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sabato 20 giugno 2009

PSICOSETTE.ARKEON:CURAVANO I GAY,AVVISO DI GARANZIA AL MAESTRO

SAREBBE UN TRUFFATORE CHE CON TECNICHE REIKI ESTORCEVA DENARO
giovedì 11 ottobre 2007 , di ansa

BARI, 11 OTT - In molti in tutta Italia lo chiamavano maestro e pagavano profumatamente per partecipare ai suoi seminari sperando di guarire da malesseri fisici o spirituali. Per la polizia, che lo considera a capo di una

'psicosetta', e' invece un truffatore che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, reinventate da lui e dal suo gruppo, in dieci anni e' riuscito a raccogliere almeno 10.000 adepti in tutta Italia.

Il maestro e' Vito Carlo Moccia, inventore del metodo conosciuto con nome di Arkeon, che e' accusato di avere costituito una associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo di una professione, nonche' della commissione in concorso dei reati di truffa aggravata, violenza sessuale, violenza privata e calunnia. A lui e ad altri cinque maestri ed ex maestri che praticavano il suo metodo in varie parti d'Italia, la polizia ha notificato oggi informazioni di garanzia. Gli agenti hanno anche sequestrato a Bari la sede dell'associazione The sacred path, centro operativo del gruppo, ha fatto perquisizioni, e ha oscurato cinque siti internet nei quali si pubblicizzavano le attivita' del gruppo.

Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro, ma una coppia del nord Italia ha detto alla polizia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto di avere pagato fino a 200 milioni di lire. Il costo si incrementava a mano a mano che si passava di livello, fino a giungere a 15.000 euro. Secondo la polizia,

Moccia, che ha 55 anni, e' nato a Milano e risiede a Noicattaro (Bari), diceva di essere psicologo ma non aveva i titoli per esercitare.

Nei seminari faceva fare esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e alla accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal maestro. Tra gli esercizi richiesti c'era quello di travestirsi e andare a chiedere l'elemosina per strada o

sottoporsi all'esercizio del 'no limits', durante il quale, secondo le denunce presentate, alcune vittime avrebbero detto di avere subito abusi sessuali.

Ai seminari partecipavano persone con malattie gravi che si convincevano di poter guarire cosi'.

Secondo l'accusa, il gruppo riusciva a creare una dipendenza psicologica inducendo le vittime a partecipare in maniera costante ai seminari.

Le indagini, condotte dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, Francesco Bretone (i provvedimenti sono stati disposti dal gip Vito Fanizzi) erano partite circa un anno fa dopo che alcuni ex seguaci del gruppo

avevano partecipato a trasmissioni televisive come Tutte le mattine di Maurizio Costanzo e Mi manda Raitre, condotta da Andrea Vianello, denunciando le attivita' illecite di Arkeon e rivelando di avere sborsato ingenti somme di denaro per partecipare ai seminari.

Dalle indagini e' emerso che anche minorenni venivano indotti ad assistere, e talvolta a partecipare attivamente alle pratiche del gruppo. Anche questi ragazzi sono stati ascoltati dalla polizia e, vista la delicatezza delle circostanze, con ausilio di un medico psicologo.

L'inchiesta e' stata condotta con il compartimento della polizia postale e delle telecomunicazioni Puglia e la Digos di Roma, Milano, Palermo, Latina dove risiedono alcuni degli indagati.

Di paola Laforgia

venerdì 19 giugno 2009

Sacred Path, 10 anni di psicosetta a Bari

Un finto psicologo barese invitava a liberarsi dalla paure per guarire da mali spesso incurabili

Dieci anni di raggiri denunciati in TV a Mi Manda Raitre e Tutte le Mattine, la striscia quotidiana curata da Maurizio Costanzo, “convegni”in giro per l’Italia e centinaia di migliaia di euro spillati a più di 10.000 persone.
Vito Antonio Moccia era il “Maestro” di una psicosetta che ispirandosi ad alcune credenze del Reiki, una filosofia orientale, si spacciava per guaritore e psicologo. Il cinquantenne barese ha chiamato questo metodo Arkeon ed in questi anni ha organizzato in strutture alberghiere di tutta Italia dei Meeting: 250 euro la tariffa base per prendere parte a questi incontri, ma ci sono persone che hanno sborsato 15.000 euro o come accaduto ad una coppia milanese, 200 milioni di vecchie lire. Tutti questi soldi spesi nella speranza di guarire dai tumori, dall’AIDS, dall’infertilità.
Le indagini partite nel 2006 dopo le denunce televisive di alcuni adepti fuoriusciti dal gruppo hanno portato ad iscrivere nel registro degli indagati sei persone per il reato di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione medica, truffa aggravata, calunnia e violenza privata e sessuale. L’ultimo capo di imputazione si giustifica con le testimonianze delle persone truffate, le quali negli incontri venivano bendate e poste a coppia uno di fronte all’atro e invitate dal Maestro a lasciarsi andare nei comportamenti e nel linguaggio, fino ad abusare sessualmente, soprattutto delle donne. Gli inquirenti hanno rivelato che agli incontri hanno partecipato anche dei minori, almeno quattro ragazzi dai 12 ai 18 anni ma non c’è al momento alcuna certezza che questi siano stati oggetto di violenza: 50 le denunce sulle quali la Digos di Bari ha lavorato di concerto con le sezioni di Roma, Milano, Palermo e Latina, ma il questore Vincenzo Speranza, con Stanislao Schimera, dirigente della sezione pugliese, ha invitato tutti coloro che hanno subito l’influenza di questo santone a denunciare cosa hanno vissuto. L’indagine ha Bari come epicentro, precisamente due vani siti in Via Amendola dove la Sacred Path (questo il nome della setta) aveva sede legale e dove erano allocati i server dei quattro siti internet (oscurati con la collaborazione della Polizia Postale) che pubblicizzavano i Meeting di Vito Moccia: sotto inchiesta altre cinque persone,due a Bari e altre nel resto d’Italia, perché il Santone sicuramente aveva messo su una sorta di franchising per diffondere meglio il suo metodo di circonvenzione delle persone. Le indagini di Francesco Bretone del Tribunale di Bari continuano: non è escluso che il Giudice per le indagini preliminari Vito Fanizzi possa disporre nuovi provvedimenti nei confronti degli inquisiti.
Antonella Ardito