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domenica 13 febbraio 2011

Arkeon, speriamo non arrivi la prescrizione …




Notate il titolo dell'articolo in alto a sinistra sulla prima pagina del "Quotidiano di Bari" del 4 febbraio 2011

Per ora non trovo rispondenza di questo articolo sulla versione online del Quotidiano di Bari... Ne copio quindi il testo dal Cesap che riporta il link al sito della dottoressa Tinelli

"Udienza fissata per il 24 febbraio. Saranno presentate le liste dei testimoni.

La psicloga: “Vivo con la paura di ritorsioni sulla mia famiglia”

Udienza fissata per il processo Arkeon, la setta i cui adepti sarebbero stati manipolati psicologicamente da fantomatici “maestri”, col fine di estorcere denaro e favori di ogni genere. Ma anche per il semplice piacere di sentirsi superiori: paragonati a Gesù, essere artefici del destino di centinaia di persone dalle menti fragili, manipolate come burattini.

Il capo dei burattinai, secondo le accuse – ed i molti filmati che gli stessi adepti di Arkeon hanno postato in rete – sarebbe Vito Carlo Moccia, il “capo-maestro”, colui che – secondo le dichiarazioni della psicologa Lorita Tinelli, parte civile nel processo nonchè ex consigliere nazionale del GRIS (Gruppo di ricerca socio religiosa, riconosciuto dalla CEI) e fondatrice del CeSAP (Centro Studi Abusi Psicologici) – era riuscito a controllare le menti dei suoi seguaci, a tal punto che questi veneravano persino la sua immagine. Un dio, quasi, o un messia: tanto che le sue foto venivano poste su degli altari religiosi accanto a delle raffigurazioni di Gesù, come a sottolineare la parità di valore tra le due figure.

E dovevano essere in molti a credere che il Moccia fosse una specie di nuovo messia, tanto che persino un uomo di chiesa, il sacerdote paolino don Angelo De Simone, era diventato non solo adepto arkeon ma anche, per così dire, il sacerdote ufficiale della setta, celebrando matrimoni tra i “discepoli” anche quando questi erano già sposati. Ma non è tutto. Il sacerdote avrebbe, come documentano i filmati sulla setta mandati in onda dalla trtasmissione “Chi l’ha visto?”, avuto per anni rapporti sessuali con due suore. Don De Simone era di certo in conflitto con la propria coscienza, con il ruolo che rappresentava nella società e, di certo, con la propria fede.

Un conflitto che il Moccia aveva risolto attraverso il ‘metodo’ Arkeon: una serie di tattiche psicologiche mirate a “liberare” la coscienza di una persona in conflitto con se stessa, a riaffermare un ruolo sociale che il proprio essere metteva in conflitto con i dettami della società moderna. Così unn sacerdote, la cui coscienza soffriva di fronte alla consapevolezza di non riuscire ad arginare la propria sessualità, in totale conflitto con i dogmi della Chiesa, diventava un membto della comunità Arkeon: lì avrebbe potuto essere libero ed avrebbe venerato il suo liberatore, come sempre, il Moccia.

Come don De Simone, altri (si parla di centinaia di persone) sarebbero cadute nelle “trame” di questo gioco psicologico della cui straordinaria efficacia – come sembra anche lo stesso Moccia abbia affermato in un filmato mandato in onda dalle reti televisive – anche lo stesso creatore si sarebbe meravigliato .

Così accadeva che molti venivano convinti di essere stati vittime di abusi sessuali quando erano ancora bambini (abusi di fatto mai avvenuti) , o di essere eterosessuali quando invece erano omosessuali (alcuni sono stati convinti che la propria omosessualità derivasse da fantomatici abusi sessuali subìti nell’infanzia e sono stati convinti ad unirsi in matrimonio con persone del sesso opposto) o che tutti i problemi da loro incontrati nel corso della vita derivassero da qualche violenza subìta nell’infanzia che, per mezzo dei riti e delle pratiche della setta (il Metodo Arkeon), il Moccia si impegnava ad individuare e portare alla luce e, come è oggetto di indagine, ad utilizzare probabilmente per scopi illeciti. Si parla infatti di donazioni di denaro, anche consistenti, da parte dei seguaci della setta ai “maestri” ed allo stesso Moccia, nonchè di favori di vario genere e di presunte violenze sessuali.

Quest’ultima imputazione di reato , è al vaglio degli inquirenti del tribunale di Milano (il processo si svolge, in contemporanea, anche in altre città d’Italia, dove sorgevano altre sedi della setta). Ma queste ed altre circostanze saranno confermate o smentite durante il corso del processo, che, il 24 del mese corrente, porterà la formulazione della lista dei testimoni che saranno ascoltati, da entrambe accusa e difesa, in un intervallo di 15 giorni per udienza. Una delle prime testimoni ad essere sentite sarà la psicologa Lorita Tinelli, costituitasi parte civile nel processo.

“Sono oggetto di continue minacce, anche di morte, da parte di alcuni adepti della setta – ha dichiarato la fondatrice del Centro studi per gli Abusi Psicologici – voglio che sia fatta giustizia e che la macchina della giustizia del nostro Paese non sia così lenta come sembra invece essere”.

La lentezza delle procedure processuali, infatti, potrebbe portare alla prescrizione di alcuni reati imputati a Moccia.

“Continuo la mia lotta contro un gruppo di persone che agisce in modo mafioso – ha continuato la Tinelli – sotto continue minacce e denigrazioni, anche per mezzo di internet (sono molti i blog dei seguaci di Arkeon che gettano fango sulla psicologa nocese ndr), non esco più la sera, sono stata costretta a spostare la sede del mio studio in un luogo abitato e vivo ogni giorno con la paura di ritorsioni su di me e, soprattutto, sulla mia famiglia"


Mirko Misceo

Il Quotidiano di Bari, 4 febbraio 2011

giovedì 18 marzo 2010

giovedì 5 novembre 2009

La psico-setta Arkeon rinviata a giudizio!

Arkeon rinviata a giudizio: associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza.

Il “fenomeno” delle psico-sette è difficile da definire, poiché immediatamente sorgono delle domande: dov’è la linea di confine che separa una psico-setta da una religione? Dove finisce la fede ed inizia il plagio?

In questo articolo, ancora una volta spiegherò il significato che il sottoscritto attribuisce al termine setta, anche se magari qualche criminologo nega che si possa utilizzare il termine setta fuori dal contesto del satanismo, forse perché o non si è documentato abbastanza oppure perché magari fornisce “consulenze di parte” proprio alle sette oppure ancora ignora perché cristallizzato su preconcetti.

Affermare che ad esempio le sette non si trovano sulle pagine gialle, è decisamente una banalità; poiché alcune sette anelano proprio ad un riconoscimento ufficiale al fine di fare maggiore proselitismo. In tali sette, ciò che viene mostrato al “pubblico” quasi sempre discorda da ciò che accade realmente all’interno della comunità settaria. A questo punto, qualcuno penserà che per il sottoscritto il termine “setta” ha una valenza negativa. Non è propriamente vero.

Il termine “setta” deriva dal latino sector, rafforzativo di sequor che significa “seguire”. Quindi è la propensione di uno o più invividui a seguire l’insegnamento di un maestro o leader che si ritiene illuminato e quindi in possesso di “grandi verità in grado di aportare miglioramenti alla nostra vita e alla nostra sfera spirituale”

E’ forse negativa questa cosa? No, decisamente no!

Se invece un “percorso di conoscenza” viene commercializzato? Beh, personalmente credo che queste “grandi verità” non possano essere vendute al “chilo”…

Come riconosciamo una psico-setta?

Alcuni fattori diciamo che sono standard:

-INDOTTRINAMENTO: distacco totale dai vecchi valori, sottoposizione a metodi e letture di difficile comprensione tese a creare maggiore caos nella psiche del soggetto che si sta indottrinando, incoraggiamento al rispetto della gerarchia e dell’obbedienza, della fedeltà… adeguento alle regole della congrega e così via..

-ISOLAMENTO: l’isolamento avviene parallelamente all’indottrinamento, poiché lo stradicamento del soggetto dal contesto famigliare è essenziale, così come è essenziale rimuovere la propria privacy e “confidarsi” con gli altri adepti… in qualche psico-setta poi vi è anche una dipendenza finanziaria

L’indottrinamento e l’isolamento creano un impegno mentale costante, così come una pressione psicologica costante e alla fine al vittima cede e diventa ingranaggio della comunità settaria.

Chiunque può avvicinarsi inconsapevolmente ad una psico-setta… e i motivi sono tanti… ci si può avvicinare perché magari si desidera intraprendere un percorso di vita e spirituale migliore, oppure perché si ha un problema come la tossicodipendenza, l’alcolismo e simili oppure ancora si è un soggetto debole, con evidenti fragilità e problemi comportamentali.

Tutta questa introduzione per arrivare a dire, che secondo la mia opinione Arkeon è una psico-setta, controversa e sicuramente con qualcosa di poco chiaro, datosi che è stata ed è oggetto di indagine.

Marco Guida, il gup del tribunale di Bari ha rinviato a giudizio dieci persone coinvolte nell’inchiesta sul “metodo Arkeon”. Secondo l’accusa Arkeon è una psico-setta, che utilizzando delle tecniche ispirate vagamento alle filosofie orientali, nell’arco di dieci anni sarebbe riuscita a fare proseliti, sviluppando una comunità di 10 mila adepti in tutta Italia. Sempre secondo l’accusa Arkeon ha truffato molte persone, obbligandle a comprare costosissimi seminari, in grado secondo Arkeon, di proporre tecniche per la guarigione dai tumori, dall’AIDS, dall’infertilità e da problemi di carattere spirituale.

Delle tecniche che propongono la guarigione dall’AIDS e dai tumori… capite cosa accade? Si promettono miracoli a suon di soldoni…

Alle dieci persone coinvolte nell’inchiesta sono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Il periodo nel quale si sarebbero svolti tali reati è compreso tra il 1999 e il 2008.

Il leader dell’organizzazione, Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro e residente a Milano, che affermava di essere uno psicologo, senza avere alcun titolo, andrà alla sbarra anche lui, poichè secondo l’inchiesta del sostituto procuratore Francesco Bretone, era colui che dirigeva l’associazione criminale. Il pm Bretone sostiene: “Nei seminari, Moccia faceva fare esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e all’accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal maestro. Tra gli esercizi richiesti c’era quello di travestirsi e andare a chiedere l’elemosina per strada o sottoporsi all’esercizio del no limits, durante il quale, secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. Alcuni ragazzini inoltre, sarebbero stati costretti ad assistere a episodi di forte impatto emotivo: un bimbo di dieci anni vide la mamma picchiare l’ex convivente, un diciassettenne conobbe particolari sulla vita sessuale del padre”.

Le indagini su Arkeon sono partite nel 2006 dopo che alcuni ex seguaci avevo fatto delle dichiarazioni nelle trasmissioni televisive: “Tutte le mattine” di Maurizio Costanzo e “Mi manda Raitre” di Andrea Vianello.

Gianni Leone

venerdì 2 ottobre 2009

Psico-setta truffava adepti promettendo la guarigione: 10 rinvii a giudizio a Bari

Costringevano a partecipare a seminari con costi sino a 15mila euro. Obbligati a travestirsi e chiedere l'elemosina





LATINA (1 ottobre) - Proponevano metodi alternativi per risolvere gravi problemi di salute, addirittura per guarire da tumori e Aids. Si facevano chiamare "maestri" e organizzavano in tutta Italia numerosi seminari a pagamento per diffondere il "metodo Arkeon", grossolanamente ispirato alle filosofie orientali del Reiki. Secondo la Procura di Bari il gruppo ha messo in piedi, in dieci anni, una colossale truffa ai danni di persone deboli, disposte a tutto per uscire da una crisi. Ora però si apre la strada del processo a carico dei responsabili: il gup del tribunale di Bari Marco Guida ha infatti rinviato a giudizio dieci delle undici persone coinvolte nell'inchiesta. La posizione dell'undicesimo indagato è stata stralciata e verrà trattata a dicembre.

Le accuse. La Procura contesta, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008, durante il quale la setta ha raccolto circa 10.000 adepti. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Non sono mancati casi estremi come quello di una coppia del Nord Italia che, tentando di risolvere la propria crisi matrimoniale, ha raccontato di aver pagato 100.000 euro.

I maestri. Rinviati a giudizio Vito Carlo Moccia (considerato il capo della setta), Francesco Morello, Gabriella Fabbri, Antonio Turi, Isa Calabrese, Piero Mazza, Massimo Vavalle, Quirino Salerno, Grazia Bozzo, Francesco Giuseppe Locatelli mentre la posizione di Francesco Ferrara è stata stralciata e sarà discussa dal giudice a dicembre. Solo un punto del capo di imputazione è caduto, mentre tutte le altre contestazioni restano in piedi e saranno vagliate dai giudici del collegio penale di Bari: il processo inizierà nel gennaio 2010.

I seminari. Secondo l'accusa la setta truffava gli adepti costringendoli a partecipare a costosi seminari, convincendoli che solo in questo modo sarebbero guariti da tumori, aids, infertilità, disagi di qualsiasi genere oppure da problemi spirituali. Secondo il sostituto procuratore Francesco Bretone, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, 57 anni, di Noicattaro (Bari) il quale si presentava come psicologo senza averne i titoli. E' stato lui ad aver ideato il metodo "Arkeon" che i vari complici diffondevano in tutta Italia a suon di costosi corsi "miracolosi". In alcuni casi gli adepti venivano convinti di aver subito una violenza sessuale nell'infanzia da cui si dovevano "liberare" attraverso i corsi a pagamento. «Siamo soddisfatti - spiega l'avvocato di parte civile, Tania Rizzo - anche perché è stata riconosciuta la fondatezza dell'accusa di associazione per delinquere». Nel processo si sono costituite come parti civili le associazioni Codacons, Favis e CeSAP oltre ad alcune vittime della setta.

I testimoni
Gli ex adepti della setta hanno raccontato di aver partecipato a una serie di pratiche. Tra gli "esercizi" richiesti c'era quello di travestirsi e andare a chiedere l'elemosina per strada o sottoporsi a «no limits», durante il quale, sempre secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni.

Denunce in Tv Il caso Arkeon ha avuta una forte eco anche grazie ai racconti degli ex adepti alle trasmissioni televisive "Tutte le mattine" di Maurizio Costanzo e "Mi manda Raitre" condotta da Andrea Vianello. Anche "Striscia la notizia" ha realizzato una serie di servizi, occupandosi di Padre Caltalamessa, conduttore del programma "A sua immagine", che per promuovere le attività di Arkeon le dedicò una puntata raccontando come avesse aiutato tra l'altro a uscire dalla condizione di omosessualità un ragazzo di nome Luca. In un'intervista-confessione Luca raccontò la sua esperienza di ragazzo gay che, "grazie ad Arkeon", si era sposato con una donna da cui ha avuto anche un figlio. Alcuni sostengono che la canzone di Povia "Luca era gay" sia nata proprio da quella testimonianza.
di
Marco Cusumano



www.ilmessaggero.it

www.ilmattino.it

giovedì 1 ottobre 2009

PSICOSETTA ARKEON, A GIUDIZIO TRE PONTINI

Il gup del tribunale di Bari Marco Guida ha rinviato a giudizio dieci delle undici persone coinvolte nell'inchiesta sul "metodo Arkeon", tra le quali tre di Latina. La posizione dell'undicesimo indagato è stata stralaciata. Si tratta - secondo l'accusa - di una sorta di psico-setta che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Nell'indagine vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza.

I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo il pm inquirente, Francesco Bretone, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.

lunedì 28 settembre 2009

La tortura psicologica del mobbing

Una cappa di “silenzio” è calata sulla tematica del mobbing: è da tempo, ormai, che tutto tace sull’argomento. Qualche anno fa pareva che, finalmente, i riflettori dei mass-media si stessero accendendo su questo fenomeno criminale: qualche trasmissione televisiva, ogni tanto, ne parlava, nelle sale cinematografiche usciva il film della Comencini “Mi piace lavorare (mobbing)”, su internet erano nati diversi siti che raccoglievano testimonianze di vittime, diffondendo, al contempo, gli sviluppi legislativi sull’argomento. Improvvisamente questi siti o sono stati oscurati o non venivano più aggiornati, lasciando nella più assoluta mancanza di informazioni le numerose vittime di mobbing “assetate” di giustizia.

Ultimamente la tematica si sta riproponendo su face-book senza aggiungere, tuttavia, nulla a ciò che i conoscitori del fenomeno già sapevano. Sete di giustizia è l’espressione più appropriata per esprimere lo stato d’animo di chi è vittima di questo crimine, poiché quando si parla di mobbing, si discute di tortura psicologica con pesanti conseguenze sull’esistenza di un individuo.

Il mobbing è un assassinio che non lascia né cadaveri, né armi. Quando si uccide qualcuno usando una pistola, il morto diventa la prova di un reato sul quale gli organi competenti dovranno indagare per scoprirne i responsabili. Quando invece una persona è torturata psicologicamente, si mira a distruggerla “di dentro”, istigandola al suicidio tramite isolamento, emarginazione, inattività forzata, umiliazioni e con varie altre forme subdole di prevaricazione prolungate nel tempo. Si cerca di ottenere lo stesso risultato di un assassinio, in maniera più “pulita”: il mobbizzato diventa un “cadavere vivente” e i suoi assassini ritengono di non potere essere etichettati come tali, solo perché non hanno lasciato tracce di sangue sull’aggredito. Le ferite inferte, tramite la tortura subita, sono ben celate all’interno della persona!!!

Qualunque forma di tortura è una violazione dei diritti umani vietata dalle leggi, ma non impedita. Si tortura per estorcere confessioni, punire reati o presunti colpevoli di reati, imporre disciplina o supremazia psicologica, seminare il terrore. La tortura è, dal punto di vista chi la usa, un metodo estremamente efficace: anche quando non uccide, incute paura e annichilisce. Il suo obiettivo ultimo non è la morte della vittima ma il suo annientamento come essere umano, l’annullamento della sua personalità, dignità, individualità. Non a caso, le conseguenze psicologiche e sociali della tortura sono ben più profonde e difficili da cancellare di quelle fisiche.
La tortura, sia fisica che psicologica, esiste perché fa parte di un vero e proprio “sistema”, fatto di azioni (l’ordine tacito o esplicito di torturare, la “formazione” del torturatore, l’atto della tortura) e di omissioni (la negazione delle responsabilità, le mancate indagini, l’assenza di punizioni) e reso possibile da una parola-chiave: impunità, ovvero quel meccanismo per cui i responsabili della tortura non vengono puniti e le vittime della tortura non ottengono giustizia. Quando si parla di tortura si pensa in genere a quella fisica e riesce difficile capire la tortura psicologica.

Chi ha letto il libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi, trova un’eccellente descrizione del tipo di “ferite interiori” inferte a chi è sottoposto a questo tipo di tortura, che presuppone, in chi la attua, il mancato riconoscimento dell’altrui dignità di essere umano e scrivo questo con la consapevolezza che tale concetto potrà essere compreso solo da chi ha vissuto le stesse sensazioni, sia pure in altri contesti. A torture psicologiche sono stati sottoposti gli ebrei, i negri, i dissidenti nei regimi dittatoriali e tutti quegli individui che vengono discriminati dalla classe di potere dominante o dal gruppo sociale di appartenenza. A tortura psicologica (mobbing) sono sottoposti i dipendenti “scomodi” nelle aziende, tramite un massacro quotidiano perpetrato sotto gli occhi dei colleghi, che vedono e tacciono per connivenza o per vigliaccheria.

Chi tace, si rende complice col suo silenzio, al perpetuarsi di questo crimine, ritenendo “erroneamente” di non poter diventarne vittima lui stesso o i propri figli!!! Quando verrà rotto il muro di silenzio con cui si nasconde il crimine del mobbing? E chi sentirà il dovere morale di fare qualcosa? Come mai i mass media e i giornalisti più agguerriti non hanno mai ingaggiato una battaglia martellante su questo tema, con l’intento di una pressione politica finalizzata all’adozione di una legge ad hoc?

Che fine fanno le denuncie di coloro che si rivolgono ai Magistrati riponendo fiducia nella Giustizia? E’ mai possibile che, in presenza di un vuoto legislativo, coloro che dovrebbero svolgere la propria professione animati dal sacro fuoco di un alto ideale, non riescano a trovare, tra i “meandri” delle numerosissime Leggi già esistenti, uno spiraglio per poter inquadrare come reato penale il crimine del mobbing?

E’ scandaloso il fatto che la violenza psichica in cui si concretizza il mobbing e che distrugge l’esistenza di un essere umano, sia considerato un reato amministrativo, risarcibile con un semplice indennizzo economico!!!. Chi denuncia la tortura psicologica subita, si ritrova “solo” a combattere una dura battaglia, abbandonato a se stesso da chi si proclamava paladino della giustizia, isolato, talvolta, dai suoi stessi familiari, con la consapevolezza che, per proteggere il silenzio omertoso su certe vicende, esiste chi sarebbe pronto ad usare qualsiasi arma!!!
Sembra che da più parti esista una ritrosia a identificare il mobbing, (i cui effetti, oltre ad esplicarsi nell’ambito lavorativo, distruggono ogni aspetto della esistenza delle vittime), come un crimine pianificato dalla “mafia dei colletti bianchi”, mirante a liberarsi di un dipendente scomodo.

Concludo auspicando che coloro che sono dotati di strumenti politici, giudiziari e di informazione utilizzino il loro potere per combattere e sconfiggere il crimine del mobbing, affinchè il prezzo di tante vite distrutte possa servire per consegnare alle nuove generazioni una società ove la Giustizia non sia una pura utopia!!!

Silvana Catalano

lunedì 21 settembre 2009

Arkeon, Setta o non Setta ... non è un problema!

Leggo questa mattina su alcuni blog scritti in questi giorni da seguaci di arkeon che loro non si definiscono adepti di una setta o di una psicosetta, si sentono vessati dal mondo dell'informazione perseguendo la linea delle persone integerrime e definendosi loro stesse delle vittime.
I media s'interessarono della vicenda o "caso arkeon" quando nel 2007 le indagini erano partite da tempo (altrimenti non si spiega come mai furono consegnati avvisi di garanzia a 6 persone diventate poi 11 nel 2008 con il proseguire delle indagini da parte della magistratura)
Al di là delle definizioni (setta o non setta NON è un problema) restano dei reati .
Restiamo in attesa di ciò che decideranno i giudici.

domenica 20 settembre 2009

Setta truffa i suoi adepti, indagate undici persone

Undici avvisi di conclusione delle indagini al termine dell'inchiesta sul 'metodo Arkeon'. Si tratta - secondo gli investigatori - di una sorta di 'psico-setta' che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Nell'indagine della procura di Bari vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro.

Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo l'accusa, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari) e residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.
09 settembre 2008
Fonte : Ansa

lunedì 8 giugno 2009

PSICO-SETTA TRUFFAVA ADEPTI: UNDICI INDAGATI A BARI

EMESSI UNDICI AVVISI DI CONCLUSIONE DELLE INDAGINI AL TERMINE DELL'INCHIESTA SUL 'METODO ARKEON'.
SI TRATTA - SECONDO GLI INVESTIGATORI DELLA PROCURA DI BARI - DI UNA SORTA DI 'PSICO-SETTA' CHE, UTILIZZANDO TECNICHE VAGAMENTE ISPIRATE ALLE FILOSOFIE ORIENTALI, IN DIECI ANNI SAREBBE RIUSCITA A RACCOGLIERE 10.000 ADEPTI IN TUTTA ITALIA ED A TRUFFARE MOLTE PERSONE, OBBLIGANDOLE A PARTECIPARE A COSTOSI SEMINARI DICENDO LORO CHE SAREBBERO GUARITE DA TUMORI, AIDS O INFERTILITA', OPPURE DA PROBLEMI SPIRITUALI.
NELL'INDAGINE VENGONO CONTESTATI I REATI DI ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE, TRUFFA, ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE MEDICA, VIOLENZA PRIVATA, MALTRATTAMENTI.
I FATTI SI RIFERISCONO AL PERIODO COMPRESO TRA IL 1999 E IL 2008.
PER PARTECIPARE AI SEMINARI IL COSTO MINIMO SI AGGIRAVA SUI 260 EURO E ARRIVAVA SINO A 15.000 EURO.
SECONDO L'ACCUSA A CAPO DELL'ASSOCIAZIONE CRIMINALE C'ERA VITO CARLO MOCCIA, DI 57 ANNI, DI NOICATTARO (BARI) E RESIDENTE A MILANO, CHE DICEVA DI ESSERE PSICOLOGO MA NON NE AVEVA I TITOLI.
NEI SEMINARI - SOSTIENE LA PROCURA - MOCCIA FACEVA FARE ESERCIZI TERAPICI CHE PORTAVANO ALLA SPERSONALIZZAZIONE E ALLA ACCETTAZIONE DI QUALSIASI INDICAZIONE VENISSE DAL MAESTRO.
IL GRUPPO RIUSCIVA A CREARE UNA DIPENDENZA PSICOLOGICA, INDUCENDO LE VITTIME A PARTECIPARE IN MANIERA COSTANTE AI SEMINARI.
LE INDAGINI SONO PARTITE CIRCA DUE ANNI FA, DOPO LE SEGNALAZIONI DI ALCUNI EX SEGUACI DEL GRUPPO.

08/09/08

martedì 2 giugno 2009

Truffe e occulto, nasce la squadra anti-sette

Nuovo team della direzione anticrimine centrale della polizia: indagherà su guru, santoni e reati a sfondo esoterico e religioso

Corriere della Sera 06.12.2006
ROMA - Si chiama Sas, acronimo che sta per Squadra anti-sette, ed è la nuova task force superspecializzata che la polizia mette in campo per contrastare le attività illecite e truffaldine di guru, santoni e sedicenti occultisti. E' composta da una quindicina tra agenti di polizia, analisti, investigatori e psicologi, che si occuperanno dei reati legati al fenomeno delle sette e dei gruppi esoterico-religiosi. Il team fará capo al Servizio centrale operativo della Direzione anticrimine centrale, diretta dal prefetto Nicola Cavaliere.
LAVORO NELLE PROVINCE - Con l'aiuto di tutte le squadre mobili provinciali la Sas lavorerá a monitorare il mondo occulto, raccogliendo e analizzando segnalazioni e dati, pronta a intervenire ovunque sul territorio per risolvere casi di crimini gravissimi, violenza sessuale, uso di droghe, sottrazione di beni, legati a particolari culti.
IL TELEFONO ANTI-SETTE - Questa nuova sezione dello Sco, la cui nascita è stata annunciata con una circolare inviata qualche giorno fa dal capo della polizia, Gianni De Gennaro, a tutti i questori di Italia, si avvarrá anche della collaborazione di un sacerdote da sempre in prima linea su questo particolarissimo fronte, don Aldo Bonaiuto, dell'associazione «Papa Giovanni XXIII» di Don Oreste Benzi, che ha attivato il numero verde anti-sette 800-228866. È anche da qui che le richieste di aiuto più serie e gravi, anche di natura psicologica alle famiglie o alle vittime, verranno dirottate alla Sas, che oltre a fornire se necessario un immediato «pronto soccorso» in filo diretto, verificherá le informazioni raccolte e valuterá se intervenire.



FENOMENO IN CRESCITA - Un fenomeno quello delle sette in grande espansione. Stanno aumentando infatti le denunce da parte delle famiglie e sono sempre più numerosi i giovani che aderiscono a gruppi esoterici, sostengono gli esperti, dai quali poi diventa difficilissimo uscire. Ma l'aspetto più inquietante ancora riguarda il grande aumento di casi di cronaca nera che portano a movimenti all'interno dei quali si praticano particolari culti: dai delitti delle Bestie di Satana, all'omicidio di suor Mainetti a Brescia, al delitto di Mafredonia, compiuto da due giovani che sostenevano di essere possedute dal demonio. Di qui l'urgenza avvertita di istituire una squadra ad hoc chiamata ad agire nei confronti di sette che rappresentino un concreto pericolo.

Gruppo Ricerca Informazione Socio Religiosa
Diocesi di Rimini info@grisrimini.org

lunedì 1 giugno 2009

Truffati in 10mila dalla psico-setta Arkeon

BARI (9 settembre) - Soffrivano di tumori, aids, infertilità, oppure avevano problemi spirituali, affettivi, matrimoniali. Così, si rivolgevano ad "Arkeon". Le prime volte, per partecipare ai seminari, pagavano intorno ai 260 euro. Man mano che si passava di livello, però, gli adepti arrivavano a pagare cifre sui 15 mila euro. Una coppia del Nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha sostenuto, di fronte alla polizia, di aver pagato 100 mila euro, stessa cifra versata all'associazione da una donna che credeva di aver subito una violenza sessuale in passato.

Arkeon. Così "Arkeon", una psico-setta che utilizzava tecniche vagamente ispirate alla filosofia orientale del Reiki, è riuscita a truffare circa 10 mila suoi adepti in tutta Italia, creando nelle vittime una dipendenza psicologica e inducendole a partecipare in maniera costante ai suoi seminari. In questi seminari Vito Carlo Moccia, considerato dall'accusa a capo dell'organizzazione, faceva fare esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e all'accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal maestro.

Gli esercizi che Moccia richiedeva ai suoi adepti comprendevano quello di travestirsi e andare a chiedere l'elemosina per strada, oppure il "no limits", durante il quale, secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. Alcuni ragazzini venivano costretti ad assistere a episodi di forte impatto emotivo: un bambino di dieci anni ha visto la mamma picchiare l'ex convivente, un diciassettenne ha conosciuto i particolari della vita sessuale del padre.

Gli indagati al termine dell'inchiesta sul "metodo Arkeon" sono undici. Oltre a quellla di Vito Carlo Moccia (57 anni, di Noicattaro, residente a Milano), due anni di indagini hanno portato alla messa in stato di accusa di Antonio Turi di 52 anni, Francesco Morello di 59, Gabriella Fabbri di 61, Quirino Salerno di 40, Isa Calabrese di 39 e Massimo Vavalle di 40, considerati promotori dell'organizzazione. Alla quale partecipavano anche Francesco Ferrara di 41 anni, Grazia Bozzo di 43, Piero Mazza di 47 e Francesco Locatelli di 43. Vengono loro contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008.

Le indagini erano scattate quando alcuni ex seguaci del gruppo avevano partecipato a trasmissioni televisive, denunciando le attività illecite di "Arkeon".


Il Messaggero 9-9-2008

sabato 23 maggio 2009

POVIA: STRISCIA, "LUCA ERA GAY"

La canzone "Luca era gay", presentata all'ultimo Festival di Sanremo da Povia, e' tutt'ora al centro di polemiche per il modo 'particolare' con il quale e' stato affrontato il tema dell'omosessualita'. Striscia la Notizia ha 'rivelato' nella puntata andata in onda questa sera in quale contesto Povia e' venuto a conoscenza della storia di Luca, da cui poi avrebbe tratto ispirazione per la sua canzone. Nell'ottobre del 2007 Striscia si e' occupata di Arkeon, un' associazione in cui, alcuni ex adepti avevano segnalato al tg satirico che i leader del gruppo millantavano di poter curare gravi malattie e ne denunciavano anche i metodi coercitivi e violenti. Padre Caltalamessa, conduttore del programma "A sua immagine", ha promosso le attivita' di Arkeon dedicandole una puntata e raccontando come avesse aiutato un ragazzo a uscire dalla condizione di omosessualita'. Il nome del ragazzo era proprio Luca. In un'intervista-confessione Luca racconta la sua esperienza di ragazzo gay che, grazie ad Arkeon, e' ora sposato con una donna da cui ha avuto anche un figlio. Nelle parole di Luca, spiega Striscia la Notizia, e' possibile ritrovare le strofe della canzone presentata a Sanremo da Povia. Un'inchiesta sul metodo Arkeon, meno di un mese fa, ha visto la Procura di Bari chiedere il rinvio a giudizio per undici persone. Nell'indagine sono stati contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacita' procurata di violenza.
(24 febbraio 2009)
www.repubblica.it

domenica 17 maggio 2009

La setta dei guaritori indagato un imprenditore

Anche a Palermo il maestro della psico-setta di Bari, Vito Carlo Moccia, aveva il suo fidato. Maestro (presunto tale) pure lui. Era Antonio Turi, «sociologo della formazione umana e consulente di direzione», come si definiva sul sito Internet «www.lifetraining.it», che è stato oscurato per ordine della Procura pugliese. I magistrati hanno delegato alla Digos di Palermo la perquisizione nell' abitazione di Turi, in via Libertà: gli investigatori hanno sequestrato un computer, che potrebbe contenere i nomi di altri adepti, o delle vittime. L' inchiesta della Digos di Bari è andata avanti per mesi, dopo le denunce di alcune persone contro l' associazione "The sacred path". Vito Carlo Moccia e la sua rete avrebbero promesso guarigioni (anche dai tumori o dall' infertilità): bisognava frequentare dei corsi, per apprendere il fantomatico «metodo Arkeon», e naturalmente pagare. Il «primo livello» delle lezioni costava 250 euro. «L' intensivo», 1100. Il «terzo livello», 12.000. Il sostituto procuratore Francesco Bretone contesta a Moccia e ad altre cinque persone, fra cui Turi (indicato fra i «promotori» dell' organizzazione), l' associazione a delinquere finalizzata a vari reati. L' elenco delle accuse spazia dall' esercizio abusivo della professione di psicologo alla truffa aggravata, dalla violenza privata alla violenza sessuale, alla calunnia. Per tutti, la Procura aveva chiesto l' arresto, ma il gip ha ritenuto che l' oscuramento dei siti Internet fosse sufficiente. L' accusa insiste con il carcere, e ha già annunciato la presentazione dell' appello. Le accuse, così come ricostruite dalla polizia, sono davvero pesanti. La setta avrebbe ridotto gli adepti a uno stato di estrema dipendenza psicologica. Quello che segue è il drammatico racconto di una coppia che dopo anni di umiliazioni e 15.000 euro, ha trovato il coraggio di denunciare: «Pur consapevole che il mio era un problema di natura fisico - racconta una donna che non poteva avere figli - il mio stato di sudditanza mi faceva sperare che seguendo il metodo Arkeon potessi riuscire nel mio intento. Peraltro, già in precedenti circostanze, Turi, che conosceva il mio desiderio di maternità, mi ha più volte portato come esempio altri allievi che grazie al sistema Arkeon avevano potuto concepire dei figli». Poi, un giorno, la coppia trovò la forza di troncare quel rapporto con i cattivi maestri: «Trovammo una scusa banale per non andare più ai seminari - racconta ancora lei - ma Turi insistette affinché noi continuassimo. Durante una conversazione telefonica, credo nel 2004, Turi mi disse che se non fossi andata al seminario non sarei potuta diventare madre. Questa cosa mi turbò moltissimo». I seminari della psico-setta avevano già un effetto devastante sulla donna. Ha raccontato il marito: «Non ho trovato alcun beneficio a frequentare i corsi, ma ho continuato a farlo: mia moglie mi disse che se non avessi partecipato non potevamo stare insieme». Il maestro Turi cercava di entrare ancora di più nella vita dei suoi adepti: «Nacque anche un rapporto di amicizia con la famiglia di Turi», ha spiegato ancora alla polizia la donna che sperava di avere figli con il metodo Arkeon: «I coniugi Turi sono stati nostri ospiti nella casa di Giardini Naxos, per dei periodi di vacanza, a nostro totale carico. La nostra cieca fiducia in quello che facevano i maestri non ci aveva permesso di guardare la realtà delle cose».

SALVO PALAZZOLO


Repubblica — 14 ottobre 2007 pagina 6 sezione: PALERMO

giovedì 14 maggio 2009

Psico-sette e dintorni: il caso Arkeon, Scientology e John Sweeney

Qualche tempo fa avevo scritto su 02blog un post in cui raccontavo di questo incontro avuto con una fuoriuscita da Arkeon, una presunta psico-setta. Apriti cielo, si scatenò il finimondo. Centinaia di commenti, insulti, interminabili discussioni che non arrivavano mai a nulla. Ecco quello che era successo e cos’era Arkeon:
Nell’ottobre 2007, Vito Carlo Moccia, insieme ad altri cinque maestri di Arkeon, vengono indagati per vari reati (esercizio abusivo della professione, truffa aggravata, violenza sessuale, violenza privata e calunnia) secondo la stampa che non precisa a chi sono attribuiti i vari reati.
Le indagini sono condotte dalla Digos per conto della Procura di Bari. Tutti i siti legati ad Arkeon vengono sottoposti a sequestro preventivo. Dopo una conferenza stampa, la notizia viene ripresa dai telegiornali e alcuni quotidiani prevalentemente online. In seguito all’apertura delle indagini, le attività di Arkeon risulterebbero interrotte.
Trovate tutto quanto su wikipedia, in una voce, che, a mio modesto giudizio, non è proprio da inserire tra i migliori esempi di neutralità della nota enciclopedia online. Ma è solo la mia opinione. In fondo anche la Digos di Bari la pensava un pò diversamente.
Quello delle psico-sette - o supposte tali - è un fenomeno strano, dove trovano spazio sia persone che desiderano intraprendere un percorso di vita (e vogliono onestamente cancellare il passato per iniziare una vita nuova) sia soggetti deboli facilmente plagiabili.
Ma dov’è la differenza tra una psico-setta e una religione? Dove sono i confini? Dove finisce la fede e inizia il plagio. Sono domande a cui dare una risposta è tutt’altro che facile. Anche perchè, se ben ricordo il reato di plagio non esiste più dai primi anni ottanta. Di sicuro, nel caso di Arkeon, c’erano indagini e filmati, che hanno portato ad arresti. Poi ci saranno i processi, per carità, e tutti restano innocenti fino a prova contraria, chiaro: però le premesse non sono buone, anzi.
Varia tutto molto a seconda del paese in cui ci si trova: per esempio in Germania Scientology non è esattamente benvoluta, anzi. In Italia, ha una sede da multinazionale dalle parti di via Farini. A proposito del credo hubbardiano, date un’occhiata di cosa sono capaci di fare, fedeli al verbo “attack the attacker” propugnato dal fondatore nei confronti di chi si azzarda a criticare il movimento a sfondo religioso. Della vicenda di John Sweeney, reporter della BBC che aveva seguito nel 2007 Scientology:
mentre stavamo girando il nostro documentario, sono stato sgridato, spiato; il mio hotel è stato invaso nel cuore della notte; sono stato indicato come bigotto dalle star scientologhe, ho subito un lavaggio del cervello - è così che mi sono sentito - in un mock-up di una stanza delle torture nazi-style e inseguito da sinistri figuri per le strade di Los Angeles”. In definitiva Sweeney racconta di essere stato pedinato e importunato durante tutto il periodo delle riprese, di essere stato provocato oltre il tollerabile e di essere platealmente esploso.
Non male no? Qui sotto c’è il video in cui il nostro esplode.
http://www.youtube.com/watch?v=hxqR5NPhtLI&translated=1
Torniamo a noi Ma allora quando si può parlare di plagio? Sul sito del Cesap, il Centro Studi sugli Abusi Psicologici, presieduto dalla Dr.ssa Lorita Tinelli, lo si spiega abbastanza bene.
Interessanti anche altri casi, magari più vicini alla creduloneria popolare, ma comunque esemplari: una volta seguito il link al sito del Cesap li trovate nella barra a sinistra.


crimeblog.it
martedì 29 aprile 2008 - gabriele ferraresi

sabato 18 aprile 2009

Setta del sesso, 11 persone a giudizio

PESCARA. Promettevano guarigioni miracolose da malattie fisiche o «spirituali». Ma le terapie, compresa l’imposizione delle mani, erano a sfondo sessuale. Dopo la denuncia di una delle vittime, 11 componenti della psico-setta del gruppo Arkeon stanno per essere processati. L’inchiesta è stata conclusa dalla Procura di Bari che ipotizza l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa e a commettere altri reati come la violenza privata e l’esercizio abusivo della professione medica. Le sedute a pagamento, da 260 euro in su, avvenivano anche a Pescara e Montesilvano. La vittima racconta: ecco come mi toccavano. (In Pescara)

il Centro — 31 gennaio 2009 pagina 00 sezione: L'AQUILA - TERAMO - CHIETI


http://ricerca.gelocal.it/ilcentro/archivio/ilcentro/2009/01/31/CAQPO_CA106.html