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domenica 20 settembre 2009

'Il maestro dice che devo tradirti'

"Questa lettera è contro Vito Moccia e il suo Arkeon". Comincia così uno dei numerosi atti di accusa contro il fondatore dell' associazione "The sacred path", che per dieci anni assieme ai suoi stretti collaboratori avrebbe truffato diecimila persone, abusando della buona fede di chi partecipava ai suoi seminari. «Nel 1994 ero fidanzata con un ragazzo che non si drogava più da anni - denuncia Cristina in uno dei forum sul web - e che aveva sostituito la droga con la dipendenza settimanale dai seminari del maestro, pagando sempre. Dopo quattro anni, il maestro gli disse che il mio fidanzato era diventato pronto ad essere anche lui maestro, così tornò a drogarsi, convinto che da "maestro" tutto è possibile. Morì di overdose nel 1997. I suoi genitori, trascinati dal figlio a far seminari, divorziarono prima che lui morisse». Carlo, invece, è uno dei poi fortunati ad essere uscito dalla setta senza gravi conseguenze e ad aver recuperato la sua lucidità. Per questo scrive, incoraggiando gli altri a seguirlo. «Vorrei dire che fuori da Arkeon si vive, si è felici, si apprendono valori etici - dichiara in un altro gruppo di discussione in Internet - si cresce, si scopre la meraviglia della vita, si gioisce insieme dei figli, si possono avere figli, si può guadagnare bene, dignitosamente e pagando le tasse, si può fare all' amore con la propria moglie in modo soddisfacente, si può avere una relazione sana con le proprie famiglie di origine senza urlare di tutto, senza farli soffrire, senza far loro pensare che siamo impazziti o che li odiamo o che è tutta colpa loro o che non ci capiscano ... a meno che non vengano al prossimo seminario». Lella gli risponde e comincia la sua segnalazione dalle frasi che suo marito le ha detto quando ha cominciato il percorso "in Arkeon" e lei gli ha parlato di precedenti molto loschi nella storia dell' associazione: «Ti lascio perché non fai il percorso. Il maestro ha detto che non potrai mai farmi felice. Se devo decidere di tradire te o il mio maestro tradisco te. Se anche finisse in galera, sarà sempre il mio maestro». E poi conclude: «Un decennio di felice vita a due smontato da qualche incontro con un incantatore di serpenti conosciuto da pochi mesi. Una vicenda davvero troppo pesante per chiunque, specie per chi non si inietta l' anestetico Arkeon 260 cc (ndr, 260 euro era il costo dei seminari di primo livello) ogni fine settimana per via endovenosa». E dagli atti delle indagini emergono minacce, più o meno velate, per chi voleva allontanarsi dal gruppo. Così vengono raccontate da Carla, una delle partecipanti: «Io e mio marito trovammo una scusa banale per non andare più ai seminari, ma loro insistettero perché noi continuassimo. Addirittura in un colloquio telefonico avuto nel 2004 con Turi, questi mi disse che se non fossi andata più al seminario, non sarei potuta diventare madre. Questa cosa mi turbò moltissimo anche perché io ci tenevo tantissimo ad avere figli in quanto avevo avuto gravi disturbi che non mi avevano permesso il concepimento». E c' è anche chi ha speso molto denaro pur di non perdere suo marito, «come avvenuto per altre coppie, separatesi all' interno del lavoro svolto nei seminari - spiega Emanuela - per questo non ho mai pensato di abbandonare il gruppo. In realtà avevano distrutto totalmente la mia autostima e in quei momenti ero debole e incapace di prendere alcuna decisione diversa dal continuare». (m.chia.)


Repubblica — 12 ottobre 2007 pagina 3 sezione: BARI

domenica 17 maggio 2009

Prove no limits e soldi estorti agli adepti salgono a 11 gli indagati della psico-setta

Organizzava seminari in tutta Italia e ai partecipanti, gente con problemi psichici e di salute, faceva credere di essere in grado di risolvere i loro problemi. Era una vera e propria psico-setta, secondo l' accusa, quella ideata da Vito Carlo Moccia, 57 anni, una villa in un quartiere residenziale a Noicattaro e un passato di sedicente psicologo. All' uomo è stato notificato un avviso di conclusione dell' indagine. E con lui sono finiti nei guai altri dieci componenti dell' organizzazione. Il sostituto procuratore Francesco Bretone ha chiuso l' inchiesta che nell' ottobre scorso ha fatto luce sulla psico-setta. Oltre a Vito Carlo Moccia, l' accusa di associazione a delinquere viene contestata anche ad Antonio Turi, di 52 anni, di Palermo, Francesco Morello di 59 e Gabriella Fabbri di 61, entrambi di Milano, Quirino Salerno di 40, di Latina, Isa Calabrese di 39 e Massimo Vavalle di 40, di Noicattaro, Francesco Ferrara di 41, di Roma, Grazia Bozzo e Francesco Locatelli, entrambi di 43 anni, di Latina e Piero Mazza di 47, di Bologna. Secondo la ricostruzione dell' accusa, Vito Moccia sarebbe stato il promotore del metodo "Arkeon". Si faceva chiamare maestro e si spacciava per un affermato psicologo. Con l' aiuto dei suoi collaboratori, organizzava corsi e seminari. Girava per l' Italia, facendo credere di essere in grado di risolvere problemi gravi e di guarire malattie gravissime. Partecipare alle lezioni aveva un costo: dai 260 euro del corso di primo livello ai 12mila per chi aspirava a diventare un maestro del metodo "Arkeon". Un coppia che al gruppo di Vito Moccia si era rivolta dopo una crisi matrimoniale agli agenti della Digos ha raccontato di aver pagato 100 mila euro. Diecimila gli adepti in tutta Italia. E sono stati proprio alcuni di loro, sicuri di essere stati truffati, a chiedere alla magistratura di indagare sulla psico-setta. A tre giovani fu fatto credere di aver subito, durante l' infanzia, abusi sessuali. Ad un altro, invece, di essere il responsabile, insieme alla madre, dell' omicidio del padre e di poter guarire da una lesione al ginocchio, grazie ai seminari. Una bambina di dieci anni, invece, ha ricostruito l' accusa, fu costretta ad assistere «ad un rituale di forte impatto emotivo», a vedere la madre mentre picchiava il proprio convivente. Il metodo "Arkeon" comprendeva anche esercizi terapeutici: un bambino di 14 anni, sarebbe stato sottoposto «a tecniche manipolatorie della mente», una donna, durante un corso "no limits", invece, raccontano gli investigatori, è stata immobilizzata. Ora gli undici componenti di quella che la procura ritiene sia una vera e propria organizzazione rischiano il processo. Vito Moccia ha sempre respinto ogni accusa. (g.d.m.)

Repubblica — 10 settembre 2008 pagina 7 sezione: BARI

La setta dei guaritori indagato un imprenditore

Anche a Palermo il maestro della psico-setta di Bari, Vito Carlo Moccia, aveva il suo fidato. Maestro (presunto tale) pure lui. Era Antonio Turi, «sociologo della formazione umana e consulente di direzione», come si definiva sul sito Internet «www.lifetraining.it», che è stato oscurato per ordine della Procura pugliese. I magistrati hanno delegato alla Digos di Palermo la perquisizione nell' abitazione di Turi, in via Libertà: gli investigatori hanno sequestrato un computer, che potrebbe contenere i nomi di altri adepti, o delle vittime. L' inchiesta della Digos di Bari è andata avanti per mesi, dopo le denunce di alcune persone contro l' associazione "The sacred path". Vito Carlo Moccia e la sua rete avrebbero promesso guarigioni (anche dai tumori o dall' infertilità): bisognava frequentare dei corsi, per apprendere il fantomatico «metodo Arkeon», e naturalmente pagare. Il «primo livello» delle lezioni costava 250 euro. «L' intensivo», 1100. Il «terzo livello», 12.000. Il sostituto procuratore Francesco Bretone contesta a Moccia e ad altre cinque persone, fra cui Turi (indicato fra i «promotori» dell' organizzazione), l' associazione a delinquere finalizzata a vari reati. L' elenco delle accuse spazia dall' esercizio abusivo della professione di psicologo alla truffa aggravata, dalla violenza privata alla violenza sessuale, alla calunnia. Per tutti, la Procura aveva chiesto l' arresto, ma il gip ha ritenuto che l' oscuramento dei siti Internet fosse sufficiente. L' accusa insiste con il carcere, e ha già annunciato la presentazione dell' appello. Le accuse, così come ricostruite dalla polizia, sono davvero pesanti. La setta avrebbe ridotto gli adepti a uno stato di estrema dipendenza psicologica. Quello che segue è il drammatico racconto di una coppia che dopo anni di umiliazioni e 15.000 euro, ha trovato il coraggio di denunciare: «Pur consapevole che il mio era un problema di natura fisico - racconta una donna che non poteva avere figli - il mio stato di sudditanza mi faceva sperare che seguendo il metodo Arkeon potessi riuscire nel mio intento. Peraltro, già in precedenti circostanze, Turi, che conosceva il mio desiderio di maternità, mi ha più volte portato come esempio altri allievi che grazie al sistema Arkeon avevano potuto concepire dei figli». Poi, un giorno, la coppia trovò la forza di troncare quel rapporto con i cattivi maestri: «Trovammo una scusa banale per non andare più ai seminari - racconta ancora lei - ma Turi insistette affinché noi continuassimo. Durante una conversazione telefonica, credo nel 2004, Turi mi disse che se non fossi andata al seminario non sarei potuta diventare madre. Questa cosa mi turbò moltissimo». I seminari della psico-setta avevano già un effetto devastante sulla donna. Ha raccontato il marito: «Non ho trovato alcun beneficio a frequentare i corsi, ma ho continuato a farlo: mia moglie mi disse che se non avessi partecipato non potevamo stare insieme». Il maestro Turi cercava di entrare ancora di più nella vita dei suoi adepti: «Nacque anche un rapporto di amicizia con la famiglia di Turi», ha spiegato ancora alla polizia la donna che sperava di avere figli con il metodo Arkeon: «I coniugi Turi sono stati nostri ospiti nella casa di Giardini Naxos, per dei periodi di vacanza, a nostro totale carico. La nostra cieca fiducia in quello che facevano i maestri non ci aveva permesso di guardare la realtà delle cose».

SALVO PALAZZOLO


Repubblica — 14 ottobre 2007 pagina 6 sezione: PALERMO

venerdì 15 maggio 2009

L' istruttore di Reiki Antonio Turi si difende: 'Con me centinaia di professionisti della Palermo bene e nessuna denuncia' il caso

Repubblica — 16 ottobre 2007 pagina 6 sezione: PALERMO

La Procura di Bari l' accusa di aver favorito a Palermo la diffusione di un falso «metodo del benessere», incassando laute parcelle: lui, Antonio Turi, il maestro di Reiki, si difende e rilancia. «Molte persone hanno già chiamato per ribadirmi la loro stima. In centinaia frequentavano i seminari che ho tenuto dal 1999 al 2004, fra Palermo e Messina. C' erano medici, avvocati e professionisti di un ceto sociale alto, persone che certo non potevano essere condizionate psicologicamente. Nessuno di loro ha mai presentato denuncia». La settimana scorsa, Turi si è visto arrivare a casa gli agenti della Digos, incaricati dai magistrati di una perquisizione. «Non ho nulla da nascondere - dice lui - dal 2003 ho cominciato a distaccarmi da quel gruppo creato dal maestro di Bari Vito Carlo Moccia, animatore di Arkeon. Il mio sito Internet "Lifetraining", che è stato sequestrato, era ormai inattivo da tempo. Sono del tutto fuori da quel mondo. Anche se resto maestro di Reiki. Ma quello è come il titolo di studio: io sono laureato in Sociologia. Il titolo resta». Antonio Turi ha già chiesto al suo legale, Fausto Amato, di contattare i magistrati di Bari: «Sono disponibile a farmi interrogare subito. Non ho nulla da nascondere». Turi tiene a ribattere soprattutto alle accuse che arrivano da una donna: «Mi disse che senza i suoi seminari non sarei diventata madre». Il maestro nega: «Innanzitutto, quella donna e suo marito non sono mai stati fra i miei allievi. Fu un maestro di Milano a indirizzarli da me, per qualche incontro». Loro l' hanno accusato anche di aver approfittato dell' ospitalità a Giardini Naxos, per fare vacanze gratis: «Non è vero - ribatte il maestro - mi regalarono soltanto una immersione, perché era il mio compleanno. Ma, poi, io offrii la cena a tutti». Il maestro Turi ricorda i suoi corsi: «Li organizzavo in alberghi o palestre. Erano gli anni del boom della new age. C' era davvero tanta gente. Si iscrisse pure un parcheggiatore abusivo». Anche lui cercava un po' di pace interiore. In cambio, solo, di 300 euro. s. p.

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