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giovedì 13 ottobre 2011

Processo Arkeon, in aula l’ideatore della psico-setta


Dalla teoria del pedofilo a quella del fuoco, passando per tecniche di trasgressione creativa. Sono i diversi tipi di percorsi etici, come sono stati definiti dal loro ideatore, a cui venivano sottoposti gli allievi di Vito Carlo Moccia, inventore del “metodo Arkeon”. Per la prima volta da quando è stato arrestato, nel maggio 2007, Moccia ha raccontato in aula la storia della sua “psico-setta”. Il 59enne di Noicattaro è imputato a Bari insieme ad altre 10 persone, accusate di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata e maltrattamenti su minori. I fatti contestati si riferiscono al periodo ‘99-2008. Chi soffriva di tumori, aids o infertilità, si rivolgeva a lui sperando in una guarigione: 10mila i casi denunciati. Dalle indagini del pm Francesco Bretone emerge che Moccia induceva le vittime a credere per esempio di aver subito abusi sessuali in tenera età, facendogli sborsare fino a 100mila euro per le terapie. Eppure Moccia, sotto giuramento, ha raccontato di non aver mai promesso guarigioni, nè praticato atti sessuali durante le sedute. I suoi allievi, ha spiegato, venivano accompagnati verso l’equilibrio interiore attraverso gesti di tenerezza, tecniche di respirazione e arti marziali. La teoria del pedofilo, per esempio, consisteva nella ricerca di coloro che incoscientemente tendevano ad abusare dell’innocenza degli altri, non necessariamente bambini. E poi la teoria del fuoco, imparata negli Stati Uniti, che aveva l’obiettivo di cancellare la rabbia bruciando foto e oggetti, come in una sorta di esorcismo. E infine la più suggestiva di tutte: la tecnica della trasgressione creativa, equivalente ad un tradimento autorizzato.

giovedì 26 maggio 2011

Milano, santone accusato di molestie Lui: "Le violenze erano una terapia"

Era accusato di aver abusato di due donne convincendole che le violenze fossero l'unica "terapia", dopo avergli anche fatto credere di essere state vittime da bambine di molestie sessuali, in realtà inesistenti.

L'uomo, Antonio Morello, 69 anni, che si definiva 'maestro' di una 'psico-setta' chiamata 'The sacred path', è stato condannato oggi a 6 anni di reclusione dal Tribunale di Milano. L'inchiesta del pm di Milano Giovanni Polizzi (aveva chiesto una condanna a 4 anni) a carico dell'uomo era nata come uno stralcio di un'indagine della Procura di Bari, dove il 'maestrò era imputato per altri reati insieme a una decina di componenti della 'psico-setta', che utilizza il cosiddetto 'metodo Arkeon', vagamente ispirato alle filosofie orientali. La setta in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone. La Procura di Milano, invece, contestava al 'maestro' due episodi di stupro che si sarebbero verificati nella sua abitazione milanese tra il 1999 e il 2002. Secondo l'accusa, l'imputato avrebbe condizionato psicologicamente le due donne convincendole di essere state da bambine vittime di episodi di pedofilia. Le avrebbe indotte così a pensare di avere subito dei traumi che dovevano essere rimossi con una terapia basata su atti sessuali. La quinta sezione penale del Tribunale di Milano ha anche condannato l'imputato a versare una provvisionale da 5 mila euro a una delle vittime, parte civile.

Martedì 24 maggio 2011 17.37

martedì 20 aprile 2010

TERRIBILE !!! PSICO -SETTA " ARKEON" - CHI L’HA VISTO?

Prima parte della trasmissione Chi l'ha visto? andata in onda il 19- 4 - 2010


BARI - La procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per undici persone coinvolte nellinchiesta sul 'metodo Arkeon'. Si tratta secondo gli investigatori di una sorta di 'psico-setta' che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia ea truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Nellindagine della procura di Bari vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo l’accusa, a capo dellassociazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari) residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.

martedì 23 marzo 2010

ARKEON E I SUOI STREGONI

Intervista a cura di Carla Liberatore alla D.ssa Lorita Tinelli, Psicologa specializzata in psico-sette, segue la vicenda di Arkeon fin dal 1994. STRALCI DI STAMPA SULLA VICENDA “ARKEON”: «Ti guarirò dai traumi infantili» – Violentate da un finto santone Il guaritore, con la scusa di far superare alle vittime vecchi abusi sessuali, le stuprava
Le aveva convinte che l’unico modo per superare i traumi che avevano subito da piccole era quello di sottoporsi a una terapia individuale, dove lui svolgeva il ruolo di “maestro”. E in quella circostanza le avrebbe violentate entrambe.

Nell’indagine della procura di Bari vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo l’accusa, a capo dell’associazione criminale c’era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari) residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.

C.L. – D.ssa Tinelli, come venne a conoscenza della setta Arkeon?

L.T. – Ne sono venuta a conoscenza diversi anni fa, nel periodo tra il 1994 e il 1996, quando ancora il gruppo era denominato Aleph. Alcune persone, tra cui genitori e parenti di persone che lo frequentavano, allarmati dallo “strano” comportamento dei propri cari, si sono rivolti a me e ad un collega con cui collaboravo per richiederci un aiuto. I familiari erano allarmati da comportamenti eccessivamente emotivi dei propri cari, caratterizzati da esplosioni di rabbia immotivate o da crisi mistiche improvvise. Il risultato finale era l’irrimediabile allontanamento dovuto alla presunta consapevolezza, durante gli incontri con i vari Maestri del gruppo, che in passato c’erano stati episodi di abusi consumati nell’ambito delle famiglie d’origine, con la complicità dei membri della famiglia.

C.L. – Quali elementi le fecero pensare che queste persone stessero compiendo dei veri e propri abusi?

L.T. – I racconti che ho raccolto nel corso di questi lunghi anni sono stati molteplici e tutti confluenti negli stessi punti. Si parlava di sessioni in cui la vita di ciascuno veniva re-interpretata da persone che non hanno alcuna formazione psicologica e che individuano presunti abusi sessuali subìti da ciascuno durante l’infanzia. Molti sono stati gli aderenti di arkeon che oggi raccontano di aver “vomitato addosso” ai propri genitori o ai propri parenti il “ricordo dettagliato” del presunto abuso subito. Dopo queste rivelazioni molti rapporti familiari si sono interrotti e molti sono stati i genitori che hanno dovuto subire il ricatto della riconciliazione a patto della completa accettazione del percorso del proprio figlio in arkeon. Diverse sono state le coppie che sono state ritenute dai maestri del gruppo non idonee a stare insieme o al contrario giuste per formare una famiglia, anche se queste decisioni, prese dall’alto, potevano risultare dolorose da parte dei singoli. Diversi gli omosessuali indotti a sposarsi con eterosessuali. La magistratura ha appurato che c’è stata gente che ha dovuto subire aggressioni e abusi sessuali. Minori che hanno dovuto assistere, alla presenza dell’intero gruppo, a sconvolgenti rivelazioni da parte dei propri genitori di contenuto sessuale. Mi sono state raccontate storie di suicidio e di tentato suicidio, nonché di ricoveri coatti in ospedali psichiatrici da parte di persone che avevano frequentato i seminari proposti dai vari maestri. In una occasione un maestro, il cui precedente allievo si era tolto la vita, riferendosi ad un altro dei suoi allievi ha affermato: “almeno l’altro ha avuto più coraggio di te nel togliersi la vita”. Ma molti venivano anche mandati a fare l’elemosina. Tra questi c’è stato anche un assessore comunale.

C.L. – Da quanti anni segue questa vicenda e che tipo di risvolti ci sono stati fino ad oggi?

L.T. – Nel 2006 la vicenda Arkeon è stata affrontata per la prima volta pubblicamente in una trasmissione televisiva. Nel frattempo la Digos, cui si erano rivolte alcune vittime di tale esperienza gruppale, mi aveva chiesto una relazione su quanto fosse a mia conoscenza di Arkeon. A seguito della trasmissione, cui avevano partecipato diverse persone che si erano espresse anche in maniera dura relativamente ad arkeon e ai suoi maestri, il fondatore del gruppo, Vito Carlo Moccia, ha subito inviato a me e ai soli due fuorusciti presenti nella trasmissione un atto di citazione con richiesta di oltre 4 milioni di euro. Ciò è avvenuto nonostante gli altri ospiti e Costanzo stesso avessero avuto parole ben più dure nei confronti del gruppo. Dopo un mese circa lo stesso Moccia ha presentato nel Tribunale Civile una richiesta d’urgenza per la chiusura del sito del CeSAP, nel quale era presente un forum in cui diversi fuorusciti raccontavano la propria esperienza in Arkeon. Un chiaro atto intimidatorio e censorio. Dopo pochi giorni, io e gli stessi due fuorusciti citati dal Moccia abbiamo dovuto subire un vero e proprio massacro giudiziario. Oltre cento adepti di Arkeon hanno depositato, su suggerimento del Moccia e dei suoi legali, un analogo kit di denuncia, presso tutte le Procure d’Italia. Tutti ci accusavano di diffamazione, pur non essendo mai stati citati per nome né, in molti casi, aver mai visto neppure la trasmissione televisiva. Nel corso di questi quattro anni, un giudice del Tribunale di Bari, ha rigettato la richiesta di chiusura del sito, riconoscendo l’attività meritoria della nostra associazione nella tutela delle false psicoterapie

Link di una ordinanza di rigetto
http://www.cesap.net/index.php?option=com_docman&task=cat_view&gid=256&Itemid=60)

Le denunce organizzate e depositate dagli adepti a vario titolo di Arkeon sono state in gran numero archiviate e alcune concluse con “non luogo a procedere perché il reato non sussiste”. Oggi un primo, folto gruppo di maestri e adepti che ci hanno denunciato è indagato per il reato di calunnia. Il 18 marzo 2010, dopo circa tre anni di indagini e dopo alcune udienze preliminari, 11 membri di Arkeon, tra cui il fondatore e sua moglie, dovranno affrontare un processo, presso la Procura di Bari, che li vede indagati per reati quali: associazione a delinquere finalizzata alla truffa, abuso della professione medica, psicologica e psicoterapica, violenza privata, maltrattamento minori e calunnia. Il 20 aprile 2010 uno degli 11 imputati di Bari dovrà essere giudicato anche presso il Tribunale di Milano per violenza sessuale. Nel frattempo, il gruppo Arkeon, che vantava migliaia di adepti,si sarebbe di molto ridotto di numero. Solo in pochi irriducibili continuano una pervicace campagna diffamatoria nei miei confronti, come ritorsione per la collaborazione con le Forze dell’Ordine: tale attività intimidatoria e molesta è al vaglio degli inquirenti. Altri ex fedelissimi, anche vicini al nucleo principale, hanno disertato, rivolgendosi alla sottoscritta e alle Forze dell’Ordine per offrire ulteriori informazioni e documenti significativi.

C.L. – La setta di Arkeon, fra le sue attività, si proponeva pure di guarire ragazzi e ragazze dall’omosessualità? Che metodi usavano per operare queste presunte guarigioni?

L.T. – Nei giorni scorsi la stampa ha riportato la storia di un imprenditore marchigiano che ha pagato ben 50 mila euro per la “guarigione” del proprio figlio dall’omosessualità. Purtroppo questa non è una storia isolata e mi sono state riferite storie analoghe anche dai diretti interessati, convinti all’interno dei seminari di essersi “ammalati” di omosessualità a seguito di un abuso subito nell’infanzia. Alcune di queste persone sono stati indotte a sposarsi, a generare dei figli e, quando l’incantesimo Arkeon ha smesso di agire si sono ritrovati soli ad affrontare la propria omosessualità, totalmente disorientati e con un senso di fallimento totale. Qualcuno non ha retto e ha tentato il suicidio.

C.L. – Ha mai ricevuto minacce dirette o velate da persone legate a questa setta?

L.T. – Sì, sono giunte a me e ad un’altra persona delle minacce. Personalmente continuo da anni ad essere attaccata, molestata e diffamata mediante blog e NG, creati da membri di Arkeon e alcuni loro sostenitori, con continuità ossessiva, che raggiunge le punte massime sempre nei giorni che precedono le varie udienze giuridiche. Oltre a questo le stesse medesime persone hanno scritto ai miei collaboratori, alle Istituzioni e associazioni con cui collaboro da anni, al mio Ordine Professionale di appartenenza, creando pressioni affinché fossi punita o allontanata. Cosa che naturalmente non è avvenuta: i mandanti di tali attività sono tutti legati agli indagati ed è bastato comprovare tali legami per svelare le intenzioni illecite che li animano. In parecchie occasioni si configurerebbe anche il reato di stalking.

C.L. – Lei in prima persona ha raccolto delle testimonianze di ex membri della setta o comunque di persone che ne sono state coinvolte, ci racconta brevemente qualcuna di queste storie?

L.T. – Le testimonianze sono diverse. Molte sono ancora indelebilmente presenti nel Forum del CeSAP. Tutte sono caratterizzate dallo stesso luogo comune del presunto abuso sessuale vissuto tra gli 0 e i 5 anni, ad opera di un parente stretto o di un amico di famiglia (sempre e comunque con la complicità della madre). Chi non riusciva a ricordarlo veniva accusato di “proteggere” lo spazio del pedofilo e quindi lo spazio “perverso” di sua madre. Tra i tanti messaggi presenti nel forum mi ha colpito quello di un parente, accusato di pedofilia da parte del proprio caro adepto di Arkeon: Il post è risalente al 16/02/2007, 10:41. E citava così:

‘Caro “Forista Fuoriuscito”, sono il pedofilo che ha abusato di te in tenera età; sono la madre perversa; sono il padre, il fratello, la sorella. Sono la personificazione dei tuoi problemi, la causa dei tuoi dolori. Hai accettato dolorosamente la separazione, se non una vera eliminazione, consapevole che fosse una necessità. Per la TUA salvezza. Ora leggo su questi forum che è caduto il muro. Beh, una gran bella notizia, davvero… Mi chiedo allora: ma quando tornerà da noi? Ho paura, lo ammetto. Ho paura di non riuscire a trattenere un “te l\’avevo detto”. Ho paura di vendicarmi. Ho paura di rinfacciarti per il resto della tua vita le tue inoppugnabili capacità di raziocinio. Ho paura di umiliarti. Ho paura di non riuscire a perdonarti. Forse non serve (ma non è vero: a me si, mi serve, eccome se mi serve…) che ti dica che sto piangendo. Il muro è caduto, ma io non vedo nessuno all’orizzonte. Vorrei dire che la strada che dovrai fare per tornare da me sarà molto lunga e difficile, ma trovo che sia una frase fatta e fin troppo presuntuosa. Non è presunzione ma sempre paura. Ho paura che la tua strada, da ora in avanti, sarà si molto lunga e difficile. Ma non è detto che sarà la strada del ritorno a casa’.

Mi risulta che oggi questa persona si è riconciliata con il proprio caro, nel frattempo fuoruscito da Arkeon. Mentre so di una persona che non ha fatto a tempo a farlo, perché il familiare accusato ingiustamente di incesto è venuto a mancare tragicamente. E’ ancora divorata dai sensi di colpa. Diversi hanno aderito e accettato le “regole” e le “interpretazioni” di Arkeon in quanto in esso gravitavano dei religiosi (suore e sacerdoti), che sembravano offrire un senso di affidabilità e credibilità al gruppo stesso. Non dimentichiamo che per ben due volte Padre Raniero Cantalamessa ha promosso direttamente o indirettamente l’opera di Arkeon su Rai 1, nel programma “A Sua Immagine”, arrivando a definirlo gruppo di sostegno con il quale risolvere il problema dell’omosessualità. Un’altra storia che mi ha profondamente colpita è stata quella di un adepto di arkeon che si firma sul forum del CeSAP col nick “un altro ex” e che scrive quanto segue

Ulteriore testimonianza di un altro ex della Setta, in data 16/05/2009, 14:08, scriveva:

‘non ce la faccio più l’esperienza di questi due anni mi ha ridotto ad uno straccio sono arrivato anche a tentare due volte il suicidio con tanto di ricovero in ospedale reparto psichiatrico per disturbi della personalità nella disperazione dopo la fine di arkeon mia moglie mi ha lasciato dicendo che non mi aveva mai amato e che era stata con me solo per il fatto di far parte di arkeon io sono caduto in una depressione fortissima e in quei momenti di depressione ho preso l’hiv con dei rapporti omossessuali non protetti perchè prima di essere convinto del contrario da Moccia io ero omosessuale, scrivo non per cercare una via di fuga dalle mie eventuali responsabilità legali ma per offrirle un’ altra testimonianza su come certi metodi possono essere realmente devastanti. io come maestro di arkeon ho semplicemente ubbidito a quello che mi veniva detto dal Moccia e ho sempre creduto che il metodo che portavo avanti non avesse niente a che fare con la psicologia. non mi sono mai permesso di essere critico perchè chi lo faceva era tacciato e poi allontanato dal gruppo il resto lo conosce bene anche voi offro con questa mia la mia totale collaborazione perchè la verità venga a galla e finalmente non succedano più queste cose perché fanno troppo del male alle persone.:sick’

Spero che questa persona oggi abbia potuto finalmente trovare una sua serenità ed un suo equilibrio in quello che è il mondo reale.

C.L. – In Italia ci sono associazioni come ad esempio LOT e AGAPO (psico-sette religiose che propongono la guarigione dall’omosessualità, tutte riconducibili all’associazione NARTH di Joseph Nicolosi), crede che abbiano qualcosa a che fare con Arkeon?

L.T. – Non mi risulta che Arkeon abbia contatti con LOT e AGAPO, ma il fondatore di Arkeon potrebbe aver elaborato la sua teoria sull’omosessualità a partire dai cosiddetti studi sul maschile di Claudio Risè, uno psicologo “di frangia” teso al recupero dell’autorità del maschio.

C.L. – Ha avuto in trattamento delle persone che sono state abusate dai santoni di Arkeon? Quali danni psicologici hanno riportato le vittime?

L.T. – Non ho avuto in trattamento le persone abusate da Arkeon, mi sono limitata a raccogliere le loro esperienze e in alcuni casi ad orientarle verso altri psicoterapeuti. Posso però affermare che i danni che hanno subito sono diversi ed anche molto profondi, ed emergono anche a distanza di alcuni anni dalla fuoruscita. In diversi, appunto, sono dovuti ricorrere a delle cure specialistiche.

C.L. – Lo “stregone” Vito Carlo Moccia, da quanto le risulta, violentava ragazzine minorenni per guarirle dal lesbismo?

L.T. – Non mi risulta questo. E’ però vero che oggi uno dei Maestri di Arkeon è rinviato a giudizio per aver abusato sessualmente di alcune sue allieve, utilizzando su di loro l’ascendente derivato dal suo ruolo di Maestro

C.L. – Ritiene che le leggi vigenti possano realmente tutelare le persone da queste psico-sette?

L.T. – Assolutamente no. Purtroppo dopo l’abrogazione del reato di plagio è rimasto un enorme vuoto legislativo, che non consente alcuna tutela per le persone che vengono turlupinate in maniera così sottile e spietata


C.L. – Cosa si potrebbe fare per prevenire le opere maledette di questi stregoni del nuovo millennio?

L.T. – Molta informazione e sensibilizzazione a vari livelli

C.L. – Nell’ambito della sessualità umana, dove inizia e dove finisce il concetto di “malattia”?

L.T. – Per “malattia” si intende riferirsi a segnali o caratteristiche del proprio stato che causano un disagio clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale, lavorativa o di altre aree importanti del proprio funzionament

C.L. – Quindi l’omosessualità e la transessualità non sono da definirsi delle malattie?

L.T. – Se l’individuo non presenta i segni di compromissione e di disagio sopra citati non può considerarsi malato. In quest’ottica ritengo che l’omosessualità e la transessualità consapevoli non siano un sintomo di malattia

C.L. – Che a lei risulti, Arkeon, opera ancora sul nostro territorio? E in quali regioni è stata più prolifica?

L.T. – Dal 2007 la Magistratura ha interdetto tutte le attività di Arkeon. E’ però vero che in seno ad Arkeon sono nate delle società imprenditoriali, che nel loro statuto asseriscono di promuovere i concetti principali di Arkeon e che oggi operano prevalentemente nel nord Italia.

C.L. – Due righe per difenderci dai malati psicotici delle sette

L.T. – Non smettere di ragionare e nei momenti di fragilità non chiudersi o rivolgersi ad un unico canale di informazioni dove ci vengono proposte soluzioni a taglia unica ai nostri problemi

lunedì 8 marzo 2010

Dacci 50.000 euro e tuo figlio gay diventerà etero

11 PERSONE RINVIATE A GIUDIZIO PER TRUFFA: RAGGIRATO ANCHE UN PADRE DI FERMO


Da IL RESTO DEL CARLINO - di FABIO CASTORI

FERMO - Si spacciavano per maestri di discipline orientali, ma in realtà erano i capi di una setta che truffava persone deboli e bisognose di aiuto. Tra le molteplici vittime anche una famiglia di Fermo, che si era rivolta a loro per risolvere i problemi del figlio 18enne omosessuale.

Il padre, nel tentativo di aiutare il figlio, ha versato loro 50 mila euro. A raccontare la terribile odissea è il genitore stesso, un imprenditore di 49 anni - C.A. le sue iniziali - che si è accorto di essere stato truffato solo dopo mesi di frequentazione delle setta.

«Tutto è iniziato racconta C.A. quando un conoscente mi ha parlato di questo gruppo che, attraverso metodi alternativi, risolveva gravi problemi di salute, come tumori, Aids, infertilità. La stessa persona, che conosceva il problema di mio figlio, mi ha raccontato di un giovane omosessuale che era diventato etero dopo aver preso parte all'attività del gruppo. La sua storia era stata ripresa anche dal cantante Povia che aveva scritto, ispirandosi a lui, la canzone presentata a Sanremo, intitolata Luca era gay'.

E' così che sono entrato in contatto con queste persone che organizzavano in tutta Italia numerosi seminari a pagamento per diffondere le loro filosofie». Solo più tardi l'imprenditore fermano avrebbe scoperto che si trattava di una vera e propria setta con circa 10.000 adepti e che, per partecipare ai loro seminari, bisognava pagare profumatamente. «Il costo minimo si aggirava sui 260 euro - spiega C.A. - e arrivava, man mano che si passava di livello, a 15.000 euro.

Il capo carismatico del gruppo mi disse che il caso di mio figlio era molto complesso e mi chiese 50mila euro. Versai la somma e, senza lontanamente immaginarlo, misi il mio ragazzo nelle mani di una setta senza scrupoli, che lo ha sottoposto alle umiliazioni più assurde, facendogli credere di aver subito una violenza sessuale da piccolo».

Sulla vicenda la Procura della Repubblica di Bari ha aperto un'inchiesta, per la quale sono state rinviate a giudizio 11 persone per associazione a delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza.

sabato 9 gennaio 2010

Arkeon: confermato il rinvio a giudizio dell’undicesimo indagato

Si complica la posizione per la pisco-setta Arkeon…

Nella giornata di ieri il GUP, Dr. Marco Guida della Procura di Bari, nei confronti dell’unidicesimo indagato del gruppo Arkeon, il sig. F.F. di Latina si espresso favorevole al rinvio a giudizio per i reati contestati.

La posizione di F.F. era stata stralciata durante l’udienza preliminare del 19 settembre per un difetto di notifica.

Il GUP, ascoltate le accuse, le parti civili e la difesa, si è espresso per un rinvio a giudizio per i reati contestati quali: associazione a associazione a delinquere, truffa, abuso della professione, maltrattamento di minori, violenza privata, calunnia.

www.mondoraro.org

martedì 29 settembre 2009

Comunicato Stampa: Rinviati a Giudizio membri di Arkeon

In data odierna il GUP Dottor Marco GUIDA della Procura di Bari, ha sciolto la sua riserva e ha rinviato a giudizio i membri del gruppo Arkeon indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, abuso della professione medica e psicologica, maltrattamento di minori, violenza privata, incapacità derivata da violenza e calunnia.

Ad un unico indagato non sono stati contestati i reati 81 e 610 del c.p. per prescrizione dei termini, mentre risulta rinviato a giudizio per i restanti.

Il GUP ha accolto le varie parti civili che si sono costituite per il procedimento penale e che oltre alle parti lese sono il Codacons, la Favis e il CeSAP.

Il procedimento penale avrà inizio presso il Tribunale di Bari il 20 Gennaio 2010.


29-9-2009

sabato 19 settembre 2009

Procedimenti caso Arkeon (Comunicato Cesap)

Si avvisano i lettori che è possibile scaricare la nuova sentenza, pubblicata presso il Tribunale di Ancona, relativa ad un'altra importante vittoria contro maestri di Arkeon.

http://www.cesap.net/index.php?option=com_docman&task=cat_view&gid=286&Itemid=60

Ne approfittiamo per ricordare che lunedì, 21 settembre 2009, si terrà, presso la Procura della Repubblica di Bari, l'udienza preliminare, che vede 11 membri del gruppo Arkeon indagati per reati quali: associazione a delinquere per truffa, abuso della professione medica e psicologica, maltrattamenti su minori, violenza privata, riduzione di stato di incapacità procurato da violenza, calunnia.

E' evidente che l'impennarsi dell'attività diffamatoria, ossessiva e compulsiva, di questi ultimi giorni, portata avanti da ormai noti sostenitori di Arkeon, sia riconducibile all'approssimarsi di tale scadenza.

Nei prossimi giorni forniremo aggiornamenti su tale vicenda.

Il Presidente

sabato 11 luglio 2009

ARKEON, UN "MAESTRO" PONTINO NELLA PSICOSETTA. PROCESSO A BARI

Ora la parola passa ai giudici. Dopo lo scandalo dell’inchiesta sulla psico-setta “Arkeon”, la vicenda arriva finalmente in un’aula giudiziaria. Quella del Tribunale di Bari dove il 19 maggio si terrà l’udienza preliminare a carico del fondatore del gruppo, Vito Carlo Moccia, e di altre persone travolte dall’indagine. Coinvolto anche un “maestro” pontino di Arkeon, un libero professionista di 40 anni. Ma a Latina ci sono anche alcune vittime della setta che si costituiranno come parti civili nel processo. Il “maestro” pontino, incensurato, è finito sotto inchiesta insieme ad altre persone per un raggiro di decine di migliaia di euro. Il percorso giudiziario dei membri di Arkeon potrebbe però essere diverso, con l’apertura di processi separati.

Le vittime della setta sono persone con gravi problemi fisici o psicologici che si rivolgevano alle associazioni legate ad Arkeon. Tra queste “The sacred path”, il “sacro percorso”. “Sacro” chissà, ma di certo molto costoso. Secondo l’accusa, grazie al metodo Arkeon, i componenti del gruppo promettevano, in cambio di denaro, la soluzione a qualsiasi problema fisico, sessuale, matrimoniale, psicologico. Pagando si poteva partecipare a un corso, iniziando così un fantomatico “percorso” accanto ai “maestri”, unici e insostituibili, in grado di guidare verso la liberazione dai problemi. Il caso - sul quale ha indagato la Digos - è stato denunciato in diverse trasmissioni televisive, anche se in un caso la Tv ha promosso l’attività di Arkeon. Nella trasmissione “A sua immagine” di padre Raniero Caltalamessa, fu raccontato come il gruppo avesse “aiutato” un ragazzo omosessuale. In un’intervista Luca raccontò la sua esperienza di ragazzo gay che, grazie ad Arkeon, riuscì a “guarire” sposando una donna. Un episodio che avrebbe ispirato Povia nel comporre la contestata canzone “Luca era gay” presentata a Sanremo.

L’inchiesta giudiziaria ha portato la Procura di Bari chiedere il rinvio a giudizio per undici persone con la contestazione, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Secondo l’accusa per accedere ai corsi si pagava dai 300 euro per il primo incontro fino ai 2.000 per l’ultimo, ma c’erano anche le “bocciature” che obbligavano a ripetere il corso pagando nuovamente. Una coppia avrebbe sborsato in tutto 100.000 euro. Tra le pratiche c’era anche il “No limits” durante il quale alcune vittime avrebbero subito abusi sessuali. Molte le testimonianze raccolte dal “Cesap”, il centro studi sugli abusi psicologici. (* Il Messaggero 30-03-2009).

MARCO CUSUMANO

lunedì 8 giugno 2009

PSICO-SETTA TRUFFAVA ADEPTI: UNDICI INDAGATI A BARI

EMESSI UNDICI AVVISI DI CONCLUSIONE DELLE INDAGINI AL TERMINE DELL'INCHIESTA SUL 'METODO ARKEON'.
SI TRATTA - SECONDO GLI INVESTIGATORI DELLA PROCURA DI BARI - DI UNA SORTA DI 'PSICO-SETTA' CHE, UTILIZZANDO TECNICHE VAGAMENTE ISPIRATE ALLE FILOSOFIE ORIENTALI, IN DIECI ANNI SAREBBE RIUSCITA A RACCOGLIERE 10.000 ADEPTI IN TUTTA ITALIA ED A TRUFFARE MOLTE PERSONE, OBBLIGANDOLE A PARTECIPARE A COSTOSI SEMINARI DICENDO LORO CHE SAREBBERO GUARITE DA TUMORI, AIDS O INFERTILITA', OPPURE DA PROBLEMI SPIRITUALI.
NELL'INDAGINE VENGONO CONTESTATI I REATI DI ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE, TRUFFA, ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE MEDICA, VIOLENZA PRIVATA, MALTRATTAMENTI.
I FATTI SI RIFERISCONO AL PERIODO COMPRESO TRA IL 1999 E IL 2008.
PER PARTECIPARE AI SEMINARI IL COSTO MINIMO SI AGGIRAVA SUI 260 EURO E ARRIVAVA SINO A 15.000 EURO.
SECONDO L'ACCUSA A CAPO DELL'ASSOCIAZIONE CRIMINALE C'ERA VITO CARLO MOCCIA, DI 57 ANNI, DI NOICATTARO (BARI) E RESIDENTE A MILANO, CHE DICEVA DI ESSERE PSICOLOGO MA NON NE AVEVA I TITOLI.
NEI SEMINARI - SOSTIENE LA PROCURA - MOCCIA FACEVA FARE ESERCIZI TERAPICI CHE PORTAVANO ALLA SPERSONALIZZAZIONE E ALLA ACCETTAZIONE DI QUALSIASI INDICAZIONE VENISSE DAL MAESTRO.
IL GRUPPO RIUSCIVA A CREARE UNA DIPENDENZA PSICOLOGICA, INDUCENDO LE VITTIME A PARTECIPARE IN MANIERA COSTANTE AI SEMINARI.
LE INDAGINI SONO PARTITE CIRCA DUE ANNI FA, DOPO LE SEGNALAZIONI DI ALCUNI EX SEGUACI DEL GRUPPO.

08/09/08

martedì 26 maggio 2009

Ecco i nomi dei coinvolti

il Centro — 31 gennaio 2009 pagina 15 sezione: CRONACA

PESCARA. Sono undici le persone che sono state iscritte sul registro degli indagati dalla procura della Repubblica di Bari per la vicenda «Arkeon». Secondo l’accusa, a capo dell’associazione c’era Vito Carlo Moccia , di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, il quale si presentava alla gente come psicologo. Le altre persone per le quali il sostituto procuratore della Repubblica Francesco Bretone ha chiesto il rinvio a giudizio sono Antonio Turi , di 52 anni, Francesco Morello , di 59 anni, Gabriella Fabbri di 61 anni, Quirino Salerno di 40 anni, Isa Calabrese di 39 anni, Massimo Vavalle di 40 anni, Francesco Ferrara di 41 anni, Grazia Bozzo di 43 anni, Piero Mazza di 47 anni e Francesco Giuseppe Locatelli di 43 anni. Nell’indagine della Procura della Repubblica di Bari vengono contestati agli indagati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Secondo gli investigatori, tutti gli indagati facevano parte di una sorta di psico-setta che avrebbe operato in tutta Italia.

lunedì 25 maggio 2009

«Chi ha subìto violenze racconti tutto»

PESCARA. «Spero che chi ha subìto le mie stesse violenze e pressioni trovi il coraggio di parlare e di raccontare tutto, superando la vergogna per essere caduto nella trappola». La pescarese Anita (nome di fantasia), la testimone-chiave che ha fatto scattare l’inchiesta sul metodo del gruppo Arkeon, per cui la Procura di Bari vuole processare 11 persone, fa un appello agli altri adepti incappati nelle sedute a pagamento per ritrovare la fiducia in se stessi che si trasformavano in veri e propri «lavaggi del cervello». Il Cesap (www.cesap.net), centro nazionale di studi sugli abusi psicologici, ha creato un pool difensivo. «Spero che la notizia del processo più vicino porti le altre persone che sono state costrette a subire il mio stesso trattamento a venire allo scoperto, a trovare coraggio e a raccontare senza paura la loro esperienza e, soprattutto, quello che avveniva in quei seminari», aggiunge la vittima che, attraverso il suo legale Lucio Massignani , ha intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento. «Il Cesap si è fatto carico di creare un pool di avvocati in grado di assistere tutte le vittime di questo raggiro. Sicuramente c’erano altre persone provenienti dal Pescarese che sono finite in questa trappola. Del resto, gli incontri avvenivano anche a Montesilvano». Il gruppo Arkeon, fino al 2006, ha svolto i seminari affittando le sale di alcuni grandi alberghi. Il gruppo poteva godere di numerosi appoggi sul territorio, specialmente nella zona tra Città Sant’Angelo e Roseto degli Abruzzi, dove c’erano alcune persone che erano incaricate di fornire le informazioni sui corsi, di raccogliere le prenotazioni e di raccordarsi con i sedicenti maestri che guidavano i seminari. Si tratta di adepti al primo livello, i quali cominciavano così la loro «carriera» che, in prospettiva, li avrebbe visti diventare a loro volta «maestri». Tra le persone che maggiormente si sono battute contro la setta c’è la psicologa Lorita Tinelli presidente del Cesap. «Il sentiero sacro di Arkeon porta dritto in tribunale», scrive la studiosa in una nota. «Per la prima volta in Italia, il gruppo con oltre 10mila adepti finirà in un’aula di giustizia. Questo gruppo ha agito indisturbato da oltre 10 anni su tutto il territorio nazionale. È la prima volta che in Italia un’organizzazione così numerosa finisce in tribunale con accuse così pesanti». Il pm Francesco Bretone contesta a vario titolo, agli 11 indagati, i reati di associazione per delinquere finalizzata a truffa, abuso della professione medica, psicologica e psicoterapica, violenza privata, maltrattamento su minori, incapacità procurata da violenza. L’indagine è scaturita dopo che alcune vittime si erano rivolte al Cesap e avevano portato la propria testimonianza in trasmissioni televisive. Arkeon aveva reagito rifacendosi contro le vittime e la stessa presidente del Cesap con un fiume di denunce e di richieste di risarcimento per 4 milioni di euro. In particolare, dopo la trasmissione di Maurizio Costanzo «Tutte le mattine» dell’aprile 2006, un centinaio di affiliati (tra maestri e allievi) del gruppo Arkeon, nell’arco di una settimana, depositarono una serie di denunce per diffamazione in diverse Procure d’Italia contro la presidente del Cesap e i partecipanti alla trasmissione. Ora, mentre la Procura di Bari chiede il processo per i seguaci del barese Vito Carlo Moccia , cominciano ad arrivare le prime sentenze che scagionano i fuoriusciti dal gruppo dalle accuse di calunnia e diffamazione. I seminari per accrescere il proprio «potere personale» costavano migliaia di euro. Qualcuno ne ha sborsati fino a 100mila. Secondo l’accusa, il gruppo induceva i propri adepti a credere di aver subìto abusi in età infantile ad opera di pedofili, spesso individuati nell’ambito della propria famiglia, e successivamente proponeva di curarli con esercizi a sfondo sessuale al fine di liberarsi dal trauma subìto. Anche alcuni minori sarebbero stati sottoposti a sconvolgenti «condivisioni». Il metodo veniva proposto anche come «cura» per l’omosessualità. Da più parti d’Italia continuano ad arrivare al Cesap altre testimonianze. Gli ex adepti hanno raccontato pressioni psicologiche, promesse di guarigioni, teorie sui pedofili e su abusi sessuali che si intrecciano in un meccanismo di corsi a pagamento diffuso in tutta Italia. Al gruppo, e ad alcune società collegate, sono stati anche sequestrati locali, documenti e siti Internet.
Enrico Nardecchia
il Centro — 01 febbraio 2009 pagina 20 sezione: CRONACA

venerdì 15 maggio 2009

L' istruttore di Reiki Antonio Turi si difende: 'Con me centinaia di professionisti della Palermo bene e nessuna denuncia' il caso

Repubblica — 16 ottobre 2007 pagina 6 sezione: PALERMO

La Procura di Bari l' accusa di aver favorito a Palermo la diffusione di un falso «metodo del benessere», incassando laute parcelle: lui, Antonio Turi, il maestro di Reiki, si difende e rilancia. «Molte persone hanno già chiamato per ribadirmi la loro stima. In centinaia frequentavano i seminari che ho tenuto dal 1999 al 2004, fra Palermo e Messina. C' erano medici, avvocati e professionisti di un ceto sociale alto, persone che certo non potevano essere condizionate psicologicamente. Nessuno di loro ha mai presentato denuncia». La settimana scorsa, Turi si è visto arrivare a casa gli agenti della Digos, incaricati dai magistrati di una perquisizione. «Non ho nulla da nascondere - dice lui - dal 2003 ho cominciato a distaccarmi da quel gruppo creato dal maestro di Bari Vito Carlo Moccia, animatore di Arkeon. Il mio sito Internet "Lifetraining", che è stato sequestrato, era ormai inattivo da tempo. Sono del tutto fuori da quel mondo. Anche se resto maestro di Reiki. Ma quello è come il titolo di studio: io sono laureato in Sociologia. Il titolo resta». Antonio Turi ha già chiesto al suo legale, Fausto Amato, di contattare i magistrati di Bari: «Sono disponibile a farmi interrogare subito. Non ho nulla da nascondere». Turi tiene a ribattere soprattutto alle accuse che arrivano da una donna: «Mi disse che senza i suoi seminari non sarei diventata madre». Il maestro nega: «Innanzitutto, quella donna e suo marito non sono mai stati fra i miei allievi. Fu un maestro di Milano a indirizzarli da me, per qualche incontro». Loro l' hanno accusato anche di aver approfittato dell' ospitalità a Giardini Naxos, per fare vacanze gratis: «Non è vero - ribatte il maestro - mi regalarono soltanto una immersione, perché era il mio compleanno. Ma, poi, io offrii la cena a tutti». Il maestro Turi ricorda i suoi corsi: «Li organizzavo in alberghi o palestre. Erano gli anni del boom della new age. C' era davvero tanta gente. Si iscrisse pure un parcheggiatore abusivo». Anche lui cercava un po' di pace interiore. In cambio, solo, di 300 euro. s. p.

Repubblica.it

mercoledì 22 aprile 2009

Bari, a giudizio 11 seguaci psico-setta

BARI - La procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per undici persone coinvolte nell’inchiesta sul 'metodo Arkeon'. Si tratta – secondo gli investigatori – di una sorta di 'psico-setta' che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali.

Nell’indagine della procura di Bari vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato.

Secondo l'accusa, a capo dell’associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari) residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.

29/1/2009

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO DALLA PUGLIA