre di più anche in Italia: si moltiplicano i maestri che in seminari diffondono la tecnica orientale, tramandata oralmente con un rituale di iniziazione a tre diversi livelli. E' facile pensare a qualcosa di magico o esoterico, ma i maestri di Reiki rifiutano questo tipo di approccio.

Preferiscono, come afferma Vito Carlo Moccia, specialista in scienze comportamentali con il master in Behavioural Studies e Counseling in Psycosomatic Diseases presso la Jolla University di San Diego in California, parlare di

"un passaggio di energia che attraverso le mani arriva al corpo fisico, alle emozioni, alla mente e allo spirito".

Si tratta di mettere in sintonia la propria energia vitale con quella universale, spiega Moccia

"avviando un processo di guarigione olistica del corpo, che libera le emozioni somatizzate, apre mente e spirito portando alla consapevolezza sulle cause della malattia".

Con il Reiki si cura ogni tipo di malattia, anche quelle considerate senza speranza.

Ultimamente la cronaca si è occupata ad esempio di Ugo Bonessi, pianista e compositore romano, malato di Aids: "miracolato", ha ritrovato energia, salute e voglia di vivere proprio attraverso questa terapia. Un altro maestro, Paolo Mancini, sottolinea che il Reiki "appartiene a tutti quelli che desiderano imparare l' arte del guarire: non è una religione, è assolutamente innocuo, e con il Reiki si aprono i propri canali energetici, si attivano le facoltà psichiche e soprattutto si impara a richiamare l' energia cosmica, a trasmetterla per guarire o autoguarirsi attraverso le mani e la mente".

Apparentemente semplice, la descrizione della tecnica sfuma nel mistero parlando di "livelli". Soprattutto relativamente per quanto riguarda i costi dell' apprendimento. "I seminari del primo livello costano circa 900 mila lire comprendendo anche il soggiorno che va da tre giorni ad una settimana. La cifra resta più o meno simile per il secondo livello, mentre per il terzo si va dai 3 milioni e mezzo fino a 20 milioni", racconta Arnaldo Cinquetti di Genova, esperto di corsi e maestri di Reiki in Italia, nonché "iniziato" alla pratica dalla maestra americana Marta Getty. I livelli corrispondono alle tre fasi di crescita e guarigione: il primo riguarda il corpo, il secondo la mente, il terzo la coscienza. "Nel primo livello gli allievi ricevono l' apertura dei canali energetici e apprendono l' autotrattamento veloce e quello completo con l' imposizione delle mani sul corpo" prosegue Cinquetti, "nonché quello dei cinque organi, che riguarda le posizioni delle mani sui polmoni, sul cuore, sul fegato, i reni e sulla milza. Non si curano solo gli organi, perché questi simbolicamente corrispondono anche all' emozionalità, ossia a coraggio, amore, rabbia, tenerezza, ecc. Al secondo livello si ricevono tre simboli sacri e segreti con cui si possono fare trattamenti di guarigione mentale ed emozionale anche a distanza. Il terzo è ancora più sottile ed è l' iniziazione a maestro di Reiki". I processi innescati dall' energia del Reiki, conclude Mancini "attivano una riarmonizzazione di tutti gli squilibri passati e presenti, spesso coinvolgendo problemi ormai dimenticati. E' una disintossicazione del corpo e dell' anima". Insomma basta crederci, affidarsi al maestro giusto e, ovviamente, pagare. INDIRIZZI UTILI: Paolo Mancini, Federazione Italiana Reiki, Roma 06/8888134. Vito Carlo Moccia, Reiki Masters, 0335/230211. Marta Getty, presso Biosintesi, Milano 02/4984210. - di MARA AMOREVOLI

domenica 8 novembre 2009

I CULTI EMERGENTI DISTRUTTIVI

Nei tempi attuali si nota una gran fioritura di nuovi – o riciclati – movimenti religiosi, spesso definiti “sette” o “culti emergenti”. Questi, provenendo da lontane culture, spesso si incrociano con le tradizioni europee dando luogo a religiosità sincretiche. Ma, come in tutte le cose, esiste anche un lato oscuro di essi, sommerso e spesso negativo. Sono i casi tipici di quei movimenti emergenti nei quali i capi carismatici strumentalizzano, e sfruttano a scopi egoistici, gli aneliti delle persone alla trascendenza e verso il sacro. In questi casi, si tratta di una vera e propria manipolazione psicologica degli aderenti, che segue uno schema collaudato ed efficace.

Vediamone le tappe. Innanzi tutto, i culti distruttivi tendono ad isolare l’adepto dalla comunità in cui era vissuto e dalla società. Se ne rimuove la privacy, lo si priva del sonno e gli si procura uno stato di affaticamento fisico mediante l’imposizione di pratiche ripetitive, peraltro assurde. Un’altra tattica per isolare il nuovo aderente, è quella di imporgli la dipendenza finanziaria dal gruppo e, viceversa, di rimettere ogni suo bene materiale per il benessere della “setta”. Ciò provocherebbe una de-responsabilizzazione nell’adepto, per cui il plagio psicologico avverrebbe più facilmente. Queste tecniche, a ben vedere, sono praticate al fine di manipolare i pensieri e le sensazioni dei nuovi aderenti, rendendolo un vero e proprio “zombi” sotto il profilo psicologico. Pensieri e sensazioni che, peraltro, risulterebbero essere già labili ab initio, giacché il fatto stesso di aderire al nuovo – e spesso strano – movimento religioso è indice di disagio psichico e culturale del novizio. Si provi ad esempio, a recitare ogni giorno per 1728 volte – come impone il movimento di Hare Krishna – il mantra: “Hare Krishna, hare Xrishna, Krishna Krishna, hare hare. Hare Rama, hare Rama, Rama Rama, hare hare”. E vediamo se non ci si imbambola mentalmente! Alle tecniche di “zombizzazione” seguono, o vengono affrontate sinergicamente, l’indottrinamento specifico e peculiare del culto distruttivo. Nella maggior parte dei casi, la dottrina è di tipo misterico alla quale bisogna credere fermamente e, soprattutto, supinamente. Ciò implica il rifiuto delle vecchie credenze religiose da parte del-l’aderente, nonché dei valori tipici della società contemporanea. Nel contempo “si tratta” l’adepto con tecniche di natura ipnotica, che in certi movi-menti vengono definite “meditazione”, e si determina uno stato di alta suggestionabilità accompagnato, in altri casi, dal giudizio di approvazione – o di disapprovazione – da parte dei componenti anziani del movimento. In alcuni casi l’aderente viene bombardato da “messaggi subliminali” di contenuto misterico, quali poche parole contenute dentro lunghi e confusi scritti. Infine, il culto distruttivo deve assolutamente preoccuparsi del mantenimento nel gruppo del nuovo aderente. A tal fine, si produce una assoluta aproblemicità. Ad esempio, a una domanda posta dall’aderente, si risponde con una controdo-manda evasiva. Altra tecnica di mantenimento è quella del “senso di colpa” e del “ricatto”: attingendo al passato vissuto dall’adepto ed esacerbando i suoi errori, lo si induce ad avvertire la necessità aggregativa al nuovo gruppo e a scoaggiarlo – spesso drammaticamente – ad avere legami con le vecchie abitudini e relazioni sociali. Peraltro l’obbedienza alla setta viene mantenuta anche attraverso minacce più o meno velate, di punizioni o di rivelazioni degli errori compiuti. Infine si pretende la conformità di vestiario e il senso della scala gerarchica nella setta.
In alcuni movimenti distruttivi, verrebbe usata la tecnica delle “docce alternate”: con questa, si premia l’aderente per un’azione fatta mentre, in altra occasione, la stessa azione viene punita o stigmatizzata.
Si produce così, nell’adepto, la convinzione che non potrebbe egli, nella “società esterna”, comportarsi correttamente. C’è da dire, infine, che attorno a questi “culti emergenti” distruttivi gravita un giro impressionante di miliardi, e spesso affari per nulla “puliti”. Da questi dati emerge che le sette pescano nel malessere degli strati più deboli della società: non è tanto il crollo dei valori religiosi a giustificarle, quanto di una gerarchia organica di valori e di un sistema etico coerente. Tanto è vero che ri-sulta essere in atto, nel contesto societario occidentale, una smania incontrollata al consumismo che determina perfino il consumo di nuovi prodotti per l’anima. È la ricerca, da parte di questi nuovi culti, di un benessere immediato spirituale, al di là dei paradisi futuri post-mortem.

giovedì 5 novembre 2009

La psico-setta Arkeon rinviata a giudizio!

Arkeon rinviata a giudizio: associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza.

Il “fenomeno” delle psico-sette è difficile da definire, poiché immediatamente sorgono delle domande: dov’è la linea di confine che separa una psico-setta da una religione? Dove finisce la fede ed inizia il plagio?

In questo articolo, ancora una volta spiegherò il significato che il sottoscritto attribuisce al termine setta, anche se magari qualche criminologo nega che si possa utilizzare il termine setta fuori dal contesto del satanismo, forse perché o non si è documentato abbastanza oppure perché magari fornisce “consulenze di parte” proprio alle sette oppure ancora ignora perché cristallizzato su preconcetti.

Affermare che ad esempio le sette non si trovano sulle pagine gialle, è decisamente una banalità; poiché alcune sette anelano proprio ad un riconoscimento ufficiale al fine di fare maggiore proselitismo. In tali sette, ciò che viene mostrato al “pubblico” quasi sempre discorda da ciò che accade realmente all’interno della comunità settaria. A questo punto, qualcuno penserà che per il sottoscritto il termine “setta” ha una valenza negativa. Non è propriamente vero.

Il termine “setta” deriva dal latino sector, rafforzativo di sequor che significa “seguire”. Quindi è la propensione di uno o più invividui a seguire l’insegnamento di un maestro o leader che si ritiene illuminato e quindi in possesso di “grandi verità in grado di aportare miglioramenti alla nostra vita e alla nostra sfera spirituale”

E’ forse negativa questa cosa? No, decisamente no!

Se invece un “percorso di conoscenza” viene commercializzato? Beh, personalmente credo che queste “grandi verità” non possano essere vendute al “chilo”…

Come riconosciamo una psico-setta?

Alcuni fattori diciamo che sono standard:

-INDOTTRINAMENTO: distacco totale dai vecchi valori, sottoposizione a metodi e letture di difficile comprensione tese a creare maggiore caos nella psiche del soggetto che si sta indottrinando, incoraggiamento al rispetto della gerarchia e dell’obbedienza, della fedeltà… adeguento alle regole della congrega e così via..

-ISOLAMENTO: l’isolamento avviene parallelamente all’indottrinamento, poiché lo stradicamento del soggetto dal contesto famigliare è essenziale, così come è essenziale rimuovere la propria privacy e “confidarsi” con gli altri adepti… in qualche psico-setta poi vi è anche una dipendenza finanziaria

L’indottrinamento e l’isolamento creano un impegno mentale costante, così come una pressione psicologica costante e alla fine al vittima cede e diventa ingranaggio della comunità settaria.

Chiunque può avvicinarsi inconsapevolmente ad una psico-setta… e i motivi sono tanti… ci si può avvicinare perché magari si desidera intraprendere un percorso di vita e spirituale migliore, oppure perché si ha un problema come la tossicodipendenza, l’alcolismo e simili oppure ancora si è un soggetto debole, con evidenti fragilità e problemi comportamentali.

Tutta questa introduzione per arrivare a dire, che secondo la mia opinione Arkeon è una psico-setta, controversa e sicuramente con qualcosa di poco chiaro, datosi che è stata ed è oggetto di indagine.

Marco Guida, il gup del tribunale di Bari ha rinviato a giudizio dieci persone coinvolte nell’inchiesta sul “metodo Arkeon”. Secondo l’accusa Arkeon è una psico-setta, che utilizzando delle tecniche ispirate vagamento alle filosofie orientali, nell’arco di dieci anni sarebbe riuscita a fare proseliti, sviluppando una comunità di 10 mila adepti in tutta Italia. Sempre secondo l’accusa Arkeon ha truffato molte persone, obbligandle a comprare costosissimi seminari, in grado secondo Arkeon, di proporre tecniche per la guarigione dai tumori, dall’AIDS, dall’infertilità e da problemi di carattere spirituale.

Delle tecniche che propongono la guarigione dall’AIDS e dai tumori… capite cosa accade? Si promettono miracoli a suon di soldoni…

Alle dieci persone coinvolte nell’inchiesta sono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Il periodo nel quale si sarebbero svolti tali reati è compreso tra il 1999 e il 2008.

Il leader dell’organizzazione, Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro e residente a Milano, che affermava di essere uno psicologo, senza avere alcun titolo, andrà alla sbarra anche lui, poichè secondo l’inchiesta del sostituto procuratore Francesco Bretone, era colui che dirigeva l’associazione criminale. Il pm Bretone sostiene: “Nei seminari, Moccia faceva fare esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e all’accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal maestro. Tra gli esercizi richiesti c’era quello di travestirsi e andare a chiedere l’elemosina per strada o sottoporsi all’esercizio del no limits, durante il quale, secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. Alcuni ragazzini inoltre, sarebbero stati costretti ad assistere a episodi di forte impatto emotivo: un bimbo di dieci anni vide la mamma picchiare l’ex convivente, un diciassettenne conobbe particolari sulla vita sessuale del padre”.

Le indagini su Arkeon sono partite nel 2006 dopo che alcuni ex seguaci avevo fatto delle dichiarazioni nelle trasmissioni televisive: “Tutte le mattine” di Maurizio Costanzo e “Mi manda Raitre” di Andrea Vianello.

Gianni Leone

lunedì 2 novembre 2009

"Gaslighting"



Il termine "Gaslighting" deriva dal titolo del film "Gaslight" del 1944 del regista americano Georg Cukor con Ingrid Bergman e Charles Boyer.Il film si svolge nell'Inghilterra vittoriana dove un gentiluomo persuade la giovane moglie ad abitare nella vecchia casa dove è cresciuta e dove fu assassinata (da lui, naturalmente) sua zia e con una diabolica strategia psicologica, alterando le luci delle lampade a gas della casa, la spinge sull'orlo della pazzia.


Da qui, il termine gaslighting è utilizzato per definire un crudele comportamento manipolatorio messo in atto da una persona abusante per far si che la sua vittima dubiti di se stessa e dei suoi giudizi di realtà, cominci a sentirsi confusa, creda di stare impazzendo.



Il gaslighter, così viene definito colui che mette in atto tale manipolazione mentale, fa credere alla vittima di stare vivendo in una realtà che non corrisponde alla realtà oggettiva, la fa sentire sbagliata, mina alla base ogni sua certezza e sicurezza, in sostanza agisce su di lei un vero e proprio lavaggio del cervello. La ricerca dimostra che nella stragrande maggioranza dei casi la vittima e il gaslighter sono relazionalmente vicini, quasi sempre partner o parenti stretti.



Il comportamento di gaslighting attraversa tre fasi fondamentali:
1) Incredulità: la vittima non crede a quello che sta accadendo nè a ciò che vorrebbe farle credere il suo "carnefice"
2) Difesa: la vittima inizia a difendersi con rabbia e a sostenere la sua posizione di persona sana e ben "piantata" nella realtà oggettiva
3) Depressione: la vittima si convince che il manipolatore ha ragione, getta le armi, si rassegna, diventa insicura e estremamente vulnerabile e dipendente.


Esistono tre categorie fondamentali di manipolatore:

1) il bravo ragazzo che sembra avere a cuore solo il bene della vittima ma in realtà antepone ad ogni altra cosa i propri bisogni
2) l'adulatore che attua la manipolazione in maniera strategia lusingando la vittima
3) l'intimidatore che utilizza il rimprovero continuo, il sarcasmo, l'aggressività diretta

Lo scopo del comportamento di gaslighting, comune alle tre categorie di manipolatori, è ridurre la vittima a un totale livello di dipendenza fisica e psicologica, annullare la sua capacità di scelta e responsabilità.

Si tratta di una grave forma di perversione relazionale che rende le vittime talmente assuefatte e dipendenti da essere nella maggior parte dei casi inconsapevoli rispetto a ciò che sta loro accadendo. La violenza si cronicizza non appena la vittima entra nella fase depressiva, quella in cui si convince della ragione e anche della bontà del manipolatore (che si prende cura di lei, la capisce, la sostiene) che non a caso è spesso addirittura idealizzato. Ecco che si crea così il paradosso, in cui la vittima idealizza il proprio carnefice. Proprio per quanto detto finora è difficile che chi è vittima del gaslighter si renda conto della situazione perversa in cui vive e chieda aiuto, cosa ancor più vera se si pensa che essa diventa così dipendente da isolarsi anche a livello sociale per la paura di essere inadeguata o giudicata pazza. Più spesso la richiesta di aiuto o la capacità di far "aprire gli occhi" alla vittima arriva da chi le sta intorno, altri familiari, amici o colleghi. E' allora che può e deve iniziare il percorso di ricostruzione della propria identità, della fiducia e del senso di sè che porti la donna a liberarsi da una relazione perversa e dolorosa.

Tratto da : http://www.psicoterapiapsicologia.it/articoli-psicologia-psicoterapia/il-gaslighting-o-manipolazione-mentale


Cosa fare per poter aiutare le vittime di questi soggetti?
La prima cosa utile è l'informazione.

Immaginate una vittima che, una volta resasi conto della situazione in cui si trova, pensi alla possibilità di reagire: come fa a spiegare tutto questo? A chi lo potrà spiegare? Ha denaro e disponibilità di tempo a sufficienza per potersi far aiutare da professionisti? Sarà compresa?

Le sue possibilità aumenteranno proporzionalmente alla conoscenza di questi fenomeni nelle persone a cui si rivolgerà.

Anche per questo è stata creata una guida per gli operatori di Polizia, affinchè possano meglio riconoscere il fenomeno e gestire il contatto con le potenziali vittime di questi fenomeni (http://poliziadistato.it/articolo/10144-Stalking_dalla_Polizia_un_aiuto_per_vittime_e_operatori).

Generalmente, va aggiunto, il contesto (quasi sempre controllato dal molestatore) difficilmente potrà aiutare la vittima in maniera efficace.

Paura di problemi, indifferenza, pregiudizi, opera di diffamazione e manipolazione del gruppo da parte del molestatore, sembreranno alla vittima un muro invalicabile. Non va dimenticato che la stessa vittima, nella maggior parte dei casi, è una persona confusa e molto indebolita psicologicamente dal molestatore.

Se ricevete richieste di aiuto (che sono spesso “cifrate” e quindi non esplicite), offrite supporto. Anche il semplice ascolto e lo sforzo di comprensione posso fare, soprattutto all'inizio, moltissimo.

Chi chiede aiuto, del resto, ha già superato la fase di aver preso coscienza di essere vittima di uno di questi fenomeni, ma sente di trovarsi di fronte ad un problema enorme ed impalpabile, ramificato: un muro spesso e difficilmente sormontabile.

Se possibile, indirizzate queste persone a chiedere l'ausilio di professionisti: psicologi, avvocati, forze di polizia, centri di ascolto. Esortatele a documentarsi, anche in modo empirico, almeno inizialmente. Spesso queste persone non sanno nemmeno (o non si rendono pienamente conto) di essere vittima di qualcosa che è stato inquadrato, studiato, e magari anche punito dalla legge.

E' auspicabile un inquadramento normativo, credo, che punisca anche questa varietà di comportamenti la cui soluzione più efficace, nella fase iniziale, sembra essere proprio quella dell'auto-aiuto, e soprattutto dell'aiuto di chi ha contatti con la vittima, onde attivare poi una vera reazione che possa portare a interventi esterni, anche di tipo giudiziario.

La parte più difficile del viaggio è uscire dalla porta.
Nicky Persico

http://escialloscoperto.blogspot.com/2009/06/gaslighting.html

Psicosette, l'inganno si cela nei corsi aziendali

Il Gris indica come difendersi da un fenomeno dilagante

Per psicosette o «movimenti di sviluppo del potenziale umano» si intendono quei movimenti che mirano essenzialmente a sviluppare o potenziare le capacità psico-relazionali avendo come target di riferimento sia individui, ai quali viene promesso generalmente un miglioramento affettivo, professionale e relazionale, sia aziende, alle quali vengono proposti corsi di potenziamento del personale. In entrambi i casi, la tecnica di approccio consiste anzitutto in una sorta di analisi dello stato di salute della persona/azienda, effettuata rispettivamente attraverso appositi questionari e test aziendali; si passa quindi ad evidenziare, ingigantendoli, eventuali - ma immancabili! - difetti e punti critici, per poi, finalmente, proporre strumenti (libri) e corsi che sarebbero indispensabili per porvi rimedio.

La grande diffusione di tali corsi aziendali è stata particolarmente favorita dall'introduzione, negli ultimi 10-20 anni, dei concetti di «Qualità totale» e di tutte le relative certificazioni, ormai obbligatorie, che hanno comportato un boom di organizzazioni che propongono corsi similari, non sempre facilmente distinguibili dai movimenti succitati. L'origine storica sono le scuole di successo per manager nell'America del dopoguerra, mentre l'ambito di sviluppo culturale è quello della caduta delle ideologie forti, con un ripiegamento su aggregazioni legate a bisogni fondamentalmente individualistici, parallelamente alla disgregazione e frantumazione del sacro con l'emergere della tendenza a «credere senza appartenere». Per la verità, l'interesse per la sfera propriamente religiosa non è univoco né sempre esplicito. Infatti, se uno dei gruppi più diffusi (Scientology) si definisce una religione a tutti gli effetti, altre, come «Silva Mind Control», negano qualsiasi influenza religiosa; nella grande maggioranza dei piccoli gruppi di consulenza aziendale vige la prassi - in stile tipicamente new-age - di dichiarare una libertà di «doppia appartenenza», che poi risulta, alla prova dei fatti, sempre più difficilmente sostenibile. Tanto più che al massimo si arriva alla concezione di una sorta di «dio-Energia Superiore»: più l'apice di un percorso di purificazione psicologica che il Dio rivelato e fonte di un cammino di fede.

Per una valutazione complessiva del fenomeno, possiamo citare i seguenti aspetti positivi: lo sforzo per un migliore uso delle proprie capacità; un certo ottimismo, proprio del cosiddetto pensiero positivo; la valorizzazione dell'individuo in una società anonima e disumanizzante. Ma molti di più sono i rischi o aspetti critici, tra i quali: l'uso di metodi pseudo-psicoterapici applicati al di fuori di un contesto propriamente terapeutico e per di più spesso effettuati da sedicenti esperti non muniti di titoli appropriati; un aumento eccessivo di autostima; inaridimento affettivo generalizzato e accentuato con familiari non aderenti al gruppo elitario; la tendenza alla creazione di una dipendenza psicologica, ma non di rado anche economico-lavorativa, nei confronti del leader-conduttore o del gruppo.

Infine ci permettiamo di suggerire alcuni criteri di discernimento utili per distinguere organizzazioni dubbie da altre più affidabili: l'incongruità dei costi (non dovrebbero discostarsi di molto da tabellari ufficiali per corsi similari presso le Camere di Commercio); la sede e relative modalità di svolgimento dei corsi, caratterizzati da una limitazione della libertà personale e dal mancato rispetto dei ritmi riposo-veglia; l'uso sistematico - e talora ossessivo - di strumenti secondari e del tutto estranei all'organizzazione del lavoro, quali musiche e ritmi specifici, diversi colori, slogan e frasi stereotipate, la cura ossessiva dell'abbigliamento (frequenti le divise simil-militari), delle posture e dei comportamenti formali; le qualifiche generiche (esperto) dei docenti; il clima di segretezza unito alla richiesta di informazioni personali e familiari (spesso anche intime) del tutto estranee al tipo di lavoro svolto; la tendenza a proporre di continuo corsi di livello - e costo - superiore, pressoché all'infinito.

Antonio Fasol, Gris di Verona

lunedì 19 ottobre 2009

Il supermarket del sacro nell’Era della Globalizzazione


Un saggio dedicato ai nuovi movimenti religiosi

Il mondo odierno assomiglia sempre più ad un immenso supermercato a cielo aperto. Si compra di tutto e si vende di tutto, non solo la dignità e l’anima dell’uomo, ma anche il sacro, la fede, e tutto ciò che riguarda la sfera del soprannaturale.


Basta rivolgersi a una qualunque setta, a un qualunque guru più o meno famoso, per sentirsi propinare salvezza spirituale, benessere psicofisico, fortuna e amore nella vita, in cambio, ovviamente, di lauti pagamenti di corsi e di terapie che altro non sono, in fin dei conti, che furti legalizzati.

Così, grazie a questa “mercificazione del sacro”, mai come oggi sono sorte centinaia e centinaia di sette, chiesuole, conventicole e movimenti religiosi che fanno affari col sacro, turlupinano gli ingenui, vendono carismi, spremono i loro adepti come limoni e permettono un arricchimento indecente dei loro furbeschi guru. Si tratta delle cosiddette “religioni alternative”, di cui tratta con molta competenza Giuseppe Dal Ferro nel suo interessante libro intitolato: “Alla ricerca di Dio. Analisi antropologica e teologica delle religioni alternative” (pagine 287, Euro 18,00), pubblicato dalle padovane Edizioni Il Messaggero.

In questo libro, che è una sorta di guida per il Mercato del Sacro, l’Autore ci porta alla scoperta delle tante sette e conventicole che contendono terreno alle religioni tradizionali: psicosette come la Scientologia o la LDP, sette ufologiche come quella dei Raeliani, sette legate alla New Age e ai culti Acquariani, sette pagane, magiche e sataniche come la Chiesa di Satana e i Bambini di Satana, il Cenacolo dei Sacri Lari o la comunità di Damanhur, sette di ispirazione orientale come gli Hare-Krishna, la Mahikari o l’Ananda Marga, sette spiritistiche come la Loggia dell’Aquila Bianca o il Cerchio Firenze 77.

Lo sconcertante di queste assurde sette è che hanno una impostazione commerciale: vendono corsi, stage e seminari, propinano materiale di ogni genere in cambio di denaro, chiedono ai propri adepti di versare contributi economici per il mantenimento delle sedi di culto e degli addetti alle funzioni.

Tutto ciò, ovviamente, puzza terribilmente di mercato, di affari e di truffe: spesso, dietro queste pseudoreligioni ci sono dei gran furboni che approfittano della credulità dei gonzi per spillare loro dei soldi, vendendo dottrine, credenze, miracoli e tecniche di meditazione o di preghiera, che, al contrario, dovrebbero essere gratuite e libere a tutti. Perciò, queste forme di religiosità alternativa, sanno tanto di imbroglio, di truffa, di plagio nei confronti di persone ingenue, ignoranti, o magari che si trovano ad affrontare momenti assai difficili delle loro vite (in seguito a malattie, lutti, disgrazie).
In sostanza, un buon libro, questo di Dal Ferro, che ci mette in guardia dagli inganni dei mercanti del sacro e che ci aiuta ad aprire gli occhi sull’assurdità di religioni per poter usufruire delle quali occorre pagare. Dio non chiede soldi ai suoi fedeli: chi fa questo, è più facile che obbedisca ai diavoli delle Tenebre piuttosto che a Dio. Un ottimo libro, che potete chiedere nelle migliori librerie oppure alle Edizioni Il Messaggero: www.edizionimessaggero.it


di
Fabrizio Legger


Autore del Libro :

Giuseppe Dal Ferro, sacerdote della diocesi di Vicenza, insegna teologia e dialogo interreligioso presso l'Istituto di Studi Ecumenici 'S. Bernardino' di Venezia, nonché presso la Facoltà di teologia dell'Italia Settentrionale, sezione di Padova, e l'Istituto Superiore di Scienze Religiose delle Venezie, sede di Padova.

lunedì 12 ottobre 2009

Diritti diversi.La legge negata ai gay






Cosa vuoi dire oggi "essere gay"? È proprio vero che la legge è uguale per tutti? L'omosessualità gode ormai del rispetto e degli stessi diritti riconosciuti all'eterosessualità o è ancora vista con sospetto e pregiudizio? Secondo uno degli avvocati più famosi d'Italia i casi di discriminazione sono ancora tanti, troppi, l'autrice riflette su alcuni principi della Costituzione italiana, e in particolare quelli espressi negli articoli 2 e 3, che risultano non applicati nel caso degli omosessuali. Inutile dire che particolare peso hanno, in tutto questo, la religione e le posizioni della Chiesa cattolica. Le nozze, le adozioni, le successioni, la convivenza: tutte battaglie ancora da combattere, in nome della legge. E inoltre, in appendice: una rassegna delle legislazioni sul tema omosessualità nel mondo (dalla pena di morte in Iran ai pari diritti in Olanda).

Nel segno della verità e della libertà.. così come viene espresso nella prefazione dell'avvocato Anna Maria Bernardini De Pace

Ricordo con orrore le tante volte che durante i seminari di arkeon si convincevano le persone gay di essere "sbagliati" che erano solo delle persone in conflitto con le proprie madri. Ricordo persone portate ad esempio come fenomeni da baraccone perchè avevano risolto il "problema" dell'omosessualità...


Chiunque potrebbe comprendere il trauma continuo di
chi deve rinnegare il proprio autentico sentire per omologarsi
alle aspettative altrui; chiunque dovrebbe avvertire il
patimento di chi si sente estraneo alla propria famiglia,
giudicato sul lavoro, osservato in pubblico. Ciò potrebbe
avvenire solo, però, se quel chiunque sapesse uscire dalla
crosta comoda dell’ipocrisia o dalla prigione salvifica di
una qualsiasi morale. Se, poi, quel chiunque si soffermasse
a riflettere su quanti sopportano il segreto di un’assurda
vergogna, su quelli che possono prospettare solo parziali
progetti di coppia, e sulla frustrazione dei sentimenti
d’amore di chi è fuori dalle regole, be’, allora vorrebbe
davvero agire, farebbe di tutto per pretendere che la legge
adempia al suo compito di creare l’ordine sociale, di eliminare
le differenze, di rispettare l’identità di ciascuno. Non
accetterebbe che un solo individuo del popolo GLBT (gay,
lesbiche, bisessuali, transessuali) possa mai continuare a
sentirsi solo, inferiore, differente da tutti. Oppresso nel
buio del dolore.

venerdì 2 ottobre 2009

Psico-setta truffava adepti promettendo la guarigione: 10 rinvii a giudizio a Bari

Costringevano a partecipare a seminari con costi sino a 15mila euro. Obbligati a travestirsi e chiedere l'elemosina





LATINA (1 ottobre) - Proponevano metodi alternativi per risolvere gravi problemi di salute, addirittura per guarire da tumori e Aids. Si facevano chiamare "maestri" e organizzavano in tutta Italia numerosi seminari a pagamento per diffondere il "metodo Arkeon", grossolanamente ispirato alle filosofie orientali del Reiki. Secondo la Procura di Bari il gruppo ha messo in piedi, in dieci anni, una colossale truffa ai danni di persone deboli, disposte a tutto per uscire da una crisi. Ora però si apre la strada del processo a carico dei responsabili: il gup del tribunale di Bari Marco Guida ha infatti rinviato a giudizio dieci delle undici persone coinvolte nell'inchiesta. La posizione dell'undicesimo indagato è stata stralciata e verrà trattata a dicembre.

Le accuse. La Procura contesta, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008, durante il quale la setta ha raccolto circa 10.000 adepti. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Non sono mancati casi estremi come quello di una coppia del Nord Italia che, tentando di risolvere la propria crisi matrimoniale, ha raccontato di aver pagato 100.000 euro.

I maestri. Rinviati a giudizio Vito Carlo Moccia (considerato il capo della setta), Francesco Morello, Gabriella Fabbri, Antonio Turi, Isa Calabrese, Piero Mazza, Massimo Vavalle, Quirino Salerno, Grazia Bozzo, Francesco Giuseppe Locatelli mentre la posizione di Francesco Ferrara è stata stralciata e sarà discussa dal giudice a dicembre. Solo un punto del capo di imputazione è caduto, mentre tutte le altre contestazioni restano in piedi e saranno vagliate dai giudici del collegio penale di Bari: il processo inizierà nel gennaio 2010.

I seminari. Secondo l'accusa la setta truffava gli adepti costringendoli a partecipare a costosi seminari, convincendoli che solo in questo modo sarebbero guariti da tumori, aids, infertilità, disagi di qualsiasi genere oppure da problemi spirituali. Secondo il sostituto procuratore Francesco Bretone, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, 57 anni, di Noicattaro (Bari) il quale si presentava come psicologo senza averne i titoli. E' stato lui ad aver ideato il metodo "Arkeon" che i vari complici diffondevano in tutta Italia a suon di costosi corsi "miracolosi". In alcuni casi gli adepti venivano convinti di aver subito una violenza sessuale nell'infanzia da cui si dovevano "liberare" attraverso i corsi a pagamento. «Siamo soddisfatti - spiega l'avvocato di parte civile, Tania Rizzo - anche perché è stata riconosciuta la fondatezza dell'accusa di associazione per delinquere». Nel processo si sono costituite come parti civili le associazioni Codacons, Favis e CeSAP oltre ad alcune vittime della setta.

I testimoni
Gli ex adepti della setta hanno raccontato di aver partecipato a una serie di pratiche. Tra gli "esercizi" richiesti c'era quello di travestirsi e andare a chiedere l'elemosina per strada o sottoporsi a «no limits», durante il quale, sempre secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni.

Denunce in Tv Il caso Arkeon ha avuta una forte eco anche grazie ai racconti degli ex adepti alle trasmissioni televisive "Tutte le mattine" di Maurizio Costanzo e "Mi manda Raitre" condotta da Andrea Vianello. Anche "Striscia la notizia" ha realizzato una serie di servizi, occupandosi di Padre Caltalamessa, conduttore del programma "A sua immagine", che per promuovere le attività di Arkeon le dedicò una puntata raccontando come avesse aiutato tra l'altro a uscire dalla condizione di omosessualità un ragazzo di nome Luca. In un'intervista-confessione Luca raccontò la sua esperienza di ragazzo gay che, "grazie ad Arkeon", si era sposato con una donna da cui ha avuto anche un figlio. Alcuni sostengono che la canzone di Povia "Luca era gay" sia nata proprio da quella testimonianza.
di
Marco Cusumano



www.ilmessaggero.it

www.ilmattino.it

giovedì 1 ottobre 2009

Arkeon, setta truffava adepti, 10 a giudizio: rispondono di associazione, maltrattamenti a minori

Bari (Puglia) - Il gup di Bari ha rinviato a giudizio 10 degli 11 imputati dell'inchiesta sul 'metodo Arkeon', una sorta di psico-setta dedita alla truffa.
Utilizzando tecniche vagamente ispirate filosofie orientali, in 10 anni la setta sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti, obbligandoli a partecipare a costosi seminari dopo i quali sarebbero guariti da qualsiasi malattia. Contestati associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza, maltrattamenti di minori.

Scritto da
Antonio Romano

Martedì 29 Settembre 2009 21:03

www.ilpaesenuovo.it

Pseudo-setta, va a processo l'Arkeon




BARI - Il gup del tribunale di Bari Marco Guida ha rinviato a giudizio dieci delle undici persone coinvolte nell’inchiesta sul «metodo Arkeon». La posizione dell’undicesimo indagato è stata stralciata. Si tratta - secondo l’accusa - di una sorta di «psico-setta» che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari, dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali.

LE ACCUSE - Nell’indagine vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia, che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale, ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato.

SEDICENTE PSICOLOGO RESIDENTE A MILANO - Va alla sbarra anche il capo dell'organizzazione, Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro e residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli e che, secondo l’inchiesta del sostituto procuratore Francesco Bretone, era il capo dell’associazione criminale. Nei seminari - sostiene il pm - Moccia faceva fare esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e all’accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal «maestro». Tra gli esercizi richiesti c’era quello di travestirsi e andare a chiedere l’elemosina per strada o sottoporsi all’esercizio del «no limits», durante il quale, secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. Alcuni ragazzini inoltre, sarebbero stati costretti ad assistere a episodi di forte impatto emotivo: un bimbo di dieci anni vide la mamma picchiare l’ex convivente, un diciassettenne conobbe particolari sulla vita sessuale del padre. Secondo l’accusa, il gruppo riusciva a creare una dipendenza psicologica inducendo le vittime a partecipare in maniera costante ai seminari.

LE PRATICHE
- «Tutti in piedi che camminano in una stanza con musica new age di sottofondo. Al segnale del «maestro» si fermano di fronte ad un adepto a caso fissandolo negli occhi. Poi il maestro ordina di ripetere alla persona difronte "Io ho fiducia in te, ti offro io mio amore" e l’altro deve rispondere "Io ho un segreto che non ho mai detto a nessuno"». E’ uno degli inquietanti passaggi contenuti nelle carte dell’inchiesta che ha smascherato la setta

DENUNCIA IN TV
- Le indagini sono partite nel 2006 dopo che alcuni ex seguaci del gruppo avevano partecipato alle trasmissioni televisive «Tutte le mattine» di Maurizio Costanzo e «Mi manda Raitre» condotta da Andrea Vianello.

29 settembre 2009

BARI: psico-setta, 10 imputati rinviati a giudizio

Martedì 29 Settembre 2009
BARI | Il gup di Bari ha rinviato a giudizio 10 degli 11 imputati, nell'ambito dell'inchiesta sul “metodo Arkeon”, una sorta di psico-setta dedita alla truffa. La setta, in 10 anni, avvalendosi di tecniche vagamente ispirate filosofie orientali, sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti, obbligandoli a partecipare a costosi seminari dopo i quali sarebbero guariti da qualsiasi malattia. Gli imputati rispondono a vario titolo dei reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza, maltrattamenti di minori. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008.

Maria Milone

PSICOSETTA ARKEON, A GIUDIZIO TRE PONTINI

Il gup del tribunale di Bari Marco Guida ha rinviato a giudizio dieci delle undici persone coinvolte nell'inchiesta sul "metodo Arkeon", tra le quali tre di Latina. La posizione dell'undicesimo indagato è stata stralaciata. Si tratta - secondo l'accusa - di una sorta di psico-setta che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Nell'indagine vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza.

I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo il pm inquirente, Francesco Bretone, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.

Psico-setta a Bari, rinviate a giudizio 10 persone

L’indagine disposta dal pm Francesco Bretone e condotta dagli agenti investigativi della Digos guidati dal dottor Stanislao Schimera sui falsi psicologi della presunta psico-setta «Arkeon» è culminata nel rinvio a giudizio di dieci persone, stabilito dal gup Marco Guida.
Le accuse sono per associazione a delinquere, estorsione, esercizio illecito della professione medica, violenza privata, maltrattamenti su minori e incapacità procurata da violenza. Gli inquisiti facevano da guida ai loro seguaci promettendo un cammino di crescita e consapevolezza che li avrebbe guariti dalle afflizioni dello spirito e del corpo, ovviamente a pagamento.

Guida spirituale della setta e inventore del metodo «Arkeon », facendo riferimento all’accusa, è Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli. È stato rinviato a giudizio insieme a Francesco Antonio Morello, Gabriella Fabri, Antonio Turi, Isa Calabrese, Grazia Bozzo, Piero Mazza, Massimo Vavalle, Francesco Giuseppe Locatelli, Saverio Quirino. Annullata la disposizione dell’undicesimo investigato Francesca Ferrara.

I magistrati asseriscono che l’équipe delle guide spirituali avrebbero fatto credere a persone affette da depressione e da altre difficoltà psicologiche o seriamente malate, di poter eliminare le loro preoccupazioni grazie alla partecipazione ai loro costosi corsi del metodo «Arkeon».

Antonio Calisi

Bari, a giudizio 10 della psico-setta

BARI - Sedicenti psicologi e santoni. Fior di quattrini per partecipare ai seminari estorti a giovani, psicolabili e malati di cancro. L’inchiesta coordinata dal pm Francesco Bretone e condotta dagli investigatori della Digos guidati dal dottor Stanislao Schimera sui «maestri» della presunta psico-setta «Arkeon» è culminata nel rinvio a giudizio, deciso dal gup Marco Guida, di dieci persone.

Associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza i reati contestati. Gli indagati si facevano chiamare maestri e guidavano i loro allievi lungo un percorso di sviluppo e conoscenza che li avrebbe guariti, a loro dire «dalle sofferenze dello spirito e del corpo». Tutto, ovviamente a pagamento.

Guru del metodo «Arkeon », secondo l’accusa, Vito Carlo Moccia, 55 anni, nato a Milano, ex dipendente della Case di cura riunite di Bari. È stato rinviato a giudizio insieme a Francesco Antonio Morello, Gabriella Fabri, Antonio Turi, Isa Calabrese, Grazia Bozzo, Piero Mazza, Massimo Vavalle, Francesco Giuseppe Locatelli, Saverio Quirino.

Stralciata la posizione dell’undicesimo indagato Francesca Ferrara.

Gli inquirenti sostengono che il gruppo di maestri del «Sentiero sacro» avrebbe fatto credere a persone in crisi, affette da problemi psichici, oppure gravemente ammalate di poter risolvere i loro problemi attraverso i corsi del metodo «Arkeon». [l.nat.]

La Gazzetta del Mezzogiorno

mercoledì 30 settembre 2009

Setta truffava adepti,10 a giudizio

A Bari, rispondono di associazione, maltrattamenti a minori

(ANSA)- BARI, 29 SET- Il gup di Bari ha rinviato a giudizio 10 degli 11 imputati dell'inchiesta sul 'metodo Arkeon', una sorta di psico-setta dedita alla truffa. Utilizzando tecniche vagamente ispirate filosofie orientali, in 10 anni la setta sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti, obbligandoli a partecipare a costosi seminari dopo i quali sarebbero guariti da qualsiasi malattia. Contestati associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza, maltrattamenti di minori.

I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord che cercava di risolvere una crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, cosi' come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo il pm, Francesco Bretone, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli. (ANSA)

Metodo Arkeon, dieci persone rinviate a giudizio

29 settembre 2009
Mente dell'organizzazione un 57enne di Noicattaro residente a Milano

Seminari costosi e pratiche di spersonalizzazione: queste le ricette per guarire da problemi di salute

Sono dieci le persone rinviate a giudizio dal gup di Bari, Marco Guida, coinvolte nell’inchiesta sul metodo Arkeon: una sorta di psicosetta diffusa in tutta Italia e che, in poco meno di dieci anni, ha raccolto migliaia di adepti in ogni parte della penisola. Un anno fa furono iscritte nel registro degli indagati undici persone. Ora solo la posizione di una queste è stata stralciata.

Ai dieci rinviati a giudizio vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Come già scritto un anno fa da queste colonne, le persone che entravano a far parte di questa setta erano, in prevalenza, colpite da problemi di salute o di natura affettiva. Secondo alcune testimonianze, pare che coloro i quali decidevano di avvicinarsi al metodo Arkeon venivano plagiati e invogliati a partecipare ad un ciclo di seminari, il cui costo partiva da 260 euro. Poi, man mano che si scalavano i livelli di approfondimento, le cifre crescevano fino a raggiungere quote vicine ai 15mila euro.

Tra le persone rinviate a giudizio c’è anche la mente operativa del metodo Arkeon, Vito Carlo Moccia, 57enne di Noicattaro e residente a Milano. Lui diceva di svolgere la professione di psicologo pur non avendo alcun tipo di abilitazione. Moccia, sostiene il pubblico ministero inquirente, faceva compiere agli adepti esercizi terapici che, in maniera graduale, conducevano verso una vera e propria spersonalizzazione di sé. Una tecnica pare fosse quella del “no limits”, per la quale le vittime erano costrette a credere di di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. In alcuni casi, infine, veniva prescritto l’obbligo di travestirsi da clochard per chiedere l’elemosina per la strade.

Antonio Scotti