In questi giorni è scoppiato un caso che avrebbe dovuto scoppiare molto prima d’ora. Si tratta delle psicosette o movimenti di sviluppo del potenziale umano, come si fanno chiamare.Quando si parla di sette è inevitabile pensare a Satana e ai suoi sedicenti adepti, tristemente noti alle cronache di questi anni. Eppure il satanismo rappresenta solo un piccolo frammento di questo sfaccettato mondo che include nuovi culti, comunità spirituali, movimenti religiosi, magici o new age.Questo fenomeno ancora poco conosciuto ha portato, in questi ultimi giorni dopo anni di indagini, allo smantellamento dell’associazione del maestro Reiki Vito Carlo, The sacred path.Un percorso di ricerca interiore attraverso la guida di un maestro, terapie di gruppo per liberarsi dalle emozioni represse, per combattere le malattie, un cammino nei territori dell’anima attraverso particolari rituali, tra incensi, tamburi, urla e pianti. Queste le pratiche dell’associazione, definite dallo stesso Reiki metodo Arkeon.Ma di cosa si tratta esattamente? Una specie di setta? Una pseudo terapia di gruppo per liberare la psiche? Arkeon sembra un metodo per esaltare l’emotività delle persone, per liberarli da traumi subiti.Unendo insieme metodo Arkeon e trattamenti di pressione psicologica, il maestro scavava nell’interiorità delle persone e le convinceva a sfogare le emozioni represse, ad urlare la propria rabbia di fronte a tutti, a mettere in discussione la propria vita ed i propri rapporti affettivi e familiari. Tutto a pagamento, ovviamente: il primo incontro costava 260 Euro, ma i seminari successivi, i cosiddetti intensivi, arrivavano fino a 1.200 Euro.In questo caso, il maestro, spacciandosi per psicologo psicoterapeuta e trafficando con qualche rudimento di psicologia (ma anche con tecniche più o meno esoteriche) avrebbe indotto pazienti a crearsi delle false memorie contenenti storie di abusi sessuali in età precoce e li avrebbe indotti a rivivere questi momenti nel presente a scopo terapeutico per cancellare il presunto trauma.Questi falsi psicoterapeuti, come spiega la dottoressa Lorita Tinelli, presidente del Cesap (Centro studi sugli Abusi Psicologici) rileggono i problemi, delle persone che si sono rivolte al gruppo per qualche disagio, sempre e solo come conseguenza di traumi inflitti da altri; è un modo per creare conflitti e affievolire i legami affettivi. La fantasiosa ricostruzione del passato arriva a convincere il nuovo affiliato di aver subito torti e persino abusi da un genitore portando l’adepto a prendere le distanze dalla famiglia.Già da molti anni si è a conoscenza di come sia devastante l’azione di queste psicosette che, si afferma nel rapporto del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del 1998, sfruttano sistemi scientifici per aggirare le difese psichiche delle persone inducendole ad atteggiamenti acritici e obbiedenza cieca.Negli ultimi decenni, in tutto il mondo occidentale si è assistito al proliferare di simili piccoli gruppi o vere e proprie comunità organizzate ispirate a forme di religiosità nuove, esotiche e comunque alternative rispetto alle confessioni tradizionali, oppure a dottrine di tipo magico.Anche in Italia, Paese poco avvezzo per tradizione storica al pluralismo religioso, risultano essersi moltiplicate, con imprevedibile rapidità, forme associative – più o meno strutturate – dedite a culti di vario tipo o asseritamente depositarie di conoscenze segrete e verità universali.Tra le Psicosette possiamo certamente annoverare le organizzazioni lacaniane (cartels) o quelle kleiniane, ma anche i cosiddetti fagiolini: psicosetta con adepti in tutta Italia, reichiani omeopatici e diverse scuole che propongono una formazione psicoterapeutica, nonché la ormai famosa e discussa Scientology.Da un punto di vista scientifico sono psicosette, dunque, tutti quei centri che propongono una terapia, una psicoterapia o una formazione che sottopongono i partecipanti a forme di pressione psicologica più forte del consueto e per questo denunciate come pseudo-scientifiche.Di fatto, una notevole pressione psicologica è diventata una componente essenziale di certe forme di terapia e di formazione dove si sente chiaramente l’influenza di esponenti come Werner Erhard, Gurdjieff e Osho Rajneesh.Spesso comincia tutto con un corso o con la proposta di una terapia condotta da personale privo di credenziali scientifiche, privo di percorso formativo idoneo ad esercitare psicoterapia, privo di titolo adeguato insomma.Recenti studi sociologici hanno individuato le strategie d’azione delle psicosette: esse metterebbero in atto tecniche di brainwashing (lavaggio del cervello) standardizzate. La fretta di giungere a risultati vistosi, il sovradosaggio delle terapie, l’eccesso di autostima, la deresponsabilizzazione, un certo inaridimento affettivo e la dipendenza dal gruppo sono elementi che concorrono a costruire un quadro allarmante della situazione psico-sociale in cui viene a trovarsi l’adepto.Un’altra caratteristica delle sette è l’utilizzo di un proprio lessico, spiega Mario Di Fiorino, primario di Psichiatria all’ospedale di Viareggio e studioso del condizionamento mentale. Un vocabolario fatto di espressioni che creano un senso di solidarietà (“Qui con noi sei fuori dallo spazio del giudizio”) o di complicità che esclude quelli che stanno fuori (“Gli altri non possono capire”). Ma il gergo del gruppo,continua Di Fiorino, che ha scritto L’illusione comunitaria (Moretti & Vitali), un classico della letteratura scientifica sul tema, tiene lontane anche tutte quelle parole che esprimono dubbio, per ridurre il senso critico e condizionare mentalmente il nuovo adepto.All’occhio inesperto appaiono come gruppi di crescita personale, guidati da un maestro o guru. Si presentano come circoli culturali, associazioni e persino scuole di formazione, osserva Raffaella Di Marzio, psicologa esperta di sette e membro della Società italiana di psicologia della religione (www.dimarzio.it).Come non cadere in queste trappole quindi? Informandosi, scegliendo corsi e seminari consigliati da fonti attendibili: riviste accreditate, siti noti e specializzati, associazioni riconosciute, consiglia la Di Marzio. Ma su questo torneremo nei prossimi numeri.
12 novembre 2011
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mercoledì 16 novembre 2011
venerdì 18 giugno 2010
Santone-adepto: un rapporto di dipendenza
Dott.ssa Lorita Tinelli, lei è psicologa e presidente del Cesap, Centro studi Abusi psicologici. Cos’è il Cesap?«Lavoriamo da anni su diversi casi a carattere nazionale. Uno di questi ha riguardato il caso Arkeon, una sorta di organizzazione psicosettaria, operante in tutta l’Italia di cui 11 membri sono imputati a vario titolo per reati quali associazione a delinquere finalizzata a truffa, abuso della professione, maltrattamento di minori, violenza privata, violenza sessuale e calunnia».
Quali dinamiche psicologiche riscontrate nelle esperienze di proselitismo e plagio?«Una delle dinamiche più ricorrenti è il rapporto di dipendenza che viene a crearsi tra il santone e il suo adepto, pericoloso come quello verso una sostanza. Il santone mette, attraverso tecniche sottili, il proprio adepto nelle condizioni di fare tutto quello che lui gli dice, di seguirlo, di non obiettare su nulla di quello che gli viene raccontato. Solitamente questo rapporto si basa anche su ricatti non molto palesati o su induzioni di sensi di colpa. In alcuni gruppi i vari organizzatori dei seminari o degli incontri lasciano intendere ai neofiti che smettere di frequentarli farà sì che potranno sviluppare malattie o fare esperienze devastanti».
Che significato "estensivo" attribuite al termine "setta"?«Il termine setta deriva dal latino sequor (seguire) o secare (separare). Quando un gruppo è chiuso, si separa dal restante contesto sociale, anche solo inducendo ideologie particolari nei propri adepti, modificando la loro vita al punto da portarli a vedere il mondo in termini di bianco e nero, dentro e fuori, da portarli a rompere i rapporti con chi non condivide il loro nuovo stile di vita, allora ci troviamo di fronte ad un gruppo settario. Vi sono molti adepti che finiscono per suicidarsi o per adottare comportamenti lesivi anche contro altri, oppure che smettono di prendersi cura dei propri figli, coinvolgendoli anche in attività più cruente del gruppo stesso».
Casi particolari e/o esemplari che avete affrontato e risolto?«Spesse volte ci chiamano genitori disperati che non vedono più i loro figli da tempo in quanto “spariti” in qualche organizzazione settaria. Ci confrontiamo quindi molto spesso col dolore delle famiglie distrutte, con la disperazione di amici e con quella di persone che ci chiedono una mano per venire fuori dalle situazioni abusanti. Diversi i casi difficili da risolvere, ma altrettanti i casi in cui siamo riusciti a rendere le persone “libere” di scegliere. In un caso singolare io stessa, dopo essere stata denunciata da adepti, su richiesta del loro maestro, mi sono vista contattare da alcuni di questi querelanti che mi chiedevano scusa e che mi ringraziavano per aver permesso loro di uscire dalla trappola mentale in cui erano».
Chi si rivolge a voi e come intervenite subito dopo una drammatica segnalazione?«A noi si rivolgono prevalentemente familiari e amici di persone che sono intrappolate in una organizzazione settaria. Solitamente perché hanno ravvisato comportamenti strani o molto preoccupanti nel proprio caro. A volte sono fuorusciti da esperienze settarie che ci chiedono aiuto per il superamento dell’esperienza ed una consulenza legale per verificare la loro attuale posizione nei confronti del gruppo stesso. Noi offriamo prima assistenza e ascolto psicologico e giuridico gratuito. Se poi c’è necessità di interventi specifici, ci affidiamo ai professionisti convenzionati e presenti in tutta Italia».
Quali dinamiche psicologiche riscontrate nelle esperienze di proselitismo e plagio?«Una delle dinamiche più ricorrenti è il rapporto di dipendenza che viene a crearsi tra il santone e il suo adepto, pericoloso come quello verso una sostanza. Il santone mette, attraverso tecniche sottili, il proprio adepto nelle condizioni di fare tutto quello che lui gli dice, di seguirlo, di non obiettare su nulla di quello che gli viene raccontato. Solitamente questo rapporto si basa anche su ricatti non molto palesati o su induzioni di sensi di colpa. In alcuni gruppi i vari organizzatori dei seminari o degli incontri lasciano intendere ai neofiti che smettere di frequentarli farà sì che potranno sviluppare malattie o fare esperienze devastanti».
Che significato "estensivo" attribuite al termine "setta"?«Il termine setta deriva dal latino sequor (seguire) o secare (separare). Quando un gruppo è chiuso, si separa dal restante contesto sociale, anche solo inducendo ideologie particolari nei propri adepti, modificando la loro vita al punto da portarli a vedere il mondo in termini di bianco e nero, dentro e fuori, da portarli a rompere i rapporti con chi non condivide il loro nuovo stile di vita, allora ci troviamo di fronte ad un gruppo settario. Vi sono molti adepti che finiscono per suicidarsi o per adottare comportamenti lesivi anche contro altri, oppure che smettono di prendersi cura dei propri figli, coinvolgendoli anche in attività più cruente del gruppo stesso».
Casi particolari e/o esemplari che avete affrontato e risolto?«Spesse volte ci chiamano genitori disperati che non vedono più i loro figli da tempo in quanto “spariti” in qualche organizzazione settaria. Ci confrontiamo quindi molto spesso col dolore delle famiglie distrutte, con la disperazione di amici e con quella di persone che ci chiedono una mano per venire fuori dalle situazioni abusanti. Diversi i casi difficili da risolvere, ma altrettanti i casi in cui siamo riusciti a rendere le persone “libere” di scegliere. In un caso singolare io stessa, dopo essere stata denunciata da adepti, su richiesta del loro maestro, mi sono vista contattare da alcuni di questi querelanti che mi chiedevano scusa e che mi ringraziavano per aver permesso loro di uscire dalla trappola mentale in cui erano».
Chi si rivolge a voi e come intervenite subito dopo una drammatica segnalazione?«A noi si rivolgono prevalentemente familiari e amici di persone che sono intrappolate in una organizzazione settaria. Solitamente perché hanno ravvisato comportamenti strani o molto preoccupanti nel proprio caro. A volte sono fuorusciti da esperienze settarie che ci chiedono aiuto per il superamento dell’esperienza ed una consulenza legale per verificare la loro attuale posizione nei confronti del gruppo stesso. Noi offriamo prima assistenza e ascolto psicologico e giuridico gratuito. Se poi c’è necessità di interventi specifici, ci affidiamo ai professionisti convenzionati e presenti in tutta Italia».
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domenica 8 novembre 2009
I CULTI EMERGENTI DISTRUTTIVI
Nei tempi attuali si nota una gran fioritura di nuovi – o riciclati – movimenti religiosi, spesso definiti “sette” o “culti emergenti”. Questi, provenendo da lontane culture, spesso si incrociano con le tradizioni europee dando luogo a religiosità sincretiche. Ma, come in tutte le cose, esiste anche un lato oscuro di essi, sommerso e spesso negativo. Sono i casi tipici di quei movimenti emergenti nei quali i capi carismatici strumentalizzano, e sfruttano a scopi egoistici, gli aneliti delle persone alla trascendenza e verso il sacro. In questi casi, si tratta di una vera e propria manipolazione psicologica degli aderenti, che segue uno schema collaudato ed efficace.
Vediamone le tappe. Innanzi tutto, i culti distruttivi tendono ad isolare l’adepto dalla comunità in cui era vissuto e dalla società. Se ne rimuove la privacy, lo si priva del sonno e gli si procura uno stato di affaticamento fisico mediante l’imposizione di pratiche ripetitive, peraltro assurde. Un’altra tattica per isolare il nuovo aderente, è quella di imporgli la dipendenza finanziaria dal gruppo e, viceversa, di rimettere ogni suo bene materiale per il benessere della “setta”. Ciò provocherebbe una de-responsabilizzazione nell’adepto, per cui il plagio psicologico avverrebbe più facilmente. Queste tecniche, a ben vedere, sono praticate al fine di manipolare i pensieri e le sensazioni dei nuovi aderenti, rendendolo un vero e proprio “zombi” sotto il profilo psicologico. Pensieri e sensazioni che, peraltro, risulterebbero essere già labili ab initio, giacché il fatto stesso di aderire al nuovo – e spesso strano – movimento religioso è indice di disagio psichico e culturale del novizio. Si provi ad esempio, a recitare ogni giorno per 1728 volte – come impone il movimento di Hare Krishna – il mantra: “Hare Krishna, hare Xrishna, Krishna Krishna, hare hare. Hare Rama, hare Rama, Rama Rama, hare hare”. E vediamo se non ci si imbambola mentalmente! Alle tecniche di “zombizzazione” seguono, o vengono affrontate sinergicamente, l’indottrinamento specifico e peculiare del culto distruttivo. Nella maggior parte dei casi, la dottrina è di tipo misterico alla quale bisogna credere fermamente e, soprattutto, supinamente. Ciò implica il rifiuto delle vecchie credenze religiose da parte del-l’aderente, nonché dei valori tipici della società contemporanea. Nel contempo “si tratta” l’adepto con tecniche di natura ipnotica, che in certi movi-menti vengono definite “meditazione”, e si determina uno stato di alta suggestionabilità accompagnato, in altri casi, dal giudizio di approvazione – o di disapprovazione – da parte dei componenti anziani del movimento. In alcuni casi l’aderente viene bombardato da “messaggi subliminali” di contenuto misterico, quali poche parole contenute dentro lunghi e confusi scritti. Infine, il culto distruttivo deve assolutamente preoccuparsi del mantenimento nel gruppo del nuovo aderente. A tal fine, si produce una assoluta aproblemicità. Ad esempio, a una domanda posta dall’aderente, si risponde con una controdo-manda evasiva. Altra tecnica di mantenimento è quella del “senso di colpa” e del “ricatto”: attingendo al passato vissuto dall’adepto ed esacerbando i suoi errori, lo si induce ad avvertire la necessità aggregativa al nuovo gruppo e a scoaggiarlo – spesso drammaticamente – ad avere legami con le vecchie abitudini e relazioni sociali. Peraltro l’obbedienza alla setta viene mantenuta anche attraverso minacce più o meno velate, di punizioni o di rivelazioni degli errori compiuti. Infine si pretende la conformità di vestiario e il senso della scala gerarchica nella setta.
In alcuni movimenti distruttivi, verrebbe usata la tecnica delle “docce alternate”: con questa, si premia l’aderente per un’azione fatta mentre, in altra occasione, la stessa azione viene punita o stigmatizzata.
Si produce così, nell’adepto, la convinzione che non potrebbe egli, nella “società esterna”, comportarsi correttamente. C’è da dire, infine, che attorno a questi “culti emergenti” distruttivi gravita un giro impressionante di miliardi, e spesso affari per nulla “puliti”. Da questi dati emerge che le sette pescano nel malessere degli strati più deboli della società: non è tanto il crollo dei valori religiosi a giustificarle, quanto di una gerarchia organica di valori e di un sistema etico coerente. Tanto è vero che ri-sulta essere in atto, nel contesto societario occidentale, una smania incontrollata al consumismo che determina perfino il consumo di nuovi prodotti per l’anima. È la ricerca, da parte di questi nuovi culti, di un benessere immediato spirituale, al di là dei paradisi futuri post-mortem.
Vediamone le tappe. Innanzi tutto, i culti distruttivi tendono ad isolare l’adepto dalla comunità in cui era vissuto e dalla società. Se ne rimuove la privacy, lo si priva del sonno e gli si procura uno stato di affaticamento fisico mediante l’imposizione di pratiche ripetitive, peraltro assurde. Un’altra tattica per isolare il nuovo aderente, è quella di imporgli la dipendenza finanziaria dal gruppo e, viceversa, di rimettere ogni suo bene materiale per il benessere della “setta”. Ciò provocherebbe una de-responsabilizzazione nell’adepto, per cui il plagio psicologico avverrebbe più facilmente. Queste tecniche, a ben vedere, sono praticate al fine di manipolare i pensieri e le sensazioni dei nuovi aderenti, rendendolo un vero e proprio “zombi” sotto il profilo psicologico. Pensieri e sensazioni che, peraltro, risulterebbero essere già labili ab initio, giacché il fatto stesso di aderire al nuovo – e spesso strano – movimento religioso è indice di disagio psichico e culturale del novizio. Si provi ad esempio, a recitare ogni giorno per 1728 volte – come impone il movimento di Hare Krishna – il mantra: “Hare Krishna, hare Xrishna, Krishna Krishna, hare hare. Hare Rama, hare Rama, Rama Rama, hare hare”. E vediamo se non ci si imbambola mentalmente! Alle tecniche di “zombizzazione” seguono, o vengono affrontate sinergicamente, l’indottrinamento specifico e peculiare del culto distruttivo. Nella maggior parte dei casi, la dottrina è di tipo misterico alla quale bisogna credere fermamente e, soprattutto, supinamente. Ciò implica il rifiuto delle vecchie credenze religiose da parte del-l’aderente, nonché dei valori tipici della società contemporanea. Nel contempo “si tratta” l’adepto con tecniche di natura ipnotica, che in certi movi-menti vengono definite “meditazione”, e si determina uno stato di alta suggestionabilità accompagnato, in altri casi, dal giudizio di approvazione – o di disapprovazione – da parte dei componenti anziani del movimento. In alcuni casi l’aderente viene bombardato da “messaggi subliminali” di contenuto misterico, quali poche parole contenute dentro lunghi e confusi scritti. Infine, il culto distruttivo deve assolutamente preoccuparsi del mantenimento nel gruppo del nuovo aderente. A tal fine, si produce una assoluta aproblemicità. Ad esempio, a una domanda posta dall’aderente, si risponde con una controdo-manda evasiva. Altra tecnica di mantenimento è quella del “senso di colpa” e del “ricatto”: attingendo al passato vissuto dall’adepto ed esacerbando i suoi errori, lo si induce ad avvertire la necessità aggregativa al nuovo gruppo e a scoaggiarlo – spesso drammaticamente – ad avere legami con le vecchie abitudini e relazioni sociali. Peraltro l’obbedienza alla setta viene mantenuta anche attraverso minacce più o meno velate, di punizioni o di rivelazioni degli errori compiuti. Infine si pretende la conformità di vestiario e il senso della scala gerarchica nella setta.
In alcuni movimenti distruttivi, verrebbe usata la tecnica delle “docce alternate”: con questa, si premia l’aderente per un’azione fatta mentre, in altra occasione, la stessa azione viene punita o stigmatizzata.
Si produce così, nell’adepto, la convinzione che non potrebbe egli, nella “società esterna”, comportarsi correttamente. C’è da dire, infine, che attorno a questi “culti emergenti” distruttivi gravita un giro impressionante di miliardi, e spesso affari per nulla “puliti”. Da questi dati emerge che le sette pescano nel malessere degli strati più deboli della società: non è tanto il crollo dei valori religiosi a giustificarle, quanto di una gerarchia organica di valori e di un sistema etico coerente. Tanto è vero che ri-sulta essere in atto, nel contesto societario occidentale, una smania incontrollata al consumismo che determina perfino il consumo di nuovi prodotti per l’anima. È la ricerca, da parte di questi nuovi culti, di un benessere immediato spirituale, al di là dei paradisi futuri post-mortem.
lunedì 14 settembre 2009
Tecniche di proselitismo
Questi "gruppi" che da "religiosi" si sono trasformati progressivamente sempre più in "scientifici", promettono la "guarigione olistica" partendo dalla mente per poi guarire il corpo. Dice la Trocchi:
"I metodi delle tecniche più reclamizzati fanno ricorso a disperate forme in cui campeggia lo psicodramma, il training autogeno, il rilassamento, oltre a tecniche yoga di meditazione e di concentrazione, completamente avulse, però, dalle tematiche filosofìche e teologiche che in ambito religioso le sostanziavano. Il principio fondamentale identificabile in tali movimenti propone di intervenire sull'anima (o sullo spirito o sulla mente), per guarire il corpo. Molti gruppi nati come forme religiose si stanno oggi orientando verso la terapia o la cura dell'anima. Le modalità di queste terapie sono altrettanto stupefacenti. Basta scorrere il programma del gruppo degli Arancioni legati a Osho-Rajneesh. Vengono proposti gruppi di bioenergetica in cui «respiro ed espressione corporea ci forniscono mezzi efficaci per liberare il corpo e sciogliere le tensioni in un vivido flusso di energia che ridà al corpo la sua naturale grazia e bellezza». Oppure gruppi di Gestalt (inteso letteralmente 'figura', 'forma') nei quali «si può capire il mondo in una disciplina di autosviluppo che ci insegna ad assumere la responsabilità della nostra esistenza». «Attraverso l'esperienza emozionale-corporea di questo contatto col prossimo possiamo rivivere i nostri comportamenti spesso ripetitivi e inadeguati per ritrovare fantasia e stimoli per soluzioni creative e soddisfacenti»; inoltre, esistono corsi di riflessologia plantare nei quali si stimolano le aree di riflesso nella pianta dei piedi, connesse ciascuna con un organo, una ghiandola, e una certa parte del corpo; si tratta di identificare le possibilità terapeutiche e le tecniche per stimolare tutte le aree del corpo. Così si possono impostare diagnosi ed eseguire trattamenti specifici. C'è, poi, il gruppo di lavoro sull'ipnosi (che attraverso il rilassamento fa esplorare spazi interiori nuovi), corsi di massaggio cranio-sacrale, gruppi di sciamanesimo, esperienze di rinascita (cioè della vita prenatale e del parto)".
Con quali tecniche operano il proselitismo? Afferma la Trocchi:
"Pur nella diversità ed estrema varietà delle tecniche e delle impostazioni le psicosette - o quelle forme che ad esse si richiamano - usano per il proselitismo due forze fondamentali.
La prima consiste nel far prendere coscienza al neofita che gli manca qualcosa, per esempio la padronanza di doti o di qualità esistenti ma nascoste che devono essere valorizzate, l'equilibrio, oppure l'armonia, oppure un buon rapporto con gli altri.
La seconda leva consiste nel sottolineare le limitazioni e i condizionamenti che la società ha pesantemente imposto al soggetto il quale ora risulta incapace di essere se stesso.
Quando l'ignaro adepto entra in uno di questi gruppi (vuoi che sia una tecnica sufi volta a prendere contatto con la divinità che è in noi, vuoi che sia un corso di controllo della mente o di autorealizzazione) viene sconvolto da una tempesta emozionale provocata dall'uso di tecniche molto particolari che allentano le difese del soggetto mediante esercizi di vario genere: la danza che dura ore o la respirazione programmata, tecniche di rilassamento profondo o posizioni yoga.
Particolare e interessante è l'esperienza est inventata da Werner Erhard che propone benefici strabilianti e procede con forti manipolazioni emotive.
Nella prassi attiva di tali corsi, incontri ed iniziazioni (chi scrive li ha conosciuti di prima mano attraverso la tecnica della osservazione partecipante) si crea inevitabilmente un rapporto di do-minanza-sottomissione tra i vari aspiranti al corso e gli istruttori. La legittimazione dei direttori o istruttori di questi vari gruppi è determinata da una mitica 'professionalità' che si appoggia a un senso molto particolare di scientificità.
"I metodi delle tecniche più reclamizzati fanno ricorso a disperate forme in cui campeggia lo psicodramma, il training autogeno, il rilassamento, oltre a tecniche yoga di meditazione e di concentrazione, completamente avulse, però, dalle tematiche filosofìche e teologiche che in ambito religioso le sostanziavano. Il principio fondamentale identificabile in tali movimenti propone di intervenire sull'anima (o sullo spirito o sulla mente), per guarire il corpo. Molti gruppi nati come forme religiose si stanno oggi orientando verso la terapia o la cura dell'anima. Le modalità di queste terapie sono altrettanto stupefacenti. Basta scorrere il programma del gruppo degli Arancioni legati a Osho-Rajneesh. Vengono proposti gruppi di bioenergetica in cui «respiro ed espressione corporea ci forniscono mezzi efficaci per liberare il corpo e sciogliere le tensioni in un vivido flusso di energia che ridà al corpo la sua naturale grazia e bellezza». Oppure gruppi di Gestalt (inteso letteralmente 'figura', 'forma') nei quali «si può capire il mondo in una disciplina di autosviluppo che ci insegna ad assumere la responsabilità della nostra esistenza». «Attraverso l'esperienza emozionale-corporea di questo contatto col prossimo possiamo rivivere i nostri comportamenti spesso ripetitivi e inadeguati per ritrovare fantasia e stimoli per soluzioni creative e soddisfacenti»; inoltre, esistono corsi di riflessologia plantare nei quali si stimolano le aree di riflesso nella pianta dei piedi, connesse ciascuna con un organo, una ghiandola, e una certa parte del corpo; si tratta di identificare le possibilità terapeutiche e le tecniche per stimolare tutte le aree del corpo. Così si possono impostare diagnosi ed eseguire trattamenti specifici. C'è, poi, il gruppo di lavoro sull'ipnosi (che attraverso il rilassamento fa esplorare spazi interiori nuovi), corsi di massaggio cranio-sacrale, gruppi di sciamanesimo, esperienze di rinascita (cioè della vita prenatale e del parto)".
Con quali tecniche operano il proselitismo? Afferma la Trocchi:
"Pur nella diversità ed estrema varietà delle tecniche e delle impostazioni le psicosette - o quelle forme che ad esse si richiamano - usano per il proselitismo due forze fondamentali.
La prima consiste nel far prendere coscienza al neofita che gli manca qualcosa, per esempio la padronanza di doti o di qualità esistenti ma nascoste che devono essere valorizzate, l'equilibrio, oppure l'armonia, oppure un buon rapporto con gli altri.
La seconda leva consiste nel sottolineare le limitazioni e i condizionamenti che la società ha pesantemente imposto al soggetto il quale ora risulta incapace di essere se stesso.
Quando l'ignaro adepto entra in uno di questi gruppi (vuoi che sia una tecnica sufi volta a prendere contatto con la divinità che è in noi, vuoi che sia un corso di controllo della mente o di autorealizzazione) viene sconvolto da una tempesta emozionale provocata dall'uso di tecniche molto particolari che allentano le difese del soggetto mediante esercizi di vario genere: la danza che dura ore o la respirazione programmata, tecniche di rilassamento profondo o posizioni yoga.
Particolare e interessante è l'esperienza est inventata da Werner Erhard che propone benefici strabilianti e procede con forti manipolazioni emotive.
Nella prassi attiva di tali corsi, incontri ed iniziazioni (chi scrive li ha conosciuti di prima mano attraverso la tecnica della osservazione partecipante) si crea inevitabilmente un rapporto di do-minanza-sottomissione tra i vari aspiranti al corso e gli istruttori. La legittimazione dei direttori o istruttori di questi vari gruppi è determinata da una mitica 'professionalità' che si appoggia a un senso molto particolare di scientificità.
lunedì 24 agosto 2009
I culti distruttivi e la manipolazione mentale

“Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere, non saranno mai capaci di ribellarsi, e fino a che non si saranno liberati, non diventeranno mai coscienti del loro potere”.
George Orwell
TECNICHE DI PERSUASIONE
Conoscere per proteggersi
Dalla metà del secolo scorso, si è assistito ad un proliferare di piccoli gruppi o vere e proprie organizzazioni “multinazionali”: culti vari, alcuni dal sapore esotico, altri di tipo magico. Molti promuovono dottrine sincretiste di tipo esoterico-iniziatico; ma tutti si dichiarano depositari di “verità” assolute o di “conoscenze” superiori.
Chiaramente non tutti i gruppi denominati “culti” e che prevedono credenze e rituali, devono necessariamente essere considerati distruttivi. A questo punto è bene spiegare, che quando si parla in questo testo di culti, si intendono quei culti “distruttivi”, che sistematicamente danneggiano i propri membri con l’uso di tecniche ingannevoli, non dichiarate quale il controllo mentale in violazione di diritti primari riconosciuti dagli ordinamenti più avanzati; i quali precisano la nozione di “diritto umano”. Studiosi del settore, definiscono così un culto distruttivo: un qualsiasi gruppo nel quale senza tener conto di ideologia, dottrina, credo – si pratica la manipolazione mentale, da cui risulta la distruzione della persona sul piano psichico (a volte fisico, spesso finanziario), e della famiglia, del suo entourage e della società, al fine di condurla ad aderire senza riserve e a partecipare a un’attività che attenta ai diritti dell’uomo e del cittadino.
Un culto “distruttivo” quindi, si distingue da un normale gruppo sociale o religioso principalmente per il suo ricorrere all’inganno, allo scopo di attrarre o trattenere al suo interno gli adepti; solo e sempre in tale senso – lo ripeto in questo testo va inteso il nostro uso del termine.
L’adesione a questi “nuovi” culti è un fenomeno complesso, che riflette da una parte i disagi e i bisogni dell’uomo del nostro tempo, dall’altra la gran confusione che regna su questi argomenti. Purtroppo a farne le spese sono spesso le famiglie che, disinformate, si rendono conto che qualcosa non va, quando ormai il proprio caro è già fin troppo coinvolto in uno di questi gruppi.
Così in questi ultimi decenni la diffusione, l’incidenza e l’allarme sociale conseguente a fenomeni estremi di controllo mentale, hanno reso attuali e necessari studi qualificati per contrastare
“una tecnica capace di distruggere l’identità di un individuo… un sistema di influenze capaci di distruggere e sostituire l’insieme di credenze, comportamenti, modi di pensare, metodi di interazione con il prossimo. Una diversa fisionomia mentale che l’individuo non avrebbe mai scelto e mai accettato con la sua vera identità” .
(Steven Hassan, Mentalmente Liberi, Avverbi Roma 1999)
Stigmatizzare l’ex adepto
Purtroppo molto spesso gli ex membri non sono adeguatamente capiti e valorizzati. Troppe volte vengono considerati povere vittime piene solo di livore e additati con l’etichetta di "pentiti", come a voler richiamare alla mente quegli ex mafiosi non troppo affidabili di cui la cronaca spesso ci parla. Questi stereotipi producono una tratto distintivo negativo intorno agli ex cultisti, separandoli dal resto della società: hanno la “fedina penale sporca”. Al contrario gli ex membri sono persone che finalmente hanno conosciuto la vera realtà del culto a cui appartenevano; prima ignoravano gli inganni dottrinali e le tecniche di persuasione adottate per tenerli all’interno del gruppo.
La rievocazione del proprio passato può essere causa di nuovo dolore. Per di più, quando tentano di spiegare cosa è loro accaduto, espongono a rischio la loro attendibilità. Molti infatti sono portati a colpevolizzare, o quanto meno a commiserare gli ex membri come persone deboli intellettualmente o psicologicamente.
Un ex adepto racconta:
«Non è possibile descrivere la sofferenza che si prova quando si scopre che ti hanno ingannato e, che manipolando la tua mente, hanno fatto di te quello che hanno voluto. È indescrivibile il tormento dato dalla sensazione di essere stati fagocitati da un mostro che si manteneva in vita nutrendosi di te. Come spiegare a chi non ha mai sperimentato come ci si senta ad essere violentati? Perché di vera e propria violenza si tratta, violentati sia spiritualmente che psicologicamente. Il "sogno" si trasforma in un "incubo».
da: I culti distruttivi e la manipolazione mentale
di
Patrizia Santovecchi
venerdì 12 giugno 2009
UNITI CONTRO LE SETTE
IL CONVEGNO DEI CENTRI EUROPEI DI RICERCA SUL FENOMENO
L’allarme è diffuso in tutto il continente: i movimenti settari sono in grande crescita, dalla Francia fino alla Russia. E
conquistano sempre più adepti al loro "credo".
«Era difficile chiedere anche solo una mela a mio padre, perché ero un "impuro", un "alieno". Importava soltanto l’attesa
della distruzione finale, perché presto sarebbe terminato tutto. E così la distruzione ha riempito tutta la mia adolescenza.
Dovevo solo meditare. Non c’era bisogno di andare all’università, avere amici, una fidanzata. Non potevo fare nulla se non
meditare, nemmeno andare in bagno, se non chiedendo permesso a mio padre. La mia infanzia e giovinezza sono stati
un vero inferno».
È la testimonianza di un giovane scozzese, figlio di un adepto aderente a un gruppo di tecniche di meditazione orientale,
stile raja yoga. Una delle voci dei fuoriusciti da nuovi culti e movimenti pseudoreligiosi che è risuonata al convegno del
Fecris – la Federazione europea dei centri di ricerca e informazione sul settarismo (Ong con status di partecipante al
Consiglio d’Europa) – che si è tenuto a Pisa il 12 aprile scorso sul tema "La responsabilità dello Stato per la protezione dei
cittadini contro le sètte distruttive", nel corso del quale si sono incontrati i rappresentanti di 21 Paesi europei, Canada e
Usa.
Che il fenomeno sia sempre più aggressivo e diffuso nel nostro continente è fatto noto. La Fecris è nata per dare aiuto
alle vittime di questi movimenti. Ma che si fa per prevenire le cosiddette "derive settarie", cioè quei comportamenti lesivi
dei diritti fondamentali della persona che a volte subisce chi, incautamente, è diventato adepto di certi culti? Le risposte
dei singoli Governi non sono le stesse.
Le conseguenze sulla famiglia
«In Francia, dopo tre rapporti parlamentari in 10 anni, si è deciso che non si può definire in modo preciso cosa sia una
setta, e d’altra parte questi movimenti spesso sfuggono a qualsiasi definizione. Si preferisce intervenire laddove si
verificano certi comportamenti a rischio, come l’abbandono improvviso di un membro della famiglia, una separazione, una
crisi economica», afferma Catherine Katz, magistrato, segretaria generale della Miviludes (missione interministeriale
francese di vigilanza e lotta contro le derive settarie). Secondo un recente rapporto dell’organismo, i francesi coinvolti in
gruppi satanici sono 25 mila, mentre si moltiplicano gli episodi di profanazioni di cimiteri e chiese.
Dalla metà degli anni ’90, dopo i fatti tristemente famosi che coinvolsero l’Ordine del Tempio Solare (16 seguaci della setta
furono trovati uccisi o suicidati, tra cui un neonato e due bambini), come in Francia, anche in Belgio le sètte sono
diventate un problema.
«Così nel 1998 si istituì per la prima volta una commissione parlamentare d’inchiesta che fece aprire un centro
d’informazione sulle organizzazioni settarie nocive. Nel rapporto della commissione nel ’98 si segnalavano 249 gruppi
censiti; 10 anni dopo i gruppi sono diventati 509, in un Paese di 10 milioni d’abitanti», dichiara allarmato il deputato
federale socialdemocratico André Frederic. «Anche noi seguiamo la linea francese: non si è contro i movimenti religiosi
o i nuovi culti, ma contro i comportamenti settari che creano disastri a livello sociale, distruzione di vincoli familiari,
conflitti relativi all’affido dei figli, esercizio illegale della pratica medica. La battaglia, però, non è facile, perché si ha spesso
a che fare con società-schermo che celano la vera identità dei gruppi. Bisogna, poi, fermare il flusso di denaro, ricavato
dalle offerte raccolte dai seguaci, che scompare nei tanti paradisi fiscali esistenti».
Frederic è uno dei promotori di una proposta di legge diretta a incriminare la manipolazione mentale delle persone e
l’abuso della situazione di debolezza. Quello che in Italia si chiama "plagio" ma che, come figura di reato, è stato abolito
nell’81 con l’abrogazione dell’articolo 603 del nostro Codice penale.
«Ma questa lacuna ha spinto plagianti e manipolatori a continuare impunemente nelle condotte perverse e illecite»,
denuncia l’avvocato Emanuele Nacci, costituzionalista dell’Università di Bari, membro del Gris, Gruppo cattolico di ricerca e
informazione socioreligiosa. Contro gli effetti manipolanti delle condotte settarie il giurista ha avanzato una proposta
legislativa che si basa sull’assimilabilità delle condotte plagianti alla riduzione in condizioni di schiavitù prevista dal Codice
penale all’articolo 600. Nel frattempo, per far fronte all’aumento delle vittime dei comportamenti settari, la Polizia di Stato
alla fine del 2006 ha istituito la Sas (Squadra antisètte), una task force specializzata, di 15 tra agenti di polizia, analisti,investigatori e psicologi.
In diffusione nei Paesi dell’Est
L’operazione più eclatante è stata portata a termine dalla Sas nell’ottobre del 2007, quando sono stati denunciati sei
componenti di una presunta "psicosetta" denominata Arkeon con sede a Bari e operante in tutta Italia da 10 anni. Il
leader del gruppo, che organizzava seminari a pagamento, e altre cinque persone sono stati raggiunti da avviso di
garanzia con le accuse di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione, truffa, violenza
privata e sessuale.Torniamo all’estero: nella vicina Croazia, denuncia Branka Dujmic, insegnante belga-croata fondatrice del Cisk, il primo
centro di informazione sulle sètte e culti di quel Paese, sono già stati censiti 80 gruppi settari e nel 2007 sono stati
accertati 19 suicidi legati a gruppi satanici. I Paesi dell’Est stanno rapidamente adeguandosi alle tendenze occidentali.
Dopo il collasso dell’Unione sovietica, secondo gli studiosi, in Russia sarebbero sorti 700 nuovi culti con 600-800 mila
seguaci.
Alexandr Dvorkin
Un altro movimento spirituale del tipo new age assai popolare in Russia, ma non solo, è quello di Anastasia, fondato
dall’imprenditore russo Vladimir Megre. «Gli adepti credono all’esistenza di una donna mitica con poteri soprannaturali,
che vive nella taiga e comunica attraverso il leader Megre, il quale ha già scritto nove libri su di lei. Costui, che dice d’aver
avuto due figli da Anastasia, convince i seguaci a vendere gli appartamenti e trasferirsi in villaggi con un pezzo di terra
da coltivare».
I neopentecostali sono il culto più numeroso (300 mila adepti), più organizzato e influente. Molti sono pure i Testimoni di
Geova: 147 mila. «Anche Scientology è forte», conclude Dvorkin, «ma l’opinione pubblica nei loro riguardi è già molto
cambiata. Di recente hanno aperto una nuova Org proprio accanto all’università di studi tecnologici più prestigiosa di
Mosca. Ebbene, un migliaio di studenti due mesi fa è andato a manifestare davanti alla loro sede, scandendo slogan
tipo: "Non vogliamo culti, vogliamo studiare"». Un messaggio davvero poco esoterico.
Alberto Laggia
SCIENTOLOGY, NUOVI PROBLEMI IN BELGIO
Ancora guai giudiziari per Scientology. La procura federale belga ha reso noto nei giorni scorsi che la polizia ha
perquisito e messo sotto sequestro la sede di Bruxelles dell’organizzazione, rinviando i responsabili a giudizio per falso e
truffa. La denuncia sarebbe partita dall’Ufficio regionale per l’impiego di Bruxelles. Tra un anno si dovrebbe celebrare il
processo.
Non è la prima volta che il controverso movimento americano, che annovera tra i suoi seguaci l’attore Tom Cruise, finisce
sotto la lente della magistratura e dei Governi dei Paesi dove è presente. Risale allo scorso dicembre la notizia che i
ministri degli Interni dei land tedeschi hanno dichiarato "incostituzionale" Scientology, aprendo la strada alla messa al
bando dell’organizzazione.
Finora il Governo tedesco ha permesso al movimento di essere presente come semplice organizzazione e non come
vero e proprio culto. Il ministro degli Interni federale Wolfgang Schaeuble ha affermato di «non considerare Scientology
un’organizzazione compatibile con la Costituzione».A.L.ITALIA: "PSICOSÈTTE" E GRUPPI SATANICI
Le "psicosètte"? Se le riconosci le eviti. Ma se non le conosci? «Sappiamo di corsi promossi da gruppi simili
sponsorizzati addirittura dal ministero della Salute; abbiamo una casistica enorme di professionisti, imprenditori e
persone provenienti da ceti sociali medio-alti, accalappiati e raggirati da seminari che promettono soluzioni rapide di un
problema psicologico, o il miglioramento delle capacità intellettive, o avanzamenti di carriera».
Dall’osservatorio del Telefono verde antisètte (800/22.88.66) dell’associazione Comunità papa Giovanni XXIII, voluto da
don Oreste Benzi nel 2002, si lancia l’allarme: dai 1.800 casi seguìti dal servizio emerge che il fenomeno delle sètte è
sempre più dilagante in Italia.«Banalizzarlo significa rischiare che i giovani vi restino sempre più invischiati, esagerarlo significa vedere il demonio
dappertutto», esordisce don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio. «Spesso ci troviamo di fronte a gruppi settari che
si autodefiniscono movimenti religiosi ma nulla hanno a che fare col sacro e la religione, bensì usano il linguaggio
religioso e i contesti sacrali per ottenere altri scopi, che spesso sono illeciti».
Don Buonaiuto distingue nettamente due tipi di sètte: quelle sataniche e le "psicosètte". «Queste ultime adoperano molto
la manipolazione mentale; e l’adescamento avviene spesso con vere e proprie tecniche a volte ipnotiche di
assoggettamento e manipolazioni plagianti. In genere si presentano alla gente attraverso corsi apparentemente di
immediato beneficio: "Hai un problema di salute? Frequenta il corso e in 15 giorni guarirai". Alcune sono vere e proprie
multinazionali del profitto, altre si presentano con corsi che si rivelano catastrofici negli effetti finali poiché, creando piano
piano il vuoto attorno all’adepto, portano a destrutturazione della personalità e al lavaggio del cervello».Dalle chiamate al Telefono verde emergono due costanti: chi è avvicinato da una "psicosètta" non coglie subito cosa ci
sia dietro, sebbene a volte la propaganda di questi "corsi intensivi" presenti attività davvero assurde. «Per esempio»,
continua il sacerdote, «ce n’era uno che proponeva 10 giorni di esercizi fisici, durante i quali si doveva rispondere di
continuo a domande e ripetere in forma ossessiva, litanica, frasi del tipo: "Ce la posso fare. Ce la farò". Fino all’ultima
prova, che consisteva nel passaggio su un tappeto di carboni ardenti a piedi scalzi. Costo del corso: 700 euro. Ma il
secondo sarebbe costato molto di più».
Nei gruppi satanici, invece, l’età s’abbassa di molto: «Si tratta di adolescenti coinvolti anche da un certo tipo di musica
(l’heavy satanico) con contenuti che istigano all’autolesionismo, al suicidio o addirittura
all’omicidio».A.L.http://sanpaolo.org/fc/0817fc/0817fc54.htm, docente universitario, capodipartimento di Settologia
all’Università Ortodossa di Mosca, direttore del St. Irinaeus Religion Study Center, definisce la situazione assai
preoccupante: «C’è stato un cambiamento dagli anni ’90, perché fino ad allora setta o culto significava sempre una realtà
proveniente dall’estero. Ora la metà di quelli esistenti, sono nati in Russia. E se fino a 16 anni fa, quando mi chiedevano
informazioni, dovevo chiedere ai colleghi all’estero, adesso sono loro che domandano notizie sulle sètte russe che si
espandono nel mondo. Si tratta di nuovi culti: pseudoorientali, pseudocristiani, come quello del Nuovo Cristo Vissarion,
diffusosi in Siberia, che conta sei-settemila adepti, e le "psicosètte"».
L’allarme è diffuso in tutto il continente: i movimenti settari sono in grande crescita, dalla Francia fino alla Russia. E
conquistano sempre più adepti al loro "credo".
«Era difficile chiedere anche solo una mela a mio padre, perché ero un "impuro", un "alieno". Importava soltanto l’attesa
della distruzione finale, perché presto sarebbe terminato tutto. E così la distruzione ha riempito tutta la mia adolescenza.
Dovevo solo meditare. Non c’era bisogno di andare all’università, avere amici, una fidanzata. Non potevo fare nulla se non
meditare, nemmeno andare in bagno, se non chiedendo permesso a mio padre. La mia infanzia e giovinezza sono stati
un vero inferno».
È la testimonianza di un giovane scozzese, figlio di un adepto aderente a un gruppo di tecniche di meditazione orientale,
stile raja yoga. Una delle voci dei fuoriusciti da nuovi culti e movimenti pseudoreligiosi che è risuonata al convegno del
Fecris – la Federazione europea dei centri di ricerca e informazione sul settarismo (Ong con status di partecipante al
Consiglio d’Europa) – che si è tenuto a Pisa il 12 aprile scorso sul tema "La responsabilità dello Stato per la protezione dei
cittadini contro le sètte distruttive", nel corso del quale si sono incontrati i rappresentanti di 21 Paesi europei, Canada e
Usa.
Che il fenomeno sia sempre più aggressivo e diffuso nel nostro continente è fatto noto. La Fecris è nata per dare aiuto
alle vittime di questi movimenti. Ma che si fa per prevenire le cosiddette "derive settarie", cioè quei comportamenti lesivi
dei diritti fondamentali della persona che a volte subisce chi, incautamente, è diventato adepto di certi culti? Le risposte
dei singoli Governi non sono le stesse.
Le conseguenze sulla famiglia
«In Francia, dopo tre rapporti parlamentari in 10 anni, si è deciso che non si può definire in modo preciso cosa sia una
setta, e d’altra parte questi movimenti spesso sfuggono a qualsiasi definizione. Si preferisce intervenire laddove si
verificano certi comportamenti a rischio, come l’abbandono improvviso di un membro della famiglia, una separazione, una
crisi economica», afferma Catherine Katz, magistrato, segretaria generale della Miviludes (missione interministeriale
francese di vigilanza e lotta contro le derive settarie). Secondo un recente rapporto dell’organismo, i francesi coinvolti in
gruppi satanici sono 25 mila, mentre si moltiplicano gli episodi di profanazioni di cimiteri e chiese.
Dalla metà degli anni ’90, dopo i fatti tristemente famosi che coinvolsero l’Ordine del Tempio Solare (16 seguaci della setta
furono trovati uccisi o suicidati, tra cui un neonato e due bambini), come in Francia, anche in Belgio le sètte sono
diventate un problema.
«Così nel 1998 si istituì per la prima volta una commissione parlamentare d’inchiesta che fece aprire un centro
d’informazione sulle organizzazioni settarie nocive. Nel rapporto della commissione nel ’98 si segnalavano 249 gruppi
censiti; 10 anni dopo i gruppi sono diventati 509, in un Paese di 10 milioni d’abitanti», dichiara allarmato il deputato
federale socialdemocratico André Frederic. «Anche noi seguiamo la linea francese: non si è contro i movimenti religiosi
o i nuovi culti, ma contro i comportamenti settari che creano disastri a livello sociale, distruzione di vincoli familiari,
conflitti relativi all’affido dei figli, esercizio illegale della pratica medica. La battaglia, però, non è facile, perché si ha spesso
a che fare con società-schermo che celano la vera identità dei gruppi. Bisogna, poi, fermare il flusso di denaro, ricavato
dalle offerte raccolte dai seguaci, che scompare nei tanti paradisi fiscali esistenti».
Frederic è uno dei promotori di una proposta di legge diretta a incriminare la manipolazione mentale delle persone e
l’abuso della situazione di debolezza. Quello che in Italia si chiama "plagio" ma che, come figura di reato, è stato abolito
nell’81 con l’abrogazione dell’articolo 603 del nostro Codice penale.
«Ma questa lacuna ha spinto plagianti e manipolatori a continuare impunemente nelle condotte perverse e illecite»,
denuncia l’avvocato Emanuele Nacci, costituzionalista dell’Università di Bari, membro del Gris, Gruppo cattolico di ricerca e
informazione socioreligiosa. Contro gli effetti manipolanti delle condotte settarie il giurista ha avanzato una proposta
legislativa che si basa sull’assimilabilità delle condotte plagianti alla riduzione in condizioni di schiavitù prevista dal Codice
penale all’articolo 600. Nel frattempo, per far fronte all’aumento delle vittime dei comportamenti settari, la Polizia di Stato
alla fine del 2006 ha istituito la Sas (Squadra antisètte), una task force specializzata, di 15 tra agenti di polizia, analisti,investigatori e psicologi.
In diffusione nei Paesi dell’Est
L’operazione più eclatante è stata portata a termine dalla Sas nell’ottobre del 2007, quando sono stati denunciati sei
componenti di una presunta "psicosetta" denominata Arkeon con sede a Bari e operante in tutta Italia da 10 anni. Il
leader del gruppo, che organizzava seminari a pagamento, e altre cinque persone sono stati raggiunti da avviso di
garanzia con le accuse di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione, truffa, violenza
privata e sessuale.Torniamo all’estero: nella vicina Croazia, denuncia Branka Dujmic, insegnante belga-croata fondatrice del Cisk, il primo
centro di informazione sulle sètte e culti di quel Paese, sono già stati censiti 80 gruppi settari e nel 2007 sono stati
accertati 19 suicidi legati a gruppi satanici. I Paesi dell’Est stanno rapidamente adeguandosi alle tendenze occidentali.
Dopo il collasso dell’Unione sovietica, secondo gli studiosi, in Russia sarebbero sorti 700 nuovi culti con 600-800 mila
seguaci.
Alexandr Dvorkin
Un altro movimento spirituale del tipo new age assai popolare in Russia, ma non solo, è quello di Anastasia, fondato
dall’imprenditore russo Vladimir Megre. «Gli adepti credono all’esistenza di una donna mitica con poteri soprannaturali,
che vive nella taiga e comunica attraverso il leader Megre, il quale ha già scritto nove libri su di lei. Costui, che dice d’aver
avuto due figli da Anastasia, convince i seguaci a vendere gli appartamenti e trasferirsi in villaggi con un pezzo di terra
da coltivare».
I neopentecostali sono il culto più numeroso (300 mila adepti), più organizzato e influente. Molti sono pure i Testimoni di
Geova: 147 mila. «Anche Scientology è forte», conclude Dvorkin, «ma l’opinione pubblica nei loro riguardi è già molto
cambiata. Di recente hanno aperto una nuova Org proprio accanto all’università di studi tecnologici più prestigiosa di
Mosca. Ebbene, un migliaio di studenti due mesi fa è andato a manifestare davanti alla loro sede, scandendo slogan
tipo: "Non vogliamo culti, vogliamo studiare"». Un messaggio davvero poco esoterico.
Alberto Laggia
SCIENTOLOGY, NUOVI PROBLEMI IN BELGIO
Ancora guai giudiziari per Scientology. La procura federale belga ha reso noto nei giorni scorsi che la polizia ha
perquisito e messo sotto sequestro la sede di Bruxelles dell’organizzazione, rinviando i responsabili a giudizio per falso e
truffa. La denuncia sarebbe partita dall’Ufficio regionale per l’impiego di Bruxelles. Tra un anno si dovrebbe celebrare il
processo.
Non è la prima volta che il controverso movimento americano, che annovera tra i suoi seguaci l’attore Tom Cruise, finisce
sotto la lente della magistratura e dei Governi dei Paesi dove è presente. Risale allo scorso dicembre la notizia che i
ministri degli Interni dei land tedeschi hanno dichiarato "incostituzionale" Scientology, aprendo la strada alla messa al
bando dell’organizzazione.
Finora il Governo tedesco ha permesso al movimento di essere presente come semplice organizzazione e non come
vero e proprio culto. Il ministro degli Interni federale Wolfgang Schaeuble ha affermato di «non considerare Scientology
un’organizzazione compatibile con la Costituzione».A.L.ITALIA: "PSICOSÈTTE" E GRUPPI SATANICI
Le "psicosètte"? Se le riconosci le eviti. Ma se non le conosci? «Sappiamo di corsi promossi da gruppi simili
sponsorizzati addirittura dal ministero della Salute; abbiamo una casistica enorme di professionisti, imprenditori e
persone provenienti da ceti sociali medio-alti, accalappiati e raggirati da seminari che promettono soluzioni rapide di un
problema psicologico, o il miglioramento delle capacità intellettive, o avanzamenti di carriera».
Dall’osservatorio del Telefono verde antisètte (800/22.88.66) dell’associazione Comunità papa Giovanni XXIII, voluto da
don Oreste Benzi nel 2002, si lancia l’allarme: dai 1.800 casi seguìti dal servizio emerge che il fenomeno delle sètte è
sempre più dilagante in Italia.«Banalizzarlo significa rischiare che i giovani vi restino sempre più invischiati, esagerarlo significa vedere il demonio
dappertutto», esordisce don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio. «Spesso ci troviamo di fronte a gruppi settari che
si autodefiniscono movimenti religiosi ma nulla hanno a che fare col sacro e la religione, bensì usano il linguaggio
religioso e i contesti sacrali per ottenere altri scopi, che spesso sono illeciti».
Don Buonaiuto distingue nettamente due tipi di sètte: quelle sataniche e le "psicosètte". «Queste ultime adoperano molto
la manipolazione mentale; e l’adescamento avviene spesso con vere e proprie tecniche a volte ipnotiche di
assoggettamento e manipolazioni plagianti. In genere si presentano alla gente attraverso corsi apparentemente di
immediato beneficio: "Hai un problema di salute? Frequenta il corso e in 15 giorni guarirai". Alcune sono vere e proprie
multinazionali del profitto, altre si presentano con corsi che si rivelano catastrofici negli effetti finali poiché, creando piano
piano il vuoto attorno all’adepto, portano a destrutturazione della personalità e al lavaggio del cervello».Dalle chiamate al Telefono verde emergono due costanti: chi è avvicinato da una "psicosètta" non coglie subito cosa ci
sia dietro, sebbene a volte la propaganda di questi "corsi intensivi" presenti attività davvero assurde. «Per esempio»,
continua il sacerdote, «ce n’era uno che proponeva 10 giorni di esercizi fisici, durante i quali si doveva rispondere di
continuo a domande e ripetere in forma ossessiva, litanica, frasi del tipo: "Ce la posso fare. Ce la farò". Fino all’ultima
prova, che consisteva nel passaggio su un tappeto di carboni ardenti a piedi scalzi. Costo del corso: 700 euro. Ma il
secondo sarebbe costato molto di più».
Nei gruppi satanici, invece, l’età s’abbassa di molto: «Si tratta di adolescenti coinvolti anche da un certo tipo di musica
(l’heavy satanico) con contenuti che istigano all’autolesionismo, al suicidio o addirittura
all’omicidio».A.L.http://sanpaolo.org/fc/0817fc/0817fc54.htm, docente universitario, capodipartimento di Settologia
all’Università Ortodossa di Mosca, direttore del St. Irinaeus Religion Study Center, definisce la situazione assai
preoccupante: «C’è stato un cambiamento dagli anni ’90, perché fino ad allora setta o culto significava sempre una realtà
proveniente dall’estero. Ora la metà di quelli esistenti, sono nati in Russia. E se fino a 16 anni fa, quando mi chiedevano
informazioni, dovevo chiedere ai colleghi all’estero, adesso sono loro che domandano notizie sulle sètte russe che si
espandono nel mondo. Si tratta di nuovi culti: pseudoorientali, pseudocristiani, come quello del Nuovo Cristo Vissarion,
diffusosi in Siberia, che conta sei-settemila adepti, e le "psicosètte"».
Sito ufficiale del Ce.S.A.P - Centro Studi Abusi Psicologici
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sabato 6 giugno 2009
SCENEGGIATURA - LE TAPPE DEL RECLUTAMENTO
L’ingresso in una setta avviene in genere in quattro fasi . Eccone i principali passaggi.
Il reclutamento. Consigliato da amici o conoscenti, o attratto da messaggi pubblicitari, il potenziale adepto viene invitato a partecipare a un corso per il potenziamento delle facoltà mentali o a una seduta di rilassamento o di ginnastica dolce. Durante questi incontri, i soggetti vengono bombardati da messaggi positivi (amicizia, guarigione, ecc.) e invitati a proseguire il percorso. Il guru comincia a interpretare la vita di ognuno e a evidenziarne i bisogni e i mali. La vittima viene circondata da amore e false attenzioni (love-bombing) e, se si trova in un momento di debolezza emotiva (eventi luttuosi, crisi economiche, problemi di lavoro, litigi in famiglia) è facile che cada nella trappola.
L’isolamento. Al nuovo adepto si fa credere che la causa dei suoi guai siano la famiglia e gli amici. Talvolta gli si rivela, mentendo, di essere stato violentato da piccolo. La vittima taglia progressivamente i ponti con l’esterno e mette a disposizione della setta tutti i propri averi (per pagare altri seminari o, più semplicemente, per sostenere le attività del gruppo). Il seguace perde i suoi tradizionali punti di riferimento (ufficio, casa, ecc.), comincia a odiare i genitori e delega al guru la propria volontà e le proprie scelte. La sua mente è azzerata.
L’indottrinamento. La vittima viene fatta partecipare a riti e cerimonie ed è incoraggiata all’obbedienza cieca, quasi alla schiavitù. Deve vestirsi, parlare, comportarsi come il guru impone e leggere libri di preghiere e formule ripetitive. Vengono alimentati i suoi sensi di colpa nei confronti dell’organizzazione e le viene fatto credere di essere un tassello di un grande e imperscrutabile disegno cosmico o divino.
Il mantenimento. All’adepto viene tolta ogni responsabilità (per evitare iniziative personali). È impegnato a lungo in attività fisiche ed è spesso privato del sonno. I suoi compagni di setta, opportunamente addestrati, gli ripetono giorno e notte che questa è la sua vera vita e non quella precedente. Se ha figli piccoli, la setta se ne può fare carico. Viene inoltre educato a un linguaggio criptico per evitare di essere compreso all’esterno. Ora è davvero in gabbia. Solo un evento particolare, un incontro fortuito, un libro «proibito» potrebbero riaprirgli gli occhi e consentirgli la fuga. Ma le conseguenze non sono sempre prevedibili.
di
Dossier tratto da FOCUS - Febbraio 2007
Il reclutamento. Consigliato da amici o conoscenti, o attratto da messaggi pubblicitari, il potenziale adepto viene invitato a partecipare a un corso per il potenziamento delle facoltà mentali o a una seduta di rilassamento o di ginnastica dolce. Durante questi incontri, i soggetti vengono bombardati da messaggi positivi (amicizia, guarigione, ecc.) e invitati a proseguire il percorso. Il guru comincia a interpretare la vita di ognuno e a evidenziarne i bisogni e i mali. La vittima viene circondata da amore e false attenzioni (love-bombing) e, se si trova in un momento di debolezza emotiva (eventi luttuosi, crisi economiche, problemi di lavoro, litigi in famiglia) è facile che cada nella trappola.
L’isolamento. Al nuovo adepto si fa credere che la causa dei suoi guai siano la famiglia e gli amici. Talvolta gli si rivela, mentendo, di essere stato violentato da piccolo. La vittima taglia progressivamente i ponti con l’esterno e mette a disposizione della setta tutti i propri averi (per pagare altri seminari o, più semplicemente, per sostenere le attività del gruppo). Il seguace perde i suoi tradizionali punti di riferimento (ufficio, casa, ecc.), comincia a odiare i genitori e delega al guru la propria volontà e le proprie scelte. La sua mente è azzerata.
L’indottrinamento. La vittima viene fatta partecipare a riti e cerimonie ed è incoraggiata all’obbedienza cieca, quasi alla schiavitù. Deve vestirsi, parlare, comportarsi come il guru impone e leggere libri di preghiere e formule ripetitive. Vengono alimentati i suoi sensi di colpa nei confronti dell’organizzazione e le viene fatto credere di essere un tassello di un grande e imperscrutabile disegno cosmico o divino.
Il mantenimento. All’adepto viene tolta ogni responsabilità (per evitare iniziative personali). È impegnato a lungo in attività fisiche ed è spesso privato del sonno. I suoi compagni di setta, opportunamente addestrati, gli ripetono giorno e notte che questa è la sua vera vita e non quella precedente. Se ha figli piccoli, la setta se ne può fare carico. Viene inoltre educato a un linguaggio criptico per evitare di essere compreso all’esterno. Ora è davvero in gabbia. Solo un evento particolare, un incontro fortuito, un libro «proibito» potrebbero riaprirgli gli occhi e consentirgli la fuga. Ma le conseguenze non sono sempre prevedibili.
di
Michele Scozzai
Dossier tratto da FOCUS - Febbraio 2007
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martedì 26 maggio 2009
I nuovi meeting della psico-setta il pm insiste: 'Bisogna arrestarli'
Padova, dal 25 al 27 novembre. è solo una delle date già fissate, nelle prossime settimane, per i seminari di Arkeon, il cui fondatore, il "maestro" barese Carlo Alberto Moccia e i suoi cinque collaboratori sono ora accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e ad altri reati. La psicosetta, attiva in tutta Italia, è stata scoperta dagli agenti della Digos di Bari che, su ordine del gip Vito Fanizzi giovedì mattina hanno notificato i sei avvisi di garanzia, sequestrato la sede legale dell' associazione "The sacred path" in via Amendola a Bari e oscurato i cinque siti Internet, sui quali se ne pubblicizzavano le attività. Secondo l' accusa, i sei avrebbero messo in piedi un' organizzazione che induceva le numerose vittime (circa diecimila) in stati tali di prostrazione e dipendenza psicologica da ottenere da loro qualsiasi cosa, persino di andare a chiedere l' elemosina. Boccia, raccontano le denunce, avrebbe promesso loro di guarire da malanni fisici e psicologici di ogni tipo, incluso infertilità (reale o presunta), tumori e Aids. Il gip Fanizzi, al quale il pm Francesco Bretone aveva chiesto di sottoporre i sei agli arresti domiciliari, ha ritenuto invece che il sequestro e l' oscuramento fossero necessari a bloccare l' attività fraudolenta, e che di conseguenza non vi fosse il pericolo di reiterazione del reato. Per il pm, invece, le cose non stanno così e per questo ha fatto appello contro la decisione del giudice. Il difensore di Moccia, l' avvocato Francesco Paolo Sisto, invece, attende di visionare la documentazione a carico del suo assistito e annuncia che metterà a disposizione degli inquirenti tutto quello che potrà risultare utile. La tesi sostenuta dall' accusa, relativa al pericolo che la setta faccia ancora proseliti, troverebbe conferma nell' alto numero di forum che ospitano opinioni accorate sul metodo Arkeon, inventato da Moccia ed esportato, tramite i suoi referenti (da lui promossi "maestri"), in tutta Italia. I prossimi seminari, già fissati in alberghi cittadini e per ora non annullati, sarebbero un ulteriore elemento a sostegno delle obiezioni di Bretone. I costi sostenuti per ogni seminario vanno dai 260 euro del primo livello ai dodicimila del terzo e ultimo, nel quale il nuovo adepto viene promosso "maestro". Una sorta di passaparola ufficializzato dalla setta che, a quanto pare, non si ferma con l' intervento della polizia né con le continue prese di posizione del Cesap, il Centro studi sugli abusi psicologici, che da dieci anni raccoglie le segnalazioni di chi dal metodo Arkeon è uscito a pezzi.
- MARA CHIARELLI
Repubblica — 13 ottobre 2007 pagina 7 sezione: BARI
- MARA CHIARELLI
Repubblica — 13 ottobre 2007 pagina 7 sezione: BARI
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