sabato 30 gennaio 2010

La crescita del fenomeno delle sette in Italia

Le sette crescono in Italia in maniera preoccupante. Non è facile censirle, in quanto spesso cambiano nome o agiscono nell’ombra. I bambini sono le prime vittime di questa realtà
Andrea Sartori (Insegnante)

Le più diffuse sono le psicosette, ovvero gruppi motivazionali che promettono di ampliare le potenzialità psichiche dei loro adepti. La loro diffusione è dovuta al fatto che promettono facili successi. Questo è ciò che si nasconde dietro il fenomeno delle sette, fenomeno sempre più in crescita in Italia.

Secondo il rapporto del Dipartimento di Sicurezza e le stime delle associazioni anti-setta riportate dal quotidiano torinese La Stampa, le organizzazioni settarie in Italia si sono moltiplicate non poco in questi anni: se nel 1998 le sette erano solo 152, di cui solo il 10 per cento psicosette, nel 2009 le sette sono arrivate a toccare il migliaio, delle quali il 40 per cento sono psicosette. Gli adepti sono passati da 92 mila a un milione. Nell’articolo di Elena Lisa apparso su La Stampa di Torino il 21 gennaio si parla della setta Arkeon, la quale, da sola, controllava diecimila persone cui ha sottratto, negli anni, milioni di euro. Gli undici leader di questa setta sono ora sotto processo a Bari.

Un capitolo terroficante, toccato da Elena Lisa, è quello dei bambini nel contesto delle sette. Il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, dice a tal proposito: “Non ci sono soltanto i bambini trascinati nella setta dai genitori o da qualche pedofilo travestito da guru. Ci sono anche quelli che nascono dentro la comunità. Sono più fortunati degli altri: avendo pochi contatti con il mondo esterno non devono sottoporsi a continui ‘riti di purificazione’. Ma di loro si hanno poche, debolissime tracce. Spesso non sono neppure registrati all’anagrafe”.

E’ estremamente difficile censire questo fenomeno, in quanto spesso cambiano nome, e comunque agiscono in una zona d’ombra. L’ultimo elenco semiufficiale risale al 1998, ed è un rapport del Dipartimento di Pubblica Sicurezza dal titolo “Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia”, che dava la cifra di 137 gruppi settari in Italia, dei quali 76 erano religiosi e 61 magici.

Mala tipologia di setta più diffuso non è quello a carattere satanico (che però ha conosciuto un preoccupante incremento) né quello a sfondo New Age. La tipologia più diffusa è quella della psicosetta. Come spiega Maurizio Alessandrini, presidente dell’associazione familiari delle vittome Favis, al quotidiano La Stampa tali psicosette sarebbero “gruppi ‘motivazionali’ che agganciano i più giovani e promettono risultati sorprendenti a scuola, nello sport, con gli amici”. Negli ultimi anni le psicosette si sarrerebbero “moltiplicate a dismisura entrando anche nelle scuole”.

Perché tutto questo? Si sa, quando muore la religione fiorisce la superstizione. Come diceva Gilbert Keith Chesterton: “Non è vero che chi non crede in Dio non crede in niente, perché è disposto a credere in tutto”. Basti vedere i Greci e iRomani del Basso Impero, che deridevano i cristiani per l aloro “stramba” fede nella Resurrezione (cfr. la reazione degli ateniesi al discorso di San Paolo all’Areopago) ma superstiziosi fino al ridicolo e anch’essi pronti a gettarsi in ogni tipo di setta (Mitra, Iside, culti misterici…).

Il benessere ha portato alla perdita della Fede. La perdita della Fede, alimentata ad arte da un certo anticristianesimo endemico, ha fatto sì che molti si gettassero tra le braccia di questi manipolatori di menti.

Ma c’è anche un’altra ragione per cui proliferano questi orrori. Ancora lo spiega Alessandrini: “L’Italia è uno dei pochi Paesiin Europa dove non c’è una legge ad hoc è nemmeno è punito il reato di ‘manipolazione mentale”.

Questo è evidente in un ambito non strettamente collegato alle sette. Quello dei maghi imbroglioni che spesso succhiano letteralmente il sangue a gente disperata. Bsta solfeggiare col telecomandosu canali privati per accorgersi della loro presenza. Ci sarebbe, come strumento contro questo pericoloso dilagare di ciarlatani e falsi guru opportunisti, il reato di “abuso di credulità popolare”.

Ma questa sarebbe solo la punta dell’iceberg. Il vero problema è la mancanza di punti fermi nella società contemporanea. Sulle macerie dei valori dei quali si è voluto far strame,si è creata solo insicurezza e infelicità. Che le menti più deboli cercano di riempire aderendo a queste pericolosissime realtà in crescita. Il risultato sono minacce, schiavitù, lavaggio del cervello.

venerdì 22 gennaio 2010

I bambini fantasma delle sette d’Italia

Trascinati dai genitori o vittime di «guru» pedofili

Al centro una «figura carismatica». Attorno una casta di «eletti». Più in basso, gli «adepti»: uomini, donne. E i loro figli, anche piccoli: «bambini fantasma» dei quali si sa pochissimo, vittime indifese di violenze psicologiche e fisiche in nome di una pseudo-religione o di «credo» mascherati.

«In Italia succede sempre più spesso», è la drammatica denuncia di Telefono Azzurro. Ma quanti sono i bambini coinvolti? Non esistono cifre ufficiali, ma è ragionevole ipotizzare una stima di diverse centinaia, visto che il numero complessivo di «adepti» italiani, secondo le associazioni che riuniscono i parenti delle vittime, supera abbondantemente il milione. Una sola setta, la «Arkeon», controllava diecimila persone cui ha sottratto negli anni milioni di euro: contro i suoi undici leader è in corso un processo a Bari in cui per la prima volta è stata riconosciuta l’accusa di «associazione a delinquere». E tra i numerosi capi di imputazione, compare anche il «maltrattamento di minori».

Dice Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro: «Non ci sono soltanto i bambini trascinati nella setta dai genitori o da qualche pedofilo travestito da guru. Ci sono anche quelli che nascono dentro la comunità. Sono più fortunati degli altri: avendo avuto pochi contatti con il mondo esterno non devono sottoporsi a continui “riti di purificazione”. Ma di loro si hanno poche, debolissime tracce. Spesso non sono neppure registrati all’anagrafe».

Il quadro che emerge dai racconti dei seguaci in fuga e dalle denunce raccolte da polizia e carabinieri è terribile. Figli piccolissimi «regalati» dai genitori al capo-setta o a tutta la comunità. Confessioni «aperte» sulle pratiche sessuali, alle quali i bambini sono costretti ad assistere. Violenze quando vengono sorpresi a disubbidire - dove disubbidire significa anche solo parlare con la mamma - scariche elettriche, ustioni, droghe e psicofarmaci. Per «purificare lo spirito» è proibito piangere: i piccoli che lo fanno sono chiusi in stanze buie, minacciati o costretti al digiuno, umiliati «pubblicamente, davanti ai coetanei, per imprigionarli nell’insicurezza e tenerli legati.

«Riceviamo decine di segnalazioni ogni giorno - spiega Lorita Tinelli, presidente del Cesap, il Centro studi sugli abusi psicologici - e non è un azzardo ritenere che le sette “abusanti” in Italia siano circa un migliaio. Censirle non è facile: agiscono nell’ombra, e una volta scoperte si ricostituiscono in breve tempo sotto un altro nome».

L’ultimo elenco «ufficiale» delle congregazioni in Italia è vecchissimo, addirittura del ‘98. A produrlo il Dipartimento di Pubblica Sicurezza in un rapporto dal titolo «Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia» che calcolava 137 gruppi settari: 76 religiosi e 61 magici. Già allora le più diffuse erano le psicosette. «Gruppi “motivaziona- li” che agganciano i più giovani e promettono risultati sorprendenti a scuola, nello sport, con gli amici - spiega Maurizio Alessandrini, presidente della Favis, l’associazione dei familiari delle vittime -. Negli ultimi anni le psicosette si sono moltiplicate a dismisura entrando anche nelle scuole. Del resto, l’Italia è tra i pochi Paesi in Europa dove non c’è una legge ad hoc e nemmeno è punito il reato di “manipola- zione mentale per fini illeciti”».

Di un fenomeno che dilaga si occupano associazioni laiche e religiose: «Riceviamo spesso chiamate da coniugi che si stanno separando - dice Don Aldo Buonaiuto, della comunità Papa Giovanni XXIII -. Non riescono più a vedere i figli e sospettano che siano finiti in una qualche comunità strana insieme all’altro genitore».

Le forze di polizia, che hanno formato squadre antisette con psichiatri e psicologi, confermano l’allarme. «Ho incontrato molti ragazzini irretiti da figure carismatiche, trascinati nelle sette all’insaputa della famiglia - dice Giorgio Manzi, comandante del reparto analisi criminologiche dei Carabinieri -. I genitori devono vigilare, cogliere ogni sfumatura di cambiamento nei figli. Il rischio, se non lo si fa, è perderli per sempre».
ELENA LISA

mercoledì 20 gennaio 2010

A Bari oggi in tribunale...



Oggi inizia la prima udienza del procedimento penale nei confronti di 11 membri della psicosetta Arkeon, già da tempo nota alle forze dell'ordine.

I reati contestati agli indagati sono: associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, violenza privata, abuso della professione medica, psicologica e psicoterapica, molestie ai minori e calunnia.

Il procedimento penale vede coinvolte diverse parti lese e parti civili provenienti da varie parti d'Italia e si terrà presso il Tribunale Ordinario di Bari, alla via Via Nazariantz 1, primo piano.

domenica 17 gennaio 2010

"Le psicosette" di Maurizio Antonello - I movimenti del potenziale umano (VII)

GLI EFFETTI SULLA FAMIGLIA



La più colpita è sicuramente la famiglia. L'idea di una vita piena, senza tabù, limiti, doveri ed obblighi non può che essere attraente per tanti. Come avvieneper tutte le sètte, se entrambi i coniugi non si trovano a far parte dello stesso gruppo, con buona probabilità la famiglia si spezza.

Se un coniuge entra in una sètta, apporta unidirezionalmente dei cambiamenti che, di fatto, impone all'altro: orari, amicizie, ritmi, abitudini, educazione dei figli, interessi...
Spesso il coniuge adepto rimprovera all'altro di non accettarlo per quello che è, di non riuscire a capire quello che è diventato. L'altro diventa progressivamente un ostacolo, un estraneo o, al limite, un possibile amico.
Ciò avviene perchè il soggetto viene messo al centro del mondo, è importante per se stesso ed ha come fine la sua autorealizzazione. Non hanno importanza gli altri, le loro esigenze, i loro bisogni: essi possono essere tutt'al più uno strumento al servizio del proprio sviluppo personale, visto che si tratta sempre di un lavoro individuale di ricerca, di autopurifìcazione e di autorealizzazione.
Il soggetto è chiamato, immediatamente,a «nuova vita»: si manifesta imperante il bisogno di fare nuove e diverse esperienze, di viaggiare, di conoscere gente e posti nuovi, di avere anche altri affetti; di contro, diventa opprimente la routine casalinga, l'attività monotona del proprio lavoro. I familiari e gli amici diventano «le solite facce» che fanno «i soliti discorsi».
Di qui, il ritagliarsi sempre nuovi spazi e tempi personali che diventano sempre più consistenti, immancabilmente tolti alla famiglia.
Libero come pare sentirsi, il soggetto non ritiene di informare l'altro nè dei suoi orari, nè delle sue nuove amicizie nel gruppo, ne di quello che all'interno di esso avviene, ne delle spese che la sua frequentazione comporta, anzi, si indispettisce se gli viene chiesto qualcosa in merito, considerandolo come un attentato alla sua libertà. Alla fine, la separazione viene vista come l'unica soluzione possibile.

sabato 16 gennaio 2010

Reiki e Arkeon

Ho trovato in rete questo articolo critico su cos'è il reiki e su cosa faceva arkeon usando anche ..le tecniche del reiki


"In giapponese REIKI significa “energia divina” o “energia cosmica”e dovrebbe permettere di attivare la forza di vita universale.
Il sistema di energia REIKI si basa su otto simboli cosmici o universali che dovrebbero attivare l’energia-luce della vita globale.
Nel REIKI esistono 3 gradi :il primo dovrebbe permettere di agire solo sul corpo,il secondo su fenomeni mentali,e il terzo che è quello del maestro sui processi dell’anima.
Il REIKI negli ultimi anni ha avuto una larga diffusione in Europa ed in particolare nei Paesi dell’Est e in Italia.
Ognuno è libero di partecipare ai corsi che abilitano alla guarigione su se stessi e su gli altri e questo è pericoloso perché in molti casi, i cosiddetti MAESTRI, lo vogliono sostituire alla medicina con effetti a volte disastrosi.

Molti maestri di REIKI,in particolare quelli fatti di corsa qui in Italia, sono addirittura convinti che l’energia che invocano sia quella dello Spirito Santo ed affermano,non credo in buona fede,che l’energia luminosa è così benefica che può venire solo da Dio. L’inganno è nel pensare che se una cosa ti piace deve necessariamente fare bene.

Il VERO REIKI ha innegabilmente virtù benefiche ,ma………….da anni stanno sorgendo in Italia una miriade di sette e settucole che aggiungono al loro nome il nome Reiki,e che tutto fanno tranne praticare il vero Reiki ma lo usano per attirare le persone che poi si trovano intrappolate senza via d’uscita.

Basta andare su internet e digitare REIKI e si trovano moltissimi siti che dicono di praticare il vero Reiki ma che praticano tutt’altro.

Il caso più eclatante in Italia è quello della setta di ARKEON,fondata da un Signore certo Vito Carlo Moccia,che con la scusa del Reiki appunto,per 10 anni ha attirato nel gruppo Arkeon migliaia di persone che alle riunioni tutto facevano tranne praticare il Reiki,bensì riti strani con candele, pratiche a sfondo sessuale ecc.ecc.

Ora dopo anni di indagini Arkeon è stato chiuso dalla Polizia di Stato, il suo fondatore e tutti i cosidetti “maestri” sono stati rinviati a giudizio presso il tribunale di Bari.
Il processo che avrà inizio il 20 gennaio 2010 vede come parte civile un gran numero di fuoriusciti che hanno raccontato quello che succedeva durante le riunioni,quanti soldi sborsavano e non ultimo quante famiglie sono state rovinate. Uno dei capi d’accusa nel processo è appunto l’abuso sessuale.


Come questo esempio che io vi ho portato possiamo trovarne nel vasto panorama settario italiano decine,se non di più,sono tutti gruppi di falsi maestri che seguendo un fondatore che generalmente ha come unico scopo quello di riempirsi le tasche, intrappolano persone ed intere famiglie ignare e convinte di fare del VERO REIKI ,e questi gruppi vi accorgerete che spesso cambiano nome e indirizzo quando le forze dell’ordine si mettono sulle loro tracce.

Dato che negli ultimi due mesi dono stata contattata da molte persone che sono finite in questi gruppi, ho pensato che fosse bene avvisare chi mi legge,che se volete veramente accostarvi al Reiki che può essere una disciplina benefica se fatta da veri esperti, dovete stare attenti e rivolgervi ad uno dei CENTRI autorizzati a praticarlo,intendo quelli che hanno da anni lo stesso indirizzo e hanno delle licenze valide.

Dovete diffidare da tutti quei figuri che cercano di attrarvi dicendo che loro soli fanno questa pratica e che poi alla prima riunione vi chiedono soldi e praticano strani riti che nulla hanno a che fare con la disciplina alla quale pensavate di accostarvi.

Il mondo è pieno di questi ciarlatani che si inventano di tutto pur di fare soldi alle spalle di persone che molte volte si rivolgono a loro sperando in benefici che credetemi solo la medicina o in bravo psicologo possono dare."

martedì 12 gennaio 2010

"Le psicosette" di Maurizio Antonello - I movimenti del potenziale umano (VI)

GLI EFFETTI SULL'INDIVIDUO

L'esperienza professionale ci indica che tali tecniche sono da considerarsi proibitive per tutti i casi di psicosi e per gli stati limite, ma che sono pericolose anche per molte forme di nevrosi, le cui cause, slatentizzate, non vengono affatto affrontate e rielaborate, ma solo fatte emergere.

Inoltre, gli effetti che si riscontrano nella maggior parte delle persone che vi partecipano sono strettamente correlati all'ideologia portata avanti dal gruppo: nei giorni successivi al corso si nota un aumento, spropositato, della propria fiducia e autostima; inoltre possono emergere cospicui elementi narcisistici ed egocentristi. Il soggetto, ormai al centro del (suo) mondo, crede di essere il creatore del proprio destino (grazie a questo suo Io fatto crescere a dismisura) connotando, con atteggiamenti di onnipotenza e di invincibilità, ogni sua azione. Il Sè ideale, pertanto, viene sempre più assimilato al Sè percepito ed effettivo, nella versione dell'attualizzazione


II soggetto sembra perdere la misura delle proprie reali possibilità, dimenticando i limiti - anche costituzionali - che caratterizzano la condizione di ogni individuo. A mano a mano che procede con i corsi, egli crederà di possedere ed ampliare qualità o doti sovrannaturali (preveggenza, telepatia,...), confermando così, tra sè, la concezione superomistica insita nella filosofia di questi gruppi.

Tutto questo non farà altro che aumentare il divario esistente tra il soggetto ed i suoi familiari ed amici.

Quando invece il Sè ideale è una meta da raggiungere (nella versione della perfezione), egli sarà teso spasmodicamente ad esso, mal accettando le proprie debolezze e difetti; in altre parole, sarà in perenne conflitto con se stesso.

All'ipertrofia dell'Io corrisponde sempre un abbassamento della soglia dì frustrazione: il soggetto sarà paradossalmente meno capace di sopportare le normali difficoltà e contrattempi.Diventerà pertanto un soggetto a rischio, in quanto il non superamento di un problema ne minerà l'immagine di sè, creando inevitabili quanto devastanti sensi di colpa.

Una costante nel comportamento sembra essere la deresponsabilizzazione. Prima di ogni altra cosa viene il proprio sviluppo personale, la propria autorealizzazione. Ogni cosa che in qualche modo lo limiti viene vissuta come un ostacolo, sia esso il avoro, la famiglia, gli affetti.Vengono meno così anche i doveri verso le persone amate, in quanto la prima persona da amare è la propria.
Serpeggiando in questi gruppi le credenze nella reincarnazione e nel karma (destino), diventa d'obbligo un atteggiamento fatalista e rinunciatario.

Molto spesso queste tecniche alterano in vari modi la sfera del sentimento e degli affetti, rattrappendola ovvero amplificandola smisuratamente.

Riguardo al primo aspetto, ci sia permesso di riportare quanto il Giudice Istruttore, d.ssa Guicla Mulliri, ha emblematicamente scritto in proposito su [omissis]:

«II ricorrente cambiamento registrato dai congiunti delle persone entrate in contatto con l'associazione [omissis] viene di solito riferito a vari aspetti (sopraggiunto disinteresse per i soldi, abbandono del lavoro o degli studi precedenti, impiego di tutte le disponibilità per pagarsi i servizi forniti dall'associazione) ma ciò che ricorre, più assoluta di tutti, è la segnalazione da, parte dei familiari di un inaridimento affettivo del parente che viene riscontrato in diversi modi ma, da tutti, con costante, doloroso stupore. E, in effetti, sentendo ciò che viene riferito non si può mancare di osservare che in tali persone deve essere quantomeno sopraggiunta una allarmante inversione di valori perchè, di fronte all'interesse per [omissis] sembra che tutto passi in secondo piano, i figli, il coniuge, i genitori, gravi malattie dei familiari, il loro dolore» (12).

Altri gruppi invece danno grande importanza al sentimento o meglio alla sentimentalità, cioè inducono a un atteggiamento di disponibilità a provare sentimenti, spesso positivi, quali amore, comprensione, affetto. Molti altri privilegiano invece il «sentire»: la sensazione, l'emotività in tutte le sue espressioni, lo spontaneismo. In questo caso sono rese legittime anche le espressioni di sentimenti negativi, quali l'odio, l'antipatia, l'avversione, il risentimento.

Grazie alla convinzione che l'espressionedi tali sentimenti negativi possa neutralizzarne gli effetti distruttivi, alcuni gruppi organizzano vere e proprie «session» con questi scopi (si pensi agli Encounter negli Arancioni).
II liberare tali espressioni è giustificato sia dalla necessità di avere consapevolezza dei propri sentimenti, positivi o negativi che siano, sia dall'esigenza di essere se stessi, senza tanti condizionamenti, come lo sono i bambini. Di qui l'invito ad imitarli, ovvero a riscoprire il «bambino che è in noi». Ancora una volta vengono privilegiate l'istintualità e lo spontaneismo rispetto ad atteggiamenti più adulti, quali la ponderatezza e la riflessività.

Come accennato, viene data molta importanza al sentire. Il soggetto, nell'impegno di essere in armonia col circostante, si sforza di recepire, nell'ambiente che gli sta intorno, le sensazioni e le emozioni che esso gli da. Ma anche queste sono oggetto del «processo di coscientizzazione». Ciò comporta un notevole lavoro di autoascolto e di successiva elaborazione. In tanti casi ciò ha significato quasi una paralisi della normale attività del soggetto, troppo occupato ad auscultarsi interiormente per rendere cosciente ogni sua, pur impercettibile, emozione.
A questo proposito, in tanti gruppi è raccomandata la stesura dell' Autoanalisi, cioè la scrittura quotidiana di fatti e accadimenti, a metà strada tra il diario intimo e la confessione scritta. La consegna è quella di descrivere le emozioni e le sensazioni provate durante la giornata, gli stati d'animo, i fatti strani o vissuti come importanti, gli eventi. A volte viene richiesto di fare il «diario onirico», dove il soggetto riporta i suoi sogni.
Gli scopi di queste attività sono due: il primo è ancora l'avere perfetta coscienza di quello che si trova fuori e dentro di sè, dei fatti esterni - spesso vissuti magicamente come «segno» -come di quelli interni (sentimenti, emozioni, paure, ecc.). Il secondo scopo è quello di cercare una spiegazione, visto che «nulla succede a caso».

(12) Ufficio Istruzione del Tribunale di Milano, «Ordinanza di Rinvio a Giudizio contro Segalla + 136», p. 534.

-continua-

sabato 9 gennaio 2010

Arkeon: confermato il rinvio a giudizio dell’undicesimo indagato

Si complica la posizione per la pisco-setta Arkeon…

Nella giornata di ieri il GUP, Dr. Marco Guida della Procura di Bari, nei confronti dell’unidicesimo indagato del gruppo Arkeon, il sig. F.F. di Latina si espresso favorevole al rinvio a giudizio per i reati contestati.

La posizione di F.F. era stata stralciata durante l’udienza preliminare del 19 settembre per un difetto di notifica.

Il GUP, ascoltate le accuse, le parti civili e la difesa, si è espresso per un rinvio a giudizio per i reati contestati quali: associazione a associazione a delinquere, truffa, abuso della professione, maltrattamento di minori, violenza privata, calunnia.

www.mondoraro.org

"Le psicosette" di Maurizio Antonello - I movimenti del potenziale umano (V)

Considerazioni di carattere generale e controindicazioni

Le tecniche e gli esercizi applicati durante il corso, tutte centrate sul Sè, finiscono indubbiamente per caratterizzare meglio l'individualità nella sua unicità e specificità e aumentare la fiducia in se stessi e quindi l'autostima, l'ottimismo, favorendo il miglior uso delle proprie doti e qualità.

In un'epoca in cui i rapporti sociali sono spesso solo formali, insinceri e strumentali, in cui la persona è solo unarotella - numerata - del Grande Ingranaggio che tutto macina/frantuma/dissolve, occorre che essa riaffermi la propria unicità, che ami, sia importante per qualcuno e per se stessa, e diventi un cosciente granello di sabbia che inceppi questo perverso meccanismo.

Ciascuno quindi sente, nel proprio intimo, l'esigenza diuscire dall'anonimato in cui è stato relegato, intrattenga rapporti sociali significativi, così come la sua vera natura richiede. In questo caso le sètte religiose, paradossalmente, assolvono esattamente a questo compito, diremmo quasi che sono funzionali, anche per questo aspetto, alla nostra attuale organizzazione sociale, obiettivamente disumanizzante, svolgendo un'indubbia funzione compensativa.

I gruppi del potenziale umano,oltre ad avere tutte le prerogative ed i pregi del piccolo gruppo, offrono delle reali motivazioni e dei tangibili significati, seppur orizzontali all'esistenza piena delle singole persone.

Inoltre, esperienze «forti» possono scuotere un particolare tipo di persone poco avvezze ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità nei riguardi di se stesse, della propria famiglia e della società in generale.

Non bisogna però sottacere le controindicazioni esistenti, avvertendo le persone sul possibili rischi che la frequentazione di questi gruppi ed di questi corsi comporta.

Generalmente le tecniche usate sono mutuate dalla psicoterapia, dallo yoga e dal training autogeno; esse sono però applicate in modo spurio e disordinato.
I possibili effetti e controeffetti prodotti da queste tecniche «mescolate» sono ancora ignoti, stante anche la carenza di dati statistici esaustivi e dì studi scientifici di vario genere effettuati sia su queste sia sul loro risultato.
Inoltre, tali tecniche sono spesso applicate in modo selvaggio, senza controllo alcuno, da persone che quasi mai hanno competenza in materia. Durante il corso non ci sono supervisori, ne i conduttori dei corsi se ne avvalgono. Al massimo si notano, come aiutanti, persone qualsiasi che hanno il solo merito di essere delle «veterane» di simili esperienze. Non deve far meraviglia quindi se, in qualche caso, questi «conduttori» perdono il controllo della situazione e che per molte persone ciò si riveli disastroso.
Le tecniche vengono applicate per se stesse e per gli effetti che possono produrre, sradicate dal contesto teorico che le giustifica. Ciò fa sì che spesso le variazioni che si introducono (leggi: sperimentazioni) si facciano direttamente sui corsisti, paganti e ignari.
Esse inoltre vengono applicate indistintamente ed in modo standardizzato su gruppi numerosi di persone (anche un centinaio): non ci sono spazi per le problematiche individuali, per le singole variabili. Il risultato poi, che gli organizzatori si promettono di raggiungere, deve essere ottenuto in un tempo brevissimo, tanto quanto dura il corso: non c'è quindi nessun rispetto per i tempi e le modalità specifiche del soggetto.
Molte di queste tecniche sono insegnate per essere usate dal soggetto solo quando questi lo ritiene opportuno, ad esempio per affrontare e risolvere una difficoltà, oppure semplicemente per rilassarsi, distendersi, soprattutto per superare momenti di particolare tensione. Per far ciò è sempre necessario che egli «entri nei livelli». Cosi afferma un manuale di un noto gruppo di sviluppo personale:

«Quando si è ben svegli, occupati in attività quotidiane quali il lavoro o i rapporti sociali, si è a «livello Beta»; quello della coscienza esteriore, secondo la terminologia del Mind Control. Quando si sonnecchia, o si sogna ad occhi aperti, o ci si sta per addormentare, ma ancora non si dorme, in questi casi si è in Alfa. Con i termini del Mind Control (comuni a molti gruppi di S.P., N.d.A.) si è a livello di «coscienza interiore». Quando si dorme si è in Alfa, Theta o Delta (...). Chi conosce il Mind Control sa entrare a livello Alfa a suo piacimento, pur restando pienamente cosciente» (11).

Si tratta di un particolare stato di coscienza, tipico della condizione pre-ipnotica, in cui il soggetto non è mai completamente presente a se stesso, e si ottiene attraverso la combinazione di tecniche di rilassamento con quelle di visualizzazione.

Purtroppo molti divengono dipendenti da questa tecnica-rifugio che permette loro di estraniarsi dalla realtà circostante o limitare il suo «essere in essa». Molte volte è capitato che «l'entrare ai livelli» è diventato così automatico da scattare automaticamente alla minima frustrazione o difficoltà. Il terzo gradino, in discesa, si raggiunge quando il soggetto non riesce più a comandare la tecnica, tanto che il divario tra realtà presente e realtà immaginata o presunta diventa sempre più sottile sfociando, in qualche circostanza, in forme psicotiche di tipo dissociativo.

(11) Da J.Silva-F. Miele, II metodo Silva Mind Control, ed. Omega, 1992, p. 23.

- continua -

martedì 22 dicembre 2009

sabato 19 dicembre 2009

"Le psicosette" di Maurizio Antonello - I movimenti del potenziale umano (IV)

ALTRE COMPONENTI

Come accennato, riteniamo che molti gruppi di Sviluppo Personale abbiano tratto materiale per i loro corsi anche da:
1. Le Scuole di successo. Si tratta di scuole private per dirigenti d'azienda e managers, sorte in America nel secondo dopoguerra. Si citano: l'Istituto Dale Carnegie, l'A.M.A. - American Management Association -, la Scuola Power, o i più recenti IstitutoStone e la Humaneering. In esse si insegnano a vincere la timidezza nel parlare in pubblico, a saper esporre un progetto o un'idea, a vendere un prodotto, a controllare l'ansia e cosi via.

Il rapporto tra gli attuali gruppi di S.P., le «scuole di successo» e i naturali committenti (le aziende) sussiste a tutt'oggi. Sempre citando Ìi Vernette:

«II NEW AGE è già penetrato nel mondo degli affari in quanto propone delle metodiche di sviluppo del potenziale umano: alcuni dirigenti di grandi multinazionali si sono vivamente interessati all'impiego di queste tecniche - dallo yoga all'occultismo - per la formazione dei propri quadri a una migliore competitività sui mercati mondiali. Si stanno organizzando seminari di arti marziali, di zen, o meglio di sciamanismo o di vudù in modo da «ridare energia» e «sovradimensionare» gli uomini d'affari in modo tale da aumentarne l'efficienza» (9).

2. Alcune particolari discipline sportive. Tra le tecniche individuate da J. Vernette, trovano posto anche le «discipline terapeutiche del corpo, dalle più sofisticate come il Tai-Chi-Chuan, l'Aikido, l'Hata Yoga, le arti marziali, alle più comuni come le attività fisiche che suscitano il senso inebriante di un «più essere»; alpinismo, atletica, navigazione solitària» (10).

Di nostro aggiungiamo le nuovissime discipline New-Age, come le scuole di sopravvivenza. Alcuni gruppi, come ad esempio l'Associazione L.D.P., di cui poi parleremo diffusamente, pare stiano orientando i nuovi corsi verso questo tipo di cimento.

-continua-

(9) J. Vernette, Il New Age, cit., p. 6
(10) J. Vernette, Il New Age, cit., p. 22.

sabato 12 dicembre 2009

"Le Psicosette" di Maurizio Antonello - I movimenti del potenziale umano (III)

LE COMPONENTI RELIGIOSE ED IL CARATTERE SETTARIO

Come la psicologia, anche la religione si occupa delle dimensioni soggettive della vita. Inoltre, come il funzionamento della psiche è simile per tutti gli uomini, così la religione ha in sè valori condivisi universalmente.

I concetti generali della prima ed i valori universali della seconda, sono ampiamente usati dai gruppi del potenziale umano.
Considerando la religione in senso largo, alcuni reputano questi gruppi come nuove forme di religiosità. Altri ritengono invece trattarsi di forme sociopatologiche costituenti un grave i pericolo per la comunità.

Le credenze a cui questi gruppi si richiamano non costituiscono un ben preciso apparato dottrinale o teologico: si nota una vaga credenza nell'esistenza di un Essere Superiore o Intelligenza Suprema, di un' Aldilà, di un «corpo sottile», il corpo eterico, che contiene il corpo materiale ma è da questo appesantito e limitato. Non è rara la credenza nella reincarnazione. Questa struttura dottrinale a larghe maglie unitamente a un forte senso di tolleranza verso tali questioni, fa sì che il gruppo lasci molto spazio alle convinzioni di ciascuno.

I gruppi di Sviluppo Personale hanno in sè molti degli elementi che, secondo Bryan Wilson caratterizzano i Nuovi Movimenti Religiosi:

«provenienza esotica; nuovo stile di vita culturale; un grado di impegno decisamente diverso da quello oggi presente nel cristianesimo tradizionale; guida carismatica; un seguito prevalentemente giovane e proveniente in misura sproporzionata dai settori meglio istruiti e borghesi della società; grande diffusione; gestione internazionale; e comparsa nell'ultimo decennio e mezzo» (7).

Anche i gruppi di S.P. non differiscono, strutturalmente e psicologicamente da qualsiasi altro gruppo chiuso: una precisa gerarchia e definizione dei ruoli, una notevole coesività tra i mèmbri, l'uso di un gergo o di una terminologia particolare, l'esistenza di segni distintivi o caratteristici; in alcuni, addirittura, è presente una forma di ritualismo.
Abbiamo già accennato alla presenza del pensiero magico come una delle caratteristiche di tutti questi gruppi. Non è un caso che, ad esempio, nel testo di Dinamica Mentale sia dedicato un intero capitolo alla «Dimensione magica» (8). Ogni accadimento è considerato causale, pertanto inteso come «segno», da interpretarsicome avvertimento, pericolo, minaccia, conferma. ..
Inoltre, molti gruppi ad attività terapeutica si sono formati, col tempo, in gruppi religiosi, come la sètta giapponese Mahikari o quella francese IVI (Invitation à la Vie Intense). E poi a tutti noto come [omissis] equivochi molto sul fatto di essere un gruppo religioso. Tutto ciò risulta quanto mai comprensibile, se si pensa al principio fondamentale di questi gruppi che è quello di intervenire sull'anima o sullo spirito (o sulla mente) per guarire il corpo.


Maurizio Antonello

- continua-

(7) Da Bryan R, Wilson, Thè Social Impaci of New Religioni Movements, Rose of Sharon Press, New York 1981.
(8) M. Bonazzola, Dinamica Mentale, cit., pp. 13-21.

domenica 6 dicembre 2009

"Le Psicosette" di Maurizio Antonello - I movimenti del potenziale umano (II)

LE COMPONENTI PSICOLOGICHE

II contributo dato dalla psicologia a questi gruppi del potenziale umano è enorme, soprattutto quello della psicologia umanista o dell'autorealizzazione. Ci sembra importante riportare quanto Alessandro Manenti ha scritto nella prefazione all'edizione italiana del libro di Paul Vitz Psicologia e culto di sè, soprattutto perchè propone un primo criterio di distinzione tra questi gruppi:

«La psicologia umanista più che una particolare scuola è una mentalità e un atteggiamento di vita. Difficile quindi identificare con esattezza i suoi autori e il suo statuto epistemologico. Tuttavia si può trovare il tema comune: la rivalutazione della positività della natura umana e dei grandi traguardi riservati al potenziale umano (...).

All'interno di questo modello si possono distinguere due versioni. Nella versione dell'attualizzazione, questa forza di base è la tendenza ad esprimere sempre meglio le capacità e potenzialità che già l'individuo possiede. Rientrano qui: Cari Rogers, Kurt Goldstein e Abraham Maslow. Nella versione della, perfezione, la forza è piuttosto la tendenza a lottare e combattere per dare corpo a ciò che può rendere la vita completa, armonica, eccellente, forse anche compensando le carenze di partenza. Rientrano qui: Alfred Adier, Robert R. White, Gordon Allport, Erich Fromm e la psicologia esistenziale (ad es. Rollo May). La versione dell'attualizzazione è umanista, quella della perfezione è idealista. Nella prima la persona deve diventare ciò che già è, nella seconda, persegue dei significati che inventa (...)».

Commentando poi la tesi del libro, così continua:

«...la psicologia umanista incoraggia il culto dell'uomo per se stesso, il proprio io o (...) il proprio sè (dall'inglese Self). E una psicologia «selfista», dove il sè e le sue esperienze sono il valore sommo e l'oggetto delle sue devozioni ultime: elementi che costituiscono per definizione le caratteristiche del culto religioso. Questa psicologia è diventata una nuova religione, con i suoi profeti ed i suoi nuovi riti» (5).

Per un accurato esame del rapporto tra nuove religioni e psicologia, si rimanda all'intervento di Eugenio Fizzotti: Nuova religiosità e «bisogni» psicologici, in «Sètte e Religioni», a., n.2, aprile-giugno 1991.

Eileen Barker propone un breve elenco dei contributi dati dalle varie scuole psicologiche ai gruppi di S.P.:

«Tra i metodi e le tecniche più note si possono citare la Bioenergetica di Alexander Lowen, la Biosintesi di David Boadella, il Co-counselling di Harvey Jackin; i gruppi Encounter; la Gestalt Therapy di Fritz Perls; i gruppi di fantasia guidata; la psicologia umanistica; il Loving Relationship Training (LRT) di Sondra Ray; la Primal Therapy di Artur Janov; le varie forme di psicodramma; Rebirthing; la Psicosintesi di Roberto Assaggioli; e l'Analisi Transazionale di Eric Berne» (6).

A tutto questo vanno ad aggiungersi le varie tecniche di rilassamento e di concentrazione: ad esempio il training autogeno di J. H. Schultz, il rilassamento a induzioni ripetute di Michel Sapir, oltre che alcune tecniche yogiche di meditazione e concentrazione, scorporate però dal supporto religioso che le sostanzia.


(5) In P. Vitz, Psicologia e culto di sè, ed. Dehoniane, Bologna 1987, pp. 6-8.
(6) Da E. Barker, I nuovi movimenti religiosi, ed. Mondadori, 1992, p. 288.

-continua-

domenica 29 novembre 2009

"Le Psicosette" di Maurizio Antonello - I movimenti del potenziale umano (I)

Premessa
Un aspetto ancora poco conosciuto, ma non secondario del New Age, è la nascita ed il proliferare dei gruppi di Sviluppo Personale (abbreviato in S.P,), di cui la massima espressione in Italia è [omissis]. Non deve far meraviglia il fatto che questa nuova filosofia di vita, così come può essere intesa quella del New Age, dopo essere stata tradotta in una multiforme psicoterapia centrata sul Sè, sia stata anticipata, ed ora gestita ed applicata, dai cosiddetti gruppi del potenziale umano, ovvero di sviluppo personale.
E non poteva essere diversamente dal momento che le sètte in genere, storicamente, oltre a portare in seno al sociale cambiamenti o proporre riformismi sono, proprio per la loro ricettività, sensibili al nuovo, al diverso, pronti a prevedere istintualmente ogni mutamento, forse a provocarlo, per poi interpretarlo e viverlo secondo i propri schemi e valori di riferimento.
Salvo che per la suaccennata [omissis], che rappresenta sotto molti aspetti un'eccezione sia per i metodi sia per l'organizzazione, si sa poco di questi gruppi per obiettive difficoltà: esiste pochissima bibliografia ed emerografia disponibile in Italiano, ne questi gruppi sono propensi a produrre e divulgare documentazione a riguardo. I partecipanti inoltre sono tenuti al segreto su quello che avviene nei corsi e, peril momento, non possiamo contare su sufficienti testimonianze.
Comunque, a parte qualche dèpliant illustrativo, fornitoin modo mirato solo a chi sta per accedere a un corso, la documentazione consiste in lettere-circolari o anche pubblicazioni (libri e riviste), tutte a uso esclusivamente interno.

Questi gruppi, però, studiano o consigliano la lettura di opere già in commercio e facilmente reperibili: nonè raro trovare nella biblioteca di questi adepti i libri di Lobsang Rampa, Richard Bach, Og Mandino, Leo Buscaglia, S. MacLaine, oltre che tutta la letteratura teosofica e quella della nuova psicologia (psicosintesi, psicocibernetica, ecc.). Riguardo alla definizione/ collocazione, ci sembra alquanto appropriata quella data da Massimo Introvigne:
«si possono ricomprendere nel movimento del potenziale umano (...) quei gruppi che propongono agli uomini un radicale miglioramento delle proprie potenzialità e delle proprie capacità, attraverso tecniche che (...) non fanno immediato o principale riferimento ne al Cristianesimo ne alle religioni orientali. Lo slogan della [omissis] "fai esplodere il vulcano che è in tè" rappresenta bene il tipo di proposta di questi movimenti» (3).

OBIETTIVI, TECNICHE, PRASSI

Questi gruppi si presentano sotto diverse forme: associazioni culturali, centri di psicoterapia, con sigle che rimandano a espressioni straniere. Storicamente, sono nati dall'incontro tra certe frange della psicologia umanista, gruppi orientalisti che volgarizzavano tecniche yoga e precedenti «scuole per manager», già attive in USA sin dagli anni '50. Per sincerarsene, basti esaminare le varie tecniche che vengono applicate attraverso la serie dei corsi proposti: si possono infatti trovare - variamente dosate a seconda del gruppo - elementi di training autogeno, yoga, zen, varie forme di psicoterapia ed altro ancora.

Questi corsi, tutti ovviamente a pagamento e sempre in gran numero (o quasi un centinaio, come nel caso di [omissis]) sono successivi approfondimenti in un medesimo ambito (es.: la comunicazione), oppure riguardano ambiti diversi.

A ciò si devono aggiungere i corsi propedeutici, «di base».
La loro durata varia da due giorni (soprattutto nei week-end per i corsi base), a una settimana (per quelli più impegnativi), e si svolgono in alberghi compiacenti.
In essi si applicano tecniche che, prendendo a prestito la classificazione delle componenti dell'Uomo che ne fa Dinamica Mentale (4), sono destinate:

1. a livello fisico, a una maggior efficienza corporea (tali tecniche possono essere associate anche a una modificazione del regime alimentare, in genere in direzione egetariana, e alla pratica sportiva);

2. a livello emozionale, a un miglioramento nella sfera della socialità: aumento della comunicazione interpersonale, empatia verso l'Altro, maggiori capacità di ascolto. Questo livello, che comprende anche la sfera sessuale e quella del sentimento, è particolarmente curato da molti gruppi;

3. a livello mentale
, allo sviluppo della memoria e della capacità di concentrazione; aumento del Quoziente d'Intelligenza (QI); controllo del pensiero che, se negativo, è ritenuto origine e causa delle malattie psicosomatiche. Viene privilegiata inoltre la mente intuitiva e creativa piuttosto che quella razionale;

4. infine a livello spirituale (sviluppo e ampliamento della propria coscienza, totale autorealizzazione, consapevolezza), il soggetto viene portato a fare esperienze inusuali, quali i «viaggi astrali», il «channelling» o altre esperienze paranormali.

Anche questa classificazione è importante, per se stessa e perchè ci permette di distinguere i vari gruppi di S.P. Un gruppo infatti si diversificherà da un altro anche perchè agirà a livelli diversi.

Obiettivi comuni di questi gruppi sono l'affrancamento dell'individuo dai condizionamenti socio-culturali, paure, esperienze negative pregresse, sola condizione perchè egli possa poi esprimere le sue potenzialità, creatività, inventiva, nella vita privata, di relazione e nel mondo del lavoro. Non mancano poi gli obiettivi reconditi, legati più estesamente alle potenzialità «altre», quali la chiaroveggenza, la trasmissione e la lettura del pensiero (comunicazione telepatica), la preveggenza, i viaggi astrali, lo sviluppo delle proprie capacità taumaturgiche.

Spiccata, in molti di questi gruppi, è ladimensione magica, con velleità a volte esoteriche che, senza raggiungere la presunzione tutta scientologica di essere riconosciuti come religione, viene «trasmessa» all'allievo-adepto attraverso dei precisi corsi iniziatori. Ciò fa sì che tali gruppi siano catalogati giocoforza come sètte.

La proibizione di parlare di ciò che avviene in questi corsi, si richiama allo stesso antico divieto di divulgare le segrete conoscenze.


Molto più prosaicamente però, in questi corsi il soggetto - che ignora completamente ciò che gli accadrà - viene sconvolto da una tempesta emozionale provocata dall'uso molto spregiudicato di tecniche mutuate da certa psicoterapia, come poi si vedrà, dopo aver allentato le difese del suo Io mediante esercizi di rilassamento profondo. Far conoscere in anticipo al soggetto ciò che avviene ai corsi, oltre che dissuaderlo dal partecipare, annullerebbe l'«effetto sorpresa», fondamentale per impostare quel rapporto di dominanza-sottomissione che fatalmente, da quel momento, si instaurerà tra il corsista e l'istruttore.


Quanto sopra detto anticipa il particolare tipo di proselitismo adottato. Raramente gruppi del genere organizzano, per farsi conoscere, pubbliche assemblee o conferenze dimostrative, privilegiando invece il metodo del «passa-parola»: il corsi-sta-adepto ha l'obbligo morale di far conoscere il Gruppo ai suoi familiari, amici, colleghi di lavoro, vicini, parenti... magnificandone i risultati, ma dando informazioni vaghe sui modi in cui iottengono. Per conoscerli occorre fare il corso. Le leveche il reclutatore usa sono due: la prima consiste nel far prendere coscienza al neofita che gli manca qualcosa, un'esperienza nuova ad esempio, oppure la padronanza di doti o qualità - esistenti ma nascoste - che devono essere «tirate fuori» e valorizzate; la seconda consiste nel sottolineare le sue limitazioni e l'incapacità ad essere se stesso.
In molti gruppi è usanza che l'aspirante, prima di essere autorizzato ad accedere al corso, venga vagliato attraverso un colloquio di accertamento o la somministrazione di un questionario. Lo scopo è quello di conoscere le motivazioni che lo inducono a parteciparvi e le sue aspettative, oltre che ad avere il maggior numero di informazioni, di qualsiasi tipo, sul suo conto.

(3) M. Introvigne, Le nuove religioni, SugarCo, Milano 1989, p. 359.
(4) Cfr, Marcello Bonazzola, Dinamica Mentale Base, CRS-Idea, Bergamo 1985, p. 37.

-continua-

sabato 21 novembre 2009

Le "psicosette" di Maurizio Antonello - Introduzione

Il dott. Maurizio Antonello, morto nel 2003 a 49 anni, era psicologo e studioso dei MRA, ed esercitava la professione in provincia di Venezia; ha pubblicato questo articolo sulla rivista "Sette e Religioni", ESD, 3/1992, pp.368-404

NB. Un noto "gruppo" mi ha chiesto la cortesia di rimuovere il suo nome dall'articolo di Maurizio Antonello. Pertanto ho inserito [omissis]

Introduzione


Da circa un ventennio assistiamo, anche nel nostro Paese, a una sorta di riproposizione (innovata però nella sostanza come nei contenuti) della dimensione individuale, in tutti i suoi aspetti e manifestazioni, al contempo coerenti e contraddittorie: individualismo, ricerca interiore, narcisismo, edonismo, intimismo, coscientizzazione... tanto per citarne alcune.
Questa tendenza, viavia sempre più marcata, ha avvolto e trasformato ogni cosa, sottilmente. Ad esempio,riguardo al prototipo di uomo da imitare è in auge, come non mai, il modello americano, il «self made man», colui che si è fatto da sè e che non deve chiedere mai: una sorta di attualizzazione del classico homo faber per questo «Secondo Rinascimento».
Parallelamente a questo, sta prendendo sempre più piede una cultura (quasi religiosa) del corpo e della mente che connota le ultime mode e tendenze e caratterizza la nuova fede.Le palestre, i centri di abbronzatura, le cliniche di chirurgia estetica o gli studi degli psicoterapisticostituiscono alcuni dei nuovi templi.
La letteratura sull'argomento è ormai, a dir poco, sterminata. Contemporaneamente, si è assistito a una frammentazione sociale attuata a vari livelli, favorita dal crollo delle ideologie e dalla frantumazione dei blocchi preesistenti e dal superamento della divisione della società in classi omogenee e distinte.
I concetti dell'individualità e del soggettivo - riveduti e corretti - sono stati ora assunti a principi base per ogni piccolo gruppo conseguentemente formato e per ogni individuo che ne fa parte.
Ad esempio, politicamente, il post '68 è stato caratterizzato in gran misura da un riflusso nel privato oppure, da parte di alcune minoranze, dalla scelta della lotta armata, dalla riscoperta dell'Oriente o dall'impegno in gruppi o associazioni varie.
I tradizionali partiti hanno cominciato ad essere soppiantati dalle nuove forme del politico - nuove aggregazioni in gruppi di opinione, di opposizione e di pressione formatisi sulla spinta di «bisogni» concreti. Ci si riferisce, a solo titolo esemplificativo, ai gruppi ecologico-ambientalisti, alle associazioni dei consumatori, alle comunità per la produzione e la distribuzione di prodotti naturali...
La Storia stessa si è spezzettata in molte storie, rigorosamente locali, grazie al contributo dei numerosissimi gruppi storico-culturali o archeologici, realtà spontanee ormai molto diffuse. A quanto pare anche la geografia politica deve modificare le sue mappe - basti pensare a quanto sta accadendo all'Est - riorganizzate tenendo in maggior conto le etnìe presenti nel territorio.
Si sta assistendo quindi a tutta una seriedi parcellizzazioni, di frammentazioni successive, dal grande al piccolo, fino ad arrivare all'unità, all'uomo, ai suoi bisogni ed esigenze.
Molti vedono in queste ed altre trasformazioni dei segnali di cambiamento globale del nostro modo di vivere, di pensare e di essere. Esse testimoniano, secondo costoro, il passaggio dalla vecchia era astrologica dei Pesci a quella dell'Acquario.
Anche la religione ufficiale, oltre a subire (o provocare) in se stessa dei cambiamenti, assiste alla crescita di numerosissime sètte religiose, la cui aggressività nel proselitismo, metodi e tematiche era fino a poco tempo prima sconosciuta.

Questa variopinta e a voltecontraddittoria congerie di idee, cambiamenti, innovazioni, gruppi, aggregazioni o singoli è globalmente compresa nel firmamento del New Age, la Nuova Era. Essa è una mentalità, un nuovo modo di intendere, di pensare e di concepire se stessi, la propria vita, la società, Dio stesso. Questo presuppone un nuovo ordine sociale, un radicale cambiamento di vita, abitudini, pensieri alla soglia del nuovo Millennio.

«L'onda - come la definisce Jean Vernette - si è formata negli Stati Uniti intorno agli anni '70 in seguito al movimento di "controcultura", ma già negli anni '60 la commedia musicale Hair aveva cantato l'avvento di Acquarius e salutato gli albori dell'Acquario» (1).

Cambiamenti sono avvenuti anche nell'approccio verso la medicina ufficiale, validamente affiancata da quella naturale, non aggressiva, olistica, decisamente meno meccanicista e più propensa a ricercare origini e cause delle malattie nell'ambiente e nella storia del soggetto e, soprattutto, nella sua psiche.

A tal proposito Jean Vernette, nel suo già citato libro, così si esprime:

«E stupefacente il cambiamento di paradigma operato dal NEW AGE soprattutto in materia di terapie e di tecniche di guarigione. Ai nostri giorni sono sempre più numerosi i medici e i gruppi di intervento terapeutico che fanno appello all'approccio olistico, alla medicina naturale e ai metodi di sviluppo del potenziale umano» (2).

(1) J. Ve rnette, // New Age, ed. Paoline, Milano 1992, p. 5.
(2) Ibid., p. 78.

-continua-

giovedì 12 novembre 2009

Centomila euro alla psico-setta per risolvere situazioni difficili

Bari, 29 settembre 2009- Sono state rinviate a giudizio dal gup di Bari, Marco Guida, le dieci persone coinvolte nell'inchiesta sul “Metodo Arkeon” aderenti ad una “psico-setta” utilizzavano tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali. Nell'indagine sono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti a minori e incapacità procurata da violenza. Il periodo di riferimento è quello tra il 1999 e il 2008: per partecipare ai seminari della Arkeon le somme partivano da un costo minimo di 260 euro ed arrivavano, via a via che si passava di livello, a somme elevatissime. Una coppia del nord Italia, che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale, ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro. A capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano.

martedì 10 novembre 2009

Maestro di una psico-setta accusato di violenza sessuale

Era definito il maestro di una psico-setta chiamata "Tha sacred path", si chiama Antonio Morello e ha 67 anni. Avrebbe violentato due donne convincendole che questo fosse l'unico rimedio per guarire dal trauma di presunti abusi infantili. In 10 anni erano 10mila in tutta Italia gli adepti della sua terapia chiamata 'metodo Arkeon'


Una setta conosciuta in tutta Italia, tanto da vantare ben 10mila iscritti, raccolti in 10 anni di attività. Secondo un'indagine partita da Bari sarebbero in molti ad essere stati truffati dal metodo da loro adottati chiamato "Arkeon", vagamente ispirato alle discipline orientali.

Il filone barese ipotizza i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, esercizio abusivo delle professioni di psicologo e medico, violenza privata e maltrattamenti ai danni minore. Il pm di Milano Giovanni Polizzi ha chiesto invece il rinvio a giudizio del 'maestro' della psico setta chiamata 'The sacred path', accusato di aver violentato due donne convincendole che questa fosse l'unica "terapia", dopo avergli fatto credere di essere state vittime da bambine di molestie sessuali, in realtà inesistenti.

Lui si chiama Antonio Morello e ha 67 anni. La Procura di Milano gli "contesta" due episodi di stupro che si sarebbero verificati nella sua abitazione tra il 1999 e il 2002. Secondo l'accusa, l'imputato condizionava psicologicamente le sue vittime convincendole di essere state da bambine vittime di episodi di pedofilia. Le induceva così a pensare di avere subito dei traumi che dovevano essere rimossi con una terapia basata su atti sessuali.

lunedì 9 novembre 2009

REIKI, OSSIA GUARIRE CON LE MANI

Articolo recuperato dall'archivio online di Repubblica ove si parlava delle pratiche del reiki già nel lontano 1996
Arkeon è poi nato nel 2000, utilizzavano comunque le pratiche di iniziazione del reiki, si parlava di energia, dello spirito, della cura dell'anima ecc... e i costi attualizzati in euro



Repubblica — 04 maggio 1996 pagina 17 sezione: SALUTE

Guarire con le mani. Attraverso l' energia che queste tramettono alla parte del corpo malato. Con la stessa naturalezza di chi si appoggia la mano alla testa che duole o alla guancia per il mal di denti. Non è una pratica di pranoterapia anche se sembra somigliarvi, ma si chiama Reiki ed è un metodo di autoguarigione e guarigione che arriva dal Giappone. Si basa sugli studi e le ricerche del monaco e medico Mikao Usui, inventore di questo sistema di cura largamente diffuso tra i giapponesi fino agli anni ' 40. "Rei" significa energia cosmica universale, la stessa che i cinesi chiamano "Chi" e gli indiani "Prana". "Ki" invece è la manifestazione individuale di questa energia. Oltre che negli Stati Uniti, negli ultimi anni il Reiki si sta diffondendo sempre di più anche in Italia: si moltiplicano i maestri che in seminari diffondono la tecnica orientale, tramandata oralmente con un rituale di iniziazione a tre diversi livelli. E' facile pensare a qualcosa di magico o esoterico, ma i maestri di Reiki rifiutano questo tipo di approccio.

Preferiscono, come afferma Vito Carlo Moccia, specialista in scienze comportamentali con il master in Behavioural Studies e Counseling in Psycosomatic Diseases presso la Jolla University di San Diego in California, parlare di

"un passaggio di energia che attraverso le mani arriva al corpo fisico, alle emozioni, alla mente e allo spirito".

Si tratta di mettere in sintonia la propria energia vitale con quella universale, spiega Moccia

"avviando un processo di guarigione olistica del corpo, che libera le emozioni somatizzate, apre mente e spirito portando alla consapevolezza sulle cause della malattia".

Con il Reiki si cura ogni tipo di malattia, anche quelle considerate senza speranza.

Ultimamente la cronaca si è occupata ad esempio di Ugo Bonessi, pianista e compositore romano, malato di Aids: "miracolato", ha ritrovato energia, salute e voglia di vivere proprio attraverso questa terapia. Un altro maestro, Paolo Mancini, sottolinea che il Reiki "appartiene a tutti quelli che desiderano imparare l' arte del guarire: non è una religione, è assolutamente innocuo, e con il Reiki si aprono i propri canali energetici, si attivano le facoltà psichiche e soprattutto si impara a richiamare l' energia cosmica, a trasmetterla per guarire o autoguarirsi attraverso le mani e la mente".

Apparentemente semplice, la descrizione della tecnica sfuma nel mistero parlando di "livelli". Soprattutto relativamente per quanto riguarda i costi dell' apprendimento. "I seminari del primo livello costano circa 900 mila lire comprendendo anche il soggiorno che va da tre giorni ad una settimana. La cifra resta più o meno simile per il secondo livello, mentre per il terzo si va dai 3 milioni e mezzo fino a 20 milioni", racconta Arnaldo Cinquetti di Genova, esperto di corsi e maestri di Reiki in Italia, nonché "iniziato" alla pratica dalla maestra americana Marta Getty. I livelli corrispondono alle tre fasi di crescita e guarigione: il primo riguarda il corpo, il secondo la mente, il terzo la coscienza. "Nel primo livello gli allievi ricevono l' apertura dei canali energetici e apprendono l' autotrattamento veloce e quello completo con l' imposizione delle mani sul corpo" prosegue Cinquetti, "nonché quello dei cinque organi, che riguarda le posizioni delle mani sui polmoni, sul cuore, sul fegato, i reni e sulla milza. Non si curano solo gli organi, perché questi simbolicamente corrispondono anche all' emozionalità, ossia a coraggio, amore, rabbia, tenerezza, ecc. Al secondo livello si ricevono tre simboli sacri e segreti con cui si possono fare trattamenti di guarigione mentale ed emozionale anche a distanza. Il terzo è ancora più sottile ed è l' iniziazione a maestro di Reiki". I processi innescati dall' energia del Reiki, conclude Mancini "attivano una riarmonizzazione di tutti gli squilibri passati e presenti, spesso coinvolgendo problemi ormai dimenticati. E' una disintossicazione del corpo e dell' anima". Insomma basta crederci, affidarsi al maestro giusto e, ovviamente, pagare. INDIRIZZI UTILI: Paolo Mancini, Federazione Italiana Reiki, Roma 06/8888134. Vito Carlo Moccia, Reiki Masters, 0335/230211. Marta Getty, presso Biosintesi, Milano 02/4984210. - di MARA AMOREVOLI

domenica 8 novembre 2009

I CULTI EMERGENTI DISTRUTTIVI

Nei tempi attuali si nota una gran fioritura di nuovi – o riciclati – movimenti religiosi, spesso definiti “sette” o “culti emergenti”. Questi, provenendo da lontane culture, spesso si incrociano con le tradizioni europee dando luogo a religiosità sincretiche. Ma, come in tutte le cose, esiste anche un lato oscuro di essi, sommerso e spesso negativo. Sono i casi tipici di quei movimenti emergenti nei quali i capi carismatici strumentalizzano, e sfruttano a scopi egoistici, gli aneliti delle persone alla trascendenza e verso il sacro. In questi casi, si tratta di una vera e propria manipolazione psicologica degli aderenti, che segue uno schema collaudato ed efficace.

Vediamone le tappe. Innanzi tutto, i culti distruttivi tendono ad isolare l’adepto dalla comunità in cui era vissuto e dalla società. Se ne rimuove la privacy, lo si priva del sonno e gli si procura uno stato di affaticamento fisico mediante l’imposizione di pratiche ripetitive, peraltro assurde. Un’altra tattica per isolare il nuovo aderente, è quella di imporgli la dipendenza finanziaria dal gruppo e, viceversa, di rimettere ogni suo bene materiale per il benessere della “setta”. Ciò provocherebbe una de-responsabilizzazione nell’adepto, per cui il plagio psicologico avverrebbe più facilmente. Queste tecniche, a ben vedere, sono praticate al fine di manipolare i pensieri e le sensazioni dei nuovi aderenti, rendendolo un vero e proprio “zombi” sotto il profilo psicologico. Pensieri e sensazioni che, peraltro, risulterebbero essere già labili ab initio, giacché il fatto stesso di aderire al nuovo – e spesso strano – movimento religioso è indice di disagio psichico e culturale del novizio. Si provi ad esempio, a recitare ogni giorno per 1728 volte – come impone il movimento di Hare Krishna – il mantra: “Hare Krishna, hare Xrishna, Krishna Krishna, hare hare. Hare Rama, hare Rama, Rama Rama, hare hare”. E vediamo se non ci si imbambola mentalmente! Alle tecniche di “zombizzazione” seguono, o vengono affrontate sinergicamente, l’indottrinamento specifico e peculiare del culto distruttivo. Nella maggior parte dei casi, la dottrina è di tipo misterico alla quale bisogna credere fermamente e, soprattutto, supinamente. Ciò implica il rifiuto delle vecchie credenze religiose da parte del-l’aderente, nonché dei valori tipici della società contemporanea. Nel contempo “si tratta” l’adepto con tecniche di natura ipnotica, che in certi movi-menti vengono definite “meditazione”, e si determina uno stato di alta suggestionabilità accompagnato, in altri casi, dal giudizio di approvazione – o di disapprovazione – da parte dei componenti anziani del movimento. In alcuni casi l’aderente viene bombardato da “messaggi subliminali” di contenuto misterico, quali poche parole contenute dentro lunghi e confusi scritti. Infine, il culto distruttivo deve assolutamente preoccuparsi del mantenimento nel gruppo del nuovo aderente. A tal fine, si produce una assoluta aproblemicità. Ad esempio, a una domanda posta dall’aderente, si risponde con una controdo-manda evasiva. Altra tecnica di mantenimento è quella del “senso di colpa” e del “ricatto”: attingendo al passato vissuto dall’adepto ed esacerbando i suoi errori, lo si induce ad avvertire la necessità aggregativa al nuovo gruppo e a scoaggiarlo – spesso drammaticamente – ad avere legami con le vecchie abitudini e relazioni sociali. Peraltro l’obbedienza alla setta viene mantenuta anche attraverso minacce più o meno velate, di punizioni o di rivelazioni degli errori compiuti. Infine si pretende la conformità di vestiario e il senso della scala gerarchica nella setta.
In alcuni movimenti distruttivi, verrebbe usata la tecnica delle “docce alternate”: con questa, si premia l’aderente per un’azione fatta mentre, in altra occasione, la stessa azione viene punita o stigmatizzata.
Si produce così, nell’adepto, la convinzione che non potrebbe egli, nella “società esterna”, comportarsi correttamente. C’è da dire, infine, che attorno a questi “culti emergenti” distruttivi gravita un giro impressionante di miliardi, e spesso affari per nulla “puliti”. Da questi dati emerge che le sette pescano nel malessere degli strati più deboli della società: non è tanto il crollo dei valori religiosi a giustificarle, quanto di una gerarchia organica di valori e di un sistema etico coerente. Tanto è vero che ri-sulta essere in atto, nel contesto societario occidentale, una smania incontrollata al consumismo che determina perfino il consumo di nuovi prodotti per l’anima. È la ricerca, da parte di questi nuovi culti, di un benessere immediato spirituale, al di là dei paradisi futuri post-mortem.

giovedì 5 novembre 2009

La psico-setta Arkeon rinviata a giudizio!

Arkeon rinviata a giudizio: associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza.

Il “fenomeno” delle psico-sette è difficile da definire, poiché immediatamente sorgono delle domande: dov’è la linea di confine che separa una psico-setta da una religione? Dove finisce la fede ed inizia il plagio?

In questo articolo, ancora una volta spiegherò il significato che il sottoscritto attribuisce al termine setta, anche se magari qualche criminologo nega che si possa utilizzare il termine setta fuori dal contesto del satanismo, forse perché o non si è documentato abbastanza oppure perché magari fornisce “consulenze di parte” proprio alle sette oppure ancora ignora perché cristallizzato su preconcetti.

Affermare che ad esempio le sette non si trovano sulle pagine gialle, è decisamente una banalità; poiché alcune sette anelano proprio ad un riconoscimento ufficiale al fine di fare maggiore proselitismo. In tali sette, ciò che viene mostrato al “pubblico” quasi sempre discorda da ciò che accade realmente all’interno della comunità settaria. A questo punto, qualcuno penserà che per il sottoscritto il termine “setta” ha una valenza negativa. Non è propriamente vero.

Il termine “setta” deriva dal latino sector, rafforzativo di sequor che significa “seguire”. Quindi è la propensione di uno o più invividui a seguire l’insegnamento di un maestro o leader che si ritiene illuminato e quindi in possesso di “grandi verità in grado di aportare miglioramenti alla nostra vita e alla nostra sfera spirituale”

E’ forse negativa questa cosa? No, decisamente no!

Se invece un “percorso di conoscenza” viene commercializzato? Beh, personalmente credo che queste “grandi verità” non possano essere vendute al “chilo”…

Come riconosciamo una psico-setta?

Alcuni fattori diciamo che sono standard:

-INDOTTRINAMENTO: distacco totale dai vecchi valori, sottoposizione a metodi e letture di difficile comprensione tese a creare maggiore caos nella psiche del soggetto che si sta indottrinando, incoraggiamento al rispetto della gerarchia e dell’obbedienza, della fedeltà… adeguento alle regole della congrega e così via..

-ISOLAMENTO: l’isolamento avviene parallelamente all’indottrinamento, poiché lo stradicamento del soggetto dal contesto famigliare è essenziale, così come è essenziale rimuovere la propria privacy e “confidarsi” con gli altri adepti… in qualche psico-setta poi vi è anche una dipendenza finanziaria

L’indottrinamento e l’isolamento creano un impegno mentale costante, così come una pressione psicologica costante e alla fine al vittima cede e diventa ingranaggio della comunità settaria.

Chiunque può avvicinarsi inconsapevolmente ad una psico-setta… e i motivi sono tanti… ci si può avvicinare perché magari si desidera intraprendere un percorso di vita e spirituale migliore, oppure perché si ha un problema come la tossicodipendenza, l’alcolismo e simili oppure ancora si è un soggetto debole, con evidenti fragilità e problemi comportamentali.

Tutta questa introduzione per arrivare a dire, che secondo la mia opinione Arkeon è una psico-setta, controversa e sicuramente con qualcosa di poco chiaro, datosi che è stata ed è oggetto di indagine.

Marco Guida, il gup del tribunale di Bari ha rinviato a giudizio dieci persone coinvolte nell’inchiesta sul “metodo Arkeon”. Secondo l’accusa Arkeon è una psico-setta, che utilizzando delle tecniche ispirate vagamento alle filosofie orientali, nell’arco di dieci anni sarebbe riuscita a fare proseliti, sviluppando una comunità di 10 mila adepti in tutta Italia. Sempre secondo l’accusa Arkeon ha truffato molte persone, obbligandle a comprare costosissimi seminari, in grado secondo Arkeon, di proporre tecniche per la guarigione dai tumori, dall’AIDS, dall’infertilità e da problemi di carattere spirituale.

Delle tecniche che propongono la guarigione dall’AIDS e dai tumori… capite cosa accade? Si promettono miracoli a suon di soldoni…

Alle dieci persone coinvolte nell’inchiesta sono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Il periodo nel quale si sarebbero svolti tali reati è compreso tra il 1999 e il 2008.

Il leader dell’organizzazione, Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro e residente a Milano, che affermava di essere uno psicologo, senza avere alcun titolo, andrà alla sbarra anche lui, poichè secondo l’inchiesta del sostituto procuratore Francesco Bretone, era colui che dirigeva l’associazione criminale. Il pm Bretone sostiene: “Nei seminari, Moccia faceva fare esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e all’accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal maestro. Tra gli esercizi richiesti c’era quello di travestirsi e andare a chiedere l’elemosina per strada o sottoporsi all’esercizio del no limits, durante il quale, secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. Alcuni ragazzini inoltre, sarebbero stati costretti ad assistere a episodi di forte impatto emotivo: un bimbo di dieci anni vide la mamma picchiare l’ex convivente, un diciassettenne conobbe particolari sulla vita sessuale del padre”.

Le indagini su Arkeon sono partite nel 2006 dopo che alcuni ex seguaci avevo fatto delle dichiarazioni nelle trasmissioni televisive: “Tutte le mattine” di Maurizio Costanzo e “Mi manda Raitre” di Andrea Vianello.

Gianni Leone

lunedì 2 novembre 2009

"Gaslighting"



Il termine "Gaslighting" deriva dal titolo del film "Gaslight" del 1944 del regista americano Georg Cukor con Ingrid Bergman e Charles Boyer.Il film si svolge nell'Inghilterra vittoriana dove un gentiluomo persuade la giovane moglie ad abitare nella vecchia casa dove è cresciuta e dove fu assassinata (da lui, naturalmente) sua zia e con una diabolica strategia psicologica, alterando le luci delle lampade a gas della casa, la spinge sull'orlo della pazzia.


Da qui, il termine gaslighting è utilizzato per definire un crudele comportamento manipolatorio messo in atto da una persona abusante per far si che la sua vittima dubiti di se stessa e dei suoi giudizi di realtà, cominci a sentirsi confusa, creda di stare impazzendo.



Il gaslighter, così viene definito colui che mette in atto tale manipolazione mentale, fa credere alla vittima di stare vivendo in una realtà che non corrisponde alla realtà oggettiva, la fa sentire sbagliata, mina alla base ogni sua certezza e sicurezza, in sostanza agisce su di lei un vero e proprio lavaggio del cervello. La ricerca dimostra che nella stragrande maggioranza dei casi la vittima e il gaslighter sono relazionalmente vicini, quasi sempre partner o parenti stretti.



Il comportamento di gaslighting attraversa tre fasi fondamentali:
1) Incredulità: la vittima non crede a quello che sta accadendo nè a ciò che vorrebbe farle credere il suo "carnefice"
2) Difesa: la vittima inizia a difendersi con rabbia e a sostenere la sua posizione di persona sana e ben "piantata" nella realtà oggettiva
3) Depressione: la vittima si convince che il manipolatore ha ragione, getta le armi, si rassegna, diventa insicura e estremamente vulnerabile e dipendente.


Esistono tre categorie fondamentali di manipolatore:

1) il bravo ragazzo che sembra avere a cuore solo il bene della vittima ma in realtà antepone ad ogni altra cosa i propri bisogni
2) l'adulatore che attua la manipolazione in maniera strategia lusingando la vittima
3) l'intimidatore che utilizza il rimprovero continuo, il sarcasmo, l'aggressività diretta

Lo scopo del comportamento di gaslighting, comune alle tre categorie di manipolatori, è ridurre la vittima a un totale livello di dipendenza fisica e psicologica, annullare la sua capacità di scelta e responsabilità.

Si tratta di una grave forma di perversione relazionale che rende le vittime talmente assuefatte e dipendenti da essere nella maggior parte dei casi inconsapevoli rispetto a ciò che sta loro accadendo. La violenza si cronicizza non appena la vittima entra nella fase depressiva, quella in cui si convince della ragione e anche della bontà del manipolatore (che si prende cura di lei, la capisce, la sostiene) che non a caso è spesso addirittura idealizzato. Ecco che si crea così il paradosso, in cui la vittima idealizza il proprio carnefice. Proprio per quanto detto finora è difficile che chi è vittima del gaslighter si renda conto della situazione perversa in cui vive e chieda aiuto, cosa ancor più vera se si pensa che essa diventa così dipendente da isolarsi anche a livello sociale per la paura di essere inadeguata o giudicata pazza. Più spesso la richiesta di aiuto o la capacità di far "aprire gli occhi" alla vittima arriva da chi le sta intorno, altri familiari, amici o colleghi. E' allora che può e deve iniziare il percorso di ricostruzione della propria identità, della fiducia e del senso di sè che porti la donna a liberarsi da una relazione perversa e dolorosa.

Tratto da : http://www.psicoterapiapsicologia.it/articoli-psicologia-psicoterapia/il-gaslighting-o-manipolazione-mentale


Cosa fare per poter aiutare le vittime di questi soggetti?
La prima cosa utile è l'informazione.

Immaginate una vittima che, una volta resasi conto della situazione in cui si trova, pensi alla possibilità di reagire: come fa a spiegare tutto questo? A chi lo potrà spiegare? Ha denaro e disponibilità di tempo a sufficienza per potersi far aiutare da professionisti? Sarà compresa?

Le sue possibilità aumenteranno proporzionalmente alla conoscenza di questi fenomeni nelle persone a cui si rivolgerà.

Anche per questo è stata creata una guida per gli operatori di Polizia, affinchè possano meglio riconoscere il fenomeno e gestire il contatto con le potenziali vittime di questi fenomeni (http://poliziadistato.it/articolo/10144-Stalking_dalla_Polizia_un_aiuto_per_vittime_e_operatori).

Generalmente, va aggiunto, il contesto (quasi sempre controllato dal molestatore) difficilmente potrà aiutare la vittima in maniera efficace.

Paura di problemi, indifferenza, pregiudizi, opera di diffamazione e manipolazione del gruppo da parte del molestatore, sembreranno alla vittima un muro invalicabile. Non va dimenticato che la stessa vittima, nella maggior parte dei casi, è una persona confusa e molto indebolita psicologicamente dal molestatore.

Se ricevete richieste di aiuto (che sono spesso “cifrate” e quindi non esplicite), offrite supporto. Anche il semplice ascolto e lo sforzo di comprensione posso fare, soprattutto all'inizio, moltissimo.

Chi chiede aiuto, del resto, ha già superato la fase di aver preso coscienza di essere vittima di uno di questi fenomeni, ma sente di trovarsi di fronte ad un problema enorme ed impalpabile, ramificato: un muro spesso e difficilmente sormontabile.

Se possibile, indirizzate queste persone a chiedere l'ausilio di professionisti: psicologi, avvocati, forze di polizia, centri di ascolto. Esortatele a documentarsi, anche in modo empirico, almeno inizialmente. Spesso queste persone non sanno nemmeno (o non si rendono pienamente conto) di essere vittima di qualcosa che è stato inquadrato, studiato, e magari anche punito dalla legge.

E' auspicabile un inquadramento normativo, credo, che punisca anche questa varietà di comportamenti la cui soluzione più efficace, nella fase iniziale, sembra essere proprio quella dell'auto-aiuto, e soprattutto dell'aiuto di chi ha contatti con la vittima, onde attivare poi una vera reazione che possa portare a interventi esterni, anche di tipo giudiziario.

La parte più difficile del viaggio è uscire dalla porta.
Nicky Persico

http://escialloscoperto.blogspot.com/2009/06/gaslighting.html