Lunedì scorso l’udienza davanti ai giudici della Seconda Sezione Penale
Continua il dibattimento in corso davanti al collegio giudicante della Seconda Sezione Penale del Tribunale di Bari alla presunta psicosetta denominata ‘Arkeon’. Nel corso della lunga udienza celebrata l’alto giorno, durata fino alla prime ore del pomeriggio anche a causa d’una imprevista sospensione delle udienze verso mezzogiorno, sono sfilati altri testimoni a discarico citati dagli avvocati difensori di Carlo Moccia e degli altri imputati. Tutti in sostanza hanno confermato d’aver partecipato a quelli che loro ritenevano solo corsi terapeutici di vario livello, senza alcun pericolo per chi vi partecipava. Anzi, alcuni testi hanno confermato che alle riunioni ‘Arkeon’ tenute verso la fine degli Anni Novanta tra le sedi di Bari e Roma, erano presenti talvolta anche bambini, accompagnati dai propri genitori. Tra le testimonianze che hanno attirato maggiormente l’attenzione del collegio, quella resa dal dottor Antonino Caruso, medico chirurgo palermitano anche lui per diec’anni membro dell’associazione guidata da Moccia e da alcuni suoi stretti collaboratori. Il medico siciliano ha confermato d’aver partecipato ai corsi di tutti i livelli, con la propria famiglia, a partire dal ’97 e fino al 2007, allo scopo di approfondire il metodo ‘Reiki’ applicato da Arkeon. Lo scopo, come ha dichiarato sotto giuramento ai giudici, era quello di capire se era vero che c’erano casi di auto-guarigione dalle malattie, per spiegare infine che nel corso delle riunioni c’era una grande forza di rilassamento tra i partecipanti e che, in ogni caso, non si parlava mai nei termini convenzionali di guarigione. Il medico ha partecipato alle riunioni ‘Arkeon’ per libera scelta, come del resto i suoi famigliari, senza aver mai subito costrizioni di sorta, anzi, ha visto donne che rifiutavano di partecipare, per esempio quando si trattava di chiedere elemosine in pubblico. Ma il teste ha anche spiegato di non aver mai assistito a maltrattamenti di alcun genere, precisando che i costi in capo agli associati partivano da un minimo di 100 mila lire (trasformati poi in 100 euro) fino al doppio a seduta, a seconda dei livelli. L’anno scorso in aula ha deposto anche la psicologa Raffaella Di Marzio, una delle più importanti esperte italiane di nuovi movimenti religiosi, anch’essa interessata in passato al caso Arkeon. E il primo passo da compiere, come ha ripetuto la Di Marzio dinanzi ai giudici baresi, era proprio quello di evitare “condizionamenti” basati sulle prese di posizione dei mass-media e di sedicenti esperti non adeguatamente qualificati. In base agli studi effettuati la psicologa ha spiegato che il gruppo Arkeon non ha mai presentato le caratteristiche della setta, pur sottolineando la necessità di ulteriori studi: “Sarebbe stato mio vivo desiderio proseguire con gli approfondimenti – ha precisato l’esperta in aula durante una delle ultime udienze – ma la mia attività scientifica è stata inspiegabilmente ostacolata, anzi inquisita per il solo fatto di aver voluto avviare uno studio, procedimento poi ovviamente archiviato”. Secondo la ricostruzione del sostituto procuratore Francesco Bretone, invece, Arkeon sarebbe una sorta di 'psico-setta' che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere addirittura 10 mila adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Dopo l’indagine serrata della procura di Bari, infatti, sono stati contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Sul banco degli imputati c'e’ Vito Carlo Moccia, che diceva di essere psicologo, ma non ne aveva i titoli, anche se nessuno dei testi sfilati l’altro giorno in aula a Bari l’ha mai sentito millantare. Il processo in corso a Bari s’avvia verso la conclusione dell’istruttoria: il 27 febbraio saranno ascoltati gli ultimi testimoni e altri tre consulenti ed entro la prossima primavere, dopo requisitoria del pubblico ministero e arringhe difensive, dovrebbe arrivare la sentenza.
Francesco De Martino
Domenica 19 Febbraio 2012 18:37
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lunedì 20 febbraio 2012
giovedì 22 settembre 2011
Torna in aula il processo alla psicosetta
Arkeon. La prossima settimana riprende la sfilata dei testimoni dinanzi al collegio
Tornerà in aula dinanzi ai giudici che formano il collegio giudicante della Seconda Sezione Penale presso il Tribunale di Bari il processo alla psicosetta denominata ‘Arkeon’, mentre già prima della pausa estiva sono emerse le prime testimonianze nelle aule di via Nazariantz. Dove s’è alzato il sipario a quello che prende forma uno dei processo più importanti, di certo il più sconvolgenti, dell'anno giudiziario barese. Tremano gli imputati: per primo Carlo Moccia, il fondatore della psico-setta (che ha deciso di non comparire in aula), e poi i “maestri” di Arkeon le cui trame si svelano nelle parole tremanti d'emozione e rabbia dei testimoni. La pratica era sempre la stessa, lo dimostrano le testimonianze finora raccolte. Gli adepti di Arkeon venivano, attraverso riti e cerimonie volte a condizionarne la mente, assoggettati alla volontà di individui che si facevano chiamare “maestri”; si parla di cerimonie in cui, tra musica ad altissimo volume, stridenti gong di tamburo ed urla strazianti, i partecipanti venivano portati a credere di essere stati violentati dai genitori o da un non ben precisato pedofilo durante l'infanzia. « Non te lo ricordi perché eri tropo piccola – cantilenavano i “maestri” – ma di certo hai subito una violenza carnale... l'hanno subita tutti da bambini: questa è la causa dei mali che affliggono la tua vita! ». Il “lavaggio del cervello” condizionava a tal punto gli individui che alcuni hanno persino denunciato alla magistratura, per violenza carnale, ignari genitori, zii e amici. « Durante le cerimonie – racconta una testimone – alcuni vomitavano. Allora il maestro si compiaceva: “Brava! Quello che hai appena rimesso non è vomito, ma lo sperma del pedofilo che ti ha violentato!” ». Più ci si liberava della “presenza del pedofilo”, più si avanzava nel “lavoro di purificazione”, come veniva definito dai maestri di Arkeon, che consisteva in tre livelli: il primo dal costo di circa 400 mila delle vecchie lire, il secondo di circa 800 mila lire ed il terzo (la testimone racconta il suo percorso nella setta prima e dopo l'utilizzo corrente dell'Euro) di circa 12 mila euro. Una bella cifra, che finiva dritta dritta nelle tasche dei “guru” della setta. E già, perché il risvolto economico di questa vicenda è un elemento da non sottovalutare. « Mi facevano firmare assegni intestati alla mia persona – racconta una testimone – anche se i maestri preferivano consegnassi denaro contante, è più conveniente per degli scambi a nero. In questo modo ho posto nelle loro mani più di 15 mila euro ». La setta aveva aperto sedi in tutta Italia, anche con l'appoggio di alcuni membri della Chiesa, gli adepti erano migliaia: è facile immaginare, quindi, che gli introiti di Moccia & Co. fossero a parecchi zeri. I testimoni di questo processo avevano sporto denuncia presso le questure di molte città italiane, ma non erano mai stati creduti; solo l'intervento di alcune associazioni, che si battono per la tutela dei fuoriusciti dalle sette religiose (una fra tutte, il CeSAP: Centro studi per gli Abusi Psicologici), e dopo l'intervento della stampa, le acque intorno al caso hanno incominciato a muoversi. Il processo che riprende martedi’ prossimo fa parte di un filone che si estende per tutto lo Stivale. Nei giorni scorsi sì è concluso il processo gemello di primo grado a Milano, che riguarda uno degli imputati del processo di Bari, il maestro di Arkeon Francesco Antonio Morello (il “maestro” citato nelle testimonianze). Morello è stato condannato a Milano a 6 anni di reclusione e 5 mila euro di risarcimento, per aver abusato sessualmente di due sue allieve che frequentavano i suoi seminari. Facendo leva sulle loro debolezze e sul ruolo da lui rivestito, le ha indotte a pratiche sessuali che, secondo lui, sarebbero servite a far riemergere il ricordo di un presunto abuso sessuale vissuto nell'infanzia. A Bari Morello è imputato per i reati di associazione a delinquere finalizzati a truffa, abuso della professione, violenza privata. È inoltre indagato per calunnia, insieme ad altri 46 membri di Arkeon che hanno denunciato due fuorusciti della setta e la presidente del CeSAP, la psicologa Lorita Tinelli. (m.m.)
Domenica 18 Settembre 2011 17:56
Tornerà in aula dinanzi ai giudici che formano il collegio giudicante della Seconda Sezione Penale presso il Tribunale di Bari il processo alla psicosetta denominata ‘Arkeon’, mentre già prima della pausa estiva sono emerse le prime testimonianze nelle aule di via Nazariantz. Dove s’è alzato il sipario a quello che prende forma uno dei processo più importanti, di certo il più sconvolgenti, dell'anno giudiziario barese. Tremano gli imputati: per primo Carlo Moccia, il fondatore della psico-setta (che ha deciso di non comparire in aula), e poi i “maestri” di Arkeon le cui trame si svelano nelle parole tremanti d'emozione e rabbia dei testimoni. La pratica era sempre la stessa, lo dimostrano le testimonianze finora raccolte. Gli adepti di Arkeon venivano, attraverso riti e cerimonie volte a condizionarne la mente, assoggettati alla volontà di individui che si facevano chiamare “maestri”; si parla di cerimonie in cui, tra musica ad altissimo volume, stridenti gong di tamburo ed urla strazianti, i partecipanti venivano portati a credere di essere stati violentati dai genitori o da un non ben precisato pedofilo durante l'infanzia. « Non te lo ricordi perché eri tropo piccola – cantilenavano i “maestri” – ma di certo hai subito una violenza carnale... l'hanno subita tutti da bambini: questa è la causa dei mali che affliggono la tua vita! ». Il “lavaggio del cervello” condizionava a tal punto gli individui che alcuni hanno persino denunciato alla magistratura, per violenza carnale, ignari genitori, zii e amici. « Durante le cerimonie – racconta una testimone – alcuni vomitavano. Allora il maestro si compiaceva: “Brava! Quello che hai appena rimesso non è vomito, ma lo sperma del pedofilo che ti ha violentato!” ». Più ci si liberava della “presenza del pedofilo”, più si avanzava nel “lavoro di purificazione”, come veniva definito dai maestri di Arkeon, che consisteva in tre livelli: il primo dal costo di circa 400 mila delle vecchie lire, il secondo di circa 800 mila lire ed il terzo (la testimone racconta il suo percorso nella setta prima e dopo l'utilizzo corrente dell'Euro) di circa 12 mila euro. Una bella cifra, che finiva dritta dritta nelle tasche dei “guru” della setta. E già, perché il risvolto economico di questa vicenda è un elemento da non sottovalutare. « Mi facevano firmare assegni intestati alla mia persona – racconta una testimone – anche se i maestri preferivano consegnassi denaro contante, è più conveniente per degli scambi a nero. In questo modo ho posto nelle loro mani più di 15 mila euro ». La setta aveva aperto sedi in tutta Italia, anche con l'appoggio di alcuni membri della Chiesa, gli adepti erano migliaia: è facile immaginare, quindi, che gli introiti di Moccia & Co. fossero a parecchi zeri. I testimoni di questo processo avevano sporto denuncia presso le questure di molte città italiane, ma non erano mai stati creduti; solo l'intervento di alcune associazioni, che si battono per la tutela dei fuoriusciti dalle sette religiose (una fra tutte, il CeSAP: Centro studi per gli Abusi Psicologici), e dopo l'intervento della stampa, le acque intorno al caso hanno incominciato a muoversi. Il processo che riprende martedi’ prossimo fa parte di un filone che si estende per tutto lo Stivale. Nei giorni scorsi sì è concluso il processo gemello di primo grado a Milano, che riguarda uno degli imputati del processo di Bari, il maestro di Arkeon Francesco Antonio Morello (il “maestro” citato nelle testimonianze). Morello è stato condannato a Milano a 6 anni di reclusione e 5 mila euro di risarcimento, per aver abusato sessualmente di due sue allieve che frequentavano i suoi seminari. Facendo leva sulle loro debolezze e sul ruolo da lui rivestito, le ha indotte a pratiche sessuali che, secondo lui, sarebbero servite a far riemergere il ricordo di un presunto abuso sessuale vissuto nell'infanzia. A Bari Morello è imputato per i reati di associazione a delinquere finalizzati a truffa, abuso della professione, violenza privata. È inoltre indagato per calunnia, insieme ad altri 46 membri di Arkeon che hanno denunciato due fuorusciti della setta e la presidente del CeSAP, la psicologa Lorita Tinelli. (m.m.)
Domenica 18 Settembre 2011 17:56
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venerdì 1 luglio 2011
Riparte a fine giugno il processo alla psicosetta Arkeon
Sabato 11 Giugno 2011 19:26
Rinviati al 20 settembre i testimoni non ancora ascoltati: “Nessun rispetto per chi soffre!”
Riparte il 29 giugno il processo Arkeon, la psicosetta di Carlo Moccia sul banco degli imputati per violenza sessuale ed estorsione. Avanza con ritardo il processo penale; saranno infatti ascoltati il giorno 20 settembre sei degli otto testimoni che avrebbero dovuto esporre davanti ai giudici lo scorso 8 giugno. Il ritardo è dovuto ad un inizio dell'udienza sfalsato di ben tre ore. “Siamo sconcertati dal ritardo della Giustizia italiana – ha commentato una testimone – Non c'è rispetto per chi ha soffre!”. Solo due testi sono stati ascoltati dal collegio giudicante. Emergono, come nella scorsa udienza del 25 maggio, storie che parlano di abusi e violenze, perpetrate dai sedicenti “maestri” di Arkeon, ai danni di persone psicologicamente deboli; ma tra le vittime vi sono anche molti stimati professionisti (addirittura psicologi e psichiatri), a dimostrazione che nessuno è immune al condizionamento psicologico. Il processo, quindi, presta a trasformarsi in un vero e proprio banco di prova per la Giustizia italiana. Come giudicheranno i giudici gli imputati? Semplici “violentatori”, “truffatori” o inseriranno i delitti per cui sono accusati nella sfera della “manipolazione psicologica”? Qualunque sia l'esito, i processo è destinato a fare storia negli annali della giurisprudenza. « Fui violentata da un maestro di Arkeon, il pretesto: un rito per riportare alla mente un ricordo d'infanzia; l'attimo in cui, da piccola, sarei stata abusata sessualmente da un pedofilo ». Era emersa così, sconcertante, l'accusa della prima testimone ai danni degli imputati durante la prima udienza del 25 maggio. Durante il processo, un'altra donna, ascoltata per ben 3 ore, ha raccontando la sua triste storia della perdita del marito a causa di una trasgressione creativa voluta dal maestro Antonio Morello, dello stupro di gruppo che avrebbe subito durante una cerimonia-rito e di altri tentativi di violenza. Gli adepti di Arkeon venivano, attraverso riti e cerimonie volte a condizionarne la mente, assoggettati alla volontà di individui che si facevano chiamare “maestri”. Si parla di cerimonie in cui, tra musica ad altissimo volume, stridenti gong di tamburo ed urla strazianti, i partecipanti venivano portati a credere di essere stati violentati dai genitori o da un non ben precisato pedofilo durante l'infanzia. « Non te lo ricordi perché eri troppo piccola – cantilenavano i “maestri” – ma di certo hai subito una violenza carnale... l'hanno subita tutti da bambini: questa è la causa dei mali che affliggono la tua vita! ». Il “lavaggio del cervello” condizionava a tal punto gli individui che alcuni hanno persino denunciato alla magistratura, per violenza carnale, ignari genitori, zii e amici. « Non c'era nessun pedofilo – ha dichiarato una testimone, tremante d'emozione e rabbia – erano solo pretesti per estorcermi denaro, usarmi in tutti i modi... anche come oggetto sessuale! ». Più ci si liberava della “presenza del pedofilo”, più si avanzava nel “lavoro di purificazione”, come veniva definito dai maestri di Arkeon. Quest'ultimo consisteva in tre livelli: il primo dal costo di circa 400 mila delle vecchie lire, il secondo di circa 800 mila lire ed il terzo (la testimone racconta il suo percorso nella setta prima e dopo l'utilizzo corrente dell'Euro) di circa 12 mila euro. Una bella cifra, che finiva dritta dritta nelle tasche dei “guru” della setta. E già, perché il risvolto economico di questa vicenda è un elemento da non sottovalutare. « Mi facevano firmare assegni intestati alla mia persona anche se i maestri preferivano consegnassi denaro contante, è più conveniente per degli scambi a nero. In questo modo ho posto nelle loro mani più di 15 mila euro ». La setta aveva aperto sedi in tutta Italia, anche con l'appoggio di alcuni membri della Chiesa, gli adepti erano migliaia: è facile immaginare, quindi, che gli introiti di Moccia & Co. fossero a parecchi zeri. I testimoni di questo processo avevano sporto denuncia presso le questure di molte città italiane, ma non erano mai stati creduti. Solo l'intervento di alcune associazioni, che si battono per la tutela dei fuoriusciti dalle sette religiose (una fra tutte, il CeSAP: Centro studi per gli Abusi Psicologici), e dopo l'intervento della stampa, le acque intorno al caso hanno incominciato a smuoversi.I video dei seminari di Arkeon – gli stessi che i giudici hanno esaminato come prove – sono consultabili all'indirizzo internet: http://vimeo.com/arkeon/videos
Mirko Misceo
Rinviati al 20 settembre i testimoni non ancora ascoltati: “Nessun rispetto per chi soffre!”
Riparte il 29 giugno il processo Arkeon, la psicosetta di Carlo Moccia sul banco degli imputati per violenza sessuale ed estorsione. Avanza con ritardo il processo penale; saranno infatti ascoltati il giorno 20 settembre sei degli otto testimoni che avrebbero dovuto esporre davanti ai giudici lo scorso 8 giugno. Il ritardo è dovuto ad un inizio dell'udienza sfalsato di ben tre ore. “Siamo sconcertati dal ritardo della Giustizia italiana – ha commentato una testimone – Non c'è rispetto per chi ha soffre!”. Solo due testi sono stati ascoltati dal collegio giudicante. Emergono, come nella scorsa udienza del 25 maggio, storie che parlano di abusi e violenze, perpetrate dai sedicenti “maestri” di Arkeon, ai danni di persone psicologicamente deboli; ma tra le vittime vi sono anche molti stimati professionisti (addirittura psicologi e psichiatri), a dimostrazione che nessuno è immune al condizionamento psicologico. Il processo, quindi, presta a trasformarsi in un vero e proprio banco di prova per la Giustizia italiana. Come giudicheranno i giudici gli imputati? Semplici “violentatori”, “truffatori” o inseriranno i delitti per cui sono accusati nella sfera della “manipolazione psicologica”? Qualunque sia l'esito, i processo è destinato a fare storia negli annali della giurisprudenza. « Fui violentata da un maestro di Arkeon, il pretesto: un rito per riportare alla mente un ricordo d'infanzia; l'attimo in cui, da piccola, sarei stata abusata sessualmente da un pedofilo ». Era emersa così, sconcertante, l'accusa della prima testimone ai danni degli imputati durante la prima udienza del 25 maggio. Durante il processo, un'altra donna, ascoltata per ben 3 ore, ha raccontando la sua triste storia della perdita del marito a causa di una trasgressione creativa voluta dal maestro Antonio Morello, dello stupro di gruppo che avrebbe subito durante una cerimonia-rito e di altri tentativi di violenza. Gli adepti di Arkeon venivano, attraverso riti e cerimonie volte a condizionarne la mente, assoggettati alla volontà di individui che si facevano chiamare “maestri”. Si parla di cerimonie in cui, tra musica ad altissimo volume, stridenti gong di tamburo ed urla strazianti, i partecipanti venivano portati a credere di essere stati violentati dai genitori o da un non ben precisato pedofilo durante l'infanzia. « Non te lo ricordi perché eri troppo piccola – cantilenavano i “maestri” – ma di certo hai subito una violenza carnale... l'hanno subita tutti da bambini: questa è la causa dei mali che affliggono la tua vita! ». Il “lavaggio del cervello” condizionava a tal punto gli individui che alcuni hanno persino denunciato alla magistratura, per violenza carnale, ignari genitori, zii e amici. « Non c'era nessun pedofilo – ha dichiarato una testimone, tremante d'emozione e rabbia – erano solo pretesti per estorcermi denaro, usarmi in tutti i modi... anche come oggetto sessuale! ». Più ci si liberava della “presenza del pedofilo”, più si avanzava nel “lavoro di purificazione”, come veniva definito dai maestri di Arkeon. Quest'ultimo consisteva in tre livelli: il primo dal costo di circa 400 mila delle vecchie lire, il secondo di circa 800 mila lire ed il terzo (la testimone racconta il suo percorso nella setta prima e dopo l'utilizzo corrente dell'Euro) di circa 12 mila euro. Una bella cifra, che finiva dritta dritta nelle tasche dei “guru” della setta. E già, perché il risvolto economico di questa vicenda è un elemento da non sottovalutare. « Mi facevano firmare assegni intestati alla mia persona anche se i maestri preferivano consegnassi denaro contante, è più conveniente per degli scambi a nero. In questo modo ho posto nelle loro mani più di 15 mila euro ». La setta aveva aperto sedi in tutta Italia, anche con l'appoggio di alcuni membri della Chiesa, gli adepti erano migliaia: è facile immaginare, quindi, che gli introiti di Moccia & Co. fossero a parecchi zeri. I testimoni di questo processo avevano sporto denuncia presso le questure di molte città italiane, ma non erano mai stati creduti. Solo l'intervento di alcune associazioni, che si battono per la tutela dei fuoriusciti dalle sette religiose (una fra tutte, il CeSAP: Centro studi per gli Abusi Psicologici), e dopo l'intervento della stampa, le acque intorno al caso hanno incominciato a smuoversi.I video dei seminari di Arkeon – gli stessi che i giudici hanno esaminato come prove – sono consultabili all'indirizzo internet: http://vimeo.com/arkeon/videos
Mirko Misceo
giovedì 17 marzo 2011
INTERNO: BORGHESI (IDV), SCONGIURARE IL FENOMENO DELLE PSICOSETTE
Dietro l’attivazione di corsi di memoria, lettura veloce e crescita personale si celano vere e proprie psicosette. E’ quanto denuncia in un’interrogazione il deputato Antonio Borghesi (Idv) al Ministro dell’Interno, della Giustizia e al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il deputato dell’Idv richiede un intervento sollecito nella risoluzione del problema, già da tempo segnalato dall’Associazione “Telefono Antiplagio” e European Consumer tramite una massiccia campagna di informazione, è definito come una truffa a scopo esclusivamente economico a danno di persone “fragili”.
(AGENPARL) – Roma, 14 mar
(AGENPARL) – Roma, 14 mar
martedì 9 novembre 2010
Arkeon: a Milano parte il processo al "Santone" della psico-setta degli stupri
E' un articolo trovato in rete....
Risale al maggio di quest'anno, ma lo trovo comunque interessante ed a completamento sulla rassegna stampa degli articoli usciti sull'agomento
In Puglia la base operativa dell’organizzazione che prometteva guarigioni a malati di cancro e aids. 11 rinviati a...

Milano - Organizzavano seminari a pagamento in tutta Italia, vere e proprie adunate di folla in cui facevano credere ai partecipanti affetti da cancro e aids di poter guarire con il metodo “Arkeon”, ideato da Vito Moccia, di Noicattaro (Ba) ma residente a Milano. Il 12 maggio scorso nel capoluogo lombardo è cominciato il processo a carico di Antonio Morello, il “Santone” della psico-setta con base operativa in Puglia. Morello, secondo le accuse, tra il 1999 e il 2002, avrebbe violentato due donne con la scusa di aiutarle a superare i disturbi derivati da presunte molestie sessuali subite da piccole. Le due vittime si sono costituite parte civile insieme alla dott.ssa Lorita Tinelli, presidente del Cesap (Centro Studi abusi psicologici), che con la sua denuncia ha fatto partire l’inchiesta di Bari con 11 imputati rinviati a giudizio.
Le mega adunate della psico-setta. Il processo di Milano è solo l’ultimo anello di una lunga catena di abusi a danno degli adepti che partecipavano agli incontri della psico-setta. Il fondatore Vito Moccia è infatti accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, esercizio abusivo delle professioni di psicologo e medico, violenza privata e maltrattamenti ai danni di minori. Moccia promuoveva il suo metodo attraverso filmati promozionali e volantini diffusi in libreria. La promessa era quella di una guarigione psicologica a chi era in difficoltà e cercava conforto. Per tale ragione organizzava seminari, incontri che davano vita ad un giro d’affari milionario andato avanti per anni sulla pelle dei più deboli. Oltre 10 mila i casi denunciati dalle vittime, alcune disposte a sborsare fino a 100 mila euro per le terapie indicate dal santone.
Le confessioni degli ex adepti. Nel Gennaio del 2006 fu Maurizio Costanzo a raccontare l’esperienza di alcuni ex adepti vittime di abusi, assieme alla testimonianza della dott.ssa Tinelli. Gli ex adepti hanno poi preso parte ad altri programmi televisivi in cui hanno commentato i filmati dei seminari di Arkeon, commissionati dallo stesso Moccia, il fondatore che era riuscito persino a farsi intervistare nel 2004 nell’ambito della trasmissione di Rai Uno “A sua immagine” dell’allora conduttore del programma Padre Raniero Cantalamessa, predicatore della casa pontificia. Sempre secondo le testimonianze degli ex adepti, anche un sacerdote avrebbe preso parte agli incontri di Arkeon, pronto ad inginocchiarsi davanti al maestro “Moccia” e ringraziarlo nel nome del Signore.
Risale al maggio di quest'anno, ma lo trovo comunque interessante ed a completamento sulla rassegna stampa degli articoli usciti sull'agomento
In Puglia la base operativa dell’organizzazione che prometteva guarigioni a malati di cancro e aids. 11 rinviati a...
Milano - Organizzavano seminari a pagamento in tutta Italia, vere e proprie adunate di folla in cui facevano credere ai partecipanti affetti da cancro e aids di poter guarire con il metodo “Arkeon”, ideato da Vito Moccia, di Noicattaro (Ba) ma residente a Milano. Il 12 maggio scorso nel capoluogo lombardo è cominciato il processo a carico di Antonio Morello, il “Santone” della psico-setta con base operativa in Puglia. Morello, secondo le accuse, tra il 1999 e il 2002, avrebbe violentato due donne con la scusa di aiutarle a superare i disturbi derivati da presunte molestie sessuali subite da piccole. Le due vittime si sono costituite parte civile insieme alla dott.ssa Lorita Tinelli, presidente del Cesap (Centro Studi abusi psicologici), che con la sua denuncia ha fatto partire l’inchiesta di Bari con 11 imputati rinviati a giudizio.
Le mega adunate della psico-setta. Il processo di Milano è solo l’ultimo anello di una lunga catena di abusi a danno degli adepti che partecipavano agli incontri della psico-setta. Il fondatore Vito Moccia è infatti accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, esercizio abusivo delle professioni di psicologo e medico, violenza privata e maltrattamenti ai danni di minori. Moccia promuoveva il suo metodo attraverso filmati promozionali e volantini diffusi in libreria. La promessa era quella di una guarigione psicologica a chi era in difficoltà e cercava conforto. Per tale ragione organizzava seminari, incontri che davano vita ad un giro d’affari milionario andato avanti per anni sulla pelle dei più deboli. Oltre 10 mila i casi denunciati dalle vittime, alcune disposte a sborsare fino a 100 mila euro per le terapie indicate dal santone.
Le confessioni degli ex adepti. Nel Gennaio del 2006 fu Maurizio Costanzo a raccontare l’esperienza di alcuni ex adepti vittime di abusi, assieme alla testimonianza della dott.ssa Tinelli. Gli ex adepti hanno poi preso parte ad altri programmi televisivi in cui hanno commentato i filmati dei seminari di Arkeon, commissionati dallo stesso Moccia, il fondatore che era riuscito persino a farsi intervistare nel 2004 nell’ambito della trasmissione di Rai Uno “A sua immagine” dell’allora conduttore del programma Padre Raniero Cantalamessa, predicatore della casa pontificia. Sempre secondo le testimonianze degli ex adepti, anche un sacerdote avrebbe preso parte agli incontri di Arkeon, pronto ad inginocchiarsi davanti al maestro “Moccia” e ringraziarlo nel nome del Signore.
venerdì 3 settembre 2010
Interrogazione parlamentare sulle psico-sette del 19 -7-2010
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08062
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 354 del 19/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: DONADI MASSIMO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 19/07/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 19/07/2010
Stato iter: IN CORSO
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-08062
presentata da
MASSIMO DONADI
lunedì 19 luglio 2010, seduta n.354
DONADI. - Al Ministro della giustizia.- Per sapere - premesso che:
in questi ultimi anni è esponenziale la crescita di truffe esercitate sia tramite i mezzi di comunicazione che con il passaparola, per contrastare questo fenomeno molto viene fatto dalle Forze dell'ordine e altrettanto da associazione create ad uopo;
tra i vari fenomeni truffaldini esiste quello delle psico-sette che sta diventando un vero fenomeno sociale;
ne è un esempio ciò che viene esposto in un articolo del Corriere Mercantile del 30 maggio 2010, nel quale la
dottoressa Lorita Tinelli, psicologa del Cesap (centro studi psicologici)
lancia un allarme concreto contro quei gruppi di persone che promuovono lo sviluppo della personalità, schiavizzano la mente di adepti e devastando loro la vita, con l'unico fine di estorcere rilevanti somme economiche alle vittime;
nel 1981 venne abolito il reato di plagio dalla Corte Costituzionale, con sentenza n. 96 dell'8 giugno 1981, che rilevò un contrasto tra l'articolo 603 del codice penale e gli articoli 21 e 25 della Costituzione;
dal 1981 ad oggi si è creato un vuoto legislativo nel quale operano i «manipolatori della mente» e proliferano organizzazioni, comunità, leader carismatici capaci di sfruttare tutti i meccanismi persuasivi capaci di scardinare ogni forma di difesa da parte di persone attirate in una trappola di suggestioni e promesse;
spesso tali personaggi non hanno nemmeno titoli accademici atti all'esercizio di qualsiasi professione inerente la loro truffa;
per convincere le vittime adotterebbero suggestioni di massa, ma ancora peggio la tecnica del PNL (programmazione neuro linguistica) tecnica che dovrebbe essere riservata agli psicologi;
nelle scorse legislature sono state molte le proposte di legge in merito al reato di plagio o manipolazione mentale, presentate in entrambe i rami del Parlamento che non hanno visto la fine del loro percorso legislativo;
in questa legislatura sono molteplici le proposte di legge sempre inerenti il tema, già presentate senza avere ancora iniziato il loro iter -:
se il Ministro, vista la situazione contingente di crisi economica e sociale che sta coinvolgendo il nostro Paese, che amplifica le incertezze, le insicurezze e le paure generazionali, non ritenga di approntare un'iniziativa normativa atta a colmare questo vuoto legislativo, tenendo conto, se lo riterrà opportuno, delle indicazioni che emergono dalle proposte di legge già assegnate in commissione giustizia. (4-08062)
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08062
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 354 del 19/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: DONADI MASSIMO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 19/07/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 19/07/2010
Stato iter: IN CORSO
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-08062
presentata da
MASSIMO DONADI
lunedì 19 luglio 2010, seduta n.354
DONADI. - Al Ministro della giustizia.- Per sapere - premesso che:
in questi ultimi anni è esponenziale la crescita di truffe esercitate sia tramite i mezzi di comunicazione che con il passaparola, per contrastare questo fenomeno molto viene fatto dalle Forze dell'ordine e altrettanto da associazione create ad uopo;
tra i vari fenomeni truffaldini esiste quello delle psico-sette che sta diventando un vero fenomeno sociale;
ne è un esempio ciò che viene esposto in un articolo del Corriere Mercantile del 30 maggio 2010, nel quale la
dottoressa Lorita Tinelli, psicologa del Cesap (centro studi psicologici)
lancia un allarme concreto contro quei gruppi di persone che promuovono lo sviluppo della personalità, schiavizzano la mente di adepti e devastando loro la vita, con l'unico fine di estorcere rilevanti somme economiche alle vittime;
nel 1981 venne abolito il reato di plagio dalla Corte Costituzionale, con sentenza n. 96 dell'8 giugno 1981, che rilevò un contrasto tra l'articolo 603 del codice penale e gli articoli 21 e 25 della Costituzione;
dal 1981 ad oggi si è creato un vuoto legislativo nel quale operano i «manipolatori della mente» e proliferano organizzazioni, comunità, leader carismatici capaci di sfruttare tutti i meccanismi persuasivi capaci di scardinare ogni forma di difesa da parte di persone attirate in una trappola di suggestioni e promesse;
spesso tali personaggi non hanno nemmeno titoli accademici atti all'esercizio di qualsiasi professione inerente la loro truffa;
per convincere le vittime adotterebbero suggestioni di massa, ma ancora peggio la tecnica del PNL (programmazione neuro linguistica) tecnica che dovrebbe essere riservata agli psicologi;
nelle scorse legislature sono state molte le proposte di legge in merito al reato di plagio o manipolazione mentale, presentate in entrambe i rami del Parlamento che non hanno visto la fine del loro percorso legislativo;
in questa legislatura sono molteplici le proposte di legge sempre inerenti il tema, già presentate senza avere ancora iniziato il loro iter -:
se il Ministro, vista la situazione contingente di crisi economica e sociale che sta coinvolgendo il nostro Paese, che amplifica le incertezze, le insicurezze e le paure generazionali, non ritenga di approntare un'iniziativa normativa atta a colmare questo vuoto legislativo, tenendo conto, se lo riterrà opportuno, delle indicazioni che emergono dalle proposte di legge già assegnate in commissione giustizia. (4-08062)
martedì 20 aprile 2010
TERRIBILE !!! PSICO -SETTA " ARKEON" - CHI L’HA VISTO?
Prima parte della trasmissione Chi l'ha visto? andata in onda il 19- 4 - 2010
BARI - La procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per undici persone coinvolte nellinchiesta sul 'metodo Arkeon'. Si tratta secondo gli investigatori di una sorta di 'psico-setta' che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia ea truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Nellindagine della procura di Bari vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo l’accusa, a capo dellassociazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari) residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.
BARI - La procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per undici persone coinvolte nellinchiesta sul 'metodo Arkeon'. Si tratta secondo gli investigatori di una sorta di 'psico-setta' che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia ea truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Nellindagine della procura di Bari vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo l’accusa, a capo dellassociazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari) residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.
giovedì 1 aprile 2010
Bari, 47 avvisi di garanzia ad adepti psico-setta per diffamazione vittime
Agenti della Digos della Questura di Bari, nell’ambito del procedimento penale nei confronti dell’associazione Arkeon, la psico-setta guidata dal sedicente psicologo Carlo Moccia, che, utilizzando tecniche ispirate alle filosofie orientali sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, promettendo improbabili guarigioni, hanno notificato 47 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti aderenti all’organizzazione, responsabili in concorso, del reato di diffamazione.
Gli stessi avevano denunciato, pur sapendoli innocenti, coloro che pubblicamente avevano segnalato gli abusi subiti dai responsabili di Arkeon, in particolare alcune vittime intervenute durante una trasmissione televisiva condotta da Maurizio Costanzo. L’inchiesta è condotta dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Bari.
Immagino siano solo i primi ad aver ricevuto la notifica visto che in un altro articolo ho appreso numeri ben superiori
«Io, vittima della setta e querelata 118 volte»
Gli stessi avevano denunciato, pur sapendoli innocenti, coloro che pubblicamente avevano segnalato gli abusi subiti dai responsabili di Arkeon, in particolare alcune vittime intervenute durante una trasmissione televisiva condotta da Maurizio Costanzo. L’inchiesta è condotta dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Bari.
Immagino siano solo i primi ad aver ricevuto la notifica visto che in un altro articolo ho appreso numeri ben superiori
«Io, vittima della setta e querelata 118 volte»
martedì 16 marzo 2010
IL DRAMMA DI UN PADRE: «MIO FIGLIO è GAY, VOLEVO CURARLO»
FERMO - LA PSICOSETTA curava' anche l'omosessualità. È di questi giorni lo sfogo di un imprenditore di Fermo che si era rivolto ad un guru di Arkeon per risolvere i problemi' del figlio 18enne omosessuale. Nonostante i 50mila euro versati alla setta e le vessazioni subite dal ragazzo, nulla è cambiato. Il padre si è accorto di essere stato truffato solo dopo mesi di frequentazione dei vari percorsi del gruppo: «Il capo carismatico del gruppo mi disse che il caso di mio figlio era molto complesso e mi chiese 50mila euro. Versai la somma e, senza lontanamente immaginarlo, misi il mio ragazzo nelle mani di una setta senza scrupoli, che lo ha sottoposto alle umiliazioni più assurde, facendogli credere di aver subito una violenza sessuale da piccolo».
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lunedì 8 marzo 2010
50mila euro e tuo figlio diventa etero
Promettevano di "guarire" dall'omossessualità in cambio di denaro. Un gruppo, ma sarebbe meglio definirla setta, con sede in Italia, dopo la denuncia da parte di C.A., un imprenditore marchigiano, ha chiuso i battenti con il rinvio a giudizio di 11 persone.
I truffatori si vantavano di poter guarire malattie gravissime cone l'Aids o il cancro, ma anche altre "patologie" cone l'omosessualità. La canzone di Povia "Luca era gay" era, a detta dei fantomatici guaritori, tratta da una testimonianza reale, da un caso che loro stessi avevano trattato, con successo.
Il gruppo di terapia riparativa era però strutturato come molte sette. A seconda della gravità del caso chiedevano cifre più o meno alte. Fino a 50 mila euro i compensi secondo le dichiarazioni del papà marchigiano, imprenditore, che dopo aver affidato il proprio figlio a queste persone ha capito la trufffa ed ha sporto denuncia.
"Versai la somma e, senza lontanamente immaginarlo, misi il mio ragazzo nelle mani di una setta senza scrupoli, che lo ha sottoposto alle umiliazioni più assurde, facendogli credere di aver subito una violenza sessuale da piccolo", ha dichiarato il padre del ragazzo. "Il costo minimo si aggirava sui 260 euro - spiega C.A. - e arrivava, man mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Il capo carismatico del gruppo mi disse che il caso di mio figlio era molto complesso e mi chiese 50mila euro."
Per ora le persone rinviate a giudizio sono 11 con l'accusa è di associazione a delinquere, truffa, maltrattamento di minori e incapacità procurata da violenza oltre che abuso della professione medica.
I truffatori si vantavano di poter guarire malattie gravissime cone l'Aids o il cancro, ma anche altre "patologie" cone l'omosessualità. La canzone di Povia "Luca era gay" era, a detta dei fantomatici guaritori, tratta da una testimonianza reale, da un caso che loro stessi avevano trattato, con successo.
Il gruppo di terapia riparativa era però strutturato come molte sette. A seconda della gravità del caso chiedevano cifre più o meno alte. Fino a 50 mila euro i compensi secondo le dichiarazioni del papà marchigiano, imprenditore, che dopo aver affidato il proprio figlio a queste persone ha capito la trufffa ed ha sporto denuncia.
"Versai la somma e, senza lontanamente immaginarlo, misi il mio ragazzo nelle mani di una setta senza scrupoli, che lo ha sottoposto alle umiliazioni più assurde, facendogli credere di aver subito una violenza sessuale da piccolo", ha dichiarato il padre del ragazzo. "Il costo minimo si aggirava sui 260 euro - spiega C.A. - e arrivava, man mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Il capo carismatico del gruppo mi disse che il caso di mio figlio era molto complesso e mi chiese 50mila euro."
Per ora le persone rinviate a giudizio sono 11 con l'accusa è di associazione a delinquere, truffa, maltrattamento di minori e incapacità procurata da violenza oltre che abuso della professione medica.
venerdì 5 marzo 2010
La truffa di Fermo: 50mila euro per ‘guarire’ dall’omosessualità
E’ l’ennesimo caso di truffa quello che si è verificato a Fermo . Il fatto ha in sé dell’incredibile. Ancora una volta disperazione e impotenza si piegano all’astuzia di uno spregiudicato gruppo di finti praticanti di miracolose discipline orientali.
Le patologie trattate, se così le vogliamo chiamare, spaziano dall’infertilità all’omosessualità. La setta si proponeva di guarire chiunque si rimettesse alle loro poco amorevoli cure, usufruendo di strumenti “alternativi”, assai lontani dalle odierne pratiche scientifiche, ormai forse troppo in difficoltà per poter costituire l’unica fonte di speranza. Ma non è la sfiducia nella scienza che ha portato alcune delle numerose vittime ad iniziare il percorso di guarigione, bensì una sorta di diffidenza verso ciò che non riesce ad essere comunemente compreso.
Il tentativo di guarire l’omosessualità rappresenta il male nascosto di una società che ancora, purtroppo, non si presta ad essere curata. L’ignoranza di fondo, l’odio ed il disprezzo rappresentano un ambiente ideale per il proliferare di gruppi che propongono vere e proprie cure psicologiche per il trattamento di questo, a lor dire, “disturbo”.
Truffe del genere non ci sono purtroppo totalmente estranee, tuttavia, sono i metodi utilizzati nello specifico caso ad essere a dir poco raccapriccianti. La “riconversione all’eterosessualità” avveniva attraverso una vera e propria manipolazione mentale: ai partecipanti veniva fatto credere di aver subito violenze sessuali in età infantile, mettendo così in discussione la loro intera sfera affettiva.
Un metodo brutale che, oltre a sfruttare l’ignoranza e l’intolleranza, si prefiggeva di creare veri e propri danni psicologici. Una terapia d’urto, degna della radazione dall’albo per ogni psicologo, che ha portato alla contestazione dei reati di truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata e maltrattamenti di minori.
Immediata la replica dell’Arcigay che, per voce del vice-presidente Luca Perilli, condanna ancora una volta le cosiddette ”terapie riparative“, spesso sponsorizzate da quegli ambienti religiosi che vedono nell’espressione di un amore incondizionato una forma di violenza verso Dio.
L’omosessualità è stata rimossa dal manuale ufficiale dei disordini mentali ed emozionali nel 1973; quasi 40 anni dopo si fa ancora fatica a comprendere che il diverso orientamento sessuale non è una malattia. Chiunque si prefigga l’obiettivo di curarla sta perseguendo uno scopo lontano da ogni sorta di parere o pratica medica legalizzata.
In conclusione sarebbe bene ricordare che in una società, dove i reati a sfondo omofobico sono all’ordine del giorno, l’unica cura necessaria è racchiudibile nella tolleranza, poiché, come ci ricorda Cristicchi, la più grande patologia non è l’omosessualità, ma il vuoto e la solitudine che attorno a tali persone ingiustamente si forma
Le patologie trattate, se così le vogliamo chiamare, spaziano dall’infertilità all’omosessualità. La setta si proponeva di guarire chiunque si rimettesse alle loro poco amorevoli cure, usufruendo di strumenti “alternativi”, assai lontani dalle odierne pratiche scientifiche, ormai forse troppo in difficoltà per poter costituire l’unica fonte di speranza. Ma non è la sfiducia nella scienza che ha portato alcune delle numerose vittime ad iniziare il percorso di guarigione, bensì una sorta di diffidenza verso ciò che non riesce ad essere comunemente compreso.
Il tentativo di guarire l’omosessualità rappresenta il male nascosto di una società che ancora, purtroppo, non si presta ad essere curata. L’ignoranza di fondo, l’odio ed il disprezzo rappresentano un ambiente ideale per il proliferare di gruppi che propongono vere e proprie cure psicologiche per il trattamento di questo, a lor dire, “disturbo”.
Truffe del genere non ci sono purtroppo totalmente estranee, tuttavia, sono i metodi utilizzati nello specifico caso ad essere a dir poco raccapriccianti. La “riconversione all’eterosessualità” avveniva attraverso una vera e propria manipolazione mentale: ai partecipanti veniva fatto credere di aver subito violenze sessuali in età infantile, mettendo così in discussione la loro intera sfera affettiva.
Un metodo brutale che, oltre a sfruttare l’ignoranza e l’intolleranza, si prefiggeva di creare veri e propri danni psicologici. Una terapia d’urto, degna della radazione dall’albo per ogni psicologo, che ha portato alla contestazione dei reati di truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata e maltrattamenti di minori.
Immediata la replica dell’Arcigay che, per voce del vice-presidente Luca Perilli, condanna ancora una volta le cosiddette ”terapie riparative“, spesso sponsorizzate da quegli ambienti religiosi che vedono nell’espressione di un amore incondizionato una forma di violenza verso Dio.
L’omosessualità è stata rimossa dal manuale ufficiale dei disordini mentali ed emozionali nel 1973; quasi 40 anni dopo si fa ancora fatica a comprendere che il diverso orientamento sessuale non è una malattia. Chiunque si prefigga l’obiettivo di curarla sta perseguendo uno scopo lontano da ogni sorta di parere o pratica medica legalizzata.
In conclusione sarebbe bene ricordare che in una società, dove i reati a sfondo omofobico sono all’ordine del giorno, l’unica cura necessaria è racchiudibile nella tolleranza, poiché, come ci ricorda Cristicchi, la più grande patologia non è l’omosessualità, ma il vuoto e la solitudine che attorno a tali persone ingiustamente si forma
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sabato 9 gennaio 2010
Arkeon: confermato il rinvio a giudizio dell’undicesimo indagato
Si complica la posizione per la pisco-setta Arkeon…
Nella giornata di ieri il GUP, Dr. Marco Guida della Procura di Bari, nei confronti dell’unidicesimo indagato del gruppo Arkeon, il sig. F.F. di Latina si espresso favorevole al rinvio a giudizio per i reati contestati.
La posizione di F.F. era stata stralciata durante l’udienza preliminare del 19 settembre per un difetto di notifica.
Il GUP, ascoltate le accuse, le parti civili e la difesa, si è espresso per un rinvio a giudizio per i reati contestati quali: associazione a associazione a delinquere, truffa, abuso della professione, maltrattamento di minori, violenza privata, calunnia.
www.mondoraro.org
Nella giornata di ieri il GUP, Dr. Marco Guida della Procura di Bari, nei confronti dell’unidicesimo indagato del gruppo Arkeon, il sig. F.F. di Latina si espresso favorevole al rinvio a giudizio per i reati contestati.
La posizione di F.F. era stata stralciata durante l’udienza preliminare del 19 settembre per un difetto di notifica.
Il GUP, ascoltate le accuse, le parti civili e la difesa, si è espresso per un rinvio a giudizio per i reati contestati quali: associazione a associazione a delinquere, truffa, abuso della professione, maltrattamento di minori, violenza privata, calunnia.
www.mondoraro.org
giovedì 12 novembre 2009
Centomila euro alla psico-setta per risolvere situazioni difficili
Bari, 29 settembre 2009- Sono state rinviate a giudizio dal gup di Bari, Marco Guida, le dieci persone coinvolte nell'inchiesta sul “Metodo Arkeon” aderenti ad una “psico-setta” utilizzavano tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Nell'indagine sono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti a minori e incapacità procurata da violenza. Il periodo di riferimento è quello tra il 1999 e il 2008: per partecipare ai seminari della Arkeon le somme partivano da un costo minimo di 260 euro ed arrivavano, via a via che si passava di livello, a somme elevatissime. Una coppia del nord Italia, che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale, ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro. A capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano.
lunedì 19 ottobre 2009
Il supermarket del sacro nell’Era della Globalizzazione

Un saggio dedicato ai nuovi movimenti religiosi
Il mondo odierno assomiglia sempre più ad un immenso supermercato a cielo aperto. Si compra di tutto e si vende di tutto, non solo la dignità e l’anima dell’uomo, ma anche il sacro, la fede, e tutto ciò che riguarda la sfera del soprannaturale.
Basta rivolgersi a una qualunque setta, a un qualunque guru più o meno famoso, per sentirsi propinare salvezza spirituale, benessere psicofisico, fortuna e amore nella vita, in cambio, ovviamente, di lauti pagamenti di corsi e di terapie che altro non sono, in fin dei conti, che furti legalizzati.
Così, grazie a questa “mercificazione del sacro”, mai come oggi sono sorte centinaia e centinaia di sette, chiesuole, conventicole e movimenti religiosi che fanno affari col sacro, turlupinano gli ingenui, vendono carismi, spremono i loro adepti come limoni e permettono un arricchimento indecente dei loro furbeschi guru. Si tratta delle cosiddette “religioni alternative”, di cui tratta con molta competenza Giuseppe Dal Ferro nel suo interessante libro intitolato: “Alla ricerca di Dio. Analisi antropologica e teologica delle religioni alternative” (pagine 287, Euro 18,00), pubblicato dalle padovane Edizioni Il Messaggero.
In questo libro, che è una sorta di guida per il Mercato del Sacro, l’Autore ci porta alla scoperta delle tante sette e conventicole che contendono terreno alle religioni tradizionali: psicosette come la Scientologia o la LDP, sette ufologiche come quella dei Raeliani, sette legate alla New Age e ai culti Acquariani, sette pagane, magiche e sataniche come la Chiesa di Satana e i Bambini di Satana, il Cenacolo dei Sacri Lari o la comunità di Damanhur, sette di ispirazione orientale come gli Hare-Krishna, la Mahikari o l’Ananda Marga, sette spiritistiche come la Loggia dell’Aquila Bianca o il Cerchio Firenze 77.
Lo sconcertante di queste assurde sette è che hanno una impostazione commerciale: vendono corsi, stage e seminari, propinano materiale di ogni genere in cambio di denaro, chiedono ai propri adepti di versare contributi economici per il mantenimento delle sedi di culto e degli addetti alle funzioni.
Tutto ciò, ovviamente, puzza terribilmente di mercato, di affari e di truffe: spesso, dietro queste pseudoreligioni ci sono dei gran furboni che approfittano della credulità dei gonzi per spillare loro dei soldi, vendendo dottrine, credenze, miracoli e tecniche di meditazione o di preghiera, che, al contrario, dovrebbero essere gratuite e libere a tutti. Perciò, queste forme di religiosità alternativa, sanno tanto di imbroglio, di truffa, di plagio nei confronti di persone ingenue, ignoranti, o magari che si trovano ad affrontare momenti assai difficili delle loro vite (in seguito a malattie, lutti, disgrazie).
In sostanza, un buon libro, questo di Dal Ferro, che ci mette in guardia dagli inganni dei mercanti del sacro e che ci aiuta ad aprire gli occhi sull’assurdità di religioni per poter usufruire delle quali occorre pagare. Dio non chiede soldi ai suoi fedeli: chi fa questo, è più facile che obbedisca ai diavoli delle Tenebre piuttosto che a Dio. Un ottimo libro, che potete chiedere nelle migliori librerie oppure alle Edizioni Il Messaggero: www.edizionimessaggero.it
di
Fabrizio Legger
Autore del Libro :
Giuseppe Dal Ferro, sacerdote della diocesi di Vicenza, insegna teologia e dialogo interreligioso presso l'Istituto di Studi Ecumenici 'S. Bernardino' di Venezia, nonché presso la Facoltà di teologia dell'Italia Settentrionale, sezione di Padova, e l'Istituto Superiore di Scienze Religiose delle Venezie, sede di Padova.
giovedì 1 ottobre 2009
Arkeon, setta truffava adepti, 10 a giudizio: rispondono di associazione, maltrattamenti a minori
Bari (Puglia) - Il gup di Bari ha rinviato a giudizio 10 degli 11 imputati dell'inchiesta sul 'metodo Arkeon', una sorta di psico-setta dedita alla truffa.
Utilizzando tecniche vagamente ispirate filosofie orientali, in 10 anni la setta sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti, obbligandoli a partecipare a costosi seminari dopo i quali sarebbero guariti da qualsiasi malattia. Contestati associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza, maltrattamenti di minori.
Scritto da
Martedì 29 Settembre 2009 21:03
www.ilpaesenuovo.it
Utilizzando tecniche vagamente ispirate filosofie orientali, in 10 anni la setta sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti, obbligandoli a partecipare a costosi seminari dopo i quali sarebbero guariti da qualsiasi malattia. Contestati associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza, maltrattamenti di minori.
Scritto da
Antonio Romano
Martedì 29 Settembre 2009 21:03
www.ilpaesenuovo.it
mercoledì 30 settembre 2009
Psico- setta truffava adepti, dieci rinvii a giudizio
A Bari, rispondono di associazione, maltrattamenti a minori
(ANSA)- BARI, 29 SET- Il gup di Bari ha rinviato a giudizio 10 degli 11 imputati dell'inchiesta sul 'metodo Arkeon', una sorta di psico-setta dedita alla truffa. Utilizzando tecniche vagamente ispirate filosofie orientali, in 10 anni la setta sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti, obbligandoli a partecipare a costosi seminari dopo i quali sarebbero guariti da qualsiasi malattia. Contestati associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza, maltrattamenti di minori. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord che cercava di risolvere una crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, cosi' come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo il pm, Francesco Bretone, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli. (ANSA)
notizia riportata anche da :
l'Unità
http://www.unita.it/newsansa/53969/psicosetta_truffava_adepti_dieci_rinvii_a_giudizio
regione valle d'aosta
http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=74456
(ANSA)- BARI, 29 SET- Il gup di Bari ha rinviato a giudizio 10 degli 11 imputati dell'inchiesta sul 'metodo Arkeon', una sorta di psico-setta dedita alla truffa. Utilizzando tecniche vagamente ispirate filosofie orientali, in 10 anni la setta sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti, obbligandoli a partecipare a costosi seminari dopo i quali sarebbero guariti da qualsiasi malattia. Contestati associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza, maltrattamenti di minori. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord che cercava di risolvere una crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, cosi' come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo il pm, Francesco Bretone, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli. (ANSA)
notizia riportata anche da :
l'Unità
http://www.unita.it/newsansa/53969/psicosetta_truffava_adepti_dieci_rinvii_a_giudizio
regione valle d'aosta
http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=74456
martedì 29 settembre 2009
Comunicato Stampa: Rinviati a Giudizio membri di Arkeon
In data odierna il GUP Dottor Marco GUIDA della Procura di Bari, ha sciolto la sua riserva e ha rinviato a giudizio i membri del gruppo Arkeon indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, abuso della professione medica e psicologica, maltrattamento di minori, violenza privata, incapacità derivata da violenza e calunnia.
Ad un unico indagato non sono stati contestati i reati 81 e 610 del c.p. per prescrizione dei termini, mentre risulta rinviato a giudizio per i restanti.
Il GUP ha accolto le varie parti civili che si sono costituite per il procedimento penale e che oltre alle parti lese sono il Codacons, la Favis e il CeSAP.
Il procedimento penale avrà inizio presso il Tribunale di Bari il 20 Gennaio 2010.
29-9-2009
Ad un unico indagato non sono stati contestati i reati 81 e 610 del c.p. per prescrizione dei termini, mentre risulta rinviato a giudizio per i restanti.
Il GUP ha accolto le varie parti civili che si sono costituite per il procedimento penale e che oltre alle parti lese sono il Codacons, la Favis e il CeSAP.
Il procedimento penale avrà inizio presso il Tribunale di Bari il 20 Gennaio 2010.
29-9-2009
lunedì 28 settembre 2009
Possibili reati penali riscontrabili nelle "sètte"
Taluni reati possono essere commessi ai danni di colui che si vuole fare adepto di una "setta" o di un "movimento religioso alternativo" o di un "nuovo movimento magico":
Truffa
Minacce
Violenza morale
Estorsione
Sequestro di persona
Sfruttamento
Lesioni
Abusi sessuali
Pedofilia
Spaccio di stupefacenti
Induzione al suicidio
Altri reati possono essere commessi dagli adepti stessi a danno di altri “consettari” o di soggetti esterni alla "setta":
(gli stessi su menzionati)
Reati familiari
Detenzione e spaccio di stupefacenti
Profanazione di cimiteri
Danneggiamenti
Furti comuni e furto d’informazioni
Maltrattamento di animali
Art. 348 Cp – punito chi esercita abusivamente una professione per la quale necessita una speciale abilitazione dello Stato; (ad esempio molti "guru" esercitano abusivamente la professione medica. La ipsnosi, la psicoterapia suggestiva, la diagnosi a intuito subliminale è riservata agli iscritti all'albo medico. Molti esercitano pratiche fisiologiche di dubbia efficacia e con un evidente svolto esoterico, pensiamo alle "medicine" alterative, senza essere medico iscritto all'albo... inoltre non esiste alcun "albo" delle "medicine" alternative riconosciuto dallo Stato)
Art. 403 Cp – offese alla religione dello Stato mediante vilipendio di persone; (ad esempio il satanista esprime disprezzo verso la religione cattolica, i suoi valori e chi la professa)
Art. 404 Cp – offese alla religione dello Stato mediante vilipendio di cose; compie profanazione di Chiese, furto o distruzione degli oggetti sacri (la Croce, le ostie, …)
Art. 405 Cp – turbamento di funzioni religiose del culto cattolico (ad esempio i satanisti possono disturbare le funzioni religiose, ostacolando le attività del sacerdote)
Art. 406 Cp – delitti contro i culti ammessi dallo Stato; i satanisti ostacolano, dileggiano ed offendono le religioni di derivazione cristiana
Art. 407 Cp – violazione di sepolcro; i satanisti possono procurarsi cadaveri o parti di cadavere per compiere i loro riti
Art. 408 Cp – vilipendio delle tombe; i satanisti talvolta entrano nei cimiteri distruggendo le tombe o lasciandovi segni offensivi
Art. 410 Cp – vilipendio di cadavere; alcuni satanisti compiono atti di necrofilia o necrosadismo sui cadaveri
Art. 411 Cp – distruzione, soppressione, sottrazione di cadavere; alcuni satanisti, durante i riti, oltraggiano o distruggono parti di cadavere
Art. 412 Cp – occultamento di cadavere; nel satanismo, talvolta, dopo il rito il cadavere viene fatto sparire sotterrandolo di nascosto
Art. 413 Cp – uso illegittimo di cadavere; per manipolazioni, talvolta, dei satanisti secondo i loro particolari rituali
Art. 527 Cp – atti osceni; durante i loro sabba all’aperto, talvolta nel satanismo, avvengono atti sessuali davanti a tutti i partecipanti
Art. 528 Cp – pubblicazioni e spettacoli osceni; per la loro propaganda diffondono opuscoli con riportati gli atti del sabba
Art. 564 Cp – incesto; durante i riti del sabba sono possibili atti sessuali con la propria prole
Art. 566 Cp – supposizione o soppressione di stato; alcuni genitori della setta non denunciano la nascita dei propri figli
Art. 572 Cp – maltrattamenti in famiglia; durante le messe nere i genitori possono maltrattare o picchiare i figli
Art. 575 Cp – omicidio; durante i sabba e le messe nere possono essere commessi omicidi
Art. 578 Cp - infanticidio; durante il sabba, in onore di Satana, una madre potrebbe uccidere il figlio nascente
Art. 579 Cp – omicidio del consenziente; alcuni satanisti possono convincere e favorire in alcuni adepti il suicidio
Art. 580 Cp – istigazione o aiuto al suicidio; per la salvezza degli adepti i capi possono istigarli al sucidio
Art. 605 Cp. Sequestro di persona. - Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione ...
Art. 609bis Cp. Violenza sessuale. - Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione...
Alla stessa pena soggiace chiunque induce taluno a compiere o subire atti sessuali:
abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;
omissis
Art. 609ter Cp. Circostanze aggravanti. - ... se i fatti di cui all'articolo 609bis sono commessi (ad esempio, durante i sabba e le messe nere è tipico sottoporre donne e bambini a violenza sessuale):
omissis
con l'uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa;
omissis
omissis
omissis
Art. 610 Cp – violenza privata; ad esempio i satanisti potrebbero obbligare i nuovi adepti ad agire contro la loro volontà
Art. 613 Cp. Stato di incapacità procurato mediante violenza. - Chiunque, mediante suggestione ipnotica o in veglia, o mediante somministrazione di sostanze alcoliche o stupefacenti, o con qualsiasi altro mezzo, pone una persona, senza il consenso di lei, in stato d'incapacità di intendere o volere, è punito con la reclusione ... (ad esempio i capi "sètta" possono utilizzare alcool o droghe per alterare il giudizio degli adepti)
Art. 638 Cp – uccisione o danneggiamento di animali altrui; durante i riti satanici vengono utilizzati anche animali da sacrificare
Art. 640 Cp – come aggravante della truffa "l'incussione del timore di un pericolo immaginario" (ad esempio lo sfruttamenteo del timore superstizioso)
Art. 643 Cp. Circonvenzione di persone incapaci. - Chiunque, per procurare ad altri o a sé un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato di infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è punito con la reclusione ... (ad esempio, talvolta i satanisti cercano prede facili come i minori, gli infermi ed i portatori di handicap)
Art. 727 Cp – maltrattamento di animali; per gli animali che vengono molestati ed uccisi durante i riti
Art. 728 Cp. Trattamento idoneo a sopprimere la coscienza o la volontà altrui. - Chiunque pone taluno, col suo consenso, in stato di narcosi o di ipnotismo, o esegue su di lui un trattamento che ne sopprima la coscienza o la volontà, è punito, se dal fatto deriva pericolo per l'incolumità della persona, con l'arresto... (ad esempio trattamenti con droghe o ipnosi effettuati su persone consenzienti).
... forse è praticabile dalla famiglia la strada della "procedura per la interdizione giudiziale" del proprio famigliare adepto per salvarlo dalle grinfie della "sètta"... (link esterno)
Il 29 Aprile 1998, dopo circa due anni di indagine, il Ministro degli Interni Giorgio Napolitano ha inviato alla Commissione per gli Affari Costituzionali della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano un voluminoso rapporto dal titolo "Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia", redatto dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Il Rapporto è è stato inviato anche a membri del Parlamento e alla Stampa. La notizia è stata diffusa con enfasi sulle prime pagine dei quotidiani italiani (link esterno). I possibili problemi di rilevanza penale connessi a questa tipologia di gruppi sono: 1)Lavaggio del cervello e Controllo Mentale; 2)Frode; 3)Celare sotto la facciata della religione «pratiche immorali e attività illegali»; 4)Predicare dottrine a tal punto "irrazionali" da poter condurre i membri ad attività pericolose per la sicurezza nazionale; 5)Piani di sovversione politica. Inoltre viene detto delle "psicosette", le "sette" ritenute "più pericolose": «utilizzano meccanismi subliminali di fascinazione e il cosiddetto ”lavaggio del cervello” o altri metodi atti a limitare la libertà di autodeterminazione del singolo... Nella fase di proselitismo e in quella di indottrinamento usano sistemi scientifici studiati per aggirare le difese psichiche delle persone irretite, inducendole ad atteggiamenti acritici e obbedienza cieca».
Frequentemente le "sètte" una volta che hanno "spremuto" l'adepto lo lasciano anche senza un sostegno economico. A questo riguardo ha legiferato il Parlamento europeo su un’azione comune degli Stati membri della Comunità europea di fronte a diverse infrazioni alla legge compiute da recenti organizzazioni che operano al riparo della libertà di religione (Strasburgo, 22 maggio 1984):
"Il Parlamento europeo,
A. conscio della preoccupazione che suscitano in taluni cittadini e famiglie della Comunità le attività di nuove organizzazioni che operano al riparo della libertà di religione quando le loro pratiche ledono i diritti dell’uomo e del cittadino e pregiudicano la situazione sociale degli interessati,
B. ribadendo il principio che negli Stati membri della Comunità europea vige la piena libertà di religione e di opinione e perciò gli organi della Comunità non hanno alcun diritto di giudicare la legittimità delle credenze religiose in generale e l’attività religiosa in particolare,
C. convinto che in questo contesto non si pone in discussione la validità delle convinzioni religiose bensì la liceità o meno delle pratiche connesse con l’ammissione di nuovi membri e il loto trattamento,
D. considerando che i problemi posti dal sorgere delle predette organizzazioni costituiscono un fenomeno mondiale che si manifesta, sia pure con intensità diversa, in tutti gli Stati membri e ha già dato luogo in alcuni di essi a indagini, a provvedimenti governativi e a sentenze,
E. considerando che i membri di queste organizzazioni, quando abbandonano il modo di vita fino ad allora seguito, incontrano problemi sul piano sociale e lavorativo che possono avere conseguenze negative non solo per loro stessi, ma anche per la società e per il sistema sociale,
F. consapevole che è molto difficile - date le differenti denominazioni di queste organizzazioni negli Stati membri - farsene un’idea neutrale intesa da tutti allo stesso modo.
1. - Ritiene necessario che i competenti Consigli dei ministri - vale a dire i ministri dell’interno e della giustizia riuniti nell’ambito della cooperazione politica nonché il Consiglio dei ministri degli affari sociali - abbiano al più presto uno scambio di informazioni su problemi sollevati dall’attività delle predette organizzazioni e che in tale sede vengano trattati in particolare i seguenti temi:
a) procedura applicata nel conferimento del carattere di utilità pubblica e nella concessione dell’esonero fiscale a queste organizzazioni;
b) osservanza delle leggi vigenti nei rispettivi Stati membri, per esempio in materia di diritto del lavoro e della sicurezza sociale;
c) conseguenze dell’inadempienza di queste leggi per la società;
d) ricerca delle persone scomparse e possibilità, in questo campo, di una cooperazione con paesi terzi;
e) in quale modo verrebbero lesi i diritti della libertà personale dei membri;
f) istituzione di servizi che forniscano assistenza legale ai membri quando lasciano le rispettive organizzazioni e li aiutino a reinserirsi nella società e nel mondo del lavoro;
g) attuali carenze legislative dovute a normative diverse nei singoli Stati, cosicché in certi paesi si possono esercitare attività eventualmente vietate in altri.
2. - Invita gli Stati membri a mettersi d’accordo su una raccolta di dati concernenti le ramificazioni internazionali delle predette organizzazioni, compresi eventuali nomi fittizi e organizzazioni camuffate, nonché le loro attività negli Stati membri.
3. Invita la Commissione:
a) a presentare una relazione su quanto si è detto al paragrafo 2, che indichi in particolare come si siano comportate sinora le istanze statali, soprattutto organi di polizia e tribunali, di fronte alle infrazioni della legge compiute da queste organizzazioni e riferisca sui risultati cui sono pervenute le commissioni d’inchiesta, insediate dallo Stato, in merito a queste organizzazioni;
b) a elaborare procedure atte ad assicurare, in questo contesto, un’efficace protezione dei cittadini della Comunità.
4. - Chiese ai competenti Consigli dei ministri - sulla base dei dati raccolti e della relazione della Commissione - di dibattere i problemi posti dall’attività delle predette organizzazioni e di mettere in tal modo gli Stati membri in condizione di tutelare in maniera concertata i diritti dei loro cittadini.
5. - Raccomanda che per l’esame, la registrazione e la valutazione dell’attività delle suddette organizzazioni vengano impiegati i seguenti criteri:
a) le persone che non hanno raggiunto la maggiore età non dovrebbero essere obbligate ad assumere un impegno di adesione a lungo termine e determinante per il loro avvenire;
b) dovrebbe essere previsto un sufficiente periodo di riflessione sull’impegno che si intende assumere, abbia esso carattere finanziario o personale;
c) dopo l’adesione a un’organizzazione i contatti da parte della famiglia e degli amici devono essere possibili;
d) non si dovrebbe impedire ai membri che hanno già iniziato un corso di formazione di portarlo a termine;
e) devono essere rispettati i seguenti diritti dell’individuo:
- il diritto di abbandonare liberamente un’organizzazione;
- il diritto di mantenere contatti con la famiglia e gli amici sia direttamente che tramite corrispondenza o telefono;
- il diritto di chiedere un consiglio all’esterno, sia di carattere giuridico che di altro tipo;
- il diritto di chiedere l’assistenza medica;
f) nessuno deve essere mai incoraggiato a infrangere una legge, in particolare nel contesto della raccolta di fondi, per esempio esercitando la questua o la prostituzione;
g) le organizzazioni non possono richiedere un’adesione permanente all’organizzazione a quei membri potenziali - per esempio studenti o turisti - che si trovano temporaneamente in un paese diverso da quello di residenza;
h) al momento del reclutamento di nuovi membri, si devono sempre e immediatamente specificare la denominazione e i principi dell’organizzazione;
i) le organizzazioni sono tenute a fornire alle competenti autorità, qualora esse lo richiedano, informazioni sulla residenza o sulla dimora dei membri;
j) le predette organizzazioni devono assicurare che le persone che dipendono da loro o svolgono un’attività per loro siano coperte dalle assicurazioni sociali negli Stati membri nei quali vivono o lavorano;
k) se un membro intraprende un viaggio all’estero, soprattutto in un paese lontano, nell’interesse dell’organizzazione, quest’ultima deve assumersi la responsabilità del viaggio di rientro del membro, specialmente in caso di malattia;
l) le telefonate dei parenti devono essere comunicate ai membri interessati; la corrispondenza deve essere inoltrata immediatamente ai destinatari;
m) per i figli dei membri, le organizzazioni devono fare tutto il possibile affinché siano impartite loro un’educazione, un’istruzione e cure appropriate; inoltre, devono evitare tutto quello che può nuocere al loro benessere.
6. - Ritiene auspicabile un’azione comune anche nell’ambito del Consiglio d’Europa e chiede pertanto ai governi degli Stati membri di adoperarsi affinché il Consiglio d’Europa elabori appropriate convenzioni che proteggano efficacemente i singoli dalle possibili macchinazioni di queste organizzazioni e dalla loro coartazione fisica e psichica"
Riferimenti
"Polizia e democrazia"
"Il fenomeno delle sètte"
OLIR
Truffa
Minacce
Violenza morale
Estorsione
Sequestro di persona
Sfruttamento
Lesioni
Abusi sessuali
Pedofilia
Spaccio di stupefacenti
Induzione al suicidio
Altri reati possono essere commessi dagli adepti stessi a danno di altri “consettari” o di soggetti esterni alla "setta":
(gli stessi su menzionati)
Reati familiari
Detenzione e spaccio di stupefacenti
Profanazione di cimiteri
Danneggiamenti
Furti comuni e furto d’informazioni
Maltrattamento di animali
Art. 348 Cp – punito chi esercita abusivamente una professione per la quale necessita una speciale abilitazione dello Stato; (ad esempio molti "guru" esercitano abusivamente la professione medica. La ipsnosi, la psicoterapia suggestiva, la diagnosi a intuito subliminale è riservata agli iscritti all'albo medico. Molti esercitano pratiche fisiologiche di dubbia efficacia e con un evidente svolto esoterico, pensiamo alle "medicine" alterative, senza essere medico iscritto all'albo... inoltre non esiste alcun "albo" delle "medicine" alternative riconosciuto dallo Stato)
Art. 403 Cp – offese alla religione dello Stato mediante vilipendio di persone; (ad esempio il satanista esprime disprezzo verso la religione cattolica, i suoi valori e chi la professa)
Art. 404 Cp – offese alla religione dello Stato mediante vilipendio di cose; compie profanazione di Chiese, furto o distruzione degli oggetti sacri (la Croce, le ostie, …)
Art. 405 Cp – turbamento di funzioni religiose del culto cattolico (ad esempio i satanisti possono disturbare le funzioni religiose, ostacolando le attività del sacerdote)
Art. 406 Cp – delitti contro i culti ammessi dallo Stato; i satanisti ostacolano, dileggiano ed offendono le religioni di derivazione cristiana
Art. 407 Cp – violazione di sepolcro; i satanisti possono procurarsi cadaveri o parti di cadavere per compiere i loro riti
Art. 408 Cp – vilipendio delle tombe; i satanisti talvolta entrano nei cimiteri distruggendo le tombe o lasciandovi segni offensivi
Art. 410 Cp – vilipendio di cadavere; alcuni satanisti compiono atti di necrofilia o necrosadismo sui cadaveri
Art. 411 Cp – distruzione, soppressione, sottrazione di cadavere; alcuni satanisti, durante i riti, oltraggiano o distruggono parti di cadavere
Art. 412 Cp – occultamento di cadavere; nel satanismo, talvolta, dopo il rito il cadavere viene fatto sparire sotterrandolo di nascosto
Art. 413 Cp – uso illegittimo di cadavere; per manipolazioni, talvolta, dei satanisti secondo i loro particolari rituali
Art. 527 Cp – atti osceni; durante i loro sabba all’aperto, talvolta nel satanismo, avvengono atti sessuali davanti a tutti i partecipanti
Art. 528 Cp – pubblicazioni e spettacoli osceni; per la loro propaganda diffondono opuscoli con riportati gli atti del sabba
Art. 564 Cp – incesto; durante i riti del sabba sono possibili atti sessuali con la propria prole
Art. 566 Cp – supposizione o soppressione di stato; alcuni genitori della setta non denunciano la nascita dei propri figli
Art. 572 Cp – maltrattamenti in famiglia; durante le messe nere i genitori possono maltrattare o picchiare i figli
Art. 575 Cp – omicidio; durante i sabba e le messe nere possono essere commessi omicidi
Art. 578 Cp - infanticidio; durante il sabba, in onore di Satana, una madre potrebbe uccidere il figlio nascente
Art. 579 Cp – omicidio del consenziente; alcuni satanisti possono convincere e favorire in alcuni adepti il suicidio
Art. 580 Cp – istigazione o aiuto al suicidio; per la salvezza degli adepti i capi possono istigarli al sucidio
Art. 605 Cp. Sequestro di persona. - Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione ...
Art. 609bis Cp. Violenza sessuale. - Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione...
Alla stessa pena soggiace chiunque induce taluno a compiere o subire atti sessuali:
abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;
omissis
Art. 609ter Cp. Circostanze aggravanti. - ... se i fatti di cui all'articolo 609bis sono commessi (ad esempio, durante i sabba e le messe nere è tipico sottoporre donne e bambini a violenza sessuale):
omissis
con l'uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa;
omissis
omissis
omissis
Art. 610 Cp – violenza privata; ad esempio i satanisti potrebbero obbligare i nuovi adepti ad agire contro la loro volontà
Art. 613 Cp. Stato di incapacità procurato mediante violenza. - Chiunque, mediante suggestione ipnotica o in veglia, o mediante somministrazione di sostanze alcoliche o stupefacenti, o con qualsiasi altro mezzo, pone una persona, senza il consenso di lei, in stato d'incapacità di intendere o volere, è punito con la reclusione ... (ad esempio i capi "sètta" possono utilizzare alcool o droghe per alterare il giudizio degli adepti)
Art. 638 Cp – uccisione o danneggiamento di animali altrui; durante i riti satanici vengono utilizzati anche animali da sacrificare
Art. 640 Cp – come aggravante della truffa "l'incussione del timore di un pericolo immaginario" (ad esempio lo sfruttamenteo del timore superstizioso)
Art. 643 Cp. Circonvenzione di persone incapaci. - Chiunque, per procurare ad altri o a sé un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato di infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è punito con la reclusione ... (ad esempio, talvolta i satanisti cercano prede facili come i minori, gli infermi ed i portatori di handicap)
Art. 727 Cp – maltrattamento di animali; per gli animali che vengono molestati ed uccisi durante i riti
Art. 728 Cp. Trattamento idoneo a sopprimere la coscienza o la volontà altrui. - Chiunque pone taluno, col suo consenso, in stato di narcosi o di ipnotismo, o esegue su di lui un trattamento che ne sopprima la coscienza o la volontà, è punito, se dal fatto deriva pericolo per l'incolumità della persona, con l'arresto... (ad esempio trattamenti con droghe o ipnosi effettuati su persone consenzienti).
... forse è praticabile dalla famiglia la strada della "procedura per la interdizione giudiziale" del proprio famigliare adepto per salvarlo dalle grinfie della "sètta"... (link esterno)
Il 29 Aprile 1998, dopo circa due anni di indagine, il Ministro degli Interni Giorgio Napolitano ha inviato alla Commissione per gli Affari Costituzionali della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano un voluminoso rapporto dal titolo "Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia", redatto dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Il Rapporto è è stato inviato anche a membri del Parlamento e alla Stampa. La notizia è stata diffusa con enfasi sulle prime pagine dei quotidiani italiani (link esterno). I possibili problemi di rilevanza penale connessi a questa tipologia di gruppi sono: 1)Lavaggio del cervello e Controllo Mentale; 2)Frode; 3)Celare sotto la facciata della religione «pratiche immorali e attività illegali»; 4)Predicare dottrine a tal punto "irrazionali" da poter condurre i membri ad attività pericolose per la sicurezza nazionale; 5)Piani di sovversione politica. Inoltre viene detto delle "psicosette", le "sette" ritenute "più pericolose": «utilizzano meccanismi subliminali di fascinazione e il cosiddetto ”lavaggio del cervello” o altri metodi atti a limitare la libertà di autodeterminazione del singolo... Nella fase di proselitismo e in quella di indottrinamento usano sistemi scientifici studiati per aggirare le difese psichiche delle persone irretite, inducendole ad atteggiamenti acritici e obbedienza cieca».
Frequentemente le "sètte" una volta che hanno "spremuto" l'adepto lo lasciano anche senza un sostegno economico. A questo riguardo ha legiferato il Parlamento europeo su un’azione comune degli Stati membri della Comunità europea di fronte a diverse infrazioni alla legge compiute da recenti organizzazioni che operano al riparo della libertà di religione (Strasburgo, 22 maggio 1984):
"Il Parlamento europeo,
A. conscio della preoccupazione che suscitano in taluni cittadini e famiglie della Comunità le attività di nuove organizzazioni che operano al riparo della libertà di religione quando le loro pratiche ledono i diritti dell’uomo e del cittadino e pregiudicano la situazione sociale degli interessati,
B. ribadendo il principio che negli Stati membri della Comunità europea vige la piena libertà di religione e di opinione e perciò gli organi della Comunità non hanno alcun diritto di giudicare la legittimità delle credenze religiose in generale e l’attività religiosa in particolare,
C. convinto che in questo contesto non si pone in discussione la validità delle convinzioni religiose bensì la liceità o meno delle pratiche connesse con l’ammissione di nuovi membri e il loto trattamento,
D. considerando che i problemi posti dal sorgere delle predette organizzazioni costituiscono un fenomeno mondiale che si manifesta, sia pure con intensità diversa, in tutti gli Stati membri e ha già dato luogo in alcuni di essi a indagini, a provvedimenti governativi e a sentenze,
E. considerando che i membri di queste organizzazioni, quando abbandonano il modo di vita fino ad allora seguito, incontrano problemi sul piano sociale e lavorativo che possono avere conseguenze negative non solo per loro stessi, ma anche per la società e per il sistema sociale,
F. consapevole che è molto difficile - date le differenti denominazioni di queste organizzazioni negli Stati membri - farsene un’idea neutrale intesa da tutti allo stesso modo.
1. - Ritiene necessario che i competenti Consigli dei ministri - vale a dire i ministri dell’interno e della giustizia riuniti nell’ambito della cooperazione politica nonché il Consiglio dei ministri degli affari sociali - abbiano al più presto uno scambio di informazioni su problemi sollevati dall’attività delle predette organizzazioni e che in tale sede vengano trattati in particolare i seguenti temi:
a) procedura applicata nel conferimento del carattere di utilità pubblica e nella concessione dell’esonero fiscale a queste organizzazioni;
b) osservanza delle leggi vigenti nei rispettivi Stati membri, per esempio in materia di diritto del lavoro e della sicurezza sociale;
c) conseguenze dell’inadempienza di queste leggi per la società;
d) ricerca delle persone scomparse e possibilità, in questo campo, di una cooperazione con paesi terzi;
e) in quale modo verrebbero lesi i diritti della libertà personale dei membri;
f) istituzione di servizi che forniscano assistenza legale ai membri quando lasciano le rispettive organizzazioni e li aiutino a reinserirsi nella società e nel mondo del lavoro;
g) attuali carenze legislative dovute a normative diverse nei singoli Stati, cosicché in certi paesi si possono esercitare attività eventualmente vietate in altri.
2. - Invita gli Stati membri a mettersi d’accordo su una raccolta di dati concernenti le ramificazioni internazionali delle predette organizzazioni, compresi eventuali nomi fittizi e organizzazioni camuffate, nonché le loro attività negli Stati membri.
3. Invita la Commissione:
a) a presentare una relazione su quanto si è detto al paragrafo 2, che indichi in particolare come si siano comportate sinora le istanze statali, soprattutto organi di polizia e tribunali, di fronte alle infrazioni della legge compiute da queste organizzazioni e riferisca sui risultati cui sono pervenute le commissioni d’inchiesta, insediate dallo Stato, in merito a queste organizzazioni;
b) a elaborare procedure atte ad assicurare, in questo contesto, un’efficace protezione dei cittadini della Comunità.
4. - Chiese ai competenti Consigli dei ministri - sulla base dei dati raccolti e della relazione della Commissione - di dibattere i problemi posti dall’attività delle predette organizzazioni e di mettere in tal modo gli Stati membri in condizione di tutelare in maniera concertata i diritti dei loro cittadini.
5. - Raccomanda che per l’esame, la registrazione e la valutazione dell’attività delle suddette organizzazioni vengano impiegati i seguenti criteri:
a) le persone che non hanno raggiunto la maggiore età non dovrebbero essere obbligate ad assumere un impegno di adesione a lungo termine e determinante per il loro avvenire;
b) dovrebbe essere previsto un sufficiente periodo di riflessione sull’impegno che si intende assumere, abbia esso carattere finanziario o personale;
c) dopo l’adesione a un’organizzazione i contatti da parte della famiglia e degli amici devono essere possibili;
d) non si dovrebbe impedire ai membri che hanno già iniziato un corso di formazione di portarlo a termine;
e) devono essere rispettati i seguenti diritti dell’individuo:
- il diritto di abbandonare liberamente un’organizzazione;
- il diritto di mantenere contatti con la famiglia e gli amici sia direttamente che tramite corrispondenza o telefono;
- il diritto di chiedere un consiglio all’esterno, sia di carattere giuridico che di altro tipo;
- il diritto di chiedere l’assistenza medica;
f) nessuno deve essere mai incoraggiato a infrangere una legge, in particolare nel contesto della raccolta di fondi, per esempio esercitando la questua o la prostituzione;
g) le organizzazioni non possono richiedere un’adesione permanente all’organizzazione a quei membri potenziali - per esempio studenti o turisti - che si trovano temporaneamente in un paese diverso da quello di residenza;
h) al momento del reclutamento di nuovi membri, si devono sempre e immediatamente specificare la denominazione e i principi dell’organizzazione;
i) le organizzazioni sono tenute a fornire alle competenti autorità, qualora esse lo richiedano, informazioni sulla residenza o sulla dimora dei membri;
j) le predette organizzazioni devono assicurare che le persone che dipendono da loro o svolgono un’attività per loro siano coperte dalle assicurazioni sociali negli Stati membri nei quali vivono o lavorano;
k) se un membro intraprende un viaggio all’estero, soprattutto in un paese lontano, nell’interesse dell’organizzazione, quest’ultima deve assumersi la responsabilità del viaggio di rientro del membro, specialmente in caso di malattia;
l) le telefonate dei parenti devono essere comunicate ai membri interessati; la corrispondenza deve essere inoltrata immediatamente ai destinatari;
m) per i figli dei membri, le organizzazioni devono fare tutto il possibile affinché siano impartite loro un’educazione, un’istruzione e cure appropriate; inoltre, devono evitare tutto quello che può nuocere al loro benessere.
6. - Ritiene auspicabile un’azione comune anche nell’ambito del Consiglio d’Europa e chiede pertanto ai governi degli Stati membri di adoperarsi affinché il Consiglio d’Europa elabori appropriate convenzioni che proteggano efficacemente i singoli dalle possibili macchinazioni di queste organizzazioni e dalla loro coartazione fisica e psichica"
Riferimenti
"Polizia e democrazia"
"Il fenomeno delle sètte"
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domenica 20 settembre 2009
Setta truffa i suoi adepti, indagate undici persone
Undici avvisi di conclusione delle indagini al termine dell'inchiesta sul 'metodo Arkeon'. Si tratta - secondo gli investigatori - di una sorta di 'psico-setta' che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Nell'indagine della procura di Bari vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro.
Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo l'accusa, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari) e residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.
09 settembre 2008
Fonte : Ansa
Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo l'accusa, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari) e residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.
09 settembre 2008
Fonte : Ansa
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Vito Carlo Moccia
L' Italia delle psicosette i manipolatori della mente
Sequestrano la mente e la tengono in ostaggio. Promettono di salvare da dolori e malattie, di liberare da traumi e fallimenti del passato, ma intanto svuotano la testa e la riempiono di illusioni, di certezze granitiche che allontanano da ogni cosa che sa di passato verso un mondo parallelo. Il boom delle psicosette attraversa da nord a sud tutto il Paese, con i manipolatori della psiche che si nascondono dietro aziende di formazione e gruppi motivazionali, associazioni culturali e centri yoga, gruppi universitari e movimenti spirituali. Al Cesap, il Centro studi abusi psicologici, arrivano 400 richieste d' aiuto l' anno, mille al telefono anti-sette della comunità Giovanni XXIII: è un frammento delle migliaia di persone che il Gris, il Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa, stima (per difetto) vittime di oltre 200 realtà in Italia. Un mostro che sbriciola la mente e annulla le coscienze rimasto nascosto fino a pochi mesi fa, quando la procura di Bari, con l' inchiesta del pm Francesco Bretone, ha squarciato il velo sul mondo artificiale di Arkeon. Quindicimila adepti in tutta Italia, 50 maestri, decine di vittime, migliaia di euro raccolti con seminari e convegni. Al vertice della piramide c' era Vito Carlo Moccia, 55 anni, maestro e guida della psicosetta che si ispirava al Reiki, una filosofia orientale. Lui e altri cinque collaboratori - tra poche settimane, la chiusura delle indagini - sono accusati di truffa, esercizio abusivo della professione di psicologo e medico, violenza e maltrattamenti su minori; uno dei maestri anche di violenza sessuale. «L' ipotesi è che ci sia chi ha pagato fino a 15mila euro per avere un figlio con le sedute dal guru o per poter guarire da un tumore», spiega Tania Rizzo, legale del Codacons Lecce - da cui sono partite le prime denunce - e del Cesap. I racconti delle vittime sono un vero e proprio museo degli orrori. C' era il «no limits»: il maestro che chiede agli adepti, tutti bendati, di relazionarsi liberamente tra loro con mani, bocca e corpo, arrivando ad avere rapporti sessuali davvero senza limiti, visto che vi hanno partecipato anche minori, sieropositivi, donne non consenzienti. C' era il «giro del mondo»: tutti in piedi uno di fronte all' altro, mano nella mano, musica new-age e la voce suadente del maestro che ordina a persone tra loro sconosciute di confessare «un segreto mai detto prima». C' era «lo scambio dei trattamenti»: aria intrisa di salvia divinorum, potente allucinogeno, uomini e donne in cerchio mentre un adepto si alza e con pianti e urla, anche alla presenza di figli di 11 anni, confessa un presunto abuso sessuale subito nell' infanzia. C' era il «The business of you»: andare in giro per strada e chiedere l' elemosina. «Rispetto alle classiche sette religiose - spiega Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Cesap - le psicosette si presentano oggi come formatori che agiscono sulla mente, pretendendo di ampliare i limiti umani e scavare nella psiche attraverso l' analisi del passato individuale». Da nord a sud, le caratteristiche dei gruppi si assomigliano: leader carismatici senza titoli accademici validi - Moccia vanta una laurea in psicologia all' Università statale di Fiume - organizzazione a piramide, in un multilevel che porta sempre più soldi e aderenti; la promessa di capacità magiche di guarigione; il love bombing, il «bombardamento affettivo» per creare legami immediati. E soprattutto: meccanismi di condizionamento della psiche durante seminari isolati dal mondo. Così succede a Padova, in un gruppo che opera nel campo della formazione di professionisti, manager, imprenditori, semplici stagisti, e che organizza full-immersion di cinque giorni. Chi partecipa ai seminari - in hotel, a tremila euro a corso - deve lasciare fuori tutto ciò che lega alla realtà - chiavi, documenti, medicine, telefoni, orologi, sigarette - poi entra «nel percorso di consapevolezza per liberarsi dai propri peccati». Con evidente somiglianza con i riti di Arkeon, si confessano tradimenti, rapporti omosessuali, traumi infantili, dolori, parentele che «hanno inquinato l' anima e da cui bisogna purificarsi». Le giornate sono scandite da lunghi intervalli tra i pasti e poco sonno: fame, sete e stanchezza alterano i ritmi cardiaci e favoriscono l' incoscienza, rendendo l' organismo più permeabile alle suggestioni. «Per abbattere l' Io». E mentre pesanti tende alle finestre fanno perdere il senso del tempo, i leader offendono i partecipanti, spesso li colpiscono a calci e pugni, li legano e bendano. Chi decide di abbandonare il corso, subisce la ritorsione in azienda, dal mobbing fino al licenziamento. Non a caso proprio in Veneto, una recente relazione dell' Ordine degli psicologi - dove l' ente si definisce «in prima linea contro gli sciacalli del dolore» - segnala: «A volte non si tratta di persone incapaci di intendere e volere ma di soggetti pienamente integrati e ai vertici nella società: imprenditori, dirigenti, professionisti». Modalità non molto differenti da quelle di un' altra azienda di formazione del personale di Milano, con sedi anche a Londra, Stati Uniti e Israele. Leader giovane, uso di ipnosi su manager e dipendenti, residenza in periferia dove vivono guida e adepti. O da un' altra che organizza corsi di motivazione su autostima e dinamiche mentali a duemila euro a corso, trampolino di lancio verso una struttura parallela aperta solo a chi fa almeno due seminari. Le "scuole occulte" - così le chiama chi c' è stato - sono a Milano, Bari, Catanzaro, Ancona, Salerno, Napoli, Palermo. Chi partecipa cede ogni mese un decimo del proprio stipendio, deve frequentare almeno un seminario l' anno, lo fa gratis se porta cinque nuovi iscritti. Gli adepti compilano questionari di autocoscienza, rispondono a domande spesso ridicole, tra fumi d' incensi, tappeti, esercizi di respirazioni, preghiere. Innescando un meccanismo di dipendenza eterna: molti sono dentro da 15 anni, donano il loro obolo mensile, abbandonano il lavoro per trasferirsi mesi nella sede centrale del gruppo, ad Assisi, pagando migliaia di euro. «Multinazionali del profitto» le definisce don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio Antisette dell' associazione Giovanni XXIII. «Quello che fa paura - spiega - è che il distacco avviene drasticamente dalle famiglie. Poi le persone diventano irriconoscibili». Gli esposti che arrivano alle questure parlano di famiglie spaccate, ricoveri in cliniche psichiatriche, sparizioni, suicidi. Ogni storia finisce alla Squadra antisette (Sas) della Polizia di Stato, nata nel dicembre 2006. «Indaghiamo su ogni segnalazione - spiega Tiziana Terribile, dirigente della Divisione Analisi dello Sco, da cui dipende la Squadra antisette - . Il nostro compito è verificare se in queste realtà si commettono reati. Siamo vicini a tanti genitori, sappiamo cosa vuol dire perdere un figlio o vederlo allontanare, ma indagando ci troviamo spesso di fronte a un consenso valido espresso da chi entra nel gruppo». Per questo associazioni e parenti delle vittime chiedono che venga reintrodotto il reato di plagio, abrogato nel 1981, così come previsto da un progetto di legge fermo da novembre in commissione Giustizia alla Camera. Nel frattempo all' Università di Bologna circa 20 giovani sono finiti nella rete di una scuola «gnostica». Ogni mese ognuno versa 50 euro per l' affitto della sede e altri 50 per pagare i 50 corsi obbligatori che portano alla «soppressione dell' ego». Il gruppo pratica «tecniche di manipolazione dei genitali senza emissione dello sperma per aumentare le capacità mentali» e arrivare alla «conoscenza attraverso viaggi astrali». Proprio un volantino sui viaggi astrali, distribuito davanti all' ateneo, è finito nelle mani dell' ultima vittima, un ragazzo di 23 anni che ha abbandonato studi e attività sportiva. Ora si friziona capo e ascelle con estratto di datura arborea, una pianta che crea uno stato permanente di intossicazione dell' organismo, si alimenta solo di verdure e carne biodinamizzata. I genitori hanno segnalato il caso alla Favis, l' Associazione familiari vittime delle sette, fondata da Maurizio Alessandrini, che dal 2003 non riesce a portar via il figlio da una santona veneta. A Rimini, un' altra psicosetta si nasconde dietro corsi yoga guidati da un «maestro spirituale», un uomo di 70 anni che ha ottenuto la fedeltà di circa 60 persone. Una realtà su doppio livello: sedute di spiritualità, preghiere, massaggi e tecniche di rilassamento in pubblico, un «livello privilegiato» in cui gli adepti abbandonano le famiglie e finiscono in strutture protette sulle colline di Rimini. Lì scompaiono per anni. «In questi casi si può parlare di schiavitù - dice Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del Gris - . A volte è una scelta del singolo, altre volte frutto di tecniche di indottrinamento prolungate nel tempo». Il Gris ha raccolto le testimonianze dirette di quattro fuoriusciti, i loro racconti di «sedute tantriche» e «orge come riti di purificazione». Tra queste, quella di una ragazza entrata nel gruppo a 29 anni dopo la perdita del figlio, uscita per una grave malattia a 43, con la personalità stravolta e una casa da 200mila euro donata al maestro.
Repubblica — 16 maggio 2008 pagina 46 sezione: CRONACA
SANDRO DE RICCARDIS
Repubblica — 16 maggio 2008 pagina 46 sezione: CRONACA
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